E’ passato poco meno di un mese dalla pubblicazione del nostro articolo sul nuovo concetto di e-bike diffuso da Focus, ed è proprio il gruppo tedesco ad offrirci l’opportunità, tramite la filiale italiana, di effettuare un breve test sul campo per saggiare le qualità delle nuove Focus Jam2 e Bold2, le cosiddette “squared” (cioè “al quadrato”) o, per meglio dire, le mountain bike di seconda generazione.

focus jam2

Io mi concentrerò sulla Jam2 per questo Short Test il cui scenario è Nago, ovvero la parte settentrionale del Lago di Garda.
Breve presentazione per rispolverare le caratteristiche che delineano i due nuovi modelli a pedalata assistita:
nuovo motore Shimano Steps E8000, compatto e leggero da permettere l’utilizzo di un carro posteriore di dimensioni ridotte che svolge al meglio la sua funzione, per le Jam2, grazie all’adozione della nuova tipologia di sospensione Fold;
– escursione anteriore di 120 mm affidata a RockShox Yari o Sector per Bold2, che raggiunge i 140 mm, sia front che rear per tutti i modelli di Jam2, sempre equipaggiati con Rock Shox. Yary o Sector all’avantreno e Monarch posteriormente, nelle versioni R o Rt a seconda dell’allestimento;

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Focus ha ideato un sistema che permette di alloggiare un portaborraccia (come si vede in questa foto e nella foto più alto) nella posizione canonica. Con questo assetto la batteria Impulse singola è capace di 378Wh, sufficienti per un giro come quello descritto in questo articolo.

batteria Impulse da 378 Wh, sviluppata direttamente da Focus e integrata nel tubo obliquo, abbinabile ad una seconda batteria esterna della stessa capacità, da applicare sui fori di attacco del portaborraccia tramite un apposito kit venduto separatamente;
gruppo Shimano Deore Xt Di2 per il top di gamma e Shimano Slx a 11 o 10 velocità per i restanti modelli di entrambe le gamme;

focus jam2
Il pacco pignoni Shimano a 11 velocità 11-46 è decisamente indicato per una e-bike

– nuovo display Shimano SC E8000;
– una nota non proprio piacevole sulla batteria integrata: per ricaricarla non è possibile rimuoverla dal telaio se non rimuovendo anche il motore, operazione decisamente poco agevole se ci si trova a corto di carica durante un’uscita.
E adesso finalmente si pedala.

focus jam2
L’interruttore di accensione è posto sul tubo superiore


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Pronti a pedalare
Rapidissimo cambio d’abbigliamento e assegnazione dei mezzi da testare.
Io, come del resto anche gli altri colleghi, miro ad una full in taglia L, ma mi devo accontentare di una Jam2 XL, nemmeno poi grande per le mie caratteristiche fisiche.
Il simpatico meccanico di Focus, un teutonico ragazzone barbuto con tanto di infradito ai piedi, asseconda le varie richieste dei giornalisti, tra cui la mia di invertire i freni, in stile motociclistico.
Ci chiedono peso, altezza e pedali e, in men che non si dica ci mettono in sella e, nonostante io sia un po’ scettico per l’approssimazione della taratura delle sospensioni, partiamo al seguito della guida.
Attivo, come ormai d’abitudine quando utilizzo bike a pedalata assistita, il Gps che oltre a registrare il tracciato mi indica anche, cosa molto importante come vedremo in seguito, l’altimetria, ovvero quanto dislivello ho affrontato durante la mia uscita.
Controllo la carica della batteria, che risulta piena, mostrandomi dopo poche pedalate in modalità Eco un range di 93 km.
La guida ci conduce attraverso le strette vie del piccolo borgo di Nago, dal quale si gode una vista mozzafiato su buona parte del lago, punteggiato da una miriade di piccole vele colorate spinte da un incessante e caldo vento, insolito per la fine di ottobre.

focus jam2
Il passaggio dei cavi è ben curato, sia per il freno a disco posteriore che per il cambio.


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Ma c’è poco da guardarsi attorno, concentrato come sono nel prendere dimestichezza con i comandi: il trigger a destra serve per comandare elettronicamente gli 11 rapporti del pacco pignoni 11-46 (e corona anteriore da 38 denti) e a sinistra il comando Shimano Firebolt 8000 che permette di gestire i tre setting (Eco, Trail e Boost) del motore, mentre la visualizzazione dei dati disponibili sul piccolo display è demandata ad un tasto posto nella parte bassa dello stesso, operazione che costringe a togliere una mano dal manubrio.
Per la customizzazione delle impostazioni esiste l’app E-Tube, che però in questa occasione non abbiamo avuto modo di testare.

focus jam2
La sospensione posteriore fa ricorso allo schema Bold che ha fatto il suo debutto quest’anno con la Focus Jam e 01E. Qui i dettagli.

focus jam2

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Affronto un tratto acciottolato molto sconnesso con numerose e insidiose canaline di scolo, su cui le Focus Jam2 scorrono velocemente.
Fino a questo punto l’assistenza del motore non è mai entrata davvero in gioco, se non per brevissimi tratti, e l’idea che mi balena in testa è quella di ripercorrere più tardi il tratto acciottolato in senso opposto, per affrontare una salita alquanto sconnessa con una accentuata pendenza, in alcuni tratti prossima al 20%.

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Il connettore per collegare la seconda batteria sul telaio della Jam2
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Ed ecco la seconda batteria installata.

Continuo a pedalare sulle sponde del lago, fino a raggiungere le ripide stradine a margine dei terrazzamenti di olivi, e qui entra in gioco l’assistenza del motore, coadiuvata dal piacevole cambio elettronico Shimano Di2, molto più preciso di me, che con il comando push-push sbaglio il passaggio da Eco a Trail, annullando completamente l’assistenza nel punto di massima pendenza, dove rimango inchiodato.
Niente panico: seleziono Trail, il pignone da 32 e riparto agevolmente, ovvero in un modo improponibile con una Mtb “muscolare”.
Mi inerpico agevolmente con un minimo di sforzo tra gli ulivi che si affacciano sul lago e scambio commenti con chi alternativamente mi pedala a fianco: siamo tutti concordi nel ritenere le e-Bike una proposta ciclistica senza ritorno per molti appassionati: chi la prova faticherà a ritornare sulla “vecchia e cara muscolare”.

Riunito il gruppo ognuno opta per una propria soluzione di rientro al punto di partenza, ed io torno a ripercorrere il difficile tratto acciottolato.
Affronto il primo strappo in modalità Eco, superando facilmente ogni asperità del terreno, quindi passo in Trail e la storia cambia radicalmente, la cadenza di pedalata si fa più veloce e precisa, e in breve sono di nuovo a Nago.

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Il motore Shimano Steps con corona da 38 denti

Ma non posso terminare qui l’uscita, la mia sfida è con la batteria, voglio vederla scendere di livello fino all’esaurimento, curioso di sapere se davvero il cambio elettronico continuerà a funzionare o si bloccherà nel rapporto inserito.
Una persona del posto mi indica la strada che porta al passo di Santa Barbara, quindi imbocco la salita che si fa subito impegnativa.
Passo da Eco a Trail, la spinta è davvero notevole tanto da permettermi di utilizzare, nonostante la pendenza, un pignone posteriore da 28 o anche da 24 denti.
Quasi 4 chilometri di salita nel bosco, che non mi accorgo di percorrere, e nel frattempo mi sono rimaste 2 delle 5 tacche che indicano il livello di carica.
Continuo lungo la statale alla volta del passo, sfilando agevolmente un gruppetto di stradisti che arrancano alla volta di Ronzo, dove imbocco la strada per il passo, fiducioso che la batteria mi assista fino allo scollinamento, da dove poi sarà quasi tutta discesa fino a Nago.

focus jam2


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Ma al secondo tornante un bip, confermato dalla luce rossa della riserva, mi avverte che la carica si sta esaurendo, quindi inverto la rotta e ritorno sulla strada percorsa poco prima, imboccando però un bel sentiero immerso nel bosco, dove mi fermo per togliere un minimo di aria dalla forcella, operazione che rende la Jam2 più precisa nella guida in un tratto tecnico disseminato di tornatini stretti e radici affioranti.
Riprendo la strada asfaltata ed ho ancora un po’ di autonomia, quindi opto per risalire fino all’esaurimento della carica, cosa che avviene dopo 500 metri.
Il computer continua a mantenere le sue funzioni, così come il cambio elettronico.
Bene.
Rientro alla base molto soddisfatto dal comportamento del mezzo ma un po’ deluso dalla ridotta autonomia della batteria, che si attesta attorno ai 30 km.
Mi sarei aspettato qualcosa di più.
Nel viaggio di ritorno verso casa ripenso al percorso, una trentina di chilometri in cui mi sono anche divertito senza dover dar fondo alle mie energie, ma in fin dei conti una cosa da poco.
Niente di più sbagliato: quando scarico i dati del Gps i chilometri corrispondono a quelli registrati dal computer della Focus Jam2, il percorso è quello su cui ho effettivamente pedalato, ma il dislivello in ascesa è di… 1217 metri!

Non ci posso credere, faccio quattro calcoli, carte alla mano, ed è corretto.
Tutto quadra e allora ripenso a quanto ho spinto in salita utilizzando l’erogazione Trail, tirando un po’ il collo alla batteria di “soli” 378 Wh, non posso che essere soddisfatto del comportamento globale della Jam2.
Io e lei ci siamo già dati un appuntamento per il 2017, ci rivedremo sui sentieri di casa mia: lei mi ha promesso che verrà, questa volta accompagnata anche dalla seconda batteria, per un test approfondito che poi vi racconteremo.
A presto Focus Jam2.

Qui gli altri test di e-bike pubblicati fino ad ora.