scritto da Paolo Guerrieri in Tecnica il 26 Mag 2017

ANTEPRIMA – Rocky Mountain Altitude Powerplay: un altro step

ANTEPRIMA – Rocky Mountain Altitude Powerplay: un altro step
        
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La sfida per le e-bike oggi è quella di reggere il confronto con le Mtb “tradizionali”, ovvero riuscire a dare assistenza al biker qual tanto che basta per consentirgli di superare dei limiti ma senza snaturare il piacere della guida, il divertimento e anche la fatica.
Rocky Mountain ha raccolto questa sfida e ha ridisegnato il concetto di e-bike con la nuova Altitude PowerPlay, che è stata presentata ai media nel paese di Valberg sulle Alpi marittime francesi, teatro di una tappa dell’Enduro World Series lo scorso anno.
Ed eBikeCult c’era.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

La Rocky Mountain Altitude PowerPlay viene presentata come una mountain bike a pedalata assistita con motore elettrico sviluppato da Rocky Mountain che unisce alla nota maneggevolezza e qualità di guida della Altitude un sistema elettrico compatto e potente.
In più porta al debutto un telaio in fibra di carbonio che, a seconda delle versioni, è abbinato a un carro anch’esso in fibra oppure in lega Form Alloy.
Il risultato è una e-bike che si comporta come una vera mountain bike adatta a tutto, dai sentieri di montagna alle discese alle lunghe uscite, ed è pensata specificamente per un uso trail aggressive.
Ed è anche sviluppata e prodotta in Canada.

Wade Simmons e la nuova Altitude Powerplay Carbon 90 – Photo by Matt Wragg

Il progetto di una e-bike che permettesse di mantenere il più possibile le caratteristiche di guida di una Mtb “muscolare” nasce tre anni fa.
Per quanto riguarda l’unita motrice Rocky Mountain non si è affidata a soluzioni già presenti sul mercato, piuttosto ha sviluppato in proprio un sistema, chiamato PowerPlay, con caratteristiche e ingombri tali da non penalizzare la guida e la sua collocazione molto in basso ha permesso di ottimizzare il baricentro.
La batteria è disposta all’interno del tubo obliquo dunque non accessibile e al riparo da qualsiasi agente esterno e questa collocazione “nascosta” ha l’ulteriore pregio di snellire molto la linea del telaio e favorire la distribuzione dei pesi.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Un dettaglio molto importante del motore Powerplay: il motore ha una logica sofisticata per l’erogazione della coppia: la catena, quando inizia a tendersi sotto la forza esercitata dalle gambe, innesca una puleggia posta prima della corona della guarnitura e in questo modo è la tensione esercitata sulla catena a determinare l’intervento del motore. La risposta è immediata e bilanciata alla forza applicata dal ciclista, garantendo la massima naturalezza del gesto della pedalata.

Altra precisa scelta è stata quella di non utilizzare pneumatici nel formato Plus, ma di sezione fino a 2,5″ per preservare le qualità di guida di una Mtb da all mountain tradizionale, ossia uno degli obiettivi principali di Rocky Mountain.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

Ecco una sintesi dei punti-chiave che, secondo Rocky Mountain, rendono la Altitude Powerplay diversa dalla altre e-bike.

E’ una Altitude a tutti gli effetti
Ha la stessa geometria e sospensioni della Altitude senza pedalata assistita ed è made in Canada. L’escursione della sospensione posteriore è di 150 mm, mentre la forcella è da 160 mm.
Ed è presente anche un attacco per il portaborraccia sul tubo obliquo.

Photo by Matt Wragg

Drive System di nuova generazione
Il sistema PowerPlay è stato progettato da zero per consentire prestazioni da vera mountain bike, fornendo una coppia motrice di alto livello, una grande capacità della batteria e un funzionamento ultra silenzioso.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

Un dettaglio sul quale Rocky Mountain ha insistito molto durante la presentazione è l’utilizzo di una pedivella classica reso possibile dal disegno interno del sistema meccanico.
Questo, infatti, quando la bici supera i 25 Km/h di velocità o quando il sistema di ausilio alla pedalata è spento scollega il motore elettrico dalla pedivella, evitando la dissipazione di energie dovute al trascinamento degli ingranaggi.

Assistenza alla pedalata intuitiva
Il sistema sviluppato da Rocky Mountain prevede una puleggia che “legge” la coppia applicata dal biker sui pedali e permette al motore di erogare il giusto livello di coppia motrice, rendendo più immediata, fluida e intuitiva l’assistenza alla pedalata.
Tramite un app (compatibile per Android e iOs), poi, sarà possibile personalizzare diversi parametri e monitorare l’autonomia effettiva della batteria.

Ricarica più veloce e duratura
Il sistema a 48v assicura tempi brevi di ricarica, impiegando solo due ore per raggiungere l’80% dei 632Wh disponibili della batteria agli ioni di litio.
La batteria è integrata nel tubo obliquo, lasciando spazio, come detto, all’attacco per il portaborraccia, ma non è di facile estrazione.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Nella foto in basso, invece, il caricabatterie:

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

Assistenza post-vendita completa
I componenti sono facilmente riparabili e/o sostituibili grazie al servizio di assistenza in Europa.

I modelli disponibili della Rocky Mountain Altitude PowerPlay sono tre.
Ve li mostriamo di seguito con i relativi prezzi ufficiali:

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Rocky Mountain Altitude PowerPlay Carbon 90 (l’intero telaio è in carbonio): 9999€ e 21,6 Kg di peso

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Rocky Mountain Altitude Powerplay Carbon 70 (solo il triangolo anteriore è in carbonio): 7499€ e 22,3 Kg di peso

Rocky Mountain Altitude Powerplay Carbon 50 (solo il triangolo anteriore è in carbonio): 6399€ e 22,3 Kg di peso

A Valberg, durante la presentazione ufficiale, abbiamo avuto la possibilità non solo di vedere ma anche di provare la nuova e-bike di casa Rocky Mountain (nella fattispecie la Altitude Powerplay Carbon 70) e passiamo quindi a raccontarvi i dettagli più tecnici e le prime impressioni.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Il modello utilizzato per la prova, la Rocky Mountain Altitude Powerplay Carbon 70

GEOMETRIA
– Angolo di sterzo: tre valori ottenibili, 65°-65,6°-66,1° rispettivamente nelle posizioni Slack, Neutral e Steep.
Solamente per la taglia Small tali valori si riducono a 64,5°-65°-65,6°.
Si tratta di valori certamente in linea con le più attuali tendenze che prediligono un angolo di sterzo molto aperto.
– Angolo piantone: sempre tre valori che seguono i precedenti; 74°-74,5°-75,1°, per una posizione in sella sempre molto avanzata.
– Lunghezza tubo superiore: 603 mm, 601 mm, 600 mm relative alla taglia M nelle tre configurazioni Slack, Neutral e Steep.
Anche in questo caso la misura dell’orizzontale virtuale cresce.
– Altezza movimento centrale da terra: valore non disponibile, ma è consigliata la pedivella da 170mm.
– Lunghezza carro: 426mm-425mm-423mm, i valori più contenuti attualmente sul mercato, assicurano la massima agilità nei single track lenti e tortuosi.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

– Assetto in sella: il biker si trova in posizione avanzata per una distribuzione dei pesi ottimale durante la salita.
– Altro: il sistema Ride-9 permette la massima personalizzazione delle geometrie e costituisce ormai una delle caratteristiche peculiari adottate da Rocky Mountain sulle sue full. Nove le configurazioni possibili.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

COMPORTAMENTO IN SALITA
– Tuning scelto per l’ammortizzatore: l’ammortizzatore utilizzato è un Fox Float DPS Evol Performance Elite con taratura specifica.
– Efficienza sospensione nell’andatura regolare: la posizione Trail si rivela la più bilanciata fornendo un adeguato sostegno senza tuttavia compromettere la sensibilità sugli ostacoli di media/grande entità.
– Efficienza sospensione posteriore nell’andatura fuorisella: in realtà non è quasi mai necessaria, evitando di scomporsi e mettere in crisi il bilanciamento del mezzo. Volendo si può aumentare ulteriormente il freno in compressione a discapito però della capacità di copiare il terreno.
– Efficienza sospensione posteriore in salita offroad: la taratura Trail si rivela essere la più redditizia.
– Erogazione potenza in salita: il lavoro di affinamento svolto da Rocky Mountain è esemplare in questo contesto, la fruizione della coppia è molto naturale ed è essenziale mantenere una pedalata costante per sfruttare al meglio il potenziale a disposizione.
– Commenti sui componenti montati sulla bici: gli pneumatici Maxxis Minion DHF 2,5″ WT hanno garantito grande trazione e controllo. La trasmissione Sram Ex1 è impeccabile anche nelle cambiate sotto sforzo.
Avrei preferito soltanto un attacco manubrio un paio di centimetri più lungo per avere più peso sull’anteriore durante le salite più ripide.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

COMPORTAMENTO IN DISCESA
– Tuning scelto per l’ammortizzatore: ho lasciato l’impostazione su Open sfruttando la grande sensibilità offerta dall’unità Fox. Volendo essere perfezionisti si può scegliere tra le due ulteriori regolazioni di compressione disponibili nella modalità Open.
– Curva di compressione dell’ammortizzatore: l’unità adottata mi è sembrata essere leggermente frenata a inizio corsa, lineare fino a 3/4 per poi diventare progressiva nella parte finale evitando facili finecorsa.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

– Impatti di piccola entità: la pigrizia iniziale dell’ammortizzatore viene compensata dal generoso volume d’aria garantito dagli pneumatici.
– Impatti di grande entità: vanno affrontati con maggiore attenzione a causa del peso superiore. Vale in generale il consiglio di cercare una frenatura in estensione leggermente superiore per compensare la maggiore risposta elastica degli pneumatici.
– Rigidità torsionale del carro: gli snodi del carro si articolano su cuscinetti Enduro Max, garanzia di durata e tenuta, mentre l’ammortizzatore non fa uso delle classiche boccole ma di cuscinetti per la massima sensibilità.
– Agilità della bici: decisamente buona nonostante i generosi pneumatici abbinati a cerchi Sun Ringle Duroc 40 con canale interno da 36mm.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

– Efficienza della sospensione posteriore in frenata: il lavoro dell’ammortizzatore posteriore non risente in modo avvertibile dell’azione del freno posteriore.
– Commenti sui componenti montati sulla bici: gli pneumatici scelti offrono tenuta eccellente, nel modello in test erano stati latticizzati con un ulteriore risparmio di peso e miglioramento della maneggevolezza.
I freni Sram Guide Re con dischi da 200 mm offrono modulabilità e silenziosità di funzionamento, ma sono da preferire le pasticche freno sinterizzate per avere quel piglio di potenza in più e resistenza alle alte temperature di esercizio.
Il reggisella telescopico Fox Transfer si è confermato un validissimo componente.
La forcella Fox F36 con logo “e-bike optimized” ha idraulica Fit Grip ed è ben dimensionata per questa tipologia di bici.

– Altro o/e eventuali sensazioni: un plauso a Rocky Mountain per essere riuscita a contenere la misura dei foderi bassi. La geometria della e-bike e il carro corto la rendono molto maneggevole e in uscita di curva il motore accompagna la pedalata in modo fluido.

rocky mountain altitude powerplay

COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
– Tuning scelto per l’ammortizzatore: la frenatura intermedia è quella utilizzata maggiormente, la più marcata è utilizzabile nei trasferimenti su asfalto e strade sterrate scorrevoli.
– Efficienza sospensione posteriore nei rilanci: lo schema di sospensione utilizzato, di fatto un 4 Bar Linkage, garantisce massima sensibilità ma tende a oscillare durante la pedalata, motivo per cui raramente ho lasciato aperta l’idraulica.
– Erogazione della potenza nei rilanci: l’intervento del motore è immediato ma sembra quasi progressivo nell’assistenza alla pedalata. Il meticoloso lavoro di affinamento sulla risposta del motore è evidente quando ci si avvicina al limite dei 25 Km/h, soglia oltre la quale termina l’assistenza, ma senza avvertire alcuna interruzione improvvisa nel supporto.
Considerata la logica di funzionamento del motore viene consigliato di mantenere una pedalata oltre il valore di 70 rpm per ottenere il massimo supporto.
– Agilità della bici: molto buona nel suo contesto di utilizzo.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

DETTAGLI TECNICI TELAIO
– Regolazione consentite sulla geometria: il sistema Ride-9 permette molteplici configurazioni per la massima personalizzazione. Vale la pena sperimentarle perché il comportamento della bici cambia sensibilmente.
– Spazio fra gomma posteriore e carro (in caso di fango): in caso di fango sarebbe meglio optare per pneumatici specifici di sezione inferiore. Lo spazio a disposizione, però, è adeguato all’utilizzo di gomme da 2,5″ WT di Maxxis. Non c’è spazio per montare gomme Plus, a meno di non usare una gomma da 26×3,0″.
– Cura del passaggio cavi: è previsto il passaggio interno dei cavi che alleggerisce non poco la linea.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

– Attacco portaborraccia: presente all’interno del telaio con inserimento laterale della borraccia.
– Attacco guidacatena: guidacatena custom già presente.
Protezioni sul telaio e sul cambio: il motore ha una protezione integrata e ce n’è una anche sul batticatena.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

– Posizionamento dell’ammortizzatore: è posto orizzontalmente, perfettamente raggiungibile stando in sella.
– Posizionamento motore: il motore è collocato molto in basso e centralmente per un baricentro ottimale.
– Durata batteria e tempi di ricarica: la batteria del modello in test era quella da 632 Wh con ottimi risultati in termini di durata sebbene il test sia stato troppo breve per una verifica puntuale.
Il funzionamento del sistema motrice a 48 Volts permette di avere tempi di ricarica molto contenuti.
Sono disponibili due modelli di batteria, differenziati per capacità: 500 Wh e 632 Wh, i tempi necessari per il raggiungimento dell’80% di ricarica sono rispettivamente pari a 1h40′ e 2h.

Rocky Mountain Altitude Powerplay

Photo by Matt Wragg

– Peso telaio e bici: il peso della bici in prova, in taglia M, è pari a 22,3 Kg pedali esclusi.
– Prezzo bici: li abbiamo mostrati in precedenza e quello della versione provata è di 7499€.
– Altro e/o eventuali sensazioni: è presente la funzione Walk Mode per ricevere supporto quando si è costretti a spingere la bici a piedi.
La guarnitura utilizzata è un modello standard (e quindi non specifico per e-bike) con corona da 34t con movimento centrale BB92.
Il posizionamento dell’unità motrice e della batteria risulta strategico per non alterare il collocamento degli snodi e dell’ammortizzatore, mantenendo la possibilità di variare la geometria attraverso il sistema Ride-9.


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In conclusione…
Le e-bike compiono un nuovo passo evolutivo in termini di ergonomia, realizzazione dei componenti e assistenza alla pedalata.
La tecnologia ha messo a disposizione batterie di capacità superiore pur mantenendo tempi di ricarica a valori più che accettabili.
Rocky Mountain ha saggiamente scelto di non affollare il manubrio con display e comandi ingombranti semplificando al massimo la gestione: è presente un unico comando (foto in basso) che gestisce accensione/spegnimento, livello di assistenza, visualizza la carica residua e la modalità di funzionamento.

rocky mountain altitude powerplay

Può essere interfacciato con una app specifica creata da Rocky Mountain, eBikeMotion, per smartphone Android e iOs con cui si possono personalizzare diverse caratteristiche tra cui il livello di assistenza nelle tre opzioni di supporto a disposizione.
Questa app, però, non era ancora disponibile al momento del test in anteprima che abbiamo effettuato a Valberg.
Il motore ha una logica sofisticata per l’erogazione della coppia: la catena, quando inizia a tendersi sotto la forza esercitata dalle gambe, innesca una puleggia posta prima della corona della guarnitura e in questo modo è la tensione esercitata sulla catena a determinare l’intervento del motore.
La risposta è immediata e bilanciata alla forza applicata dal ciclista, garantendo la massima naturalezza del gesto della pedalata.
Il funzionamento è estremamente silenzioso e graduale sia in fase di intervento che di disattivazione.

Photo by Matt Wragg

Rocky Mountain ha sviluppato un sistema di ausilio alla pedalata integrato all’interno del telaio Altitude, riuscendo a mantenere un carro corto, una cinematica della sospensione ottimizzata, un baricentro molto basso e una gestione dell’assistenza ottimizzata.
Un altro piccolo dettaglio: c’è anche una porta Usb per caricare il telefono…

Per informazioni: Bikes.com/altitudepowerplay oppure Dsb-Bonandrini.com

        
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