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Gianni
via  e-mail
Buonasera, ho una e-mtb e volevo un chiarimento sul consumo della batteria.

Per avere più autonomia, dovendo rimanere con battiti entro un certo limite, conviene utilizzare un rapporto più lungo e fare meno pedalate o aumentare l’assistenza e pedalare più agile?

Risponde Stefano Chiri
È molto interessante la domanda posta da Gianni perché evidenzia subito tre tematiche molto importanti:
– come aumentare l’autonomia in funzione della pedalata
– come tenere bassi i battiti
– come trovare un compromesso

Il grafico dei battiti di Rémy Absalon in seguito ad una gara con la e-Bike: i valori sono molto simili a quelli registrati in una normale gara di enduro.



Per aumentare l’autonomia delle e-Mtb c’è un articolo molto approfondito che trovate qui.
Ma la cadenza di pedalata (cioè quante rotazioni al minuto fanno i pedali) come influenza l’assorbimento di energia da parte del motore?
Chi produce drive unit per e-bike segnala un intervallo di cadenza di pedalata che permette di migliorare l’efficienza del motore e, quindi, di abbassare il consumo della batteria.
Come valori di riferimento indicano fra le 70 e le 90 pedalate al minuto.
Questo valore spesso è indicato dal display della propria e-bike oppure lo si può ottenere dall’app che gestisce il motore.

consumo della batteria
Ci sono applicazioni come il Mission Control di Specialized che permettono di gestire il livello di assistenza sia singolarmente che anche attraverso il controllo dei battiti del cuore, regolando l’erogazione di potenza.

Se pedalate con un rapporto troppo lungo, un “rapporto duro”, aumentate il consumo della batteria, perché il software della bici percepisce che stiamo faticando.
Pedalando con rapporti più agili l’algoritmo studiato per la gestione dell’assistenza interpreta come se noi avessimo energie sufficienti a sostenere quel ritmo, di conseguenza riduce la potenza in uscita dal motore.

Per adeguare sforzo cardiaco e cadenza di pedalata possiamo intervenire sul livello di assistenza, ma per prima cosa bisogna sfruttare il range di rapporti a nostra disposizione.

Per tenere i battiti bassi possiamo dire che, in generale, è meglio pedalare con un rapporto leggermente più duro.
La gestualità e l’impegno di una pedalata agile fa alzare maggiormente i battiti, richiedendo uno sforzo maggiore da parte del cuore.

Utilizzare un pignone con più denti alleggerisce la pedalata, favorendo l’agilità.

Tornando alla domanda di Gianni capiamo subito come sia un utente esperto perché ci chiede in funzione dei battiti, della cadenza e dell’erogazione di potenza quale sia la via migliore per contenere il consumo della batteria.
Diciamo che il problema si può verificare solo agli estremi di queste situazioni, mi spiego:
– se pedali sotto le 60 pedalate al minuto hai poca efficienza da parte del motore e rischi anche di far alzare il cuore perché lavori molto di forza
– se pedali oltre le 100 pedalate al minuto sei efficiente da un punto di vista energetico del motore ma alzi i battiti e se chiedi maggior assistenza, per abbassare i battiti, vanifichi il tutto

In conclusione
Se sei un utente mediamente allenato per restare sotto una certa soglia di battiti del cuore e quindi raggiungere il miglior compromesso tra sforzo fisico ed efficienza del motore (minori consumi) ti consigliamo di attenerti proprio al valore che spesso le case consigliano, cioè tra le 70 e le 90 Rpm.
Se vuoi tenere i battiti bassi e contenere i consumi puoi avvicinarti più alle 70 rpm, se cerchi maggior efficienza e non vuoi far schizzare il cuore alle stelle puoi orientarti più verso le 90 rpm.
In ogni caso per garantire un consumo della batteria ideale e un adeguato sforzo fisico, come spesso accade, la giusta via è nel mezzo.

Vi consigliamo nuovamente questo articolo su come aumentare l’autonomia delle batterie:

Come aumentare l’autonomia delle batterie di una e-bike? Leggete qui…

Invece, parlando di efficienza non potete dare uno sguardo a questo articolo.

Motore a 36 V o 48 V: cosa cambia e qual è meglio scegliere?

Stefano Chiri

Ciao, mi chiamo Stefano Chiri e quello che più mi piace è stare in sella ad una due ruote, ancora di più se è una bici. Mi piace la guida, arrivare al mio limite e trovarlo in tutto quello che ho modo di provare. La bicicletta è diventata la mia vita, l'ho vista e continuo a vederla da ogni punto di vista, da meccanico, tester, maestro e "atleta", cercando di trovare sempre nuovi spunti per andare avanti, migliorarmi e per coinvolgervi nell'universo della Mtb e della bici a 360°. Stefano Chiri