Focus Jarifa Fat: arriva il 650b Plus con un nuovo motore Impulse

RUHPOLDING – Siamo andati in Germania, insieme a un gruppo selezionato di dealer italiani, per conoscere le principali novità del marchio tedesco.
Il #RideExpo2015 è stato molto interessante:


Casa Focus ci ha aperto le porte per presentarci la gamma futura di Mtb, concentrando l’attenzione sulla nuova serie Jarifa, declinata, come vedrete a breve, in diverse versioni.
Prima di parlarvi della nuova Jarifa, vi proponiamo un video che mostra velocemente tutte le novità 2016 di casa Focus:

Il marchio tedesco aveva già in gamma lo scorso anno una e-Bike, la Jarifa, ma dato il crescente interesse verso questa tipologia di bici, Focus ha deciso di ampliarne la gamma e di proporla con diversi diametri di ruota, ovvero Jarifa 27, Jarifa 29 e Jarifa Fat (650b Plus), tutte in versione hardtail.

La Jarifa 29
La Jarifa 29
La Focus Jarifa 27
La Focus Jarifa 27
foto bici
La Focus Jarifa Fat con ruote 650b Plus

La Focus Jarifa Fat, quindi, si candida a diventare una Mtb molto interessante, dotata del nuovo motore elettrico di casa Focus, l’Impulse Evo Rs e di una novità in assoluto per la casa tedesca: il diametro 650b Plus.
Il motore è stato ulteriormente affinato rispetto alla versione già in uso lo scorso anno e in particolare ora è più compatto (per non aumentare troppo l’interasse della bici), è capace di 350 Watt di output in modalità Speed (la più assistita), coppia massima di 80 Nm e ha una batteria composta da 50 celle con un capacità totale di 612 Wh (per un’autonomia teorica fino a 200 Km) da 11 o 17 Ah.
La versione Impulse Evo Rs Speed, inoltre, è in grado di assistere fino ai 45 km orari ed è disponibile come opzione su Jarifa 29 (insieme al motore Bosch Performance) e Jarifa 27.

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La Focus Jarifa Fat

Partiamo presentando la Jarifa Fat Pro, un modello dall’estetica accattivante grazie alla colorazione rosso-arancione.

La Jarifa Fat Pro
La Jarifa Fat Pro

Fra i componenti troviamo la forcella Rock Shox Reba con 100mm di escursione e il nuovo cambio Sram GX a 11 velocità e l’impianto frenante Sram Guide.
La Jarifa Fat invece è caratterizzata da una colorazione blu elettrico con finiture rosse ed è la versione che abbiamo avuto modo di testare.

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A differenza della “sorella maggiore”, monta un impianto frenante Tektro Auriga con dischi da 180mm davanti e dietro, un cambio Shimano Deore a 10 velocità e per finire una forcella SR Suntour Raidon con escursione di 100mm.

jarifa particolare

Tra le 300 bici che erano a disposizione al #RideExpo abbiamo deciso di provare proprio lei, la Jarifa Fat.
Fin da subito la Focus Jarifa Fat con le gomme da 2,8″ di sezione e il telaio possente ci ha trasmesso sicurezza.
Questa bici, su un percorso di 15 km e con addirittura 1000 m di dislivello, ci ha sorpreso metro dopo metro.

Il motore
La Jarifa Fat, per quanto riguarda la parte elettrica-elettronica, è dotata di un motore Impulse Evo Rs, prodotto e sviluppato da Derby Cicle (il gruppo industriale a cui appartiene Focus).
La batteria ha una durata superiore rispetto a quelle tradizionali, essendo da 612 Wh, ma è anche un po’ più ingombrante e basta guardare il tubo obliquo per rendersene conto.
Dopo aver fatto un totale di circa 50 km e non aver sfruttato sempre al massimo l’assistenza della pedalata, al rientro restava ancora un quarto della carica totale.
La batteria è collocata sulla parte superiore del tubo obliquo, in una posizione protetta da urti.
E’ rimovibile e impermeabile, ma per la ricarica non c’è bisogno di toglierla perché Focus ha ideato uno spinotto magnetico di facile utilizzo.

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E’ prevista protezione sulla parte bassa del tubo obliquo per il motore

Il display
La e-bike di casa Focus è fornita anche di display regolabile, l’Impulse Evo Lcd Smart, utile per monitorare i dati più importanti.
I bottoni sul manubrio sono tre e permettono di accendere e spegnere il display, ma anche di regolare e scegliere tra i 4 gradi possibili di assistenza: Eco (la meno potente), Sport, Power e Ultra.
Sul monitor il biker può controllare costantemente la velocità in km orari, la quantità di carica della batteria e altre informazioni selezionabili come l’autonomia in km, il tempo del percorso, la cadenza di pedalata e i km del tracciato.

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In salita
Il divertimento con la Jarifa Fat comincia in salita per via del motore Impulse Evo Rs e anche per le sue ruote 650b Plus che permettono una tenuta maggiore e un’impareggiabile capacità di passare sopra sassi, terra, fango e radici.
Nonostante le ruote 650b Plus e l’aiuto della pedalata assistita che agevola la guida in salita, il biker risente comunque del peso della bici, anche se questo è particolarmente avvertibile in discesa nei cambi di direzione.
Questo è dovuto alle dimensioni e al peso della batteria, superiore a quelle standard.

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In discesa
La Jarifa Fat garantisce tanto divertimento, sia per le ruote 650b Plus, sia per la geometria del telaio. Lo schema in basso ne riporta i valori per la Jarifa Fat:

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Nonostante i limiti tecnici di un telaio hardtail, è abbastanza facile tirare fuori il meglio di sé in versatilità e agilità anche sui terreni più impervi. Solamente, come già detto prima, nei cambi di direzione si accusa un po’ la presenza della batteria e l’assenza di un reggisella telescopico, ma l’abbinamento motore elettrico-ruote 650b Plus è quanto mai indovinato.

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La batteria da 17 Ah (la più grossa disponibile) e l’interruttore del sistema elettrico.

Le gomme 650b Plus di certo contribuiscono in modo significativo a rendere la Jarifa Fat molto piacevole da guidare, anche per biker esperti. L’angolo di sterzo da 69° e un carro da 45 cm rendono questa bici più agile di quanto il suo peso lascerebbe supporre.

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Per chi è pensata la Jarifa Fat?
La Jarifa Fat è adatta per uscite lunghe (più lunghe di quelle che si potrebbero fare con una bici tradizionale), anche su single track (grazie alle ruote 650b Plus) e non richiede una preparazione fisica di alto livello, grazie all’assistenza del motore e alla durata della batteria.
Di sicuro la presenza del motore (che aiuta in modo determinante in salita) in discesa riduce la maneggevolezza, soprattutto in curva, ma il lavoro di affinamento svolto sulla geometria permette a questa hardtail di essere comunque godibile in sella.
Le gomme 650b Plus, inoltre, ne migliorano di molto il piacere di guida e crediamo che abbinate a un motore elettrico siano due ingredienti che riscuoteranno molti consensi fra i biker, anche quelli più esperti.

Per informazioni Focus-bikes.com

Bosch Performance Line CX: il motore specifico per le e-bike da enduro

FRIEDRICHSHAFEN – L’attenzione da parte di Bosch nei confronti del mondo mountain bike aumenta ulteriormente. A confermarlo è la presentazione a Eurobike della nuova linea Bosch Performance Line CX (già vista a dire il vero su molte delle nuove Mtb presentate fino ad ora), dedicata agli utenti di e-bike appassionati di trail-enduro.
Ecco di cosa stiamo parlando…

Il motore ha subìto un upgrade notevole in termini di design e prestazioni, in modo da riuscire a supportare un utilizzo più gravoso della e-bike.
Ne sono state ridotte le dimensioni, in modo da creare meno ingombro sotto il movimento centrale nei passaggi più accidentati.

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L’ingombro ridotto della Drive Unit limita il rischio di colpi sullo chassis del motore quando si pedala su terreni particolarmente accidentati

E’ più potente e riesce a sviluppare una coppia di 75 Nm, rispetto a quella di 60 Nm prodotta, per esempio, dal motore della linea Performance. Il valore maggiore della coppia fornita garantisce un’assistenza continua, pronta a intervenire anche nelle situazioni più difficili, come ad esempio le partenze in salita.
Ma maggiore potenza significa anche maggiore calore prodotto: per questo motivo sono state inserite sia internamente che esternamente delle alette per favorire il raffreddamento del sistema.

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Le alette esterne favoriscono il raffreddamento del motore Bosch

La potenza erogata dal nuovo Bosch Performance CX garantirà un valore di coppia elevato anche quando la cadenza della pedalata è molto alta, come accade su lunghi tratti in salita. A detta di Bosch (non abbiamo ancora avuto modo di provarlo), pedalando in modalità Eco, sembrerebbe ricevere più “boost” che nella modalità Tour del motore Performance “classico”.
In modalità Turbo il Performance CX fornisce un livello di assistenza pari al 25% in più rispetto al motore Performance (300% contro 275%).
C’è la possibilità di montare la corona da 14 denti (foto in basso) che, insieme al pacco pignoni Sram a 11 V 10-42, permette di avere un range di rapporti più indicati per lunghe escursioni in montagna.

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La corona da 14 denti

La nuova batteria…
Per poter affrontare tour più lunghi è stata creato il nuovo PowerPack 500, una batteria che regalerà un’autonomia del 25% in più rispetto alla precedente (PowerPack 400).
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Non ci saranno problemi di compatibilità poiché il Power Pack 500 ha le stesse dimensioni del modello precedente e potrà quindi essere installato anche sui vecchi supporti. La nuova batteria da 500W peserà solo 100 grammi in più della vecchia e avrà un tempo di ricarica che arriva a 4-5 ore se completamente scarica.

…e il computer Nyon con nuovo software
Upgrade anche per quanto riguarda il computer di bordo Nyon, sia hardware che software.

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Il computer Nyon, con un nuovo software e più funzioni.

Nel primo caso è stata ampliata la memoria a disposizione per l’archiviazione dei dati: da oggi si avranno a disposizione ben 8 Gb.
Il nuovo software permette di impostare diversi punti di interesse e dà la possibilità di scaricare tracce GPX per poter seguire percorsi registrati da altri utenti.
C’è in più la possibilità di calibrare l’altitudine, in modo da avere sempre sott’occhio un profilo altimetrico corretto.
Un’altra buona notizia è la possibilità da parte di Nyon di riconoscere strade sterrate sentieri, e percorrerli seguendo la navigazione Gps. E’ stato inoltre riconosciuto il diritto gratuito di utilizzare le mappe.

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Bosch Performance Line CX con motore, PowerPack 500 e computer Nyon

A breve avremo modo di provare uno dei primi esemplari del Bosch Performance Line Cx.

Per informazioni Bosch-ebike.de

Entriamo nella tecnologia Garmin. E diamo uno sguardo al futuro

FRIEDRICHSHAFEN – Garmin sta recitando un ruolo cruciale non più solo in ambito Gps, ma anche nell’implementare la sicurezza in strada dei ciclisti.
Il mese scorso vi avevamo presentato un prodotto destinato ad avere applicazioni concrete nell’uso quotidiano della bici, ossia il radar Garmin Varia.
Ok, la sicurezza in strada, ma un radar può davvero diventare un dispositivo così importante per gli utenti della strada (automobilisti e ciclisti)?
Quale migliore occasione di Eurobike, allora, per fare due chiacchiere con i tecnici di Garmin?
Per la spiegazione Matteo Bortesi di Garmin ci ha introdotto il nuovo arrivato fra i dispositivi Gps, ovvero il Garmin Edge 1000 Explore, per spiegarci meglio le funzioni del radar e molto altro.
Il primo step è abbinare il Garmin Edge 1000 Explore con i dispositivi Varia.
L’operazione è molto rapida e semplice.
A questo punto lo schermo dell’Edge 1000 Explore diventa una sorta di specchietto retrovisore.
Quando un veicolo si avvicina al ciclista, il radar emette via via un segnale luminoso di colore rosso (foto in basso) sempre più intenso per segnalare a chi guida il veicolo che si sta avvicinando a un ciclista.

Il radar Garmin Varia posizionato sul cannotto reggisella.
Il radar Garmin Varia posizionato sul cannotto reggisella.

Contemporaneamente, sul lato dello schermo del Garmin Edge 1000 Explore compaiono dei puntini che rappresentano il veicolo in avvicinamento (vedi foto in basso).

Sul lato destro dello schermo del Garmin Edge 1000 sono raffigurati dei puntini bianchi che rappresentano i veicoli in avvicinamento.
Sul lato destro dello schermo del Garmin Edge 1000 sono raffigurati dei puntini bianchi che rappresentano i veicoli in avvicinamento.

Ovvero si verifica ciò che viene mostrato in questo video:

Quindi, il display del Garmin Edge 1000 Explore diventa anche un segnalatore di veicoli in avvicinamento.
L’abbinamento con il radar Varia è possibile anche con il nuovo arrivato di casa Garmin, cioè l’Edge 25, ma anche con gli Edge 810, 510, 520 e 1000.
Le potenzialità di questo radar, quindi, sono tutte da scoprire e ci saranno altre novità in futuro.

I Garmin Edge 1000 (a sinistra) ed Edge 25 abbinati al radar Varia (al centro) in modalità simulazione. Su entrambi i dispositivi, nella parte laterale dei display, sono mostrati dei puntini luminosi che rappresentano i veicoli in avvicinamento. Il radar in questa situazione emette una luce rossa per segnalare al veicolo la presenza di un ciclista.
I Garmin Edge 1000 (a sinistra) ed Edge 25 abbinati al radar Varia (al centro) in modalità simulazione. Su entrambi i dispositivi, nella parte laterale dei display, sono mostrati dei puntini luminosi che rappresentano i veicoli in avvicinamento. Il radar in questa situazione emette una luce rossa per segnalare al veicolo la presenza di un ciclista.

Se ti serve aiuto, c’è chi chiama i soccorsi per te
Ricordate il prototipo Canyon da strada visto lo scorso anno a Eurobike?
Ebbene, il nuovo Garmin Edge 1000 Explore ha una caratteristica molto vicina a quella bici così avveniristica.
Il sensore giroscopico integrato è in grado di capire quando la bici passa da una posizione verticale a una orizzontale.
Ovvero quando si passa dall’uso normale della bici a una possibile situazione di pericolo (leggasi caduta).
In quel caso sullo schermo dell’Edge 1000 Explore compare un messaggio del tipo: “Serve aiuto?”.

Se il ciclista ha solo poggiato la bici a terra, magari per fare una sosta, allora deve solo premere il pulsante “Annulla” sul display touch e si interrompe la procedura di richiesta di soccorso.
Se invece il ciclista è in una situazione di reale incapacità di rispondere al messaggio (ad esempio in seguito a una caduta), il Garmin inizia la procedura di richiesta di soccorso.
In sostanza invia un messaggio o una e-mail alla persona designata nel quale è contenuto un hyperlink che permette di individuare su Google Map la posizione dell’infortunato.
Due precisazioni opportune.
Il sistema funziona se nel punto in cui si trova l’infortunato è disponibile un segnale Gsm, necessario al Garmin per inviare il messaggio tramite lo smartphone del ciclista.
Se in quel punto il segnale Gsm è debole, il messaggio di richiesta di soccorso potrebbe impiegare più tempo per arrivare a destinazione.
Se invece in quel punto c’è totale assenza di segnale Gsm, il sistema non è in grado di inviare la richiesta.
Inoltre, Garmin ha studiato una serie di accortezze per evitare i “falsi positivi” ossia le false richieste di soccorso.
E il processo di affinamento è costantemente in corso.
Per ora il “rilevamento degli incidenti” (così è definito da Garmin) è disponibile solo con il Garmin Edge 1000 Explore e da ottobre lo sarà anche per l’Edge 520.

Arrivano le luci intelligenti
Fra i prodotti Garmin Varia ci sono anche un fanale anteriore e una luce posteriore. Fin qui nulla di nuovo, ma Garmin ha pensato a qualcosa di più innovativo.
Se si abbina il kit luci Garmin Varia con un Edge 25, 810, 510, 520, 1000 e 1000 Explore è possibile avere un funzionamento intelligente delle luci.
Ovvero, se si entra in galleria il sensore di luminosità dell’Edge comunica al Varia di accendersi.
Ma non solo: in base alla velocità del ciclista, l’Edge comunica al Varia quanto in avanti proiettare il fascio luminoso e con quale intensità.
Se stiamo pedalando in salita, ovvero a bassa andatura, ad esempio, il fascio luminoso punterà poco lontano e avrà un’intensità ridotta.
Inoltre, siccome i Garmin Edge hanno un accelerometro integrato, quando il ciclista frena l’Edge percepisce la decelerazione e fa accendere la luce posteriore di colore rosso.

La luce posteriore Garmin Varia
La luce posteriore Garmin Varia

Garmin ha studiato un attacco per il fanale anteriore integrato nel supporto per l’Edge (foto in basso), in modo da ridurre gli ingombri sul manubrio, anche in ottica di un uso Mtb.

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L’evoluzione del ciclocomputer
I Garmin Edge sono da tempo ben lontani dall’essere solo dei ciclocomputer.
Garmin infatti sta raggiungendo l’obiettivo di farli diventare anche delle centrali di controllo dell’attività del ciclista e in alcuni casi anche della bici.
Le connettività Ant+, Bluetooth e Wi-Fi li rendono sempre più simili a dei veri computer.
Basti guardare, ad esempio, l’utilizzo che se ne fa con la Specialized Turbo Levo Fsr o con il recentissimo Sram Red eTap.
Insomma, siamo dinanzi a una nuova era di ciclocomputer, capaci di fornire assistenza, informazioni e controlli che presto potrebbero diventare quasi indispensabili.

Un Garmin Edge 1000 utilizzato come display per mostrare le informazioni sul funzionamento della Specialized Turbo Levo Fsr. L’abbinamento fra dispositivo e bici è avvenuto in pochi secondi.

L’elettronica e i dispositivi Wi-Fi sono sempre più presenti non solo nella nostra vita, ma anche sulla bici, per ora solo in maniera discreta e limitata, ma in futuro (e magari in un prossimo futuro) il coinvolgimento della tecnologia potrebbe essere ben diverso.
Così come abbiamo detto anche in passato, se l’elettronica è in grado di fare cose che il ciclista non può fare mentre pedala, allora diventa utile.
E se, come nel caso del “rilevamento di incidente”, l’elettronica diventa anche di primario aiuto per il ciclista, allora potrebbe diventare di grande diffusione in poco tempo.

VIDEO – Specialized Turbo Levo Fsr 6Fattie: game changer

LEOGANG – Quando in Specialized hanno creato la Turbo si è aperta una nuova era.
Quell’ibrido così strano aveva delle potenzialità enormi che andavano solo individuate.

La Specialized Turbo X
La Specialized Turbo X

Un motore elettrico potente è un piacere unico, ma si rischia di perdere di vista il concetto di bici.
Serviva qualcosa più facilmente riconoscibile come bici da parte del pubblico.
Serviva una Mtb che non scendesse a troppi compromessi a causa della presenza del motore elettrico e della batteria.

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Specialized allora ha pensato alla Stumpjumper Fsr 6Fattie, la bici più divertente e accattivante della gamma 2016, e le ha messo un motore elettrico, ma non uno qualunque, bensì qualcosa di specifico, fatto in casa e sviluppato secondo i propri criteri.

La Specialized Turbo Levo Fsr Expert 6Fattie
La Specialized Turbo Levo Fsr Expert 6Fattie

Niente Bosch, Shimano o Yamaha, quindi, ma Brose, ossia un produttore tedesco di servo-motori elettrici per il mondo auto (un vero e proprio colosso) capace di assecondare le richieste del marchio americano.
Tutte le richieste, senza compromessi.
E quindi la Specialized Turbo Levo Fsr è una bici di estrazione americana (Stumpjumper Fsr 6Fattie) con tecnologia europea (motore e software).

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Il contributo europeo è stato molto importante: il motore, come detto, proviene dalla Germania, mentre la parte software è stata sviluppata da un centro Specialized che si trova in Svizzera.
Nel complesso il team di sviluppo della famiglia Turbo (alla quale appartiene la nuova Levo Fsr) è composto da 19 persone.
Ma entriamo nei dettagli tecnici della nuova bici.

Motore da 250W prodotto a Berlino
Iniziamo dalla parte elettrica-elettronica.
La Specialized Fsr Turbo Levo è dotata di un motore Brose da 250W di potenza, 90 Nm di coppia motrice e di tre tipi di batteria, a seconda del modello di bici: 504 e 460 Wh.
La batteria è prodotta da un colosso del settore che produce componenti anche per il mondo dei computer (Apple ad esempio), è impermeabile (standard Ip67), si ricarica completamente in 3 ore e mezza e non è necessario rimuoverla dalla bici.
E’ stata collocata sul tubo obliquo ed è resistente agli impatti.

La rimozione della batteria è molto semplice: prima di tutto svitare il perno in alto...
La rimozione della batteria è molto semplice: prima di tutto svitare il perno in alto…
...e poi rimuovere la batteria, inserita nel tubo obliquo. La batteria non ha una funzione strutturale.
…e poi rimuovere la batteria, inserita nel tubo obliquo. La batteria non ha una funzione strutturale.

In termini di cicli di carica, Specialized ha stimato circa 700 cicli che corrispondono a due ricariche complete a settimana per 7 anni, cioè circa 700 uscite.
Il motore, invece, è posizionato sulla scatola del movimento centrale e la sua sede è realizzata in lega leggera. Il motore Brose, sviluppato appositamente per Specialized, ha permesso di accorciare il carro (45,9 cm) e di compattare le misure della bici.

Il connettore per la ricarica si trova nella parte inferiore della batteria ed è protetto da schizzi d'acqua e polvere.
Il connettore per la ricarica si trova nella parte inferiore della batteria ed è protetto da schizzi d’acqua e polvere.

Il movimento centrale, infatti, dista da terra 34,2 cm, ovvero un valore del tutto in linea con una qualunque trailbike.
E su questo aspetto Specialized si è impegnata molto, come leggerete più avanti.
Il peso del motore è stimato in 3,4 Kg.

Ecco il magnete che permette al sensore di velocità di rilevare il movimento della bici. Senza questo particolare (per altro ben nascosto alla vista), il motore Brose non può funzionare.
Ecco il magnete che permette al sensore di velocità di rilevare il movimento della bici. Senza questo particolare (per altro ben nascosto alla vista), il motore Brose non può funzionare.

Nessun display sul manubrio
Fra le novità di maggiore rilievo introdotte da questa bici c’è anche l’assenza di un display dedicato.
Ad assolvere il compito di fornire al biker delle indicazioni sullo stato della batteria e sulla tipologia di assistenza fornita pensa un mini display posizionato sul fianco della batteria.

Il display con tre bottoni e 10 Led posto sul fianco della batteria.
Il display con tre bottoni e 10 Led posto sul fianco della batteria.

Tre bottoni e dieci led.
I bottoni permettono l’accensione e lo spegnimento e la selezione di una delle tre modalità di assistenza: Turbo (quella più forte), Trail ed Eco (la più parsimoniosa).
Quando si seleziona la Turbo (di default all’accensione) si accendono per un’istante tutti e 10 i led.
Se si seleziona, invece, la Trail, se ne accendono 7.
Con la Eco solo 3 Led.
La selezione può essere fatta anche stando in sella (cosa avvenuta regolarmente durante i test), perché la pressione del pulsante è facilmente riconoscibile con il dito, anche indossando i guanti.
Ma adesso viene il bello…

Si controlla tutto con il Garmin, volendo
Volendo è possibile configurare il proprio Garmin (i modelli Edge più recenti) per interagire con il motore e la batteria, per variare, ad esempio, la modalità di assistenza e visualizzare la potenza istantanea erogata dal motore, la % di batteria restante, la potenza impressa sui pedali, la cadenza e una quantità spaventosa di altri dati.

Il Garmin Edge 1000 ha richiesto pochi secondi per interagire con la batteria via Ant+. E' possibile configurare le schermate per monitorare le informazioni che si preferisce.
Il Garmin Edge 1000 ha richiesto pochi secondi per interagire con la batteria via Ant+. E’ possibile configurare le schermate per monitorare le informazioni che si preferisce.

Non occorrono particolari aggiornamenti software per il Garmin, perché la comunicazione fra batteria e dispositivo avviene tramite il protocollo Ant+.
Nel caso del sottoscritto, anziché utilizzare il Garmin Edge Touring, si è utilizzato l’Edge 1000 e l’abbinamento è stato immediato.

E poi c’è l’App Mission Control
E’ la prima App (gratuita, per iOs e Android) dedicata a una bici e quella sviluppata da Specialized (e non da una società esterna) permette un’interazione grandiosa con il motore e la batteria.
Ad esempio, è possibile configurare la risposta del motore alla spinta sui pedali, calibrare l’assistenza del motore e l’uso della batteria in base al percorso e al dislivello da percorrere, chiedere al motore di mantenere un 30% di carica residua, verificare lo stato di salute delle batterie, interazione con Strava (che a breve predisporrà una sezione dedicata alle e-bike) e altre cose ancora.
Nell’immagine in basso alcune delle schermate dell’App (cliccate per ingrandire):

Mission Control App

L’App Mission Control sarà disponibile a breve, mentre la piattaforma Specialized Levo Fsr arriverà in primavera 2016.

La geometria da trail riding
Come ha specificato Sam Benedict di Specialized nel video di sopra, la geometria è uno dei punti di forza della Levo Fsr perché è ripresa da quella della nuova Stumpjumper e prevede un angolo di sterzo di 67°, un movimento centrale alto 34,2 cm, un carro da 45,9 cm, interasse di 118,1 cm per la taglia M e un angolo piantone di 74,2° (taglia M).

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Il leveraggio superiore sfrutta la stessa soluzione utilizzata sulla Stumpjumper.
Il leveraggio superiore sfrutta la stessa soluzione utilizzata sulla Stumpjumper.

Ovvero misure che si trasformano all’atto pratico in una maneggevolezza superiore rispetto alle aspettative.
Il peso della bici, infatti, stimabile intorno ai 18-19 Kg, non aiuta di certo a rendere questa bici snella, ma la geometria e il posizionamento in basso del motore e della batteria vengono incontro alle esigenze di chi guida.

L’equipaggiamento da trail bike
Specialized ha dotato la Turbo Levo Fsr Expert di un gruppo Sram X01 con pedivella Praxis custom, corona da 32 denti, freni Sram Guide Rs con dischi 200-180 mm, forcella Rock Shox Pike Rc da 140 mm compatibile Boost 148, reggisella Command Post Ircc, cerchi Roval Traverse da 38 mm di larghezza e gomme Specialized 6Fattie Purgatory Control da 3,0” davanti e Specialized 6Fattier Ground Control da 3,0” dietro.

La forcella Rock Shox Pike Rc 140 con battuta da 110 fa bella mostra di sé sull'anteriore.
La forcella Rock Shox Pike Rc 140 con battuta da 110 fa bella mostra di sé sull’anteriore.
La pedivella Praxis ha un profilo quasi rettilineo per via di una scatola movimento centrale più larga dello standard. Il fattore Q (cioè la distanza fra le facce interne delle pedivelle), però, non è diverso da quello di una Stumpjumper classica.
La pedivella Praxis ha un profilo quasi rettilineo per via di una scatola movimento centrale più larga dello standard. Il fattore Q (cioè la distanza fra le facce interne delle pedivelle), però, non è diverso da quello di una Stumpjumper classica.
La Turbo Levo Fsr utilizzata per il test era equipaggiata con due gomme Specialized Ground Control 6Fattie da 3,0". La Purgatory (prevista di serie) non era ancora disponibile.
La Turbo Levo Fsr utilizzata per il test era equipaggiata con due gomme Specialized Ground Control 6Fattie da 3,0″. La Purgatory (prevista di serie) non era ancora disponibile.

Tutta la gamma Turbo Levo ha in dotazione il reggisella telescopico Commando Post Ircc ed è compatibile solo con trasmissioni monocorona.

La gamma Turbo Levo
La linea di bici Turbo Levo è costituita non solo da modelli a doppia sospensione (le Fsr), ma anche da hardtail, ispirate alla Fuse e alla Ruze viste alla Sea Otter Classic.
Ecco i modelli che verranno importati in Italia:

– Levo Fsr 6Fattie
– Levo Ht 6Fattie
– Levo Ht Donna 6Fattie
– Levo Ht donna 6Fattie
– Levo Ht 29er
– Levo Ht Donna 29er

Per quanto riguarda l’assistenza sul motore sarà Specialized a occuparsene e tutti i rivenditori ufficiali Levo che avranno partecipato a un corso specifico Sbcu di Specialized.
I prezzi, al momento del lancio a Leogang, non erano ancora stati ufficializzati ma non appena saranno disponibili li pubblicheremo.

Adesso, saliamo in sella e facciamo un giro su questa bici…

SHORT TEST – Specialized Turbo Levo Fsr: il divertimento inizia in salita

LEOGANG – State per leggere di un nuovo modo di intendere la Mtb che si appresta a rivoluzionare l’idea stessa di Mtb.
Ho deciso di scrivere questo articolo in prima persona affinché possiate immedesimarvi meglio nelle situazioni che sto per descrivere.
Vi chiedo, però, una cortesia: mettete da parte tutto ciò che sapete sulle bici a pedalata assistita, anche quello che avete letto su di esse su MtbCult.
La nuova Specialized Turbo Levo Fsr (qui i dettagli tecnici) è una cosa mai vista prima.
Come avrete letto nell’articolo di presentazione, la Turbo Levo Fsr ha 135 mm di escursione e ruote 650b Plus, o 6Fattie secondo la denominazione Specialized, e, quindi, viene immediato figurarsela in discesa, sui sentieri più difficili, sulle pendenze estreme.
E invece fermate l’immaginazione e cominciamo dal fondovalle, cioè dalla salita.

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La salita, mai stata così divertente
Avete mai pensato di affrontare con la bici quel sentiero che di solito vi fa divertire tanto in discesa?
Ok, i gradini di roccia da mezzo metro non sono proprio alla portata di tutti, eppure la Specialized Turbo Levo Fsr, con un po’ di tecnica, se li mangia alla grande.
In salita non si ferma mai e non occorre chiedere al motore la massima assistenza perché nella modalità Eco o Trail (le due più morbide) si ha un supporto più che sufficiente.
Pedalata rotonda, scelta opportuna della traiettoria, tanto lavoro di braccia e di busto e la salita passa in un attimo.
A Leogang di sentieri cattivi ne esistono quanti ne volete. E non solo in discesa.
Il grip offerto dalle gomme 650b Plus è quasi infinito e va davvero in crisi solo su radici bagnate (quelle grosse però).
Sulla ghiaia sale.

specialized pedal assist launch 2015

Sulle pendenze estreme, se avete l’accortezza di abbassare la sella, sale.
Lo sforzo fisico richiesto non è nullo, cioè la guida in salita è impegnativa, ma è proprio questo il bello perché se volete potete evitare del tutto l’asfalto.
La risalita la fate direttamente sullo stesso sentiero che farete in discesa.
E credetemi, le pendenze che si possono superare sono ben superiori a quelle che potete immaginare.
La Specialized Turbo Levo Fsr, infatti, richiede un certo periodo di apprendistato per via sia delle gomme più grandi, sia per la presenza del motore.
Non ci vuole molto e, a dirla tutta, è un processo anche molto divertente, perché vi farà scoprire un nuovo modo di fare Mtb.
La salita, ovviamente, è il frangente nel quale motore e batteria vengono impegnati maggiormente e l’autonomia ne risente.

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Durante i due giorni di riding, però, ho notato che il motore Brose non è proprio parco nei consumi, ma non posso esprimermi in merito visto che il modello che ho provato (a proposito, era una versione Expert) appartiene a un lotto di pre-produzione.
L’autonomia, tuttavia, è sufficiente per affrontare dislivelli consistenti, intorno ai 1500-1700 m, ovvero ciò che serve di solito per fare un giro in montagna.
Vi state immaginando in sella a questa bici?
Sono sicuro che vi state già immaginando anche il divertimento.

specialized pedal assist launch 2015

L’erogazione della potenza è calibrata in modo ottimale perché non è immediata e questo dà modo al biker, quando si trova in situazioni difficili in salita, di affondare un po’ il pedale, guadagnare un minimo di equilibrio in sella e quindi spingere anche con l’altro pedale.
In modalità Eco è abbastanza facile ripartire da fermo anche su pendenze molto serie (oltre il 25%).
In modalità Trail, invece, in alcuni casi l’assistenza del motore può divenire eccessiva, ma si può usare il freno posteriore per modulare l’erogazione della potenza, un po’ come si farebbe con la frizione di una moto…

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In modalità Turbo, infine, si rischia di far pattinare la ruota posteriore e di avere anche troppa velocità: meglio utilizzarla su fondi compatti e su strade più larghe dove è più facile andare veloci.
Quindi, in salita si fatica, certo, ma anche su salite che non avreste mai sognato di fare in sella.

In discesa torna a essere una Stumpjumper
In linea di principio è proprio così e a questo risultato concorrono tre fattori: la geometria (ispirata in tutto e per tutto a quella della nuova Stumpjumper), le ruote 6Fattie (caratterizzate da cerchi in lega da 38 mm di larghezza) e le sospensioni con un tuning specifico per questa bici.

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Il motore e la batteria si sentono e non posso negare che la maneggevolezza ne risenta, ma riuscire a guidare questa bici senza sentirsi impacciati è alla portata di tutti.
Le gomme 6Fattie non richiedono troppe accortezze nella scelta della traiettoria se il sentiero è abbastanza largo (diciamo almeno 70 cm) e quando il tracciato si fa cattivo ti danno un grip superiore che ispira confidenza.
Puoi saltare cose che non avresti mai pensato di saltare.

Puoi azzardare, ma solo dopo aver compreso quali sono i limiti di tenuta di queste gommone.
I “soli” 135 mm di escursione sulla ruota posteriore bastano e avanzano per fare davvero di tutto.
State pensando all’enduro?
Anche io l’ho pensato e vi dico che il modo in cui abbiamo guidato su alcuni sentieri (affrontati tutti alla cieca) è molto vicino a questa tipologia.
La sospensione posteriore lavora tantissimo, è super sensibile e asseconda molto bene ciò che fa la ruota posteriore: il Tune Rx Trail è ben calibrato e la sensazione che si percepisce è di una morbidezza estrema.
Super plush, come direbbero gli americani.
La pressione delle gomme? Dagli 1,8 bar iniziali sono sceso a 1,4 ma mi è rimasto il dubbio di poter scendere ancora più in basso.
Il mio peso non è proprio da ballerina della Scala, ma forse si poteva osare qualche decimo di bar in meno.

Non sono mancate le forature. Qui si controlla la presenza di spine nel copertone, ma la causa è stata una pizzicatura. Il tester era sceso un po' troppo di pressione (circa 1,0 bar) e in discesa la velocità era molto elevata.
Non sono mancate le forature. Qui si controlla la presenza di spine nel copertone, ma la causa è stata una pizzicatura. Il tester era sceso un po’ troppo di pressione (circa 1,0 bar) e in discesa la velocità era molto elevata.

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Se non riesci a saltarlo, passaci sopra
Ecco un altro dettaglio che alcuni utenti di fatbike già conosceranno: il maggiore volume d’aria delle ruote 6Fattie permette un approccio ben diverso con gli ostacoli.
Se siete abituati a evitarli (cosa opportuna in alcuni casi), con la Turbo Levo Fsr potete anche passarci sopra contando sul supporto offerto dalle gommone.
E questo fa tutta la differenza del mondo perché si riesce ad andare molto più veloci con meno sforzo.

Impara a conoscere il grip
Ecco una cosa che mi ha richiesto molto tempo: capire qual è il limite di grip offerto da questa bici. Il comportamento della gomme da 3,0” è molto prevedibile, ma non mancano le occasioni in cui queste ruote pattinano, tanto in salita quanto in discesa.
I fondi molto sdrucciolevoli come la terra ricoperta di aghi di pino sono un vero tranello e qui occorre fare attenzione.
Un po’ di più che con gomme normali.

specialized pedal assist launch 2015

In curva, invece, le cose sono un po’ più facili: il supporto di sospensioni e di gomme 6Fattie è magnifico e aumenta di molto rispetto a quello di una bici tradizionale, anche a lunga escursione, a patto però che il fondo non sia particolarmente scivoloso (vedi aghi di pino).
E qui mi è venuto da pensare che la Turbo Levo Fsr non sarebbe niente male come bici anche per l’enduro.
Sul ripido, anche ghiaioso, la ruota anteriore non ti abbandona facilmente e ti permette di esibirti in nose-press con più facilità.
La sensazioni di confidenza che ispirano le ruote 6Fattie è magnifica.

In frenata serve potenza
Il peso extra della bici si fa sentire e gli spazi di arresto si allungano quando le velocità sono sostenute. La cosa positiva che posso dirvi è che se anche si arriva un po’ lunghi in curva è sempre meglio provare a metterla di traverso: in quel momento vi accorgete che è uno spasso farla derapare e che, forse, non servono freni così potenti…

Sopra i 25 km orari
Ecco il limite di velocità di questa bici (e di tutte le bici a pedalata assistita) se dovete pedalare. Oltre questa soglia il motore si disattiva e i pedali diventano tremendamente pesanti. Anche in pianura.
Scordatevi quindi di fare velocità pedalando: qui oltre i 25 orari non si va.
A meno che non abbiate un gran motore nelle gambe…

La durata della batteria
Le uscite che ho fatto a Leogang con questa bici sono state tutte piuttosto impegnative in termini di pendenze da superare in salita e la batteria ne ha risentito.
Il motore Brose mi è parso un po’ più esigente di un Bosch in termini di energia, ma nonostante ciò non ho avuto problemi a chiudere tutte le uscite.

Anche se il display la indica come cadenza, il dato cerchiato in rosso si riferisce alla % residua di batteria quando il giro era praticamente concluso. Il Garmin Edge 1000 può essere configurato per mostrare un gran numero di informazioni.
Anche se il display la indica come cadenza, il dato cerchiato in rosso si riferisce alla % residua di batteria quando il giro era praticamente concluso. Il Garmin Edge 1000 può essere configurato per mostrare un gran numero di informazioni.

La percentuale minima residua è stata del 30% viaggiando quasi sempre in modalità Trail.
Un giudizio più preciso lo potrò esprimere su un modello di serie (quelli messi a disposizione per le prove erano di pre-produzione) dopo averlo testato a fondo.

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Insomma, a chi è adatta la Specialized Turbo Levo Fsr?
Potenzialmente a chiunque.
Se hai dimestichezza con la guida questa bici è molto divertente e appagante da guidare, tanto in salita quanto in discesa.
Se non hai dimestichezza con la guida oppure se sei poco allenato, questa bici ti porta dove né le gambe, né la testa riuscirebbero a portarti.
Riuscite a immaginarvi questa situazione?
Il motore elettrico non l’ho percepito mai come un ausilio che snaturasse la natura ciclistica di questo mezzo.
Questa bici è così lontana dal resto del mondo che è difficile, per ora, fare dei paragoni.

SHORT TEST – Come vanno le nuove Scott con ruote 650b Plus?

MASSA MARITTIMA – Dopo averle presentate, passiamo alla prime sensazioni in sella.
Dato che le misure Plus sono realmente una novità dell’ultim’ora è difficile fare un confronto fra queste Scott e altri modelli 650b Plus attualmente sul mercato.
A parte alcuni modelli Specialized e Trek di cui vi abbiamo già parlato, non ci sono ancora dei veri e propri termini di paragone.
Quello che state per leggere è un primo brevissimo test e, per quanto della durata di due giorni, tale deve essere considerato.
A Massa Vecchia, in occasione della presentazione Scott 2016, erano presenti in forze Sram, Schwalbe e Fox i cui tecnici si sono presi delle bici al termine della giornata per ridarcele efficienti e pulite il giorno successivo.
Per quanto positivo sia il nostro giudizio, speriamo comunque di averle presto a disposizione per maggior tempo.

Fra i tanti rider presenti a Massa Vecchia c'era anche Brendan Fairclough. Che non si è risparmiato in sella alla Scott Genius Lt Plus... Foto Markus Greber-Scott Sports
Fra i tanti rider presenti a Massa Vecchia c’era anche Brendan Fairclough. Che non si è risparmiato in sella alla Scott Genius Lt Plus…
Foto Markus Greber-Scott Sports

L’ambiente del test
I percorsi preparati per noi erano ben tre, dal più orientato all’Xc al più trail-enduro, con fondi misti roccia e terra e non sono mancati temporali e diluvi. Per tutti i test le gomme utilizzate erano tubeless con lattice.
Lo scenario molto variegato di Massa Vecchia ci ha permesso di provare le varie bici in salita, in discesa e sull’offroad pedalato.

Ogni giorno bici pulite e sistemate. Facile provarne ben 4 in due giorni di riding...
Ogni giorno bici pulite e sistemate. Facile provarne ben 4 in due giorni di riding…

COME VANNO IN SALITA
Una volta selezionata la posizione Traction Control entrambe le Genius nascondono molto bene il loro peso e una pedalata rotonda e costante si rivela essere la più redditizia.
Il grande volume d’aria degli pneumatici ci viene in aiuto anche nelle salite ricche di ostacoli, assorbendo le asperità e donando una trazione incredibile.

Tutte le Scott Plus provate avevano la trasmissione 1x11 Sram e un piccolo guidacatena superiore.
Molte delle Scott Plus provate avevano la trasmissione 1×11 Sram e un piccolo guidacatena superiore.

Genius 700 Tuned: buona distribuzione dei pesi e angoli sterzo/piantone che non obbligano a spostamenti del corpo in avanti.
Nei tracciati di Massa Vecchia abbiamo prevalentemente utilizzato questo modello di bici, più adatto a questo terreno per il suo valore di escursione e per geometrie meno discesistiche. Si può anche pedalare in fuorisella durante la salita, la ruota posteriore non perderà mai aderenza, anche su terreni ricchi di radici e rocce.

Genius 700 Tuned Lt: sulle salite ripide si gioca un po’ in difesa a causa di geometrie meno favorevoli ma non per questo troppo penalizzanti.
Normalmente conviene utilizzare la modalità Traction Control per verticalizzare gli angoli sella-sterzo e avere una posizione più equilibrata, la cinematica del carro tende infatti a comprimersi un po’ durante la pedalata.

Scale 700 Plus: reagisce immediatamente agli input della pedalata, risultando la più “pronta”, la posizione è meno esasperata rispetto alla “cugina” racing, ma per questo più comoda, permette di accelerare senza scomporsi, la stabilità in traiettoria è ottima.

Con le nuove forcelle Fox in versione Plus è facile accomodare una gomma anche da 3,0" di sezione.
Con le nuove forcelle Fox in versione Plus è facile accomodare una gomma anche da 3,0″ di sezione.

COME VANNO IN PEDALATA
Per entrambe le biammortizzate, quando in modalità Traction Control, rilanciare la pedalata si rivela gratificante; non abbiamo lo scatto vivace del formato 27.5″ nativo, ma nemmeno la sensazione di stare su un mezzo che si opponga ai tuoi comandi.
Rispondono in maniera più reattiva di quanto ci si possa aspettare, se le si pedala in modalità Traction Control, senza diventare nervose sulle asperità.
Sulla Genius LT è assolutamente conveniente attivare il Traction Control per evitare inevitabili ondeggiamenti durante la pedalata.
La Scale 700 Plus, infine, invoglia a rilanciare ad ogni uscita di curva. La risposta all’impegno del biker è sempre pronta; a una guidabilità molto buona si abbina grande stabilità, chiaramente nel proprio e nuovo segmento di utilizzo, a dimostrazione di una progettazione mirata ed ottime gomme.

Il manettino inferiore non è quello del deragliatore, ma serve a gestire le sospensioni. E' il comando TwinLoc, ancora più affinato in termini di ergonomia.
Il manettino inferiore non è quello del deragliatore, ma serve a gestire le sospensioni. E’ il comando TwinLoc, ancora più affinato in termini di ergonomia.

COME VANNO IN DISCESA
Le ruote Plus danno il meglio di sé in questo contesto.
Su tutti i modelli provati i piccoli-medi ostacoli vengono superati con una semplicità disarmante, la tenuta in curva è strepitosa tanto che si fatica a trovarne il limite. Non invogliano a saltare perché preferiscono passare sopra a tutto.
Scott è riuscita a mantenere una buon bilanciamento tra la stabilità extra donata dal nuovo formato e la maneggevolezza.
L’insieme cerchio-pneumatico dà l’idea di avere a disposizione più corsa nelle sospensioni rispetto a quanto dichiarato.
Il lavoro della sospensione, che di solito è in parte penalizzato in fase di frenata, viene qui “aiutato” dal grande volume di aria dello pneumatico.
Occorre un certo periodo di “conoscenza reciproca” per capirne bene i limiti.

Come vanno in discesa? Beh, uno come Fairclough non ha problemi a fare questo con qualunque bici... Foto Markus Greber-Scott Sports.
Come vanno in discesa? Beh, uno come Fairclough non ha problemi a fare questo con qualunque bici…
Foto Markus Greber-Scott Sports.

Ad esempio, tutti siamo abituati a lasciar derapare la bike, ma con queste gomme diventa quasi impossibile per via del loro grande grip e si viene proiettati immediatamente in uscita di curva.
Abbiamo provato diverse volte lo stesso giro con i vari modelli a disposizione confrontando le nostre impressioni con altri tester ed è emerso come la Genius Plus fosse la più utilizzata per la sua poliedricità.

Genius 700: fa valere le qualità del nuovo progetto; confidenza, maneggevolezza anche nei tratti più tortuosi e capacità di superare gli ostacoli. I 130 mm al posteriore sono tutt’altro che pochi e uniti ai 140mm dell’anteriore rendono questo telaio estremamente performante. Le nuove unità di Fox sono un deciso passo avanti rispetto ai modelli precedenti in termini di sensibilità e supporto a 2/3 di corsa.

Il nostro tester in azione a Massa Marittima. Foto Markus Greber-Scott Sports.
Il nostro tester in azione a Massa Marittima.
Foto Markus Greber-Scott Sports.

Genius 700 Lt: una spianatrice nata, angolo di sterzo molto aperto, non invoglia ai salti piuttosto spiana il terreno. Non siamo mai riusciti a metterla in difficoltà e unendo una grande precisione di guida alla rigidità del telaio diventa auspicabile avere una copertura anteriore ancora più aggressiva rispetto alla Nobby Nic 650b Plus a disposizione.
L’unico difetto (ammesso che lo sia) è che semplifica sin troppo al biker la lettura del tracciato.

Scale 700 Plus: questa bici si trasforma di fatto in una divertente trail bike a cui manca solo un reggisella telescopico di serie. In comfort offerto è tale per cui a volte non è stato necessario passare alla full per affrontare determinate discese. Certo, non siamo ai livelli della Genius ma superiori a qualsiasi altra front 27,5”-29” attualmente sul mercato.

Il nuovo Fox Nude sfrutta come base di partenza la gamma Fox Float Evol con Dps.
Il nuovo Fox Nude sfrutta come base di partenza la gamma Fox Float Evol con Dps.

SCOTT E-GENIUS PLUS: C’ERA ANCHE LEI
Valutazioni a parte merita la Scott e-Genius Plus, modello a pedalata assistita che ricalca geometrie e caratteristiche della Genius 700 Plus. Si è rivelata essere una bicicletta molto divertente che permetterà anche ai meno allenati di portare a termine escursioni impegnative con grande soddisfazione.
Il motore Bosch Performance CX 250 W con batteria da 500 Wh è molto compatto, è protetto da un guscio in termoplastica e i livelli di intervento seguono i criteri già noti ovvero Eco, Tour, Sport e Turbo.
Non mancano il display Intuvia e la guarnitura Miranda.

Scott e-Genius Plus in azione. Ecco, cosa dicevamo di Fairclough prima? Foto Markus Greber-Scott Sports
Scott e-Genius Plus in azione. Ecco, cosa dicevamo di Fairclough prima?
Foto Markus Greber-Scott Sports

Diventa meno intuitiva in discesa per via del peso superiore e dell’intervento del motore elettrico in fase di rilancio e, infatti, in questo contesto abbiamo sempre preferito la modalità di aiuto minimo.
La salita viene “annientata” in un amen e grazie al display multifunzionale è possibile avere sempre a disposizione informazioni sulla carica residua, modalità e quantità di assistenza alla pedalata in tempo reale oltre a quelle classiche in termini di velocità massima/media/istantanea, contachilometri e orologio.
E’ stata l’unica bici che ha evidenziato qualche problema di trazione in salita, bagnata, sulle rocce, con l’ausilio alla pedalata in modalità Turbo.
Il sentiero sul quale abbiamo provato le altre bici ci impegnava per circa un’ora e 15, ma con la Scott e-Genius Plus è stato percorso in 30’ senza che avessimo esaurito la prima delle cinque barre di energia a disposizione.
Curiosità, il modello di punta adotta una cassetta pignoni Shimano Deore Xt 11-42 e cambio Shimano Deore Xt 11 velocità.

A rendere i test più interessanti ha pensato qualche temporale.
A rendere i test più interessanti ha pensato qualche temporale.

In conclusione…
La pressione delle gomme suggerita per un biker di medio peso (75 Kg complessivi con protezioni, zaino e sacca idrica) è stata di 0,9-1,0 atm davanti e 1,0-1,1 dietro.
Provando pressioni inferiori si raggiunge una trazione in fuoristrada da strada asfaltata e diventa quasi impossibile lasciar derapare la bici in curva.
Durante i test a Massa Marittima ci sono state diverse forature dovute anche al filo spinato.

Riparazione foratura in corso.
Riparazione foratura in corso.

Non c’è gomma che possa resistere contro un nemico così ostico, ma è necessario avere con sé delle camere d’aria compatibili di ricambio.
Ci sono stati poi casi di pizzicature sul fianco del copertone, dovute in parte alla bassa pressione di esercizio (alcuni tester si sono spinti davvero troppo in basso) e in parte alla leggerezza delle coperture Schwalbe (da 800-850 gr) considerata la sezione di 2.8”. Chiaramente serve un compromesso che garantisca una maggiore protezione sui fianchi senza penalizzare troppo il peso.
Un plauso va alla trasmissione monocorona Sram che non ha mai fatto rimpiangere l’utilizzo di un bash, ai nuovi freni Shimano Xtr Trail semplicemente perfetti in ogni condizione e alla componentistica Syncros (dello stesso gruppo Scott).

Il mozzo delle ruote Syncros montate di serie su tutte le Scott Plus.
Il mozzo delle ruote Syncros montate di serie su tutte le Scott Plus.

La nostra idea, a livello squisitamente tecnico, è che il gran volume d’aria dello pneumatico sommandosi a quello dell’ammortizzatore Fox Evol contribuisca a rendere meno progressivo il fondocorsa delle sospensioni.
I grandi vantaggi in termini di sensibilità e lavoro delle sospensioni, quindi, si scontrano con una certa facilità nel raggiungere il finecorsa e questo richiede una maggiore attenzione nel setup delle sospensioni stesse.
Tanto grip purtroppo si sente anche nei trasferimenti su asfalto ma durante questi test abbiamo cercato di starci il meno possibile.
I pesi contenuti per i modelli top di gamma, soprattutto per gomme e cerchio, conferiscono un’agilità inaspettata al formato Plus.

Holgen Meyer a Massa Vecchia. Foto Markus Greber-Scott Sports
Holgen Meyer a Massa Vecchia.
Foto Markus Greber-Scott Sports

Occorre un periodo di apprendistato per capire i limiti di tenuta in curva e per la corretta regolazione delle unità ammortizzanti.
Il formato Plus stimola riflessioni sulla collocazione di tali modelli in un mercato sempre più affollato e ci si domanda se possa diventare l’anello di congiunzione tra i due standard attuali (29” e 27,5”) o se arriverà addirittura a sostituirne uno.
Al momento uno dei freni maggiori alla diffusione di tali mezzi potrebbe essere la ridotta disponibilità di coperture e cerchi specifici, ma se un gigante come Fox ha creato addirittura una linea di forcelle dedicata (e altrettanto ha fatto Rock Shox), allora non rimane che attendere l’arrivo di altri brand e di altri componenti.

Novità Scott 2016: Scale, Genius, Genius Lt ed e-Genius con ruote 650b Plus

MASSA MARITTIMA – Siamo andati in Toscana per conoscere le novità Scott 2016 e, a Massa Vecchia (ai piedi delle colline metallifere su cui sorge Massa Marittima e da sempre base per Scott e per alcuni dei più grandi atleti che ne fanno parte), abbiamo avuto la conferma che lo standard di ruota Plus diventerà sempre più popolare nel 2016.
L’invito stesso parlava di due nuove piattaforme di bici e di una e-Genius a pedalata assistita, ovvero dettagli più che sufficienti per attirare la nostra attenzione.
Il mondo della mountain bike è in continua evoluzione e viene un po’ da sorridere a quando pensavamo che il mondo si potesse suddividere solo tra 26″ e 29”.
L’ultimo standard introdotto, il Boost 148, è qualcosa di cui leggerete spesso in questo articolo e certamente anche nei prossimi.
Scott infatti lo ha adottato sulla nuova serie di modelli denominati Plus, ovvero Scale, Genius Tuned, Genius Lt Tuned ed e-Genius a pedalata assistita.

Foto Scott Sports-Markus Greber
Foto Scott Sports-Markus Greber

Il concetto alla base dell’idea Plus di Scott è l’utilizzo di un cerchio Syncros Tr 27,5” Plus leggero e con canale interno molto largo (40 mm) che ospiti una gomma di sezione fra 2,8” e 3,0”, anche se Scott preferisce adottare gomme da 2,8” perché garantiscono una maneggevolezza maggiore.
Intuiamo che la bassa pressione di esercizio delle gomme in formato Plus (tra 0,9-1,2 bar) porterà a maggiore trazione e capacità di superamento degli ostacoli, ma sappiamo anche quanto un canale interno largo possa rappresentare un vantaggio.

Cerchio Syncors

Aumentando il volume d’aria possiamo avere pressioni di esercizio più basse a tutto vantaggio del comfort e del grip, senza dimenticare che con un cerchio più largo lo pneumatico è saldamente ancorato al cerchio stesso senza il rischio di stallonare.
L’appoggio in curva che ne deriva è decisamente superiore.

Il supporto tecnico di Schwalbe
Le nuove Scott Plus monteranno solo coperture Schwalbe e a Massa Vecchia il produttore tedesco ci ha mostrato dei dati molto interessanti.
Il grafico in basso (cliccate per ingrandire) mostra, a sinistra, l’impronta a terra di uno Schwalbe Nobby Nic 2,35” gonfiato a 1,7 bar, mentre a destra quello di un Nobby Nic 2,8” gonfiato a 1 bar.

Dati Schwalbe

Stando ai risultati presentati da Schwalbe l’impronta a terra aumenta sensibilmente (+21%) mentre la resistenza al rotolamento è di pochissimo superiore (+1%).

Foto Scott Sports-Markus Greber
Foto Scott Sports-Markus Greber

Nel report che Schwalbe ci ha mostrato c’è anche una riduzione dell’8% della possibilità di pizzicare una gomma 27,5” Plus.
Schwalbe è riuscita a realizzare uno pneumatico dal peso ridotto, intorno agli 800-850 gr che, unito a un cerchio leggero, permette di raggiungere valori molto interessanti, confrontabili all’insieme cerchio+gomma da 29″.

La Scott Genius Lt 700 Tuned Plus. Foto Scott Sports-Markus Greber
La Scott Genius Lt 700 Tuned Plus.
Foto Scott Sports-Markus Greber

Parliamo delle bici…
Per quanto riguarda le Genius 700 Tuned Plus e Genius Lt 700 Tuned Plus il triangolo anteriore è rimasto invariato rispetto ai modelli attuali, mentre è stato rivisto il carro per ospitare una ruota più voluminosa.
I foderi, in alluminio, arrivano fino a 445 mm per la Genius 700 Tuned Plus e a 448 mm per la Genius 700 LT Tuned Plus con un travel posteriore rispettivamente di 130-90-0 mm e 160-100-0 mm regolabile tramite il comando Twinloc.
Viene adottato il sistema Boost 148 (che prevede una battuta posteriore da 148 mm e asse da 12 mm di diametro) e, contestualmente, anche la battuta del mozzo anteriore viene aumentata fino a 110 mm (con asse da 15 mm).

Boost 148 Scott

La versione top di gamma prevede triangolo anteriore in fibra di carbonio con tecnologia proprietaria HMX e un carro in lega di alluminio 6061.

Scott Genius Plus
Per quanto riguarda le geometrie, troviamo un angolo di sterzo da 67,5° o 68°, un movimento centrale con altezza di 33,5 o 34 cm e un tubo piantone da 73,9° o 74,4° per le Scott Genius Plus. Il peso della versione di punta è di 12,3 Kg.

La Scott Genius 700 Tuned Plus
La Scott Genius 700 Tuned Plus
Foto Markus Greber-Scott Sports
Foto Markus Greber-Scott Sports
Foto Markus Greber-Scott Sports
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Foto Markus Greber-Scott Sports

Genius 700 Tuned Plus_Detail_fork clearance

Di seguito lo schema (cliccate sull’immagine per ingrandire):

Geometria Genius Plus

Scott Genius Lt Plus
Per quanto riguarda le Scott Genius Lt Plus, invece, in virtù del travel maggiore, l’angolo di sterzo scende a 65,8° o 66,3°, l’altezza del movimento centrale è di 34,5 cm e il tubo piantone è da 74° o 74,5°. Il peso della versione di punta è di 12,70 Kg.

La Scott Genius Lt 700 Tuned Plus
La Scott Genius Lt 700 Tuned Plus
Foto Markus Greber-Scott Sports
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Foto Markus Greber-Scott Sports

Di seguito lo schema (cliccate sull’immagine per ingrandire):

Geometria Genius Lt Plus

Scott Scale Plus
La gamma Scott Scale Plus, invece, è costituita da modelli con telaio in lega leggera a spessori differenziati con tutte le più recenti tecnologie Scott a bordo. Pur trattandosi di un modello hardtail, la serie Scott Scale Plus si annuncia molto interessante perché di fatto è una front votata tanto al divertimento (con forcella da 120 mm e un peso di 11,80 Kg per la 710 Plus) quanto alle lunghe percorrenze.
Il peso della versione di punta è di 11,80 Kg.

La Scott Scale 710 Plus
La Scott Scale 710 Plus
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La geometria prevede un angolo di sterzo da 67,6°, un movimento centrale alto 31,5 cm, un angolo di sterzo da 72,8° e un carro da 43,9 cm.
Di seguito lo schema (cliccate sull’immagine per ingrandire):

Geometria Scale Plus

Scott e-Genius Plus
Infine, nella gamma Scott Plus figurano immancabilmente anche le e-Genius, con telaio in alluminio, forcella da 140 mm e travel posteriore regolabile a 130-90-0 mm (tramite il sistema Twinloc), motore Bosch Performance da 250 W e batteria da 500Wh, angolo di sterzo da 67,5 o 67,9°, un movimento centrale alto 34,3 cm o 34,8 cm, un angolo pantone da 73,9° e un carro da 49, 0 cm.
Il peso della versione di punta è di 21,80 Kg.

La Scott e-Genius 710 Plus Foto Markus Greber-Scott Sports
La Scott e-Genius 710 Plus
Foto Markus Greber-Scott Sports
Foto Markus Greber-Scott Sports
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Foto Markus Greber-Scott Sports
Foto Markus Greber-Scott Sports

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Di seguito lo schema (cliccate sull’immagine per ingrandire):

Geometria E-Genius Plus

Ammortizzatore Fox Nude Dps, aggiornato
Fox ha lavorato a stretto contatto con Scott personalizzando l’idraulica del nuovo ammortizzatore, già disponibile nella versione Evol (cioè con un volume della camera negativa maggiorato) e con idraulica Dps.

Foto Markus Greber-Scott Sports
Foto Markus Greber-Scott Sports
Foto Markus Greber-Scott Sports
Foto Markus Greber-Scott Sports

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Vengono impiegate le funzionalità Descend per la discesa, Traction Control per i tratti pedalati offroad e Lockout per la salita.
Il sistema TwinLoc permette di modificare l’idraulica delle sospensioni (ammortizzatore e forcella) e, riducendo il travel di forcella e ammortizzatore, cambia anche la geometria del telaio, un funzione del terreno.

Al momento della presentazione non è erano ancora noti i prezzi ufficiali (li pubblicheremo appena ufficializzati), mentre qui potete leggere le prime impressioni di guida.

Per informazioni Scott-sports.com

Ai Mondiali di e-bike Marco Manuzzi è secondo dietro il tedesco Ketterer

Si è conclusa ieri a San Candido, in Alta Pusteria, la seconda edizione dei Campionati Mondiali di e-bike, che ha messo in evidenza la crescita del fenomeno “e-bike” tra gli atleti della Mtb e che ha riservato più di qualche soddisfazione ai colori azzurri.
Sia gli atleti sia le bici sono state sottoposte ad un test di resistenza durissimo, complice anche un meteo variabilissimo che dal sole splendente del sabato è passato alla tempesta di fulmini della domenica.

Mondiali di eBike a San Candido, credit EMC

La prima giornata di gare prevedeva una cross country con mass start, in salita lungo lo sterrato del Monte Elmo – 1250 metri di dislivello – che ha visto trionfare il tedesco Yves Ketterer (Wheeler Efalcon / BionX D-Series) in 31’20”.
Il romagnolo Marco Manuzzi (Alcedo Mark 1 / BBS 01 Befang) si è piazzato al secondo posto con un ritardo di 45”, guadagnandosi il secondo gradino del podio ai danni di Silke Kainath (KTM Macina Lynkam Gps / Bosch Performance), l’atleta austriaca che lo scorso anno vinse la classifica generale e che oggi ha lamentato qualche problema tecnico al sistema di pedalata assistita.

Il giorno successivo, domenica 14, era in programma la seconda e ultima prova, sulla severa salita del Marchkinkile, sopra Dobbiaco, che ha sostituito quella impraticabile delle Tre Cime di Lavaredo.

Mondiali di eBike a San Candido, credit EMC (1)

Il tracciato della prova è stato poi modificato a pochi minuti dal via a causa della tempesta di fulmini che stava imperversando sulla cima della montagna a circa 2400 metri di quota. La giuria ha quindi scelto di anticipare di qualche chilometro sia la linea di partenza che quella di arrivo, accorciando inevitabilmente il percorso per salvaguardare la salute degli atleti.

In un arrivo di gruppo, al termine di un ultimo tratto al 22% di pendenza, la vittoria è andata di nuovo al giovane tedesco Yves Ketterer (Wheeler Efalcon / BionX D-Series) che ha bissato il risultato del giorno precedente al Monte Elmo.
Al secondo posto si è confermato il romagnolo Marco Manuzzi (Alcedo Mark 1 / BBS 01 Befang), giunto a meno di 2″ dal vincitore, che ha superato allo sprint l’altoatesino Daniel Kiebacher (Focus Thron / Impulse 2.0).

La classifica finale per il titolo di Campione del Mondo di e-bike al termine del weekend replica il podio della seconda prova, con il trionfo del tedesco Yves Ketterer del team Bike Sport World, il secondo posto del 46enne ravennate Marco Manuzzi e il terzo del local pusterese Daniel Kiebacher che ha soffiato il terzo gradino all’austriaca Silke Kainath, già vincitrice lo scorso anno.

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Queste due gare hanno dimostrato che il sistema di pedalata assistita non è ideale solo per le citybike ma anche per le Mtb da professionisti, tenendo presente che l’uso del motorino elettrico premia la frequenza e l’agilità di pedalata più che la potenza.
All’estero la categoria e-bike è legittimamente riconosciuta e programmata durante le gran fondo da diversi anni. La manifestazione del weekend appena passato ha voluto dare il suo contributo alla crescita del movimento anche in Italia, insieme a tutte le aziende produttrici di e-bike e ai partner che hanno collaborato a questa edizione.

Maggiori informazioni (in italiano e in tedesco): www.ebikedolomiti.com.

Alta Pusteria: domani al via i Mondiali di e-bike, tra gare, eventi e test

Cominciano domani 12 giugno a San Candido, in Alta Pusteria, i Mondiali di e-bike con un ricco programma di gare ed eventi – anche per semplici turisti e appassionati – che occuperà tutto il weekend.

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Proprio come accade nel resto del mondo, anche in Italia finalmente si comincia a comprendere che la e-bike – o bicicletta a pedalata assistita – può essere l’ideale non solo per l’uso cittadino ma anche per l’agonismo.
Quale migliore vetrina, quindi, della seconda edizione della tappa italiana dei Mondiali di E-Bike, in Alta Pusteria, all’interno di un calendario con una serie di date in giro per l’Europa!
Molti marchi del mercato internazionale, infatti, saranno presenti a San Candido (Focus/Derby Cycle, Klever Mobility, Haibike/Winora, Centurion, Surface Fatbikes, mentre BionX, KTM e Trek parteciperanno solo alla gara) con modelli di Mtb ultratecnologiche che nulla tolgono alla dignità sportiva dell’atleta.

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Si comincia venerdì 12 Giugno con l’apertura del Bike Village e degli stand delle aziende produttrici. L’esposizione si terrà presso la stazione della funivia sul Monte Baranci, nelle immediate vicinanze della pista ciclabile della Val Pusteria (Brunico-Lienz) e di numerosi itinerari ciclistici.

Sabato 13 ci sarà la prima gara off-road fino alla cima del Monte Elmo (dalle ore 10.00) per una lunghezza di circa 11 km e un dislivello di 1207 metri. Poi seguirà una serie di test di prodotto per le MTB a pedalata assistita gratuiti e aperti a tutti.
Domenica invece si terrà la seconda gara su asfalto fino alle Tre Cime di Lavaredo, lunga 13 km con un dislivello di 878 metri (dalle ore 11.30).
Infine chiuderanno la manifestazione tutte le cerimonie di premiazione.

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Alle gare, con la formula “EWC4all”, potranno partecipare anche i semplici appassionati che possono trovare una bici a pedalata assistita al Bike Village e possono partire in gruppo cinque minuti dopo i “veri” atleti.

Il regolamento, il programma dettagliato e tutte le altre informazioni utili sul sito www.ebikedolomiti.com.

Il Tirolo in sella a un’e-bike. E a luglio il 1° E-bike Festival

Il Tirolo austriaco è all’avanguardia in fatto di biciclette elettriche (o meglio, biciclette a pedalata assistita). L’offerta migliora di anno in anno e apre nuovi scenari a tutti gli appassionati delle due ruote: cicloturisti e biker.

Se avete curiosità di testare le e-bike, magari su uno degli itinerari tirolesi perfettamente attrezzati con punti di noleggio e postazioni di ricarica, segnatevi le date del 10, 11 e 12 luglio, quando nella nella valle tirolese di Brixental si terrà il 1° E-Bike Festival.

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Un evento importante per il settore del cicloturismo, in cui i visitatori potranno testare gratuitamente le biciclette elettriche e i rispettivi accessori.
In programma per il 10 luglio anche un congresso specializzato su e-bike, per riunire in un solo luogo tutti gli esperti del settore.
La domenica 12 luglio invece è dedicata agli scalatori su e-bike. I ciclisti si sfideranno in competizioni singole e a squadre per aggiudicarsi il titolo di “Hillclimb”. Chi volesse prendersela con più calma, potrà partecipare a un piacevole ciclotour.

La volontà di dedicare un festival di 3 giorni al fenomeno dell’e-bike testimonia ancora una volta come sia cambiata l’immagine e la percezione dell’e-bike in montagna. Ora viene considerata, infatti, un mezzo sportivo, versatile e di tendenza, che offre l’opportunità di esplorare nuove mete mettendo d’accordo tutti i membri del gruppo con diversi livelli di preparazione atletica.
Le e-bike vengono usate anche sui sentieri di montagna, per valicare passi ad alta quota e s’incontrano e-biker anche sui trail o nei bikepark. 

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Ecco un video in cui viene spiegato e soprattutto mostrato perché, in quali occasioni e in che modo utilizzare le e-bike. E sono proprio gli e-biker a raccontarlo.

Il Tirolo rappresenta uno dei luoghi migliori in cui cominciare a prendere confidenza con questa nuova frontiera dello sport su due ruote oppure per divertirsi se siete già appassionati dell’e-bike.

In oltre di venti regioni turistiche è possibile noleggiare un’e-bike e pianificare un tour lungo grazie alla fitta rete di itinerari, punti di noleggio e postazioni di ricarica.
La regione tirolese delle Alpi di Kitzbühel offre la più estesa rete di e-bike del mondo, con un itinerario lungo in totale circa 1.000 chilometri e un capillare sistema di noleggio.
Inoltre dieci regioni turistiche e 45 località tirolesi offrono, insieme, una ricchissima offerta in fatto di e-bike. La rete di itinerari si estende da Kufstein, a nord del Wilder Kaiser, attraverso 1.800 chilometri quadrati fino al Parco Nazionale degli Alti Tauri a sud.
In più, anche il rinomato itinerario cicloturistico della Via Claudia Augusta è ora completamente collegato con punti di noleggio e postazioni di ricarica.

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Per fornire un esempio ulteriore, il Passo Resia è considerato dagli amanti della mountain bike una delle migliori destinazioni delle Alpi. Ora, con il supporto della pedalata assistita anche i biker occasionali possono superare facilmente i passaggi più ripidi e anche i cicloturisti più rilassati riescono a salire fino al Passo Resia. A Nauders e dintorni si trova una fitta rete di punti di noleggio e postazioni di ricarica per rendere l’esperienza davvero comoda e semplice.

Sul sito www.tirolo.com/ebike si possono trovare (in italiano) i consigli e le informazioni pratiche per organizzare tour in e-bike, inclusi i dati GPS da scaricare. 

I Campionati del Mondo di e-Bike fanno tappa sulle Dolomiti

COMUNICATO STAMPA

Due notizie, un solo evento.
La prima notizia è che finalmente anche in Italia cresce il numero degli sportivi consapevoli che comprendono che pedalare – e perfino gareggiare– su MTB a pedalata assistita nulla toglie alla dignità dell’atleta. Con i motorini elettrici che agevolano l’andatura infatti “non fai meno fatica ma semplicemente vai più veloce”.
La seconda notizia è che a San Candido, in Alta Pusteria, a pochi chilometri dal confine con l’Austria, dal 12 al 14 giugno prossimo si terrà proprio la tappa italiana della seconda edizione dei Campionati del Mondo di e-Bike.

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Un evento da non perdere per chi vuole provare in prima persona cosa significa una pedalata assistita (anche in gara!) e per chi ama anche solo pedalare sulle ciclabili dell’Alto Adige con legittimi intermezzi di speck e strudel.

Un lungo weekend di eventi
Due gare – una su sterrato lungo il sentiero che raggiunge il Rifugio Monte Elmo a 2433 metri e una su asfalto che dal paese arriva al termine della strada per le Tre Cime di Lavaredo – a cui possono partecipare tutti, anche i semplici appassionati che hanno la possibilità di trovare una e-Bike adatta al Bike Village e possono partire in gruppo cinque minuti dopo i “veri” atleti.

I Campionati del Mondo di e-Bike, però, sono anche molto altro: nel weekend mondiale, in Alta Pusteria si può anche scegliere di essere solo spettatori delle competizioni e di pedalare sui sentieri e sulle strade che sono il paradiso dei cicloturisti di mezza Europa fino a Brunico e oltre, ricaricando la bici nei luoghi convenuti fuori da bar, rifugi e ristorantini.
Appassionati e turisti potranno anche visitare il Bike Village, partecipare agli eventi, alle feste e alle degustazioni, chiedere consigli agli esperti e perfino prendere gliimpianti di risalita di Baranci al prezzo speciale di 1 euro, scontato per l’occasione.
Il programma completo della manifestazione è sul sito ufficiale Ebikedolomiti.com.

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Vincono le donne
Forse non tutti sanno che questo è uno dei pochi sport “di fatica” – forse l’unico – in cui le donne possono prevalere sugli uomini!
È successo anche lo scorso anno quando l’austriaca Silke Keinath, gareggiando in mezzo ad un folto gruppo di atleti agguerritissimi, è riuscita a vincere la gara su sterrato e la classifica finale in virtù del suo rapporto peso/potenza.
La natura dei motorini elettrici delle e-Bike, infatti, privilegia una pedalata leggera, agile e con un’alta frequenza di colpi rispetto a quella molto più potente degli uomini che, messi alla prova sul medesimo ripidissimo sterrato, hanno avuto la peggio.
Silke Keinath, peraltro, tornerà in Alta Pusteria anche quest’anno in sella alla sua KTM per mettere il titolo in palio ancora di fronte a decine di avversari.

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Per chi pensa che con la e-bike non si faccia fatica è da notare che la e-bike o bici a pedalata assistita ha un motorino con una potenza nominale massima di 250W. Il motore si deve attivare solo durante la pedalata e si deve spegnere automaticamente al superamento dei 25 km/h e comunque quando i pedali sono fermi.

In ogni modo, che sia con una Mtb “normale” o con una e-bike, l’Alta Pusteria resta decisamente una destinazione a misura di bici.

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Chi viene qui in estate – anche il turista tranquillo ben lontano dall’essere un bike addicted – spesso lo fa per pedalare.
Se Sesto in Pusteria è il paradiso per le mountain bike, in fondovalle esistono decine e decine di chilometri di ciclabili immerse nel verde. E si può pedalare seguendo la vecchia linea ferroviaria che porta a Cortina oppure scegliere l’opzione bici+treno e raggiungere magari l’Austria.

Per chi cerca maggiori informazioni: www.ebikedolomiti.com.

 

La Thuile apre la stagione 2015 per tutti gli amanti della Mtb

La location valdostana apre la stagione estiva 2015 agli appassionati di enduro e mountain biking a 360°: una fitta rete di percorsi naturali serviti da seggiovie per scoprire un territorio unico.

Con l’arrivo dell’estate è arrivato il momento di assaporare l’altra faccia di La Thuile: una valle alpina colorata di verde fatta di boschi e pratoni d’alta quota che si affaccia sulle cime più alte d’Europa, che anche quest’anno è pronta ad ospitare gli appassionati di mountain biking provenienti da ogni parte del mondo.
Già affermata a livello globale grazie alla tappa Enduro World Series 2014, la località valdostana non smette di crescere e migliorare mantenendo intatte tutte le sue qualità di natural trail area incontaminata, un territorio vergine che fa della purezza il suo tratto caratteristico più riconoscibile.

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La MTB natural trail area aprirà ufficialmente ai biker il 27 giugno con le 2 seggiovie Bosco Express e Chalet Express e una rete di percorsi rivista e perfezionata, ancora più divertente, fruibile e ricca di servizi grazie alle novità introdotte questa stagione, che consolidano ancora di più l’enorme potenziale della località come paradiso delle ruote grasse in tutte le sue forme e discipline: enduro, freeride, ma anche cross-country e ciclo-turismo per famiglie, o chiunque voglia scoprire le meraviglie del territorio spostandosi su due ruote.

Mappa Area Mtb La Thuile

Ancora più enduro
Nella stagione 2015 gli appassionati potranno mettersi alla prova su una rete di percorsi gravity che ricalcano quelli di una vera e propria World Series. Il sentiero K (Maisonettes) ora ridiventa il “Super K” della prova EWS 2014: un trail epico di quasi 8Km e 1.000m di dislivello, per l’occasione reso ancora più percorribile grazie a nuovi passaggi su passerella che tengono le ruote lontano dai tratti più fangosi.
Per i rider alle prime armi da quest’anno sarà inoltre possibile cimentarsi sul nuovo sentiero H (Flow), un percorso di categoria Easy che si snoda con ritmo e pendenze morbide verso Les Suches.
Alcune variazioni e migliorie anche sul resto della rete, rivolte ad armonizzare ulteriormente i trail con il contesto naturale che attraversano, minimizzando l’impatto senza alterare il flow.

Continua la tradizione race
L’evento competitivo di La Thuile torna anche nel 2015, l’11-12 Luglio, con una due giorni che riprende il format EWS e che quest’anno è inserita all’interno del circuito Coppa Italia Enduro FCI, il campionato enduro più importante che si corre sul suolo nazionale. La Thuile Enduro è una festa per agonisti, appassionati e curiosi che coinvolge il paese, e offre a tutti la possibilità di far parte di un evento sportivo di alto livello in una località speciale.

Cicloturismo per tutti, anche in e-bike
Tante le opportunità anche per chi utilizza la mountain bike in modo differente. I percorsi easy e turistici della trail area permettono infatti di scoprire il territorio nei suoi aspetti storici e naturalistici. Tra le tappe possibili ci sono il lago di Verney, il Giardino Alpino e il borgo Pont Serrand, oppure il borgo La Joux (con accesso alle cascate del Rutor), le antiche miniere e Col Chavannes, da quest’anno percorribili anche con le MTB a pedalata assistita fornite a noleggio o nei tour guidati.

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Tanti servizi: corsi, stage e campi scuola
La Thuile offre anche occasioni per imparare, sia che si tratti di perfezionare la tecnica che muovere i primi passi nel mondo della guida off-road. Tra i servizi offerti dalla Scuola di Mountain Bike di La Thuile ci sono i corsi gravity, quelli più basici per i neofiti di ogni età e gli stage enduro pluri-giornalieri, anche per gli agonisti.
Disponibile anche un servizio di navetta per effettuare il trasporto di rider e biciclette nei luoghi meno accessibili. Per i bambini quest’anno La Thuile mette a disposizione un campo scuola dotato di skill park con strutture in legno, un tracciato dual slalom e una nuovissima sezione push bike e balance bike per i più piccoli.

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Per prenotare soggiorni e risalite
Per prenotare online un soggiorno a La Thuile è sufficiente fare un salto nella sezione Booking , che ospita tutti i prezzi e le informazioni necessarie sulle strutture ricettive: hotel, bed & breakfast, appartamenti, campeggio in tenda e camper.
I prezzi dei Bike Pass giornalieri che danno accesso alle due seggiovie Bosco Express e Chalet Express partono da 19€ (13,50€ per gli under 14), con la possibilità di acquistare Bike Pass pluri-giornalieri e pluri-settimanali a prezzi scontati validi per un massimo di 14 giorni consecutivi. Per il prezzario completo consulta la sezione Bike Pass .
Presso le Funivie Piccolo San Bernardo è disponibile anche il pass internazionale, un unico biglietto col quale si accede sia agli impianti italiani che a quelli francesi di La Rosière, per pedalate senza confini.

Tutte le informazioni dettagliate su www.lathuile.it.

Ritorna a giugno BikeUp, il festival europeo dell’e-bike

Dal 19 al 21 giugno Lecco ospiterà, come lo scorso anno, BikeUP, il festival europeo dedicato alle e-bike.

Ma che cos’è precisamente BikeUp?
Per rispondere, iniziamo da un video:

 

Come avete visto, a BikeUp saranno presenti le principali aziende del settore e del turismo in bicicletta, ci saranno workshop, conferenze patrocinate da ANCMA (la sezione di Confindustria dedicata al mondo delle due ruote) e la spettacolare UPHill, la street competition nel centro storico della città.

Saranno, quindi, tre giorni di esposizione, spettacoli ma soprattutto di free test cioè prove di e-bike! A BikeUP, infatti, non solo si vedono e-bike ma si provano.

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Chiunque potrà sperimentare in prima persona cosa significhi utilizzare una bicicletta a pedalata assistita, sia che desideri usarla in un contesto urbano, sia off-road per divertirsi a pedalare nella natura.

Si potranno scoprire tutte le potenzialità delle e-bike, come nuova frontiera della mobilità e dell’attività sportiva.

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In più a BikeUp si potrà assistere ad una gara di e-bike ad alte prestazioni: UPHill. Una competizione all’interno delle vie cittadine dove abili rider si sfideranno all’ultima salita, ribaltando il concetto stesso di downhill, senza perderne la spettacolarità e il forte coinvolgimento.

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L’edizione 2014 è stata già un bel successo, con 24 espositori, più di 150 articoli in mostra e 30.000 visitatori; per quest’anno, visto il boom che sta vivendo l’e-bike, ci si aspettano numeri ancora maggiori!

Per maggiori informazioni: BikeUp.eu.

VIDEO – Una e-Mtb da enduro? Eccola in azione…

Per la prima volta, il 9 e 10 maggio, vedremo in azione durante una gara dell’Enduro Series le e-Mtb, ovvero le Mtb a pedalata assistita.
L’Enduro E-MTB Trophy by Giant partirà, infatti,  il secondo weekend di maggio da Blausasc in Francia.
Nel video troviamo alcuni big della scena enduro durante una sessione di allenamento a Mandelieu, sulle Alpi Marittime, in sella alle Mtb elettriche: un’anteprima dell’incredibile potenziale che hanno queste e-bike.
Siete ancora scettici?

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E-bike: amore a prima vista. Tre lettori spiegano perché

Avete mai provato una bici a pedalata assistita?
Aspettate a storcere il naso, perché potreste ricredervi clamorosamente dopo averne provata una.
Le e-bike stanno prendendo sempre più piede e non si tratta solo di una moda, ma di un nuovo modo di intendere la bici e la Mtb in particolare.
A chi si adattano queste bici?
A chi sono rivolte?
Quale utilizzo?
Quale autonomia effettiva?
Per avere queste risposte non rimane che provarne una.
La redazione ne ha già provata una (leggi Scott E-Spark 710) e ne sta testando altre, ma nel frattempo abbiamo voluto dare spazio anche al parere di alcuni lettori, per raccontarvi le loro sensazioni in sella alle e-bike di Haibike.
Gianni Biffi, il titolare del negozio Pro-M di Milano, è uno dei più attivi sostenitori di questa tipologia di bici e insieme a lui abbiamo raccolto le impressioni di guida di tre biker, Ivano, Roberto e Luciano.
Ecco le loro storie.

Ivano: a fine giro hai energie per farne un altro
Grazie alla professionalità di Pro-M e alla disponibilità di Gianni Biffi ho avuto modo di trascorrere una giornata in sella a una Haibike Nduro RX 26, quella, per intenderci, con 180mm di escursione.
Essenziale premessa autobiografica: ho 57 anni, pratico sport fin da bambino, mi considero in discreta forma (un metro e ottanta per settanta chili), attribuisco un valore formativo al rapporto con la fatica fisica, amo trascorrere il tempo libero nella natura e da alcuni anni godo scorrazzare in mountain bike nei boschi, una se non due volte alla settimana almeno, anche da solo ma soprattutto con gli amici.

Ivano in sella alla Haibike in test.
Ivano in sella alla Haibike in test.

E’ una bella domenica invernale quando partiamo da Verbania, sul lago Maggiore, per raggiungere il Monte Pollino. Sono circa 1000 mt. di dislivello di tornanti su asfalto per la prima parte e di sentiero, con alcuni strappi nella parte finale. E’ un giro che conosco bene per averlo pedalato varie volte con le mie diverse bike “muscolari”.
Io, che quantomeno per ragioni anagrafiche non sono un nativo digitale, familiarizzo da subito con il funzionamento del display elettronico, ben visibile, friendly nel suo utilizzo.
Un preciso e comodo pulsante sul manubrio consente di passare velocemente da una all’altra delle quattro modalità di assistenza (eco, tour, sport, turbo), potendo al contempo monitorare i diversi consumi della batteria che ad esse corrispondono, disponendo naturalmente anche di tutti gli altri dati a cui i nostri navigatori ci hanno ormai abituato.

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Per il resto, a scanso di equivoci, ci sono i leveraggi del cambio e tutto quanto ne consegue, al pari di ogni altra mountain bike. In tal senso, nota di un dilettante, la sbrigativa definizione “bici elettrica” rischia di trarre in inganno: si tratta più correttamente di una bicicletta a pedalata assistita. E l’assistenza si sente.
Appena la strada sale, ci si accorge di viaggiare a una velocità un po’ più sostenuta, con una pedalata più alleggerita, ma non per questo non impegnativa. Tutt’altro.
Per tutta la prima parte della salita su asfalto mi attesto sulla modalità Eco che mi consente di mantenere lo sforzo sotto la soglia aerobica. Da curioso neofita, di tanto in tanto mi diverto a sperimentare le diverse mappature e, passando a quelle più prestazionali, la differenza si avverte, eccome.

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Mentre procedo, accompagnato dal leggero sibilo di funzionamento dell’elettrico, mi rendo conto di come questo “mediatore” modifichi la percezione del rapporto con il mezzo cui sono più abituato, rendendola in un certo senso un po’ meno corporea, immediata…
Nel bosco, nella seconda parte della salita, è però una goduria scoprirsi a superare ogni ostacolo giocando con le diverse mappature, potendo modulare la fatica (questa la parola-chiave della pedalata assistita), predisponendosi così al piacere della discesa con ben altra lucidità fisica e psichica.
Mi butto giù per il bellissimo sentiero del Pollino e subito mi rendo conto di essere in sella a una Mtb “gravity”. La grande escursione, le geometrie della bici, e il peso (dovuto anche alla batteria) spostato in basso restituiscono un senso di grande stabilità. E’ facile ritrovarsi ad andare veloci senza accorgersene. Nei cambi di ritmo, poi, semplicemente con qualche pedalata la sensazione di accelerazione è esilarante, il che consente un’andatura ritmica costante in tutte le situazioni. Va pur detto che il maggior peso del mezzo (quasi il doppio rispetto alle più leggere bici tradizionali) costringe a rivedere in parte lo stile di conduzione: la Haibike è più incollata a terra, ovviamente meno reattiva, nel bene e nel male, alle nostre intenzioni (o velleità) di guida.

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Giro concluso (più o meno 20 km), piacevole e salutare come sempre, avverto le gambe toniche, il respiro libero e mi sento “modulatamente” affaticato, ma, a differenza delle altre volte, con la voglia (e soprattutto la possibilità) di ripeterlo (la batteria me lo consentirebbe).
Morale della favola: la Haibike è divertente, semplice nel suo funzionamento, affidabile.
Domanda scontata: è meglio o peggio rispetto alla Mtb tradizionale?
E’ diversa, rappresenta una possibilità di praticare “altrimenti” la stessa passione (una possibilità che tra l’altro, per chi può o vuole permetterselo, non ne preclude l’alternanza con la Mtb muscolare).
Lo sviluppo delle biciclette a pedalata assistita rischia di modificare il “piacere originario” del nostro sport?
Forse, può darsi, e se anche fosse?
Sono tante le domande, il consenso come pure le resistenze che questa nuova tecnologia, con la quale faremo sempre più i conti, è destinata a trascinare con sé.
Il dibattito è aperto e, come sempre, sarà tanto più interessante se non viziato da pregiudizi nostalgici o ideologici. Poiché quel che è certo è che lo sviluppo tecnologico è antico quanto l’uomo e da sempre, dalla scoperta del primo utensile in poi (l’evoluzione delle stesse trasmissioni meccaniche non rappresenta un “aiutino”), ha nel miglioramento dell’efficacia e nella riduzione della dispersione del gesto la sua cifra distintiva.

Roberto: mi tengo la Mtb tradizionale, ma la e-bike è nella wishlist
Ho avuto l’opportunità di provare le Mtb a pedalata assistita di Haibike grazie alle giornate test organizzate dal negozio Pro-M di Milano.
Prima giornata: provata la front Haibike da 29” con forcella da 100 mm.

Roberto durante il test
Roberto durante il test

La prova si è svolta in località Verbania-Pollino su un percorso ben conosciuto e percorso più volte con la mia full 29″ 140/120.
La salita è volata via a medie impossibili per me pur con l’intervento del motore a livello minimo (modalità Eco) e questa è stata la prima sorpresa. Si suda anche con la e-bike in maniera più o meno copiosa in funzione di quanta assistenza si vuole, si arriva molto più freschi alla cima.

Il team dei tester pronto per l'uscita con le Haibike.
Il team dei tester pronto per l’uscita con le Haibike.

Da qui inizia la seconda parte del film.
Infatti il tratto in discesa regala divertimento fuori dal comune grazie, probabilmente, al baricentro molto basso e al peso in più (rispetto alla Mtb standard 8-9 kg) concentrato nella zona pedali. Diventa facile “ollare” i gradini con un colpo di pedale assistito e i tornanti ad ampio raggio si possono fare in stile supermotard con la bici che resta incollata a terra all’anteriore e derapa in modo controllato al posteriore.
Insomma regala una grande confidenza e aumenta il divertimento anche a biker scarsi come me nelle discese. Da rilevare che pur essendo una front mi ha permesso passaggi che in genere mi mettono in difficoltà con la mia bici abituale, grazie ad un avantreno molto solido che sembra di escursione ben maggiore dei 100 mm effettivi.

La Haibike testata da Roberto.
La Haibike testata da Roberto.

Arrivato a fine giro il display dice che ho ancora batteria per rifare il percorso in totale sicurezza e anche questo è un bel vantaggio: a parità di tempo si riesce a fare un giro del genere anche due volte con il doppio del divertimento.

Alle uscite spesso si aggrega Gianluca Bonanomi, folgorato anche lui dalle e-bike.
Alle uscite spesso si aggrega Gianluca Bonanomi, folgorato anche lui dalle e-bike.

Seconda giornata: provata la full Haibike Xduro da 26 ” con escursione 180/180
La prova si è svolta a Stresa con salita al Mottarone su asfalto e discesa per sentieri con rientro pianeggiante per complessivi 60 km circa e 1400 m di dislivello.
La salita andava gestita con attenzione per salvaguardare l’autonomia della batteria cosa non facile perché la strada presenta diverse rampe dove il ricorso all’assistenza più consistente scatta facilmente dovendo solo schiacciare un pulsante.
Comunque ho terminato la salita in buone condizioni tenendo presente che il percorso è già duro fatto con buon allenamento e la bici da corsa in condizioni climatiche più favorevoli. La bici del test ha geometrie quasi discesistiche e ruote “piccole” ma con la e- bike il diametro ruota mi è sembrato poco influente rispetto a bici muscolari. Con queste escursioni e forcella da 36 mm la bici è un carro armato che spiana tutto in discesa sempre con una sicurezza e facilità di conduzione sconosciute alla mia full abituale.

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Abbiamo toccato punte di 60 km/h in discesa senza notare il minimo segno di nervosismo all’anteriore e anche sui saliscendi finali il rilancio è sempre facile giocando con l’intervento dell’assistenza sui ripidi in uscita dalle curve pur strette. Probabilmente per il mio modo di andare in bici la 27,5″ da 150 mm è il modello ideale, quella in prova è perfino esagerata per le velocità da me toccate.

Al rientro ho dovuto pedalare gli ultimi 10 km solo con le gambe perché avevo finito la batteria (peccato d’inesperienza) e devo dire che sul lungolago tenevo i 16-18 km/h con relativa facilita’ quindi un giro lungo come quello del test è gestibile senza problemi anche a fronte di un imprevisto.

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Conclusione dell’esperienza: la e-bike è un prodotto stupefacente che permette di aumentare esponenzialmente il divertimento in sella ad una Mtb perché:
– rende possibili percorrenze superiori al proprio stato di forma (rispetto a una Mtb tradizionale);
– aumenta a dismisura il divertimento in discesa dove, in totale sicurezza, si osano passaggi che incutono timore con la propria Mtb.

Per ora torno a pedalare le mie bici tradizionali ma dopo la prova devo dire che il libro dei sogni si arricchisce di nuove pagine…

Luciano: 26 pollici, 180 di escursione, bike park… una bomba
“Ciao Biffi”
“Ciao Lucien”
Durante una visita al suo negozio Gianni mi propose una gita infrasettimanale per provare le Haibike elettriche: perché no? D’accordo, andiamo mercoledì prossimo.
Tornando a casa pensavo: bici elettrica?
Orrenda fine… Io che amo la fatica, la conquista della vetta!
Ma sì, proviamo.

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Partiamo con meta un piacevole Bike Park, con risalite di circa 100 m di dislivello e almeno 5 discese diverse una dall’altra; percorsi filanti alternati a salti, sponde, ripidoni, tratti scassati con radici.
L’ideale per testare questa bike a pedalata assistita.
Prima salita, prendo confidenza e, senza esagerare con la pedalata assistita, mi rendo conto che, pur dovendo comunque pedalare, sale che è una meraviglia.

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Anche senza scegliere il percorso con meno asperità, la bici procede con una agilità sorprendente e lo stupore aumenta quando inserisco il turbo. Oltre a superare ogni ostacolo, avanza con una velocità incredibile.
Nonostante lo stupore penso: sì grande, comunque me lo aspettavo; ma quando affronto la prima discesa l’entusiasmo raggiunge il massimo.
Malgrado il peso, la bici è agilissima nei tornanti stretti, sicura e precisa su sponde e ripidoni, così come su sassi e radici, senza parlare dei salti, non si scompone e l’atterraggio è soffice e sicuro.
La bici che ho provato è una 26 pollici, con 180 di escursione. Una vera bomba.

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Il dibattito sulle e-bike, però, non si esaurisce qui.
Se ne avete una, raccontateci come vi trovate nel Garage di MtbCult.
Oppure, se volete testarne una, cercate il test-day più vicino a casa vostra oppure contattate Pro-M.
Raccontateci poi le vostre sensazioni in sella, saranno di utilità a molti altri lettori.



Bike Festival di Riva del Garda: è in arrivo la rivoluzione elettrica?

Questo sarà l’anno della bicicletta elettrica? Al Bike Festival di Riva del Garda (TN), la grande rassegna internazionale della MTB che si terrà dal 1 al 3 maggio, sono convinti di sì. Vi abbiamo già annunciato qualche settimana fa che il produttore svizzero Flyer  presenterà proprio al Bike Festival la prima e-bike marathon della storia, con propulsore Bosch.

Ora è l’ideatore del Festival di Riva del Garda, Uli Stanciu, ad affermare che l’e-bike è un fenomeno che esploderà in cinque anni, anche nel mondo della MTB.
“La bici elettrica è perfetta per tutte le età, e non va vissuta come una contaminazione, bensì come un’opportunità, prima o poi dovrà capirlo anche la stampa specializzata. Permette di condividere un’esperienza tra persone di età e sesso diverso, o con un diverso tipo di allenamento. E la montagna non fa più paura. L’unico problema che attualmente persiste è l’autonomia e la ricarica delle batterie, ma la tecnologia risolverà anche 
quello”.

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Uli Stanciu, ideatore del Bike Festival di Riva del Garda (TN)

Il Bike Festival si profila come una grande occasione e Stanciu si dice sicuro che ogni produttore presente come espositore al Festival di maggio presenterà almeno un modello di bici elettrica, forse due o magari tre.
“Tante persone potranno provare le MTB elettriche, ed è importante che nel Garda Trentino si diffondano i centri test per consentire alle persone di capire quanto questa bici sia piacevole, soprattutto se c’è qualcuno in grado di insegnare loro come usarla” ha concluso Stanciu.

La zona del Garda Trentino è una delle destinali ideali per gli amanti delle ruote grasse in tutta Europa. L’indagine condotta dalla rivista tedesca “Bike” su un campione di oltre 10.000 intervistati conferma la solida leadership del Garda Trentino, sebbene la concorrenza di altre destinazioni – Alto Adige e Austria su tutte – sia decisamente agguerrita.

bike festival riva del garda

“E’ una sfida per la quale bisogna attrezzarsi – ha commentato Stanciu – con un lavoro incessante di manutenzione dei sentieri. Bisogna arricchire l’offerta dei percorsi, soprattutto quelli di media difficoltà, per decongestionare la Ponale. E seguire, appunto, con grandissima attenzione il fenomeno della bici elettrica”.

Per conoscere da vicino questa nuova frontiera della MTB, l’appuntamento è per il 1° maggio a Riva del Garda. Informazioni più dettagliate sul sito della manifestazione.

Tirolo in Mtb: arrivano le novità dell’estate 2015

Diverse novità estive arrivano dal Tirolo per gli amanti della Mtb. Questa regione dell’Austria, ai confini con l’Italia, offre le condizioni ideali per i biker, dai più preparati a quelli occasionali: basti pensare che ci sono oltre 5.900 chilometri di itinerari per Mtb e quasi 900 chilometri di piste ciclabili!

La prima novità dell’estate 2015 farà felici gli appassionati di downhill: il 20 giugno, infatti, verrà ufficialmente inaugurato il nuovo Prime Line Trail di Sölden.
Il trail, lungo 6 chilometri, inizierà dalla stazione intermedia dell’impianto Gaislachkogelbahn, poi spazio alla velocità con le ripide curve e le gobbe studiate appositamente per assicurare il massimo divertimento ai biker più allenati (e temerari!).
Il 20 giugno sarà possibile acquistare i biglietti della funivia a metà prezzo e inoltre ci saranno a disposizione delle guide che illustreranno gratuitamente la struttura.
Informazioni (solo in tedesco e in inglese) sul sito Oetzal.com.

Prime Line Trail Sˆlden

La seconda iniziativa da segnalare è il primo E-bike Festival, previsto dal 10 al 12 luglio nella valle di Brixental.
I visitatori potranno testare biciclette elettriche e accessori. Oltre alle numerose opportunità di provare le bici elettriche, nella Brixental è in programma per il 10 luglio anche un congresso specializzato su e-bike che riunirà in un solo luogo tutti gli esperti del settore. La domenica, 12 luglio, largo agli scalatori su e-bike, che si sfideranno in competizioni singole e a squadre per aggiudicarsi il titolo di “Hillclimb”. Chi volesse prendersela con più calma, potrà partecipare a un piacevole ciclotour.
La zona “Kitzbüheler Alpen und Kaisergebirge” ha assunto il ruolo di pioniere nel settore del turismo legato alla bici elettrica. Qui si snoda l’itinerario per bici elettriche collegato più esteso del mondo che vanta una lunghezza totale di circa 1.000 chilometri.

E-Biken im ÷tztal

Infine, la nuova frontiera per chi desidera abbinare montagna e Mtb si chiama E-hiking. Di cosa si tratta?
E-hiking è il nuovo trend che unisce la bicicletta elettrica e l’escursionismo.
Con le e-bike si raggiunge uno dei rifugi. Lì si rientra nei panni dell’escursionista e si esplorano le montagne a piedi per poi riprendere la propria e-bike al ritorno e sfrecciare a valle.
La regione dell’ Ötztal si è specializzata nell’offerta di E-Hiking. Alla base c’è tantissima organizzazione: i punti di noleggio per e-bike, specialmente a Umhausen e Längenfeld, sono stati ampliati. Ogni e-bike è munita di una catena antifurto e presso i rifugi ci sono depositi o rastrelliere portabici. Così gli e-biker possono lasciare in tutta tranquillità la bici presso il rifugio e incamminarsi a piedi verso la vetta senza pensieri.

Tirol, Nassereith, Via Claudia Augusta Radweg

Per chi cerca consigli per organizzare un tour attraverso il Tirolo con la e-bike, consigliamo il sito  Tirolo.com/ebike , dove si trovano anche i dati GPS da scaricare.

Flyer presenterà a Riva del Garda la prima eBike marathon

Innovazione, sviluppo e progresso hanno sempre contraddistinto il Bike Festival di Riva del Garda. Quest’anno, nella tre giorni trentina, Flyer, marchio svizzero che dal 1993 mette al centro dei suo prodotti l’affidabilità, presenterà la prima e-bike marathon della storia, con propulsore Bosch.

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«Sarà un esperienza molto coinvolgente e vedremo all’opera le bici già nella marathon di Riva, grazie alla categoria eBike dedicata» dice Claus Fleischer, vicepresidente di Bosch eBike Systems.

Il motore è in grado di sviluppare una velocità massima di 25 km/h e 250 watt di potenza, ma a Riva i biker dovranno comunque faticare per coprire i 28,6 km della Ronda Facile con 702 metri di dislivello. «Quello che molti non sanno è che il motore si attiva solo se i rider pedalano» aggiunge Fleischer.

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A Riva le eBike di Flyer potranno essere testate, dal 1° al 3 maggio, nel percorso ad hoc di 10 km riservato esclusivamente alle bici elettriche.

Per informazioni www.flyer-bikes.com

VIDEO – Uphill Flow: ecco come usare (bene) una e-bike…

Mtb a pedalata assistita (dette anche e-bike): piacciono oppure no?
Di sicuro con una e-bike ci si può divertire molto, a patto di saperla usare come i rider in questo video.
Qui invece potete trovare la versione interattiva del video.
Se siete appassionati di Mtb forse la e-bike non sarà la vostra prossima bici, ma di sicuro sono un fenomeno interessante che porterà nuovi utenti nell’offroad.

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VIDEO TEST – Scott E-Spark 710: non solo divertimento

Il rituale prima di partire è molto simile a quello di un mezzo a motore.
Spingi un pulsante, si accende uno schermo, sali in sella e parti.
Il ronzio sommesso che senti ti ricorda che sei su una e-bike, per la precisione su una Scott E-Spark 710.
Lo schermo è di grandi dimensioni e ti ricorda i primi ciclocomputer, roba di oltre 20 anni fa, ma su questo qui, della Bosch, ci sono tante informazioni in più.

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Ad esempio, ti dice quale modalità di assistenza alla pedalata hai selezionato.
Ti dice qual è l’autonomia residua in chilometri.
Più tutte le informazioni che normalmente un ciclocomputer ti dà.
Ma quel ronzio che proviene dai pedali è una rivoluzione che sta portando tanta attenzione verso il mondo della bici, soprattutto da parte di un pubblico esterno.
Cioè da coloro che iniziano a vedere la Mtb come un mezzo non più di sola fatica.
E qui tocchiamo una nota dolente, perché la fatica, per gli appassionati, fa parte del gioco.
Senza l’impegno e lo sforzo, la conquista della salita ha un altro sapore.
Meno autentico, meno pregiato e meno appagante.

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Però, “svestitevi” della vostra passione e immaginate di spingere quel pulsante sul display.
Il secondo passo è imprimere forza sui pedali.
Ed è lì che inizia il bello…
Nel video che segue vi mostriamo in breve le caratteristiche della Scott E-Spark 710 e delle e-bike in generale.
Mettete da parte i pregiudizi per 5 minuti, premete play e poi continuate a leggere…

Vorrei arrivare lassù…
Potenzialmente non ci sono limiti a dove si può arrivare con questa bici.
Puntate un obiettivo e fintanto che restate sotto i 25 km orari avete l’assistenza alla pedalata del motore Bosch Performance.
La salita ripida diventa facile.
Le lunghe salite diventano alla portata di chiunque.

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Chiaramente la pendenza e il livello di assistenza richiesto influiscono sull’autonomia delle batterie, ma, con un minimo di buon senso, non creano problemi per concludere il giro.
Con la Scott E-Spark 710 si può pensare di passeggiare anche andando in salita.

Posso uscire con chi è più allenato di me
E’ vero, ma attenzione a non esagerare in salita altrimenti potreste rendervi subito antipatici…
La doppia sospensione della E-Spark aumenta anche la versatilità di utilizzo.
Durante il test ci ha dato la netta sensazione di ampliare le possibilità di impiego di questa bici.

Il motore elettrico Bosch Performance da 250 W
Il motore elettrico Bosch Performance da 250 W

Ma non solo: il motore elettrico, rende più rotonda la pedalata attenuando i picchi di potenza fra un colpo di pedale e l’altro e questo ha dei benefici effetti anche sul funzionamento della sospensione.
Che diventa più efficiente.
L’offroad, quindi, non spaventa.

Facciamo il pieno
La E-Spark 710 viene fornita di serie del caricabatterie che in circa due ore permette di ripristinare la carica degli accumulatori.

I led accesi indicano l'attivazione del motore e segnalano la carica residua della batteria.
I led accesi indicano l’attivazione del motore e segnalano la carica residua della batteria.

L’indicazione dell’autonomia residua sul display è piuttosto attendibile, ma abbiamo notato che usando la modalità Turbo su salite molto ripide (ben oltre il 20%) i km residui mostrati non sono completamente attendibili.
Diciamo che occorre considerare un errore di circa 10 Km, quindi ancora accettabile.

Portarla su per le scale, ecco il dilemma
Tutte le volte che occorre sollevarla ci si accorge di uno dei lati negativi di questa bici, ossia il peso.
La bilancia ci ha dichiarato 20,5 Kg senza pedali, cioè davvero tanto e di questo dato ci si accorge anche mentre la si usa.
Batteria e motore, del resto, fanno la loro parte aggiungendo circa 6 Kg di peso.

In salita il motore elettrico contribuisce a stabilizzare la sospensione posteriore.
In salita il motore elettrico contribuisce a stabilizzare la sospensione posteriore.

Lo standard attuale prevede, fortunatamente, che il motore sia collocato nella zona del movimento centrale e questo contribuisce ad abbassare il baricentro e a rendere la E-Spark 710 ancora abbastanza maneggevole.

Se togli il motore è quasi una Scott Spark tradizionale
Ovvero hai 120 mm di escursione su entrambe le ruote e questo significa affrontare la maggior parte dei sentieri offroad, purché non troppo tecnici, tanto in salita, quanto in discesa.
In salita, se capita di bloccarsi su gradini di roccia è quasi impossibile ripartire perché il motore necessità di un minimo di spinta sul pedale per attivarsi e se lo spazio a disposizione è esiguo ci si ritrova a spingere con le proprie forze gli oltre 20 Kg della bici.

Le geometrie della Scott E-Spark 710
Le geometrie della Scott E-Spark 710

In discesa si deve fare sempre i conti con il peso che rallenta i movimenti del biker e un carro da 48,8 cm. Diciamo che non è facilissimo disegnare traiettorie ardite con la E-Spark 710.

In alcuni passaggi non è raro arrivare a toccare il terreno con il motore elettrico. Come si vede nella foto.
In alcuni passaggi non è difficile arrivare a toccare il terreno con il motore elettrico. Come si vede nella foto.

Aggiungete anche l’ingombro del motore (che si protrae verso la ruota anteriore) e vi accorgerete che questa bici è più indicata per un uso non troppo estremo, cioè più rivolto all’escursionismo di lungo raggio che alla ricerca di grandi emozioni in discesa.
Ecco perché è quasi come una Scott Spark tradizionale.

Basta auto, vado al lavoro in bici
E’ questo uno dei motivi di maggiore interesse verso le e-bike. Non è più solo un mezzo per il tempo libero e per lo sport, ma è anche un veicolo per gli spostamenti quotidiani.
Certo, occorre molta cautela nel parcheggiarla perché è esposta ai furti come tutte le bici, ma se si dispone di un ricovero sicuro allora può diventare un’alternativa molto concreta all’auto o allo scooter.
Cioè, si va al lavoro tenendosi in forma.

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Una volta in sella…
La sensazione che si percepisce è davvero strana. Difficile da descrivere.
Appena si spinge sui pedali, specie in modalità Turbo, si avverte il supporto del motore. E’ estremamente facile pedalare in salita senza accusare la fatica, specie se si è abituati a pedalare su bici convenzionali.
Quando il display indica 20-23 Km orari su quella salita che siamo abituati ad affrontare a 12-15 all’ora viene proprio da sorridere.
Sembra tutto così facile.

L'attacco inferiore dell'ammortizzatore permette di impostare due diversi valori di altezza del movimento centrale che differiscono di circa 8 mm.
L’attacco inferiore dell’ammortizzatore permette di impostare due diversi valori di altezza del movimento centrale che differiscono di circa 8 mm.

Allunghiamo un po’ il rapporto, cerchiamo più velocità, ma appena si superano i 25 orari la magia finisce e i pedali diventano dei macigni.
Meglio stare sempre sotto i 25 all’ora per avvertire i benefici del motore Bosch che ti permette di pedalare, ma senza avvertire troppa fatica.
Per chi ha un minimo di allenamento nelle gambe la e-bike è un mezzo davvero facile.
Forse poco appagante. Ma che effetto farebbe questa bici su chi pedala poco?

Com’è la E-Spark 710 per chi non è allenato?
Per capirlo l’abbiamo fatta provare a un neofita della bici. Si chiama Andrea. Esce in Mtb di rado. Non aveva mai sentito nominare di questa tipologia di bici, ma appena l’ha capita (e c’è voluto poco) ha iniziato a uscire in bici 3-4 volte a settimana.
L’ha usata per 7 giorni e allo scadere del termine ci ha chiesto se poteva tenerla ancora un po’.
L’ha usata anche per i piccoli spostamenti e per il tragitto casa-lavoro.
Ha lasciato a casa la macchina e si è dimenticato della sua “vecchia” Mtb.
Ha ricaricato la batteria due volte.
Molto probabilmente è proprio questo l’effetto che farebbe ad altri utenti come Andrea.

La batteria Bosch Powerpack 400.
La batteria Bosch Powerpack 400.

Quanto costa?
Il prezzo, non proprio abbordabile, stranamente non spaventa i profani.
Normalmente quando si svela il prezzo di una Mtb di medio-alta gamma a chi è a digiuno di bici è facile leggere espressioni di stupore-indignazione sul loro volto.
Quando invece gli si dice che la Scott E-Spark 710 costa 3999€ la reazione è più misurata.
“Beh, ha il motore, la batteria e poi è anche bella”.

La Scott E-Spark 710 è disponibile nelle taglie S, M e L.
La Scott E-Spark 710 è disponibile nelle taglie S, M e L.

E in effetti, il costo, considerato l’uso che si può fare di questa bici, è ragionevole.
Non è più una spesa, ma suona piuttosto come un investimento.
“Lascio a casa la macchina e nel tempo libero me ne vado in giro”.
Uno strumento di benessere, sia per la salute che per il portafoglio? In un certo senso sì.
Basta spingere un pulsante e si parte.

Per informazioni Scott-Sports.com