scritto da Daniele Concordia in Storie il 04 Ott 2019

Marco Melandri: dalla Superbike alla e-Mtb il passo è breve…

Marco Melandri: dalla Superbike alla e-Mtb il passo è breve…
        
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Cosa c’entra Marco Melandri con la Mtb, o meglio, con la e-Mtb?
C’entra eccome!
Il pilota romagnolo, ex MotoGp e ora Superbike, è da sempre un appassionato di ciclismo, ma negli ultimi due anni ha scoperto la e-Mtb e se ne sta innamorando.

Marco Melandri

Marco Melandri e la sua e-Mtb Thok Mig R




Complici anche Livio Suppo e Stefano Migliorini di Thok, Melandri sta utilizzando sempre più la Mtb a pedalata assistita e per il 2020, anno in cui dirà addio alle gare in moto, ha in mente qualcosa di interessante…
Cosa?
A spiegarcelo è stato lui stesso in un’intervista esclusiva che trovate di seguito 👇🏻

Marco Melandri

Melandri in sella alla sua Yamaha da Superbike

– Marco, qual è il tuo rapporto con la bicicletta?
– La bici mi è sempre piaciuta, da piccolo correvo in Bmx e proprio lì ho conosciuto Stefano Migliorini. Ma sono sempre stato un appassionato di ciclismo in generale, inoltre sono amico di molti professionisti, come Pozzato, Nizzolo, Agnoli, Brambilla e altri.

Insieme a Filippo Pozzato

– Vai solo con la elettrica o anche con la Mtb tradizionale e la bici da strada?
– In Mtb vado solo con l’elettrica, su strada invece uso la bici tradizionale. In realtà, fino a un paio di anni fa andavo solo su strada, perché abitando in Romagna era un po’ complicato andare in Mtb. Ora, invece, trasferendomi in Trentino è cambiato tutto ed ho ripreso a pedalare anche su sterrato.

Marco Melandri

– Perché la e-Mtb e non la Mtb tradizionale?
– Nel mio caso è molto più divertente ed allenante. Non riuscendo ad essere troppo costante con le uscite in bici, sarebbe impossibile e controproducente allenarmi con la Mtb normale, soprattutto in Trentino dove esco da casa ed ho subito un’ora di salita… Con la e-Bike, invece, posso permettermi di salire con più tranquillità, senza “finirmi”, per poi divertirmi in discesa.

– Pedali principalmente per scopi allenanti, oppure per passione?
– La bici da strada è principalmente una passione, credo che pedalare troppo non sia così proficuo per un pilota di moto. Con la e-Mtb invece è diverso, perché la guida e le sensazioni sono molto più simili a quelle che ti dà la moto, anche in discesa non molli mentalmente, devi restare concentrato e il feeling è molto più simile. Per esempio, per me che ho dovuto mollare il motocross per problemi alle mani, la Mtb elettrica è un’ottima alternativa…

 

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I love you Romagna in september!! Awesome ride with friends! . . . #mm33 #bici #ciclismo #romagna #settembre #amici #sgambatina #divertimento #lv32 MotoWide.com

Un post condiviso da Marco Melandri (@marcomelandri33) in data:

– Ti abbiamo visto in Val di Sole e a Imola, come sono state queste due prime esperienze “agonistiche” in sella alla e-Mtb?
– In Val di Sole ho corso “per caso”. Collaboro con la regione Trentino, ero ospite e non avrei dovuto correre, ma ho voluto provare: d’altronde dovevo allenarmi, quindi mi sono buttato nella mischia. Allora ho visto il percorso, era fattibile, c’era salita tecnica ma non impossibile, le discese idem. Infatti, nonostante non fossi andato in bici da un mese sono riuscito a finirla e mi sono anche divertito, con la Mtb non sarebbe stato possibile.
Discorso diverso per Imola, perché il tracciato non era adatto alle e-Mtb. I mezzi erano standard, quindi con limitatore, e alla fine è stata solo fatica. Metà pista era pianura, fondo molto bucato dalle moto, salite troppo ripide, discese poco tecniche… Insomma, idea carina ma non era l’ambiente giusto.

Melandri in gara alla Electric Snake della Val di Sole

– In generale, cosa ne pensi dell’agonismo in e-Bike?
– Credo che possa convivere con l’aspetto “turistico” e di divertimento, a patto però che le gare siano organizzate nel modo giusto. Ad esempio, l’Xc elettrico per me ha senso se le gare sono brevi e ti permettono di usare sempre il “turbo”. Tanto anche in questo modo si vede la differenza tra un biker “buono” e uno meno buono… Così però diventa più spettacolare, sia per i partecipanti che per gli spettatori. Poi, i percorsi devono essere specifici e tecnici anche in salita.

Qui eccolo in azione alla FIM E-XBike World Cup di Imola

 

– Come vedi dall’esterno il mondo della e-Mtb?
– Molto più bello viverlo che vederlo, di solito si gareggia in posti favolosi, le persone sono allegre ed hanno un obiettivo comune: divertirsi.

– Come ti sei trovato con la Thok?
– Mi è piaciuta molto sin da subito. E’ parecchio racing, ma allo stesso tempo anche facile da usare, infatti appena ci sono salito mi è sembrato di guidarla da sempre.

Marco Melandri

Marco Melandri con la moglie Manuela e la sua e-Mtb Thok

– Hai annunciato tempo fa che a fine 2019 lascerai le gare in moto. Stai facendo un pensierino al mondo della e-Mtb?
– Assolutamente sì! Sicuramente, il prossimo anno proverò a fare qualche gara di enduro elettrico: camper, famiglia e via verso le gare. Voglio viverla in questo modo, molto easy. In realtà avrei dovuto iniziare già quest’anno alla finale del circuito e-Enduro di Spotorno, ma purtroppo ho un altro impegno e non potrò esserci. Peccato. Ma il prossimo anno ci sarò, promesso!

Il pilota romagnolo si sta impegnando anche nella promozione del territorio e dell’attività facendo da testimonial per diversi eventi.

Ebbene sì, a quanto pare il mondo della e-Mtb si arricchirà di un altro volto noto, un campione che difficilmente passerà inosservato.
Questo contribuirà a far assottigliare ancora di più il confine con quello dei motori, che è già molto labile al momento. Ma forse il segreto è proprio questo: mixare le due realtà senza snaturare troppo ciò che è il fuoristrada pedalato.
Di questo argomento ne avevamo già parlato in questo articolo, a quanto pare Melandri la pensa come noi e questo ci fa molto piacere…

Per seguire da vicino Marco Melandri visitate la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram.

Qui tutti gli articoli e i teste che parlano di Thok.



        
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