scritto da Simone Lanciotti in Storie il 19 Gen 2018

VIDEO – La Thok Mig e la grande sfida delle e-bike

VIDEO – La Thok Mig e la grande sfida delle e-bike
        
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Le e-bike non sono bici.
Richiedono un approccio mentale differente sia in chi le disegna, sia in chi le usa.
Sono un cambiamento importante (addirittura epocale, secondo alcuni) nel mondo della bici, pur non essendo più solo delle bici.
Rappresentano un terreno nuovo, grandissimo, sul quale si stanno sfidando i principali marchi di bici e i nuovi conquistatori, cioè i marchi nati da zero e i brand che provengono da altri settori.
Come quello delle moto.
C’è l’elettronica di mezzo, ci sono i software e i motori elettrici, ovvero una gran quantità di conoscenze ed esperienze da mettere sul campo.
Eppure, per fortuna, oltre ai numeri e ai dati, c’è ancora un aspetto molto importante che alcuni costruttori stanno mettendo in risalto più di altri.

thok mig

Ovvero il “gusto”, inteso come il piacere per la guida off-road, la passione per il design, la cura per i dettagli, la funzionalità che diventa un plus estetico e il desiderio di essere distinguibili grazie a tutto ciò.
Nel suo piccolo, Thok, uno dei nuovi conquistatori, uno dei tanti new-comer specializzati nell’ambito e-bike, ha fatto di quel “gusto” il suo credo aziendale.
La Thok Mig ha vinto il sondaggio quale e-bike preferita dai nostri lettori e questo risultato ha stupito tutti.
Ci si sarebbe atteso un piazzamento sul podio, forse, ma non la vittoria.
Ma allora chi è davvero Thok?
E soprattutto chi sono le persone che hanno creato questo marchio?
Siamo andati a Riccione, sulla Riviera Romagnola, per capirlo.
Guardate il video…

Il legame con Drudi e con le moto
Quella “ignoranza” di cui parla Aldo Drudi altro non è che un approccio differente.
Un think different che è sempre molto proficuo se gestito in modo oculato.
Il mondo delle moto da anni sta influenzando la mountain bike e la bici in generale e in campo e-bike questo travaso di conoscenze ed esperienze è ancora più rapido.
Come si fa a far funzionare bene una e-Mtb nelle mani di un biker?
Occorre conoscere un po’ di regole, alcune di quelle che valgono in campo moto e, soprattutto, quelle che vigono in campo Mtb.
Metti insieme un fissato di moto da enduro, profondo conoscitore della motocicletta, insieme a un maniaco della velocità in Mtb ed ecco che il risultato è fatto.
Se entrambi parlano di colpo d’occhio, di traiettorie, di movimenti del corpo e di “sentire” il mezzo l’intesa è immediata.
Chi ama il mondo enduro in moto è, senza saperlo, già molto vicino al mondo e-Mtb.
E da ora potrebbe iniziare ad accorgersene…

thok mig

Aldo Drudi posa insieme a due caschi da lui personalizzati molto importanti. A destra il casco di Graziano Rossi e, a sinistra, quello del figlio, Valentino, entrambi carissimi amici di Aldo Drudi

Il concetto di “gusto”
Possiamo dire che la Thok sia in parte romagnola, attribuendole con ciò un’innata propensione al piacere di guida, alla velocità e alle gare?
Se parliamo di e-bike è il caso di limitarci, semmai, alle prime due voci (almeno per ora), ma è innegabile che l’influenza romagnola sia presente nel suo DNA.
Non un telaio acquistato e pensato da chissà chi e chissà dove, ma un mezzo a due ruote con un concepimento tutto italiano.
Come si farebbe con una moto.
Oppure con un’auto destinata ad un pubblico esigente.
Il concetto di “gusto”, allora, richiama proprio il concetto italico di piacere di guida.

thok mig

Il casco di Marco Simoncelli è una presenza che si avverte in modo netto nello studio di Drudi. E ancora di più la tuta del pilota pesarese scomparso il 23 ottobre 2011 ancora lacerata a seguito della caduta, come si vede nella parte iniziale del video di sopra.

Costruire l’e-bike che ci piacerebbe guidare
E’ un approccio molto diffuso nella bike industry.
Non esiste bici più bella e desiderabile di quella che soddisfa le proprie esigenze.
E quando questa bici non esiste, ebbene sì, è sempre possibile crearla.
Ammesso di esserne capaci.
In un terreno sconfinato e vergine come quello delle e-bike questo approccio può portare marchi piccoli ma abili a risultati sorprendenti.
Thok è uno di questi, ma il mondo e-bike ne sta conoscendo anche altri e non solo italiani.

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Da sinistra, Livio Suppo, Aldo Drudi e Stefano Migliorini insieme alla Thok Mig

Un nuovo canone estetico
La Mig è stata una delle prime e-Mtb a inseguire il canone estetico dettato dalla Specialized Turbo Levo i cui tratti distintivi erano (e sono ancora adesso):
– batteria integrata
– motore compatto
– assenza di display
– gomme 650b Plus
– attacco per il portaborraccia
Non sappiamo se lo standard estetico delle e-bike sarà ancora questo a lungo, ma di certo, un po’ alla volta, le cose stanno cambiando.
Nuove tipologie di e-bike stanno arrivando.
Dalla Mtb ci si sposta verso la strada, il gravel e il commuting.
E’ una continua evoluzione e se c’è di mezzo l’elettronica il passo è ancora più spedito.
Ciò che oggi è bello, ciò che oggi piace fra qualche anno o forse anche solo fra qualche mese, potrebbe essere “out of style”.
Fuori moda.
Meno bello.
Antico.
Le e-bike stanno rivoluzionando tutto e sono nella medesima vorticosa corrente che spinge in avanti il processo tecnologico.

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Un pezzo di storia della Superbike nelle mani Suppo: il cupolino della Ducati 996 di Carl Fogarty

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Se chiedete a Drudi di aprire la “soffitta” escono di quelle cose…

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Come un casco di Colin Edwards con la livrea celebrativa Yamaha… Sempre realizzato da Drudi

Lo abbiamo detto all’inizio: le e-bike non sono bici.
Sono dei mezzi diversi che richiamano le bici e somigliano alle moto, ma non sono né l’una, né l’altra cosa.
La scoperta più emozionante che abbiamo fatto in quello studio di Riccione è che l’Italia con Thok (e anche con altri marchi) è in gara.
Un team privato che sfida quelli ufficiali e su un terreno di gara così nuovo e così poco conosciuto (almeno fino ad ora) tutto è possibile.

Qui tutti i nostri articoli sulle e-bike Thok



        
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