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La Merida eOne-Sixty 8000 ha i connotati da e-Mtb versatile.
Talmente versatile che Merida l’ha dotata persino di una luce Led frontale, per darle la capacità, appena tirata fuori dalla scatola, di affrontare anche le uscite in notturna.
Ma a parte questo dettaglio (magari trascurabile per molti di voi), la Merida in questione ha ben altre caratteristiche su cui puntare, fra le quali un telaio in fibra di carbonio, 150 mm di escursione al posteriore, motore Shimano EP8 (qui tutti i dettagli) e batteria integrata (anch’essa Shimano) da 630 Wh e ruote 27,5-29 pollici.
Siccome il marchio taiwanese sta sfornando mezzi di alto livello, abbiamo chiesto a Merida di testare questa bici per conoscere più da vicino una delle rappresentanti più illustri (ma non il top di gamma) del suo catalogo elettrico.
Iniziamo con il video, che vi darà subito un’idea precisa di cos’è questo mezzo…
Passiamo adesso ai dettagli tecnici e alle sensazioni di guida:

– DETTAGLI TECNICI TELAIO
– Geometria
Quello che la scheda tecnica del costruttore dice si ritrova poi anche in sella: la geometria è molto bilanciata e con un angolo di sterzo da 65,5° riesce ad avere un buon compromesso fra precisione di guida, stabilità e capacità di superamento degli ostacoli.
Il tubo piantone da 75,5° e la pedivella da 165 mm donano alla pedalata una buona efficienza, merito anche della sospensione posteriore.



Il reach è di 460 mm in taglia L e il passo è di 1238,5 mm, ossia valori che permettono alla Merida eOne-Sixty 8000 di infondere sicurezza e piacere di guida in chi sta in sella.
Il carro è da 439,5 mm, non cortissimo, ma ben dimensionato per il resto del telaio.
Da segnalare la disponibilità di ben 5 taglie per la Merida eOne-Sixty 8000.

– Assetto in sella
Ho scelto la taglia L, quella che di solito si addice alla mia statura, e mi sono trovato ben posizionato in sella da subito.
Il manubrio da 780 mm di larghezza e l’attacco da 35 mm (entrambi firmati Merida) contribuiscono a dare al biker una posizione ben centrata in sella, soprattutto in discesa.
Le pedivelle da 165 mm (su tutte le taglie) aiutano la Merida eOne-Sixty 8000 a salire (o addirittura a scavalcare) ostacoli non banali…

– Cura costruttiva
In fibra di carbonio è realizzato solo il triangolo principale, mentre gli elementi della sospensione posteriore sono in lega leggera.
E su questi la cura delle saldature non entusiasma.
E’ un dettaglio magari marginale, ma ritengo necessario segnalarlo.
Per il resto c’è poco da obiettare.
Sempre restando sul carro, infatti, troviamo (come detto nel video) un archetto di collegamento che funziona anche da alloggiamento per il parafango posteriore.
E di serie c’è anche sulla ruota anteriore.
Poi il guidacatena Mrp.
Il multitool sotto la sella (non facilissimo da riporre).
E, a mio avviso, vanno segnalate anche le gomme Maxxis di serie, pensate per un utilizzo realistico di questo mezzo e non per fare bella figura con la bilancia.

– Tuning ammortizzatore
Il Fox Float DPX2 è un’unità ben dimensionata per questo tipo di e-Mtb: riesce a dare supporto alla pedalata (basta agire sul pomello azzurro) oppure capacità filtrante in discesa.
Difficile portarlo a finecorsa e tutto sommato si abbina bene alla forcella Marzocchi Z1 da 160 mm.
Lo schema sospensivo se la cava bene nel dare trazione alla ruota posteriore in salita, ma meno bene in discesa, dove si avverte l’effetto inibitore che il freno posteriore ha sulla sospensione.
Si parla, però, di dettagli che solo i più esperti riusciranno a notare.

– Posizionamento ammortizzatore
Stando in sella è abbastanza agevole raggiungere il pomello azzurro per il registro idraulico della compressione.
E in quella posizione l’ammortizzatore è anche ben protetto dai detriti della ruota posteriore.

– Autonomia batteria
Le rilevazioni che ho potuto effettuare, purtroppo, non sono lusinghiere, perché il test, ahimè, si è svolto durante un inverno piuttosto freddo.
Considerate che la temperatura, in media, è sempre stata inferiore ai 10° C, cosa che di per sé riduce di un 10-15% la durata della batteria.
Al netto di questo 10-15% dovuto al freddo, però, il risultato è in linea con il “vecchio” motore Shimano Steps E8000: con una temperatura di 5°C sono riuscito anche a chiudere un giro di quasi 1400 metri di dislivello, 85% offroad (single track) con la batteria in zona rossa per diversi km.
Nulla che possa far gridare al miracolo, certo, ma comunque in linea con il precedente motore Shimano.
Il nuovo EP8 ha dalla sua una più ampia configurabilità.

– Peso telaio e/o bici
Conosciamo solo il peso della bici che, con gomme dotate di camere d’aria, senza pedali e in taglia L, pesa 24 Kg.
Tanta solidità si paga, così come si pagano (sulla bilancia) anche alcuni componenti scelti per abbassare il prezzo.

– Prezzo telaio e/o bici
La Merida eOne-Sixty 8000 ha un prezzo di listino di 6500€ ed è il modello più abbordabile importato in Italia della serie eOne-Sixty con telaio in fibra di carbonio.
L’allestimento è curato così come anche le attenzioni in fase di costruzione, ma è comunque allineato alla concorrenza.
Per concorrenza si intendono Mtb con pari allestimento (motore, batteria e componenti), pari vocazione e posizione all’interno della gamma.

– Garanzia telaio
Essendo un mezzo con escursione superiore a 140 mm, secondo i criteri di Merida la garanzia sulla eOne-Sixty 8000 è limitata a 3 anni.

– COMPORTAMENTO IN SALITA
E veniamo alle sensazioni in sella.
Un ruolo cruciale lo svolgono il motore, la geometria (e, quindi, l’assetto in sella) e il tuning delle sospensioni.
Lo Shimano EP8 convince sotto diversi aspetti (più avanti avremo modo di fare un approfondimento su questa drive unit) e gli 85 Nm di cui è capace si sentono tutti.
Fluido, prevedibile, ben configurabile e con l’innata predisposizione a preservare la naturalezza della pedalata.
Davvero un bel dispositivo.
La geometria, inoltre, consente a chi pedala di assumere la posizione ottimale e dà al ciclista la sensazione di sentirsi a casa.
Segno che le quote sono corrette, o almeno lo sono risultate per me con una statura di 180 cm.
Sulle sospensioni mi sono già espresso (positivamente), ma colgo l’occasione per menzionare la forcella Marzocchi che ha una sensibilità ai piccoli impatti davvero ammirevole.
Il registro della compressione è facile da azionare e, volendo, diventa un vero e proprio lock-out.
Ammesso che vi serva…

– COMPORTAMENTO IN DISCESA
Il vostro obiettivo in sella sarà soprattutto uno: dare fiducia all’anteriore, spostando il peso sulla ruota anteriore.
Se i 65,5° dell’angolo di sterzo posso sembrarvi troppi, vi ricordo che la ruota da 29” e la forcella da 160 mm sono un binomio davvero formidabile contro la maggior parte degli ostacoli e delle situazioni critiche che vi possono capitare davanti.
La sospensione posteriore fa un buon lavoro per rendere il più fluido possibile l’avanzamento e sebbene la ruota posteriore abbia un diametro più piccolo, la Merida eOne-Sixty 8000 riesce ad essere piuttosto veloce.
Il peso si sente, certamente, ma soprattutto nei cambi di direzione, per cui questo impone (così come accade per tantissime altre e-Mtb di stazza generosa) di anticipare le manovre.

– COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
I 24 Kg uniti ad un comportamento on-off del motore Shimano EP8 quando si superano i 25-26 all’ora rendono questo mezzo difficilmente sfruttabile.
Meglio stare sotto questa soglia di velocità.
In uscita di curva, se stiamo facendo una discesa “a tuono”, la modalità Trail dà un guizzo formidabile alla Merida eOne-Sixty 8000.

In conclusione…
Questa e-Mtb è pensata per una platea potenzialmente molto ampia.
Se da un lato i 6500€ del prezzo di acquisto costituiscono una discriminante importante, dall’altro le caratteristiche tecniche rendono la Merida eOne-Sixty 8000 idonea sia a chi vuole cominciare con l’offroad e ha la ferma intenzione di migliorarsi uscita dopo uscita, sia a chi l’offroad lo conosce già (magari in moto) e cerca un mezzo comunque facile e divertente.
I limiti di questa e-Mtb sono piuttosto elevati per cui ci si sarà da divertirsi…

Qui tutti i test della redazione di eBikeCult.it

Per informazioni MeridaItaly.it

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Qualche anno fa, beh, ormai 5 anni fa, ho provato la prima e-Mtb e si è aperto un mondo. Sono convinto che siano un'alternativa alle Mtb che potenzialmente riguarda tutti i biker. Il mio lavoro (e quello dello staff di eBikeCult che dirigo) è raccontarvi la loro evoluzione, come usarle al meglio e come vanno sui sentieri. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti