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E’ una storia molto particolare quella di Thok, azienda piemontese di e-Mtb fondata nel 2016 da Stefano Migliorini, ex campione di downhill, insieme a Livio Suppo, ex team manager proveniente dalla MotoGp, con il supporto imprenditoriale di due soci del gruppo industriale piemontese TCN Group, Giuseppe Bernocco e Sebastiano Astegiano.

I soci Thok

Abbiamo deciso di raccontarvela, questa storia, perché ci fa piacere mettere in evidenza il carattere di innovazione di Thok rispetto alla maggior parte della bike industry.
E anche – perché no? – l’orgoglio italiano.

Thok mette insieme il talento e la creatività tipici del Made in Italy con la concretezza, il dinamismo e la visione di una moderna azienda votata all’internazionalità.
Thok ha un’organizzazione snella e rapida ad adattarsi al cambiamento, dove non conta tanto il numero delle persone che lavorano su un progetto quanto la loro capacità di sviluppare idee innovative.
Dietro al suo successo c’è una storia di amicizia e di talento, di esperienza internazionale, di determinazione ed entusiasmo.

Thok
La sede dell’azienda

Fin dall’inizio Thok sceglie di creare e produrre solo biciclette a pedalata assistita, o meglio, mountain bike a pedalata assistita.
Perché?
Ce lo spiega proprio Stefano Migliorini in un’intervista di qualche anno fa: «Perché dà la possibilità a chiunque di prendere una bicicletta ed andare a farsi una pedalata, scegliendo la distanza da percorrere, quanto faticare e con chi condividere il proprio tempo. Con le e-Mtb tutti possono partire alla scoperta del territorio in cui vivono, tutti possono raggiungere mete che solo con un mezzo a motore, auto o moto, potrebbero raggiungere. Questa bici, però, non inquina, è silenziosa e ti dà la possibilità di fare attività.
Parlare di e-bike significa parlare di sport, scoperta e rispetto per la natura.»

Le e-Mtb di Thok sono però “diverse” dalle altre e questa diversità diventa un po’ la cifra distintiva, voluta proprio dal suo ideatore.
Lo stile, ad esempio, è molto importante ed è volutamente un progetto italiano, curato da Drudi Design Performance di Aldo Drudi, il famoso designer dei caschi dei piloti della Moto GP, un’eccellenza italiana nel design sportivo riconosciuta in tutto il mondo.

Thok

Proprio l’italianità è un aspetto fondamentale della filosofia dell’azienda: Thok affonda le sue radici in Piemonte, ha sede nelle Langhe, terra di biciclette e di operatività concreta.
Il design è italiano, i suoi creatori sono italiani che hanno fatto esperienze di successo all’estero. Il forte legame con il territorio per Thok non significa chiudersi o rimanere confinati, anzi rappresenta lo slancio verso il mercato internazionale.

«Siamo fieri di esportare all’estero non solo la passione, la creatività e lo stile italiano, ma anche anni di esistenze ed esperienze legati al mondo bike.
La competenza, la motivazione e la tenacia del nostro Paese scorrono nelle nostre vene, così come l’amore per le cose fatte con cura, per l’innovazione, per la qualità e per il design.»

Non a caso, nasce nel 2019 la collaborazione con Ducati: il brand di moto aveva deciso di entrare nel mercato delle e-bike e ha scelto proprio Thok come partner tecnico e strategico.
I due brand sono uniti dalla stessa passione per lo stile, per la performance, per l’innovazione e dall’italianità che contraddistingue le due aziende, e sono riusciti in breve tempo ad inserirsi nel mercato europeo e anche in quello statunitense.

La partnership è stata di certo facilitata dall’amicizia tra Claudio Domenicali di Ducati e Livio Suppo di Thok, di cui abbiamo ricordato il passato nel mondo delle corse motociclistiche.
Sia i mezzi Ducati che quelli Thok si caratterizzano per elevata qualità e cura costruttiva e sono pensati più come prodotti di nicchia che di massa.
Anche grazie a questa collaborazione, Thok è cresciuta rapidamente, sia per quanto riguarda la capacità produttiva, sia per la rete distributiva.

Thok

Il focus è sui prodotti di alta gamma, molto tecnici, ricercati, rivolti ad un’utenza preparata.
Per questo l’innovazione è così importante: per innovare bisogna accorgersi dei mutamenti in corso, mettersi in discussione ed essere elastici abbastanza per trovare il modo di adeguarsi.
In Thok hanno cercato di farlo sia dal punto di vista del prodotto che nelle strategie di vendita.
Ad esempio, un’innovazione di prodotto è stata l’intuizione di posizionare la batteria al di sotto del downtube della MIG, in un momento in cui tutti la posizionavano al di sopra.

Aldo Drudi, Livio Suppo e Stefano Migliorini

Ma pure il sistema di vendita omni-channel è stato innovativo.
La strategia commerciale di Thok è focalizzata sul cliente: il processo di vendita e acquisto di una e-Mtb Thok è, infatti, personalizzabile e cerca di soddisfare le aspettative e le esigenze di ogni utente.
I prodotti Thok possono essere comprati da casa, in autonomia tramite il sito oppure chiedendo supporto telefonico, o anche in modo più tradizionale presso uno dei rivenditori Thok Point, che offriranno un servizio di assistenza alla scelta e all’acquisto.
L’acquisto online non prevede orari o festività, e si può effettuare con diversi metodi di pagamento compreso il finanziamento attivato da remoto.
Poi si può scegliere se ricevere la bici a casa, in un Thok Point o in un negozio di prossimità, qualora non ci siano Thok Point nella propria zona.

In più, Thok dice fin da subito no al “model year”, ovvero quel meccanismo per cui ogni anno, di solito in piena stagione, vengono cambiati allestimenti, colori, modelli delle bici, facendo inevitabilmente invecchiare e deprezzare le bici precedenti, seppur acquistate di recente.
Thok pensa invece che i cambiamenti delle bici dovrebbero essere dettati da necessità tecniche, se c’è davvero l’opportunità di apportare innovazioni tecnologiche, e soluzioni che possano dare un valore aggiunto, in grado di migliorare i modelli esistenti.

Thok

«Modificare piccole cose ogni anno sarebbe come prendere in giro i nostri clienti, svilire il loro investimento.» è Migliorini stesso a dirlo.
Quindi in Thok se una bici funziona bene non viene cambiata, finché non ci sia un’innovazione tecnica che permetta di creare un prodotto superiore.

Ne abbiamo parlato più ampiamente qui:

Model Year, sì o no? Thok apre la riflessione…

Infine, un altro aspetto che differenzia Thok dalla maggior parte delle aziende della bike industry è la forte attenzione alla clientela, che si traduce nella creazione di una vera e propria comunità di utenti affezionati, che hanno in comune, oltre alla stessa bici, anche legami reali e valori.

«Cerchiamo sempre di associare alla vendita di una delle nostre biciclette un nome, un volto, una storia. Molti ritengono che avere rapporti diretti con i clienti sia pesante e rischioso. Per noi è stato spontaneo.»

I Thokers si riuniscono per conoscersi, pedalare insieme e condividere esperienze.
Non sono soltanto una community virtuale ma una comunità vera fatta di gesti concreti.
Ci sono le Thok Experience, test bike di qualità accompagnati dallo staff; la E-Academy powered by THOK, scuola di e-Mtb per imparare ad utilizzare le bici a pedalata assistita divertendosi ed in sicurezza; e il THOK Tribe, raduno annuo di 2 giorni tra il brand ed i possessori delle bici.

In Thok sanno che dietro ogni bici venduta c’è una persona e sono le persone che, pedalando insieme, possono davvero “rendere il mondo un posto un po’ migliore”.

Per maggiori informazioni su Thok e le sue e-Mtb, consultate il sito www.thokbikes.com.

Per conoscere meglio i due fondatori Stefano Migliorini e Livio Suppo, vi rimandiamo ai due articoli che trovate qui sotto:

Stefano Migliorini: ecco come sono nate le Thok e perché…

Livio Suppo e Thok: ecco perché la mia nuova passione è l’e-bike!

Veronica Micozzi

Mi piace leggere, scrivere, ascoltare. Mi piacciono le storie. Mi piace lo sport. Mi piacciono le novità. E ho capito la sana follia che anima i seguaci della bici. Credo di aver capito perché vi (ci) piace tanto la bicicletta, al di là della tecnica, delle capacità, dell’agonismo: è per quella libertà, o illusione, di poter andare ovunque, di poter raggiungere qualsiasi vetta, di poter superare i propri limiti che solo le due ruote sanno regalarti… Credo anche che non riuscirò mai ad emozionarmi per una forcella nuova ma la passione vera la capisco e quindi la amo un po’ anche io! E cercherò di raccontarvela al meglio.