I NOMI DEI VINCITORI E LE RISPOSTE DEL QUIZ SONO IN FONDO ALL’ARTICOLO
Insieme a Giant Italia e a Vittorio Gambirasio vogliamo proporvi una pedalata sui sentieri di Riva del Garda e farvi diventare protagonisti di uno dei nostri video.
E’ un’occasione per provare (bene) una Giant Trance-E e una Liv Intrigue-E, quindi parliamo di un evento che è riservato a un biker e a una biker.
L’appuntamento è per venerdì 3 maggio 2019 allo stand Giant all’interno dell’area espositiva del Bike Festival di Riva del Garda (TN).
Subito dopo pranzo, dopo avervi spiegato per bene i due mezzi, si partirà per un’escursione insieme.
Non abbiate timore: Vittorio Gambirasio andrà ad andature umane (in discesa) e l’obiettivo è farvi conoscere questi due mezzi e lasciare che siate voi, poi, a raccontarli agli altri lettori.
L’obiettivo è divertirsi… e diventare tester per un giorno come accade durante i Provalo con Noi.
Come si partecipa?
I posti a disposizione sono due, per un biker e una biker, e partecipare occorre innanzitutto rispondere alle domande del quiz, fornendo le proprie generalità che verranno utilizzate solo per l’estrazione a sorte dei due nominativi.
Quanto durerà l’uscita in e-Mtb?
In base alle capacità dei due lettori estratti e all’autonomia delle batterie sceglieremo la rotta più idonea.
La Liv Intrigue-E ProLa Giant Trance-E+ 2 Pro
Cosa portare con sé?
Serve il necessario per l’uscita, quindi il vostro abbigliamento, casco, scarpe e pedali.
Non sarà un’uscita lunghissima: prevediamo, fra soste e foto varie, una durata di 2 ore e mezza/3 ore.
E se non ho mai usato una e-Mtb?
Tanto meglio: quale occasione migliore per iniziare se non in compagnia di persone e biker esperti?
Date a questi mezzi una chance e vi ripagheranno con un divertimento impensato.
Provare per credere.
E’ proprio il caso di dirlo…
CHI SONO I VINCITORI
Fra i circa 700 partecipanti al quiz abbiamo estratto, fra le donne:
Perché abbiamo selezionato 3 partecipanti per i due sessi?
Perché nel caso in cui Simonetta e/o Oscar non potessero essere presenti all’evento a Riva del Garda contatteremo i numeri 2 della lista.
Ai due partecipanti al quiz abbiamo appena inviato una mail per confermare questa selezione.
E adesso veniamo alle risposte del quiz…
LE RISPOSTE ESATTE DEL QUIZ
La prima cosa che colpisce è che la conoscenza dei nostri lettori dei marchi Giant e Liv è piuttosto buona e solo alcune domande li hanno messi in crisi.
Vediamo quale.
I diagrammi a torta vi mostrano le risposte esatte di colore verde alle domande del quiz.
Per conoscere di più sul mondo delle e-Mtb Giant vi invitiamo a dare uno sguardo all’archivio dei nostri articoli sul marchio taiwanese, test compresi.
Stesso discorso per i modelli Liv: cliccate qui
Dopo il grande successo della prima edizione, che ha raccolto quasi 100 possessori di bici Thok, il brand di e-Mtb creato da Stefano Migliorini organizza la seconda edizione dell’evento: un lungo weekend di bici, divertimento e tecnica.
E’ in arrivo, dunque, la seconda edizione del Thok Tribe, l’evento dedicato ai possessori di bici Thok.
Quest’anno, il meeting per i fans di questo giovane ma super innovativo brand, sarà il prossimo 15 e 16 giugno a Salice Terme (PV).
Di seguito il programma di massima dell’evento, che si terrà comunque, anche in caso di brutto tempo.
Sabato 15.6.2019
– ore 15.00: Thok Experience – tecnica di guida sulla MIG con “Mig” Stefano Migliorini, Stefano Rota (pluri-campione italiano enduro), Elio Campana (pluri-campione italiano di DH) & Pippo Marani (trail builder Coppa del Mondo Val di Sole).
– ore 18.30/19.00: ritrovo, registrazione ed aperitivo presso Irish Pub “La Quercia” – Salice Terme (PV)
– ore 20.30: cena tra Fondatori/Testimonial & Ambassador/Thokers/Thok Points, per stare insieme, condividere esperienze, rispondere a domande e curiosità, ascoltare pareri ed idee, ringraziare tutti i Thokers della fiducia.
Domenica 16.6.2019
– 09.30: ritrovo presso Irish Pub “La Quercia”
– 10.00: pedalata di gruppo lungo i sentieri con le THOK MIG
– Ristoro tra i colli
– Pomeriggio: Thok Challenge “Just for fun”
– 17.30: saluti
La località di Salice Terme, strategicamente situata tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, è stata scelta sia per la posizione, comoda per i Thokers di molte regioni, sia per i bellissimi “trails”, dedicati alle e-Mtb.
Quota di partecipazione: €60 tutto incluso (aperitivo, cena, pernottamento in albergo, colazione, pranzo sui colli, Thok Experience) Necessaria la prenotazione, sia per partecipare al Tribe che per gli interessati all’Experience, da inviare tramite mail a: events@thokebikes.com – Tel. 347 7016500
Alberghi convenzionati (per prenotazioni entro il 30/4):
– Park Hotel – Francesco: Tel. 038391664
– Hotel Clementi – Valeria: Tel. 0383947150
– Hotel Milano – Bardo: Tel. 038391206
Il WES (World Ebike Series) ha aperto le danze per la nuova manifestazione di E-Bike a livello mondiale.
E’ stata la magnifica cornice di Monte Carlo a far partire, nel weekend appena trascorso del 13 e 14 aprile, la competizione internazionale dedicata al mondo E-Bike. Un programma molto intenso: Venerdì sera la presentazione sul porto di Monaco con l’intervista a tutti i protagonisti e Sabato lo Start alle ore 09:00 per le Prove Speciali.
Nomi illustri come il 10 volte Campione del Mondo Nicolas “extraterrestre” Vouilloz, Kenny Muller, Nicolas Quere, Gustav Wildhaber, Nicolas Lau e Adrien Dailly, tutti agguerritissimi e pronti a incidere il proprio nome nella storia del ciclismo.
I due Rider del Team ufficiale SCOTT by MRWOLF EBIKE STORE BRESCIANicola Casadei e Jessica Bormolini sono stati presentati come gli outsider più temibili per il campionato: partiti per fare esperienza, già dal primo tratto cronometrato i Rider SCOTT sono veloci e vicini alla leadership, terzo posto per Jessica e quarto per Nicola.
Combattuta e adrenalinica la classifica assoluta che vede Nicolas Quere vincere la prima manifestazione “elettrica” del nuovo campionato a soli 3” di vantaggio su Nicolas Vouilloz.
E’ solo un incredibile Nicola Casadei a rompere una supremazia francese in casa francese che vede il rider italiano tagliare il traguardo al quarto posto assoluto a soli 14” dalla vetta. Un quarto posto che può valere come una vittoria, primo atleta Shimano e l’ultima PS con il tempo del terzo posto assoluto, un risultato inaspettato e importantissimo per la classifica del Campionato.
Altrettanto combattuta la classifica femminile, con la francese Chloè Gallean che vince la gara davanti a una strabiliante Jessica Bormolini che, dopo pochissimi km di esperienza su una E-Bike conquista il primo podio di una manifestazione internazionale!
NICOLA CASADEI: «Sono molto felice, sapevo di poter fare bene ma essere così vicino alla vittoria è davvero importante, abbiamo lavorato duramente durante i test, i tecnici di EBIKE STORE, MRWOLF e ANDREANI GROUP hanno fatto un lavoro certosino, abbiamo sviluppato un assetto che sempre più mi piace. Stare con i top rider al mondo mi ha fatto capire dove sono i punti di miglioramento, ora lavoreremo per la prossima gara!»
JESSICA BORMOLINI: «Un secondo posto incredibile, per me gli allenamenti non sono ancora partiti come dovrebbero, la stagione sciistica è ancora nel vivo a Livigno e quindi ho pochi km alle spalle sulle E-Bike, sono però contenta perché non pensavo di essere già così vicina alla vittoria. Ho un feeling ottimo con la mia Scott Genius eRide e il team sta aiutandomi a sviluppare il materiale in poco tempo.»
Il primo appuntamento del WES, oltre all’enduro, comprendeva anche la gara XC, che si è svolta la domenica nei pressi di Peille ed ha visto la vittoria di un altro francese, Jérôme Gilloux.
Anche il “nostro” Marco Aurelio Fontana è stato tra i protagonisti ma una caduta sul finale lo ha costretto in quinta posizione.
Foto: WOK / Giuseppe Giuliano
Questo è il suo racconto dell’esperienza:
«La prima gara di E-XC è andata bene, terminare in quinta posizione significa raggiungere il mio obiettivo minimo quindi con alcuni accorgimenti possiamo migliorare nella prossima tappa di Locarno (in programma il 4 maggio, ndr). Complessivamente ci siamo divertiti molto nel weekend monegasco ed il tracciato a Peille era molto tecnico ed impegnativo, ottimale per le Ebikes.
Durante la gara ho lottato per la seconda e terza posizione, ma sul finale ho perso un po’ di aria dalla gomma posteriore e ho dovuto rallentare il passo. Così dopo aver scollinato l’ultima salita con quarto e quinto ho dato il massimo in discesa per staccarli e chiudere terzo, ma una brutta caduta mi ha fatto perdere un paio di posizioni. Alla fine, fortunatamente, ho riportato solo un taglio profondo all’avambraccio sinistro e qualche punto di sutura all’ospedale, nulla che ci possa fermare per più di qualche giorno. Grazie a tutti i miei partners per il supporto pazzesco e alla Scuderia Fontana per aver lavorato alla grande.»
Foto: WOK / Giuseppe Giuliano
Prossimi appuntamenti in programma per il WES (World EBike Series):
??04/05 LOCARNO – SVIZZERA
??14/09 LAGO MAGGIORE – ITALIA
??05/10 – BARCELLONA – SPAGNA
Il sito ufficiale di riferimento è: www.worldebikeseries.com. Qui trovate altri contenuti (video e classifiche) e aggiornamenti sul campionato.
Etna E-Bike Ride, la sfida “vulcanica” del 15 settembre.
Affrontare i famosi single track dell’Etna Marathon con la vostra e-bike è possibile. Domenica 15 settembre, l’Etna E-Bike Ride vi porterà a ricalcare le orme dei campioni con le vostre E-Bike.
Il 15 aprile, alle ore 12.00, aprono le iscrizioni all’Etna E-Bike Ride, la prova dedicata alle bike assistite che ripercorrerà alcuni dei più bei single track percorsi il giorno precedente dai campioni nella sfida internazionale UCI Marathon Series dell’Etna Marathon.
Il nuovo percorso di 32,5 km, con 1.300 metri di dislivello positivo, metterà alla prova le vostre E-Bike e doti di bikers, senza sudare troppo (forse), regalandovi tanto divertimento immersi in uno degli scenari naturalistici più belli ed affascinanti d’Europa.
Uno sconto è riservato a chi parteciperà ad entrambe le prove, Etna Marathon del 14 settembre e Etna E-Bike Ride del 15 settembre.
Ma affrettatevi, sono solo 50 i posti disponibili! Qui trovate informazioni e regolamento.
BH Bikes sarà in prima linea ai nastri di partenza della storica edizione inaugurale delle WES E-Bike Series.
A breve, il Principato di Monaco ospiterà un evento che, nel giro di qualche anno, verrà ricordato come l’inizio di una grande storia di successo.
Le biciclette elettriche non sono un fenomeno effimero e l’ampia gamma di BH Bikes lo dimostra chiaramente.
Dato che migliaia di utenti hanno già scelto le e-Mtb, si genera la necessità di creare competizioni per i ciclisti che preferiscono utilizzare biciclette elettriche.
WES E-Bike Series è un campionato internazionale per biciclette elettriche che prenderà il via questa settimana. L’organizzazione si è impegnata a fondo per trasformare la gara inaugurale in una vera e propria kermesse sportiva e ha ottenuto il patrocinio della UCI.
Le modalità Enduro e Xc verranno combinate nella giornata di sabato per incoronare i più veloci tra le squadre di professionisti. La domenica, invece, sarà dedicata ai biker amatoriali.
Questa formula unisce dunque esperienze ciclistiche diverse, dai ciclisti amatoriali alle competizioni con i migliori atleti del mondo.
BH Bikes, ovviamente, non mancherà a questa importante occasione e sarà orgogliosa di portare la spettacolare e unica BH Atom X Carbon, una macchina che si inserisce alla perfezione in questo nuovo formato di gara. Questa e-Mtb è leggera e rigida grazie al telaio in carbonio, ha un’ottima efficienza e la sua autonomia è vasta grazie al motore Brose S Mag e alla batteria da 720 Wh.
Inoltre, è agile e rapida grazie alle sospensioni Split Pivot e alla struttura mutuata direttamente dai modelli enduro del marchio: insomma, è la macchina ideale per gareggiare a livello competitivo.
BH Bikes invierà la sua potente squadra di rider enduro all’appuntamento inaugurale della stagione a Monte Carlo, ben sapendo che il comparto tecnico sarà fondamentale per primeggiare in questo tipo di gare: nell’arco di questa stagione, Karim Amour, Ze Manel Borges e Alex Cure sfrecceranno a bordo delle e-Mtb di BH Bikes in tutto il mondo.
Si tratta di atleti dalla notevole esperienza, che hanno già affinato le proprie capacità nelle Enduro World Series. Il nostro team affronta con entusiasmo e motivazione una nuova sfida che per molti rappresenterà un nuovo inizio: un nuovo mezzo, un nuovo formato di gara, nuove variabili da tenere in considerazione e l’emozione di considerarsi pionieri di un nuovo sport.
L’appuntamento di Monte Carlo sarà infatti la prima pietra su cui verrà fondato un intero ecosistema competitivo dedicato alle biciclette elettriche.
Le corse del futuro sono arrivate e BH Bikes ha già prenotato un ruolo da protagonista.
Liv Embolden E+ 1 è la proposta di Liv, il brand completamente dedicato alle donne su due ruote, per l’uso intenso in fuoristrada, trail e all-mountain, con il supporto della pedalata assistita: una bici in grado di assecondare la voglia di avventura di tutte quelle rider che cercano il massimo per percorrere i sentieri in totale sicurezza e con l’attitudine “corsaiola” giusta.
Liv Embolden E+ è una vera arma per scoprire nuovi livelli di divertimento.
Adatta a ogni terreno, progettata e testata da donne per le donne, la Embolden E+ 1 è la e-Mtb biammortizzata da trail nata per affrontare agevolmente quei sentieri che non si è mai osato percorrere.
Una e-MTB che coniuga prestazioni elevate, comodità e sicurezza. Con design Liv 3F e la batteria obliqua perfettamente integrata sul telaio, la Liv Embolden E+ 1 presenta una linea sinuosa e una colorazione che non passa inosservata.
Geometrie moderne e componentistica al top completano un quadro esaltante per le rider che cercano una compagna affidabile per impegnativi giri all-mountain, parchi giochi perfetti per una bici dalla straordinaria versatilità.
Il telaio in alluminio ALUXX SL disponibile in tre taglie (XS, S, M) è provvisto della collaudata sospensione Maestro da 120 millimetri di escursione, che fornisce una pedalata stabile ma reagisce anche molto bene ai terreni più accidentati e difficili sfruttando a fondo l’escursione.
La sezione elettrica è composta da un motore Giant SyncDrive Sport alimentato da una batteria estraibile dal basso. Funzionalità che permette la realizzazione di telai ancora più snelli e slanciati.
Equipaggiata, come tutti i modelli top gamma di Liv, da una componentistica di alto livello.
L’innovativo motore che spinge la Liv Embolden E+ 1 è il Giant Syncdrive Sport (su base Yamaha PW-X) equipaggiato con la batteria “Giant EnergyPak 500W” e centralina di controllo “RideControl One”.
Non accontentandosi di fornire la gamma di bici elettriche con sistemi “terzi” standard, Giant ha scelto di sfruttare il suo immenso know-how ingegneristico progettando, in collaborazione con Yamaha, il motore da 250W.
Capace di offrire fino al 350% di assistenza alla pedalata, la drive-unit di Giant assicura una pedalata rotonda, dolce e progressiva, che asseconda efficacemente gli sforzi delle biker anche sulle salite più sconnesse.
Questo grazie alla tecnologia intelligente PedalPlus in cui 4 sensori di coppia permettono di misurare la forza che il rider sta esercitando sui pedali e di variare in automatico l’erogazione del motore. Con una coppia fino a 80 Nm, SyncDrive Sport può fornire una potenza elevata anche a basse velocità e risponde istantaneamente (500 millisecondi) quando viene applicata l’alimentazione ai pedali.
Sul manubrio, il compatto comando “RideControl One” serve a selezionare le 5 modalità di assistenza e controllare la carica della batteria da 500 Wh.
Inoltre, il sistema di carica Smart Charge a 6 Ampere permette di arrivare al 60% di autonomia in un’ora e mezza di carica: un grosso vantaggio per coloro che hanno bisogno di una carica extra durante i giri più lunghi, permettendo di massimizzare le pause.
Infine, in un’ottica di massima personalizzazione, è possibile scaricare l’app “Giant E-bike”, che via Bluetooth permette di personalizzare il tuning del motore attraverso lo smartphone.
Il comfort di marcia è garantito dalla forcella anteriore RockShox Recon RL da 130mm, i freni a disco idraulici Shimano e trasmissione SLX Shimano a 9 velocità.
Un’altra caratteristica che contribuisce a rendere la Liv Embolden E+ una prima della classe sono le ruote Boost da 27,5 pollici compatibili tubeless con copertoni di sezione generosa (2,6), che permettono maggiori comfort in discesa e maggiore trazione per affrontare al meglio le salite più ripide.
Chiude il cerchio la comoda sella specifica per donne “Liv Contact upright” che permette di stare in sella per tutta la giornata.
Per la prima tappa della nuovissima serie E-Enduro International si volerà fino al sud della Spagna, a Güejar Sierra, nella zona di Granada, nel weekend del 13 e 14 aprile.
Sarà una bellissima esperienza, con piloti provenienti da tutto il mondo che si fronteggeranno per due giorni, nella prima gara internazionale dedicata a questo formato.
Il tracciato di gara sarà pronto per le prove giovedì 11 aprile, in modo che ci sia un po’ di tempo per conoscere il percorso ed esercitarsi.
Sabato 13 la prima prova dell’E-Enduro International partirà da Plaza Mayor di Güejar, e si sposterà verso i dintorni di Quentar, un posto relativamente nuovo per l’e-bike, ma che nasconde numerosi fantastici itinerari tra cui le 5 Prove Speciali; una di esse è progettata al 100% per l’E-Enduro e le altre 4 hanno un “formato” più classico.
Nel mezzo, ci sarà una pausa obbligatoria a Quentar, dove i piloti troveranno una zona di ristoro e di assistenza tecnica, e avranno 40 minuti di tempo per ricaricare le batterie, attraverso il sistema di prese multiple “Octopus”.
Domenica 14, dopo essere usciti di nuovo da Plaza Mayor, i piloti si sfideranno su un percorso molto più roccioso e accidentato, distribuito nei dintorni di Güejar Sierra.
Dovranno fare molta attenzione alle forature, le rocce affilate sono “affamate” di pneumatici e le sospensioni dovranno essere regolate perfettamente.
Anche domenica, i rider troveranno una zona per il ristoro e per l’assistenza tecnica, e avranno 40 minuti di tempo per ricaricare le batterie.
Vediamo nel dettaglio le Prove Speciali.
SABATO 13 APRILE
STAGE1
E’ la più corta della giornata con “solo” un chilometro di lunghezza e 122 metri di dislivello.
STAGE2
La seconda Speciale è invece la più lunga della giornata – 2,5 km – e parte dal punto più alto dell’intero percorso di gara, 1460 metri di altitudine. Attraversa un’area boscosa, cosa molto rara da queste parti…
STAGE3
Completamente diversa dalla precedente, questa Speciale passa in una zona arida semi-deserta e si affaccia sulla Sierra Nevada. L’arrivo è a Quentar, dove ci sarà il ristoro e la ricarica delle batterie.
STAGE4
Dopo la pausa, la quarta Speciale sarà di 1,2 km e 170 metri di dislivello. Ma breve non vuol dire facile…
STAGE5
L’ultima Speciale del giorno è caratterizzata da molte curve e grandi rocce: attenzione!
DOMENICA 14 APRILE
STAGE1
La prima Speciale della domenica è in salita e richiede una buona tecnica di guida.
STAGE2
Speciale ritenuta molto divertente, con numerosi cambi di direzione. Bisogna stare attenti alle rocce e ai sassi.
Dopo ci sarà la pausa per ricaricare le batterie.
STAGE3
La terza sarà una Speciale interessante e completa, con parti pedalate e tecniche. Potrebbe fare la differenza tra i rider…
STAGE4
Dopo un breve trasferimento, l’ultimo sforzo della giornata sarà affrontare questa Speciale di 3 chilometri di lunghezza e 375 metri di dislivello. Occhi aperti per evitare le forature!
Se volete scaricare anche le tracce gpx delle Prove Speciali, cliccate qui.
Per altre informazioni, vi rimandiamo al sito ufficiale del circuito.
Nel frattempo, per “scaldare i motori”, eccovi un video-promo dell’E-Enduro International Series:
Si tratta di una colonnina multifunzione per la ricarica delle e-bike ma anche per le piccole riparazioni e altre esigenze di sicurezza e rifornimento.
E’ T-One, facilmente installabile, personalizzabile nel colore, nei materiali e nella grafica, realizzata per contesti come parchi, piste ciclabili, rifugi, porti e aree camping.
Oltre ad avere alimentatori specifici di varie marche per la ricarica delle e-bike, T-One permette di ricaricare altri dispositivi come gli smartphone e i tablet, è dotato di multitool per piccole riparazioni e compressore per gonfiaggio pneumatici.
E in più la colonnina può svolgere altre funzioni di pubblica utilità, ad esempio c’è la possibilità di integrare un defibrillatore automatico o un sistema di videosorveglianza e fari a led per illuminazione notturna.
T-One è pensata per essere posizionata soprattutto in parchi e luoghi pubblici, la struttura della colonnina è realizzata in acciaio con finitura satinata o verniciata 3 strati. Disponibile anche in versione rivestita in resina teak.
Per il suo funzionamento necessita della sola alimentazione elettrica.
Per maggiori informazioni, invitiamo a consultare il sito dell’azienda www.t-one.tech.
Bello provare sempre i modelli di punta, vero?
Facile dire che le e-Mtb o le Mtb di alto livello vanno tutto bene, giusto?
Ebbene, per una volta siamo riusciti a fare una cosa diversa dal solito, ma perché è casualmente capitata l’occasione e, insieme ad Andrea Ziliani, ho deciso di organizzare questa comparativa sui miei sentieri abituali.
Insomma, l’obiettivo di questa comparativa è far emergere le reali differenze fra l’allestimento di punta e quello di ingresso di un medesimo modello, in questo caso della Specialized Turbo Levo.
La Specialized Turbo Levo, il modello base a doppia sospensione è proposto a 4499€
Sebbene nel catalogo esista anche una versione più economica (foto sopra), proposta a 4499€, abbiamo preferito non considerarla perché l’assenza del reggisella telescopico la renderebbe, a nostro avviso, non adeguata a un utilizzo sui sentieri e troppo distante dal modello di punta.
Quindi, ecco servito uno Specialized Turbo Levo a confronto del quale vi raccontiamo tutto nel video seguente e aggiungiamo qualche considerazione un po’ più a freddo nel testo seguente:
La prima più significativa ed evidente differenza riguarda il prezzo:
– Specialized S-Works Turbo Levo: 11299€ (qui il test completo)
– Specialized Turbo Levo Comp: 5699€
ovvero un gap di 5600€, ovvero il costo di una seconda Turbo Levo Comp…
Tanti soldi, davvero, ma dove sono le differenze?
Come detto nel video, in ordine di importanza, la Specialized S-Works Turbo Levo spicca per:
– Telaio in carbonio più filtrato e più preciso
Ma anche più leggero.
Le principali differenze si sentono però in sella e non tanto sulla bilancia.
La fibra di carbonio filtra molto meglio le sollecitazioni continue e ravvicinate dell’offroad e questo si traduce in maggiore confidenza di guida e maggiore velocità, a patto di avere capacità di guida, ovviamente.
Senza dimenticare la leggerezza…
– Batteria da 700 Wh
Avere un 40% in più di autonomia è un plus davvero importante perché cambia, se non addirittura stravolge, le possibilità d’uso di una e-Mtb.
La batteria da 700 Wh è di serie sui modelli S-Works ed Expert, ma può essere montata anche sulla Comp, acquistandola a parte.
– Sospensioni di livello superiore
Forcella e ammortizzatore Fox della serie Factory fanno la differenza in termini di feeling di guida.
Avere (ed essere in grado di apprezzare) un’idraulica più raffinata e rapida nelle sospensioni permette di andare più veloci e con meno fatica.
– Cerchi in fibra di carbonio
Insieme alle sospensioni di livello superiore rendono la Specialized S-Works Turbo Levo più precisa, più efficace e anche un po’ più facile da guidare.
Richiedono però un minimo di apprendistato, perché aumentano la rigidità e riducono il comfort del mezzo.
mentre la Specialized Turbo Levo Comp spicca per:
– Rapporto qualità/prezzo
Anche se fra le più economiche delle Turbo Levo a doppia sospensione è pur sempre una Specialized Turbo Levo.
Se guardiamo il solo prezzo è un valore sicuramente elevato per essere un primo prezzo, ma parliamo di un modello che rappresenta il riferimento in ambito e-Mtb.
E questo ha un valore, poi, anche nell’usato, dove mantiene la sua appetibilità.
Il rapporto qualità/prezzo, quindi, tiene conto anche di questo, oltre, ovviamente, del “pacchetto” telaio-motore-batteria-software-allestimento che rende la Turbo Levo Comp un mezzo molto interessante.
– Stesso motore, erogazione e configurazioni del modello S-Works
E questo è un altro dato molto significativo: la Comp funziona esattamente come la S-Works dal punto di vista dell’assistenza alla pedalata e della configurazione dei livelli di assistenza.
E’ anche questo che porta il prezzo della Turbo Levo Comp più in alto rispetto alle altre entry level.
– Allestimento pronto per un uso trail riding
Al netto dei suggerimenti di upgrade che leggerete più in basso, la Specialized Turbo Levo Comp è un oggetto pronto per essere usato sui sentieri e per tale ragione lo abbiamo considerato in luogo del modello base (che non ha il reggisella telescopico) nel nostro confronto.
Si presta in modo ottimale per un’utenza con capacità di guida di livello medio-medio alto e se non siete abituati a mezzi di categoria superiore la Comp è il modello che fa per voi.
I grandi margini di configurazione dell’assistenza elettrica sono un plus di assoluto rilievo.
Discorso un po’ diverso, invece, se la Turbo Levo Comp dovesse essere la vostra prima e-Mtb e se proveniste da un livello superiore di Mtb.
Nel nostro caso, essendo abituati (troppo bene) a Mtb ed e-Mtb di alto livello, passare a una entry level ha fatto emergere subito una serie di differenze.
Che si traducono, nel caso di questo confronto, in una lista di migliorie possibili, ma non obbligatorie, sia chiaro.
Se voleste avere una Specialized Turbo Levo Comp più vicina come prestazioni a una Expert o una S-Works potreste considerare questi cambiamenti:
– Sospensioni di livello superiore
La differenza maggiore si avverte sull’idraulica: la forcella RockShox Revelation di nuova generazione, per quanto più raffinata della precedente serie, non è al livello della Fox 36 Grip 2 Factory della Turbo Levo.
Quindi, una forcella più raffinata, prima ancora dell’ammortizzatore, è quanto meno consigliabile se si vuole andare più veloci e con meno fatica.
– Freni più resistenti
Questo suggerimento è valido e necessario soprattutto se in discesa si è meno capaci e se si va più piano.
Perché vuol dire che i freni vengono sollecitati molto e senza respiro.
Meglio quindi optare per freni di derivazione DH.
– Da valutare una batteria da 700 Wh
Per alcuni utenti, in realtà, è questo il primo upgrade da fare per rendere la Comp più simile alle sorelle maggiori.
E in effetti è decisamente condivisibile come visione.
Questa miglioria, se unita alle due precedenti, però, richiede una valutazione attenta dei costi e potrebbe rendere più vantaggioso l’acquisto di una versione Expert (8199€ al pubblico, ma con il telaio in fibra di carbonio) in luogo di una Comp.
Vero è che questi upgrade si possono fare un po’ per volta e rendere l’esborso complessivo un po’ più facile da gestire.
In conclusione…
La S-Works è sempre la scelta più ambita e, potendoselo permettere, è la soluzione più facile per avere subito un mezzo di altissimo livello.
Più in basso, però, si trovano comunque soluzioni valide nel catalogo Turbo Levo anche se, forse, saremmo stati curiosi di vedere una versione Expert con telaio in lega d’alluminio M5.
Diciamo che, comunque, anche così la Turbo Levo Comp a doppia sospensione è un bell’oggetto e permette di divertirsi subito, senza troppi complessi di inferiorità.
La sostanza, quella così abilmente nascosta nel telaio, c’è ed è davvero tanta.
La linea di prodotti chimici WAG raddoppia. Accanto all’offerta per le biciclette, WAG ha recentemente introdotto sgrassanti, pulitori e lubrificanti per le e-Bike.
I chimici sono fondamentali per la manutenzione della bicicletta e per migliorarne le prestazioni e il livello di sicurezza, ma ogni tipologia di bicicletta ha le sue esigenze: per questo WAG ha pensato e sviluppato linee di prodotto specifiche.
Ecco nel dettaglio la nuova proposta di chimici WAG per le e-Bike, caratterizzata da un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Lo sgrassante ultra scioglie efficacemente residui di olio, grasso e sporco con un’azione rapida. È dotato di un erogatore a spazzola che consente di stendere il prodotto in modo omogeneo, senza lasciare residui o macchie sulle parti trattate.
Per una corretta lubrificazione, in particolare delle parti soggette a elevate pressioni e torsioni, WAG propone il lubrificante ultra, sempre con erogatore a spazzola integrato. Gli effetti principali del suo utilizzo sono la prevenzione dell’usura e l’impermeabilità, per lunghi periodi di tempo.
Entrambi i chimici sono indicati per tutte le parti meccaniche della bici elettrica, in particolare catene, guarniture e cassette.
Andando al cuore dell’e-Bike, WAG ha pensato a uno spray ad alto potere solvente e rapida evaporazione da impiegare per la manutenzione del materiale elettrico. Il pulitore contatti è un prodotto non conduttivo né corrosivo, che aiuta anche a prevenire l’ossidazione.
A completare la gamma dei chimici WAG per la cura delle e-Bike ci sono il pulitore schiumoso e il protettivo siliconico.
Il primo è ideale per la pulizia del telaio: grazie alla sua speciale formula schiumosa, altamente sgrassante e che non necessita di risciacquo, agisce esclusivamente sulle particelle di olio, grasso e sporco senza intaccare le parti cromate e verniciate.
Il protettivo, con la sua formula contenente silicone, è indicato per la protezione da fango e acqua delle parti in plastica e in gomma, in particolare del motore e della batteria.
L’e-bike commuting, ovvero il pendolarismo con la bici a pedalata assistita, è una pratica che solletica sempre più persone, in Italia e in Europa.
Shimano ha commissionato una ricerca per capire quale siano le intenzioni dei cittadini europei riguardo alla possibilità di usare una bici elettrica per andare e tornare dal lavoro e per gli altri spostamenti quotidiani.
I risultati della ricerca vengono analizzati nel seguente COMUNICATO UFFICIALE.
VM
SHIMANO STEPS rivela oggi i risultati del più grande studio condotto a livello europeo sul tema e-bike, riguardante la disponibilità delle persone ad utilizzare una bici a pedalata assistita per andare a lavoro.
La ricerca indipendente, condotta da YouGov nel Febbraio del 2019 che ha coinvolto oltre 12.000 persone in 10 Paesi differenti, rivela che il 33% delle persone contattate in Italia starebbe considerando di raggiungere il posto di lavoro con una e-bike, percentuale di tutto rispetto se considerata in rapporto al 24% che esprime la media dei pendolari europei.
Una fotografia generale del Paese ci dice che gli uomini (40%) hanno manifestato maggiore propensione al passaggio a una bici elettrica rispetto a quanto espresso dalle donne (27%).
Di seguito la classifica dei Paesi Europei rispetto alle intenzioni di utilizzo di una e-bike negli spostamenti giornalieri casa-lavoro:
1. Paesi Bassi 47%
2. Spagna 39%
3. Italia 33%
4. Belgio 31%
5. Norvegia 27%
6. Germania 21%
7. Danimarca 21%
8. Francia 18%
9. Svezia 15%
10. Regno Unito 11%
La ricerca SHIMANO STEPS evidenzia le principali motivazioni che conducono con favore verso l’ebike commuting in Italia: “proteggere l’ambiente” (37%), “risparmiare” (37%) “mantenersi in forma” (29%) e “evitare il traffico” (27%). Più del 50% dei pendolari italiani in età compresa tra i 25-34 anni ha manifestato interesse ad operare il cambiamento in difesa dell’ambiente.
La stessa ricerca rileva inoltre le motivazioni che sono alla base di una mancata preferenza verso l’e-bike rispetto alle dinamiche di pendolarismo: “possibilità di maltempo” (39%), “tragitto troppo lungo per viaggiare con una e-bike” (29%) e “costo di una bici elettrica “(25%). I pendolari in Italia sembrano essere poco preoccupati per la sicurezza stradale quando si tratta di andare al lavoro con una e-bike: solo il 4% lo cita come un deterrente per il tragitto casa-lavoro.
«Stiamo assistendo ad un’enorme crescita nel mercato delle e-bike in tutta Europa e questa ricerca evidenzia la probabilità diffusa di adozione di una e-bike per il pendolarismo del futuro – ha dichiarato Marco Cittadini, PR & Communication SHIMANO – Sappiamo che esiste già una forte cultura ciclistica in paesi specifici dove coloro che hanno fatto il passaggio a una e-bike hanno scoperto che il maltempo è raramente un problema insormontabile e il sudore è una cosa del passato quando l’assistenza elettrica fa il suo lavoro. È davvero incoraggiante vedere che in tutti i mercati le persone sono disposte a passare a una e-bike per tenersi in forma e proteggere l’ambiente.»
«Accogliamo con favore questa ricerca di Shimano che conferma l’esistenza di un enorme potenziale per le biciclette a pedalata assistita, in particolare in combinazione con la costruzione di autostrade per la ciclomobilità di lungo raggio – ha dichiarato Ádám Bodor, Advocacy Director della European Cyclists Federation – Le e-bike sono una notevole aggiunta alla grande famiglia delle biciclette contribuendo al trasporto attivo e sostenibile, sostituendosi alle auto in viaggi sempre più lunghi.»
Cosa influisce di più sull’autonomia della batteria di una e-Mtb e quindi sulle prestazioni di una e-Mtb?
Dal canto nostro ne abbiamo parlato più volte e i parametri da considerare sono molteplici, ma secondo Focus ad avere un peso davvero importante sono 4: peso del biker (o meglio, peso della bici + peso del biker), temperatura, livello di assistenza e tipologia di terreno.
Per capire come e quanto queste 4 variabili influissero sul reach di una e-Mtb, ovvero sull’autonomia chilometri di una batteria, Maurice, il responsabile dei social media e degli atleti di casa Focus, ha deciso di compiere un vero e proprio test sul campo, un “esperimento”, che Focus ha condiviso e che noi vi raccontiamo qui di seguito.
Maurice ha preso tre biker di tre pesi differenti (60, 85 e 110 Kg) e li ha messi in sella a delle Focus Jam 2 9.8 Drifter e Sam 2 6.9.
Cominciamo dal peso…
Come il peso influenza le prestazioni di una e-Mtb?
I tre riders dell’esperimento hanno tre pesi molto diversi: Maurice 110 kg, Joe 85 kg e Steffie 60 kg.
Le biciclette complete pesano rispettivamente 19,80 kg (la Jam 2) e 21,35 kg (la Sam 2).
I tre riders pedalano insieme sullo stesso percorso, in modalità di assistenza del motore Eco (il supporto minore), fino a scaricare completamente la batteria.
Qui nella tabella potete vedere i risultati e le differenze nella distanza percorsa, che ci sono ma non sono così marcate:
Maurice ha percorso 36,80 km, Joe 37,81 km e Steffie 45,17 km.
Quindi, il peso influenza le prestazioni della e-Mtb ma non così tanto come si potrebbe credere.
Secondo Focus, pedalare in un gruppo influenza la capacità di funzionamento della e-MTB più del peso.
Questo perché, adattando la velocità al più lento del gruppo (nel nostro caso anche il più pesante), non spingi così forte e la pedalata è instabile. Questo implica un consumo maggiore di energia da parte del motore, perché deve dare più supporto.
Ma, in ogni caso, pedalare in gruppo è sicuramente più divertente, anche se sacrifichi un po’ le prestazioni.
Come la temperatura influenza le prestazioni di una e-Mtb?
Per valutare questo parametro, un solo rider – Mike Kluge – ha pedalato la e-bike a due temperature diverse, in modalità Boost (supporto maggiore) fino a scaricare completamente la batteria.
Il test è stato fatto in una camera climatica che simula condizioni di alta (+25°) e bassa temperatura (-5°).
La bici utilizzata è stata una Focus Jam 2 9.8 Drifter.
Ecco i risultati:
La temperatura influisce sulla durata della batteria ma più della temperatura esterna è la temperatura della batteria all’inizio della pedalata che influenza maggiormente le prestazioni. Infatti, la batteria, durante la pedalata, si scalda abbastanza in fretta. L’importante è che non sia fredda all’inizio. Focus consiglia di parcheggiare e ricaricare la e-bike in un luogo chiuso e protetto, così se la batteria è calda puoi uscire con la tua e-Mtb anche in inverno senza grosse perdite di prestazioni.
Come l’impostazione del motore influenza le prestazioni di una e-Mtb?
Questa volta abbiamo un rider – Fabian Scholz -, la Focus Sam 2 6.9 e un tracciato test definito, che viene percorso prima in modalità Eco (supporto minore), poi in modalità Trail (supporto intermedio) e infine in modalità Boost (supporto massimo).
Come era lecito attendersi, in modalità Eco la batteria dura di più ma la velocità è minore:
In particolare, in modalità Eco puoi pedalare quasi il doppio della distanza rispetto alla modalità Boost. Ma sacrifichi più di 4 Km/h nella velocità media.
La cosa più intelligente da fare è quella di mixare le tre modalità di assistenza per far durare più a lungo il divertimento.
Come la tipologia di terreno influenza le prestazioni di una e-Mtb?
Il rider scelto per questo quarto test è Olly Wilkins su una Focus Sam 2 6.9.
Il percorso è lo stesso ma viene fatto la prima volta in una direzione e poi nell’altra. Così, nel primo giro il rider affronta prima una discesa su un terreno gravel e poi una salita su un single trail; nel secondo giro, invece, prima scende sul trail e poi percorre la stradina gravel in salita.
Entrambi i test ride sono stati effettuati in modalità Boost.
Questi sono i risultati in base al terreno:
Come si può vedere, non ci sono grandi differenze nella distanza percorsa. Secondo il test di Focus, non è solo il terreno su cui stai pedalando, è anche il tuo stile di pedalata che influenza le prestazioni.
Ad esempio, più continui a spingere e a pedalare più consumi capacità di batteria. Su una strada gravel, quindi, non c’è grande risparmio di energia.
E poi, le e-Mtb sono fatte apposta per pedalare sui trail, sia in salita sia in discesa!
Ieri a Valkenswaard, in occasione della prova belga del mondiale Motocross (MXGP), si è svolto un incontro tra la FIM (Federazione Internazionale Motociclismo), l’associazione produttori e-Bikes e l’emittente televisiva Youthstream.
Questa riunione ha dato vita ad un nuovo format di gara e-Mtb, che si disputerà per la prima volta nella storia in Italia, a Imola, alla vigilia della prova di MXGP e sulla stessa pista utilizzata dalle moto. Insomma, il confine tra Mtb e motori sembra sempre più sottile: ecco altri dettagli sulla FIM E-XBike World Cup (questo il nome dell’evento). DC
COMUNICATO UFFICIALE
Youthstream è orgogliosa di annunciare un evento nuovo di zecca, che guarda al futuro delle corse!
Insieme a FIM (Federazione Internazionale Motociclismo) ed E-Bike Manifacturers, Youthstream ospiterà la prima prova di FIM E-XBike World Cup durante l’MXGP 2019 d’Italia ad Imola in agosto.
La prova di MXGP di questo fine settimana nei Paesi Bassi ha ospitato una conferenza stampa di fronte alla raccolta di media internazionali e nazionali della MXGP per annunciare la nuova gara di e-Mtb che si terrà sul circuito Imola MXGP di 1.550 metri dopo la qualifica MXGP di sabato 17 agosto.
Il Presidente di Youthstream, Sig. Giuseppe Luongo, ha dichiarato: «Siamo molto entusiasti di iniziare questo nuovo progetto con la FIM, ringraziamo la FIM e in particolare il loro Presidente, Jorge Viegas, per la fiducia e per questa opportunità di sviluppare questo nuovo sport, sarà sia stimolante che molto interessante.
Il nostro obiettivo è sviluppare la FIM E-XBike World Cup per tutti gli appassionati che vogliono divertirsi a correre su un circuito estremo di fronte a una folla enorme e con un’ottima copertura mediatica».
Il formato di gara includerà una partenza di massa con categorie combinate di corridori, sia maschili che femminili, che correranno per 30 minuti più 1 giro ma con punteggio separato.
Le corse saranno aperte a chiunque abbia una bicicletta elettrica.
L’evento è in fase di sviluppo con il pieno supporto di Youthstream come CEO David Luongo spiega: «Youthstream metterà tutte le sue risorse TV e Media per promuovere il più possibile questa nuova competizione. La prima FIM E-XBike World Cup sarà trasmessa in diretta sulle nostre piattaforme OTT, MXGP-TV.com e sulla nostra pagina Facebook MXGP con oltre 2,5 milioni di follower».
Jorge Viegas, il nuovo presidente eletto della FIM ha preso parte alla conferenza durante la sua prima visita in MXGP e ha detto con entusiasmo:
«Sono molto felice che la FIM stia iniziando a fornire competizioni per le bici elettriche.
La prima FIM E-XBike World Cup consentirà a una nuova generazione di riders di prendere parte a queste entusiasmanti gare.
Grazie al supporto dei nostri promoter, Youthstream e Infront, della Federazione Italiana e del circuito di Imola, la FIM sarà in grado di offrire agli spettatori dell’MXGP in Italia l’opportunità di scoprire un nuovo tipo di competizione: per la FIM è una storia ricorrente, perché le prime moto erano basate su un telaio per bici, con l’aggiunta di un motore, negli ultimi anni la tecnologia elettrica si è evoluta considerevolmente e siamo convinti che la FIM E-XBike World Cup offrirà una grande base per ulteriori sviluppi.
Il 9 giugno, in Belgio, sarà organizzato anche un incontro per bici elettriche nel circuito di Metet MX, il tema riguarderà un’altra gara E-Bike/Pedelec organizzata sotto l’autorità della FMB»
Continuando il progresso delle corse e dello sport a due ruote, Youthstream è entusiasta di lavorare sia con la FIM che con i produttori per promuovere questa nuova realtà.
Per ulteriori informazioni sulla FIM E-XBike World Cup segui MXGP.com e tutte le nostre piattaforme digitali: Facebook e Instagram.
Brinke Rushmore è la migliore compagna di ogni viaggio, non solo in vacanza ma anche nei weekend e negli spostamenti quotidiani, è infatti la categoria di e-bike Brinke nata per gli amanti del trekking ma che non disdegna la città.
Dotata di gomme larghe è ideale su percorsi sia dissestati sia asfaltati, e anche in ambienti cittadini con presenza di rotaie del tram.
La Rushmore EVO in versione Sport
La sua principale caratteristica è dunque quella di essere una bici polivalente; già molto apprezzata nella versione Rushmore 2, vede nella versione EVO la sua ulteriore evoluzione appunto, con caratteristiche ancora potenziate.
Brinke Rushmore EVO risponde a esigenze diverse anche grazie alle due diverse versioni in catalogo, Comfort e Sport, e alle due diverse motorizzazioni:
• – RUSHMORE EVO DI2 è dotata di nuova motorizzazione Shimano Steps 6100 e favorisce il massimo comfort anche grazie al lusso del cambio automatico.• – RUSHMORE EVO DEORE vanta invece una motorizzazione sportiva, da MTB, con Shimano Steps E7000.
Versione Comfort
In particolare RUSHMORE EVO Di2 si contraddistingue sul mercato grazie al cambio automatico di nuova generazione, studiato per supportare cambiate sotto sforzo e garantire massimo comfort e divertimento in sella; il cambio automatico garantisce infatti una cambiata più precisa e una conseguente minor usura della catena.
Inoltre pedalare sempre nella marcia giusta, assicura anche un consumo ridotto della batteria.
La versione RUSHMORE EVO DEORE abbinata al cambio sportivo Deore a 10 rapporti, è invece la versione più grintosa.
Entrambe con telaio idroformato in lega di alluminio: in grigio metallizzato con inserto bianco e scavalco più agevole nella versione Comfort; e in nero con inserto grigio metallizzato, nella versione Sport, più sportiva appunto.
Anche la batteria Shimano BT-E8010 36V 14Ah (500Wh) in dotazione alle Brinke Rushmore EVO, ne conferma la connotazione trekking, rendendole più che mai adatte alle lunghe percorrenze: con 150km dichiarati di autonomia massima, e completamente ricaricabile in sole 5 ore, sono infatti ideali anche per percorsi di cicloturismo.
Le Brinke Rushmore EVO sono disponibili sul sito Brinke Bike o dai rivenditori autorizzati, nelle taglie S, M, L ai seguenti prezzi:
– Rushmore Evo Di2 Comfort e Sport euro 3.099,00.
– Rushmore Evo Deore Comfort e Sport euro 2.799,00.
Karim Amour non ha bisogno di grandi presentazioni: da 25 anni presente nel mondo della Mtb. è diventato un personaggio rappresentativo dell’enduro.
Può capitare, però, dopo tanto tempo di perdere un po’ di entusiasmo…
Per Karim, le e-bike sono state l’inizio di una nuova era: gli hanno dato un nuovo orizzonte, nuovi limiti.
E gli hanno restituito lo spirito di un ragazzino.
E la nuova Atom X Carbon di Bh Bikes è il suo nuovo giocattolo.
Guardate come si diverte nel video seguente:
Vi ricordiamo che le caratteristiche tecniche della Bh Atom X Carbon sono spiegate in questo articolo.
RIVA DEL GARDA – La YT Decoy è stata presentata a fine marzo, ma al Bike Festival abbiamo avuto modo di toccarla con mano.
A primo impatto colpisce il look estremamente moderno e aggressivo, ma anche la massima integrazione di motore, batteria e soprattutto dei comandi del cambio Shimano Deore Xt Di2 (che lavora con la stessa batteria del motore): non troviamo il classico manettino, ma dei pulsanti che rendono il manubrio ancora più pulito, senza perdere l’ergonomia e la funzionalità.
Lo stesso comando è utilizzato anche per gestire l’erogazione del motore.
Tanta attenzione anche nella scelta di componenti come le ruote e il pacco pignoni, che sono marchiati e*Thirteen e specifici per le e-Mtb.
Vi mostriamo meglio questi ed altri dettagli con un video.
Premete play:
COMUNICATO UFFICIALE
YT Industries presenta la sua prima e-Mtb, la YT Decoy!
Con la YT Decoy, YT Industries segna un passo importante nel mondo della Mtb, scegliendo di entrare nel settore a pedalata assistita a modo suo, pensando principalmente al divertimento di guida.
A proposito di divertimento, guardate cosa è stato in grado di fare Adolf Silva in sella alla Decoy! ?
La YT Decoy può essere prenotata sin da oggi sul sito internet del brand tedesco, il primo lotto sarà disponibile da maggio.
Schema V4L
La YT Decoy è nata ispirandosi ai telai Gravity, quindi non poteva mancare lo schema sospensivo Virtual 4 Link, abbinato ad un travel posteriore di 165 mm.
Questo schema permette di tenere il carro incollato al terreno ovunque, ma anche di assorbire al meglio i grandi impatti e limitare il “pedal kick-back”.
All’anteriore troviamo una forcella da 160 mm.
Geometria New School La geometria della YT Decoy garantisce ottime prestazioni sia nelle lunghe pedalate, sia nelle discese impegnative.
Il piantone molto verticale (regolabile da 76 a 76,5 gradi) e il carro da 44,2 cm permettono di arrampicare ovunque.
Allo stesso tempo, lo sterzo da 65 o 65,5 gradi abbinato ad un reach abbondante (43,5 in taglia M), donano una grande stabilità e sensazione di sicurezza nei tratti ripidi e in quelli veloci.
Gli angoli, ma anche l’altezza del movimento centrale sono variabili grazie ad un flip chip.
Batteria personalizzata da 540Wh La batteria della YT Decoy (da 540Wh) è stata sviluppata in modo specifico.
Per offrire prestazioni, affidabilità e durata, sono state utilizzate 30 celle di ultimissima generazione, lo stesso tipo di celle impiegata nelle automobili Tesla.
La batteria è completamente integrata nel tubo obliquo e può essere ricaricata sia da montata che rimuovendola.
Il motore utilizzato è il super collaudato Shimano Steps E8000 da 250W, tra i più silenziosi e leggeri (2,8 kg).
Il display è uno Shimano Steps E7000 e permette di regolare l’erogazione in tre modalità, con un massimo di percorrenza in modalità Eco di 100 km.
Tra gli altri dettagli interessanti della YT Decoy troviamo il passaggio integrato dei cavi, i cuscinetti schermati a doppia tenuta e la protezione integrata del telaio.
29″ e 27,5″: il meglio di entrambe le ruote Proprio come nel motocross, la YT Decoy sfrutta due diverse ruote sulla stessa e-Mtb.
La ruota posteriore da 27,5″ è dotata di un pneumatico da 2.8″ che può essere utilizzato a pressione ridotta senza diventare instabile, creando una superficie di contatto più ampia e generando una presa enorme. Davanti, la ruota da 29″ con pneumatico da 2,4″ è studiata per garantire la massima precisione e maneggevolezza di guida.
Design moderno Il design gioca un ruolo importante nello sviluppo dei nuovi modelli YT.
Non è da meno la Decoy, che è molto gradevole all’occhio, tanto da confondersi con le normali Mtb!
Il design è moderno, pulito ed esprime perfettamente sia la competenza tecnologica, che gli alti standard di qualità del marchio.
Gamma YT Decoy
Sono disponibili tre modelli, ciascuno in cinque taglie, dalla S alla XXL.
Ogni modello è dotato di batteria YT 540 Wh personalizzata, motore Steps E8000 di Shimano e display E7000.
La versione più pregiata è la CF Pro Race ed è disponibile in una sola colorazione (Titan Silver/Fallout Yellow) e pesa 21,9 kg.
YT Decoy CF Pro Race: 6599€
Subito sotto c’è la CF Pro, disponibile in due colorazioni (Magnesium White/Clean Blue e Matte Black/Glossy Black/Silver) e pesa 22,2 kg.
YT Decoy CF Pro: 5599€YT Decoy CF Pro
La più economica è la CF Base, è disponibile anche questa in due colorazioni (Lava Red/Light Grey e Matte Black/Glossy Black/Silver) e pesa 22,4 kg.
La prima risposta è che non c’è una risposta ufficiale e che quello che state per leggere sono solo supposizioni.
Se e quando arriverà una e-Mtb da Santa Cruz è qualcosa che non sappiamo ancora, ma la domanda intriga molto perché il marchio californiano è quello con, forse, il maggior appeal fra i marchi di Mtb e per tale ragione il fatto che ancora non abbia una Mtb a pedalata assistita desta non poca curiosità.
Quindi la domanda, semmai, è: ma perché non esiste ancora una e-Mtb da Santa Cruz?
Proviamo a rispondere.
Tranquilli, non è la foto di una e-Mtb di Santa Cruz, ma la nuova Megatower che abbiamo provato in esclusiva in Spagna qualche settimana fa. Qui l’articolo completo. Photo by Gary Perkin
Il fattore cool
Santa Cruz può vantare forza di immagine, fedeltà dei clienti e qualità del prodotto a livelli altissimi, forse i più alti livelli in campo Mtb e ciò che questo marchio fa è osservato con attenzione da tutti gli altri marchi.
Santa Cruz, però, è un marchio americano e negli Stati Uniti le e-Mtb sono percepite in modo molto diverso rispetto all’Europa.
Le restrizioni sull’accesso ai sentieri con una e-Mtb sono una delle ragioni principali, ma soprattutto c’è anche il “fattore macho”, chiamiamolo così, secondo il quale una e-Mtb non è degna nemmeno di essere presa in considerazione.
Potrebbe mancare, almeno in America, il fattore cool: una e-Mtb al momento non è ancora abbastanza “figa”, ma, anzi, è percepita come un surrogato, un mezzo per chi non ce la fa e “roba per vecchi”.
Ma le cose stanno cambiando a poco a poco e, anche se non lo sappiamo ufficialmente, è possibile (e sottolineiamo possibile) che in Santa Cruz ci stiano pensando.
Di sicuro il fatto che Santa Cruz e Focus appartengano alla stessa holding e che Focus stia spingendo forte sul fronte e-Mtb è qualcosa che non possiamo non considerare e che quindi le ragioni di un’armoniosa convivenza fra marchi in parte spiegherebbero l’assenza di una e-Mtb da Santa Cruz.
Ma forse è solo questione di tempo.
Vendite ancora forti
Santa Cruz, al pari di un altro marchio come Yeti (che può vantare un’appeal e una qualità del prodotto molto vicina a quella di Santa Cruz), è uno dei pochissimi che sul mercato continua a vendere anche senza una Mtb “elettrica”.
Diciamo che è una felice eccezione, supportata anche da quella fetta di utenti Xc-marathon che stanno scoprendo Santa Cruz come brand di assoluto rilievo.
Se guardiamo cosa succede altrove, però, notiamo che le cose stanno in modo molto diverso.
Le e-Mtb, specie in Italia, piacciono tantissimo e rappresentano una bella percentuale delle vendite, insieme alle Mtb da Xc-marathon.
A pagare il prezzo più alto sono le Mtb da enduro e soprattutto quelle da trail, categoria quest’ultima che in Italia non ha mai avuto il successo che avrebbe meritato.
L’evoluzione tecnologica sulle Mtb a pedalata assistita, però, continua e questo non fa altro che renderle ancora più leggere, capaci, versatili e intriganti ed è possibile che questo spinga un giorno anche Santa Cruz a mettere sul tavolo il progetto e-Mtb.
Quel desiderio di purezza
Il fascino che una Mtb da enduro e da trail riding esercita su chi è appassionato è innegabile.
Il feeling che una Mtb dà non è al momento paragonabile a quello che una e-Mtb riesce a dare.
Per un fatto di leggerezza, maneggevolezza, bilanciamento dei pesi e soprattutto per il fatto che l’unico motore delle proprie uscite in bici sono le proprie gambe.
Quindi, c’è un fatto di orgoglio personale e quel desiderio di purezza che è decisamente comprensibile e degno di rispetto.
Ecco, sembra proprio che Santa Cruz voglia rappresentare con il suo catalogo di bici tradizionali l’ultimo baluardo di quella purezza.
Insieme a Yeti.
A Evil, Ibis, Transition e ad altri marchi, via via più piccoli per volumi di vendita, che nel mondo “elettrico” non sono ancora entrati.
Ciò che non sappiamo è quanto ancora a lungo questo stato di cose potrà permanere.
L’unicità del prodotto
Ecco un altro aspetto da considerare: se vuoi mettere in produzione una e-Mtb oggi hai due possibilità:
– realizzare componenti come motore, batteria, software e telaio secondo le proprie specifiche. Al pari di quanto fanno Specialized, Rocky Mountain, Giant e Haibike.
– adeguare le specifiche del proprio telaio a quelle dei componenti elettrici proposti da Shimano, Bosch, Brose, Yamaha…
La prima strada è quella più lunga, dispendiosa e con il risultato meno certo, ma anche quella che, se il progetto si rivela valido, porta a un successo enorme e ad un’esaltazione dell’unicità del prodotto.
Ne sanno qualcosa Specialized e Rocky Mountain.
La seconda è quella più popolare, più facile, salvo che in alcuni casi si preferisce adottare una batteria proprietaria per avere una maggiore autonomia e una integrazione batteria-telaio più convincente.
E, semmai dovesse accadere, quale delle due strade Santa Cruz sceglierebbe?
E’ probabile e plausibile che, essendo l’ultima arrivata in campo e-Mtb, questo ritardo venga compensato da un livello qualitativo e dalla originalità tipiche di Santa Cruz.
Quello che non sappiamo è come (e se) Santa Cruz ci riuscirà.
All’interno della vetrina di BikeUp, divenuta un punto di riferimento per la mobilità a pedalata assistita, l’azienda sceglie di presentare i modelli più rappresentativi delle collezioni di Giant e Liv, con una selezione di e-bike per muoversi in città e divertirsi in montagna e fuori strada.
Grande spazio sarà dato alle proposte orientate ai consumatori alla ricerca una e-bike per il commuting, per rispondere ad esigenze e curiosità dei pendolari contemporanei, uomini e donne, che desiderano spostarsi in maniera smart in città, nel tragitto casa-lavoro e che usano la bici per tutte le attività in contesti urbani.
Giant – Fastroad E+Giant – Explore E+ 1 GTS
Ad uso city, Giant proporrà in test i modelli Road E+ 2 Pro, Fastroad E+, Explore E+ 1 GTS e Toughroad E+ Gx; per Liv, le cicliste potranno provare la Prime E+ e la nuova Amiti E+ 1.
Liv – Prime E+1Liv – Amiti-E+ 1
Per gli amanti del divertimento e delle avventure in sella a una e-Mtb, saranno disponibili in test i modelli Giant Trance E+ SX Pro 0, un gioiello full suspended dall’impareggiabile versatilità, e Trance E+ Pro 1.
Giant – Trance SX E+ 0 Pro
Per le donne che ricercano un mezzo funzionale e performante, Liv metterà a disposizione Intrigue-E+ 1 Pro, per l’uso su strada o su percorsi misti.
Liv – Intrigue E+ 1 Pro
Fiore all’occhiello delle e-bike del colosso taiwanese, sono i motori: tutti “Giant powered by Yamaha”, modelli di altissima qualità prodotti dalla casa giapponese con parametri e caratteristiche riviste ed implementate appositamente per Giant.
Top di gamma, il motore Giant SyncDrive, con 5 modalità di assistenza per assecondare l’utilizzatore con una pedalata estremamente personalizzabile.
Per le bici ad uso urbano, le caratteristiche sono simili alle e-Mtb, per garantire anche in città performance e grande autonomia.
Giant – ToughRoad-E-GX
Per una selezione di modelli è disponibile la Giant RideControl App, che permette di collegare il proprio telefono all’e-bike e controllare impostazioni, informazioni fitness, navigazione e notifiche.
Se le linee sono curate in tutta la gamma della casa, sia maschile che femminile, al fine di garantire la prestazione, l’attenzione al design è un tema straordinariamente focale per Liv.
L’intera collezione di bici è costruita secondo lo standard “Liv 3F”, che prende in considerazione Fit (le proporzioni del corpo, l’attività muscolare e la dinamica delle forze), Form (l’estetica e le finiture) e Function (la corretta combinazione delle prime), al fine di ingegnerizzare un prodotto performante, armonioso e funzionale.
Aggiornamenti e informazioni sul sito www.bikeup.eu.
La domanda, anzi, le domande che molti appassionati e curiosi del mondo e-bike si pongono sono davvero tante e nel corso degli ultimi mesi ho provato in altre occasioni ad analizzare lo stato evolutivo delle e-Mtb e ad immaginare gli scenari futuri.
Quindi, torno a chiedermi: come saranno le e-Mtb del futuro?
Non c’è domanda più difficile, forse, perché la risposta, essendo chiamata in ballo l’elettronica, è più imprevedibile del previsto.
Però, magari, qualcosa è ipotizzabile con una ragionevole certezza.
Batteria da 700 Wh: il nuovo standard?
Sembra proprio di sì.
E sebbene oggi una batteria da 500 Wh sia ancora più che sufficiente per una vasta gamma di utilizzi, è innegabile che tanto più la batteria è capace e tanto più a lungo (e in alto) si riesce ad andare.
La cosa che appare abbastanza chiara è che le prossime e-Mtb avranno batterie più grandi (e, sì, anche più pesanti) e i grandi come Shimano e Bosch non resteranno di certo a lungo a guardare Specialized, Bh, Olympia, Rocky Mountain e altri ancora “pavoneggiarsi” delle loro batterie da oltre 500 Wh.
L’altezza del movimento centrale
Di fatto non è una novità, ma l’altezza del movimento centrale su una e-Mtb è un fattore ancora più importante che su una Mtb.
Perché chiama in ballo sia la stabilità, la maneggevolezza e confidenza di guida in discesa, sia le doti da arrampicatrice in salita.
E’ difficile indovinare la misura corretta di altezza proprio perché per una e-Mtb da trail-enduro cavarsela bene in discesa è parimenti importante al cavarsela bene in salita.
Anzi, in alcuni casi si preferisce favorire la salita, anche perché abbassare tanto il movimento centrale su un mezzo che di per sé ha già un baricentro più basso di una Mtb, ha senso fino ad un certo punto.
Quindi, movimento centrale basso, sì, ma non bassissimo, altrimenti, poi, si devono adottare pedivelle molto più corte.
Oppure, chissà, magari stanno pensando a sistemi idraulici e/o pneumatici per variare l’altezza del movimento centrale quando si vuole o quando serve a chi sta in sella.
Pedivelle sempre più corte?
Se il movimento centrale si abbassa, le pedivelle si accorciano.
E si è già arrivati a 165 mm di lunghezza contro i 175 mm di quelle più o meno standard delle Mtb.
E si vocifera che la lunghezza potrebbe diminuire ulteriormente.
Perché?
Perché per riuscire a pedalare in salita mentre si affrontano ostacoli occorre aumentare la distanza da terra e, se per le necessità dette nel punto precedente il movimento centrale non può abbassarsi più di tanto, occorre accorciare le pedivelle.
E’ un problema?
Forse no, ma diciamo che le gambe iniziano a lavorare con angoli molto diversi rispetto a quelli della pedalata “classica” e questo potrebbe (sottolineo potrebbe) diventare fastidioso per chi è abituato a pedalare, cioè per i ciclisti allenati.
Una pedivella più corta, però, ha anche il vantaggio di una minore inerzia di pedalata, cioè diventa più facile pedalare in agilità e le ripartenze in salita, specie sul ripido e sconnesso, possono diventare un po’ più agevoli.
Diciamo, quindi, che non tutto il male viene per nuocere.
Il ruolo sempre più cruciale del tubo obliquo
E’ su questo elemento del telaio che si gioca la sfida in campo e-Mtb (ed e-bike da strada anche).
L’integrazione al suo interno della batteria ha portato a un cambiamento significativo: da una sezione tubolare si è passati a una sezione a C nella maggior parte dei casi.
E ciò ha significato che questo elemento del telaio, per resistere alle sollecitazioni che lo riguardano, è stato irrobustito innalzandone il peso.
Cioè, di fatto si è perso i benefici di un elemento tubolare.
Qualche produttore è riuscito a tornare alla struttura tubolare, ma con risultati molto diversi di caso in caso.
Ad esempio, Bh con la X-Tep Lynx (foto in basso) ha pensato di adottare una soluzione simile a quella della Specialized Turbo Levo, ossia la batteria si infila interamente all’interno del tubo obliquo.
Discutibile a livello estetico (de gustibus…), ma efficace e soprattutto funzionale, perché in questa maniera si riesce ad alloggiare una batteria da 720 Wh.
Non male di certo…
Il trend del prossimo futuro potrebbe prevedere, quindi, un tubo obliquo che torna ad essere un tubo e le batterie che si infilano al suo interno, guadagnando in leggerezza e in Wh.
Fino ad oggi questo è stato possibile solo da chi le batterie se le fa fare ad hoc (quindi da pochi marchi), ma in futuro potremmo vedere soluzioni analoghe ma standardizzate anche da Shimano, Bosch e Yamaha.
Chissà…
Motore sempre più compatto (e silenzioso)
Diciamo che i vari produttori di motori in ambito e-Mtb stanno facendo per bene i loro compiti a casa, affinando la tecnologia e ascoltando il sempre crescente numero di utenti e-biker.
Quindi, i nuovi motori saranno sempre più silenziosi, tranquilli.
Personalizzazione più ampia
Ne parlo da diverso tempo e questo aspetto continua ad essere cruciale per chi va in e-Mtb.
Al pari di chi acquista un auto sportiva (o sportiveggiante), dalla quale ci si attende oggi una ampissima gamma di configurazioni tramite l’elettronica, secondo i gusti e le necessità di chi siede al volante.
E le e-Mtb stanno andando sempre più in questa direzione.
Ruota da 29” davanti e…
La ruota da 29” sta raccogliendo pian piano un numero sempre maggiore di consensi, al pari di quanto accade oggi in altri ambiti della Mtb.
Ma sulle e-Mtb c’è anche la possibilità di abbinarla a una ruota posteriore da 27,5” Plus.
Soluzione che diversi marchi hanno adottato negli ultimi anni.
L’obiettivo?
Richiamare il mondo delle moto da enduro, sulle quali, vale la pena ricordarlo, la salita è il momento più divertente e lo stesso discorso, almeno in parte, è applicabile anche alle e-Mtb.
Questo si riallaccia con il discorso dell’altezza del movimento centrale: sulle e-Mtb ha assolutamente senso parlare di divertimento in salita, perché nel momento in cui si decide di impegnarsi-sfidarsi su single track impegnativi in salita è il momento in cui si apre quell’orizzonte sconosciuto di divertimento con le e-Mtb.
Componenti ad hoc? Sempre di meno, ma…
Ad oggi la proposta di componenti specifici per e-Mtb non è aumentata.
Ad eccezione di gomme più robuste, solide e performanti (ma anche più pesanti), di mozzi posteriori più resistenti e di forcelle con chassis e/o idraulica dedicata, le moderne e-Mtb non utilizzano componenti speciali.
E da una parte è un bene, perché, almeno in linea teorica, questo ne potrebbe ridurre il costo e facilitare la reperibilità dei pezzi di ricambio e allo stesso tempo testimonia che le e-Mtb stanno diventando dei prodotti più maturi così come lo sta diventando la platea alla quale si rivolgono.
La grande enfasi con cui è stata accolta la trasmissione Sram Ex1 (anche da parte del sottoscritto), le cui prestazioni sono ancora oggi di un altro pianeta, è stata poi calmierata da fattori come l’eccessiva spaziatura fra gli 8 rapporti, l’arrivo delle 12 velocità, l’affidabilità delle 11 velocità (sia di casa Shimano, che di casa Sram) e la sempre presente necessità di contenere i costi.
Quindi, per ora mi viene da pensare che di componenti ad hoc il mondo e-Mtb ne abbia bisogno in misura più contenuta che agli esordi.
Più rapporti oppure più modalità di assistenza?
Altro punto sul quale, ragionandoci, viene da pensare: e se un giorno, anziché agire sul cambio, si agisse sul comando che varia il livello di assistenza elettrica?
Oppure ancora: e se il cambio delle e-Mtb un giorno si avvalesse di un controllo elettromeccanico della cambiata (magari eliminando del tutto il cambio così come lo conosciamo oggi)?
Aumentare le modalità di assistenza ha il grande vantaggio di poter selezionare con maggiore precisione il livello di assistenza elettrica con un solo click.
Cioè si va a fare qualcosa che somiglia, in linea teorica, a quanto si fa oggi con il cambio di un automobile (manuale o automatico che sia): si cerca la marcia migliore per far sì che il motore lavori nel range ottimale di giri.
Ecco: e se un giorno il livello di assistenza elettrica e lo sviluppo metrico dei rapporti fossero gestiti da un solo comando?
Non so quanto questa ipotesi sia percorribile, ma se parliamo di fantasia (o di fantascienza) e di elettronica allora tutto diventa possibile.
Chissà…
Addio batterie agli ioni di litio: ma quando?
Questo scenario, a dire il vero, non interessa solo il (piccolo) mondo delle e-bike, ma anche e soprattutto quello dell’automobile, dell’elettronica di consumo e chissà quali altri campi ancora.
Perché, diciamolo chiaramente, quando un settore macroscopico come quello dell’automobile (in questo caso elettrica) adotterà una tecnologia diversa da quella degli ioni di litio allora questa nuova tecnologia diventerà disponibile a prezzi ragionevoli (si spera) anche per le e-bike.
E di quali nuove tecnologie parliamo?
Parliamo di batterie allo stato solido e/o di batterie al Graphene, cioè opzioni che sono sui tavoli di chi progetta auto elettriche già da diversi anni.
L’obiettivo, infatti, è quello di aumentare la densità energetica delle batterie diminuendone peso e ingombro.
Cioè più Wh, ma in meno spazio e con meno peso.
Una chimera?
Simone Lanciotti, l’autore di questo articolo, durante il test della Trek Powerfly LT 9
Forse oggi, ma nel prossimo futuro (e chissà quanto prossimo) potrebbe essere una realtà.
Per il momento restiamo nell’ambito dei potrebbe, delle ipotesi e della fantasia (o della fantascienza) e continuiamo a capire e scoprire cosa si può fare con le Mtb a pedalata assistita.
Del mondo e-Mtb, infatti, c’è ancora molto da scoprire, non solo da parte di chi le progetta, ma anche da parte di chi le usa.
E soprattutto da parte di chi ancora non le conosce e nemmeno le considera.
Insomma, ad ognuno la propria porzione di America da scoprire…
Per la maggior parte delle persone la routine quotidiana consiste in guidare-andare al lavoro-lavorare-tornare a casa-dormire e poi ricominciare la mattina dopo.
Per Mary Moncorgé è un po’ diversa: andare in bicicletta-lavorare-tornare a casa in bicicletta-dormire.
Potendo scegliere tra guidare l’auto per raggiungere il lavoro ogni mattina e guidare la sua e-Mtb Scott Contessa Genius eRide, la scelta per lei è scontata…
Seguiamo Mary nella sua uscita quotidiana:
Ed ora leggiamo cosa ha da raccontarci:
«Ho la fortuna di vivere in un posto fantastico per andare in bici tutto l’anno: Sospel è un piccolo villaggio nell’entroterra della Costa Azzurra, a poca distanza dal confine italiano.
Il leggero svantaggio è il tragitto da fare per andare al lavoro: a 40 minuti di macchina per raggiungere la scuola superiore dove insegno.
C’è sempre l’opzione della bici da strada ma i problemi, durante le giornate invernali, sono la presenza di ghiaccio e di sciocchi automobilisti che vogliono battere qualche record giù per la montagna.
E poi c’è l’e-bike che mi permette di andare a scuola in meno di due ore, stare da sola in montagna e fare un po’ di sport prima che suoni la campana. Ci vuole più tempo per andare e tornare da scuola che con la macchina, ma volete mettere il sorriso che mi si stampa in faccia?
Essere in grado di godersi l’alba a 1200 m di altitudine e di scorgere la Corsica dall’altra parte del Mar Mediterraneo merita il tempo extra di pendolarismo, e in più è troppo divertente percorrere i sentieri prima di fare colazione.
Il viaggio di ritorno a casa, con almeno 700 metri di dislivello sarebbe duro alla fine della giornata se non avessi l’e-bike per risalire la montagna, e mi permette anche di godermi un ultimo singletrack prima di tornare a casa.»
Vediamo alcuni dettagli della e-Mtb Scott usata da Mary Moncorgé: