Firenze-Roma in Mtb con pedalata assistita: il racconto di Stefano

Dal 5 al 13 agosto scorsi, Stefano Dalfiume, maestro della Federazione Ciclistica Italiana e istruttore presso la ASD Appennino Bike di Imola (BO), accompagnato dagli amici Fabio Campi e Barbara Sotto Corona, ha percorso la seconda edizione della Firenze-Roma in mountain bike, anzi precisamente con Mtb a pedalata assistita.
In 9 tappe, i tre hanno attraversato circa 600 km sulla dorsale appenninica tra natura incontaminata, borghi antichi e ottima cucina, alla scoperta di un territorio ricco di sorprese e opere d’arte favolose, percorrendo quattro regioni: Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Lazio. Quello che vi proponiamo di seguito è il racconto dal diario di bordo di Stefano Dalfiume, che ci descrive l’itinerario tappa per tappa.
Come si legge nella sua pagina Facebook, le bici utilizzate sono state una Haibike front e una Specialized Turbo Levo full suspended.

Firenze-Roma

La prima tappa, sabato 5 agosto, tutta in Toscana, da Firenze per Vicchio di Mugello (FI).
Dopo il doveroso giretto in centro ammirando il Ponte Vecchio, gli Uffizi, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria abbiamo terminato con la Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Firenze-Roma

Da qui abbiamo proceduto in direzione di Fiesole, grazioso centro urbano sui colli fiorentini per poi transitare sulla Via degli Dei in prossimità del Pratone e proseguire poi tra sentieri sterrati e veloci singletrack.
Il grande caldo non ci ha mollato un attimo, la vista della bellissima Villa Campestri ci ha confermato che La nostra prima meta, Vicchio era vicina!
La superba cena alla Porta di Levante ci ha rimesso in sesto per questa seconda tappa.

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Seconda tappa, Domenica 6 agosto, da Vicchio (FI) a Campigna (FC), tappa di trasferimento che ci ha fatto salutare il Mugello per approdare in terra di Romagna, nell’Appennino Casentinese.
Questo bellissimo Tour, durante ai suoi 585 km ci farà attraversare Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Lazio, ben 4 regioni!
La tappa inizialmente si ê sviluppata su strade ghiaiate compatte, per proseguire su breve trasferimento su asfalto fino a San Godenzo (FI).

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Da qui abbiamo proseguito fino a Castagno d’Andrea, patria del pittore Andrea di Castagno.
Qui siamo alle porte del Parco del Casentino, le foreste la fanno da padrone e grazie a strade forestali meravigliose abbiamo raggiunto la nostra seconda meta: lo Chalet della Birra di Campigna (FC).

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Anche la terza tappa, Lunedì 7 agosto, è andata, è quella che preferisco: da Campigna (FC) a Chiusi della Verna (AR), abbiamo definitivamente lasciato la Romagna percorrendo il sentiero CAI 00 in uno dei tratti più belli, dalla Calla a Camaldoli.
Breve sosta presso l’Eremo e via in salita verso il Rifugio Fangacci.
Da qui siamo quindi giunti a Badia Prataglia (Ar), breve sosta alimenti e abbiamo proseguito fino al Passo dei Mandrioli, in un continuo saliscendi nel bosco abbiamo poi lambito il Passo della Serra, per procedere in discesa su tecnico single track fino in Valle Santa.

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Gli ultimi 12 km ci hanno fatto giungere alla nostra metà, Chiusi della Verna (AR). D’obbligo la visita al Santuario, luogo che ci riporta a S.Francesco, le stimmate e a un’energia particolare che avvolge il Santuario e le stupende foreste che lo circondano.

Quarta tappa, martedì 8 agosto, da Chiusi della Verna (AR) a Monte Santa Maria Tiberina (PG).
La tappa odierna era contraddistinta da un’infinita serie di strade forestali, a fondi prevalentemente ghiaiati e sterrati. Siamo riusciti a tenere un buon ritmo che in breve tempo ci ha fatto arrivare a 1250 m. presso il Sasso della Regina, per poi iniziare un tratto di saliscendi su fondo prima molto sconnesso e pietroso, poi sterrato in discesa veloce sino giungere ad Anghiari (AR), borgo meraviglioso.
Siamo passati per Monterchi, ove è custodito il dipinto “Madonna del Parto” di Piero della Francesca.
Da qui la tappa é passata in Umbria, lambendo Lippiano, altro grazioso borgo.

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Abbiamo superato gli ultimi 3 colli in salita che ci hanno infine condotto alla nostra meta, dopo 58 km e 1600 m di dislivello, che per essere coperti ci ha richiesto un’ora di ricarica alle nostre bici durante la sosta pranzo ad Anghiari.

La quinta tappa di Mercoledì 9 agosto, da Monte Santa Maria Tiberina a Gubbio si è contraddistinta per le sue strade ghiaiate e sterrate della Val Tiberina, che ci hanno permesso di coprire agevolmente i primi 20 km, durante i quali abbiamo costeggiato sterminate piantagioni di tabacco e anche il fiume Tevere per un paio di chilometri, fino a giungere ad uno dei Borghi più belli d’ Italia: Montone, veramente delizioso, rinomato anche per la figura del condottiero Braccio da Montone.

Firenze-Roma


Qui Barbara ed io abbiamo sostato per pranzo e per ricaricare un’ora le batterie delle nostre bici, consapevoli che non eravamo ancora a metá della tappa e ci aspettava anche la maggior parte di dislivello giornaliero.
Siamo ripartiti quindi in direzione di Pietralunga e dopo breve trasferimento in asfalto abbiamo deviato su una carrareccia a fondo sterrato e compatto, che abbiamo percorso per 6 lunghi km, con media di pendenza dell’8% e che non mollava mai.
L’incomparabile panorama che si poteva godere mentre si saliva sotto il sole cocente ha fatto passare in secondo piano la fatica, ampiamente compensata dallo spettacolo che si mostrava ai nostri occhi.
Giunti sulla sommità abbiamo potuto vedere Gubbio in lontananza, quindi iniziava la discesa sterrata e veloce che ci portava alle porte di Gubbio grazie alle stradine secondarie che fanno parte del sentiero Francescano.

Firenze-Roma

Siamo giunti presso l’Anfiteatro dopo aver percorso 62 km e 1150 m. di dislivello, con le batterie ancora cariche al 50%. Alla sera cena in appartamento con ospite l’amico Luca di Gubbio.

Sesta Tappa, da Gubbio ad Assisi: Giovedì 10 agosto Fabio ed io siamo partiti dalla Chiesa della Vittorina, dove San Francesco ammansì il lupo feroce che spaventava gli abitanti.
Dopo breve tratto asfaltato il percorso ha iniziato a salire repentinamente su strada ghiaiata e dopo alcuni saliscendi veloci siamo giunti al primo sentiero che in ripida salita sconnessa ci ha portato su un nuovo tratto ghiaiato dove, in prossimità di una delle tante chiesette disseminate sul percorso, abbiamo rimediato una foratura: un gigante spino d’acacia si era conficcato nella gomma della bici di Fabio.
Dopo la riparazione siamo ripartiti transitando sul crinale contraddistinto dai tanti castelli presenti, tra i quali quello di Biscina che il percorso lambisce. Ancora discesa sterrata per poi affrontare in salita un sentiero molto scosceso, attrezzato con scalini per agevolare il cammino dei tanti pellegrini a piedi. Da qui è stato breve giungere a Valfabbrica per ricaricare un’oretta le batterie e rifocillarci.

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Ripartiti solo il sole cocente del primo pomeriggio, ci attendeva l’ultima fatica: il sentiero chiamato “fosso della lupa”, fondo compatto e tre strappi in salita con pendenze del 25%, ove le nostre bici a pedalata assistita hanno fatto la differenza!
Giunti in cima al crinale, in breve abbiamo potuto scorgere in lontananza la Basilica di San Francesco, che ci ha segnalato che eravamo arrivati ad Assisi! La tappa come già sapevo é stata la più dura del Tour, con i suoi 53 km e 1500 m di dislivello lungo il sentiero francescano, sempre molto bello, suggestivo ed impegnativo.

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Settima tappa Assisi-Spoleto-Arrone: Venerdì 11 agosto la tappa ha preso il via con visita al centro di Assisi, in particolare sosta presso La Basilica di San Francesco, poi abbiamo proseguito in direzione della pianura, verso Cannara, famosa per le cipolle, e poi a Bevagna, graziosissimo Borgo tra i più belli d’Italia, infatti ci ha talmente conquistati che la visita è andata oltre i tempi previsti.
Siamo ripartiti a ritmo sostenuto in pianura, direzione Spoleto, seguendo la ciclabile Assisi-Spoleto che ci ha richiesto molto impegno, a causa del forte vento laterale che ha soffiato per 30 chilometri.

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Arrivati a Spoleto abbiamo fatto sosta per ricaricare le batterie e mangiare un panino, dopo una veloce visita al centro di Spoleto, in particolare al Teatro Romano per poi ripartire in salita, per scollinare oltre la vecchia ferrovia Spoleto-Norcia.
Qui abbiamo fatto una veloce sosta presso l’agriturismo e Az.agricola “Zenzero e dintorni” per proseguire in veloci saliscendi lungo la ciclabile che costeggia il fiume Nera, che in circa 20 km di veloce percorrenza ci ha fatto raggiungere la nostra meta, Arrone (TR) , dopo 100 km e 1300 m di dislivello percorsi.

Ottava tappa: Arrone-Rieti-Nerola.
Al mattino presto di Sabato 12 agosto ci siamo svegliati di soprassalto, a causa di un violento temporale che si è abbattuto su Arrone e Rieti. Abbiamo così deciso di effettuare uno spostamento in auto, onde evitare di incorrere in problemi nei sentieri che erano diventati acquitrinosi. Siamo quindi partiti seguendo il percorso che ci ha portati a visitare la cascata delle Marmore (spettacolare!), il Lago di Piediluco con il grazioso paesino annesso, per poi uscire dall’Umbria e approdare nel Lazio, a Rieti, per poi giungere a Nerola (RM) ove si trova il Castello Orsini, e le foto dicono tutto.

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Abbondante e deliziosa cena alla trattoria “Da Celeste” per ricaricarsi per l’ultima tappa da Nerola a Roma!

Ce l’abbiamo fatta, siamo a a Roma! Dopo 9 tappe, contraddistinte da un caldo insistente che non ci ha mai mollati abbiamo portato a termine la nostra avventura.
Stamattina, Domenica 13 agosto, abbiamo lasciato Nerola e il favoloso Castello Orsini continuando la nostra marcia verso Sud, pedalando sempre tra strade sterrate e ghiaiate, in mezzo a campi di ulivi a perdita d’occhio.

Firenze-Roma

La vegerazione qui era molto diversa da quella incontrata nelle tappe precedenti, era chiaro che ci stavamo velocemente spostando verso Sud.
Il ritmo di pedalata é stato regolare, sebbene 2 soste forzate per una camera d’aria capricciosa ci abbiano rallentati un po’, e comunque abbiamo passato velocemente gli abitati di Montelibretti e Monterotondo, oltrepassato il quale abbiamo iniziato a scorgere l’avvicinamento alla città, confermato dal passaggio sotto al Grande Raccordo Anulare, poi abbiamo proseguito verso Sud in direzione della ciclabile che costeggia per buona parte il Tevere, per poi lasciarla in prossimità di Castel Sant’Angelo: eravamo già nei pressi di Piazza San Pietro!

Firenze-Roma

Le foto di rito sono servite a celebrare l’arrivo del nostro Firenze-Roma con mountain bike a pedalata assistita, 9 giorni meravigliosi!
La sera del 15 Agosto, l’amico Cateno di Roma ci ha guidati in una notturna mozzafiato di ben 5 ore; dal Circo Massimo il nostro amico romano ci ha guidati dapprima sulla Via Appia Antica, nota via di comunicazione che collegava Roma a Brindisi. Dopo ci siamo spostati a Trastevere e a Testaccio, per una mangiata di pizza al taglio, per poi proseguire in direzione del centro città, in cui abbiamo visitato pedalando le più classiche mete di rito, quali Piazza Navona, il Pantheon, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, Villa Borghese, l’Altare della Patria, il Foro di Traiano, l’arco di Costantino e infine il Colosseo. Questo magnifico regalo dei nostri amici romani è stato il degno finale di un’avventura meravigliosa, il degno incontro tra sport, natura, arte, storia, religione e non per ultimo l’aspetto eno-gastronomico!
Arrivederci alla prossima edizione del Firenze-Roma in mountain bike…

Firenze-Roma

Le e-bike alla conquista di Bike Experience

COMUNICATO UFFICIALE

Parola d’ordine: versatilità. Ma anche leggerezza, potenza, design, affidabilità, per tutti.
Fra le grandi protagoniste di Bike Experience by Expobici, l’evento fieristico esperienziale organizzato da Padova Fiere e in programma dall’8 al 10 settembre prossimi al Galzignano Terme Spa & Golf Resort, ci saranno le biciclette a pedalata assistita, segmento sulle quali le aziende stanno investendo sempre più.
Comprensibile, considerato anche il feedback positivo del pubblico che anche in Italia, nel 2016, ha fatto segnare un incremento significativo: +120 per cento per il mercato interno delle e-bike, una produzione italiana aumentata del 40,5 per cento, e un export cresciuto del 135,3 per cento.





A Galzignano Terme ci sarà davvero l’imbarazzo della scelta, sia sul fronte dei marchi internazionali (come Scott con le sue E-Spark Plus: 700 Plus Tuned, 710 Plus e 720 Plus, E-Contessa), sia sul fronte del Made in Italy (fra gli altri, la mountain bike e803TRB di Wilier Triestina).
In casa Torpado, la grande novità del 2018 è sicuramente la linea E-mpudent, con i modelli MTB hardtail e full-suspension sia in carbonio, sia in alluminio dotate del sistema Shimano E-bike Steps E8000, cerchi WTB con mozzi DTSwiss 370 e freni Formula Cura.
Sono le Hybrid Bike 27.5” Plus Full Suspended 150mm Xanto N Full Carbon e Xanto A Tech Alloy, la Vertigo A Front 29″ con un peso eccezionale di soli 19,8 Kg e la Vertigo N, hardtail 29″ che coniuga leggerezza, potenza, affidabilità e design.

La Torpado Vertigo A Front 29” della linea E-mpudent

Neox porterà nell’area test di Galzignano Terme sei biciclette elettriche per ogni tipo di ciclista: tre MTB Crosser, una e-bike da strada Sporter, una City e una Touring, modelli da cicloturismo che al pari delle Crosser e delle Sporter sono dotati di batteria da 48v e 500Watt di potenza.

La e-bike City di Neox

Due anche i modelli di MTB elettrica della Sants: e-SF27.5 plus, una full suspended da 27.5 plus, muscolosa e potente nel telaio, con gomme 27.5 x 2,80, escursione posteriore da 140 millimetri, nuovo motore Shimano step 8000, e la front “e-SM29”, anch’essa motorizzata Shimano step 8000.
Nell’area test, Sants porterà anche un modello gravel, la Sants Grv-1 comp, e la MTB Sants SM29 boost Pro.

Sants e-SF27.5 Plus

CardioEngine by Infinity è invece il nuovo rivoluzionario kit distribuito da Andreani Group, che grazie alle sue esclusive caratteristiche, in modo semplice e con un costo contenuto, permette di trasformare la propria bici da corsa in una e-bike cardio assistita, per avere una bici a pedalata assistita dotata di sistema di controllo personalizzabile che permette di godersi la propria passione a 360 gradi. Ideale per chi ha problemi cardiaci e chi non ha la possibilità di allenarsi con cura e continuità, sarà a disposizione nell’area test di Bike Experience by Expobici.

Il kit CardioEngine by Infinity distribuito da Andreani Group

La registrazione è obbligatoria per prendere parte ai test, mentre chi desideri ammirare le novità del ricco villaggio espositivo potrà accedere senza bisogno di registrarsi. Testare o no, una cosa non cambia mai: Bike Experience è gratuito, per tutti.

Maggiori info: Bikeexperience.com.
Qui tutti gli articoli su Bike Experience 2017.

VIDEO SHORT TEST – Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

La Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon è una delle e-bike più innovative che sono comparse quest’anno sulla scena.
Rappresenta uno sforzo ingegneristico, produttivo ed economico molto importante per il marchio canadese con lo scopo di rafforzare la propria identità ed unicità e al tempo stesso proporre un mezzo facile e intuitivo da utilizzare.
La strada scelta, quella di sviluppare e produrre in casa motore, batteria (integrata nel tubo obliquo e da ben 632 Wh) e software, è una strada molto impervia e che pochi altri marchi hanno intrapreso.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

A ciò unite un telaio in fibra di carbonio, una geometria regolabile tramite il sistema Ride-9, la predisposizione per un portaborraccia (divenuto, con l’avvento della Turbo Levo, l’emblema delle e-Bike di nuova generazione), componenti specifici per e-Bike e un’applicazione dedicata (chiamata EbikeMotion) che, seppur poco elaborata, è comunque capace di una certa personalizzazione dell’erogazione del motore.
Insomma, il pacchetto è davvero completo e pronto per confrontarsi non solo con le e-Bike attuali, ma anche con quelle della prossima generazione.
La batteria da 632 Wh, infatti, la proietta in avanti rispetto alle rivali più accreditate (eccettuando quelle con la doppia batteria) e la pone, almeno sulla carta, fra le e-Bike di spicco.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon
L’estrazione della batteria dalla sua sede nel tubo obliquo è possibile, ma richiede del tempo.

Non potevamo esimerci dal provarla e sebbene la richiesta di test da parte del pubblico per questo modello sia molto elevata il sottoscritto è riuscito ad averla in test anche se per poco più di un weekend.
Giusto il tempo necessario a realizzare lo Short Test che state leggendo e seppure il tempo trascorso in sella sia relativamente breve è stato comunque sufficiente a confermare il titolo che scegliemmo per l’articolo di presentazione della bici.
Passiamo ora alla prova.
Premete play…

L’elettronica della Rocky Mountain Altitude Powerplay
Il cervello del sistema è nel comando remoto iWoc tramite il quale è possibile interfacciare via Bluetooth LE uno smartphone con l’app EbikeMotion (il cui download è gratuito e compatibile con sistemi Android e iOS) e configurare il livello di assistenza delle 3 modalità Eco, Trail e Ludicrous.
EbikeMotion fornisce informazioni anche sull’autonomia residua della batteria più altri parametri utili per l’utente e-Bike e di fatto rappresenta il display della Rocky Mountain Powerplay.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Come detto nel video, il feeling con il comando remoto iWoc non è dei migliori, perché i pulsanti non danno un feedback tattile molto chiaro dell’avvenuto click quando si è in off-road ed occorre distogliere lo sguardo dal sentiero per capire quale pulsante si sta spingendo.
Magari in questo caso l’abitudine può giovare, ma rimane il particolare meno riuscito della bici.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Le informazioni visive che fornisce l’iWoc riguardano lo stato di carica della batteria (4 Led) e il livello di assistenza (3 Led), che però diventano poco leggibili in presenza di forte luce solare e/o se si guarda il display da una posizione molto angolata.
Durante questo breve test però non è mancata qualche incertezza di connessione fra lo smartphone (con sistema operativo iOS) e l’iWoc, cosa che però non ha impedito comunque di proseguire l’uscita.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Nel complesso la Rocky Mountain Altitude Powerplay si è rivelata affidabile e un po’ meno raffinata da un punto di vista software rispetto alle soluzioni proposte da altri marchi (Specialized in testa).
Ciò, però, non impedisce all’utente di fruire appieno questa e-Bike.

In sella
La posizione in sella è tipicamente Rocky Mountain e sebbene il reach sia stato allungato rispetto al passato, rimane comunque una bici con un tubo superiore più compatto rispetto alla tendenza attuale in campo trail-enduro per via di un tubo piantone piuttosto verticale.
Questo però ha dei lati positivi, come detto nel video.
Il tubo piantone molto verticale (74° con il Ride-9 in posizione da discesa, foto in basso) permette a chi pedala di assumere una posizione molto efficace e leggermente protesa verso il manubrio.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

L’angolo di sterzo di 65° e la forcella Fox 36 Float Performance da 160 riescono a restituire un assetto ben bilanciato per la discesa, più improntato alla maneggevolezza che alla stabilità.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Nel complesso la posizione in sella è quella tipica di una Altitude.
Una cosa è da considerare: con un telaio di taglia L, l’altezza minima della sella, considerato il reggisella telescopico (un Fox Transfer) da 150 mm e la sella di serie, è di 74 cm.
Cioè quella ideale per il sottoscritto.
Un dettaglio da tenere a mente.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon
La trasmissione Sram Ex-1 abbinata a una corona da 34 denti ha reso ancora più fluido il funzionamento di questa bici
Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon
Il pacco pignoni 11-48 a 8v dello Sram Ex-1

In salita
Il suo comportamento e le sue capacità in salita sono una scoperta continua.
La posizione raccolta favorisce le doti di arrampicatrice della Rocky Mountain Altitude Powerplay grazie all’erogazione fluida, intuitiva e prevedibile del motore.
E’ difficile far pattinare la ruota motrice (a meno di non essere su un fondo molto sdrucciolevole) ed è più facile riuscire a ripartire anche su pendenze molto ripide.
Questo perché il motore, per come è fatto, riesce a dare supporto al biker in modo immediato, non appena questi applica una forza minima sul pedale.
Il motore infatti recepisce l’input di erogare potenza tramite un sensore di coppia che legge la tensione della catena.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Infatti, quando si applica forza sui pedali la tensione della catena cambia all’istante e altrettanto repentinamente viene erogata la spinta dal motore.
Tanto più forte si spinge sui pedali e tanto maggiore sarà il supporto del motore limitatamente al livello di assistenza prescelto.
Ciò che si percepisce è una spinta sempre molto fluida e, soprattutto, intuitiva, che di rado porta a pattinare la ruota posteriore.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Una delle peculiarità di questo sistema (che premia il coraggio ingegneristico di Rocky Mountain) è la sua facilità di utilizzo in offroad che grazie anche al grip offerto dalle gomme Maxxis Minion Dhf 2,5” Wide Trail si esplica praticamente ovunque.
In termini di facilità e di logica di funzionamento questo motore merita i massimi riconoscimenti e ciò lo pone fra i sistemi più evoluti e più intuitivi del momento.
Il lato meno piacevole di questa drive unit è una certa ruvidità che si percepisce sui pedali durante il suo funzionamento per via del percorso tortuoso che compie la catena all’interno del motore (foto in basso).

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

La rumorosità, invece, è abbastanza contenuta.
Sul fronte sospensioni, l’ammortizzatore Fox Float Dps Evol Performance Elite è capace di un funzionamento di tutto rispetto in salita.
E’ molto sensibile e, volendo, può arrivare quasi a un lock-out che aiuta non poco sui fondi molto battuti.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

La sua reattività e fluidità, inoltre, aiutano la bici a procedere anche in presenza di pendenze accentuate e fondi scivolosi, a patto, però, di utilizzare l’opportuna tecnica di guida.
Il carro corto (42,5 cm misurati) non penalizza il grip in salita, ma favorisce l’agilità proprio laddove il sentiero diventa stretto e impervio.
Il grip offerto dalla gomma posteriore (in combinazione con cerchi Sun Ringle Duroc da 40 mm di larghezza), infine, è formidabile.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon




In discesa
Sul fronte componenti siamo su livelli molto alti e, anche se non si eccelle su tutti, il comportamento generale è davvero molto valido e divertente.
La forcella Fox 36 con cartuccia idraulica Fit Grip permette prestazioni inattese per capacità di incassare sollecitazioni molto intense e consentire la dovuta sensibilità ai piccoli impatti.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Basta trovare il precarico corretto (il sottoscritto era a 95 Psi per un peso corporeo di 87 Kg) per avere un bilanciamento ottimale in discesa, grazie anche alla facilità di regolazione della compressione.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon
Il pomello di regolazione Grip dell’idraulica in compressione.

L’assetto in sella è nel complesso raccolto, ma questo favorisce l’agilità della bici che fa quasi (e sottolineo quasi) dimenticare il peso di 22,19 Kg.
Nello stretto la si riesce a guidare come fosse quasi una bici normale e, comunque, molto meglio di tante altre e-Bike di pari livello.
Anche su questo fronte Rocky Mountain ha fatto un lavoro incredibile.
Paga qualcosa sul ripido e sul veloce, dove occorre lavorare di braccia per contrastare al meglio la spinta della gravità e mantenere il busto nella posizione ottimale.
Qui richiede una certa abitudine, ma nello stretto e laddove è richiesta agilità si comporta in modo sorprendente.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon
Lo spinotto per la carica della batteria ha un attacco posizionato sul tubo obliquo. Richiede uno spinotto e un alimentatore dedicati

L’autonomia della batteria
Ecco un altro punto di forza di questa bici.
I 632 Wh di capacità della batteria di serie sono un plus di innegabile valore.
Se siete abituati a usare e-Bike con batterie “standard”, cioè da 500 Wh, i 132 Wh in più possono spingervi più lontano ampliando le possibilità di utilizzo della bici.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon
La schermata dell’app EbikeMotion che mostra le impostazioni utilizzate per l’ultima uscita test: Eco al 33%, Trail al 48% e Ludicrous al 67%.

Basti pensare che le due uscite compiute con la Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon sono concluse sempre con una carica residua di batterie superiore al 20%.
E parlo di un’uscita condotta per il 75% in Eco e il 25% in Trail (con Eco impostato al 35% e Trail al 55% tramite l’app) con 39,3 Km e 1542 metri di dislivello e una carica residua superiore al 20%.

E di un’altra uscita condotta tutta in Trail (impostato al 48%) con 36,7 Km, un dislivello di 1431 metri e una carica residua del 26%.

Ovvero se masticate un po’ di e-Bike vi risulterà facile capire che il range di utilizzo di questa bici è più ampio rispetto a quanto la maggior parte degli utenti e-Bike sia oggi abituata, considerando un peso corporeo di 87 Kg, non proprio da scalatore.
E’ anche per questa ragione che la Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon è già in grado di sfidare la prossima generazione di e-Bike.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon
Il sensore di velocità è nascosto nel forcellino posteriore sinistro. Il magnete è installato sul disco. Un altro tocco di modernità su questa bici.

Il confronto con la Specialized Turbo Levo Fsr Carbon
Proviamo a fare un confronto fra il modello di riferimento (per popolarità), ossia la Specialized Turbo Levo Fsr Carbon (qui i dettagli) e la Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon. Innanzitutto c’è una differenza di escursione posteriore (135 mm la Levo e 150 la Powerplay) che rende più trail bike la Turbo Levo e un po’ più enduro la Altitude Powerplay.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Le due bici, in sostanza, hanno un comportamento e un carattere differente che rispecchia le differenze che esistono fra la Stumpjumper e la Altitude tradizionali. La parte motore invece è quella che fa le differenze: il Turbo 1.3 è un po’ meno fluido di quello della Powerplay, ma è più silenzioso e molto più personalizzabile (è in assoluto il più personalizzabile ad oggi).
Il motore Powerplay, invece, è più reattivo, prevedibile e facile da configurare (sebbene le opzioni possibili siano di meno rispetto a quanto offre la Turbo Levo), ma sui pedali trasmette una maggiore ruvidità.
Sul fronte batterie, invece, vince a mani basse la Powerplay se parliamo della batteria da 632 Wh, ossia quella testata.

In conclusione…
Le tante raffinatezze di questa bici hanno però un prezzo: 7499€
Il che la pone lassù, dove sono tutte le e-Bike di punta e anche un po’ più in alto rispetto a tanti modelli con telaio in lega leggera.
Non è un esborso facile, né tanto meno possibile per tutti, ma il mercato delle e-Bike in fibra di carbonio, oggi, ha dei prezzi che sono ben superiori a quanto ci si aspetterebbe.
E questa bici non fa eccezione.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Ci sono dei “però”: questa bici ha una tecnologia tutta sua e sviluppata in casa, un allestimento curato e pensato per l’uso e-Bike (vedi anche la trasmissione Sram Ex1), un comportamento offroad da riferimento, più le numerose raffinatezze tipiche delle bici Rocky Mountain.
Insomma, non è una Mtb qualsiasi e ogni suo dettaglio lo ribadisce.
Vale i soldi che costa?
Se si fa il raffronto con le rivali di pari tipologia, la risposta è affermativa, ma il prezzo rimane, in assoluto, molto alto.
Non è questa la sede per entrare in dettagli di questo tipo, ma di sicuro la Altitude Powerplay 70 Carbon ha tanti motivi che possono convincere all’acquisto.
Se vi capita di provarla e se siete in cerca della prima e-Bike (con l’intenzione di sostituirla alla Mtb tradizionale) sappiate che potreste essere fortemente tentati dall’acquisto…
Noi vi abbiamo avvisato.

Per informazioni Bikes.com oppure Dsb-Bonandrini.com

PS: la Altitude Powerplay ha folgorato anche un altro biker, Wade Simmons.
Nella foto in basso in sella alla sua Altitude Powerplay 90 Carbon.

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Ehm… nella foto in basso, scusate… 🙂

Rocky Mountain Altitude Powerplay 70 Carbon

Potete vedere il video e leggere la sua storia cliccando qui



Arriva il sistema Formula Cts anche per e-Bike

La gamma di forcelle Selva, 33 e 35 è equipaggiata con il sistema Formula Cts, acronimo di Compression Tuning System, che permette di modificare in pochissimo tempo la taratura in compressione della forcella.
In questo articolo vi abbiamo mostrato tutta la procedura da seguire e i risultati ai quali si può arrivare.

Formula Cts anche per e-Bike

 

In soldoni, il Cts di Formula è un sistema che permette di risparmiare tempo e soldi per arrivare al tuning ideale della propria forcella Formula e da oggi è disponibile anche una versione specifica per e-Bike, chiamata Special e-Bike.

Formula Cts anche per e-Bike
La gamma completa delle valvole Cts di Formula per il tuning delle forcelle

Formula Cts anche per e-Bike
Il peso maggiore di questi mezzi ha portato alla realizzazione di una taratura in compressione che dia un maggiore supporto iniziale e soprattutto a metà corsa rispetto alla valvola Cts Special Firm, molto apprezzata in ambito enduro.
Il prezzo di questa valvola è allineato a quello delle altre proposte da Formula, ovvero 54€ e la sua disponibilità è prevista a partire dal mese di ottobre 2017.

Qui tutti gli articoli e i test sui prodotti Formula

Per informazioni RideFormula.com

ESCLUSIVO – Vi sveliamo la Specialized Turbo Kenevo

VERNON, NEW JERSEY – Se vi piace la Specialized Enduro (qui la gamma 2018) perché ha sospensioni a lunga escursione e vi intrigano le possibilità che un motore elettrico dà alla Specialized Turbo Levo (qui la gamma 2018), allora la nuova Specialized Turbo Kenevo è la bici che fa per voi.

Specialized Turbo Kenevo

Con 180 mm di escursione su entrambe le ruote, motore Turbo 1.3 Rx Trail-tuned (il medesimo delle nuova Turbo Levo Carbon), batteria da 504 Wh, telaio in lega leggera M5 Premium, geometria ispirata alla nuova Specialized Enduro, ammortizzatore posteriore Ohlins Ttx 22 a molla e forcella RockShox Lyryk Rct3 da 180 mm, reggisella telescopico Command Post Wu, gomme Specialized Butcher Grid da 2,8” (non c’è spazio per quelle da 3,0”) e altri componenti specifici per un uso gravity, la nuova Specialized Turbo Kenevo è un nuovo “giocattolone” pensato per chi sui sentieri dove era solito andare con una bici da enduro cercava una e-Bike da enduro per fare la stessa cosa.

Specialized Turbo Kenevo

Specialized Turbo Kenevo

Anzi, di più, visto che le doti da arrampicatrice di questa bici non sono in discussione.
Con la Turbo Kenevo Specialized entra in una nuova dimensione del divertimento e-Bike, ampliando ancora di più la gamma Turbo Levo
Nel video le prime impressioni d’uso sui sentieri di Vernon, New Jersey, e per i dettagli tecnici vi invito a proseguire la lettura:

La geometria della Turbo Kenevo
E’ una Turbo Levo, ma è anche una Enduro. E di nuova generazione.
Infatti, il tubo superiore e il reach hanno misure maggiori rispetto alle quote del modello 2017 e, nonostante i 180 mm di escursione, il carro della Kenevo è anche più corto di quello della Turbo Levo Carbon: 44,3 cm contro 45,9 cm.
L’angolo di sterzo è più aperto rispetto a quello della Enduro e della nuova Turbo Levo, 65°, grazie sia alla forcella più alta (e più generosa di escursione), sia a una geometria specifica per utilizzi più impegnativi.
Le pedivelle da 165 mm e il manubrio da 780 mm di larghezza sono di serie su tutte le taglie, mentre l’attacco manubrio è molto corto: 45 mm sulle taglie S ed M, e 60 mm sulle taglie L ed XL.

Specialized Turbo Kenevo

L’interasse è comprensibilmente maggiore per via della forcella con più escursione, dell’angolo di sterzo più aperto e per un front-center (cioè la distanza movimento centrale-mozzo anteriore) maggiore: in taglia M siamo a 120,5 cm contro i 118,5 cm di una Turbo Levo Carbon, sempre taglia M.
Aumenta anche l’altezza da terra del movimento centrale, 35 cm sulla Kenevo contro i 34 cm della Turbo Levo Carbon, per facilitare l’utilizzo della bici in salita in presenza di gradini.

Specialized Turbo Kenevo

Diminuisce quasi di pari entità il valore del BBdrop: dai 18 mm della Turbo Levo Carbon si passa ai 9 mm della Kenevo.
Specialized ha fatto sì che il motore fosse un po’ più sollevato da terra per evitare continui e pericolosi impatti con il terreno.

Specialized Turbo Kenevo
L’incrocio dei tubi in stile X-Wing della Enduro sul tubo superiore della Kenevo

Le pedivelle Praxis in lega da 165 mm, inoltre, aumentano la distanza da terra dei pedali.
Il tubo piantone ha un’angolazione contenuta: 73,9° in taglia M sono un buon risultato e questo, pedalando in salita, si fa apprezzare.
Continuate a leggere…




IMPRESSIONI DI GUIDA

L’assetto in sella
Se la Turbo Levo è la versione a pedalata assistita della Stumpjumper, la Kenevo lo è per la Enduro.
Basta poco per capirlo, basta salire in sella e accorgersi che il mozzo anteriore è lì davanti, distante e in basso come lo si vorrebbe su una bici da enduro, la presa del manubrio impone una posizione allargata delle braccia e il busto è eretto ma non troppo, leggermente proteso verso l’anteriore.

Specialized Turbo Kenevo

Pronto a partire.
L’assetto in sella è da bici da enduro e invita subito a darci dentro di brutto…
Il reggisella Specialized Command Post Wu, poi, è qualcosa che serviva su una bici del genere perché, nella posizione abbassata, dà alla sella quell’inclinazione (-12°) che le permette di non interferire con gli spostamenti avanti-indietro del bacino.
Un bel tocco…

Specialized Turbo Kenevo

In salita
Qui può diventare tanto divertente quanto in discesa, a patto di provare qualcosa di difficile, come ad esempio questo.
Il grip delle nuove Specialized Butcher non ha nulla a che vedere con quelle del passato, il comando remoto Trail Remote per la gestione del motore è perfetto (pur mancando ancora un display sul manubrio per lo stato della carica e il livello dell’assistenza) e il cambio Sram Gx a 11 v con comando cambio single-shift funziona molto bene.

Specialized Turbo Kenevo

Non è fluido e silenzioso quanto uno Sram Ex-1, ma può contare su una spaziatura dei rapporti più lineare e su un maggior numero di rapporti.
Il motore Turbo 1.3 funziona in modo impeccabile: non ho avuto modo di “smanettare” con l’applicazione Mission Control, ma pur nella configurazione standard riesce, grazie al comando Trail Remote sul manubrio, a essere sfruttato più facilmente anche senza entrare nei meandri della personalizzazione.

Specialized Turbo Kenevo

Specialized Turbo Kenevo

L’ammortizzatore a molla Ohlins, come detto nel video, è un plus che si apprezza molto anche in salita e non ci si accorge dei 180 mm di corsa della bici.


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In discesa
Se vi siete divertiti in salita, in discesa le cose migliorano, e di brutto.
Forcella e ammo funzionano in modo impeccabile e i 180 mm di corsa si apprezzano tantissimo.
L’agilità è molto buona, sebbene l’interasse non sia proprio da trail bike, grazie al carro più compatto e al baricentro basso.
Si sente che è una e-bike, ci mancherebbe, ma si sentono anche i tanti affinamenti che Specialized ha compiuto in chiave gravity.

Specialized Turbo Kenevo

Specialized Turbo Kenevo

La guida, rispetto alla Turbo Levo, è più facile e intuitiva e le dimensioni massicce di telaio e forcella sono una garanzia.
Avere sospensioni pensate per un uso enduro, difficili da fiaccare e capaci di tanta trazione, è un vantaggio senza pari.
Se vi piace guidare, se non volete rinunciare alla velocità sui sentieri che la vostra bici da enduro vi permette oppure, semplicemente, se volete avere più margini di controllo-sicurezza in discesa, la Specialized Turbo Kenevo è stata pensata per voi.

Specialized Turbo Kenevo

Specialized Turbo Kenevo

Cosa cambia di più rispetto alla Turbo Levo?
La Turbo Levo come Dna è una trail bike, quindi versatile, agile e capace di fare di tutto.
La Kenevo, invece, è per vocazione una bici da enduro, ma il paragone con una bici da enduro canonica è difficile, perché qui c’è il motore.
Se le bici da enduro di oggi sono tendenzialmente meno versatili (e forse anche meno piacevoli in salita) di quelle di 2–3 anni fa, questo non vale per la Kenevo, le cui capacità di scalatrice sono ben lontane da quelle di una bici da enduro.
Prima di tutto perché c’è l’ausilio di un motore e in seconda battuta per l’ammortizzatore Ohlins a molla che migliora molto l’efficienza di pedalata.
Rispetto alla Turbo Levo, quindi, la versatilità non diminuisce, ma semmai aumenta per i motivi suddetti.

Specialized Turbo Kenevo

E per chi è la Turbo Levo, invece?
L’utente Turbo Levo sono i biker che si trovano a proprio agio sule trail bike e che non hanno troppi pruriti da downhiller-enduristi. La Turbo Levo, specie nell’ultima versione Carbon, è un oggetto molto raffinato, ancora più piacevole della precedente, ma è pur sempre, di base, una trail bike.
La Specialized Turbo Kenevo va oltre il concetto di trail bike senza perdere, però, in versatilità.

Come se la cava il reggisella Command Post Wu?
E’ un componente che farà molto parlare di sé: è disponibile con travel di 125 e 150 mm (in base alla taglia del telaio) e dovrebbe essere disponibile anche in aftermarket (il prezzo non è ancora noto).

Specialized Turbo Kenevo
Le differenti inclinazioni della sella che permette il reggisella Specialized Command Post WU, lo stesso che troviamo sulla nuova Specialized Enduro 2018

Ha un diametro di 34,9 mm, un offset di 8 mm e permette di modificare l’angolazione della sella (-12° in posizione abbassata) durante l’uso.
L’esperienza di guida, seppur breve, nel New Jersey mi ha permesso di apprezzarne i benefici che sono innegabili.

Specialized Turbo Kenevo

E sinceramente mi sono sempre chiesto chi avrebbe avuto un’idea simile per primo.
E’ possibile (o sarebbe meglio dire auspicabile) che vedremo altre soluzioni similari a questa nel prossimo futuro.


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Quanto costa la Specialized Turbo Kenevo?
Innanzitutto ne esiste solo una versione, la Specialized Turbo Kenevo Expert 6Fattie, e il costo al pubblico è di 5990€.
Due le colorazioni disponibili, come mostrato in basso, proposte in 4 taglie, dalla S alla XL.

Specialized Turbo Kenevo Specialized Turbo Kenevo

Di seguito le specifiche tecniche complete della bici (cliccate per ingrandire l’immagine):

Specialized Turbo Kenevo

Qui le altre novità e-Bike 2018 presentate da eBikeCult.it e se vi interessa il mondo e-Bike vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Facebook

Per informazioni Specialized.com/it



Nuova gamma Cube Hybrid 2018: ecco cosa cambia

ARTICOLO AGGIORNATO IL 1 NOVEMBRE  2017

La gamma Cube Hybrid 2018 è stata completamente rinnovata adeguando geometrie, stile e specifiche alle nuove possibilità concesse da drive unit, batterie e componenti di ultima generazione.
Su tutta la gamma dominano la motorizzazione Bosch in abbinamento sia alla nuova batteria integrabile nel tubo obliquo, sia alla soluzione classica, ora leggermente meglio nascosta sempre nel tubo obliquo.
Il guadagno in termini “leggerezza stilistica” è notevole e si riesce a percepire con chiarezza lo step evolutivo compiuto dalla gamma Cube Hybrid 2018.

Cube Hybrid 2018

Che, per inciso, è molto estesa e completa, di sicuro una delle più complete, potendo spaziare dalle bici per uso urban fino alle nuove bici da strada con pedalata assistita.
Il marchio Cube, del resto, è uno dei più popolari in Germania e in Europa in generale per quanto riguarda le e-bike e di esperienza in questo ambito (sempre più apprezzato) ne ha da vendere.
Iniziamo dalle Mtb con doppia sospensione, ossia la gamma Cube Stereo.
Il grafico in basso vi mostra la gamma di utilizzi possibili per i modelli Cube Stereo Hybrid, dall’Xc (seppure con travel di 120 mm) all’enduro (travel di 160 mm).
Senza dimenticare le proposte per il pubblico femminile.

Cube Hybrid 2018

CUBE STEREO HYBRID 160
Il modello da enduro più raffinato si chiama Cube Stereo Hybrid 160 Action Team 500 27,5 ed è allestito con la stessa raffinatezza con cui viene allestita la bici da enduro del team ufficiale.

Cube Hybrid 2018

Il telaio è in lega leggera Aluminum Superlite con tubazioni a triplo spessore, battuta posteriore Boost e sospensione 4 bar linkage.

Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 160 Action Team 500 27.5: 5799€

Cube Hybrid 2018

Il motore è un Bosch Performance Cx Line e, grazie alla batteria integrata nel tubo obliquo, è possibile montare un portaborraccia nella posizione canonica.
La trasmissione è Sram Ex-1 11-48 con corona anteriore da 16 denti, sospensioni Fox 36 Float Factory e Fox Dpx2 Factory Evol.

Cube Hybrid 2018

Di Fox è anche il reggisella Transfer, mentre i freni sono Shimano Saint.
Le gomme sono Schwalbe Magic Mary Soft Addix Super Gravity davanti e Nobby Nic SuperGrip Addix SuperGravity entrambi da 2,6″.
L’allestimento, insomma, è da vera bici da enduro e anche la geometria è degna di questa tipologia di bici.
In basso lo schema riferito alla taglia 18”, cioè una taglia M:

Cube Hybrid 2018

Il peso dichiarato per questo allestimento è di 23,2 Kg e la gamma Stereo Hybrid 160 è composta anche da altri due modelli che vi mostriamo in basso.

Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 160 Sl 500 27.5: 4499€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 160 Race 500 27.5: 3999€

Qui altri dettagli della gamma Cube Stereo Hybrid 160 2018


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CUBE STEREO HYBRID 140
Rispetto alla versione da 160 mm di escursione cambiano ben pochi particolari: il valore di corsa della sospensioni scende a 140 mm e di conseguenza anche la componentistica si adegua.
La Cube Stereo Hybrid 140 è la gamma di bici destinata a un utilizzo più ampio e meno votato al gravity rispetto alla 160.
Il telaio adotta i medesimi standard costruttivi e tutti i modelli Cube Stereo Hybrid 140 hanno una motorizzazione Bosch Performance Line Cx e batteria integrata (ad eccezione del solo modello Race) e un allestimento che, in generale, è meno raffinato rispetto alla gamma 160.
Di seguito le specifiche della geometria relative alla taglia M (18″):

Cube Hybrid 2018

Il peso del modello di punta la Cube Stereo Hybrid 140 Tm 500 27.5 (foto in basso) è di 23,3 Kg e, più in basso, trovate gli altri modelli:

Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 140 Tm 500 27.5: 4799€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 140 Sl 500 27.5: 4199€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 140 Race 500 27.5: 3699€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 140 Pro 500 27.5: 3499€

Qui altri dettagli della gamma Cube Stereo Hybrid 140 2018




CUBE STEREO HYBRID 120
Il travel della sospensione scende a 120 mm e compare anche un telaio in fibra di carbonio C:62 (cioè con la medesima tecnologia che Cube adotta sulle Mtb tradizionali) sulle versioni più pregiate.
Gli allestimenti sulla Stereo Hybrid 120 sono più variegati e arrivano anche ad essere molto raffinati come nel caso della versione di punta, che potete vedere nella foto in basso:

Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 120 Hpc Slt 500: 6499€

Il diametro delle ruote cambia a seconda della taglia: 27,5″ per la taglia 16 pollici e 29″ per tutte le altre, ossia 18, 20 e 22 pollici.
Nella gamma Stereo Hybrid 120 sono presenti anche modelli con telaio in lega leggera e su tutti, compresi quelli in carbonio C:62, il carro è in lega di alluminio.
Sulle versioni più pregiate della Stereo Hybrdi 120 troviamo la nuova batteria Bosch 500Wh integrabile nel tubo obliquo, mentre sulle altre versioni la batteria è alloggiata esternamente sul tubo obliquo.
Da segnalare che, anche se di serie sono il modello di punta monta un reggisella telescopico, Cube ha previsto per tutte il passaggio interno del cavo di comando.
Di seguito le specifiche della geometria riferite alla taglia 16″ (taglia S), quindi con ruote da 27,5″:

Cube Hybrid 2018

Il modello di punta ha un peso dichiarato di 22,1 Kg
Di seguito il resto della gamma Cube Stereo Hybrid 120:

Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 120 Hpc Slt 500: 6499€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 120 Hpc Sl 500: 4499€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 120 Hpc Race 500: 3999€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 120 Exc 500: 3699€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 120 Pro 500: 3299€
Cube Hybrid 2018
Cube Stereo Hybrid 120 One 500: 2999€

Qui altri dettagli della gamma Cube Stereo Hybrid 120 2018

Oltre ai modelli Stereo, ossia quelli con doppia sospensione, nella gamma Cube Hybrid 2018 figurano anche i modelli hardtail il cui campo di utilizzo ha confini molto ampi, come si può vedere nel grafico in basso.

Cube Hybrid 2018

Noi ci concentreremo sui modelli Reaction ed Elite C:62, ossia i modelli che possono essere considerati Mtb a pedalata assistita.
Iniziamo dalla gamma Cube Elite Hybrid C:62


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CUBE ELITE HYBRID C:62
Nella gamma Cube Hybrid 2018 troviamo novità anche sui modelli di e-Bike privi di sospensione posteriore, ossia la gamma Elite Hybrid C:62, vale a dire le e-bike hardtail con telaio in fibra di carbonio.
Le ruote sono da 29″ di diametro, la sospensione anteriore da 100 mm e il motore è sempre Bosch Performance Line Cx con batteria di nuova generazione integrata nel tubo obliquo.
Questo permette il montaggio di un portaborraccia in posizione standard.
Previsto anche il passaggio interno del cavo per un eventuale reggisella telescopico, non previsto però di serie.
Di seguito la geometria relativa alla taglia 17″:

Cube Hybrid 2018

Il peso del modello di punta, quello che vedete nella foto in basso, è di 19,3 Kg.

Cube Hybrid 2018
Cube Elite Hybrid C:62 Slt 500 29: 5999€
Cube Hybrid 2018
Cube Elite Hybrid C:62 Sl 500 29: 3999€

CUBE REACTION HYBRID
Oltre alla versione con telaio in fibra di carbonio, nella gamma Cube Hybrid troviamo anche le Reaction, ossia i modelli con telaio in lega leggera.
Anche qui la motorizzazione elettrica è Bosch e le batterie sono sia integrate, sia alloggiate sopra al tubo obliquo.

Cube Hybrid 2018
Cube Reaction Hybrid Slt 500: 3499€

Il diametro delle ruote anche qui varia a seconda della taglia: 27,5″ sulle taglie 16 e 18 pollici; 29″ sulle taglie 17, 19, 21 e 23 pollici.
Il telaio è solo in lega leggera, ha la battuta posteriore Boost ed è abbinato a forcelle con 100 mm di corsa.
Di seguito la geometria relativa alla taglia 17″:

Cube Hybrid 2018

Le versioni che compongono la gamma Cube Reaction Hybrid sono svariati e vi rimandiamo sul sito ufficiale Cube per visionarli tutti.

GAMMA CUBE HYBRYD WOMEN
La gamma di Mtb Cube Hybrid si conclude con le proposte dedicate al pubblico femminile, la cui estensione è piuttosto generosa come si può vedere dal grafico qui in basso.

Cube Hybrid 2018

I modelli più rappresentativi in ambito Mtb, però, sono le Cube Sting Hybrid Ws a doppia sospensione (ispirate alle Cube Stereo Hybrid 140)

Cube Hybrid 2018
Cube Sting Hybrid 140 Sl 500 27.5: 4199€

e le Cube Access Hybrid Ws (ispirate alle Cube Reaction Hybrid).

Cube Hybrid 2018
Cube Access Hybrid Slt 500: 3499€

CUBE AGREE HYBRID
Cube, al pari di Focus con il Project Y, ha deciso di intraprendere la strada delle road e-bike.
Il ciclismo su strada sta vivendo anni di cambiamenti importanti per via dell’introduzione dei freni a disco e dei perni passanti e questa ventata di novità (a dire il vero poco apprezzata per ora dai più) potrebbe facilitare l’ingresso alle bici da strada a pedalata assistita.
Che, per inciso, hanno tanta ragione di esistere quanto le Mtb a pedalata assistita.
Si tratta di comprenderne gli ambiti di utilizzo e le potenzialità.

Cube Hybrid 2018

Cube ha deciso di provarci in modo serie adottando sulla nuova gamma Cube Agree Hybrid un telaio (più forcella) in fibra di carbonio C:62 e un motore-batteria Fazua.
Questo marchio tedesco permette di alloggiare in modo più elegante e compatto una batteria e un motore all’interno del telaio ed è già stato adottato sui modelli Focus Project Y.

Cube Hybrid 2018
Un dettaglio del motore-batteria Fazua installato sulle Focus Project Y

Esteticamente risulta comunque ben evidente, ma allo stesso tempo piacevole se siete avvezzi al mondo e-Bike.
La gamma Cube Hybrid Agree si compone di due modelli, entrambi con perni passanti da 12 mm, freni a disco con attacco Flatmount, gomme fino a 36 mm di sezione, geometria orientata al comfort e attacchi per eventuali parafanghi.
Di seguito le specifiche della geometria:

Cube Hybrid 2018

e per il momento Cube prevede solo 3 taglie, 53, 56 e 59 cm.
In basso i modelli della gamma Cube Agree Hybrid:

Cube Hybrid 2018
Cube Agree Hybrid C:62 Slt Disc: 7999€
Cube Hybrid 2018
Cube Agree Hybrid C:62 Sl Disc: 4999€

Qui potete trovare le altre novità 2018 relative al mondo e-Bike

Per informazioni Cube.eu



VIDEO – Ghost Hybride Lector: leggerezza, potenza e libertà

COMUNICATO UFFICIALE

La nuovissima Ghost Hybride Lector viene presentata come il punto di riferimento per una nuova era di e-bike: incomparabilmente leggera, resistente e divertente.

Avanguardia tecnologica e design squisito: il potente motore E-8000 di Shimano è ideale per i terreni più impegnativi grazie ad ottime prestazioni, potenza e sensazione di guida naturale.

Ghost Hybride Lector

Per offrire prestazioni ottimali, abbiamo anche progettato pedivelle più corte: più spazio di gioco e cadenza più elevata, che rispondono al motore alla giusta gamma di giri, garantiscono nuovi livelli di prestazione mai raggiunti.

Ghost Hybride Lector

La batteria integrata e facilmente staccabile è raffreddata ad aria – un modo efficace per prevenire il surriscaldamento riducendo al contempo il peso del telaio.

Ghost Hybride Lector

Il telaio estremamente rigido con il tubo superiore basso offre un’enorme libertà di movimento – e dà al sedile ancora più spazio per il comfort.
E in più l’attacco del portaborraccia si trova sul tubo sella così si può abbassare il reggisella completamente.

Ghost Hybride Lector

La geometria della Ghost Hybride Lector è moderna e per le ruote si segue il concetto MXer: ruota da 27,5″ posteriore, che garantisce massima sicurezza e comfort e ruota da 29″ nella parte anteriore per una precisa stabilità direzionale.
L’ispirazione per la Ghost Hybrid Lector viene da uno sport che è sempre stato su due ruote, con un motore e su terreni davvero impegnativi: il motocross. Così i parametri di riferimento sono il miglior grip, la trasmissione di potenza con trazione ottimale, la sicurezza sulla ruota posteriore, la stabilità direzionale.

Ghost Hybride Lector

Completano il quadro componenti selezionati specifici per e-bike, materiali di alta qualità, pneumatici Maxxis e peso ai minimi standard: 16,6 kg in taglia M.

I modelli disponibili sono 4:

– HYBRIDE LECTOR SX5.7+ LC

Ghost Hybride Lector

– HYBRIDE LECTOR S8.7+ LC

Ghost Hybride Lector

– HYBRIDE LECTOR S6.7+ LC

Ghost Hybride Lector

– HYBRIDE LECTOR S4.7+ LC

Ghost Hybride Lector

Per avere maggiori dettagli e per gli ordini: www.ghost-bikes.com.

VIDEO – Pivot Shuttle: prima e-bike, peso record

Pivot ha annunciato la sua prima e-bike.
Si chiama Pivot Shuttle ed è destinata a catturare l’attenzione di molti per via di un paio di dettagli assolutamente significativi:

– telaio in fibra di carbonio
– taglie dalla S alla XL per stature comprese fra 162 cm e 193 cm
– carro di 437 mm (ma il record assoluto spetta alla Rocky Mountain Altitude Powerplay 42,5 cm)
– sospensione Dw-Link da 140 mm
– con forcella Fox 36 Float 29” da 160 mm
– geometria ispirata alla Pivot Switchblade

Pivot Shuttle

– gomme 650b Plus (fino a 3,0” di sezione)
– compatibilità con ruote da 29”
– motore Shimano Steps E8000

Pivot Shuttle

– batteria Shimano alloggiata nel tubo obliquo
– ruote Dt Swiss Eb1550 custom con ruota libera a 24 denti di ingaggio
– battuta del mozzo posteriore Super Boost + da 157 mm
– ammortizzatore Fox Dpx2 con tuning specifico
– peso bici completa: 19,95 Kg

Sì, avete letto bene: la Pivot Shuttle, stando a quanto dichiara il costruttore americano, è ad oggi la e-bike a doppia sospensione con telaio in fibra di carbonio più leggera in commercio.

Pivot Shuttle

Pivot Shuttle




Pivot Shuttle

Pivot Shuttle

Non sappiamo a quale taglia si riferisca il dato rilevato (forse una Small?), ma di sicuro è un valore molto basso.
E con un carro molto compatto e reattivo si preannuncia anche una delle e-bike più interessanti da guidare.

Insomma, i numeri per stupire li ha tutti.
La Pivot Shuttle, e questo è un altro dettaglio interessante, sarà venduta solo in Europa e in Inghilterra.
Negli Stati Uniti le e-Bike non godono ancora delle popolarità che hanno nel nostro Continente.
Di seguito le specifiche della geometria:

Pivot Shuttle

Per un marchio americano, vista la ritrosia degli utenti a stelle strisce verso le e-Bike e viste le leggi locali che limitano moltissimo l’accesso a questi mezzi sui sentieri, entrare nel modo delle Mtb a pedalata assistita è un passo non facile e soprattutto, considerata la concorrenza sempre più numerosa e agguerrita, affatto scontato.

Pivot Shuttle

Pivot Shuttle

Per entrare nel campo delle e-Bike e conquistare una bella fetta di consensi e attenzione è richiesto un impegno non indifferente.
La Pivot Shuttle, però, rappresenta un nuovo passo in avanti per le e-bike.
Chris Cocalis, il Ceo di Pivot, ne spiega le caratteristiche salienti:

Per il momento è previsto un solo allestimento, per altro molto raffinato, il cui prezzo al pubblico in Euro non è ancora noto, ma dovrebbe essere di poco inferiore ai 10000€.

Qui tutte le altre novità 2018 sul mondo e-Bike

Per informazioni PivotCycles.com oppure TribeDistribution.com



Bmc Speedfox AMP, per amplificare la tua voglia di avventura…

COMUNICATO UFFICALE

Bmc rafforza il suo impegno nel settore delle e-bike con l’ultima novità presentata proprio oggi: la Bmc Speedfox AMP.

Bmc Speedfox AMP

Classificata come una trail bike, la Speedfox AMP è stata creata per i biker che desiderano amplificare le loro esperienze di riding, per quelli che amano girovagare per i sentieri e perdersi alla ricerca di nuove tracce, per coloro che vogliono farsi una settimana di avventure su single-track con gli amici ma anche per chi ama godere del puro divertimento in bici.

Bmc Speedfox AMP

Un motore elettrico all’avanguardia ed un’integrazione esemplare della batteria contribuiscono alla funzionalità della Speedfox AMP e le donano una linea filante; mentre il telaio full-carbon e la cinematica della sospensione APS sono ottimizzati in modo da garantire prestazioni ottimali.

Le ruote da 29” sono la scelta perfetta per garantire velocità mentre la maggiore impronta a terra significa trazione e controllo formidabili.

Bmc Speedfox AMP

Il nostro Big Wheel Concept migliora la maneggevolezza e la stabilità alle alte velocità e la maneggevolezza sui sentieri più tecnici per un’esperienza di guida unica su ogni tipo di trail.
La sospensione APS (Advanced Pivot System) della Speedfox AMP esalta le qualità delle ruote da 29”.

Bmc Speedfox AMP

Un telaio full-carbon è interamente realizzato utilizzando Premiun Carbon e la tecnologia Twin Hollow-core per il triangolo anteriore. Questa costruzione garantisce peso e rigidità da riferimento, in un design completamente integrato.
La completa integrazione di unità motrice, batteria, cavi e tubazioni protegge questi componenti dall’esterno e rivela l’amore per la velocità e l’efficienza.

Bmc Speedfox AMP

Nell’immagine seguente vediamo riassunte le principali caratteristiche distintive della Bmc Speedfox AMP:

Bmc Speedfox AMP

Andiamo ora ad approfondire alcune di queste caratteristiche.

Design Twin Hollow-core dei tubi
Per il triangolo principale, abbiamo optato per una scocca full-carbon.
Il carbonio permette grande libertà di scelta per le forme del telaio e permette di raggiungere incredibili livelli di rigidità grazie alla struttura Twin Hollow-core: un sistema che combina integrazione e rigidità torsionale.
Sviluppata al BMC Impec Lab, questa nuova tecnologia del carbonio è la soluzione di BMC alla sfida di creare sezioni tubolari grandi abbastanza per ospitare le batterie, ma ancora resistenti a sufficienza per resistere alle sollecitazioni importanti di una trail e-Mtb.

Bmc Speedfox AMP

Sospensione APS
Gli ingegneri BMC hanno modificato la sospensione Advanced Pivot System (APS) appositamente per le Speedfox AMP. Il ricalcolo della cinematica della posizione degli assi di rotazione, dei rapporti di leva, combinate con la specifica taratura dell’ammortizzatore danno alla Speedfox AMP un carattere da vera trail bike.

Leveraggi oversize
I maggiori carichi laterali esercitati dalle e-Mtb sui leveraggi sono gestiti da cuscinetti e leveraggi oversize.

Bmc Speedfox AMP

Triangolo posteriore Premium Carbon
Forma e funzione: il triangolo posteriore in Premium Carbon completa la resistenza torsionale del triangolo anteriore Twin Hollow-core e mantiene il peso al minimo con un’estetica perfetta.

Bmc Speedfox AMP

Integrazione
Un carter di chiusura del vano motore protegge e migliora la linea.
Le protezioni allungano la vita del telaio e mantengono la silenzionsità anche sui sentieri più accidentati.
La batteria è coperta da un ampio carter per un look integrato e più durata nel tempo.
Sensore di velocità integrato nel telaio per cambi ruota facili.

Big Wheel Concept

Bmc Speedfox AMP
Geometria telaio:

1 L’angolo di sterzo aperto ed il lungo reach garantiscono un front-center dalle dimensioni generose per aumentare la stabilità; il ridotto valore di Trail è la chiave per la manovrabilità nelle curve strette.
2 Foderi posteriori corti: la stabilità dell’avantreno è abbinata a foderi compatti per una guida vivace.
3 Abbassamento del movimento: sfruttando le caratteristiche delle ruote da 29” abbiamo portato al massimo l’abbassamento del movimento centrale per una posizione di guida bassa e centrale che risulta in una guida controllata e sicura.

Posto di guida:

4 Attacco e manubrio: in sintonia col nostro Big Wheel Concept, la Speedfox AMP ha un attacco manubrio corto e un manubrio largo in modo da sfruttare al massimo la geometria perfetta della Speedfox AMP.

Qui sotto vediamo le specifiche della geometria:

Modelli disponibili:

– Bmc Speedfox AMP LTD, € 12.999

Bmc Speedfox AMP

– Bmc Speedfox AMP One, € 9.499

Bmc Speedfox AMP

– Bmc Speedfox AMP Two, € 7.499

Bmc Speedfox AMP

– Bmc Speedfox AMP Three, € 5.499

Bmc Speedfox AMP

La Bmc Speedfox AMP potrà essere ordinata in Europa a parte dai primi mesi del 2018.
Intanto, per maggiori informazioni, potete consultare il sito www.bmc-switzerland.com.

Emtb Adventure, il nuovo evento per e-bike nel Garda Trentino

COMUNICATO UFFICIALE

Dal 29 settembre al 2 ottobre l’esordio di Emtb Adventure, evento esperienziale dedicato al nuovo fenomeno delle due ruote: 6 magnifici itinerari disegnati per l’occasione, eccellenze enogastronomiche, test tecnici e la magia del territorio del Garda Trentino.

Natura, cultura, bellezza, attività fisica: è la ricetta del successo del Garda Trentino, la cui agenda si arricchisce di un altro appuntamento da non perdere, al via tra un mese esatto.
La novità si chiama Emtb Adventure ed è in programma dal 29 settembre al 2 ottobre. Sarà un evento esperienziale: quattro giorni dedicati alla bici a pedalata assistita, la nuova frontiera delle due ruote che tanto successo sta riscuotendo tra gli appassionati della vita all’aria aperta e gli utilizzatori del mezzo ecologico per eccellenza.

Emtb Adventure

Sarà possibile scoprire e vivere le bellezze e le eccellenze del territorio percorrendo alcuni dei più spettacolari itinerari del Garda Trentino, con pause nei rifugi, degustazioni in aziende agricole e cene all’insegna della bontà e dell’atmosfera esclusiva dei ristoranti che propongono i Menu del Gusto all’interno del progetto Vacanze con Gusto.
Uno splendido mix tra natura, cultura, enogastronomia da scoprire in sella alla bici “democratica”, quella cioè che consente a tutti, anche ai meno esperti e preparati fisicamente, di poter vivere a 360 gradi la magia del territorio.

Si potranno scegliere e collaudare sul campo vari modelli di e-bike di ultima generazione messi a disposizione dalle case produttrici.
Piazzetta Lietzmann a Torbole sul Garda sarà il luogo per il ritiro delle e-bike, i raduni di partenza, i briefing e la riconsegna delle bici.
Ogni giorno in programma due tour diversi, uno soft e uno più impegnativo, entrambi con il supporto di guide professioniste, che diventeranno il percorso di un viaggio alla scoperta del quadrifoglio che si apre sulle sponde della parte più settentrionale del Lago di Garda e nel territorio circostante.

Emtb Adventure
BIKE Festival Garda Trentino 2017 a Riva del Garda –
Bosch eMTB Challenge supported by Trek –
foto@henningangerer.de

Sabato 30 settembre è in programma il tour Rifugio San Pietro (da Torbole a Arco, 33,8 chilometri e 1.175 metri di dislivello in salita la versione facile; 34,8 chilometri e 1.297 metri di dislivello in salita quella difficile);
Domenica 1 ottobre Mega Marocche (da Torbole a Linfano, 51,3 chilometri, 698 metri di dislivello in salita la versione facile; 58 chilometri e 1.258 metri di dislivello in salita quella difficile);
Lunedì 2 Maso Naranch (da Torbole a Nago, 22,9 chilometri e 980 metri di dislivello in salita la versione facile; 37 chilometri e 1.493 metri di dislivello in salita quella difficile).

Qui potete vedere il programma completo dell’evento.

Si toccano alcune delle più note località del territorio: Riva del Garda, Varignano, Tenno, Ville del Monte, Monte Calino, Rifugio San Pietro, Arco, Pietramurata, Lago di Cavedine, Pianaura, Drena, San Siro, Bolognano, Monte Brugnolo, San Martino, Carobbi, Santa Barbara, Monte Creino).
La fatica e il sudore della pedalata saranno mitigati ogni giorno da indimenticabili pause enogastronomiche in luoghi pittoreschi dell’ambito (Rifugio San Pietro, Maso Naranch, Cantina Pisoni). Stessa importanza avranno gli aperitivi in altrettante splendide location: quello di benvenuto sul lungolago a Villa Cian, quello nell’azienda agricola Madonna delle Vittorie, i brindisi nel centro di Torbole, a Palazzo Marchetti, e nello storico Forte Alto di Nago. Qui si svolgerà anche la cena conclusiva dell’evento, occasione unica per lasciarsi conquistare dal panorama mozzafiato e dai sapori del territorio.

Emtb Adventure, il nuovo evento di Garda Trentino, arriva sulla scia di un’altra manifestazione di grande successo dedicata al fuoristrada, il Bike Festival, tradizionale apertura primaverile della stagione Mtb. Giunto alla 24ª edizione, il Bike Festival è uno vero e proprio happening internazionale della Mountain Bike, con la presenza di molte delle aziende più importanti del settore, competizioni di altissimo livello e una partecipazione di pubblico che lo scorso maggio ha toccato la cifra record di 45 mila persone, facendo registrare l’ennesimo tutto esaurito.

Emtb Adventure

Emtb Adventure ha beneficiato della collaborazione di Uli Stanciu, considerato uno dei guru mondiali della Mtb e “autore” di 6 percorsi classici disegnati nel Garda Trentino per la bici a pedalata assistita: si tratta di itinerari che vanno dal molto facile al moderatamente impegnativo, con un dislivello massimo di circa 1.300 metri.
«La bici elettrica è perfetta per tutte le età – ha spiegato Stanciu – e non va vissuta come una contaminazione, bensì come una opportunità. Permette di condividere un’esperienza tra persone di età e sesso diverso, o con un diverso tipo di preparazione, così che la montagna non fa più paura».


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Emtb Adventure è l’occasione perfetta per conoscere il bike resort Garda Trentino, uno dei più affascinanti a livello internazionale, con i suoi oltre 1000 chilometri di itinerari per la mountain bike praticabili in ogni stagione e la qualità delle strutture.
L’organizzazione di Emtb Adventure garantisce un’accoglienza di alto livello, con hotel selezionati tra quelli che propongono servizi dedicati alla bicicletta, e opzioni di iscrizione diversificate (si può scegliere tra il pacchetto completo nelle versioni plus e standard, ma anche solo il pacchetto con i tre tour o un singolo tour, per la massima flessibilità).

Per informazioni e prenotazioni: www.gardatrentino.it/it/EMTB-Adventure.

Sella Pro Volture, studiata per chi va in e-Bike

Il marchio Pro, oltre ad aver introdotto le selle Griffon e Turnix specifiche per utilizzi enduro e trail riding, ha pensato anche agli utenti e-bike.
Infatti, studiando le loro abitudini e il loro stile di guida è arrivato a delle conclusioni molto interessanti.

La nuova sella Pro Volture, infatti, ha un’imbottitura più ampia e più confortevole rispetto alle selle Pro Griffon e Turnix.
Questo perché secondo lo studio condotto da Pro insieme a BikeFitting.com chi utilizza le e-bike è meno solito alzarsi sui pedali e quindi passa più tempo seduto sulla sella.

sella pro volture

E’ per tale ragione che la Pro Volture ha un’imbottitura più estesa, soprattutto nella parte posteriore, una punta più larga (al pari delle Griffon e Turnix) e un leggero rialzo sulla parte posteriore, per dare al biker maggiore supporto nella pedalata.
Anche la Pro Volture sarà fornita di accessori opzionali e il peso dichiarato è di 235 gr per la versione da 142 mm di larghezza.

sella pro volture

A proposito di larghezza, i valori disponibili saranno due: 142 e 152 mm.
Pro raccomanda di scegliere la sella in conformità con l’utilizzo che si fa della bici e con una gamma ora così completa la scelta può essere fatta in modo più mirato.

sella pro volture

Per facilitare gli utenti nella scelta della Pro ha creato un portale dedicato: cliccate qui
La nuova sella Pro Volture sarà disponibile a partire dal mese di gennaio 2018.

Qui potete trovare le informazioni relative alle selle Pro Turnix e Pro Griffon

Per informazioni ProBikeGear.com

Novità 2018 – A breve svelata la line-up di e-bike 2018 Atala e Whistle

COMUNICATO UFFICIALE

Atala S.p.A., con i suoi brand Atala e Whistle, è pronta a svelare la completa line-up di e-bike 2018.
10 anni sono già trascorsi dalla prima e-bike realizzata dal colosso monzese: «Abbiamo creduto sin dagli antipodi a tale fenomeno e stiamo ora assistendo ad un’esorbitante crescita del numero di e-bike prodotte e vendute tanto all’estero quanto in Italia.»
Anche la tipologia di e-bike vendute ha subito un gran cambiamento: il mercato richiede biciclette a pedalata assistita per un utilizzo cittadino, per le gite fuori porta, ed anche per un utilizzo off- road.

Atala e Whistle

L’obiettivo di Atala è quindi quello di raggiungere sempre più persone, di migliorare ogni anno, spinti dalla passione e dall’esperienza che li contraddistingue, perché e-bike è essere all’avanguardia, e-bike è cool, e-bike è cambiamento.

La vastissima gamma di e-bike Atala e Whistle sarà presentata al pubblico a Cosmobike Show dal 15 al 18 settembre a Verona, mentre potrà essere testata con mano in tutta Italia:

30 sett -1 ottobre @Bike Shop Test Cascina Costa di Samarate (Va)

14-15 ottobre @Bike Shop Test Sasso Marconi (Bo)

14-15 ottobre @E-enduro Varazze

21-22 ottobre @Bike Shop Test Montecatini Terme

4-5 novembre @Bike Shop Test Roma

18-19 novembre @Bike Shop Test Palermo

In prima linea per gli utenti sempre alla ricerca della performance in off-road la famiglia delle B-Lynx e delle B-Rush con batteria integrata Bosch Powertube 500 e componentistica di altissima gamma.

Atala e Whistle

Con le B-Lynx da enduro sono rientrati nel mondo race ed il testimonial, Gianluca Bonanomi, vi salterà in sella in occasione del rush finale del circuito di e-enduro a Varazze.

Atala e Whistle

Non meno importanti per la città e la campagna, sono le B-tour con portapacchi integrato all’interno della struttura del telaio e saldato sui foderi verticali al fine di migliorare la rigidità della struttura e reggisella telescopico.

Un team assodato sarà sempre disponibile a mostrarvi l’e-bike che meglio si addice alle vostre esigenze.

Info: www.atala.it.

VIDEO – Specialized Turbo Levo 2018: nuovo motore e software

Nella gamma Specialized Turbo Levo 2018 (qui i dettagli e il test in anteprima), oltre alla versione in fibra di carbonio, sono entrate delle novità anche per quanto riguarda hardware e software di gestione dell’assistenza alla pedalata.
Il lavoro che hanno svolto a Morgan Hill e nella sede europea Specialized che si occupa dello sviluppo di questa piattaforma di bici è molto significativo e sebbene esteriormente sia cambiata di pochissimo, in realtà è sotto il cofano che troviamo modifiche di tutto rispetto.

Specialized Turbo Levo 2018

Quando vi abbiamo presentato la Specialized Turbo Levo Carbon vi abbiamo spiegato che cosa è cambiato in modo più significativo, ma ora con Dominik Geyer, il product manager della piattaforma Turbo di Specialized, entriamo un po’ più nei dettagli per quanto riguarda i miglioramenti sull’efficienza del motore, sull’incremento di coppia del 15% e sulle migliorie in fatto di gestione del calore.
Premete play…

La release ufficiale del software di cui si parla nel video dovrebbe avvenire presto. Al momento è in corso la fase conclusiva dei test sulle due tipologie di motore.

Un altro display
Sebbene Specialized abbia introdotto il controllo remoto sul manubrio per gestire i livelli di assistenza, non è ancora possibile monitorare stando in sella il livello di carica della batteria e il livelli di assistenza selezionato.

Specialized Turbo Levo 2018

Una delle peculiarità (nel bene e nel male) della Turbo Levo è l’assenza di un display di serie.
Come sappiamo, grazie alla connettività Ant+ di cui dispone il sistema Turbo Levo, è possibile utilizzare un dispositivo Garmin compatibile come display.
La gamma Edge dispone di diversi modelli compatibili (Edge 520, Edge 820, Edge Explore 820 e Edge 1000), ma di recente Garmin ha esteso questa compatibilità anche a diversi dispositivi da polso di ultima generazione, quali Forerunner 935 e la nuova gamma fēnix 5.

Specialized Turbo Levo 2018

Per installare il campo dati specifico sui dispositivi da polso e sui modelli Garmin Edge è necessario utilizzare l’applicazione Garmin Express.
Il download è gratuito partendo da qui.

Attualmente stiamo conducendo il test della S-Works Turbo Levo Carbon che nel frattempo abbiamo impiegato per… leggete qui.

Per informazioni Specialized.com e Garmin.com

VIDEO – Bh Atom X: 7 nuove e-bike, fino a 720 Wh

COMUNICATO UFFICIALE

Dopo quasi dieci anni di esperienza nel campo delle biciclette elettriche, BH Bikes presenta la sua rivoluzionaria Bh Atom X: sette modelli che uniscono prestazioni sportive alla tecnologia elettrica più avanzata.
L’obiettivo della Atom X è chiaro: creare la migliore mountain bike elettrica sul mercato, con tutta la maneggevolezza di una Mtb, componenti elettronici totalmente integrati e un’autonomia ineguagliabile.

Le innovative linee del telaio della Bh Atom X
Uno dei primi elementi che hanno contribuito a definire il carattere della nuova Atom X sono state le linee del telaio.
Il team di ricerca e sviluppo si è trovato dinnanzi a una grande sfida: trovare lo spazio per inserire una batteria dalla capacità elevata e facile da estrarre, senza penalizzare tuttavia la rigidità strutturale dell’insieme.

bh atom x

Il risultato è stato ottenuto grazie alla progettazione, costruzione e configurazione dei tubi in alluminio e alla loro saldatura.
Questo design permette di usare pareti ultrasottili, anche nel tubo diagonale di alloggiamento della batteria, per un telaio dal peso assai ridotto, considerato che si sta parlando di una bicicletta elettrica.
Nei modelli con doppia sospensione è stato scelto un tubo piantone asimmetrico, per rendere più semplice l’utilizzo del sistema di sospensioni Split Pivot, nonché l’accesso all’ammortizzatore.

bh atom x

Questo design ha permesso inoltre di creare taglie diverse di telaio (S, M e L) e di adattarsi perfettamente a ciascun utente.

E-Bike dall’anima sportiva
Nelle nuove Atom X, ogni dettaglio è stato progettato specificamente per offrire un’esperienza di guida eccezionale e godere di ogni chilometro percorso divertendosi.
I modelli a doppia sospensione utilizzano il celebre sistema Split Pivot, che unisce ammortizzazione e controllo in discesa a una notevole capacità di scalata.
Un sistema di sospensioni altamente efficace non garantisce solo discese di ottima qualità, ma aiuta anche a ottimizzare ogni singolo Watt, per una maggiore autonomia.

bh atom x

La forma della Atom X si ispira alle bici Trail ed Enduro di BH Bikes, con un reach lungo e un angolo di direzione lanciato.
Grazie allo speciale posizionamento del motore, si è riuscito ad accorciare i foderi bassi a 460 mm, per un comportamento agile e dinamico nelle aree più tecniche.
Lo stesso risultato viene ottenuto anche grazie all’asse posteriore Boost 148×12 e al baricentro basso.
Il telaio comprende anche un guidacatena 32-38T e un indicatore SAG per una regolazione perfetta dell’ammortizzatore in un batter d’occhio.

bh atom x

bh atom x

Motore Brose Drive S: più coppia, più potenza
Il nuovo motore Brose Drive S offre un aumento di coppia pari al 15% rispetto alla versione precedente, e fornisce la massima potenza a un regime elevato (60/90 giri/min.), per dare la sensazione di stare pedalando su una bicicletta tradizionale.
La fluidità e il funzionamento silenzioso continuano a essere i due punti forti del motore.
Si è lavorato, inoltre, alla protezione dagli impatti e alla dissipazione del calore, per ottimizzare rendimento e vita utile del motore.
A tale scopo, è stato progettato un carter di alluminio che avvolge il motore e canalizza l’aria attraverso di esso.

bh atom x

Vi sono 4 diverse modalità di assistenza gestibili dai comandi a manubrio. L’utente, inoltre, è in grado di configurare a piacimento la percentuale di assistenza di ciascuna modalità tramite l’app BH Premium.
Il design del motore Brose Drive S consente l’uso di una trasmissione tradizionale a doppia corona o a cambio interno e non offre alcun tipo di resistenza nella modalità Assistenza 0%.

bh atom x

Batteria integrata di lunga durata
Un’altra delle grandi sfide del progetto Atom X è stata produrre una batteria leader di mercato in quanto a capacità, un risultato ottenuto grazie alla notevole esperienza di BH Bikes.
Partendo dal fondamentale concetto della disposizione delle celle, in fase di progettazione il duro lavoro dei tecnici ha portato a selezionare le celle “21700” dalla maggiore densità energetica in circolazione (5 Ah/cella) che garantiscono 720 Wh di capacità, il che si traduce in un’autonomia massima di 150 km.

bh atom x

BH Bikes ha così ottenuto la batteria più compatta e dall’autonomia maggiore di tutte le E-Bike.
La batteria dei nuovi modelli Atom X comprende inoltre un innovativo sistema d’accesso al tubo superiore mediante una levetta dalla semplice apertura e chiusura, chiamata Easy Open/Lock.

bh atom x

In questo modo, la batteria è integrata all’interno del telaio, rimane più protetta ma è comunque facilmente estraibile.
Può venire, inoltre, ricaricata tramite una porta esterna.

bh atom x

Oltre alla tradizionale chiave di apertura, ogni Atom X può contare su un braccialetto Smart Key che permette all’utente di aprire il sistema Easy Open/Lock avvicinando semplicemente il polso.

Display LCD a colori “Head Up”
Le nuove Atom X sono dotate di un nuovo display LCD a colori con schermo transriflettente da 2,2″, di una capacità RAM pari a 256 MB e di un processore Cortex A7, sul quale opera un sistema operativo Linux. Un vero computer di bordo, pieno di possibilità.

bh atom x

Oltre a tutte le più comuni caratteristiche dei display sul mercato, sono particolarmente importanti la connettività con l’app BH Premium e la compatibilità con i GPS standard disponibili sul mercato.
Il display è integrato nel carter dell’alimentazione, e la sua posizione è stata studiata in modo che l’utente possa dare un’occhiata rapida alle informazioni necessarie sullo schermo senza perdere di vista la strada.
Questa scelta è stata compiuta sulla base dell’angolo di direzione e della posizione di guida adottata. Il telecomando, posizionato ergonomicamente sul manubrio, include indicatori LED e modalità di vibrazione configurabili.

Di seguito i prezzi di tutti i modelli Bh Atom X:

Bh Atom-X 29 – 500Wh: 3199,90€
Bh Atom-X 27’5Plus Pro RC – 720Wh: 4399,90€
Bh Atom-X 27’5Plus Pro – 720Wh: 4.699,90€
Bh Atom-X Lynx 5 29 – 500Wh: 3.999,90€
Bh Atom-X Lynx 5 27,5Plus Pro RC – 720Wh: 4.699,90€
Bh Atom-X Lynx 5 27’5Plus Pro – 720Wh: 5.499,90€
Bh Atom-X Lynx 6 27’5Plus Pro – 720Wh: 5.499,90€

Scopri tutti e sette i modelli su www.bhbikes.com

 

VIDEO – Salita in single track con una e-bike? Figo, ma…

Affrontare una salita in single track con una e-bike?
Eresia?
Oppure una nuova sfida da considerare?
Noi propendiamo più per la seconda ipotesi, perché con le e-bike i single track in salita possono essere molto divertenti (ricordate la tappa dell’E-Enduro di Massa Marittima?).
E siamo sicuri che anche altri appassionati di e-bike se ne sono accorti.
E per coloro non se ne fossero ancora accorti sappiate che, con le dovute accortezze e consapevolezze (leggete più in basso), può essere molto divertente.
E allenante per il fisico (ci stiamo rivolgendo ai più attenti alla prestanza fisica).
E per le proprie capacità di guida (in salita, ovviamente).

Salita in single track con una e-bike

Le bici che abbiamo impiegato sono una Specialized S-Works Turbo Levo Carbon (Stefano) con equipaggiamento standard e una Haibike XDuro NDuro Pro custom (il sottoscritto).
Cioè gomme 650b Plus da 2,8” di sezione e gomme 27,5×2,4”.
Cioè drive unit Brose e drive unit Bosch.
Al di là dell’equipaggiamento tecnico, comunque importante, però, a essere seriamente coinvolte sono le proprie capacità atletiche e di conduzione della bici.
Vi lasciamo al video, poi proseguite la lettura…

I dettagli da considerare, in effetti, non sono pochi.
E non sono solo rose e fiori.
Cominciamo…

Quale single track scegliere?
Non tutti i sentieri si prestano per la pendenza e per la tipologia di terreno. Quello da noi affrontato era al limite della percorribilità per pendenza e scivolosità del terreno, ma soprattutto sapevamo che di solito è poco frequentato.
Sebbene ci siano pochi sentieri in Italia dedicati alla sola Mtb (la Liguria è più fortunata da questo punto di vista), è sempre vero che scendendo a valle con una Mtb (e-bike e non) la possibilità di incontrare qualcuno che salga a piedi c’è sempre.
Ovvero, a piedi o con la e-bike il rischio di collisione con chi scende è sempre presente.
Quindi, meglio essere prudenti e scegliere:
– un sentiero comunque poco frequentato dai biker in discesa
– abbastanza fattibile pedalando con una e-bike (i tratti a spinta sono davvero poco piacevoli e la funzione walk di rado si trasforma nell’aiuto sperato…)
– abbastanza largo (considerate almeno circa 60 cm)
– e con non troppe curve cieche.
Certo, messa così la scelta di un single track da fare in salita con una e-bike non è semplice, ma è meglio essere prudenti.

Salita in single track con una e-bike



Quale modalità di assistenza scegliere?
Dipende dall’aderenza del terreno oltre che dalla sua pendenza.
Se la pendenza sale viene automatico richiedere un’assistenza maggiore al motore (fino anche al massimo livello), ma se il fondo è sdrucciolevole è meglio optare per un livello più basso di assistenza e compensare con le proprie capacità muscolari e di guida.

Quali accortezze adottare in salita?
L’obiettivo è solo uno: mantenere il grip.
Quindi, occorre:
– essere fluidi con braccia, gambe e busto
– essere reattivi: la presenza improvvisa di un gradino, ad esempio, richiede una guida attiva, cioè occorre essere pronti a trasferire il carico da una ruota all’altra con rapidità. Proprio come si fa nel trial con le moto, solo che qui occorre continuare a pedalare…
– evitare rapporti troppo demoltiplicati (cioè troppo agili) se il fondo è scivoloso
– ridurre un po’ la pressione delle gomme (ricordandosi di ripristinarla una volta finita la salita)
– abbassare un po’ la sella per abbassare il baricentro, ridurre il rischio di impennata quando la pendenza si fa più marcata e addirittura per riuscire a superare ostacoli anche molto impegnativi (leggasi gradini di roccia)
– far lavorare le sospensioni (al massimo con un po’ di freno in compressione), soprattutto quella posteriore, la principale responsabile del grip della gomma
– essere rapidi nel selezionare la modalità di assistenza più opportuna
– guardare avanti e studiare la traiettoria per tempo (sempre molto importante). Se serve, fermatevi e studiatela per bene: è molto diverso rispetto alla discesa… ?
– evitate sentieri esposti: se in discesa siamo relativamente più abituati ad affrontarli, il discorso per la salita non vale più. Sebbene le velocità siano più basse, entrano in ballo i fattori equilibrio e sicurezza.

Salita in single track con una e-bike

Quali benefici dà?
La lista non è lunghissima, ma è piuttosto succosa.
– insegna nuove tecniche di guida: affrontare salite così ripide ti mette al cospetto di una situazione che per la maggior parte dei biker è una nuova situazione. E questo stimola la capacità di apprendimento. Anzi, spinge ad affinare nuove tecniche di guida
– è molto allenante, tanto per la tecnica di guida, quanto per l’apparato muscolare
– può svelare nuovi particolari e/o nuove traiettorie per il percorso che di solito facciamo in discesa
– può essere molto appagante: se invece della via asfaltata o della classica via sterrata avrete usato un single track per arrivare in alto la soddisfazione è ben maggiore. E’ vero, c’è il motore elettrico, ma la componente umana, specie in questa situazione, è comunque preponderante.
Provare per credere.
Poi, nel finale c’è sempre la discesa…

Salita in single track con una e-bike

…e nuove montagne da conquistare. La sfida, insomma, è appena iniziata.

Qui potete trovare altri tutorial realizzati dalla redazione eBikeCult.it



Da Ktm e Haibike arrivano le prime e-bike per ragazzi

COMUNICATO UFFICIALE

Una volta erano usate solo dagli anziani.
Ora anche i ragazzi potrebbero utilizzarle.
I produttori di biciclette sono ora attenti ad un nuovo target per le bici a pedalata assistita.
Durante Eurobike 2017, a Friedrichshafen dal 30 agosto al 2 settembre, due aziende presenteranno, infatti, nuove e-mountain bike per la prossima generazione, da 11 anni di età in su.

e-bike per ragazzi

Quando si parla di e-bike per ragazzi e giovani, alcuni si domandano: perché ci sono e-bikes per i più piccoli? In modo che i genitori possano minare ulteriormente l’attività fisica dei loro figli, che è già sotto attacco da computer, smartphone e televisione?
Ma in realtà, la necessità di biciclette a pedalata assistita per i ragazzi è dovuta al fatto che spesso loro non non sono in grado di applicare forza sufficiente ai pedali e non si divertono sulle lunghe salite. Con un piccolo sostegno, è possibile eliminare questo deficit.
E anche i figli possono mantenere il passo dei loro genitori più allenati.

e-bike per ragazzi

Ktm, ad esempio, lancerà una e-bike per ragazzi da 11 anni in su che si basa su piccoli motori con potenza ridotta.
La Macina Mini ME è una e-Mtb da 24 pollici in cui il supporto del motore è limitato a 20 km/h per motivi di sicurezza. Anche la funzione di assistenza a piedi è stata disattivata.
La bici pesa 19,3 kg.

e-bike per ragazzi
«Per la prima volta, tutti potranno partecipare a un’uscita in famiglia e guidare alla stessa velocità, regolandola in base alle prestazioni e alla resistenza personali. Così nessuno penserà che è troppo facile o troppo duro e tutti si divertiranno – spiega Laurenz Popp del Marketing di Ktm – Inoltre, speriamo che con la Macina Mini ME anche i ragazzi più pigri siano motivati a provare una mountain bike.»
Il modello è disponibile in nero e arancione al costo di circa 2.000 euro.

Anche Haibike porterà ad Eurobike per la prima volta una e-bike per ragazzi, della cosiddetta Four Series.

e-bike per ragazzi
«I bambini e i ragazzi dagli 8 anni in su potranno andare in bici insieme ai loro genitori, senza differenze di potenza e di velocità .» dice Tom Specht della Winora Group’s PR agency.
Il modello da 24 pollici è disponibile in quattro diverse configurazioni e colori al neon, combinati con carbone e argento. Il motore Yamaha fornisce supporto a velocità fino a 25 km/h.
La bici pesa 19 Kg in media, con un prezzo di circa 2.200 euro.


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«La nostra esperienza durante le prove e sessioni di foto ha dimostrato che i ragazzi si divertono molto con la nuova e-bike.», aggiunge Laurenz Popp di Ktm.
La bici non è pensata per un uso quotidiano, ma piuttosto per gite e uscite più lunghe insieme agli adulti.
E questa è anche la visione di Haibike. Le loro e-mountain bike sono “divertenti mezzi per le vacanze e il tempo libero”.

Tutte le novità di Eurobike 2017 le potete trovare su www.eurobike-show.com.
Maggiori informazioni sulla gamma completa di Ktm e Haibike sono sui rispettivi siti: www.ktm-bikes.at e www.haibike.com.

SHORT TEST – Nuova Lapierre Overvolt Am Shimano

VALBERG – Lapierre ci ha invitato a partecipare a Valberg (sede di una tappa dell’Enduro World Series nel 2016, ndr) per la presentazione della gamma Lapierre Overvolt 2018.
Le varianti sono davvero numerose, ma i modelli sui quali vale la pena puntare l’attenzione (e che abbiamo avuto modo di provare durante il press camp) sono due: la Lapierre Overvolt Am 700 Bosch (di cui parliamo in questo articolo) e la Lapierre Overvolt Am 729 Shimano (di cui parliamo di seguito).
Le differenze principali fra le due bici, a parte le drive unit Shimano oppure Bosch, consistono nel differente schema della sospensione e nel valore di travel posteriore.
Iniziamo dalla Overvolt Am 700 Shimano.

LAPIERRE OVERVOLT AM SHIMANO
Questo modello è completamente nuovo, inedito ed è ancora in fase di perfezionamento.
Non ci è stato precisata nessuna data di uscita sul mercato, se non un approssimativo “inizio 2018”.

Lapierre Overvolt Am Shimano

Non andrà a rimpiazzare la serie Lapierre Overvolt Carbon (presentata lo scorso anno) che rimarrà ancora in gamma, ma ne rappresenta di fatto un ampliamento.
L’escursione della Lapierre Overvolt Am Shimano è di 160 mm per la versione con gomme 650b Plus e di 140 mm con le ruote da 29”, ossia la versione da noi testata.

Lapierre Overvolt Am Shimano

Presente anche nelle varianti 929 e 829 con trasmissione Shimano Di2 e le più economiche 629 e 529, la Lapierre Overvolt Am 729 Shimano si piazza praticamente nel mezzo della gamma e come facilmente intuibile il numero 29 rappresenta il diametro delle ruote.

Lapierre Overvolt Am Shimano

Su tutte le versioni il telaio è in lega leggera Frame Supreme 5, mentre la motorizzazione è affidata, appunto, al compatto e silenzioso Shimano Steps E8000.
La novità più interessante, però, riguarda la batteria: Lapierre introduce su questo modello la Snake Power Technology, ovvero un insieme di celle snodabili per una capacità totale di 500 Wh capaci di infilarsi nel tubo obliquo tramite un apposito sportello.

Lapierre Overvolt Am Shimano Lapierre Overvolt Am Shimano Lapierre Overvolt Am Shimano Lapierre Overvolt Am Shimano

Questa soluzione, oltre a migliorare notevolmente la protezione della batteria e la rigidità del telaio, ha ridotto del 20% gli ingombri e reso la linea generale del telaio più filante.
Il sistema di sospensione è un classico quadrilatero, ma rivisto, a detta dei tecnici di Lapierre, per migliorare l’handling e abbassare il baricentro grazie al posizionamento molto basso dei foderi e dell’ammortizzatore.

Lapierre Overvolt Am Shimano

A tale scopo il tubo piantone nei pressi del movimento centrale si sdoppia per creare l’alloggiamento proprio per l’ammortizzatore.
Il mix di questo schema di sospensione e il motore Shimano ha permesso di ottenere poi un carro molto compatto, 460 mm per la versione 29” e 445 mm per quella con ruote 27,5+.
Di seguito le specifiche della geometria della versione con ruote da 29”:

Lapierre Overvolt Am Shimano

e qui la geometria con ruote 650b Plus:

Lapierre Overvolt Am Shimano

Altra chicca presentata è il nuovo reggisella telescopico LP by Velo + JD con comando a manubrio e due diverse escursioni (125 e 150 mm) in base alla taglia del telaio.

Lapierre Overvolt Am Shimano

Lapierre Overvolt Am Shimano

IN SELLA
Appena saliti in sella alla Overvolt AM 729 Shimano la sensazione è quella di poter passare praticamente su qualsiasi ostacolo aiutati dalle generose dimensioni delle ruote da 29 pollici. Le geometrie sono moderne e si notano subito: top tube lungo, carro compatto e angolo sterzo abbastanza aperto (67°) rendono la nuova Overvolt Am Shimano del tutto simile ad una grintosa trail bike tradizionale.

Lapierre Overvolt Am Shimano

IN SALITA
Dopo un’intera giornata passata tra le Prove Speciali dell’Ews 2016 e i sentieri attorno al bike park posso dire che il connubio Shimano Steps E8000 e le ruote da 29″ è perfetto per chi cerca una trail bike tuttofare facile.
Ho dovuto impiegare qualche minuto sul comando Shimano Di2 (foto in basso) per la selezione della modalità di assistenza, ma in breve ho apprezzato la rapidità con cui si può passare da Eco a Boost.

Lapierre Overvolt Am Shimano

I gradoni rocciosi presenti sulle mulattiere sono stati un gioco da ragazzi.
Unico neo (risolvibile in parte personalizzando l’erogazione della potenza del sistema Shimano Steps) è il grande scalino tra la modalità Sport e Boost.
Mi sono ritrovato in situazioni agli antipodi: dove in Sport il motore non riusciva a dare abbastanza potenza, in Boost la ruota posteriore cominciava a slittare producendo il medesimo risultato.
L’erogazione richiede un po’ di accortezza, ma il software Shimano di ultima generazione, volendo, è configurabile in tempi rapidi anche durante l’uscita.

Lapierre Overvolt Am Shimano

IN DISCESA
Mi sono trovato ad affrontare diverse situazioni, dal veloce con sponde in stile bike park, al tecnico lento su una mulattiera e il mix di ruota da 29”, il peso della bici e il quadrilatero della Overvolt Am 729 Shimano mi ha lasciato a fine giornata un sorriso a 32 denti stampato in faccia.

Lapierre Overvolt Am Shimano

Lapierre Overvolt Am Shimano

Una bici davvero intuitiva e semplice che fa dimenticare il peso non proprio da record. Nei panni di un potenziale (e un po’ più smaliziato) acquirente valuterei l’upgrade delle sospensioni rispetto al primo montaggio, come una Fox 36 all’anteriore e un ammortizzatore Float Dpx2 al posteriore, così da migliorare la precisione e la resistenza sulle lunghe discese.

E adesso passiamo alla Lapierre Overvolt Am Bosch: cliccate qui.

Per informazioni LapierreBikes.it



SHORT TEST – Nuova Lapierre Overvolt Am Bosch

Oltre alla nuova Lapierre Overvolt Am Shimano, nella gamma 2018 del marchio francese entra anche una versione “motorizzata” Bosch, ovvero la serie Lapierre Overvolt Am Bosch.

Lapierre Overvolt Am Bosch

Questa linea di e-bike viene proposta in due versioni: la 29″ con 120 mm di escursione posteriore e la 27,5+ con 150 mm di escursione, ed è quella da noi testata. Le due più evidenti differenze rispetto alla Overvolt AM 729 Shimano sta nella motorizzazione Bosch e nello schema della sospensione posteriore, ripreso dagli altri modelli Overvolt Am (compresa la Overvolt Am Carbon).

Lapierre Overvolt Am Bosch

Lapierre Overvolt Am Bosch

L’introduzione del nuovo pacco batteria Bosch Powertube 500 (foto sopra), che può essere ricaricato sia montato sulla bici, sia smontato dalla bici, ha permesso di raggiungere una linea del telaio molto compatta e slanciata mantenendo tutta la protezione necessaria alla batteria e consentendo anche il montaggio del portaborraccia sul tubo obliquo.

Lapierre Overvolt Am Bosch

Lapierre Overvolt Am Bosch
Il display Bosch Intuvia è dotato di una cover di gomma
Lapierre Overvolt Am Bosch
Il sensore di velocità montato di serie sulla Lapierre Overvolt Am Bosch
Lapierre Overvolt Am Bosch
Molto interessante il magnete per il sensore di velocità: è sempre montato sul raggio, ma con un supporto in plastica che impedisce al magnete di spostarsi nel caso in cui il raggio perdesse tensione.

Le novità non sono, però, solamente nell’hardware.
Il nuovo software Bosch incorpora anche la nuova modalità E-Mtb capace di gestire autonomamente la potenza erogata grazie ai numerosi sensori presenti nella drive unit Bosch.
Tutto questo si traduce in una maggiore semplicità di utilizzo e in migliori  performance nei tratti più impegnativi.

Lapierre Overvolt Am Bosch

Nella zona guarnitura è stato aggiunto un nuovo sistema anti-caduta e anti-risucchio della catena (foto sopra) prodotto direttamente da Lapierre e chiamato Acs (Anti Chain Suck). Lo schema di sospensione è l’Ost+ studiato da Lapierre, quindi uno schema a quadrilatero capace di regalare un’ottima pedalabilità e al contempo mantenere il telaio leggero.

Lapierre Overvolt Am Bosch

Ultimo ma non meno importante il DWS (Dual Wheel Sistem), ossia un sistema che permette la compatibilità con ben 3 formati di ruota: 27,5”, 650b Plus e 29” solamente cambiando i forcellini posteriori (foto in basso).

Lapierre Overvolt Am Bosch

Per quanto riguarda la geometria, invece:

Lapierre Overvolt Am Bosch

E adesso passiamo alle sensazioni in sella ricavate sui sentieri dei Valberg, in Francia.

IN SELLA
La prima sensazione a bordo delle “gommone” Plus è stata, anche qui, quella di una grande sensazione di sicurezza, anche se sulla Overvolt Am 700 l’agilità è decisamente migliore e avvertibile.

Lapierre Overvolt Am Bosch

Anche su questo telaio le geometrie sono da trail bike moderna ma facendo un confronto con la 29 mi sono trovato leggermente più “compatto”.

Lapierre Overvolt Am Bosch

IN SALITA/PEDALATO
Non ho affrontato una vera e propria salita dato che il tour organizzato dalle guide di Valberg era un enorme anello sulle montagne circostanti molto guidato, con tratti veloci, tecnici e molti sali-scendi conditi da ostacoli davvero ostici.
Il perfetto connubio con le gomme Maxxis di generosa sezione (2,8”) e la nuova modalità E-Mtb di Bosch ha permesso di affrontare tutti i tratti in ascesa con relativa facilità, anche dove il terreno non regalava molto grip.

Lapierre Overvolt Am Bosch

A fine giro, dopo più di 30 km e oltre 1000 metri di dislivello, avevo ancora 2 delle 5 tacche di batteria sul display.
Ho trovato la Lapierre Overvolt AM 700 Bosch decisamente più nervosa della AM 729 Shimano come reazioni sul manubrio, ma molto più regolare nell’erogazione della potenza.

Lapierre Overvolt Am Bosch

IN DISCESA
Se in questa lunga giornata di riding non ho trovato lunghe salite da poter affrontare, non posso dire lo stesso per le discese.
I terreni solcati con la Lapierre Overvolt Am 700 Bosch sono stati molto vari e hanno messo in risalto le doti di maneggevolezza e facilità di guida di questa e-bike.Doti che aiutano il neofita e divertono il rider esperto che può “giocare” senza fatica su ogni trail.

Lapierre Overvolt Am Bosch

A fine giornata i bunny hop per evitare tronchi caduti e piccoli manual non sono mancati e devo ammettere che le geometrie mi hanno fatto dimenticare, se così si può dire, il peso della bici.
Il reparto sospensioni su questo modello non mi ha entusiasmato soprattutto all’anteriore.

Lapierre Overvolt Am Bosch

La Pike Rc di primo montaggio sarebbe uno dei componenti da cambiare al volo adottando una più raffinata Pike Rct3, così da avere più sostegno e sensibilità.

In conclusione…
Dopo due giornate intense e molto diverse la scelta tra i due modelli diventa davvero difficile. Entrambe le bici sono estremamente performanti e intuitive fin dalle prime pedalate e sono i dettagli a caratterizzarle e distinguerle.

Lapierre Overvolt Am Shimano

La Lapierre Overvolt AM 729 Shimano (foto sopra) è da consigliare ad un rider con uno stile di guida pulito e rilassato, esperto e non, che cerca una bici tutto fare dal giro post-lavoro di un’ora al lungo giro alpino.

Lapierre Overvolt Am Bosch

La Lapierre Overvolt AM 700 Bosch (foto sopra), invece, è sembrata la scelta giusta sia per i neofiti, che possono trarre più facilmente beneficio dalle gomme Plus rispetto a quelle da 29”, e ai rider più esperti, che possono divertirsi e “giocare” sfruttando appieno le potenzialità di questa trail bike “pompata”.
In ogni modo Lapierre ha centrato in pieno quella che è la richiesta del mondo e-Bike oggi.
Sebbene le e-bike stiano diventando sempre più popolari, una gamma così completa è ancora cosa rara.
Non avete più scuse: premete il tasto “on” e uscite a divertirvi!

Per informazioni LapierreBikes.it

Nuove e-bike Liv specifiche per le donne: ecco Vall-E+ e Amiti-E+

COMUNICATO UFFICIALE

Liv continua ad ampliare la propria gamma di biciclette e accessori specifici per le donne con il lancio di due nuovi modelli, entrambi con tecnologia ibrida: si tratta delle e-bike Liv Vall-E+ Off-Road e Liv Amiti-E+ X-Road.

e-bike Liv

Le nuove e-bike Liv offrono una esperienza di guida il più possibile naturale e nello stesso tempo efficiente e potente, in modo da estendere ciò che il pilota riesce a fare o quanto lontano riesce ad andare.

e-bike Liv

Il motore SyncDrive (fornito da Yamaha) con tecnologia a 4 sensori PedalPlus e la batteria integrata agli ioni di litio EnergyPak garantiscono una qualità di guida unica. Il centro di comando RideControl è un’interfaccia al manubrio che offre tre modalità di impostazione e tre combinazioni di assistenza alla pedalata.

e-bike Liv

Sviluppata secondo la filosofia 3F Design, la gamma Liv di e-bike è stata progettata specificamente per le donne e LivRight Sizing assicura la perfetta adattabilità in tutto.

LIV VALL-E+
La gamma off-road Liv Vall-E+ si compone di due modelli: Vall-E+ e Vall-E+ Pro.

e-bike Liv
Liv Vall-E+
e-bike Liv
Liv Vall-E+ Pro

Il telaio ALUXX-SL offre leggerezza e rigidità.
Grazie alla tecnologia Wheel Technology da 27,5 pollici, che ottimizza la trazione e l’efficienza, i pneumatici extra-larghi da 2,6 pollici Tubeless Plus aumentano ulteriormente il grip e il comfort.
La forcella di travel 100/120mm aumenta ulteriormente il controllo su terreni accidentati.

e-bike Liv

La Liv Vall-E + PRO utilizza il motore SyncDrive Pro di Giant con 80Nm di coppia insieme alla batteria EnergyPak 500. Regolabile dal 100 al 360 per cento, cinque livelli di assistenza per il controllo della velocità sono resi disponibili al pilota tramite l’interfaccia RideControl Evo montata sul manubrio.

La Liv Vall-E + è equipaggiata con il motore Giant SyncDrive Sport 80Nm di coppia e tre livelli di controllo della velocità, da 80 a 300 per cento.
Entrambi i modelli sono progettati con la nuova apertura laterale della batteria per una facile rimozione per la ricarica.

Prezzo Liv Vall-E+: € 2.499
Prezzo Liv Vall-E+ Pro: € 3.199.

LIV AMITI-E+
La Liv Amiti-E+ è adatta per l’uso su strada o su percorsi misti (gravel).
I pneumatici più larghi aumentano la comodità e la stabilità su qualsiasi superficie.
Con tre livelli di controllo della velocità tramite l’interfaccia RideControl sul manubrio, il motore SyncDrive di Amiti-E + è regolabile in base alle specifiche personali di chi guida.

e-bike Liv

Freni a disco, pneumatici tubeless, telaio in alluminio, passaggio interno dei cavi, luci integrate sul tubo di sterzo completano la panoramica della Amiti-E+.

In Italia, sarà in vendita a partire da € 2.299.

Per maggiori dettagli sulle nuove e-bike Liv, si può consultare:
www.liv-cycling.com/vall-e
www.liv-cycling.com/amiti-e.

Riese & Müller amplia la gamma di Mtb a pedalata assistita

COMUNICATO UFFICIALE

Riese & Müller presenta per la stagione 2018 cinque nuovi modelli di punta e molte novità per l’intera gamma, che si focalizza sui concetti di integrazione, autonomia e massimo divertimento alla guida.

Riese & Müller

In particolare, sul fronte delle Mtb a pedalata assistita, Riese & Müller propone tre innovativi modelli: accanto alla Delite mountain, arrivano le nuove Supercharger mountain e New Charger mountain. I tre modelli di e-MTB sono adatti a percorsi lunghi ed impegnativi, grazie anche all’illuminazione di serie su tutti i modelli e assicurano un eccellente controllo della stabilità e un’autonomia ineguagliabile per arrivare in vetta, grazie alla tecnologia opzionale DualBattery.
Nel 2018 inoltre tutti i modelli avranno di serie la modalità eMTB Bosch Perfomance CX.

Riese & Müller

«La nostra proposta di e-MTB è volutamente ridotta, ma studiata fino ai più piccoli dettagli. Il concetto di design proposto da Riese & Müller richiama robustezza, potenza e al contempo stile, trovando nella montagna il luogo d’impiego ideale. Abbiamo voluto produrre una classe di e-MTB davvero speciali, con l’obiettivo di garantire la massima libertà ai biker durante le loro escursioni.» spiega Markus Riese, fondatore ed amministratore di Riese & Müller.

Di seguito i dettagli relativi ai tre modelli di e-MTB.

Supercharger mountain.
La nuova Supercharger rappresenta un concetto di e-bike completamente innovativo, che coniuga perfettamente design, potenza e autonomia.

Riese & Müller

La tecnologia DualBattery di Riese & Müller si abbina a un nuovo design del telaio, sul quale è possibile integrare completamente fino a due batterie Bosch PowerTube, per affrontare lunghi tragitti o persino traversate alpine.
Supercharger mountain è dotata di gruppo Shimano Deore XT a 11 velocità e di forcelle Fox. Incredibilmente maneggevole e confortevole, è proposta nei colori electric blue metallic e urban silver metallic e disponibile per l’acquisto da ottobre 2017, a partire da 5.099,00 euro.

New Charger mountain.

Riese & Müller
Con New Charger mountain, nuova interpretazione in chiave e-MTB del modello di successo Charger, Riese & Müller propone una e-MTB d’alta gamma per escursioni lunghe e impegnative, che è sinonimo di un’eccellente dinamica di guida e, grazie alla DualBattery Technology, di un’autonomia imbattibile per arrivare ad altitudini estreme.
New Charger mountain è dotata di motore Bosch Performance CX, PowerTube da 500 Wh, cambio a 11 rapporti Shimano Deore XT e sarà in vendita nei colori electric red metallic, black e pearl white al prezzo di 4.389,00 euro a partire da ottobre 2017.

Delite mountain.
Delite mountain (di cui abbiamo già parlato qui) è la versione e-MTB di Delite, modello di punta dI Riese & Müller in termini di meccanica, sviluppo e innovazione.

Riese & Müller

Grazie alla Control Technology ad ammortizzazione totale Delite mountain è in grado di affrontare agevolmente qualsiasi sfida e terreno ed è ideale per percorsi MTB lontano dalle strade affollate.
La dinamica del motore Bosch Performance CX ad elevata coppia sorprenderà qualsiasi ciclista alla ricerca di prestazioni.
Insieme a batteria e ammortizzatore, l’assetto del motore è estremamente basso e centrato per dare spazio a una maneggevolezza finora riservata esclusivamente alle biciclette non motorizzate.
Delite mountain è dotata di motore Bosch Performance CX, forcelle ad aria Fox e cambio Deore XT a 11 velocità.
La novità dell’anno 2018 é la versione Delite mountain Rohloff, dotata del nuovissimo cambio elettronico E-14, che sarà in vendita a euro 6.939,00.

Le novità 2018 Riese & Müller saranno ufficialmente presentate a Eurobike 2017.