Come ottimizzare la durata delle batterie? Lo abbiamo chiesto a Bosch

La durata delle batterie è uno degli argomenti che sta più a cuore a chi utilizza una e-bike o è in procinto di acquistarla.
Proprio ieri vi abbiamo raccontato di quanto poco piacevole possa essere restare a secco con la carica della batteria, anche se è un’esperienza, diciamo, necessaria per capire fin dove ci si può spingere con una Mtb a pedalata assistita.
Se la batteria finisce, anche se a velocità ridotta, si riesce comunque a usare la bici pedalando con le proprie gambe.
Vale la pena però indagare meglio sulle caratteristiche della batteria e su come ottimizzarne il funzionamento e la durata.

durata delle batterie
Thomas Raica




Insieme a Bosch lo abbiamo chiesto a uno dei suoi tecnici, Thomas Raica, ingegnere meccanico da 24 anni riveste il ruolo di direttore dell’applicazione tecnica clienti di Bosch eBike Systems, che ha risposto alle domande seguenti fornendo alcuni consigli utili, validi, in buona parte, anche per sistemi diversi dal Bosch.

– Cosa contraddistingue le batterie agli ioni di litio?
– Le batterie a ioni di litio sono tra le batterie più moderne e comuni per le e-bike. Grazie alla loro elevata densità energetica, sono in grado di accumulare più energia con un peso relativamente più ridotto. Tutte le batterie e-bike Bosch, le nostre PowerPack, sono dotate di tecnologia a ioni di litio. Con un peso di circa 2,5 kg, le batterie Bosch sono tra le più leggere sul mercato e vantano la più elevata densità energetica.

– Qual è la durata di una batteria?
– Le batterie agli ioni di litio non sono solo leggere, ma garantiscono anche una lunga durata. Le Bosch PowerPack sono concepite per durare per molti viaggi, chilometri e anni di esercizio. Il sistema di gestione batterie intelligente di Bosch le protegge dalle alte temperature, dal sovraccarico e dalla scarica profonda. Non è possibile prevedere la durata con esattezza, poiché essa dipende soprattutto dal tipo e dalla durata delle sollecitazioni cui è sottoposta.
Sul nostro portale, nella sezione “Assistente Autonomia”, potete avere un’idea della loro durata in base alle condizioni di utilizzo.

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Come sono fatte le batterie PowerPack di Bosch al loro interno? Ve lo sveleremo a breve.

– Quali sono i fattori che influiscono sulla durata?
– Per poter estendere al massimo la durata della batteria, il proprietario della e-bike dovrebbe attenersi ad alcune semplici regole di cura, trasporto e corretta conservazione. La batteria deve essere conservata in un ambiente asciutto e al riparo dall’esposizione diretta ai raggi solari, ad una temperatura ambiente compresa tra circa 15 e 20 gradi Celsius. Lo stato di carica ideale della batteria è compreso tra il 30 e il 60 percento. La carica dovrebbe avvenire, idealmente, a temperatura ambiente. Durante il trasporto è importante rimuovere sempre la batteria dalla e-bike e conservarla in una zona sicura dell’auto.

– Qual è la durata di carica della batteria?
– La durata di carica dipende dalla capacità della batteria: con il caricabatteria standard, per caricare a metà la PowerPack 300, la PowerPack 400 e la PowerPack 500 sono necessarie, rispettivamente, un’ora, un’ora e mezzo e due ore circa.
Una batteria PowerPack 300 completamente scarica si ricarica pienamente in sole due ore e mezzo. Una PowerPack 400 richiede invece 3,5 ore, mentre la PowerPack 500 4,5 ore.

 

 

 

– Quanta autonomia ha la batteria dopo la carica e da cosa dipende?
– Per molti e-biker queste sono domande essenziali, alle quali tuttavia non è possibile dare risposte univoche. La gamma è ampia: con una carica della batteria si possono percorrere da meno di 20 km a oltre 100 km. Numerosi e molteplici fattori influiscono sull’autonomia: il livello di supporto, l’andamento di marcia, la resistenza dell’aria, il peso del ciclista, la pressione delle gomme e, ovviamente, il terreno. Quali sono le condizioni del terreno? Stiamo viaggiando su una strada asfaltata, una strada di campagna o su un sentiero di montagna? Il percorso presenta molte salite e pendenze o è in piano? Tutto questo influisce sull’autonomia della batteria. Se state programmando un tour, è utile visitare la sezione “Assistente Autonomia”.

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Nelle regioni alpine è molto probabile che assisteremo a un proliferare di stazioni per la ricarica delle batterie specifiche per e-bike. Questa foto è stata scattata a Flims, in Svizzera, durante la presentazione della gamma Trek Powerfly 2017.

– Quali precauzioni devono essere prese durante l’inverno?
– In generale, si deve considerare che il freddo riduce le prestazioni della batteria. In caso di funzionamento durante l’inverno a temperature inferiori a 0 °C, è raccomandabile che la batteria caricata e conservata a temperatura ambiente venga inserita nella e-bike solo poco prima di iniziare il viaggio. Se l’e-bike non viene utilizzata per molto tempo, ad esempio in inverno, la batteria dovrebbe essere conservata in un luogo fresco e asciutto, con una carica compresa tra il 30 e il 60 percento della sua capacità.

– A cosa si deve prestare attenzione per la cura della batteria?
– Al fine di proteggere i componenti elettronici, per la pulizia è assolutamente sconsigliata la pulitrice ad alta pressione. Raccomandiamo di pulire la batteria con un panno umido. Si deve evitare l’uso di strumenti di detergenti aggressivi che possano modificarne la superficie. Prima di pulire l’e-bike, si deve sempre rimuovere la batteria. Di tanto in tanto, occorre pulire e lubrificare leggermente anche i poli del connettore dell’e-bike.

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– Qual è il corretto procedimento di carica?
– Le PowerPack con celle a ioni di litio possono essere caricate brevemente nella misura desiderata, indipendentemente dal loro stato di carica. Il sistema di gestione batterie integrato nella PowerPack, combinato a un caricabatterie Bosch, protegge la batteria dal sovraccarico. Un’interruzione del procedimento di carica non danneggia la batteria. Una nota importante: le batterie e-bike possono essere caricate esclusivamente con il rispettivo caricatore, poiché in caso contrario possono danneggiarsi in modo irreversibile, invalidando così qualsiasi garanzia o diritto di garanzia.

– Con che frequenza può essere caricata una batteria?
– Persino dopo 500 cariche complete, la batteria dispone ancora di un’elevata capacità, ovvero tra il 60 e il 70 percento della propria capacità iniziale. Secondo un test svolto dall’ADAC nell’autunno del 2015, una batteria e-bike-Akku di Bosch poteva essere scaricata e ricaricata completamente fino a ben 1.515 volte; in seguito possedeva solo il 30 percento della sua capacità originale e non poteva essere più impiegata. Ciò significa che la batteria sarebbe stata sufficiente per percorrere fino a 57.000 km, pari a una volta e mezzo la circonferenza della Terra.

– Dove si possono far riparare le batterie?
– Le batterie a ioni di litio di elevata qualità sono sistemi complessi e ad alta precisione, la cui riparazione richiede competenze tecniche particolari e complessi apparecchi di produzione. Nella maggior parte dei casi, una batteria difettosa deve quindi essere sostituita. Consigliamo di procedere come segue: anzitutto, il rivenditore deve determinare se la batteria sia effettivamente difettosa, ad esempio se vi sia un guasto all’elettronica. Il rivenditore è in grado di farlo grazie al sistema di gestione batterie e allo strumento di diagnosi. Se la batteria è difettosa, viene smaltita conformemente alle norme di sicurezza.

– Come vengono smaltite le batterie?
– Sarà il rivenditore specializzato a garantire lo smaltimento ecologico e gratuito di una Bosch PowerPack. Questo avviene mediante il “sistema comune di ritiro batterie”, che consente di recuperare preziosi materiali nel circuito delle materie prime, proteggendo così le nostre risorse.



L’autonomia delle batterie, ovvero il dilemma degli e-biker

ARTICOLO AGGIORNATO IL 27 SETTEMBRE 2016

Avete presente quel giro che cercate da tempo, quel giro che vi riconcilia con il mondo, quel giro che volete che duri tanto ma che non vi riporti a casa con le gambe massacrate?
Insomma, quel giro che tutti vorrebbero fare, io oggi l’ho fatto.
Non ho la gamba dei giorni migliori perché settembre, fra eventi, fiere, incontri e faccende varie, mi ha visto pedalare meno di quanto avrei voluto.
Però, ho una e-bike non proprio comune da provare e allora è facile ritrovarcisi in sella in un attimo.
Decido di andare verso la mia montagna, Monte Livata, e addentrarmi in un’area dei Monti Simbruini che è piuttosto remota.
Quell’area mi dà ogni volta la sensazione di “montagna vera”.
Lontana da tutti e da tutto.
Sapete di cosa parlo.
La Trek Powerfly Lt 9 Plus è pronta, batteria carica, desiderio di pedalare a mille, attrezzato per la montagna e si va.
Lascio la macchina lungo la strada che porta a Livata.
Proseguo da lì pedalando, proprio da dove, volendo, finisce un sentiero che potrei percorrere in discesa.
Parto.
Il cuore resta sempre costantemente intorno ai 110-120 battiti.
Sì, è quasi assurdo, ma è così.
Sono in modalità Tour e spingendo con un po’ più di forza si va su piuttosto veloci.
Il cuore però non ne vuole sapere di salire.
Riduco l’assistenza da Tour a Eco e la velocità cala.
Provo a tenere questa impostazione, ma mi sembra di perdere il beneficio della pedalata assistita.
Ma soprattutto, penso, il mio giro di questo passo durerebbe troppo e io non ho tutto il pomeriggio per stare in bici.
Torno in Tour e mi riprometto, però, di utilizzare la Eco ogni volta che posso.
Promessa vana, come leggerete più avanti.

autonomia delle batterie

Per arrivare in località Le Vedute, ovvero a quota 1700 e rotti, non faccio la via solita, ma mi avventuro su single track, prati, salite ripide nel bosco per evitare al massimo l’asfalto, ma allungo il tragitto e chiedo più impegno al motore.
Mi addentro su sterrati e sentieri che avevo dimenticato e ne scopro di altri.
Vedo rotte che non avevo mai considerato prima, perché quassù ci si arriva sempre con le energie contate.
Allora mi prometto (e questa volta lo farò) di tornare qui e scoprire questo sentiero, per altro anche segnato sulla mappa.
Dalle Vedute scendo verso Campo della Pietra su uno dei sentieri più belli, divertenti e panoramici che Livata offra.
Mi fermo un attimo, scatto la foto che vedete in basso e l’indicatore della carica residua di batteria mi fa venire qualche domanda: 2 tacche residue su 5.
Ho evitato l’asfalto e questo è il risultato.

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autonomia delle batterie

Mi aspettavo di averne 3 di tacche e invece, adesso, dovrò centellinare la batteria.
So che mi aspetta molta discesa, ma c’è anche una salita tremenda, quella di Femmina Morta: dire scassate è dire poco e per di più anche molto ripida.
Non sono mai andato lì con una e-bike e mi ha sempre incuriosito farlo.
Forse, ecco perché oggi mi trovo qui.
Due tacche residue corrispondono al 40% di carica… penso di potercela fare.
Vado avanti e mi tuffo verso un sentiero magnifico.
Velocità, tratti tecnici, salti, terreno scivolosissimo che mi fa desiderare tasselli più cattivi sui lati del battistrada delle Bontrager Chupacabra da 2,8” (foto in basso).

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Adrenalina a mille: ho fatto proprio bene a venire qui, oggi.
La salita di Femmina Morta, lo spauracchio di questa uscita, si avvicina.
Sono nel bel mezzo del nulla.
Continuo a guardare quelle due tacche di batteria e, penso, che la salita che sto per fare se ne mangerà una.
Dovrebbe bastare.
Ci siamo, ecco la salita.
Il terreno è molto peggiore del previsto: sassi smossi, scivolosi, terreno fangoso, insomma, un mix che mette a dura prova l’aderenza e questo si paga caro con la batteria.
Purtroppo qui l’assistenza Eco serve a poco, a meno di non ridurre molto la velocità.
No, forse non è il caso, altrimenti non riuscirei proprio a salire.
Il cuore qui inizia a lavorare: 140 battiti.
Sono ancora pochi, ma la salita impegna braccia, gambe e in generale l’equilibrio.
Le gomme Plus sono un vantaggio enorme e spesso mi sorprendono per quanto riescono a mordere.
Finisce la salita e come previsto mi ritrovo una sola tacca di batteria.
Ora mi aspetta la piana di Campo Secco (foto in basso), un posto magico che è stato scelto per girare numerose scene dei western all’italiana (i cosiddetti western spaghetti).

autonomia delle batterie

Qui però decido, volente o nolente, di passare in Eco.
Adesso mi aspetta una breve salita su un single track nel bosco.
Non è ripida, non è nemmeno molto lunga, ma ho la necessità di tornare a casa per una certa ora.
Mi sono dato una finestra di tempo per questa pedalata e ci devo stare dentro.

autonomia delle batterie

Comincio a pensare.
Una tacca di batteria è il 20%, ma in realtà è anche meno.
Ricordo le parole di alcuni tecnici di e-bike: l’indicazione di carica residua non è mai attendibile al 100%.
Man mano che la batteria si scarica, il 40% di carica indicata, in realtà, è anche di meno.
Il 20% indicato, quindi, è poco, dannatamente poco.
Mi preparo allora all’idea di spingere la bici su questa salita.
Fintanto però che la carica nelle batterie c’è, cerco di utilizzarla nel modo più intelligente possibile: pedalata rotonda, velocità costante, cadenza di pedalata sopra le 60 rpm.
Cosa che, in realtà, faccio sempre.
La salita è uno spettacolo.
Dentro al bosco c’è questa riga di terra solcata da numerosi passaggi che è un binario per pochi.
I single track nel bosco sapete bene quale emozione possano darvi.
Per un attimo mi scordo dell’ansia da batteria, ma poi all’improvviso… si spegne tutto.
Per un attimo penso che il sistema abbia ridotto l’assistenza per gestire al meglio le ultime stille di carica, ma… in realtà mi sbaglio.

autonomia delle batterie

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La faccia del sottoscritto in quel preciso momento…




Il motore è spento perché non ha più energia.
E adesso?
Pedalo e vado.
Certo, sono in salita, su terreno fangoso, con gomme Plus e con una bici che pesa 22 Kg.
Ma vado su.
Un rapporto come il 15×48 è piuttosto agile e tutto sommato riesco ad andare su.
Pensavo di non avere più buone gambe dopo un settembre così poco ciclistico e invece riesco a tenere botta.
Il cuore sale: 160 battiti e anche oltre.
Ma vado su, scendo di sella solo quando la ruota posteriore scivola.
Non riesco ad avere abbastanza velocità per aggredire le rampe più ostili.
Pazienza, scendo.
Poi risalgo in sella.
Esco dal bosco, entro su un prato e qui… beh, qui occorre avere pazienza e gestire le forze.
Cambio rotta, per abbreviare il giro.
Per tornare dove ho lasciato la macchina mi toccherà fare un po’ di asfalto, e in discesa per giunta, ma tant’è.
Se tutto va bene riesco a tornare all’orario prestabilito.
Ce la posso fare.
Le gambe vanno bene, le discese, sia su asfalto che su single track, passano senza problemi.
La Trek Powerfly Lt 9 Plus, senza motore, è ancora una bella bici.
Giro finito.
Fermo il Garmin.
Carico la bici in auto e torno a casa in tempo.

Ora, mentre scrivo questo articolo, mi domando: cosa ho sbagliato?
Risposte:

1 – Il giro andava pianificato
Alla fine il Garmin mi dice che ho fatto quasi 1500 metri di dislivello su 47 Km e una batteria da 500Wh, con motore Bosch, non può fare di più con un peso biker+ciclista vestito che è vicino ai 110 Kg.

2 – Se non pianifichi il giro, usa la modalità Eco più che puoi
Questo però significa che devi avere del tempo per fare la tua uscita.
In modalità Eco, si riescono a fare dislivelli molto maggiori: fra i 2500 e i 3000 metri, in base al terreno, al peso del ciclista, al tipo di bici e alla cadenza di pedalata.
Questo dettaglio va considerato, ma occorre precisare che la modalità Eco di Bosch ha un funzionamento molto valido soprattutto offroad.
Ne ho parlato qui in modo più dettagliato.

3 – Non puoi usare una e-bike come fosse una Mtb tradizionale
Il terzo punto richiederebbe un punto interrogativo, per due motivi: le e-bike sono in continua e costante evoluzione e poi perché, almeno per me, la Mtb tradizionale è il mezzo con il quale riesco a fare giri molto impegnativi, a patto di avere tempo a disposizione e/o una compagnia che sa pedalare e guidare offroad.
Con la e-bike non è così.
Oggi sono partito e ho pensato che, più o meno, ce l’avrei fatta, ma non si può improvvisare, a meno di non utilizzare di più la modalità Eco.
Cosa che io non ho fatto.
E perché?
Perché per me, che mi definisco un utente Mtb evoluto e tutto sommato allenato, la e-bike è un mezzo che in salita mi deve portare su a una velocità maggiore di una Mtb tradizionale.
Altrimenti uso la Mtb tradizionale.
E oggi, ripensandoci, non ho usato la modalità Eco perché la velocità era troppo vicina a quella alla quale sarei salito pedalando su una delle mie Mtb.
Insomma, se sono su una e-bike con motore Bosch la modalità che uso, per tutta l’uscita, è la Tour.
Mai usata la Turbo.
E allora qual è il vantaggio di una e-bike?
Sta nell’avere le gambe ancora abbastanza fresche a fine uscita, nelle relativamente poche calorie consumate (ma il cuore ha lavorato, soprattutto in discesa) e nella possibilità di ripartire anche il giorno dopo per un altro giro (con batterie cariche ovviamente).
Magari andando a esplorare quei sentieri che ho scoperto oggi.
Cosa che probabilmente farò.
Per questo tipo di impiego qui, la e-bike è un gran mezzo, senza dimenticare i vantaggi che offre a chi non ha modo o tempo di allenarsi durante la settimana e di godersi la montagna nel weekend.

autonomia delle batterie

4 – L’assistenza alla pedalata va calibrata in base alle proprie necessità
Questo è un dettaglio che sulle e-bike di ultima generazione sta diventando sempre più importante, soprattutto quando sulle e-bike salgono dei biker con una certa esperienza.
Io mi metto fra questi.
Un’assistenza alla pedalata personalizzabile può consentire anche un aumento della durata delle batterie.
Bosch (visto che la Trek in questione monta il sistema Bosch Performance Line Cx) con i display Purion e Intuvia non permette alcuna personalizzazione dell’assistenza di pedalata, mentre con il Nyon (foto in basso) è possibile cucirsela in base alle proprie necessità-preferenze.
Ma di questo vi parlerò in uno dei prossimi articoli (dato che con il Nyon ho pedalato per svariate centinaia di chilometri durante l’estate).

autonomia delle batterie
Di certo, un sistema che assista in modo intelligente (cioè in modo proporzionale alla forza impressa sui pedali) e che non snaturi il feeling con la pedalata è sempre più richiesto e sarà il motivo che spingerà molti biker a diventare anche o esclusivamente solo degli e-biker.
Siamo solo all’inizio di una grande rivoluzione.

autonomia delle batterie

Ps: non so quanti di voi ne siano a conoscenza, ma Bosch mette a disposizione di tutti un tool che permette di calcolare l’autonomia chilometrica della batteria a seconda di una grande varietà di parametri.
Provate anche voi: cliccate qui
Io ho inserito i dati che hanno caratterizzato l’uscita di oggi e, in effetti, non ci sarebbe stato modo di completarlo questo giro.
Spero possa esservi utile per le prossime uscite…



Novità Mondraker 2017: ecco specifiche e prezzi ufficiali

Mondraker sta dimostrando di credere molto nel settore e-bike e quest’anno ha presentato la sua prima Mtb hardtail a pedalata assistita con telaio in fibra di carbonio, la Mondraker e-Prime.
Di fatto le novità Mondraker 2017, se si esclude la e-Prime, si limitano a una rivisitazione delle grafiche e degli allestimenti e confermano la dotazione di motori Bosch e batterie da 500 Wh su tutta la gamma mostrata di seguito.
Ecco le immagini delle bici con i relativi prezzi al pubblico:

novità Mondraker 2017
Mondraker e-Vantage R Plus: 4099€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Vantage RR Plus: 5199€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Panzer R: 5199€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Crafty R Plus: 4999€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Crafty Xr Plus: 6799€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Prime Carbon R Plus: 5199€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Prime Carbon RR Plus: 8299€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Prime Plus: 2999€
novità Mondraker 2017
Mondraker e-Prime R Plus: 4199€

In questo articolo, invece, vi mostriamo tutta la gamma delle Mtb Mondraker 2017, mentre di seguito pubblichiamo il listino prezzi Mondraker 2017 completo:

Per informazioni Mondraker.com oppure Dsb-Bonandrini.com

Quali differenze fra Mtb ed e-bike? 12 punti su cui riflettere

Come mi capita di dire in ogni sede da diverso tempo, le Mtb e le e-Mtb (o chiamatele semplicemente e-bike se preferite) sono due “giocattoli” diversi anche se nascono da fabbriche che producevano prima solo MTB e oggi si stanno gettando a capofitto nel business più in crescita del settore biciclette e affini .
Ormai non esiste quasi più nessuna azienda produttrice di Mtb che non abbia a listino almeno uno o più modelli di e-bike.

differenze fra Mtb ed e-bike
Una delle cose in comune fra Mtb ed e-bike è il tipo di sentieri sui quali andare. Cambia la velocità, cambia l’impegno richiesto (ma non crediate che sia sempre minore…) e cambia anche il tipo di divertimento.

Lo sappiamo tutti: basta che una cosa abbia successo nel mondo moderno ed ecco che tutte le aziende, anche se magari non ancora pronte o ben sintonizzate sul cosa sia e a cosa serva esattamente il prodotto, si buttano a cercare di fare affari nel “nuovo mondo”.
Questo è quanto sta succedendo attualmente nel mondo delle e-bike con risultati che a volte lasciano veramente sbigottiti.
Ma tant’è: “business is business” direbbero gli Americani.
Veniamo a noi, comunque, e alla domanda di questo articolo: quali sono le reali differenze tra Mtb ed e-bike?
In poche righe vorrei elencare quelle che secondo il mio parere sono le reali differenze anche se molte di queste potranno apparire ovvie e scontate ai più “smaliziati” nell’uso delle e-bike.

1 – Prima di tutto qui c’è il motore
La prima enorme differenza è che le e-bike hanno un motore elettrico che per legge in Italia deve avere una potenza di 250W nominali, un’assistenza alla pedalata (ed ecco perché non sono delle motociclette: se non pedali il motore non entra in funzione in nessun modo) ed infine devono disattivare l’assistenza alla pedalata al raggiungimento dei 25 Km/h.

differenze fra Mtb ed e-bike
Non sono ammesse manopole del gas o pulsanti che in qualche modo permettano di muovere il biker sulla bicicletta senza l’ausilio della pedalata .

2 – Il peso aumenta di 8-9 Kg
Da quanto detto sopra, è facile intuire che il peso di una MTB “muscolare” (termine con cui si intende una bicicletta normale mossa solo dai muscoli delle gambe) è solitamente inferiore a quello di una e-bike di circa 8/9 Kg.

3 – Più attaccate al terreno
Nelle moderne e-bike il peso in più è costituito principalmente dal motore, alloggiato in posizione centrale in mezzo alle pedivelle, e dalla batteria. Questo permette di ottenere un baricentro più favorevole – dato che il peso è posizionato verso il basso in mezzo alle due ruote – e una maggiore stabilità nell’uso in discesa del mezzo. La prima sensazione quando si prova una e-bike in discesa è di avere un aumento dell’attrazione gravitazionale verso il terreno.

differenze fra Mtb ed e-bike

4 – Se non pedali non vado
In salita, ovviamente, ognuno può scegliere il livello di assistenza – e conseguentemente di fatica da applicare alla pedalata – in base alle sue esigenze ed alla sua forma fisica.
All’inizio quasi tutti abbiamo iniziato a pedalare con il massimo dell’assistenza concessa dai vari sistemi accorgendosi poi in breve tempo che forse un utilizzo più consono e divertente della e-bike in salita è quello di fare uno sforzo controllato, ma comunque uno sforzo che serva a tenere allenati i muscoli delle gambe e l’apparato cardio-respiratorio proprio perché, comunque vada, pedalare è sempre INDISPENSABILE per muovere la e-bike.

5 – Usatela con rispetto se siete in compagnia di…
Che dire, poi, dell’uso assieme agli amici con le “muscolari”? Loro spingono come dei matti in salita, spesso imprecando, e l’e-biker invece non spreca nemmeno una goccia di sudore?
Non vale, ben presto capirete che è possibile pedalare insieme a biker con Mtb tradizionali solo evitando in maniera opportuna di usare la modalità Turbo.
Vi eviterete di infastidire il loro sforzo con inutili parole…

differenze fra Mtb ed e-bike

6 – Più peso = più stabilità in discesa
In discesa invece come detto sopra avrete molta più sicurezza data dal baricentro più favorevole e dalla consapevolezza che la e-bike starà sempre ben attaccata al terreno facendo lavorare al meglio le sospensioni e permettendovi di raggiungere velocità inaspettate soprattutto nei tratti veloci e scorrevoli.

7 – Le gomme Plus, qui, stanno diventando un must
Le gomme 650b Plus che hanno sezioni da 2,8” a 3,0” e si gonfiano a pressioni comprese tar 0,8 e 1,5 bar apparse nell’ultima stagione, vi daranno poi una sensazione ancor più grande di sicurezza e stabilità tanto da farvi spesso esclamare “Incredibile, sembra di essere su un overcarft!”.

differenze fra Mtb ed e-bike

8 – E’ un po’ più difficile fare acrobazie, peccato…
L’ unico vero svantaggio del maggior peso e delle gomme Plus è di fatto una minor maneggevolezza della e-bike ed una sensazione di imprecisione, nel caso dell’uso di gomme PLUS, che aumenta in proporzione alla minor pressione che andrete ad usare nel pneumatico.
Questa minor maneggevolezza è particolarmente evidente per coloro i quali hanno spesso le ruote alzate da terra in manovre aeree ma può anche essere percepita come un vantaggio per noi, “normali utenti della Domenica”, che le ruote da terra le alziamo pochissimo, oppure mai, dato che comunque la facilità di scavalcamento degli ostacoli e la sensazione di galleggiamento sullo sconnesso, unita alla sensazione di sicurezza, vi faranno comunque affrontare con un sorriso passaggi tecnici che magari con una Mtb tradizionale vi avrebbero spaventato.

differenze fra Mtb ed e-bike

9 – Meno stanchi quando serve lucidità
Un’altra evidente e logica differenza è che l’uso di una e-bike vi permetterà di arrivare in cima più riposati che se aveste pedalato su una “muscolare” e conseguentemente sarete fisicamente più riposati e integri per godervi appieno e in sicurezza le vostre discese .

10 – Fatela provare a mogli e amici non pedalatori…
Una e-bike in garage inoltre vi permetterà di iniziare alla pratica della MTB o portare insieme a voi la vostra compagna o un amico novizio che se sino a ieri vi aveva detto “Dove vai?”, “A che ora torni?” oggi potrebbe godere con voi di una passeggiata in montagna facendo uno sforzo proporzionato alle sue possibilità permettendogli di scoprire uno sport sino a ieri magari avversato o considerato impossibile.
Cosa impensabile se avete solo “muscolari” a disposizione.

differenze fra Mtb ed e-bike

11 – Un’idea per gli agonisti
L’uso della e-bike potrebbe anche permettere a chi fa dell’agonismo (enduro in particolare) di accedere alle prove dei percorsi più facilmente ed in maniera del tutto autonoma con un conseguente maggior divertimento e sicurezza. Lo stesso ovviamente vale anche per percorsi XC o DH anche se in misura minore.

differenze fra Mtb ed e-bike
I freni Sram Guire Re specifici per e-bike

12 – Sono diverse e servono componenti specifici
Attualmente l’industria della bici si è appena affacciata nel mondo e-bike ma state certi che i componenti come gruppi (qui Sram ha già lo stupefacente EX-1), freni (Sram, Formula e Magura specifici), gomme (Vittoria ha “e-gomme” specifiche in Graphene e lo stesso vale per Schwalbe), sospensioni (vedi Magura Boltron e Fox con i prodotti E-Bike Optimized) e quant’altro ben presto saranno ben differenziati tra uso muscolare ed e-bike dato che le esigenze, velocità di percorrenza e gli sforzi a cui sono sottoposti sono molto diversi tra i due giocattoli.

differenze fra Mtb ed e-bike
Lo Sram Ex1 (qui il primo test).

Insomma, vi assicuro che le due esperienze di utilizzo, guida e divertimento – seppur simili – nulla hanno a che vedere l’una con l’altra.
Quindi, ad ognuno il proprio modo di divertirsi e pedalare.

Infine, vi invitiamo a raccontarci le esperienze e impressioni in sella alla vostra e-bike all’interno della community MtbCult Garage



Riese & Muller Delite Mountain: debutta la doppia batteria Bosch

VERONA – Si chiama Riese & Muller Delite Mountain e ha una caratteristica che fino ad ora si è vista ben poco su altre Mtb a pedalata assistita, ovvero la doppia batteria.
Di recente, infatti, Bosch ha introdotto la possibilità di installare due batterie su una bici, raddoppiando quindi l’autonomia in km, tramite un connettore a “Y” (come annunciato qui).

Riese & Muller Delite Mountain
Il sistema funziona in modo molto semplice: le due batterie da 500 Wh si scaricano progressivamente e si ricaricano alla stessa maniera, ovvero basta collegare lo spinotto del caricabatterie perché il sistema Bosch gestisce tutto in modo automatico.

Riese & Muller Delite Mountain
E’ possibile anche escludere una batteria, rimuovendola, qualora non servisse o qualora servisse di togliere 2,5 Kg di peso dalla bici.

Riese & Muller Delite Mountain
Il doppio portaborraccia sistemato sul tubo di sterzo.

La Riese & Muller Delite Mountain ha le caratteristiche di una bici a pedalata assistita con doppia sospensione (con 100 mm di corsa e di tipo monopivot), geometria non estrema (l’angolo di sterzo è da 67° e il carro è da 50,5 cm) e gomme da 27,5×2,8”, quindi Plus.

Riese & Muller Delite Mountain

Riese & Muller Delite Mountain

Riese & Muller Delite Mountain

Riese & Muller Delite Mountain

Riese & Muller Delite Mountain
La trasmissione è affidata a un gruppo misto Shimano Slx-Deore Xt a 11 velocità, le sospensione sono Fox di livello Performance (con una 34 Float davanti da 120 mm) mentre il motore è un Bosch Performance Cx con corona da 15 denti.
Fra le caratteristiche di pregio di questa bici c’è la possibilità di montare diversi tipi di portapacchi, accessori studiati ad hoc fra i quali il doppio portaborraccia sul tubo di sterzo.
Il prezzo consigliato al pubblico è di 5399€.

Per informazioni R-M.de

VIDEO – Ecco il Polini E-P3, sistema per e-bike creato a Bergamo

VERONA – Polini è ufficialmente entrata nel mondo delle bici a pedalata assistita.
Il marchio bergamasco è noto agli appassionati di motori per la produzione di parti speciali che è iniziata nel Secondo Dopo Guerra.
Il fondatore, Battista Polini, però, aveva iniziato prima di tutto con la costruzione di biciclette e, poi, con l’avvento della Vespa, si era dedicato ai motori in maniera totale.
Adesso, però, con l’arrivo delle bici a pedalata assistita, Polini torna nel settore delle bici e lo fa con un un sistema motore-batteria-display studiato da zero.
Si chiama Polini E-P3 ed è nato, a dire il vero, per il settore delle e-bike da strada, ma ovviamente ne esistono anche delle varianti specifiche per la Mtb.
Questo il comunicato stampa ufficiale.
SL

polini e-p3
Il sistema Polini E-P3 è nato inizialmente per bici da strada a pedalata assistita, ma il suo utilizzo è previsto anche per le Mtb.

POLINI E-P3 PER E-BIKE
Preparatevi a una nuova esperienza di pedalata assistita, prestazioni al top, semplicità di assemblaggio e installazione per i costruttori su ogni tipo di bici.
Il mondo del biking non sarà più lo stesso!
Polini E-P3, interamente progettato e sviluppato dai tecnici Polini, vanta un design unico, dimensioni compatte e un peso inferiore rispetto ai motori a oggi disponibili sul mercato.
Polini E-P3. Nato rivoluzionario.

MOTORE
Leggerezza e potenza. Cosa desiderare di meglio?
In soli 2850 grammi, corona esclusa, Polini E-P3 eroga una potenza al motore di ben 250 watt (500 watt di picco) e una coppia massima al pedale di 70 Nm.
Potenza e coppia sono inoltre ottimizzabili con software specifici per regolare spunti e consumi della batteria.

polini e-p3

SUPPORTO MOTORE
Per agevolare al massimo l’assemblaggio da parte dei costruttori è stato realizzato anche un pratico supporto motore-telaio, disponibile in quattro versioni: universale, road, MTB front e MTB full.

polini e-p3
Polini ha previsto un supporto in lega leggera che permette, fra le altre cose, un passaggio cavi facilitato. Questo supporto richiede l’utilizzo dello specifico supporto batteria Polini che di fatto permette l’integrazione della batteria nel tubo obliquo.

MOVIMENTO CENTRALE
Polini ha ideato per il motore E-P3 tre differenti perni del movimento centrale di lunghezza specifica per gli pneumatici montati sui differenti modelli e-bike:
136 mm ruote standard
142 mm ruote fino a 3.5” di sezione
157 mm ruote fino 5” di sezione

polini e-p3

SLITTA PARACORONA
Potete garantire un’ulteriore protezione montando una slitta paracorona da fissare centralmente sul carter.

LUBRIFICAZIONE
Un foro predisposto sul carter permette la periodica lubrificazione degli ingranaggi, garantendo prestazioni stabili, rumorosità contenuta e maggiore durata.

polini e-p3
Attraverso la vite esagonale è possibile introdurre il lubrificante necessario per gli ingranaggi interni. E’ un’operazione necessaria in funzione delle ore di utilizzo.

CAVALLETTO
E’ prevista la possibilità di fissare direttamente al motore un comodo cavalletto a stampella.

polini e-p3

3 SENSORI
Polini E-P3 dispone di sensore di coppia, un sensore di velocità (che sfrutta il classico sistema con magnete) e un sensore di frequenza di pedalata. I tre sensori sono gestiti da un sofisticato processore che in funzione dello stile di pedalata del ciclista offre un controllo dinamico a qualsiasi velocità si proceda.

polini e-p3
Il Polini E-P3 è compatibile anche un deragliatore e per evitare sollecitazioni eccessive alla catena, Polini ha previsto un sensore sul cavo del deragliatore che riduce l’erogazione di coppia motrice quando si sta cambiando. La fluidità, secondo i tecnici Polini, è come quella di un cambio a doppia frizione per auto.

SPIDER
Sono disponibili tre differenti spider per mantenere la linea corretta della catena a seconda del modello di bici.

INGOMBRI
Le dimensioni di Polini E-P3 hanno dello straordinario. L’ingombro laterale tra i più ridotti della categoria (86 mm) consente il montaggio di una doppia corona con deragliatore sia per bici da corsa che per MTB, permettendo una corretta posizione in sella paragonabile ad una bicicletta senza motore.
Grazie a un motore così compatto e facile da posizionare è possibile avere un carro di appena 420 mm di lunghezza su una bici da strada.

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Tutti i componenti del motore Polini E-P3

BATTERIA E SUPPORTO INTEGRATO NEL TELAIO
L’innovativo design della batteria – disponibile da 400 o 500 Wh – ne permette l’integrazione nel telaio, garantendo un effetto estetico accattivante.
Il supporto batteria, studiato per ridurre l’impatto visivo, è in alluminio trafilato e si integra perfettamente con il supporto motore.

polini e-p3
La batteria ha una forma decisamente allungata e, insieme al suo supporto, concorre a ricreare la forma rotonda di un tubo obliquo tradizionale. Da notare la presenza di una portaborraccia la cui posizione in altezza può essere regolata a proprio piacimento.

BORRACCIA
Le dimensioni compatte si traducono in un guadagno di spazio utile destinabile all’installazione dell’indispensabile portaborraccia in posizione canonica.

polini e-p3
Il portaborraccia scorre su una guida e si fissa tramite una vite.

CARICABATTERIA
I carica batterie sono compatti, leggeri ed estremamente rapidi nei tempi di ricarica.

PASSAGGIO CAVI
Tra le innovative soluzioni estetiche introdotte, Polini E-P3 offre
la possibilità di ospitare all’interno del supporto batteria e del motore tutti i cavi dei comandi (freno posteriore, cambio ed eventuale deragliatore), limitandone la vista.

polini e-p3

LUCI
L’impianto d’illuminazione può essere collegato direttamente al motore e l’accensione comandata comodamente dal display.

CAMMINATA ASSISTITA
Nel caso si debba spingere a mano la propria e-bike, il Polini E-P3 consente di procedere a 6 Km/h con la semplice pressione di un tasto.

polini e-p3
Il display sul manubrio di destra è quello previsto di serie, mentre quello centrale, più grande, è opzionale e prevede funzioni aggiuntive.

Durante Cosmobike abbiamo avuto modo di vedere da vicino anche il display che nel comunicato ufficiale non viene menzionato.
Il Polini E-P3 ne prevede due versioni: uno più grande, opzionale, da montare al centro del manubrio (e dotato di un sistema di sgancio-aggancio rapido) e uno più compatto che integra, oltre al display, anche i comandi di gestione dell’assistenza e dei parametri del software.

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Polini ha previsto la connettività Bluetooth e Gps e la produzione di entrambi i display è affidata a una società tedesca.
Quindi, il marchio di Alzano Lombardo si presenta ufficialmente sul mercato delle e-bike e, al momento, rappresenta l’unica proposta italiana con un intento molto ambizioso: rivaleggiare con Bosch, Yamaha, Shimano, Brose e quanti altri.

polini e-p3
Questo ingresso, però, rappresenta anche un momento importante per tutto il settore delle e-bike: i marchi moto guardano con estrema attenzione le bici a pedalata assistita che rappresentano per loro un mondo tutto da esplorare ma non di facile conquista.
Le e-bike, però, così come è accaduto per le mountain bike agli albori, stanno diventando sempre più appetibili e strategiche perché consentono di mettere nuove persone (non ciclisti) su una bici, estendendo quindi la platea dei praticanti.
E’ un mondo nuovo che sta iniziando ora a evolvere.
Mettete il like sulla nostra pagina Facebook e restate aggiornati.

Per informazioni Polini.it

Qui il test di un’altra novità 2017 fra i motori per e-bike: il sistema Shimano Steps.

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Scott e-Spark 700 Plus: ecco motori Shimano e gomme Maxxis

FRIEDRICHSHAFEN – E’ stata svelata questa mattina la nuova gamma Scott e-Spark 700 Plus che porta al debutto (per casa Scott) il nuovo motore Shimano Steps (qui il test) e una serie interessante di novità sul telaio.

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La Scott e-Spark 700 Plus

La batteria da 500Wh sparisce alla vista e viene integrata nel tubo obliquo, che ovviamente diventa di dimensioni più importanti, permettendo alla Scott e-Spark 700 Plus di montare un portaborraccia in posizione canonica.

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Attacco Trunnion per l’ammortizzatore e portaborraccia sul tubo obliquo.
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Trasmissione Shimano Deore Xt Di2 sul modello di punta
scott e-spark 700 Plus
La corona da 34 denti

Il travel posteriore è di 120 mm e all’anteriore viene montata una forcella da 130 mm Fox 34 Float con tecnologia TwinLoc.
Altri dettagli di spicco sono l’adozione di gomme 650b Plus (Maxxis Rekon da 2,8”), un ammortizzatore Fox con attacco Trunnion (e questo inaugura anche il sistema metrico per Scott), reggisella telescopico Fox Transfer oppure il nuovo Syncros e una sospensione con 4 pivot su tutti i modelli.

scott e-spark 700 Plus
La bici mostrata questa mattina a Eurobike

Le battute sono Boost su entrambi i mozzi.
Sulla versione di punta, la e-Spark 720 Plus Tuned, figura anche la trasmissione Shimano Deore Xt Di2 con pignoni 11-46.
Di seguito la geometria della Scott e-Spark 2017 (cliccate per ingrandire):

scott e-spark 700 Plus

A Eurobike è stata svelata anche la gamma Scott e-Aspect 2017 che presenta altre novità interessanti, come l’adozione di motori Brose da 250W e 70 Nm di coppia, batterie da 500Wh (su tutta la gamma e-Aspect), trasmissioni a 11 velocità (sui modelli e-Aspect 720 e 920) e a 10 velocità (sui modelli 710 e 910), tubo sterzo tapered, attacco portaborraccia sul tubo piantone, predisposizione per cavalletto laterale e due opzioni di diametro ruote, 27,5” e 29”.

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La Scott e-Aspect 910
scott e-spark 700 Plus
Il comando remoto con display realizzato da Brose

scott e-spark 700 Plus

scott e-spark 700 Plus

 

scott e-spark 700 Plus
Pacco pignoni 11-46 Shimano per i modelli di punta 710 e 910

La disponibilità nei negozi è prevista per il mese di ottobre 2016.
Di seguito le specifiche della geometria della gamma Scott e-Aspect:

scott e-spark 700 Plus

Da segnalare inoltre che i modelli Scott e-Genius e e-Spark monteranno ancora il motore Bosch Performance Line Cx, ma utilizzeranno una corona da 15 denti anziché da 17 per avere maggiore agilità in salita.

Per informazioni Scott-sports.com

Shimano e-Mountainbike Experience: l’Alto Adige in e-bike

COMUNICATO STAMPA

La Shimano e-Mountainbike Experience celebrerà dal 25 al 28 maggio 2017 la sua prima edizione.
A conclusione della prima edizione dell’e-Bike Festival di Dortmund 2016, che ha ottenuto un grande riscontro, Shimano e le agenzie Plan B di Monaco e Bike & More di Bolzano hanno già iniziato a lavorare insieme al secondo maggiore evento di questo settore esplosivo.
“L’Alto Adige da scoprire in E-Mountain bike” sarà il motto della manifestazione.
La Shimano e-Mountainbike Experience unisce in sé in maniera unica nel suo genere l’attività ciclistica al piacere dei luoghi e alla cultura.

Shimano e-Mountainbike Exprience
Foto: Irmo Keizer

Il tema della mobilità a pedalata assistita (e-bike) vive un boom inarrestabile ed è giunto per questo il momento per un evento e-bike unico nel suo genere.
L’e-Bike Festival di Dortmund presentato da Shimano è stato un nuovo evento illuminante dell’industria ciclistica nel settore delle e-bike.
Più di 100 espositori hanno presentato come in una grande vetrina il meglio della loro produzione nel segmento e-bike, ad un ampio target di riferimento, nella cintura urbana del centro di Dortmund.

Come diretta conseguenza nasce il nuovo evento sponsorizzato da Shimano: la Shimano e-Mountainbike Experience, che dal 25 al 28 maggio 2017 attraverserà l’Alto Adige.

I Campionati del Mondo di e-Bike fanno tappa sulle Dolomiti

E’ un evento non agonistico dedicato agli e-mountain biker, che non vogliano solamente vivere la dimensione delle e-mountain bike ma anche il fascino unico dell’ambiente delle montagne dell’Alto Adige, abbinato con l’accoglienza turistica, il piacere e la cultura di questa parte del nord d’Italia, unica nel suo genere.

Tour ciclistici di più giorni, immersi nel territorio alpino, sono il sogno di ogni ciclista, rimasto però per molti ancora non realizzabile, a causa dei necessari molteplici requisiti anche sportivi.


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Adesso la Shimano e-Mountainbike Experience 2017 offre ad un target allargato, la possibilità di un’indimenticabile avventura a tappe nelle Alpi.
L’evento è aperto a tutti, si svolgerà in quattro tappe da percorrere con le e-bike da Naturno attraverso Merano, a Bressanone e Brunico verso Sesto Pusteria per attraversare l’Alto Adige unendo in sé quattro elementi: ciclismo, ambiente alpino, piacere e cultura.
I partecipanti potranno testare quotidianamente sui più bei percorsi dell’Alto Adige nuovi modelli di e-mountain bike messi a disposizione dalle aziende partner dell’evento.

l Tirolo in sella a un’e-bike. E a luglio il 1° E-bike Festival

Nei luoghi di arrivo delle varie tappe li attenderà di volta in volta anche un ricco programma di intrattenimento.
In più, Reinhold Messner, uno dei più famosi alpinisti di tutti i tempi, inviterà partecipanti e sponsor in uno dei suoi Messner Mountain Museum (MMM) e li accompagnerà in una serata indimenticabile.

«Ci rende molto felici poter presentare il prossimo anno il nostro secondo grande evento di e-bike. Soprattutto ci rallegra la collaborazione con Shimano e Alto Adige/Sudtirol, due sponsor molto influenti.» così ha dichiarato Christian Stephan, responsabile dell’agenzia Plan B.

Tutte le informazioni dettagliate sulle date e percorsi dell’evento sono disponibili su Emountainbike-experience.org oppure possono essere richieste all’agenzia sportiva Bike and More.

Come la e-bike è riuscita convincere un super scettico…

Nel mondo della Mtb ci sono personaggi le cui gesta, imprese, errori e quant’altro sono noti a tutti, ma ci sono anche dei personaggi meno noti, poco personaggi (nel senso che non amano la notorietà), ma che spiccano per una passione e una competenza fuori dal comune. Uno di questi si chiama Gianni Biffi e ha già realizzato degli articoli per MtbCult.
Lui sarà uno dei nuovi collaboratori di eBikeCult per via della sua esperienza e della sua voglia sconfinata di pedalare. Ho chiesto al signor Biffi di presentarsi con qualche riga:

gianni biffi
Gianni Biffi

Da mesi l’amico Simone Lanciotti mi aveva gentilmente chiesto di collaborare alla creazione di contenuti per questo nuovo web-magazine. Inizialmente ero abbastanza restio ad accettare la sua proposta, ma poi la passione per questi “nuovi giocattoli”, le e-bike, unita alla passione per la tecnologia, mi ha indotto a provarci ed ecco il mio primo articolo: chi sono e perché lo faccio.
Gianni Biffi, “vecchio biker” (ormai sono più di 35 anni che uso MTB e affini con un trascorso da endurista in moto), fondatore di Pro-M del neonato Pro-Mstore – negozio di biciclette a Milano e distributore di alcuni marchi americani – con una passione viscerale per il mondo delle due ruote. Il primo motivo che mi spinge è ovviamente la passione e la curiosità/voglia di imparare e quindi diffondere tutto ciò che è inerente la tecnica e l’uso delle 2 ruote fuoristrada. Scrivo queste poche righe per informarvi che sono considerato un “tipo non facile” nel senso che, non essendo capace di mentire, dico sempre le cose come le penso senza molti fronzoli/filtri e questo nel mondo attuale non è sempre accettato: chiedo scusa… tenterò di migliorare ove possibile. 🙂

Grazie Gianni.
Ma adesso viene il bello.
Ovvero spiegarvi come una persona più che convinta di cosa fosse la Mtb si sia trovata a veder vacillare le proprie convinzioni davanti a una “bici elettrica”, provata solo perché “forzato” a farlo. Superare lo scetticismo è la prova più difficile.
Lo è stato anche per me.
E sia per me che per Gianni essere convinti della validità di quello che scriviamo e facciamo per lavoro è cruciale. Le e-bike hanno cambiato la nostra visione di cosa fosse la Mtb.
Ecco come è andata per lui…
SL

Aprile 2013.
Suona il campanello del Pro-M Store e un giovane entra chiedendo espressamente di me. Rispondo dicendogli che ha trovato chi cercava e lui si presenta come il responsabile Italia di un marchio tedesco di e-bike: Haibike.
La mia diffidenza ovviamente è tanta e di fronte alla richiesta di provare una sua e-bike rispondo con una frase che ancora oggi è impressa nella mia memoria : «Anche no» giustificandomi con il fatto che già usavo la Mtb e la moto da enduro da moltissimi anni e che quindi non vedevo l’utilità di questa prova.
Ovviamente, mi sbagliavo, ma proseguiamo con ordine.
Il mio interlocutore insiste con molta gentilezza e “savoir faire” che lui ci terrebbe veramente molto e per non essere scortese gli “concedo” di scaricare la e-bike e mi offro di “sprecare” qualche ora del mio tempo sulla cosa.
Chiedo a Oscar, il meccanico di Pro-M, di guardare la e-bike per una prova ma “fortunatamente” per tutta la settimana pioverà.
Confido a Oscar che forse sono riuscito a scamparla e quando ritorna il responsabile Haibike gli spiego che essendo piovuto tutta la settimana non ho proprio potuto provare la bicicletta.
Si dimostra dispiaciuto e mi promette di riportare la e-bike appena ne avrà la possibilità: tra me e me penso che forse l’ho scampata…
Avrete capito quanto per me, allora, il concetto di e-bike avesse un’accezione dispregiativa e che lo ritenevo, così come altre persone, un prodotto del tutto inutile. Speravo davvero che la cosa fosse finita così.




A distanza di pochi giorni invece suona di nuovo il campanello dello Store e mi vedo riconsegnare quella e-bike dallo stesso gentil signore.
Questa volta mi tocca e un Sabato mattina, quasi di nascosto, invito 2 amici ad una pedalata su un percorso ben noto per la prova della “cosa”!
Parto con il Turbo inserito come fanno tutti i principianti e sulla salita scopro che non si fa nessuna fatica e ben presto devo fermarmi per attendere i due amici con le “muscolari”.
In breve intuisco che a parte la possibilità di poter concentrarsi di più sulle fotografie non ha nessun senso usare così una Mtb a pedalata assistita e abbassando il livello di assistenza provo a stare con gli amici di pedalata.
Nessun problema, salvo il fatto che continuo a chiacchierare con loro che, al contrario di me, stanno facendo la loro”porca” fatica e ricevo qualche improperio che mi suggerisce di parlare il meno possibile: hanno ragione loro e quindi proseguo concentrandomi sui livelli di assistenza e sulla possibilità di salire seguendo linee e andando a cercare ostacoli quasi trialistici: ci si può divertire anche in salita con questo nuovo giocattolino.

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In salita durante una delle prime uscite con la Haibike

Arriviamo in cima: sono fresco come una rosa, ma adesso, mi viene da pensare, con più di 22 Kg di e-bike scendere non sarà cosa semplice e mi preparo ad un calvario visto che il percorso è anche abbastanza tecnico.
Nulla di più sbagliato: il peso posizionato in basso in mezzo alle ruote mi facilità anche nelle situazioni più scabrose e la mia velocità di percorrenza sul trail sembra notevolmente aumentata ma soprattutto più sicura: incredibile!
Provo a forzare un po’ di più ed ho solo conferme: il baricentro favorevole ed il peso mi tengono attaccato al terreno come se la forza di gravità oggi fosse doppia e – anche se nulla ha a che fare con una moto da enduro – mi ritrovo molto presto a staccare con grande facilità gli amici anche in discesa.
Goduria massima!
Rientrato a Milano chiamo il mio interlocutore in Haibike e gli comunico subito il mio entusiasmo circa il prodotto che sino al giorno prima avevo ritenuto inutile se non addirittura dannoso.
Vorrei averne una tutta mia a qualunque prezzo e soprattutto vorrei poterle commercializzare, ma mi viene risposto che purtroppo sono già tutte sold-out.
Insisto e ricordo che in quella stagione riesco a riceverne alcune che appena arrivano in negozio vengono subito consegnate a clienti che avevano la voglia di provare il nuovo giocattolo: è un piccolo successo!

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Gianluca Bonanomi impiega poco a capirne le potenzialità d’uso

Nel corso dell’anno ho l’occasione di parlare con un vecchio amico, tale Gianluca Bonanomi (ex campione di Bmx e di Mtb, ndr) che mi esprime il suo entusiasmo verso le e-bike e insieme decidiamo nel corso della stagione successiva di andare a fare qualche garetta Enduro con la Haibike Nduro Pro da 180 mm con motore Bosch.
Il “Bona” (ex campione Italiano Dh per ben 5 volte) grazie alla Nduro Pro si toglie un po’ di ruggine di dosso e in più di una gara si confronta con enduristi di buon livello raggiungendo sempre una posizione tra i primi dieci!
E’ la conferma definitiva che il “giocattolo” funziona.
Il resto è cosa ormai nota: Haibike, e successivamente anche altri marchi di e-bike, è da quel giorno nel mio negozio.

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Per finire vi confermo che continuo ad usare biciclette “muscolari” – sono appena rientrato da una TransVerdon con più di 6000 mt di dislivello positivo su 260 Km – con grande divertimento e usando anche la e-bike riesco comunque ad avere prestazioni migliori dato che, comunque vada, pedalo più di prima ed ho imparato a gestire meglio la fatica e la mia cadenza di pedalata.
Insomma, meglio pedalare un pochino con la e-bike ed andare nei boschi piuttosto che usare solo la “muscolare” e fare meno chilometri.
Alla prossima.

Attacchiamo la spina e partiamo con eBikeCult.it

Delle tante definizioni possibili ed esistenti di Mtb a pedalata assistita, ovvero la e-bike, ce n’è solo una che funziona davvero: è quella di coloro che provano una e-bike.
Ognuno può dargli i significati e le sfumature che preferisce, perché, in fin dei conti, ognuno di noi vive la Mtb a modo proprio.
Io, personalmente, non riesco a dire “che cosa sia una e-bike”, perché le possibilità e le potenzialità attuali sono già molto vaste e se provo a spingermi un po’ oltre con la fantasia o basandomi sui rumor che circolano nella bike industry… diventa un’impresa.
Per me in questo momento è uno dei mezzi a pedali che raccoglie e genera una grande quantità di nuove emozioni, nuove sensazioni, nuovi traguardi, nuovi timori, nuovi scetticismi ma soprattutto può creare tanti nuovi utenti e appassionati di Mtb.
Qualche idea, però, tanto per fissare dei paletti, su cosa sia una e-bike penso di averla e vorrei condividerla con voi.

La e-bike è tutto un altro sport
Banale, se volete, ma già questa definizione pochi arrivano a comprenderla.
E’ tutto un altro sport, è tutto un altro mondo, è tutto un altro divertimento.
E’ una nuova tipologia di bici, così come la mountain bike lo è stata quando esistevano solo bici da strada, Bmx e cruiser.
Lo dimostra il fatto che decine e decina di marchi extrasettore (vedi i brand del settore moto) stiano entrando nel mondo delle e-bike, ben lontano dalle loro rotte abituali.

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Una e-bike è utile a tutti
Questa forse è meno banale di affermazione.
Faccio un esempio: immaginate le ricognizioni delle gare di enduro e immaginate di farle con una e-bike anziché pedalando con la bici da enduro, furgonando o camminando.
Stesso discorso per tutte le volte che volete fare quel giro in montagna, ma non avete tutto il tempo che vi occorre per farlo al vostro ritmo.
Oppure quando avete il tempo di uscire, ma non ve la sentite di pedalare da soli, di affrontare la salita da soli e stare tante ore in sella da soli.
A volte succede, lo sappiamo tutti…

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Il nuovo display Bosch Purion, con commander integrato

La e-bike non è un imbroglio
Sì, ci sono ben altri modi per barare con la bici e la e-bike è di certo il metodo meno scorretto e illegale.
Se vi sorpassano in salita con una e-bike sappiate solo che non stanno facendo la vostra stessa fatica.
Non sempre il divertimento si misura con la fatica, però.
Sappiamo tutti anche questo…

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La e-bike non è infinita
E richiede cervello.
Ma anche una certa preparazione fisica, tecnica e tecnologica, se si vuole andare lontano prima che lampeggi la spia rossa della batteria.

La e-bike è la porta d’accesso per l’elettronica utile
Ne abbiamo vista tanta fino ad ora, ma l’elettronica con l’effetto “wow” sulla Mtb ancora non è arrivata.
A parte sulle e-bike, che sono diventate il ponte di collegamento fra il biker e il mondo degli smartphone, delle app, delle utility e di tanti altri accessori spesso più utili del previsto.
E altri ancora ne vedremo.

La e-bike “ti mette giudizio”
Quanti di voi hanno provato a passare qualche settimana in sella a una Mtb a pedalata assistita e poi, tornando sulla Mtb tradizionale, hanno sentito dei giovamenti nella confidenza di guida?
Il peso in più rallenta le manovre ma aguzza anche le proprie capacità nel cercare di tenere più alta possibile la velocità.
E’ tutto un altro sport, è vero, ma pur sempre di bici, pedali, traiettorie e pressioni parliamo…

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Entriamo più nei dettagli delle Mtb a pedalata assistita con eBikeCult.it

Quindi, possono non piacere e magari destare disgusto, ma prima di voltare pagina e di affibbiare loro un’etichetta sbagliata, date alle e-bike una chance.
Ovvero, iniziate a leggere e frequentare eBikeCult.it (questa la pagina Facebook dedicata, mettete un “mi piace” e seguiteci) con un po’ di curiosità.
Provate ad attaccare la spina anche voi…

E buone pedalate a tutti!

Ps: se avete una e-bike, raccontateci come vi trovate e quali giri fate nella nostra community

Arrivano le nuove e-bike Fantic Trail e Gravel

A un anno dal suo ingresso nel mondo delle e-bike, Fantic presenta il suo ultimo passo nel settore delle biciclette a pedalata assistita: le nuove e-bike full suspended Trail e Gravel (presentate per la prima volta a Cortina d’Ampezzo qualche settimana fa).
Qui di seguito le informazioni e le descrizioni della nuova gamma diffuse nei comunicati stampa ufficiali.

Fantic XF1 Trail
Dopo la XF3 e poi XF2 (gommata Plus), uscite nel 2015, ora è arrivata XF1 Trail, l’e-bike Fantic Full Suspended, una bicicletta da trail perfetta per lunghissime pedalate e per poter affrontare ogni sentiero, anche impegnativo, senza preoccupazioni.

Fantic

Questa full suspended trail presenta diverse caratteristiche e soluzioni tecniche che la posizionano direttamente al top della sua categoria.
Partendo dall’insostituibile parte elettrica, Fantic continua la sua partnership con Brose.
La casa tedesca, fornitore di motori elettrici per i più importati costruttori di automobili europei, produce il motore per e-bike da 250W con la coppia più alta (90Nm) che viene però erogata con dolcezza e progressione.

Fantic

Fantic XF1 Trail vi fornirà la potenza che desiderate nelle uscite di curva e ‘sullo stretto’, lo spunto necessario per superare ogni ostacolo e vi regalerà la possibilità di arrampicarvi in salite a limite del ribaltamento.

Fantic
Pur dotato di potenza e carattere il motore di XF1 è il più piccolo, leggero e silenzioso disponibile sul mercato grazie ad una serie di scelte tecniche esclusive.
Ulteriore importantissimo vantaggio di questo motore è la sua capacità di collegare direttamente pedali, corona e catena senza trascinare alcun organo meccanico interno.
Nessun momento di panico quindi se restate senza batteria, state pedalando una bici muscolare competitiva che pesa solo 5,7Kg in più.

Fantic

XF1 è studiata per poter montare anche le nuove batterie e-bike sino a 630 Wh.
Il che significa disporre fino a 180Km di autonomia in condizioni ideali e la possibilità di affrontare percorsi giornalieri impegnativi senza dover fermarsi per ricaricare.
Queste batterie di ultima generazione, con un sistema di gestione dell’energia molto efficiente, permettono a Fantic di offrire 3 anni di garanzia, ben oltre ciò che fa la concorrenza.

Fantic continua a progettare i suoi telai con una flangia che protegge il motore su tutto il suo perimetro.
Non ci sarà alcun masso o tronco che danneggerà il motore perché la scocca che lo riveste lo proteggerà da ogni possibile maltrattamento.

Dolomiti SuperSummer

Lo studio della sospensione posteriore di XF1 Trail è derivato della monumentale esperienza Fantic nelle moto da fuoristrada.
Grazie al leveraggio progressivo, all’incrementare della corsa la sospensione si fa sempre più dura evitando di arrivare ai fine corsa con conseguente perdita di stabilità della bici e di equilibrio del pilota.
L’ammortizzatore dell’americana Rock Shox utilizza il nuovo sistema Trunnion mount, innovativo tipo di attacco che permette di ridurre la lunghezza dell’ammortizzatore a parità di escursione con pesi più contenuti.

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla progettazione e realizzazione del carro posteriore in modo da garantire la massima rigidità a tutto vantaggio di reattività e precisione nelle condizioni di guida più impegnative.
Il ruolo fondamentale lo svolge il bilanciere forgiato e lavorato in CNC che, con la sua struttura monolitica, orchestra il cinematismo posteriore.


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Contribuiscono a mantenere rigido l’allineamento e scorrevole la corsa i doppi cuscinetti stagni paralleli montati su ogni link.
Completano l’opera i posteriori orizzontali ed i forcellini, entrambi studiati per gestire la potenza trasmessa alla ruota senza accusare cedimenti.

Il tocco finale arriva, in entrambi i modelli, da: mozzo “boost technology”, cerchi progettati per e-bike, raggi da 2mm e perno passante da 12mm che mantengono la monoliticità sino al livello ruota.

Fantic

Una bici elettrica deve gestire grandi potenze in accelerazione, ma deve smaltire altrettanta energia in fase di decelerazione. Proprio per questo motivo l’attacco pinza è stato studiato in modo da evitare distanziali a tutto vantaggio dei momenti torcenti che sollecitano il carro posteriore nelle frenate più esasperate.

Fantic XF1 Trail è disponibile in due diverse versioni che montano differenti gommature.

Fantic XF1 Trail Casa utilizza cerchi da 27,5” ed è gommata con pneumatici da 3”, attualmente considerati il perfetto compromesso tra le FAT da 4 e 5” e le MTB “normali” da 2,2-2,4’’. La dimensione maggiorata regala maggior aderenza e trazione, unita a ottimo galleggiamento su ghiaia e terreni sdrucciolevoli.

Fantic XF1 Trail Performance monta ruota anteriore da 29×2.25” e posteriore da 27.5×2.4”.
Le ruote anteriore e posteriore diverse contraddistinguono assolutamente Fantic che punta molto su questa innovativa versione per esaltare ulteriormente le già eccellenti doti di guidabilità. Un anteriore da 29” infatti permette di affrontare in sicurezza ostacoli più impegnativi in discesa, con 2.25” di larghezza per non limitare la guidabilità incrementando il momento d’inerzia della ruota anteriore. Il 27.5” posteriore consente invece di combinare la massima corsa dell’ammortizzatore con la minima dimensione del carro e la minima inerzia della ruota.

Scheda Tecnica Xf1 Performance

XF1 Trail sarà disponibile da inizio settembre in due diverse colorazioni, nera con finiture oro e bianca con richiami agli stilemi storici azzurri/rossi di Fantic.
L’estetica e le finiture conservano la stessa maniacale attenzione per i dettagli che contraddistingue Fantic sin dalla sua nascita.
Bilanciere, supporto pinza e reggicambio sono anodizzati con colori in sintonia con quelli della bici.
Grazie alle viterie in acciaio inox, XF1 sembrerà la stessa anche dopo 10 anni di fatiche e meravigliose pedalate.
Il perno è passante anche sulla ruota anteriore (da 15mm) incrementa ulteriormente massima sicurezza e massima precisione di guida.
Ultima, ma non certo in termini di importanza, parlando di XF1 non si può non parlare di guidabilità ottimizzata, taglia per taglia, agendo sull’angolo di sterzo e tenendo conto dell’influenza del peso della distribuzione rispetto a quello atteso del pilota.

Fantic

Entrambi i modelli sono perfetti sul piano grazie alla loro corona anteriore unica da 32. Sono allo stesso modo pronti per le salite più impegnative grazie al pignone posteriore da 42 denti.
Grazie al cambio SRAM ad 11 velocità di serie vengono così abbinate la grande semplicità di funzionamento grazie alla corona unica e la possibilità di affrontare salite limite del ribaltamento.


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Fantic Gravel
Le nuove Fantic Gravel sono rivoluzionarie biciclette elettriche che rappresentano l’anello di congiunzione tra le bici stradali sportive, le Mtb e le bici da viaggio.
Sono mezzi perfettamente a loro agio sulle strade asfaltate così come strade sterrate e sentieri.
La versatilità fa delle Gravel Fantic il mezzo ideale per il viaggio cicloturistico di media e lunga percorrenza.

Fantic

Le geometrie di Fantic Gravel sono comode e meno nervose rispetto alle Mtb.
Presentano un carro posteriore più lungo, rendendo più confortevole postura e seduta.
I cerchi sono ampi e robusti (28” – 29”).
Gli pneumatici presentano un profilo che, in base alla versione, fornisce un buon grip sullo sterrato (Gravel X) o un’ottima scorrevolezza sull’asfalto (Gravel, Granturismo e Travel).

Fantic

Sono le prime Gravel elettriche mai viste al mondo.
Fantic crede in questa scelta in quanto l’aggiunta di un potente motore elettrico e di una batteria con capacità generosa consentono di allungare i propri itinerari e trovare nuovi spunti affrontando ripide salite, migliorando le proprie performance e garantendo sempre un grande divertimento alla guida.

Fantic

Fantic Gravel è pensata per poter riscoprire il piacere di pedalare con leggerezza anche in fuoristrada e sulla ghiaia, nelle cosiddette strade bianche, garantendo in queste ultime una velocità di percorrenza sostenuta.
Fantic Gravel è inoltre un eccezionale mezzo di trasporto, agile, leggero e maneggevole. Permette di affrontare pavé, manto stradale sconnesso e sanpietrini senza essere messa in difficoltà ed è perfetta per essere allestita con portapacchi e borse.
E’ insomma una bicicletta polivalente che consente di soddisfare diverse esigenze quotidiane e di farci vivere avventure da grandi viaggiatori.

Fantic

Così come nella gamma Fat Bike e in quella Mountain Bike, Fantic Gravel presenta gli eccezionali punti di forza che contraddistinguono tutte le e-bike Fantic: il potente motore Brose, gioiello della tecnologia tedesca, con un coppia di 90Nm, il più performante, piccolo e leggero della categoria.
Una batteria garantita 3 anni da 417 Wh (630Wh come optional) che vi permette di percorrere fino a 180 Km con una carica.
L’impianto frenante è costituito da potenti freni a disco idraulici, modulabili e inarrestabili nel fango e nelle pozzanghere.

Grazie all’esperienza Fantic sviluppata nell’offroad, la guidabilità è un altro punto di forza di questa due ruote.
Anche in questo caso il telaio è progettato per proteggere il motore da ogni urto, rivestendolo con una scocca di alluminio. Nessun particolare è stato lasciato al caso.
Completano le eccellenti dotazioni il cambio Sram 11 rapporti e freni a disco da 180mm sull’anteriore e 160mm sul posteriore in tutti i modelli.

Fantic

La gamma di e-bike Gravel che è stata presentata, si divide in 3 versioni principali: Gravel-X, Gran Turismo e Travel.

Fantic Gravel-X è la versione più fuoristradistica, perfetta per affrontare anche sentieri boschivi, mulattiere, discese in sterrato, monta cerchi da 29”, pneumatici da 2,2”, forcella ammortizzata Rock Shox con corsa 100mm e possibilità di blocco, freni a disco idraulici.

Scheda Tecnica Gravel X

Fantic Gravel Gran Turismo è la più sportiva della gamma Gravel, un’instancabile compagna di viaggio ed al tempo stesso una bicicletta capace di grandi performance sullo stradale anche grazie alla forcella in carbonio, cambio ultraleggero, cerchi da 28”, freni a disco idraulici.

Scheda Tecnica Gravel GT

Fantic Gravel Travel è la versione dedicata al viaggio, perfetta per lunghe avventure su due ruote.
Monta forcella in alluminio, freni a disco meccanici, cerchi da 28” ed è già predisposta per l’installazione di borse anche sull’anteriore, garantendo nuovi spazi per bagagli, strumenti o provviste.

Scheda Tecnica Gravel Travel

Info e aggiornamenti: http://fantic-bikes.it.

Dolomiti SuperSummer: anche in sella alle e-bike

COMUNICATO STAMPA

1 card Dolomiti SuperSummer + 1 e-bike = 3 giorni di divertimento puro in 4 valli.
Questa la formula del Dolomiti SuperSummer 2016, che permette di cambiare completamente l’approccio alla montagna d’estate: la prima rete d’impianti in Europa accessibile con un’unica card unita alla tecnologia delle e-bike assicurano una vacanza all’insegna della spensieratezza, in un contesto di eccezionale bellezza.

Dolomiti SuperSummer

Le Dolomiti d’estate sono sempre più un unico, grande circuito.
Come d’inverno gli sciatori possono spostarsi facilmente con gli impianti, così i visitatori d’estate si spostano da una valle all’altra, in escursioni che possono durare uno o più giorni senza trasferimenti in macchina o con i mezzi pubblici.
Tutto questo è possibile grazie al Dolomiti SuperSummer, la versione estiva dello storico Dolomiti Superski, che riunisce 100 impianti di risalita in un’unica card valida per ognuno e declinabile sulle esigenze di hiker o biker.

Pe questi ultimi c’è un’altra novità: le e-bike, che permettono di mantenersi in forma aiutando chi non si allena tutto l’anno a superare i tratti più faticosi con relativa facilità.

Dolomiti SuperSummer

Da questi ingredienti nasce una gamma pressoché infinita di escursioni che attraversano il territorio delle Dolomiti.

Ecco un esempio: un tour di quattro valli in tre giorni che parte dall’Alpe di Siusi, attraversa l’Alta Badia, la Val di Fassa e ritorno all’Alpe chiudendo l’anello.
Un percorso che si snoda tra pascoli, boschi, impianti e discese.

Dolomiti SuperSummer

E’ un tour di emozioni, discese e risalite dove l’e-bike gioca un ruolo importante: per i più esperti aumenta il raggio d’azione e la possibilità di godersi panorami e sentieri.
Per i meno allenati, offre la possibilità di percorre finalmente i tracciati in quota senza preoccuparsi troppo della resistenza.
Il principio della pedalata assistita, infatti, è semplice: il motore elettrico amplifica il lavoro delle gambe ed entra in funzione solo pedalando. Dove prima c’era una salita proibitiva, ora lo sforzo richiesto è quello di un percorso più accessibile.

Dolomiti SuperSummer

Lungo tutti i percorsi rifugi e alberghi attrezzati per ricaricare le e-bike garantiscono di non rimanere mai “a secco”.

La bellezza delle e-bike è quella di accompagnare alla scoperta delle Dolomiti in quota permettendo ad ognuno di scegliere tipo e livello di esperienza sportiva.

Dolomiti SuperSummer

Gli impianti portano le bici superando passi e vette: il resto è divertimento e scoperta di un nuovo modo di vivere la montagna su due ruote.

Info: www.dolomitisupersummer.com.

Le domande dei lettori sulla Specialized Turbo Levo

Nel corso degli ultimi mesi c’è stata una bici che ha richiamato fortemente l’attenzione di centinaia di lettori e, pur non essendo una “Mtb tradizionale”, è riuscita in brevissimo tempo a diventare quasi un oggetto di culto, elevando nettamente l’interesse intorno alle e-bike.
Stiamo parlando della Specialized Turbo Levo della quale vi abbiamo proposto il test della versione Fsr Comp 6Fattie e anche le novità e i prezzi della gamma 2017.
Diversi lettori ci hanno scritto per avere informazioni pratiche sull’utilizzo di questa bici ed eventuali upgrade dei componenti.
Ve le riassumiamo in breve con le relative risposte di Ledo Zamparella di Specialized Italia, il tecnico della piattaforma Turbo.

– Posso montare il nuovo Sram Ex1 sulla Turbo Levo oppure serve un aggiornamento software?
– Non ci sono ancora comunicazioni in merito ma per come è progettato il motore non dovrebbero esserci problemi nel montare il gruppo Sram EX1 in quanto il sistema fornisce assistenza sulla base della coppia applicata dal ciclista al motore, che quindi risulterà superiore nel caso, ad esempio, si utilizzino rapporti più agili.

Lo Sram Ex1 a 8 velocità specifico per e-bike

– Posso montare una corona da 30 denti sulla Turbo Levo oppure serve un aggiornamento software?
– Una corona da 30 denti può essere montata, ma quella fornita di serie da 32 denti è in acciaio per garantire maggior durata alla stessa.
Perciò, una corona in alluminio potrebbe essere soggetta ad una prematura usura data la coppia elevata fornita dal motore ed è meglio utilizzarne sempre una in acciaio.

La posizione del piccolo guidacatena può essere adattata in base alle dimensioni della corona.

– Per il lavaggio della bici è necessario rimuovere la batteria? Serve qualche accorgimento particolare?
– Per quanto riguarda il lavaggio non è assolutamente necessario rimuovere la batteria in quanto la stessa ha un grado di protezione IP67, mentre per il motore è IP56.
Bisogna solo prestare attenzione a non dirigere getti a pressione tipo quelli di idropulitrici o di ugelli particolarmente direzionali con getto concentrato verso i componenti relativi all’assistenza della pedalata (cioè motore, batteria e cablaggi).
Nel caso asciugare con un panno e trattare periodicamente i contatti elettrici del connettore con un prodotto specifico per prevenirne l’ossidazione e mantenerne ottimali le caratteristiche nel tempo.

L’attacco Rosenberger per il cavo del caricabatterie.

– Quando sarà possibile inserire la traccia Gpx oppure il dislivello dell’uscita in Mission Control per avere una gestione ottimale del supporto motore?
– Per quanto riguarda l’applicazione ci hanno comunicato che stanno lavorando ad un importante aggiornamento, presumo comprensivo anche della lingua italiana in quanto mi hanno chiesto di tradurre ogni singola voce già esistente, ma non si sono sbilanciati sui dettagli di eventuali implementazioni.

– Il telecomando Garmin per e-bike si collega tramite bluetooth o Ant+?
– Il telecomando di Garmin si interfaccia tramite connessione wireless Ant+ a 2.4Ghz. Qui i dettagli e i prezzi.

Qui tutti gli articoli relativi alle Specialized Turbo Levo.

Novità Giant 2017: ecco immagini e prezzi ufficiali

Se stavate cercando le immagini e i prezzi della gamma Giant 2017 eccovi serviti.
Il marchio taiwanese si prepara alla seconda stagione sul mercato italiano tramite una filiale vera e propria e lo fa con novità molto interessanti di cui vi abbiamo già parlato in precedenti articoli.
In particolare si tratta di:

Giant Xtc
Giant Anthem
Giant Trance
Giant Full-E Plus

In questo articolo vi mostriamo, però, tutto il resto della gamma Giant 2017 ricordandovi che in casa Giant i modelli in carbonio sono contraddistinti dalla dicitura Advanced (in alcuni casi abbreviata in Adv), mentre quelli con telaio in lega leggera non hanno dicitura Advanced.
Iniziamo dalle bici con escursione più contenuta:

GIANT XTC

novità giant 2017
Giant XTC Advanced 29 3 GE: 1599€
novità giant 2017
Giant XTC Adv 29 1: 3599€
novità giant 2017
Giant XTC ADV SL telaio: 1699€
novità giant 2017
Giant XTC ADV SL: 5999€
novità giant 2017
Giant XTC ADV 29 3 Deep Blue: 1599€
novità giant 2017
Giant XTC ADV 29 2: 2299€
novità giant 2017
Giant XTC ADV 29 1: 3599€
novità giant 2017
Giant XTC ADV 29 0 Blue: 6999€
novità giant 2017
Giant XTC ADV 3: 1899€
novità giant 2017
Giant XTC ADV 2 Deep Blue: 2299€
novità giant 2017
Giant XTC ADV 1: 3199€
novità giant 2017
Giant XTC ADV + 1 Red: 2999€

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GIANT FATHOM
Si tratta di una nuova gamma di hardtail pensata per affiancarsi alle Xtc. Sono previsti solo telai in lega leggera e geometrie molto moderne con tubo superiore molto lungo, angolo di sterzo da 69° (con forcella da 100 mm), carro da 44,2 cm e ruote da 29 pollici. Ecco la gamma prevista per il mercato italiano:

novità giant 2017
Giant Fathom 29er 2 LTD ORANGE: 999€
novità giant 2017
Giant Fathom 29er 2 LTD Black: 999€
novità giant 2017
Giant Fathom 29 0 Red: 1499€
novità giant 2017
Giant Fathom 29 0 Red: 1499€
novità giant 2017
Giant Fathom 1 Blue: 1299€

GIANT TALON
La gamma Talon rappresenta la proposta di Giant per chi vuole iniziare: telaio hardtail in lega leggera e allestimenti basici, pensati per chi vuole spendere meno e iniziare a pedalare.

novità giant 2017
Giant Talon 1 Ltd: 849€
novità giant 2017
Giant Talon 1: 849€
novità giant 2017
Giant Talon 2 Ltd: 749€
novità giant 2017
Giant Talon 2 Ltd: 749€
novità giant 2017
Giant Talon 2 Ltd: 749€
novità giant 2017
Giant Talon 2 Ltd: 749€
novità giant 2017
Giant Talon 3 Ltd: 629€
novità giant 2017
Giant Talon 3 Ltd: 629€
novità giant 2017
Giant Talon 3 Ltd: 629€

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GIANT ANTHEM
E’ stata completamente ridisegnata per confrontarsi con avversarie molto agguerrite, ovvero le biammortizzate da cross country ad alte prestazioni. Ecco la gamma e i prezzi ufficiali disponibili in Italia:

novità giant 2017
Giant Anthem X ADV 29er: 3899€
novità giant 2017
Giant Anthem 1 Black: 3499€

novità giant 2017
Giant Anthem 3 BLack: 1899€
novità giant 2017
Giant Anthem ADV 1 Yellow: 3999€
novità giant 2017
Giant Anthem X 29er Black: 2499€

GIANT TRANCE
Le trail bike cambiano, diventando più aggressive e ambiziose, e anche la Giant Trance cambia. Vi avevamo già mostrato le specifiche e i dettagli del nuovo modello e ora vi mostriamo una parte della gamma e i prezzi dei modelli disponibili in Italia.

Purtroppo al momento di non tutti i modelli venduti in Italia sono disponibili le immagini, pertanto vi rimandiamo al listino pubblicato in fondo all’articolo per capire come si compone effettivamente la gamma Giant Trance Advanced e Giant Trance.

novità giant 2017
Giant Trance ADV 0 Blue: 6499€
novità giant 2017
Giant Trance ADV telaio: 2499€
novità giant 2017
Giant Trance ADV 1 : 4299€
novità giant 2017
Giant Trance 4_Black: 1599€
novità giant 2017
Giant Trance 3_Deep Blue: 1799€
novità giant 2017
Giant Trance 1_Gray: 3699€

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GIANT REIGN
Non era fra le novità Giant 2017 mostrate ai Media Days di Kirchberg e questo ha indotto molti a pensare che la nuova Giant Reign sarebbe arrivata più tardi. Ma così non sarà, perché la Giant Reign 2017 non muterà sostanzialmente rispetto a quella 2016, ad eccezione della versione Sx (solo con telaio in lega leggera) con forcella da 170 mm di corsa e ammortizzatore a molla. Ecco la gamma Giant Reign 2017:

novità giant 2017
Giant Reign ADV 0 Blue: 6999€
novità giant 2017
Giant Reign ADV 1_Red: 4999€
novità giant 2017
Giant Reign ADV telaio: 2999€
novità giant 2017
Giant Reign 1_Green: 4399€
novità giant 2017
Giant Reign SX_Orange: 3599€
novità giant 2017
Giant Reign_1.5 LTD: 2999€

GIANT GLORY
Anche il modello da downhill rimane invariata da un punto di vista tecnico rispetto a quello attuale. Cambiano però gli allestimenti e le colorazioni che vi mostriamo di seguito:

novità giant 2017
Giant Glory ADV 0_Blue: 6999€
novità giant 2017
Giant Glory ADV 0_Blue: 6999€
novità giant 2017
Giant Glory ADV 1_Red: 4499€
novità giant 2017
Giant Glory ADV telaio: 2999€
novità giant 2017
Giant Glory 1_Blue: 3799€
novità giant 2017
Giant Glory 2_Green: 2599€

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GIANT FULL-E PLUS
E’ una delle novità principali per il 2017: la Giant Full-E Plus rappresenta un importante passo in avanti in campo e-bike a doppia sospensione con ruote 650b Plus. Tutte le specifiche le trovate in questo articolo, mentre di seguito trovate le colorazioni e i prezzi ufficiali per l’Italia:

novità giant 2017
Giant Full-E plus 0 SX:6799€
novità giant 2017
Giant Full-E plus 1: 4599€
novità giant 2017
Giant Full-E plus 1: 4599€
novità giant 2017
Giant Giant Full-E plus 2: 3799€
novità giant 2017
Giant Full-E plus 2: 3799€

GIANT DIRT-E PLUS
Di fianco alla versione con doppia sospensione, ecco la gamma Giant Dirt-E Plus, sempre con gomme 650b Plus e con pedalata assistita. Questa piattaforma di bici utilizza il sistema Giant SyncDrive Sport da 80Nm di coppia con motore Yamaha. La batteria è da 500Wh e la trasmissione è a doppia corona, mentre la geometria prevede un angolo di sterzo da 69° e un carro da 45,9 cm.

novità giant 2017
Giant Dirt-E plus 0: 3999€
novità giant 2017
Giant Dirt-E plus 1: 3099€
novità giant 2017
Giant Dirt-E plus 1: 3099€
novità giant 2017
Giant Dirt-E plus 2: 2649€
novità giant 2017
Giant Dirt-E plus 2: 2649€

Infine, ecco il listino prezzi Giant 2017 completo che prevede anche la gamma Liv 2017 (ossia i modelli specifici per il pubblico femminile), le altre proposte a pedalata assistita e gli altri allestimenti dei modelli mostrati dei quali non è disponibile la foto:

Qui le altre novità 2017 pubblicate da MtbCult.

Per informazioni GiantBicycles.com/it

Scegliere la e-bike: trail 650b Plus o da enduro cattivo?

Sandro
via e-mail
Caro Simone, vedendo il post su Facebook (riportato in basso, ndr) che rilancia un “vecchio” articolo sulle Plus, mi permetto di chiedere un aiuto su un mio dubbio: devo scegliere la e-bike 2017 e la marca su cui vorrei-dovrei stare (Cube) propone il formato Plus su una 140 mm di escursione e angolo di 67,3°.

Attualmente ho una muscolare enduro da 160 mm e 66,3° e potrei avere una e-bike tale e quale di geometria (ma che al massimo potrebbe montare 2,35” o 2,4”).
La domanda è quindi questa: baratteresti i 20 mm di escursione e SOPRATTUTTO 1 grado di apertura con il formato più ciccione?
Dipende che tracciati fai e quanto veloce vuoi andare, dirai tu, ma noi poveri mortali facciamo un po’ tutto quello che capita, dal ripidone lento supertecnico alle curve spondate di qualche bikepark scavato come un biliardo…
Mi interessa molto la tua opinione. Un saluto.
PS: ripreso del tutto dalla superbotta?

Risponde Simone Lanciotti
Sandro, la tua domanda è la domanda che molti lettori si stanno facendo in questo momento.
O che presto si faranno nel momento in cui, decisi a prendere una e-bike, dovranno capire verso quale tipologia di e-bike orientarsi.
Al momento in campo e-bike offroad (cioè le Mtb a pedalata assistita) si può fare questa macro suddivisione in base alle loro caratteristiche tecnico-geometriche (sulla base dei dati delle bici 2016-2017):

e-bike enduro
– escursione posteriore di 160 mm e oltre
– sospensione più posteriore più orientata alla discesa
– forcella da 160-180 mm (in base al travel posteriore) con steli da 35-36 mm di diametro
– ruote 27,5”
– geometrie di sterzo e reach allineate a quelle delle Mtb da enduro-freeride
– altezza movimento centrale superiore ai 36 cm
– peso che oscilla fra 22 e 24 Kg (indicativamente)

La gamma Haibike Xduro Nduro ed Sduro Nduro (qui i modelli e i prezzi 2017) è stata fra le prime a rivolgersi agli utenti enduro ed è un riferimento ancora oggi.

e-bike trail
– escursione posteriore di 130-140 mm
– sospensione posteriore più orientata all’efficienza di pedalata
– forcella da 140-150 mm (in base al travel posteriore) con steli da 34-35 mm di diametro
– ruote 650b Plus
– geometrie di sterzo e reach allineate a quelle delle Mtb da trail-all mountain
– altezza movimento centrale sotto i 35 cm
– peso che oscilla fra 21 e 23 Kg (indicativamente)

La Specialized Turbo Levo Fsr 6Fattie (qui i dettagli e i prezzi 2017) è innegabilmente il riferimento nella categoria e-bike trail.

E’ vero, esistono anche le e-bike full suspension con travel più contenuto (120 mm) e anche le e-bike hardtail che, con le gomme Plus, diventano molto interessanti, ma la tua selezione le ha già escluse.
Quindi, tornando alle due categorie di sopra, le gomme Plus compensano in parte il minor travel delle sospensioni e le capacità tecniche delle e-bike trail sono abbastanza vicine a quelle delle e-bike enduro.

Scegliere la e-bike
Però ci sono delle differenze, magari appena percettibili a livello di peso, che riguardano:

– la maneggevolezza
Le gomme Plus, se il cerchio è in alluminio, aumentano l’inerzia della bici nei cambi di direzione perché sono più pesanti di gomme da 2,4” di sezione. Se a ciò aggiungi il peso maggiore del resto della bici, ecco che le e-bike trail con gomme Plus richiedono una rivisitazione dello stile di guida. Nulla di clamoroso, perché se è vero che la maneggevolezza cala, è anche vero che la capacità di superamento degli ostacoli è nettamente superiore.
Effetto carro armato…

– la stabilità
L’escursione superiore delle sospensioni, soprattutto di quella posteriore, ha, al momento, una controindicazione: il movimento centrale è più alto, anche di molto rispetto a una bici da enduro tradizionale.
Perché? Perché, essendo una bici pensata per un uso enduro, bisogna ridurre il rischio di impatti fra motore e scalini, rocce e quant’altro.
E quindi la soluzione è “tirare su” il motore.
Come fare, allora, dinanzi a gradoni molto pronunciati? con una e-bike enduro non ci sono reali limitazioni, proprio perché il movimento centrale è più alto e le sospensioni, spesso, sono ben superiori a 160 mm di travel e di questo ce ne si accorge, purtroppo senza entusiasmi, in curva, sui single track stretti e lenti e nei cambi di direzione.
Qui le e-bike trail con gomme Plus sono più divertenti e facili da guidare, perché sono più simili a trail bike tradizionali.

Scegliere la e-bike

– l’efficienza della sospensione posteriore
Fra una sospensione posteriore da 180 mm e una da 130 mm di escursione ci sono molte differenze in termini di efficienza di pedalata.
Più mm hai a disposizione e meno efficiente è la sospensione durante la pedalata: è un’equazione dalla quale, per ora, non si scappa.
Se cala l’efficienza, aumenta il dispendio energetico mentre si pedala e questo si ripercuote anche sulla durata della batteria e sull’autonomia effettiva di una e-bike.
Poi, i più tecnici diranno che il motore elettrico, di suo, migliora l’efficenza (su alcuni telai di più, su altri di meno) perché rende più rotonda l’erogazione della potenza, ma l’equazione di sopra è vera anche per le e-bike.

In un caso come il tuo, possedendo tu già una Mtb da enduro, ti consiglierei di andare su una e-bike trail, un po’ più leggera (e più facile da alleggerire), con la quale affrontare percorsi anche lunghi (se impari a usarla, puoi riuscirci).
Se invece hai in mente di fare delle gare di enduro (e in futuro, stanne certo, ce ne saranno tante in calendario) e/o di usare i tanti mm di corsa a disposizione, allora è preferibile una e-bike enduro che in discesa, comunque, ti permette di andare tanto tanto forte.
Il discorso, e qui mi rivolgo a tutti gli altri lettori, in realtà, è più vasto di quanto spiegato in questo articolo, perché non possiamo dimenticare che proprio negli ultimi mesi hanno fatto la loro comparsa modelli di e-bike con gomme Plus e travel di 160 mm.
Come la Cannondale Moterra Lt, la Trek Powerfly Lt (nella foto sopra), la Moustache Samedi 27 Race restando fra quelle che sono state presentate fino ad oggi.
La scelta, ora, sta a te… e facci sapere come ti troverai inserendo la tua nuova bici dentro al Garage

Qui tutti gli articoli sul mondo e-bike.

Ps: la superbotta è quasi passata del tutto. Grazie di avermelo chiesto, così, rispondendo a te, rispondo anche ai tanti lettori che continuano a chiedermelo. Grazie a tutti ✊✌️



Moustache Hidden Power: carbonio e batteria integrata Bosch

Alla sua sesta stagione Moustache introduce la più importante innovazione della propria breve ma intensa vita di azienda che produce solo ed esclusivamente bici a pedalata assistita. Moustache Hidden Power è l’ultima innovazione di un brand nato solo sei anni fa e che ha fatto dello sviluppo della bici elettrica il proprio credo e su cui ha concentrato tutti i propri sforzi.

Moustache Hidden Power
La Moustache Samedi 27 Off 8

Moustache, sin dalla nascita che risale al 2010, crede nella Mtb ad assistenza elettrica, alla infinita potenzialità di inclusione ed all’ineguagliabile piacere di guida che rappresenta. Moustache vuol dire migliaia di ore di sviluppo e di test e centinaia di migliaia di km a pedalata assistita. E’ questa grande esperienza, le ore passate in bici e le notti spese a progettare e disegnare che ritroviamo oggi nelle nuove 3 piattaforme della gamma 2017:

Hardtail: Samedi 27 OFF 6 e 8
Full Suspension 140: Samedi 27 TRAIL 6, 8, 9 e Limited
Full Suspension 160: Samedi 27 RACE 6, 8 e 9

Moustache Hidden Power
La Moustache Samedi 27 Race 6

La gamma 2017 Mtb di Moustache è l’unica, per ora, a presentare la totale integrazione della batteria Bosch nel telaio, con telai in alluminio e telai in carbonio. Per quanto riguarda questi ultimi, Moustache dichiara un risparmio di circa 890 gr rispetto all’analogo in lega leggera grazie all’utilizzo di fibra Toray T700 ad alto modulo e ad alta resistenza.

Moustache Hidden Power
Gli stampi per il telaio in fibra di carbonio.

«Abbiamo lavorato molto sull’integrazione e sull’estetica, estetica che volevamo pulita e dinamica, così come sulle sensazioni di guida, un altro punto chiave del progetto! – dichiara Emmanuel Antonot co-fondatore di Moustache ed ingegnere a capo dello sviluppo – Questi nuovi prodotti sono il risultato di un progetto un po’ folle, quasi impossibile, che ha richiesto 2 anni di sviluppo. La sfida non era solo quella di integrare la batteria ma sopratutto di ridurre i volumi al minimo. Abbiamo dovuto ottimizzare ogni angolo, arrotondare gli spigoli e limare ogni millimetro. Con non poche difficoltà.»

Moustache-Samedi27-RACE8-2017-29

Altra sfida è stata quella di abbassare il centro di gravità della bici. Moustache è stata in grado di abbassarlo ancora di più e di spostarlo all’indietro, grazie all’integrazione della batteria e all’abbassamento allo spostamento all’indietro dell’ammortizzatore.

Moustache-Samedi27-TRAIL6-2017-7
La Moustache Samedi 27 Trail 6

La gamma Moustache Hidden Power consta di 2 hardtail, 2 full in alluminio da 140 mm, due in carbonio da 140 mm, 2 in alluminio da 160 mm e una in carbonio da 160 mm. Tutte con ruote 650b Plus e con gomme Maxxis Rekon con sezione 2.8″ e tutte con ruote e pedivelle esclusive Moustache.
Le pedivelle sono dei modelli proprietari fatti apposta per aumentare la rigidità e la precisione della guida minimizzando l’usura.
Il motore è il Bosch Performance Line Cx, la batteria, integrata nel tubo obliquo, è da 500 Wh e il display è il Bosch Intuiva.

Moustache Hidden Power
In questa foto si vede la cover che nasconde la batteria Bosch.
Foto Pro-M
Moustache Hidden Power
Qui è stata tolta la cover.
Foto Pro-M
Moustache Hidden Power
La fase di rimozione della batteria.
Foto Pro-M
Moustache Hidden Power
E questo è il vano di contenimento della batteria all’interno del tubo obliquo. Precisiamo che la bici fotografata è un esemplare pre-produzione quindi l’alloggiamento e la cover non sono ancora quelli definitivi.
Foto Pro-M

MOUSTACHE SAMEDI 27 OFF
– Hardtail
– ruote 650b Plus
– motore Bosch Performance Line Cx
– batteria da 500Wh
– angolo di sterzo: 68°
– altezza movimento centrale: 31,3 cm
– lunghezza carro: 45,9 cm

Moustache Hidden Power
Samedi 27 Off 6 (Alluminio)
Moustache Hidden Power
Samedi 27 Off 8 (Alluminio)

Moustache Hidden Power

Di seguito la geometria della Moustache 27 Off:

Moustache Hidden Power

MOUSTACHE SAMEDI 27 TRAIL
– full suspension da 140 mm di travel
– ruote 650b Plus
– motore Bosch Performance Line Cx
– batteria da 500Wh
– angolo di sterzo: 67,6°
– altezza movimento centrale: 34,2 cm
– lunghezza carro: 46,5 cm

Moustache Hidden Power
Samedi 27 Trail 6 (Alluminio)
Moustache Hidden Power
Samedi 27 Trail 8 (Alluminio)
Moustache Hidden Power
Samedi 27 Trail 9 (Carbonio)
Moustache Hidden Power
Samedi 27 Trail Limited (Carbonio)

Moustache Hidden Power

Di seguito la geometria dei modelli Moustache Samedi 27 Trail:

Moustache Hidden Power

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MOUSTACHE SAMEDI 27 RACE
– full suspension da 160 mm di travel
– ruote 650b Plus
– motore Bosch Performance Line Cx
– batteria da 500Wh
– angolo di sterzo: 66,5°
– altezza movimento centrale: 34,9 cm
– lunghezza carro: 46,5 cm

Moustache Hidden Power
Samedi 27 Race 6 (Alluminio)
Moustache Hidden Power
Samedi 27 Race 8 (Alluminio)
Moustache Hidden Power
Samedi 27 Race 9 (Carbonio)

Moustache Hidden Power

Di seguito la geometria per i modelli Moustache Samedi 27 Race:

Moustache Hidden Power

L’azienda francese, madre di moltissime innovazioni che si trovano oggi sulle comuni bici a pedalata assistita, prosegue anche proponendo l’ampio range sulla trasmissione con pignoni da 14 e cassette che arrivano a 46 denti, per sfruttare al massimo le potenzialità che questa incredibile tecnologia permette.
Per ottenere i massimi benefici dal formato ruota 650b Plus, Moustache ha sviluppato un proprio cerchio in lega leggera 6061 con una larghezza interna di 35.
Questo, combinato con mozzi ricavati dal pieno e raggi con tensionatura ottimizzata per le e-bike, permette un guadagno sia in fatto di precisione di guida che di resistenza strutturale delle ruote.

Moustache Hidden Power
La sezione del cerchio con foratura asimmetrica.

Moustache-Samedi27-RACE6-2017-26

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Per concludere, una curiosità: nel progetto Moustache Hidden Power è inserito anche il tandem a pedalata assistita, dotato di due batterie (2 x 500 Watt) e di un motore posizionato sul movimento centrale posteriore dotato di una pedivella speciale capace di unire quella anteriore e quella posteriore e di funzionare insieme con il motore.
Il tandem sfrutta anche la nuova doppia batteria Bosch (qui i dettagli) che porta la capacità complessiva a 1 KWh. Ecco foto e geometria della Moustache Samedi 27 X2:

Moustache Hidden Power
Moustache Samedi 27 X2

Moustache Hidden Power

Per una piccola azienda nata pochi anni fa da 2 persone e che oggi vanta 32 persone di organico e 45 modelli a catalogo, il 2017 segna davvero un anno di incredibile svolta.
Per maggiori informazioni, Moustachebikes.com (prezzi e caratteristiche tecniche verranno comunicate a breve) oppure potete contattare 4Guimp, importatore per l’Italia, e scrivere a info@4guimp.com.

SHORT TEST – Prime uscite con Shimano Steps e Deore Xt Di2

PONTRESINA – Dello Shimano Steps, ovvero del motore per e-bike della casa giapponese, vi avevamo mostrato solo poche informazioni ma finalmente la scorsa settimana abbiamo avuto l’occasione di provare sul campo sia la trasmissione Shimano Deore Xt Di2 sia, appunto, il sistema di assistenza per le e-bike Shimano Steps di cui vi avevamo brevemente parlato qui.

Shimano Steps

Già nel 2013 Shimano aveva realizzato una serie di componenti dedicati all’utilizzo urban, ma visto l’interesse intorno alla pedalata assistita anche sulle Mtb, Shimano ha presentato lo Steps, ossia una soluzione che nelle intenzioni del produttore giapponese possa garantire il massimo divertimento e la naturalezza della pedalata.
Tali risultati sono stati raggiunti grazie a una nuova unita motrice dalla logica di funzionamento evoluta che restituisce un supporto di pedalata più naturale al biker.
Oltre al kit, composto da display, batteria, supporto batteria, unità motrice, pedivelle, comandi al manubrio e sensore di velocità, per la parte restante della trasmissione si può attingere ai componenti meccanici o elettromeccanici Shimano Xtr/Deore Xt, a 10 o a 11 velocità.
La batteria, a ioni di litio, ha una capacità di 500Wh ed il motore una potenza massima di 250W per una coppia massima di 70Nm. Shimano dichiara la batteria garantita per mille cicli di ricarica, oltre i quali la capacità immagazzinabile comunque non scende sotto l’80%, un risultato che si può considerare apprezzabile.
Il cambio verrebbe alimentato dalla medesima batteria nel caso si optasse per utilizzare la trasmissione Deore Xt Di2/Xtr Di2.
In quest’ultimo caso l’ integrazione dei componenti Shimano rende possibile utilizzare anche lo stesso display per ricevere informazioni sulla carica residua, marcia utilizzata, velocità istantanea, trip computer, modalità di assistenza e supporto ricevuto.

Shimano Steps
Il display dello Shimano Steps con trasmissione Deore Xt Di2.
Shimano Steps
Sul display integrato dello Shimano Deore Xt Di2 è possibile visualizzare la modalità di assistenza alla pedalata. In questo caso la modalità Boost.


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Unità motrice
Shimano ha realizzato un piccolo capolavoro in termini di ingombri, peso ed erogazione della potenza. Effettivamente le dimensioni sono molto contenute permettendo di mantenere la stessa lunghezza dei foderi bassi e lo stesso fattore Q di una guarnitura tradizionale, con indubbi vantaggi in termini di guidabilità e naturalezza di pedalata. Il peso dell’unità, inferiore ai 3,2 Kg, è attualmente un riferimento e un altro punto a favore della maneggevolezza.

Shimano Steps
Il motore Shimano Steps ancora in fase di prototipo

Shimano Steps

Shimano Steps

073990_irmo_keizer
Ed ecco la versione definitiva della batteria da 500Wh dello Shimano Steps

Grande lavoro è stato svolto per assicurare un’ assistenza alla pedalata che fosse il più naturale possibile, l’intervento non è mai brusco; la cadenza di pedalata è il parametro principale che influenza il supporto ricevuto, direttamente proporzionale alla potenza ed inversamente alla coppia; quindi avremo molta potenza a frequenze di pedalata elevate e, viceversa, molta coppia a frequenze ridotte.
Questo è utile, ad esempio, nelle ripartenze in salita, dove spesso può essere utile un supporto immediato alla pedalata.
Oltre alle modalità di assistenza Eco, Trail e Boost è prevista la funzionalità Walk, utile qualora il biker fosse costretto a spingere a piedi il proprio mezzo.

Shimano Steps

Shimano Steps
Durante il test dello Shimano Steps abbiamo avuto modo di provare anche il nuovo pacco pignoni Shimano Deore Xt 11-46. Eccolo in questa foto.

A differenze di altri produttori che adottano per la guarnitura una corona molto piccola, Shimano ha scelto una soluzione standard, si possono utilizzare due scalature a scelta tra 34t o 38t e le pedivelle sfruttano la tecnologia proprietaria Hollowtech.

Shimano Steps


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In sella
La test bike, realizzata su telaio Mondraker Factor, è dotata di ruote 650b Plus ed è allestita con il nuovo gruppo Shimano Deore Xt Di2 (di cui parleremo più avanti in un paragrafo dedicato), ho così l’occasione di sperimentare la migliore soluzione Shimano per le e-bike.
La prima novità è rappresentata dal gruppo comandi che normalmente sarebbe servito per azionare il deragliatore anteriore, ma nel mio caso gestisce le modalità di assistenza del motore.
Le regolazioni di rito richiedono attenzione particolare alla pressione delle gomme e al rebound di forcella e ammortizzatore, molto importanti quando si parla di 650B Plus perché dobbiamo compensare in qualche misura l’effetto elastico che i grandi volumi d’aria degli pneumatici producono.

Shimano Steps
Pronti per partire per il primo giro di prova…

In salita
Le prime salite alpine, in maggior parte sterrate scorrevoli con pendenze medie intorno al 6-8%, le affronto in modalità Eco, più che sufficiente per salire con la giusta dose di aiuto, quando la pendenza aumenta considerevolmente passo alla modalità Trail che secondo me potrebbe essere quella più utilizzata in generale.
La transizione tra le due modalità avviene in modo dolce, non noto brusche variazioni ed il comando al manubrio ha il “classico” feeling Shimano: morbido ed immediato.
Inserisco l’aiuto Boost solamente per superare alcune salite altrimenti impossibili, in questa modalità il motore moltiplica la forza applicata del 300%.

Shimano Steps

Complice anche il formato ruota 27,5″ Plus, forse lo standard ruota migliore per le e-bike, la trazione a disposizione è tantissima; nei single track molto ripidi (cadenza di pedalata bassa) ho molta coppia a disposizione e la sensazione di avere quasi un traction control,
difficilmente perdo aderenza con lo pneumatico posteriore anche in situazioni estreme con fango e rocce.
Nelle parti più scorrevoli (cadenza di pedalata alta), maggiore è la frequenza di pedalata e superiore è il supporto ricevuto, fino al limite di legge dei 25 Km/h.

Shimano Steps

In discesa
Un aspetto interessante da considerare, per fare un paragone con il Bosch, è l’erogazione della potenza nella mezza pedalata in uscita di curva: il sistema tedesco, rispetto a quello Shimano, eroga troppa potenza a parità di livello di assistenza e ciò impone un certo adattamento per evitare che la bici torni ad allargare la traiettoria.
Il motore Shimano ha tempi di intervento e stacco ridottissimi, senza strappi, nonchè un funzionamento molto silenzioso. Queste peculiarità contribuiscono a rendere agevole la guida nei single track, anche i più tortuosi.
Per nostra “fortuna” il meteo ci ha proposto situazioni limite in termini di fango, al momento l’unico vero tallone d’achille in grado di fermarci.
Da un lato lo pneumatico da 2,8″ non ha grandi capacità di autopulirsi, dall’altro l’erogazione del motore diventa improvvisamente poco gestibile perché servirebbe ancora maggiore dolcezza in termini di erogazione.

Shimano Steps

Gruppo Shimano Deore Xt Di2
Un paragrafo a parte lo dedichiamo alla nuova trasmissione elettro meccanica realizzata da Shimano; il sistema mutua le caratteristiche dal fratello maggiore Xtr Di2 in termini di ergonomia ed efficienza; i comandi deragliatore anteriore e cambio sono estremamente morbidi e rapidi ed hanno bisogno di una azione minima per essere azionati.
Non ho mai riscontrato problemi dovuti ad una cambiata imperfetta anche stressando volontariamente il cambio.

Shimano Steps

Shimano Steps
I comandi cambio del Deore Xt Di2

La parte relativa alla trasmissione è completamente personalizzabile attraverso il software E-Tubes (disponibile al momento per iOS e PC, ma ben presto anche per Android) e la connessione Bluetooth, mediante il quale possiamo:

– personalizzare la funzione Synchro Shift il cui funzionamento è mostrato nel video seguente:

configurare il multishift, ovvero impostare quanti rapporti cambiare contemporaneamente tenendo premuto il  pulsante di cambio marcia.
stabilire la velocità di cambiata in un range che va da very slow a very fast.
caricare eventuali aggiornamenti software.
stabilire quale pulsante ha la funzione di up-shifting e quale quella di down-shifting.
– allineare il deragliatore anteriore e posteriore.

Shimano non prevede alcuna interazione tra il software E-Tubes e l’unità motrice Steps, e purtroppo non possiamo quindi agire sui parametri di erogazione, potenza e tutto ciò che è inerente l’unità motrice.

Shimano E-Tubes
L’interfaccia Shimano E-Tube da cui si può personalizzare il comportamento di ogni singolo componente
Shimano E-Tubes
E-Tube -Impostazioni Multishift – ovvero velocità del cambio e numero simultaneo di marce cambiate tenendo premuto il pulsante.
Shimano E-Tubes
E-Tube – Personalizzazione pulsanti comando cambio, ovvero con quale pulsante scalo/salgo di marcia.

Come per il gruppo superiore la guarnitura può essere utilizzata monocorona, doppia o addirittura tripla, abbinata ad un pacco pignoni con scalature 11-40, 11-42 o 11-46, con quest’ultima che troverà spazio soprattutto in ambito monocorona.
I freni si sono rivelati infaticabili e sempre pronti, la corsa a vuoto della leva non è mai variata nemmeno dopo lunghe frenate.
Peccato non fossero integrati né integrabili nel supporto dei comandi cambio (foto sotto).

Shimano Steps
I comandi cambio del Deore Xt Di2 non sono integrabili con le leve dei freni.

Shimano Steps

Il deragliatore posteriore mantiene il profilo Shadow Plus, quindi ingombri laterali ridotti e scuotimenti e sbattimenti della catena limitati.
Per utilizzare il gruppo Shimano Deore Xt Di2 su mountain bike non a pedalata assistita c’è bisogno della batteria dedicata opportunamente alloggiata nel telaio della bicicletta.
La durata della carica è stimata in circa 20 ore di utilizzo continuo e tempo di ricarica di circa 1,5 ore.

Shimano Steps

Shimano Steps


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Durante il mio seppur breve test dello Shimano Deore Xt Di2 ho avuto modo di farmi un’idea ben precisa delle sue qualità, ma anche dei contro che sono emersi durante il confronto con altri media presenti all’evento di Pontresina:

Pro
– 
stesse caratteristiche del gruppo Xtr Di2 ma a un livello di prezzo più accessibile
– meno ricercatezza nei materiali ma prestazioni allineate al Xtr Di2.
possibilità di personalizzare i parametri della trasmissione.
cura del dettaglio e precisione nelle lavorazioni.

Contro
sussiste ancora una certa laboriosità dovuta a collegamenti e connessioni a PC/tablet/smartphone.
costo dei ricambi
– l’assistenza post-vendita richiede personale molto qualificato

Ma come se la sono cavata lo Shimano Steps e il Deore Xt Di2 insieme?
L’integrazione dei display secondo me è un valore aggiunto perché si riducono gli ingombri ed aumenta la protezione da eventuali impatti contribuendo a non affollare il manubrio.
Decisamente positivo il giudizio sul motore in termini di logica di funzionamento, ingombri, peso e silenziosità.
La batteria si è dimostrata sufficiente per affrontare con successo un percorso di circa 40 Km e 1600 mt di dislivello, a patto però di saperne dosare le modalità di assistenza per prolungarne l’autonomia.
Nel mio caso ho utilizzato quasi sempre la modalità Eco e occasionalmente la Trail, ovvero quando la pendenza andava oltre il 6%, e al termine dell’uscita avevo meno del 20% di batteria residua.

Shimano Steps

Shimano Steps

E’ molto interessante segnalare che una ricarica di 2 ore è sufficiente per recuperare l’80% di energia, mentre il 100% si raggiunge in 4 ore.
Il funzionamento della trasmissione si è dimostrato sostanzialmente esente da problemi, solamente la situazione limite dovuta al fango mi ha fornito spunti di riflessione:   normalmente in queste contesti cerco di “accompagnare la marcia” alleggerendo la pedalata e la pressione sul comando, ma con il Di2 questo non è stato possibile e il cambio ha tentato ripetutamente la cambiata stressando oltre misura i componenti.
Al di là di questo specifico contesto non posso che valutare positivamente anche l’integrazione del Di2 con il kit Steps ed attendere nell’immediato futuro i primi modelli con motore e batteria integrati nel telaio.
Restate sintonizzati…
Di seguito i pro e contro dell’abbinata Steps+Deore Xt Di2

Pro
– motore piccolo e potente (fra i più leggeri sul mercato)
 logica di funzionamento del motore ben studiata.
– la bici ha un baricentro molto basso.
le quote geometriche della bici non variano.
– la lunghezza dei foderi e il fattore Q non variano.
– il display resta ben protetto dagli urti.

Contro
– a batteria scarica, se si utilizza un cambio Di2, questo non funziona più perché non è più alimentato. E’ stato implementato un correttivo per cui in corrispondenza di un livello di carica molto basso si manterrà la sola funzione di cambiata e non più di assistenza alla pedalata.
– Shimano non ha previsto, al momento, la possibilità di personalizzare i parametri di assistenza
– anche per lo Shimano Steps, la funzione Walk fornisce poco sostegno soprattutto quando si tratta di spingere la bici in salita.
Le pedivelle girano automaticamente fino al raggiungimento della velocità di 6 Km/h ma il sistema attuale non è a conoscenza della marcia in uso, per cui se la catena si trova su rapporti da salita di fatto ne vanifica il supporto.

Shimano Steps
La corona dello Shimano Steps è in acciaio e può essere solo da 34 o 38 denti.

Per ottenere maggiore assistenza occorre selezionare un rapporto più lungo, ma questo poi impone di ricambiarlo nel caso si voglia o si possa tornare a pedalare.
Shimano ha già pronta un’implementazione che permetterà al motore di capire quale marcia si sta utilizzando ed adeguarne la spinta in modalità Walk.
– il problema principale lo abbiamo riscontrato in caso di fango: il Deore Xt Di2 cambia sempre alla stessa velocità anche quando la logica suggerirebbe di alleggerire la nostra azione.
Il supporto del motore in questo caso non ci aiuta, perché non ci dà la “sensibilità” sulla cambiata ed è successo che, in alcuni casi, il cambio si sia danneggiato durante la cambiata.

Qui trovate tutti gli articoli sui prodotti Shimano pubblicati da MtbCult.

Per informazioni: Shimano-steps.com/mtb

Novità Haibike 2017: eConnect e motore Yamaha Pw-X

Fra le novità Haibike 2017, oltre a un rinnovamento completo delle colorazioni e degli allestimenti, figura il nuovo motore Yamaha PW-X le cui specifiche tecniche lo portano al livello della concorrenza più diretta e affermata, ovvero, Bosch e Brose.
La potenza del motore è di 250 W con 80 Nm di coppia e a cambiare sono gli ingombri e i pesi (ridotti entrambi di circa un 10%) mentre la cadenza di pedalata massima di supporto del motore è stata portata da 90 rpm a 120 rpm.

novità Haibike 2017
Il sistema Yamaha Pw-X

Cambia anche il display che oltre alla versione classica, quella che si posiziona sul  manubrio, prevede anche quella integrata nell’attacco manubrio (foto in basso) ed è stato introdotto un 5º livello di assistenza alla pedalata, denominato Extrapower.

novità Haibike 2017
Il nuovo display integrato nell’attacco manubrio

Il motore Yamaha continua a essere compatibile con movimento centrale dal profilo Isis, sia con trasmissione monocorona che doppia corona, e ha un peso dichiarato di 3,1 Kg.

Altre novità interessanti riguardano invece la connettività: le bici Haibike 2017 dotate di motore Yamaha Pw-X si fregeranno del sistema eConnect, ovvero di un’unità Gps, Gsm e Bluetooth integrata in ogni bici.
In pratica l’utente potrà, tramite un’app apposita, interagire con la bici e sfruttare funzioni come l’antifurto (con localizzazione Gps della bici), il rilevamento di incidenti (con chiamata automatica dei soccorsi), l’esportazione delle tracce delle uscite fatte (in formato .gpx), aggiornamento automatico del software di gestione, diagnosi del sistema e molto altro ancora.

novità Haibike 2017
Un dettaglio della nuova Haibike Xduro AllMtn 8.0: si vede le gomme 650b Plus, il gruppo Sram Ex-1 (qui il primo test) e la forcella Magura Boltron a steli rovesciati (qui le specifiche).

La gamma Haibike 2017 è, come sempre, molto ricca e spazia dalla Mtb alle bici da trekking, e in campo Mtb Haibike propone delle novità interessanti, come l’introduzione del formato 650b Plus sulla gamma AllMtn, sia Xduro (con motore Bosch) ed Sduro (con motore Yamaha) e 29 Plus su alcuni allestimenti della gamma HardNine.
La gamma 2016, in sostanza, è stata confermata e mantiene la solita suddivisione:
– Haibike Xduro, ossia i modelli con motore Bosch,
– Haibike Sduro, ossia i modelli con motore Yamaha.

Fra gli allestimenti troviamo sia trasmissioni Shimano (dall’Xtr all’Slx) che Sram, con il nuovissimo Sram Ex1 specifico per le e-bike.
Haibike ha scelto di utilizzarlo sulle bici di vertice solo in abbinamento al motore Bosch.
Iniziamo dai modelli di maggiore escursione, tenendo però a mente che alcuni dei componenti mostrati a bordo delle bici potrebbero differire rispetto a quelli che effettivamente verranno utilizzati e che i prezzi ufficiali verranno dichiarati dopo Eurobike

HAIBIKE DWNHLL
Su entrambi i modelli della gamma dedicata alla downhill con escursione di 200 mm i motori sono Bosch Performance Cx Line con batterie da 500Wh (cioè le più potenti) e le trasmissioni sono Shimano Saint e Shimano Zee a 10 velocità.
4 le taglie disponibili: 42, 43, 44 e 45 cm.

novità Haibike 2017
Haibike XDURO Dwnhll 9.0: 7999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO Dwnhll 8.0: 4999€


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HAIBIKE NDURO
Geometrie ed escursione posteriore (180 mm) non cambiano, ma ovviamente cambiano i montaggi. Anche per questo modello sono previste 4 taglie di telaio: 43, 45, 47 e 49 cm.

novità Haibike 2017
Haibike XDURO NDURO 9.0: 6999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO NDURO 8.0: 5299€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO NDURO 8.0: 5999€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO NDURO 7.0: 4999€
Haibike SDURO NDURO 6.0: 3999€
Haibike SDURO NDURO 6.0: 3999€


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HAIBIKE ALLMTN
Ecco un’altra novità in casa Haibike: tutta la gamma AllMtn avrà gomme 650b Plus anziché 27,5″ e l’escursione sale a 150 mm sulla ruota posteriore. In sostanza questa linea si va a contrapporre alle numerose nuove proposte e-bike che sono arrivate nel frattempo dalla concorrenza americana.
Il telaio è sempre in lega leggera Hydroforming e la battuta è Boost su entrambi i mozzi.
4 le taglie (le stesse del 2016): 42, 46, 50 e 54 cm

novità Haibike 2017
Haibike XDURO AllMtn 8.0: 6499€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO AllMtn 7.0: 4699€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO AllMtn 8.0: 5499€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO AllMtn 7.0: 4299€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO AllMtn 6.0: 3699€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO AllMtn 5.0: 2999€


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HAIBIKE FULLSEVEN E FULLNINE
Nella gamma FullSeven troviamo quello che è stato il primo esemplare di e-bike con telaio in carbonio, introdotto qualche stagione fa (e seguita poi da Mondraker).
La doppia sospensione da 120 mm delle Haibike FullSeven (con ruote da 27,5″) e da 100 mm delle FullNine (con ruote da 29″) le rende delle bici di grande versatilità.
I motori sono sia Bosch (con batterie da 500 Wh) che Yamaha (con batterie perlopiù da 500 Wh) e i montaggi prevedono trasmissioni Shimano Xtr, Deore Xt o Deore oppure Sram XX1, X01, Ex1 e Nx.
Quattro le taglie disponibili (40, 45, 50, 55 cm) per i modelli in lega e tre le taglie per quelli in carbonio (40, 45 e 50 cm).

novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullSeven Carbon 10.0: 14999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullSeven Carbon 9.0: 9999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullSeven Carbon 8.0: 7499€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullSeven S 7.0: 4999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullSeven 7.0: 4999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullSeven 6.0: 4399€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullSeven 5.0: 3799€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO FullSeven 8.0: 4999€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO FullSeven 7.0: 3999€


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novità Haibike 2017
Haibike SDURO FullNine 8.0: 4999€
Haibike SDURO FullNine 7.0: 3999€
Haibike SDURO FullNine 7.0: 3999€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO FullNine 6.0: 3499€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO FullNine 5.0: 2899€

 

HAIBIKE HARDSEVEN E HARDNINE
Ed ecco le hardtail e-bike con ruote da 27,5″ e 29″. In entrambi i casi sono abbinate a forcelle da 100 mm di escursione ad eccezione delle nuove versioni come le Xduro HardSeven 7.0, 6.0, 5.0 e 4.0 ed Sduro HardSeven 7.0 e 6.0 con gomme 650b Plus e forcelle da 120 il cui Dna passa da hardtail da Xc (se così si può dire) ad hardtail da trail riding.
Novità anche per la gamma Xduro HardNine (in particolare per i modelli 7.0 e 6.0) con gomme 29 Plus.
4 le taglie per i modelli con telaio in lega leggera (40, 45, 50 e 55 cm) e 3 per quelli con telaio in fibra di carbonio (40, 45 e 50 cm).

novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardSeven Carbon 10.0: 7999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardSeven Carbon 9.0: 5999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardSeven Carbon 8.0: 3999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardSeven 7.0: 3999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardSeven 6.0: 3599€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardSeven 5.0: 2999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardSeven 4.0: 2599€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardSeven 8.0: 4199€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardSeven 7.0: 3299€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardSeven 6.0: 2999€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardSeven 5.5: 2599€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardSeven 5.0: 2399€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardSeven Street 4.5: 2299€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardSeven 4.0: 2199€


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novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardNine Carbon 10.0: 7999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardNine Carbon 9.0: 5999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardNine Carbon 8.0: 3999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardNine 7.0: 3999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardNine 6.0: 3599€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardNine 5.0: 2999€
novità Haibike 2017
Haibike XDURO HardNine 4.0: 2599€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardNine 8.0: 4199€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardNine 7.0: 3599€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardNine 6.0: 2999€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardNine 5.5: 2599€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardNine 5.0: 2399€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardNine Street 4.5: 2299€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardNine 4.0: 2199€


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HAIBIKE FULLFAT SIX E FATSIX
Nella gamma Haibike 2017 figurano anche delle proposte con ruote fat, sia hardtail che full. La versione a doppia sospensione può contare su un travel posteriore di 120 mm e un telaio in lega leggera 6061 e motore Yamaha Pw.
Sulla versione hardtail, invece, abbiamo sia il motore Yamaha che il motore Bosch.
Tre le taglie per la full (42, 46 e 50 cm) e tre per la hardtail (40, 45 e 50 cm).

novità Haibike 2017
Haibike XDURO FatSix 6.0: 3999€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO Full FatSix 7.0: 4399€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO FatSix 6.0: 2999€

HAIBIKE FULLLIFE E HARDLIFE
Haibike non ha dimenticato il pubblico femminile al quale ha dedicato 4 proposte, una a doppia sospensione e tre hardtail, con misure specifiche per le donne (vedi la taglia 35 cm).
Tre le taglie per la full (40, 45 e 50 cm) e quattro per le hardtail (35, 40, 45 e 50 cm).

novità Haibike 2017
Haibike XDURO FullLife 5.0: 3799€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardLife 6.0: 2699€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardLife 4.0: 2199€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardLife Street 4.5: 2299€


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HAIBIKE HARDFOUR
Hanno una taglia unica (34 cm), ruote da 24″, motore Yamaha con batteria da 400 Wh e una sospensione anteriore da 63 mm di escursione: ecco in breve le caratteristiche della gamma Haibike riservate ai bambini.

novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardFour Street 4.5: 2299€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardFour Life Street 4.5: 2299€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardFour Life 4.0: 2199€
novità Haibike 2017
Haibike SDURO HardFour 4.0: 2199€

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L’innovazione nella Mtb? Una cosa assai rara che…

Articolo aggiornato il 24 luglio 2016

Luca
via e-mail
Ciao MtbCult, ecco la mia domanda: l’introduzione di nuovi “standard” ha aumentato la disponibilità di usati anche recenti.
Visti i prezzi del nuovo, alle volte occorre mediare, quindi vi chiedo: è meglio un usato carbonio 26” o un nuovo alluminio da 27,5”?
La domanda potrebbe essere vista quindi in un altro modo: quale delle due innovazioni porta più vantaggi?
Ciao!

Risponde Simone Lanciotti
Questa domanda, caro Luca, solleva una questione importante, cioè il concetto di innovazione nella Mtb.
Prima però rispondo al tuo quesito.

Usato carbonio 26” oppure nuovo alluminio 27,5”?
Tanto più velocemente il mondo della Mtb si rinnova, tanto più velocemente le Mtb usate si deprezzano.
E per tale ragione diventano ancora più appetibili e più abbordabili bici che fino a 3-4 anni fa erano il top di gamma.
Ovvero telaio in fibra di carbonio e allestimento non plus ultra, ma magari ruote da 26” e una geometria, diciamo, non moderna.
Quanto vale una bici come questa?
Il mercato, oggi, dice relativamente poco e per dare un termine di paragone il prezzo può essere pari a quello di una bici in alluminio con ruote da 27,5” di pari escursione (cioè della stessa tipologia) e con allestimento meno fiammante.
Cioè, il carbonio (magari anche quello di punta di una volta) vale quanto l’alluminio di oggi.
Più o meno.
Ed è pur sempre carbonio.
Non ha tutti gli standard e gli accorgimenti di oggi, ma… siamo sicuri che tutti questi vantaggi servano davvero?
E soprattutto: siamo certi di essere davvero capaci di apprezzarli o anche solo di rendercene conto?
Quindi se non avete la necessità o la possibilità di acquistarne una nuova, l’usato ha tantissimo da offrire.
Servono pazienza (nel cercare quella giusta) e un po’ di fiuto.

E adesso torno al concetto sul quale la domanda di Luca mi ha spinto a riflettere: l’innovazione nella Mtb.
Tecnologia, innovazione, rivisitazioni, aggiornamenti, novità… sono parole che usiamo spesso e una di queste, innovazione, appunto, è usata spesso a sproposito.
Infatti, cosa si intende per innovazione?
Alcuni marchi usano questo termine per definire il passaggio da una soluzione A a una B, cioè un qualunque aggiornamento o affinamento è diventato innovazione.
Ma l’innovazione è qualcos’altro.
Potremmo definire l’innovazione nella Mtb in questo modo:
– è innovazione quando si introduce qualcosa che non c’era prima,
– è qualcosa che apporta un beneficio reale ed evidente a tutti,
– è qualcosa che di fatto fa progredire la tecnica,
– è qualcosa che costringe prima o poi tutti i marchi a intraprendere quella soluzione,
– è qualcosa che può giustificare un eventuale aumento del prezzo d’acquisto.

Di innovazione nella Mtb, però, negli ultimi tempi non ce n’è stata poi così tanta: le gomme tubeless, il reggisella telescopico, le trasmissioni monocorona e, in tempi, più recenti la Forward Geometry, lo standard 650B Plus e le e-bike.
E il resto?
Il resto sono belle idee, anche complesse e sofisticate, ma in sostanza sono il risultato di un lungo e continuo processo di affinamento.
Innovazione, quindi, non è sinonimo di novità, anche se la bike industry spesso vuole farci credere questo, per poter giustificare l’aumento dei prezzi.
Un nuovo standard non è un’innovazione.
E’ solo un nuovo standard che magari porta delle migliorie, ma non innova, semmai migliora quello che c’era già.
La domanda di Luca riflette lo stato attuale delle cose: il mondo dell’usato si deprezza a una velocità che è inammissibile e che non tiene conto della reale capacità di acquisto di bici nuove da parte dell’utenza.
Risultato?
In questo momento c’è un’esuberanza di offerta, un’esuberanza di bici non vendute e un’esuberanza di informazioni e standard che un utente deve conoscere prima di fare una scelta.
E in tutto questo discorso ci sono di mezzo i negozi che svolgono il difficilissimo ruolo di interfaccia fra il pubblico e il produttore.
Sono loro che devono gestire l’usato (o almeno ci provano), avere la disponibilità di tutti i formati di gomma, movimento centrale, reggisella, manubri, trasmissioni e sospensioni e anche consigliare e supportare.
Come se ne esce fuori?
Con calma e sangue freddo: serve di parlare chiaro e di ragionare e in questo un magazine ha un ruolo cruciale.
Il mondo della bici e non solo della Mtb convive da tempo con alcune distorsioni e storture che hanno portato alla situazione attuale.
Ognuno di noi, in realtà, può fare molto.
Riflettete su questi punti:

– l’innovazione vera accade di rado
– le Mtb nuove sono sempre le più belle, ma non sono necessarie per divertirsi in bici
– l’usato è sempre più ricco di proposte allettanti
– il biker lo fa il biker e non la bici (ovvero non serve il top di gamma)
– un nuovo standard spesso è tanto una miglioria quanto una complicazione in più
– il prezzo delle bici non lo decide chi le produce, ma chi le acquista

Ciò detto, ricordate che per il 99,9% di noi il motivo per cui si sale in sella è il divertimento, poi tutto il resto può passare in secondo piano.
Ora, alla luce di quanto detto, ridate un’occhiata alle novità 2017 già pubblicate.
Buone pedalate

Ps: lo 0,1% restante sono i pro’ per i quali la bici è anche una professione.

Magura Boltron, steli rovesciati solo per e-bike

Arriva un altro componente specifico per le e-bike, ovvero la forcella Magura Boltron, di fatto la prima forcella pensata per le bici a pedalata assistita.
Questa forcella rappresenta un altro primato per il brand tedesco perché è la prima forcella a steli rovesciati di casa Magura.
Lo sviluppo è avvenuto insieme alla Wp, ossia un marchio austriaco di sospensioni per moto (di proprietà Ktm).

magura boltron

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Da un punto di vista concettuale, secondo Magura le Mtb a pedalata assistita hanno sempre maggiori similitudini con le moto da cross perché le velocità in discesa stanno aumentando e i pesi sono ben superiori a quelli di una Mtb tradizionale.
La struttura a steli rovesciati (ottimizzata da Wp), quindi, è una possibile risposta a una sempre maggiore richiesta di rigidità, precisione e qualità del funzionamento delle sospensioni.

magura boltron

magura boltron

magura boltron

Magura si è concentrata nel creare un trattamento superficiale degli steli che permetta una fluidità maggiore alla forcella.
Ufficialmente verrà mostrata al pubblico a Eurobike e al momento si sa che verrà montata di serie sulla nuova gamma di e-bike Ktm e Haibike.
Le foto di questo articolo sono state scattate ai Media Days 2016 dove la Magura Boltron è stata mostrata per la prima volta alle riviste di settore.
Fra le caratteristiche tecniche segnaliamo:

– funzionamento ad aria con regolazione automatica della pressione nella camera negativa
– steli da 35 mm di diametro
– travel da 120 a 150 mm
– compatibile con ruote da 29” e 650b Plus
– battuta mozzo anteriore: 20×110 mm con asse passante Octagon (non compatibile Boost)
– offset: 46 mm
– altezza forcella: 530 mm con travel di 120 mm e 560 mm con travel di 150 mm
– attacco freno Postmount (con diametro massimo del disco di 203 mm)
– peso di 2,2 Kg comprensivi di protezioni per gli steli, asse e cannotto di sterzo intero)

magura boltron
Sul para-stelo è presente il misuratore di Sag

magura boltron

magura boltron

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Di seguito la scheda tecnica completa (cliccate per ingrandire):

magura boltron

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