Nasce una nuova iniziativa per informare e formare sempre più persone interessate al mondo e-bike: è la E-Bike Academy, una serie di 7 appuntamenti con i produttori di componenti delle e-bike per scoprire tutti i trucchi e i segreti delle biciclette a pedalata assistita.
Tutti i workshop teorici e tecnici si terranno presso l’EBike Store di Brescia, un negozio interamente dedicato al mondo delle e-bike, con uno show-room di circa 500 mq e officina adiacente, concessionario ufficiali di 7 marchi (Moustache, Riese&Muller, Mondraker, Scott, Bergamont, Terzarossa e Montana).
Ecco come descrive l’idea della E-Bike Academy Andrea Liberini, il Direttore Commerciale: «Abbiamo voluto puntare in alto, con più appuntamenti durante l’anno in modo da creare una piccola community e un valore aggiunto per i nostri clienti.
Per differenziarci, abbiamo voluto che fossero proprio le aziende produttrici ad occuparsi della parte formativa. Inoltre, al termine delle serate, sarà offerto a tutti un catering elegante dove tutti i partecipanti potranno interagire tra loro e con i formatori.»
Il video di presentazione vi farà capire meglio questo nuovo percorso formativo:
Il primo appuntamento è per giovedì 11 maggio e sarà dedicato a Bosch.
La serata avrà inizio alle ore 19.30 con circa 1 ora di formazione e al termine la consegna dei buoni sconto, gadget offerti dall’EBike Store Brescia e infine il catering.
Il costo per l’ingresso ad una serata è di 10 euro.
Ogni serata sarà a numero chiuso.
Le prenotazioni possono essere effettuate sul sito www.ebikeacademy.it, dove potrete trovare anche una panoramica sugli altri corsi previsti durante l’anno.
A breve vi daremo aggiornamenti sui prossimi appuntamenti della E-Bike Academy.
Il Comune di Lecco dal 12 al 14 maggio 2017 ospiterà la quarta edizione di BikeUp, primo festival europeo interamente dedicato alla bicicletta a pedalata assistita, organizzato da Lab.C.
Per comprendere come questo fenomeno che sembrava essere interesse di pochi stia crescendo esponenzialmente basta osservare i numeri della produzione italiana, salita nel 2015 del 90% (dati ufficiali Confindustria ANCMA). Le statistiche del 2016 sono in arrivo e prospettano un’altra crescita importante.
La manifestazione è un’occasione unica per appassionati, sportivi e famiglie per “toccare con mano” e sperimentare, attraverso test ride e prove, cosa significhi utilizzare una bicicletta a pedalata assistita.
Ci sono attività per tutte le età, dai 18 mesi in avanti. Unico requisito richiesto: la curiosità di provare.
Da non perdere anche le esibizioni acrobatiche o di abilità.
Per entrare subito nel vivo appena arrivati, ci si può misurare su due diversi tracciati (urban e mountain bike) dove sarà possibile provare flotte di e-bike con differenti sistemi di assistenza come Shimano o Bosch anche accompagnati da una guida mountain bike.
Oltre ai due percorsi, le attività a cui partecipare saranno molte: novità del 2017 TrailUP, iniziativa pensata per chi desidera esplorare il territorio (con approfondimenti culturali e incursioni nella gastronomia) e provare in modo approfondito un’e-bike, in compagnia di una guida.
Nuova anche la collaborazione con la Gravity School del campione Luca Masserini, per migliorare la propria tecnica con istruttori esperti.
Al suo primo appuntamento, anche l’iniziativa tutta al femminile “Mamma Sprint”, divertente prova di abilità tra i birilli dedicata a tutte le mamme presenti, e “WOW”, una passeggiata in bicicletta riservata alle donne.
Per divertire, inoltre, le famiglie sarà allestita un’area dedicata ai più piccoli in cui personale esperto coinvolgerà i bambini dai 18 mesi in su con le balance bike: i bambini impareranno l’equilibrio e i principi dell’educazione stradale giocando.
Sezione molto importante del festival è l’Area Cicloturismo, in cui saranno presenti attori del settore cicloturistico provenienti da tutta Italia come tour operator, apt, guide mountain bike, noleggiatori e realtà in grado di offrire viaggi e tour in bicicletta.
Con 30.000 visitatori, 60 espositori e oltre 4200 test ride, i dati della scorsa edizione sono sorprendenti. E l’obiettivo del 2017 è, ovviamente, superarli!
Ecco gli highlight di BikeUp 2016:
E dopo Lecco, quest’anno il “Circus” BikeUP, in affiancamento al calendario di Superenduro, si sposterà a Canazei il (17 – 18 giugno) e a La Thuile (8 – 9 luglio).
In ogni tappa non mancheranno la parte espositiva con le principali aziende del settore, i test ride delle innumerevoli e-bike in prova, gli show che animeranno gli eventi e la novità della stagione, TrailUP e-powered by Bosch.
Accesso gratuito, alcune attività e test sono a pagamento.
Per ulteriori informazioni, per iscriversi agli eventi e per il programma completo: www.bikeup.eu.
Il 24° Ziener Bike Festival powered by FSA, che si è concluso ieri 1° maggio, ha espresso una realtà che si fa di giorno in giorno più chiara anche ai settori più tradizionali del mercato delle due ruote: la eMTB non è, o non è più il futuro.
E’ il presente.
Il colpo d’occhio parla chiaro.
Le Mtb a pedalata assistita conquistano spazi sempre più rilevanti all’interno degli stand di Riva: sempre più e-bike in vista, più esemplari in prova, e un pubblico che sempre di più attende eventi come quello di Riva del Garda per scoprire la nuova dimensione delle due ruote.
Ziener BIKE Festival Garda Trentino powered by FSA 2017 in Riva del Garda, Trentino, Italy – Expo/Messe – foto@henningangerer.de
Anche il nuovo evento lanciato dal Bike Festival, la Bosch eMTB Challenge presented by Trek, è un chiaro segnale dei tempi: una gara organizzata in più “stages”, che combina elementi di Enduro, Trail e Orientamento, e rigorosamente riservata alle Mtb a pedalata assistita.
E per chi ancora pensa che e-Bike sia sinonimo di pigrizia o scarsa attitudine atletica, la presenza al via di Josè Antonio Hermida (Campione del Mondo di Cross Country nel 2010) è segnale del fatto che si può essere atleti veri anche con l’ausilio del motore elettrico.
Ziener BIKE Festival Garda Trentino powered by FSA 2017 in Riva del Garda, Trentino, Italy – Bosch eMTB Challenge supported by Trek – foto@henningangerer.de
Al nuovo evento dedicato alle bici a pedalata assistita hanno partecipato più di 100 biker, tutti molto soddisfatti dalla formula e dai contenuti della prova.
Hermida è stato ben lieto di rispondere alle domande degli appassionati che gli hanno chiesto un commento su questa nuova gara che propone una formula con parti di enduro e altre di orientamento.
«È stata una grande esperienza – ha detto Hermida – più che una corsa direi che si è trattato di un’avventura. Il format con la partenza e la pedalata tutti insieme permette di stare a contatto con gli altri concorrenti e di vivere la cultura del paese che ospita la manifestazione. Questo fascino, unito all’abilità da dimostrare nella gestione della batteria devo dire che ha reso tutto molto divertente.»
È stata la prima partecipazione dell’ex iridato 2010 e argento olimpico del 2004 a una competizione riservata alle e-bike: «Avevo già pedalato qualche volta una e-bike, ma qui a Riva ho vissuto un’esperienza unica. Bisogna essere costantemente concentrati sull’utilizzo dell’acceleratore, per non sperperare energia e ritrovarsi magari senza batteria quando il traguardo è più vicino. Di sicuro ci proverò ancora.»
La prima edizione della Bosch eMtb Challenge supported by Trek è stata vinta dalla tedesca Lisa Breckner in 11’32”, mentre tra gli uomini ha dominato lo svizzero Gustav Wildhaber (in 8’10”).
Per i risultati completi: http://riva.bike-festival.de/en/results-2017.html.
Anche su EBikeCult abbiamo parlato diffusamente delle novità presentate a Riva in ambito e-bike, se vi siete persi qualcosa date un’occhiata qui: www.ebikecult.it/tag/bike-festival-2017/
Per avere altre informazioni sul Bike Festival 2017, leggete qui.
RIVA DEL GARDA – La Mondraker e-Crusher Carbon ha cambiato gli standard attuali in fatto di e-bike a doppia sospensione (qui i dettagli tecnici della bici).
L’arrivo del telaio in fibra di carbonio, la Forward Geometry specifica per e-bike così come la sospensione posteriore Zero specifica per e-bike hanno portato a un risultato davvero entusiasmante: guidare una e-bike con una facilità che si avvicina sempre di più a quella tipica di una Mtb da trail o da enduro.
E non è cosa da poco…
La presenza di motore e batteria influenza moltissimo la guida di una e-Bike e finalmente, anno dopo anno, si stanno raggiungendo risultati di assoluto rilievo.
Oggi, durante un breve test sui sentieri intorno a Riva del Garda, il sottoscritto ha avuto modo di prendere contatto con questa bici. Guardate il video seguente:
Il comportamento in salita
La posizione in sella, prima di tutto, è il grande vantaggio che questa bici offre: il biker è al centro, leggermente proteso verso la ruota anteriore, ma con una posizione che lo fa sentire sempre “in mezzo alle due ruote”.
Pedalare in salita, grazie alla geometria indovinata, è facile e solo di rado richiede di abbassare la sella (sulle pendenze più ripide).
Il grip è enorme: le gomme Maxxis Minion Dhr II da 2,8″ e l’erogazione del motore Shimano Steps E-8000 sono una garanzia di controllo totale della trazione.
La sospensione Zero e l’ammortizzatore RockShox Super Deluxe, poi, fanno il resto: grande sensibilità alle piccole sollecitazioni e tanta “pienezza” quanto serve il supporto dell’ammortizzatore.
Il comportamento in discesa
E’ qui che ci si diverte davvero con la bici.
La presenza del motore e della batteria si sentono, ma la geometria studiata da Mondraker permette di guidare comunque con disinvoltura, trovando all’istante la confidenza di guida necessaria.
E questa dote non è così comune sulle attuali Mtb.
Il telaio in fibra di carbonio non apporta benefici sulla leggerezza, ma sulla morbidezza delle reazioni, ovvero nella capacità di filtrare gli urti più violenti o la successione rapida di impatti molto forti, come accade sui sentieri rocciosi di Riva del Garda.
Da questo punto di vista il telaio in carbonio della Mondraker e-Crusher Carbon RR+ è sicuramente un vantaggio.
Il tubo superiore molto lungo è un bell’aiuto per la guida, tanto in salita quanto in discesa, a patto di abbinarlo a un attacco manubrio di lunghezza contenuta (sotto i 50 mm).
La sospensione posteriore con ammortizzatore metrico è l’altra protagonista: sensibile e capace di tanto sostegno sia nella pedalata che nei cambi di direzione o in uscita di curva.
L’ammortizzatore RockShox (provvisorio, perché in attesa che venga svelato quello definitivo da Fox) è un’unità che continua a stupirci.
All’anteriore la nuova forcella Fox 36 Float Evol (qui i dettagli tecnici) ha raggiunto nuovi livelli di sensibilità, paragonabili ancora di più a quelli di una forcella a molla.
Sui sentieri ripidi e sconnessi come quelli di oggi magari avrebbe giovato avere uno o due token in più per smorzare un po’ il comportamento tendenzialmente lineare della forcella.
Le prime impressioni di utilizzo, quindi, sono molto positive e le caratteristiche che più mi hanno impressionato sono le seguenti:
confidenza di guida immediata
maneggevolezza (nonostante il peso)
funzionamento sospensione posteriore
erogazione e compattezza del motore Shimano
qualità generale della componentistica
freni Shimano Saint
Ed ecco cosa mi ha convinto di meno:
il leveraggio superiore della sospensione è abbastanza largo da interferire un po’ con i polpacci di chi pedala. Succede soprattutto in discesa
le nuove ruote Mavic E-Xa hanno i raggi piatti e quindi richiedono l’uso di un magnete specifico Mavic che, però, non funziona in modo ottimale con il sensore di velocità Shimano, generando a volte un’assistenza incostante alla pedalata.Mondraker ci ha detto che le bici in produzione non avranno questo problema
rumorosità della cambiata dello Shimano Deore Xt Di2: la precisione è molto elevata, ma il motore Shimano sembra non percepire quel breve alleggerimento della pedalata mentre avviene la cambiata
La Mondraker e-Crusher Carbon è la bici con la quale tutti gli altri marchi sono chiamati a confrontarsi.
RIVA DEL GARDA – E’ disponibile finalmente la Scott E-Spark Tuned Plus, tutta nuova, con 120 mm di escursione posteriore e 130 mm all’anteriore, è ispirata alla più recente Scott Spark, con lo stesso sistema di sospensione, senza dimenticare il nuovissimo motore Shimano Steps E-8000.
Come potete vedere nella foto qui sotto, gli ingombri dell’equipaggiamento Shimano Steps sono ridotti, caratteristica che ne ha permesso un’ottima integrazione nel telaio in alluminio 6061 della Scott E-Spark Tuned Plus.
Scott E-Spark 700 Tuned Plus
Il display è tutto nuovo: basta uno sguardo per capire, a seconda del colore, in quale modalità di assistenza stiamo pedalando e inoltre è compatto e ben integrato sul manubrio. Si collega con ogni tipo di comando Di2 e non a caso utilizza il manettino di sinistra Di2 proprio per selezionare i livelli di assistenza Eco, Trail e Boost.
Il montaggio della E-Spark 700 prevede il cambio Shimano Deore Xt Di2 a 11 velocitàIl nuovo display ShimanoIl comando sinistro del Di2 insieme al comando TwinLoc di Scott
La batteria agli ioni di litio Shimano E-8000 ha 504Wh di capacità, 36V di voltaggio e può essere ricaricata completamente in 2,5 ore.
Il cuore pulsante il motore Shimano Steps sviluppa 250Watt con 70 Nm di coppia massima. Ha un peso di 3,2 kg e un volume ridotto rispetto alla concorrenza, caratteristiche che hanno permesso agli ingegneri di Scott di sviluppare un carro molto corto (per essere una e-bike con gomme Plus), solo 445 mm.
Il carro è compatto, ma anche la geometria è stata ripresa dalla più conosciuta Scott Spark. Angolo di sterzo aperto (67,5°) e tubo orizzontale lungo (610 mm in taglia M) rendono la Scott E-Spark Tuned Plus una e-bike molto più accogliente e aggressiva, come vedremo nell’articolo. Qui sotto le geometrie:
Come dicevamo il carro è corto, grazie al motore Shimano, ma anche alla maggior tolleranza permessa ai progettisti dall’utilizzo dell’ammortizzatore metrico Fox Nude di tipo Trunnion da 165 mm di interasse.
Il sistema TwinLoc che agisce contemporaneamente su ammortizzatore e forcella resta ancora una delle caratteristiche principali delle sospensioni Scott. Con il remoto al manubrio possiamo quindi variare l’escursione posteriore (120 mm nella posizione Open, 85 mm per la Pedal e lock-out per la Firm) in abbinamento alle posizioni Open, Pedal e Firm della forcella.
Il comando TwinLoc che comanda ammortizzatore e forcella.
Il link dell’ammortizzatore è leggero, rigido e, come vedremo, è stato disegnato per ottenere una progressività spiccata sul fine corsa della Scott E-Spark Tuned Plus.
Sarà disponibile da fine maggio/inizio giugno in 3 versioni più una specifica per le donne.
La Scott E-Spark 700 Tuned Plus costerà 6999€: eccola qui sotto:
La Scott E-Spark 710 Tuned Plus 5799€ (foto in basso):
La Scott E-Spark 720 Tuned Plus 4599€ (foto in basso):
Ed infine la E-Contessa 710 Tuned Plus 5799€ (foto in basso):
Abbiamo avuto modo di provarla in anteprima per un piccolo test qui al Bike Festival di Riva del Garda e,anche se breve, ha tirato fuori delle caratteristiche molto interessanti. Intanto guardate il video sotto che illustra le doti di guidabilità di questa nuova Scott E-Spark Tuned Plus.
Finalmente in sella
Dopo aver sistemato i comandi e l’altezza della sella siamo saliti sulla nuova Scott E-Spark. Ci si sente subito a proprio agio, il tubo orizzontale più lungo crea più spazio per le manovre e sia in salita che in discesa ci si sente più dentro la bici, migliorando il feeling e la sicurezza.
I preparativi prima di partire in sella alla nuova Scott E-Spark 710
In salita
Come sappiamo le bici a pedalata assistita regalano quella potenza in più che aiuta a mantenere la pedalata rotonda ed efficiente, rendendo quasi superflua la possibilità di bloccare o, come in questo caso, anche accorciare la corsa dell’ammortizzatore. In ogni caso se andiamo a sfruttare il comando TwinLoc, la Scott E-Spark Tuned Plus migliora ancora queste doti, preservando ancora di più le energie muscolari ed elettriche.
In modalità Boost se il grip del terreno lo permette si riescono ad affrontare salite ripidissime.
Per una e-Bike da 120 mm come la E-Spark avere il TwinLoc è un espediente utile per avere una bici più efficiente anche quando il motore non assiste più. Basti pensare ai sali-scendi quando la velocità sale sopra i 25 km/h. Devo fare un appunto solo al fatto che il TwinLoc diventa l’ennesimo comando con cui avere a che fare quando siamo in sella alla Scott E-Spark Tuned Plus. Guardate la foto sotto.
Un intreccio di cavi e comandi che non semplifica la guida quando si è al limite. Capita di trovarsi a disagio con le innumerevoli possibilità di regolazioni, almeno le prime volte.
In salita su tratti scorrevoli l’assistenza del motore Shimano Steps è dolce e supporta bene anche ad un numero di pedalate superiore ai 100 rpm.
Le modalità Eco e Trail non sono molto differenti come risposta alla pedalata e dolcezza di erogazione, salvo che la Trail permette picchi di potenza più alti aiutando in maniera sensibile nei tratti ripidi e molto tecnici.
L’erogazione è una delle principali doti di questo Shimano Steps: la spinta del motore raramente mette in difficoltà perché l’erogazione è fluida e sempre proporzionata a quella applicata sui pedali.
La modalità Boost è anch’essa ben distribuita a seconda della pressione che facciamo sui pedali, però l’erogazione diventa più brusca, soprattutto quando ci si trova a percorrere salite tecniche con continue partenze da fermo. E’ quasi da non usare se non per tratti molto ripidi con un buon grip o se avete fretta… ?
La Scott E-Spark Tuned Plus oggetto dello Short Test.
In discesa
La guida in generale e la confidenza sono migliorate tanto rispetto i precedenti modelli, è più intuitiva ed agile, grazie al peso leggermente ridotto e alla miglior distribuzione dei pesi.
Nei tratti in discesa e guidati è reattiva e la sospensione, anche se ha soli 120 mm di escursione, è progressiva e quando si va a fine corsa questo succede in modo graduale. Così siamo riusciti a divertirci, senza patire sui tratti più ripidi e scassati di Riva del Garda.
Holgen Meyer ci ha fatto da guida per i sentieri di Riva del Garda.
Il giro che abbiamo fatto con la Scott E-Spark Tuned Plus non è stato lungo, ma sufficientemente intenso e anche un po’ fuori dall’uso per il quale è stata creata la E-Spark, dimostrando comunque di non essere a disagio anche su tratti molto ripidi e tecnici.
Qui a Riva del Garda manca il flow, ma sono l’escursione delle sospensioni e la notevole agilità a far capire che i terreni scorrevoli e stretti siano il terreno ideale di questa bici che è agile e molto intuitiva nella guida.
Questa è l’ennesima conferma che le e-Bike stanno progredendo e hanno abbandonato le sembianze di “Mtb riadattate”. La Scott E-Spark Tuned Plus è un’evoluzione in questo senso, perché sembra una vera trail bike, pur con un certo aggravio di peso.
RIVA DEL GARDA – Siamo stati i primi, oggi, a vedere dal vivo la Mondraker e-Crusher Carbon, ossia la prima Mtb a doppia sospensione in fibra di carbonio a pedalata assistita della casa spagnola.
E questa bici rappresenta per la bike industry un importante passo in avanti per diverse ragioni:
– la geometria è tipicamente Mondraker, cioè bilanciata e allo stesso tempo aggressiva
– la sospensione è una Zero Suspension, cioè efficace e con una forte vocazione gravity
– il telaio è in fibra di carbonio Stealth e questa soluzione non è stata scelta tanto per la laggerezza quanto per le qualità meccaniche di questo materiale in caso di forti sollecitazioni
– la linea, che può piacere o meno, ma rappresenta il risultato di una serie di valutazioni funzionali, estetiche (allineate allo stile del marchio spagnolo) e pratiche (il paraschizzi posteriore integrato nel carro).
Ad Alicante, in Spagna, nonostante la produzione di bici non sia paragonabile a quella dei marchi di riferimento, grazie a una serie di scelte indovinate (vedi la Forward Geometry ad esempio) sono riusciti in brevissimo tempo a crearsi una credibilità enorme.
E la Mondraker e-Crusher Carbon è l’ennesimo step evolutivo di questo marchio.
Entriamo più nei dettagli, a cominciare dalla geometria.
Geometria bilanciata per la versatilità
Non definitela e-bike da enduro e nemmeno trail bike a pedalata assistita.
La Mondraker e-Crusher Carbon è una cosa a parte, proprio perché le e-bike sono una cosa a parte.
Non è una bici canonica e, ovviamente, nemmeno una moto.
Ecco le caratteristiche principali:
– telaio interamente in fibra di carbonio Stealth
– travel di 150 mm al posteriore e 160 all’anteriore
– passaggio interno dei cavi (compreso quello del reggisella telescopico grazie a un’arditezza costruttiva)
– attacco per il portaborraccia sul tubo obliquo (foto in basso)
– compatibilità con gomme 650b Plus
– motore Shimano E-8000 con fattore Q di 177 mm (cioè il medesimo valore di una Mtb tradizionale con pedivelle Shimano)
– batteria Shimano da 504 Wh
– protezione per la batteria realizzata da Mondraker
– sospensione Zero con pivot con assi da 15 mm di diametro (invece che 10 mm)
– ammortizzatore metrico con attacco Trunnion
– 4 taglie, dalla S alla XL
– gomme di sezione fino a 2,8”
– compatibilità Boost
– attacco freno posteriore Flat Mount
– garanzia a vita sul telaio
Di seguito le specifiche della geometria:
Due allestimenti per intenditori
La Mondraker e-Crusher Carbon verrà proposta in due allestimenti, ossia la Crusher Carbon RR+ e la Crusher R+.
Le differenza di montaggio sono molto consistenti e di conseguenza anche i prezzi variano.
Di seguito le specifiche di montaggio:
Mondraker e-Crusher Carbon RR+: 9199€ con ruote Enve M70: 10599€
Mondraker e-Crusher Carbon R+: 6999€
La disponibilità delle Mondraker e-Crusher Carbon nei negozi è prevista per la fine del mese di giugno.
Il giovane marchio di e-bike BESV, nato dall’azienda taiwanese di elettronica Darfon, sarà presente al Bike Festival di Riva del Garda, con due e-bike, presentate per la prima volta a Eurobike 2016 lo scorso settembre: la full-suspension TRB1 AM e l’hardtail TRB1 XC.
Entrambe queste e-Mtb rispondono al principio “Muoviti come una Tigre”.
Ovvero, potente, silenziosa, elegante.
Le nuove e-bike BESV utilizzano il motore Brose (con tre modalità di assistenza) e una batteria, prodotta in proprio, con una capacità notevolmente elevata di 756 Wh.
L’innovativo telaio a doppio tubo offre un sacco di spazio e una protezione superba per la batteria, che può essere facilmente rimossa dal suo alloggiamento.
Allo stesso tempo, la struttura a tubo doppio garantisce anche estrema rigidezza.
«Volevamo creare le e-bike del futuro: mezzi in cui abbiamo riversato tutto il nostro know-how.» ha detto Tobias Schweter, Director of Strategy in BESV.
La qualità dei componenti delle BESV TRB1 parla da sé: freni a disco di Magura, trasmissione Shimano Deore, forcella RockShox, pneumatici 27,5″ Nobby Nic di Schwalbe.
BESV TRB1 AM: disponibile in 3 colorazioni
BESV TRB1 XC: anche questo modello è in 3 colori
Entrambe le due e-bike BESV possono essere testate durante il Bike Festival da oggi 28 aprile fino al 1° maggio.
Questi sono i prezzi raccomandati per la vendita al pubblico:
Sarà presentata ufficialmente oggi al Bike Festival di Riva del Garda la novità Bosch per i motori Performance Line CX.
Si tratta di una nuova modalità, chiamata eMTB, che sostituisce la precedente modalità Sport e adatta automaticamente l’assistenza del motore in funzione della pressione esercitata sul pedale. In altre parole il motore rafforza progressivamente le prestazioni del ciclista dal 120% al 300%, senza che questi debba cambiare rapporto di marcia e intervenendo già a basse frequenze di pedalata.
Con la modalità eMTB di fatto l’apporto del motore varia automaticamente tra le attuali modalità Tour (120%) e Turbo (300%) sulla base delle esigenze e senza che sia necessario un intervento sul controller.
Caratteristiche e vantaggi:
– non è necessario cambiare la modalità di assistenza, consentendo di concentrarsi solo sul trail;
– assistenza perfetta sin dalla prima pedalata e partenza in salita più semplice;
– assistenza progressiva che si adatta automaticamente alla modalità di marcia individuale e garantisce una sensazione di pedalata naturale;
– miglior controllo in situazioni di marcia difficili (ad esempio passaggi tecnici in salita o ostacoli);
– coppia massima di 75 Nm.
Il motore Bosch Performance Cx
La nuova modalità eMTB sarà disponibile a partire da luglio 2017 su tutti i motori Bosch Performance Line CX prodotti a partire dal 2016, attraverso aggiornamento firmware da effettuare presso dealer autorizzati Bosch. Il costo dell’aggiornamento è di 25€ da corrispondere al dealer.
A breve saremo in grado di fornirvi ulteriori dettagli, nel frattempo potete approfondire le informazioni sul sistema Bosch Performance Line CX sul sito www.bosch-ebike.com/it
Atala, brand italiano nel settore bici da oltre un secolo, si lancia del mondo delle biciclette a pedalata assistita e lo fa con un nuovo sistema elettrico, AM80.
Atala AM80 nasce da un’idea dell’R&D Department per rispondere ad una specifica richiesta di biciclette a pedalata assistita di alta qualità con motore centrale ed elevate performance.
Vediamo nel dettaglio il sistema Atala AM80, grazie alle informazioni ufficiali fornite dall’azienda.
Prima, però, ecco il video di presentazione:
Drive Unit
Potente, affidabile e conveniente con cuore italiano.
Queste le caratteristiche del nuovo sistema di trasmissione Atala AM80, progettato utilizzando le migliori tecnologie esistenti applicate ai motori elettrici.
Tutti i componenti interni, dalla coppia rotore-statore fino alle minuscole saldature della centralina di controllo, sono stati testati per migliaia di chilometri per garantire la massima affidabilità di marcia possibile.
I 6 livelli di assistenza sapranno soddisfare ogni esigenza, da un supporto discreto, quasi inavvertibile, per la massima autonomia di marcia, fino ad una spinta massima per una pedalata dinamica e sportiva. La taratura dei livelli di potenza è frutto di numerosi affinamenti, applicati nel periodo di test.
Progettato sin da subito per erogare una coppia motrice elevata, il regime di rotazione è stato tarato in modo da garantire la massima silenziosità di marcia anche nelle condizioni più gravose, dove è richiesta la massima spinta.
Display
Il display è pensato e realizzato per migliorare l’esperienza di guida della bici.
Velocità, stato di carica e livello di assistenza sono informazioni importanti per il ciclista e per questo sono più grandi e posizionate nella parte alta del display.
Il comando remoto, posizionato a sinistra del manubrio, è facilmente raggiungibile dal pollice della mano sinistra e rende facile l’operatività sul display.
Disponibili sul display in una schermata completa con la pressione di un solo tasto, le informazioni di potenza istantanea erogata dal motore, potenza espressa dall’utente e consumo chilometrico aiutano il ciclista a gestire il consumo della batteria, per non rimanere mai senza energia residua.
Batteria
La batteria, o energy pack, del sistema Atala AM80 è leggera e di elevata capacità, grazie alla tecnologia a ioni di litio, che permette di produrre batterie potenti mantenendo un peso molto contenuto.
In più le batterie a ioni di litio non soffrono di effetto memoria e possono essere caricate e scaricate a piacimento senza preoccupazioni.
L’unica manutenzione necessaria è una ricarica periodica bimestrale anche in caso di inutilizzo della batteria, come spesso accade durante i mesi invernali.
L’autonomia varia in funzione del livello di assistenza scelto, secondo la tabella seguente:
Da tenere presente che l’autonomia indicata si intende in condizioni ideali, e cioè: terreno pianeggiante con velocità media di ca. 15 km/h, senza vento contrario, temperatura di circa 20 °C, componenti della bicicletta di alta qualità, profilo e pressione delle gomme con minima resistenza al rotolamento, utilizzatore esperto di biciclette elettriche (utilizzo del cambio sempre corretto), peso dell’utente minore di 70 kg.
Livelli di assistenza
L’utente dispone di 6 livelli di assistenza ben calibrati, per supportare sempre correttamente il motore.
MODE 5
Spinta massima. Meno autonomia ma comfort elevato per il commuting e coppia massima per i percorsi sportivi.
MODE 4
Supporto diretto, con elevata potenza fino alle più alte frequenze di pedalata, per una guida sportiva.
MODE 3
Supporto della pedalata potente, per una guida agile e veloce in fuoristrada come in città.
MODE 2
Assistenza del motore costante. Il compromesso giusto per disporre di un’autonomia maggiore.
MODE 1
Leggero, ma efficace supporto per una buona efficienza ed una massima autonomia.
MODE OFF
Nessun supporto dal motore ma tutte le funzioni del ciclocomputer sono richiamabili.
I modelli
Per gli spostamenti urbani o per divertimento. Telaio in alluminio, sterzo regolabile, parafanghi, luce anteriore e posteriore.
– Atala B Easy AM80, € 1.599,00
– Atala B Easy S AM80 € 1.749,00
Per lo sport, sia per biker più esperti, sia per chi cerca nell’offroad una piacevole uscita in relax, con meno fatica. Ruote da 27,5″ e geometria sportiva.
Anche Commençal entra ufficialmente nel settore delle Mtb a pedalata assistita, come era stato annunciato alla Roc d’Azur dello scorso anno.
Per ora sono disponibili i due modelli hardtail ma è in arrivo anche la full.
Leggete di seguito il COMUNICATO UFFICIALE.
Commençal annuncia l’inizio di un nuovo capitolo nella sua storia: quello delle e-bike, o meglio quello di Commençal Power.
E lo fa tenendo sempre presente la cosa più importante: il piacere di guidare una bici.
META POWER e META HT POWER
La Commençal Meta Power e la Commençal Meta Ht Power non sono semplici bici progettate intorno ad un motore, ma sono nuove Meta su cui è stato integrato un sistema compatto, silenzioso, potente e leggero.
Commençal Meta Ht Power Race Black
La rimozione, la sostituzione e la ricarica della batteria sono elementi fondamentali in una e-bike. Integrata nel telaio in modo originale, facile da smontare, la batteria Shimano garantisce attualmente fino a 100 km in modalità “Eco” con 800m di dislivello.
La Meta Power e la Meta Ht Power usano guarniture con una specifica corona per e-bike: il diametro ottimizza l’efficacia della pedalata, la fuoriuscita del fango, le prestazioni delle sospensioni, la gestione rapporto di trasmissione e l’usura della catena.
Sia la Meta Power che la Meta Ht Power montano gomme Plus: è la scelta ideale per una maggiore aderenza, trazione e comodità!
Ecco la geometria:
E qui sotto le specifiche tecniche dei due modelli attualmente disponibili, la Commençal Meta Ht Power Race e la Commençal Meta Ht Power Essential:
LA SCELTA SHIMANO
Su una e-bike, il telaio e il motore sono il cuore della bici.
Commençal ha scelto di utilizzare il sistema Shimano E8000, che dà molti vantaggi:
– Un motore compatto: la sua compattezza non influenza la geometria rispetto ad una classico mountain bike e dà una sensazione che non pensavamo fosse possibile su una e-bike.
– Eccellente ergonomia: il cambio per passare da una modalità all’altra è davvero intuitivo e facilita l’utilizzo dei diversi livelli di assistenza.
Il display LCD a colori è ben pensato e fornisce informazioni chiare in tutte le condizioni atmosferiche.
– Modalità intuitive: una modalità Eco per i lunghi viaggi, una modalità Trail versatile che offre assistenza supplementare e una modalità Boost con assistenza fino al 300%.
SERVIZIO POST VENDITA
Grazie alla collaborazione con Shimano, gli acquirenti delle Commençal Power possono beneficiare di un esteso servizio post vendita. In più, L’applicazione Shimano E-tube che è scaricabile su tutti gli smartphone, tablet e computer dà al cliente la possibilità di personalizzare e aggiornare le impostazioni di sistema tramite connessione Bluetooth.
Commençal Meta Power Red: coming soon…
PREZZI La Commençal Meta Power sarà disponibile a breve.
La Commençal Ht Power è già disponibile in pre-ordine al prezzo di 3.999 € per la versione Race e al prezzo di 3.499 € per la versione Essential.
Lui l’ha scoperta e apprezzata dopo un intervento al ginocchio: grazie all’e-bike è potuto tornare in bici molto presto anche se la forza nelle gambe non era ancora al top. Qui potete vedere il video che testimonia il suo recupero…
Ora la utilizza soprattutto per divertimento e per raffinare l’allenamento.
E’ Nicolas Vouilloz, una carriera impressionante nella Mtb, che parla del suo rapporto con l’e-bike e spiega chi secondo lui può trarne maggiore beneficio.
Andare in e-bike non è solo andare in mountain bike senza fatica.
Di questo potete facilmente convincervi in Alto Adige dove troverete servizi di qualità e potrete vivere esperienze più che piacevoli su due ruote.
Ecco 5 buoni motivi per scegliere una vacanza in e-bike in Alto Adige.
Foto: Harald Wisthaler
1. Scelta ampia e diversificata di tour
Lungo e piatto, corto e ripido.
In un piccolo spazio l’Alto Adige riunisce il massimo numero di possibilità diverse di percorsi. Ci sono tour guidati per e-biker, o consigli di percorsi per e-bike con indicazioni sui punti di ricarica per tutti coloro che preferiscono muoversi per conto proprio.
Foto: IDM – Daniel Geiger
2. Vivere il flow uphill
In fondo andare in e-bike significa solo andare in bicicletta?
No.
Grazie alla propulsione, al peso e al baricentro più basso si modifica anche la tecnica di guida e le salite che con la Mtb “normale” sembravano o erano impossibili da scalare, improvvisamente, con la tecnica giusta, diventano percorribili.
Foto: Harald Wisthaler.
3. La stagione per Mtb più lunga delle Alpi
In Mtb da marzo-aprile fino a novembre: in nessun altro posto sulle Alpi si è mai andati in Mtb così a lungo.
Grazie alla posizione privilegiata sul versante soleggiato della Catena principale alpina la stagione delle Mtb in Val Venosta, nel territorio di Merano e nell’Alto Adige meridionale inizia già molto presto. Il clima è mite e secco. Da maggio e giugno anche le altre regioni sono ready to ride e in autunno la Valle Isarco incanta.
4. Eventi di e-bike unici
Dal 25 al 27 maggio la Shimano eMountainbike Expierence invita tutti gli interessati a un cross speciale attraverso l’Alto Adige: in 4 tappe giornaliere si va da Naturno a Bressanone attraverso la Val Sarentino, proseguendo poi per Brunico e Sesto.
Sono presenti famose marche di e-bike che mettono a disposizione per i percorsi giornalieri le loro migliori e-mountain bike. Qui trovate tutte le informazioni sull’evento.
Foto: Jarno Schurgers
5. L’Alto Adige è attrezzato!
In Alto Adige troverete molteplici servizi dedicati a chi va in bicicletta e in particolare in e-bike (noleggi, stazioni di ricarica, guide, percorsi studiati appositamente…)
In più, tra i BikeHotels Alto Adige ce sono diversi che offrono servizi speciali, tanto know-how ed entusiasmo proprio per gli e-biker.
Questi Bikehotels sono certificati “epowered by Bosch” e ciò significa che lì potrete trovare materiale informativo, mappe dei percorsi, escursioni guidate, prese di ricarica, servizi di assistenza e corsi per apprendere e approfondire la particolare tecnica dell’e-bike.
BIEL – Il mondo delle e-Bike è in continua e costante crescita e questo sta portando alla creazione di componenti specifici per le Mtb a pedalata assistita.
Lo scorso anno abbiamo visto l’arrivo di trasmissione (lo Sram Ex1) e freni (Sram Guide Re, Formula Cura E e molti altri) ad hoc e la bike industry inizia ora a proporre anche le ruote.
A cominciare, fra i marchi di maggiore rilievo, è DtSwiss e a tale proposito eBikeCult è stata invitata a Biel, presso la sede del marchio svizzero, a conoscere da vicino le ultime creazioni.
Il tema del meeting era il seguente: the hybrid revolution.
Con questo concetto il brand svizzero ha introdotto una serie di ruote e cerchi completamente nuova, pensata specificamente per le e-bike, ottimizzata per avere maggiore rigidità torsionale, laterale e resistenza agli impatti.
Lo sviluppo della gamma DtSwiss Hybrid ha richiesto oltre due anni di test e ricerche in collaborazione con Stefan Schlie, uno dei principali ambasciatori del mondo e-bike, e con tutto lo staff dei tester di DtSwiss.
Maggiore robustezza solo dove serve
La gamma di ruote Hybrid è composta da diversi modelli, pensati per utilizzi che vanno dal trail riding fino all’enduro, con diametri di 27,5 e 29 pollici, larghezze di 25, 30 e 35 mm a seconda dei modelli e solo nello standard Boost:
Nel progettare la gamma Hybrid DtSwiss è intervenuta su mozzo, raggi e cerchi in modo da avere un’ottimizzazione completa in ottica e-bike.
Le infografiche seguenti vi mostrano quanto siano più solide e robuste siano le DtSwiss Hybrid rispetto a ruote per Mtb tradizionali. Iniziamo dalla sezione del cerchio e da un dato molto importante: queste ruote sono concepite per resistere a un peso massimo di bici+ciclista di 150 Kg:
Un dettaglio molto importante, come si può notare dalla sezione mostrata sopra, riguarda la foratura simmetrica dei cerchi della serie DtSwiss Hybrid perché questa, secondo DtSwiss, porta a una costruzione della ruota che consente una distribuzione del materiale più omogenea per una migliore distribuzione delle forze sia nella guida che in fase di frenata.
Tanto per dare dei numeri, DtSwiss ha messo a confronto i dati che caratterizzano i cerchi da enduro con quelli delle nuove ruote Hybrid.
Date uno sguardo:
Anche i raggi sono stati rinforzati in funzione della maggiore tensione che devono sostenere e delle dimensioni maggiorate del mozzo:
I nuovi raggi inoltre sono stati sottoposti a test molto severi i cui risultati superano gli standard richiesti in alcuni casi del 35%:
E veniamo ai mozzi, in particolare quello posteriore, oggetto di profonde modifiche: se l’obiettivo che DtSwiss era quello di raggiungere un peso massimo tollerabile di 150 Kg uno step cruciale era ridisegnare il mozzo posteriore sul quale grava la percentuale maggiore del peso e sul quale si scaricano i Nm del motore elettrico e delle gambe del ciclista.
Ecco allora cosa ha fatto DtSwiss: asse maggiorato, cuscinetti rinforzati e maggiorati, Star Ratchet specifico a 24 denti (anziché 18 o 36).
Il mozzo posteriore ora è in grado di gestire fino a 500 Nm (contro i 400 Nm del modello standard) e i cuscinetti tollerano un carico fino a 4100 N (contro i 2080 N del modello standard).
Un altro dettaglio molto importante riguarda l’attacco freno a 6 fori per tutta la gamma DtSwiss Hybrid in luogo del Center Lock.
LA GAMMA RUOTE DTSWISS HYBRID
E veniamo adesso alla gamma delle ruote DtSwiss Hybrid e analizziamola nei dettagli, tenendo presente quanto indicato nello schema in basso, utile per capire il livello qualitativo di queste ruote:
In pratica, minore è il numero che contraddistingue la serie e maggiore è il livello di qualità (e la leggerezza). Ogni ruota, inoltre, può essere disponibile con cerchi di larghezza differente.
Ecco la gamma DtSwiss Hybrid:
Le DtSwiss Hxc 1200 Spline sono le più leggere e presentano un cerchio in fibra di carbonio. Il loro utilizzo è riservato a e-bike da trail riding e tollerano un peso massimo di 120 kg. Il peso della coppia parte da 1678 grLe DtSwiss Hxc 1200 SplineLe DtSwiss Hx 1501 Spline One sono disponibili con cerchio di 3 differenti larghezze e la versione da 25 mm ha un peso di partenza di 1898 gr. Da questo modello in poi il peso massimo tollerato sale a 150 Kg.Le DtSwiss Hx 1501 Spline One con cerchio da 30 mm di larghezza hanno un peso di partenza di 1978 grLe DtSwiss Hx 1501 Spline One con cerchio da 35 mm di larghezza hanno un peso di partenza di 2088 grLe DtSwiss Hx 1501 Spline One con cerchio da 30 mmLe DtSwiss H 1700 Spline hanno 28 raggi incrociati in 3ª e nella versione con cerchio largo 25 mm hanno un peso di partenza di 2000 grLe DtSwiss H 1700 Spline con cerchio da 30 mm di larghezza hanno un peso di partenza di 2090 grLe DtSwiss H 1700 Spline con cerchio da 35 mm di larghezza hanno un peso di partenza di 2200 gr e sono costruite con 28 raggi incrociati in 3ªLe DtSwiss H 1700 Spline con cerchio da 35 mmLe DtSwiss H 1900 Spline con cerchio da 25 mm di larghezza hanno un peso di partenza di 2003 grLe DtSwiss H 1900 Spline con cerchio da 30 mm di larghezza hanno un peso di partenza di 2093 grLe DtSwiss H 1900 Spline con cerchio da 35 mm di larghezza hanno un peso di partenza di 2203 gr
Le DtSwiss H 1900 Spline con cerchio da 30 mm
Al momento della presentazione non erano ancora disponibili i prezzi ufficiali, ma contiamo di fornirveli non appena ci verranno comunicati.
Passiamo adesso alle prime impressioni di guida.
Una breve presa di contatto
Durante le due giornate di presentazione a eBikeCult è stata data l’occasione di provare le ruote DtSwiss Hx1501 Spline One 27,5″, ovvero il modello di punta tra le ruote realizzate in alluminio, su una Trek Powerfly Lt 9 Plus (qui il test della bici di serie).
Essendo la bici in questione dotata di gomme Plus, il cerchio delle Hx1501 Spline aveva una larghezza interna di 35 mm.
Il peso, comprensivo anche di nastro sigillante, è pari a 957 gr per l’anteriore e 1131 gr per la posteriore.
Un’uscita di qualche ora non può certo essere sufficiente per riscontri definitivi, ma può fornire indicazioni sul comportamento dinamico.
Chiaramente il fattore peso nel rilancio in pedalata risulta essere penalizzato dal peso complessivo della bici, ma rigidità e resistenza agli impatti sono due fattori che nella breve presa di contatto sono emersi su tutti gli altri.
In questo contesto specifico si può affermare di non aver riscontrato criticità evidenti, ma il reale valore di queste ruote può emergere solo durante un test vero e proprio.
Le gomme 650b Plus da 2,8″ di sezione (in particolare delle Maxxis Minion Dhr II) non consentono di “sentire” subito la ruota, ma se non altro sono in grado di dare un grip ancora superiore in curva.
Le DtSwiss Hx1501 Spline sono un prodotto che punta su prestazioni e solidità.
L’obiettivo di DtSwiss con la gamma Hybrid, infatti, è dare agli utenti delle e-bike delle ruote che innalzino gli standard di affidabilità e qualità dinamiche delle ruote.
Quello di Dt Swiss è il primo passo importante sul fronte ruote ad hoc per e-bike.
La Thok Mig è una delle e-bike che più di tutte, dal momento del suo lancio datato 21 novembre 2016, ha fatto parlare di sé sui social network.
Sulla carta questa bici di sostanza ne ha molta e la curiosità di verificarlo sui sentieri è stata da subito davvero tanta.
Il progetto è di Stefano Migliorini, un ex discesista di fama mondiale, che nelle e-bike ha creduto sin da subito e il marchio Thok, infatti, si fonda sulla sua esperienza di pilota e biker di alto livello.
Proprio oggi, come vi abbiamo anticipato con una diretta sulla pagina Facebook di MtbCult, siamo riusciti a provarla su uno dei nostri sentieri abituali per capire quanta sostanza ci sia nella Thok Mig che, nel catalogo del marchio piemontese, rappresenta il modello di accesso con un costo di 3990€ al pubblico.
Questa bici può contare su un travel posteriore di 140 mm e su una forcella RockShox Yari Rc da 150 mm.
L’equipaggiamento è basico, ma sufficiente per divertirsi sin da subito (e lo conferma la nostra presa di contatto odierna) e il motore Shimano Steps (qui i dettagli tecnici) rappresenta un punto di sicuro interesse per la produzione Thok.
Per quanto riguarda la geometria, di seguito trovate le specifiche:
mentre per quanto concerne l’allestimento ufficiale:
E adesso passiamo al test di oggi che vi raccontiamo con il video seguente:
Quindi, i punti salienti della Thok Mig sono:
– bilanciamento ottimale dei pesi;
– geometria da trail bike moderna;
– maggiore confidenza di guida con le gomme 650b Plus;
– intuitività di funzionamento del motore Shimano Steps;
– attacco portaborraccia in posizione canonica;
– prezzo concorrenziale.
La sospensione posteriore è di tipo 4 Bar Linkage
La gomma Maxxis Minion Dhr II da 2,8″ all’anteriore assicura una grande confidenza di guidaIl passaggio cavi è interno e sembra essere molto ben realizzato.La batteria è fissata al telaio tramite un attacco classico, ma è protetta dagli impatti tramite un case in materiale plastico (di colore rosso o nero) tenuto in posizione da una banda di gomma.Il portaborraccia è previsto e deve essere di tipo side-load
Il motore Shimano Steps si conferma un prodotto valido e in questo breve giro ha fatto vedere prestazioni di tutto rispetto per fluidità di funzionamento.Stefano Migliorini è stato un pilota di Dh a livello mondiale e sa quanto è proficuo per la guida avere un carro reattivo. Ecco il perché del ponticello di rinforzo con questa forma.Il display dello Shimano Steps è compatto e ben nascosto dagli impatti. Il display, fra l’altro, è sempre ben leggibile.
SESTRI LEVANTE – La prima dell’E-Enduro Specialized è stato un bell’esperimento, con 97 partenti (molti più di quanti l’organizzazione se ne aspettasse) pronti a darsi battaglia in una location, Sestri Levante, che è uno dei templi dell’enduro italiano.
Proprio qui questa nuova specialità ha deciso di partire con due tracciati pensati ad hoc per le e-bike, anche se, ovviamente, con una forte caratterizzazione endureggiante.
Il nome del circuito, del resto, non lascia spazio a dubbi e Franco Monchiero insieme al suo staff hanno fatto sì che le due Speciali fossero impegnative tanto in salita quanto in discesa e che facessero prevalere sempre le capacità di guida sulla potenza del motore.
Insomma, a Sestri Levante, oggi, non è stato il motore elettrico a vincere, ma le capacità di guida di un Vittorio Gambirasio che è riuscito ad avere la meglio su Denny Lupato e su Andrea Bruno.
E proprio questi tre, prima della partenza, stamattina, ci avevano dichiarato…
Volti già noti all’enduro italiano che hanno contribuito a rendere più “pro” la gara di Sestri Levante, anche se fra gli obiettivi di questo circuito c’è soprattutto quello di richiamare alla partenza rider non per forza super esperti, come ad esempio Francesco Bucciantini del FirenzeFreeride:
L’E-Enduro Specialized, infatti, non ha la classifica o le prestazioni come obiettivo finale, ma il desiderio di far divertire gli appassionati in sella a una bici che nasce proprio per far divertire.
Facendo meno fatica in salita, certo, ma impegnando comunque nella guida.
Il divertimento, quindi, è il primo target e su questo Monchiero & Co vogliono restare focalizzati.
La prima di Sestri Levante è servita proprio a lanciare questo nuovo circuito e ad ascoltare le reazioni dei concorrenti, così come accadde circa 10 anni fa con il Superenduro, in modo da correggere eventualmente il tiro per le prossime tappe.
Una delle novità introdotte dall’E-Enduro Specialized è la stazione di ricarica delle batterie.
Durante il CO, ossia il controllo orario a metà gara, i concorrenti potranno… ma lasciamo che sia proprio Cristian Trippa dell’organizzazione dell’E-Enduro Specialized a spiegarvelo:
L’organizzazione, quindi, è concentrata sul fattore divertimento e con l’Octopus riuscirà far sì che anche chi non ha molto allenamento (per capirci chi esce solo una volta a settimana in bici) avrà modo di terminare la gara con grande soddisfazione.
Chi è allenato, magari, non avrà una reale necessità di ricaricare le batterie al CO, perché 500Wh di capacità permettono comunque di completare la gara di Sestri Levante, ma in fin dei conti, visto che nelle Ps si pedala sempre con la massima assistenza possibile (almeno nei tratti in salita), perché rischiare di restare a secco?
Tutto ciò che serve per il divertimento è benvenuto, specie se durante la settimana non si ha modo di fare più di una o due uscite di circa un’ora, come accade ad esempio a una ex campionessa del mondo di Dh quale Giovanna Bonazzi:
Giovanna in discesa è ancora in grado di dare del gran gas, come si dice, e a Sestri Levante è stata lei la più veloce.
Il pronostico era facile, visto che la partecipazione femminile è stata piuttosto risicata, ma ciò che conta davvero è il messaggio che Giovanna Bonazzi ha lanciato nel video precedente.
E lo stesso ha fatto anche Giorgio Calandri, appassionato di enduro e folgorato anche lui dalle e-bike:
E passiamo a un po’ di azione, andando sulla Ps2 la cui partenza in salita, al pari della Ps1, ha destato la curiosità di molti.
I video vi descrivono la situazione:
La parte iniziale della Ps2 prevedeva una salita anche abbastanza impegnativa, al termine della quale ci si trovava su un lungo single track veloce e scorrevole che permetteva di fare belle velocità.
Poi, iniziava la discesa vera e propria, anche se mai davvero impegnativa come in una gara di enduro:
Dopo di che torniamo al Controllo Orario, durante il quale i concorrenti hanno pensato a ricaricare le proprie batterie e quelle delle loro bici.
In quali condizioni arrivavano le batterie alla stazione di ricarica?
E i biker?
In attesa che arrivino le classifiche complete e le immagini ufficiali, la prima dell’E-Enduro Specialized a Sestri Levante è stato l’inizio di un nuovo modo di intendere le competizioni.
Sul podio, come vedete nella foto in basso, i volti sono già noti, ma saranno loro a a fare da traino per tutti gli altri appassionati che oggi, magari, sono rimasti a casa intimoriti dal format di gara enduro, dalla location e dalla classifica in generale.
Qui si gareggia, sì, ma l’obiettivo non è il risultato, ma il divertimento.
Di video che vi abbiamo mostrato l’atmosfera in gara era molto rilassata anche per i “pro” ed è su questa strada che si deve continuare.
Ps: l’articolo che avete-guardato è stato realizzato in un modo molto diverso dal solito, usando il live streaming della pagina Facebook di eBikeCult in modo da portarvi davvero sul posto mentre si svolgeva l’azione. Siamo certi che apprezzerete questo cambiamento. E ad ogni modo, in fondo alla pagina trovate anche una ricca fotogallery!
Mancano ormai pochi giorni all’esordio del tanto atteso circuito e-Enduro Specialized, il primo esclusivamente dedicato alla e-bike.
La prova di apertura delle quattro previste, in programma Domenica 2 aprile, è il Trofeo città di Sestri Levante, rinomata località ligure che l’anno scorso ospitò il Campionato Italiano Enduro e che, per prima, ha creduto anche in questo nuovo modo di intendere e proporre l’agonismo in mountain bike.
Il circuito e-Enduro Specialized, nato da un’idea di Cristian Trippa, Davide Bonandrini e Franco Monchiero, ideatore e co-fondatore a suo tempo del Superenduro, si rivolge quindi esclusivamente ai bikers con mountainbike a pedalata assistita, attraverso una formula di gara, subito recepita dalla F.C.I., del tutto simile a quella dell’enduro.
Ci saranno quindi trasferimenti, sostanzialmente in pianura e salita, e tratti cronometrati, denominati prove speciali, tendenzialmente in discesa anche se, proprio in virtù delle caratteristiche di queste particolari mountain bike, non mancheranno settori di Ps più pianeggianti e addirittura in salita, ovviamente studiati apposta per esaltare la tecnica di guida dei riders in abbinamento alle prestazioni delle moderne e-bike.
A tale proposito, è doveroso ricordare che tutte le e-bike devono essere omologate, quindi sottostare alla Direttiva Europea 2002/24/CE e, per quello che riguarda telaio, motore, batteria e tutto l’impianto elettrico, devono essere rigorosamente di serie. Sono previste, ovviamente, verifiche sul campo, prima, durante e dopo la gara.
Quella di Sestri Levante, una delle località liguri più amate e frequentate dagli appassionati di enduro e in genere di mountainbike, è una manifestazione che si prevede, come al solito, molto bella, sia dal punto di vista tecnico sia paesaggistico. Ma non sarà una gara troppo difficile, perché è stata pensata e disegnata appositamente per la filosofia stessa del circuito e-Enduro Specialized che, tra i propri obiettivi, si pone anche quello di avvicinare più gente possibile alla pratica della mountain bike, anche se con pedalata assistita.
La scelta del percorso e delle relative Ps, quindi, è stata ponderata con molta attenzione dagli esperti organizzatori di PuntoSport Team in stretta collaborazione con Franco Monchiero, per rendere questa prima gara abbordabile anche ai tanti neofiti che si stanno avvicinando al mondo delle competizioni enduro proprio grazie all’e-bike.
Anche la Gravity School sarà a disposizione con il corso di avvicinamento alle gare e alla pratica dell’utilizzo delle e-bike.
In ogni caso, tra e-enduristi debuttanti e riders più esperti, sono attesi circa un centinaio di iscritti e non mancheranno nemmeno nomi importanti, come quelli di Vittorio Gambirasio, Campione Italiano Enduro in carica, Denny Lupato e Matteo Raimondi che, oltre ad essere agonisti di livello assoluto, saranno anche i principali testimonial dell’evento ligure.
Ma al via, tra i tanti amatori, ci saranno anche “vecchie glorie” della downhill internazionale e dell’Enduro, come la due volte Campionessa del Mondo Giovanna Bonazzi, Gianluca Bonanomi, Stefano Migliorini e Marco Rodolico grandi campioni che, proprio grazie all’e-bike, hanno trovato nuovi stimoli per tornare in sella e dare spettacolo.
Il programma di gara prevede 4 prove speciali, per un totale di 38 km e 1.350 metri di dislivello compresi i trasferimenti.
Nello specifico, si ripeterà per due volte la Ps1, che sarà la mitica S. Anna, già teatro anche del Campionato Italiano Enduro nel 2015, mentre è stata accorciata la Ps2, denominata Capenardo, togliendo così il complicato e difficile pezzo finale.
Insomma, sarà una gara sì combattuta, persino da atleti di un certo livello, ma anche una vera festa di iniziazione per molti e-bikers.
E, proprio per venire incontro alle esigenze dei meno esperti, il giorno prima della gara, non solo sarà possibile provare liberamente il percorso, sia con la e-bike sia con mountain bike tradizionale (saranno però vietate le risalite meccanizzate con furgoni e macchine), ma sarà presente anche lo staff della Gravity School che, proprio sul tracciato delle P.S., insegnerà, a chi ne sentisse la necessità, la tecnica giusta per affrontare la gara e i passaggi più difficili.
La zona di partenza e arrivo, i paddock e tutto il villaggio espositivo, saranno allestiti già da sabato 1° Aprile, sul lungomare di Viale delle Rimembranze, praticamente nel centro di Sestri Levante. Oltre al gonfiabile della Race Events by Expotent, dove sarà istituita la segreteria gara, ci saranno gli stands di Specialized, Atala, Lapierre, Mondraker, Alpinestar,Limar, Dt, Maxxis, PH 45° 25’ N 11° 53’, Billet Factory, Topeak, Ergon che offriranno l’occasione di toccare con mano, e in alcuni casi addirittura testare, i propri prodotti.
Ci sarà anche il truck Andreani e Ohlins a disposizione per l’assistenza meccanica a chi ne avesse necessità.
Inoltre, sotto la tenda della Brose troverà posto “Octopus”, l’innovativa stazione di ricarica, capace di servire 100 batterie in contemporanea, che sarà a disposizione di tutti i concorrenti la domenica durante la gara e anche il sabato durante le prove, così, mentre ci si riposa in pausa pranzo, si potranno ricaricare gratuitamente le batteria per la ricognizione del pomeriggio.
Il servizio è riservato ai soli iscritti in gara e sarà completamente gratuito secondo le modalità d’uso previste.
Ricordiamo che è possibile iscriversi alla gara di Sestri Levante sul sito www.e-enduro.it entro e non oltre le ore 20.00 di giovedì 30 marzo.
Dopo questa data sarà possibile iscriversi direttamente a Sestri Levante presso la segreteria di gara ma con prezzo maggiorato di 5 Euro.
Sempre nei pressi della segreteria di gara Sabato 1 aprile per le ore 18 è previsto il briefing, nel quale il direttore di gara spiegherà ai concorrenti e relativi team tutto il necessario sulle condizioni del percorso e la procedura per lo svolgimento della gara.
L’appuntamento è quindi per questo fine settimana a Sesti Levante con la prima prova del circuito e-Enduro Specialized.
Ci sarà comunque da divertirsi, sia per i bikers già esperti sia per quelli che magari lo diventeranno anche grazie a questa nuova elettrizzante esperienza.
In ogni caso, al di là del numero degli iscritti per questo primo evento, destinato ovviamente a crescere nel prosieguo della stagione, la sensazione tra gli addetti ai lavori è quella che stia nascendo qualcosa di cui si parlerà molto nei prossimi anni e che, inevitabilmente, per molti cambierà il modo di approcciarsi alla mountain bike e all’agonismo.
La Cannondale Moterra Lt 2 è una e-bike che a prima vista non riesce a riscuotere consensi immediati.
E’ un oggetto strano, diverso, inspiegabile e allo stesso tempo audace perché non lascia indifferenti.
Il nome, Moterra, richiama il mondo delle moto (al quale Cannondale è stata legata per un brevissimo periodo) e vuole chiarire subito una cosa: la Moterra non è una bici, ma una e-bike e come tale richiede un approccio diverso.
I marchi della concorrenza hanno preferito utilizzare un’estetica ampiamente e largamente usata sulle Mtb tradizionali (non chiamatele “muscolari”, per favore…) e questo ha portato a delle e-bike che fanno di tutto per non sembrare delle e-bike.
La batteria e il motore devono essere il meno visibili possibile e la geometria non deve essere influenzata dalla presenza di questi due componenti aggiuntivi.
La Cannondale Moterra, invece, è qualcosa di diverso.
Piuttosto che seguire la tendenza ha preferito staccarsene, almeno in parte, e iniziare quello che, forse, è il nuovo corso delle e-bike.
Il tubo obliquo per dimensioni è anni luce lontano da quello di una Cannondale Jekyll ad esempio e lo stesso dicasi per la zona del movimento centrale, ingigantita dal motore Bosch Performance Line Cx.
Ma questa, appunto, non è una Mtb, bensì una Mtb a pedalata assistita.
Tutta un’altra storia.
E qui a Cannondale va riconosciuto quel coraggio stilistico che l’ha resa celebre più di 25 anni fa, quando faceva di tutto per essere diversa, senza perdere di vista la funzionalità, l’efficienza e la praticità.
Leggetevi a tale proposito la storia della Cannondale Scalpel.
La Moterra prosegue su quel solco e a un’estetica leggera e “bella a prima vista” ha preferito una geometria e una distribuzione dei pesi che sono destinati a diventare un riferimento in campo e-bike.
Quindi, prima di valutarla e scartarla a priori è opportuno considerare un dettaglio: questa non è una Mtb tradizionale, ma una e-bike e come tale richiede accortezze tecniche che possono diventare molto evidenti e caratterizzanti a livello estetico.
Questa introduzione, a dire il vero, non è valida solo per la Moterra, ma, in generale, per tutte le e-bike.
Questo sticker riporta le omologazioni che una e-bike deve rispettare oltre ad anno di produzione, peso, nome modello e codice seriale.
Non è soltanto la legge a ricordarci che non sono delle bici, ma è anche il modo in cui possono essere utilizzate.
E su questo argomento c’è ancora molto da dire, capire, spiegare, provare e via dicendo.
La Moterra è il primo tentativo da parte di Cannondale di creare uno stile estetico specifico per le e-bike che abbia come priorità il piacere di guida.
E adesso andiamo a vedere come si comporta, prestando attenzione, ovviamente, anche a ciò che ci ha convinto meno della Cannondale Moterra Lt 2.
Simone Lanciotti, il tester della Cannondale Moterra Lt 2
1 – GEOMETRIA – Angolo di sterzo: 9
66° su tutte e 4 le taglie previste fanno della Moterra Lt 2 una e-bike con una buona propensione discesistica, specie in abbinamento alla forcella RockShox Yari da 160 mm (compatibile Boost).
– Angolo piantone: 8,5
74,8° permettono al tubo piantone di non interferire con la sospensione posteriore (dotato di ben 160 mm di corsa) e di lasciare tutto lo spazio necessario. E in sella questo particolare ha un effetto benefico sulla pedalabilità della bici quando la pendenza è molto pronunciata.
– Lunghezza tubo superiore: 9
61,6 cm sono da intendersi come un valore standard ormai su una Mtb moderna e permettono in sella alla Moterra di guidare stando ben centrati fra le due ruote. – Altezza manubrio da terra: 9
106 cm con tutti gli spessori sotto l’attacco manubrio, la cui altezza totale è di 1,5 cm. Questo permette un dislivello sella-manubrio adeguato alle necessità della guida off-road anche aggressiva.
– Altezza movimento centrale da terra: 8 35,7 cm sono un valore maggiore rispetto a quello delle rivali più dirette come la Trek Powerfly Lt 9 Plus (34 cm) o la Specialized Turbo Levo Fsr Comp 6Fattie (34,2 cm), ma va detto che la Moterra Lt 2 ha entrambe le sospensioni con 160 mm di escursione, contro i 150-150 mm della Trek e i 135-150 della Specialized.
Nella guida questo dettaglio si fa sentire, diminuendo la confidenza di guida, ma aumentando il range di utilizzo della bici. E’ difficile toccare a terra con i pedali o con il motore, ma non impossibile…
– Lunghezza carro: 10
Qui Cannondale ha fatto davvero un grande lavoro: 44,3 cm sono al momento il valore più contenuto in campo e-bike ed è piacevolmente avvertibile nella guida, specie quando le altre e-bike sono su valori ben più alti, come i 45,9 cm della Turbo Levo e i 47,5 cm della Powerfly, anche se entrambe le bici hanno gomme Plus.
Per arrivare a questo risultato Cannondale ha ruotato in modo netto il motore Bosch verso l’alto, ha fatto ricorso alla Asymmetric Integration (la stessa che troviamo su F-Si e su Scalpel Si) spostando verso l’esterno il pignone e utilizzando un mozzo con battuta di ben 157 mm.
La corona da 15 denti ha un offset di 6 mm verso l’esterno
Questo ha permesso alla ruota posteriore di avvicinarsi molto al tubo piantone senza compromettere il funzionamento della sospensione posteriore, né aumentare il fattore Q (ossia la distanza fra le facce interne delle pedivelle). – Interasse: 8
122,1 cm per la taglia L, ovvero la Moterra Lt 2 è una e-bike compatta considerando l’escursione delle sospensioni. – Assetto in sella: 9,5
Sono alto 180 con un’altezza di sella di 74 cm che sulla Moterra sono diventati 74,5 cm per via delle pedivelle da 170 mm in luogo di quelle da 175 a cui sono abituato. La posizione in sella ispira confidenza grazie al manubrio da 78 cm di larghezza con un rise di 15 mm e all’attacco da 45 mm di lunghezza.
I 150 mm di escursione del reggisella Ks Lev Integra sono molto utili in discesa, ma impongono un’altezza di sella minima di 73,3 cm, un dato da considerare prima di scegliere la taglia L della Moterra Lt 2.
Voto finale (da 1 a 10): 8,87
2 – COMPORTAMENTO IN SALITA – Tuning scelto per l’ammortizzatore: 8
Il RockShox Monarch Rt DebonAir permette due posizioni per la compressione, Open e Pedal. Quest’ultima non è un lock-out, ma permette alla Moterra di guadagnare qualcosa in termini di efficienza di pedalata. Nel complesso, comunque, la sospensione non disperde in maniera troppo vistosa le energie della pedalata.
– Efficienza sospensione posteriore nell’andatura regolare: 8
Il motore elettrico aiuta nell’avere una pedalata più rotonda e di questo se ne avvantaggia la sospensione, ma l’aiuto maggiore (anche se in assoluto non è molto elevato) arriva dalla posizione Pedal dell’ammortizzatore RockShox. – Efficienza sospensione posteriore nell’andatura fuorisella: 7
Qui i 160 mm di corsa della sospensione si sentono in modo evidente: anche con l’ammortizzatore nella posizione Pedal, alzandosi sui pedali si disperdono energie. Potrebbe aiutare un ammortizzatore con un freno idraulico in compressione più evidente.
– Efficienza sospensione posteriore in salita offroad: 9,5
La sospensione lavora in modo efficace, aiutata anche dalla grande sensibilità dell’unità RockShox Monarch Rt. La trazione che si ottiene è notevole, con la complicità di una gomma posteriore come la Schwalbe Hans Dampf SuperGravity da 2,35” (foto in basso).
– Erogazione potenza in salita: 9 L’erogazione è quella di un motore Bosch, quindi piuttosto immediata nel reagire alle richieste del biker e più o meno brusca a seconda del livello di assistenza impostato. – Commenti sui componenti montati sulla bici: 7,5
Parlando di salita, un pacco pignoni 11-46 in luogo di quello 11-42 di serie aiuterebbe molto quando si pedala su pendenze molto accentuate. Non sempre, infatti, è possibile o conveniente ricorrere a un livello di assistenza superiore e questo impone un maggiore sforzo per le gambe. Si parla comunque di tratti in salita che con una Mtb tradizionale sarebbero proibitivi.
Il display Bosch Purion non manca mai di farsi apprezzare per la sua compattezza. Mancano un po’ di informazioni (come l’ora e la velocità media), ma nel complesso è molto piacevole da vedere sul manubrio di una e-bike.
L’altezza di 35,7 cm del movimento centrale anche in salita vengono in aiuto, specie se si tratta di affrontare gradoni o ostacoli più importanti. E se si esagera, la protezione sotto al motore in lega leggera è davvero solida e utile.
Voto finale (da 1 a 10): 8,10
3 – COMPORTAMENTO IN DISCESA – Tuning scelto per l’ammortizzatore: 9,5
La sensibilità iniziale dell’ammortizzatore permette alla Cannondale Moterra Lt 2 di assorbire impatti di piccole dimensioni con disinvoltura e man mano che aumenta l’intensità delle sollecitazioni la risposta della sospensione diventa sempre più frenata. – Curva di compressione della sospensione (linearità e progressività): 9
Il comportamento della sospensione è caratterizzato da un buon mix di linearità e progressività: la parte finale della corsa ovviamente è quella in cui emerge il carattere progressivo della sospensione, permettendo di sfruttare bene i 160 mm di corsa a disposizione.
– Impatti di piccola entità: 10
Buona la risposta, grazie anche alla taratura super soft dell’ammortizzatore nella parte iniziale di corsa. – Impatti di grande entità: 9,5
Il Monarch Rt DebonAir fa quello che può. Non è un ammortizzatore per utilizzi enduro e questo nelle discese più tirate si fa sentire, mostrando presto dei limiti avvertibili con reazioni più brusche da parte della sospensione posteriore.
Se avete un’inclinazione più endureggiante un ammortizzatore 216×63 mm con piggy back è più consigliabile.
– Rigidità torsionale del carro: 10
Di alto livello per una e-bike: la Moterra Lt 2 è fra le e-bike che possono vantare reazioni molto rapide del posteriore, facendo segnare dei record piuttosto evidenti nella categoria e-bike. Questo risultato è ottenuto grazie al carro da 44,3 cm e alla battuta posteriore da 157×12 mm, cioè una misura ben superiore a quella già maggiorata dello standard Boost.
– Agilità della bici: 10
Il peso anche qui si sente ed è inevitabile, ma trattandosi di una e-bike la Cannondale Moterra Lt 2 dà sensazioni molto positive nella guida. Il posizionamento molto in basso di motore e batteria permette a chi guida di cambiare direzione con molta facilità.
Contribuisce a questo risultato l’estrema rigidità torsionale del tubo obliquo, denominato Torsion Box, che, oltre a caratterizzare fortemente l’estetica della bici, concorre a rendere la Moterra molto solida e reattiva nella guida offroad.
Le saldature sul Torsion Box sono ben evidenti poiché la sua struttura è costituita da più parti in lega leggera.
– Efficienza sospensione posteriore in frenata: 7,5
La sospensione posteriore, di fatto, è un monopivot e come tale si comporta in frenata, mostrando una certa tendenza della sospensione all’inibizione durante la frenata. – Commenti sui componenti montati sulla bici: 9
Ci sono una serie di componenti che rendono la Cannondale Moterra Lt 2 molto efficace in discesa, ovvero la forcella RockShox Yari Rc da 160 mm, le gomme Schwalbe Magic Mary e Hans Dampf (entrambe in versione da 2,35” SuperGravity), il manubrio Cannondale C2 in lega da 78 cm di larghezza, l’attacco manubrio Gravity da 45 mm di lunghezza, il reggisella Lev Integra da 150 mm e i freni Shimano Slx con dischi da 203-180 mm.
Tirata fuori dalla scatola la Moterra Lt 2 è pronta per usi anche molto impegnativi.
Da segnalare anche la silenziosità della catena in discesa, grazie al rivestimento in gomma (molto ben realizzato fra l’altro) che interessa tutto il fodero basso di destra e anche il pivot della sospensione. Cannondale ha dotato la Moterra Lt 2 di un piccolo e molto utile guidacatena.
Voto finale (da 1 a 10): 9,31
4 – COMPORTAMENTO SUL PEDALATO – Tuning scelto per l’ammortizzatore: 9,5
Superata la parte iniziale della corsa, la sospensione posteriore risulta piuttosto ben tarata per i tratti pedalati. I 160 mm di corsa non impediscono alla Moterra di essere utilizzata come una trail bike quando serve di pedalare. – Efficienza sospensione posteriore nei rilanci: 8,5
Molto valida, grazie al buon supporto a metà corsa dell’ammortizzatore.
– Erogazione della potenza nei rilanci: 9
Dipende, ovviamente, dalla modalità di assistenza selezionata: la Eco è più sobria, ma comunque avvertibile, mentre per un uso che tenga anche conto della durata della batteria, la modalità Tour è una delle più indicate. In Sport e Turbo la risposta diventa molto immediata e forte ed è facile avvertire i 75 Nm di coppia del motore Bosch. – Agilità della bici: 10
Vale quanto detto per la discesa: l’agilità di questa e-bike è da riferimento. – Commenti sui componenti montati sulla bici: 9
La sella Fabric Scoop Elite ha confermato le sue qualità di comfort, anche durante uscite più lunghe.
Voto finale (da 1 a 10): 9,20
5 – DETTAGLI TECNICI TELAIO – Regolazioni consentite sulla geometria: 6
Non sono previste e tutto sommato durante l’uso non se ne è sentita la mancanza. Certo è che su bici con una certa vocazione discesistica potrebbe essere utile modificare la geometria, alla stregua di quanto abbiamo visto sulla Trek Powerfly 9 Lt Plus, alla quale avevamo assegnato un 10 per questa voce.
– Spazio fra gomma posteriore e carro (in caso di fango): 8,5
Lo spazio c’è, non è abbondante, ma sufficiente a permettere alla ruota posteriore di funzionare in modo corretto in caso di fango. Va detto anche che la gomma Hans Dampf, pur da 2,35”, è piuttosto larga.
– Cura del passaggio cavi: 10
In sostanza non c’è un cavo a vista lungo tutta la superficie del telaio, a parte quello del freno a disco posteriore, che rimane scoperto per un breve tratto. Inoltre, la parte terminale del cavo del cambio è protetta da un rivestimento più robusto.
Davvero un bel risultato.
– Attacco portaborraccia: 10 C’è ed è posizionato dove ci si aspetterebbe che fosse (foto sopra). La Cannondale Moterra e la Specialized Turbo sono le uniche e-bike, al momento, a consentire questa possibilità.
Anche la gamma Moustache lo prevede, ma posizionato nella parte inferiore del tubo superiore. – Attacco guidacatena: 10
Non c’è l’attacco Iscg05, ma Cannondale ne ha comunque previsto uno, molto utile e ben fatto.
– Protezioni sul telaio e sul carro: 9,5
Quella applicata sul fodero basso destro è esemplare e molto originale è anche quella prevista sulla parte inferiore del tubo obliquo, pardon, del Torsion Box: si chiama Bat Strap ed è costituita da uno strato di gomma molto spesso (circa 6 mm) che protegge la batteria Bosch da 500 Wh contro gli impatti.
Da segnalare, inoltre, che sulle parti esposte della batteria sono applicate delle pellicole protettive con una cura notevole. Questa assicura una protezione extra alla batteria e una silenziosità totale nella guida.
Per rimuovere la batteria è necessario rimuovere il Bat Strap e aprire la serratura Bosch ed è un’operazione rapida. – Posizionamento dell’ammortizzatore: 9
La posizione è ottimale (sotto al tubo superiore) e lo si raggiunge facilmente anche durante la marcia. – Posizionamento del motore: 8
Cannondale ha scelto di alloggiare il motore Bosch in una posizione insolita, ossia molto ruotato verso l’alto, in modo da accorciare al massimo il carro, ma riducendo un po’ la luce a terra della bici. A tale scopo però torna molto utile la piastra in alluminio posizionata sotto al motore. Che non abbiamo mancato di chiamare all’appello in qualche occasione…
Sulla ruota posteriore ci sono ben 160 mm di corsa.
– Durata batteria e tempi di ricarica: 9
L’assenza delle gomme Plus permette alla Moterra Lt 2 un’autonomia leggermente maggiore rispetto, ad esempio, alla Trek Powerfly 9 Lt Plus che adotta la stessa dotazione Bosch.
Sul lato sinistro del Torsion Box è prevista feritoia per accedere……a uno “sportellino” di gomma che cela lo spinotto per la ricarica della batteria.
Superare i 1800 metri di dislivello in Eco (per un biker di 85 Kg) con una sola ricarica della batteria Powerpack 500 Wh non è un problema.
I tempi di ricarica sono quelli previsti da Bosch: 4,5 ore per una ricarica completa. – Peso telaio e bici: 6
La bici intera pesa 23,73 Kg, in taglia L e con camere d’aria, cioè un valore molto maggiore a quello delle concorrenti finora testate che, pur con gomme 650b Plus, arrivano a 22,34 Kg la Trek Powerfly 9 Lt Plus e a 22,43 Kg la Specialized Turbo Levo Fsr Comp 6Fattie.
L’aggravio di peso è da imputare al telaio, le cui notevoli rigidità torsionale e agilità vengono controbilanciate da un peso complessivo superiore a quello delle rivali.
Va detto che nella guida il valore ponderale della bici non si fa sentire così tanto e, in generale, la Moterra è più agile di altre e-bike più leggere.
Ecco un altro dettaglio significativo per la rigidità torsionale del carro: il leveraggio della sospensione è realizzato in composito per massimizzare leggerezza e rigidità.
– Prezzo telaio e/o bici: 9 5249€ (aggiornato al 1 marzo 2017), considerate le prestazioni, il montaggio e la garanzia a vita sul telaio, è una cifra allineata al prezzo delle rivali dirette.
Il rapporto qualità/prezzo, quindi, è interessante, così come lo è, in generale, quello delle più moderne e-bike. – Garanzia: 10
A vita sul telaio, previa registrazione sul portale Cannondale.
Voto finale (da 1 a 10): 8,75
VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 8,86
In conclusione…
Nell’ambito delle e-bike di ultima generazione la Moterra è un esempio di coraggio stilistico e funzionale, tipico delle migliori Cannondale.
Non conquista a prima vista perché la linea è molto distante da quella a cui siamo abituati, ma convince quando la si guida.
E in quel momento si comincia ad apprezzare anche l’estetica, dandole un valore funzionale.
Cioè il Torsion Box è così vistoso e massiccio, ma il motivo è ben evidente nella guida.
Le e-bike continueranno a stupire e la Moterra ha tracciato una strada tutta sua.
Tutto è pronto a Sestri Levante per l’esordio del circuito e-Enduro Specialized, il primo in Italia esclusivamente dedicato alle e-bike.
Rispetto al tracciato di gara disegnato questo inverno (e che vi avevamo presentato in questo articolo), gli organizzatori hanno apportato alcune modifiche significative, sostanzialmente per renderlo più scorrevole, divertente e un po’ meno difficile dal punto di vista tecnico, visto anche i feedback ricevuti in queste ultime settimane.
Nello specifico, si ripeterà per due volte la Ps1, che sarà la mitica S. Anna, già teatro anche del Campionato Italiano Enduro nel 2015, mentre è stata accorciata la Ps2, denominata Capenardo, togliendo così il complicato e difficile pezzo finale.
La scelta, ponderata con molta attenzione dagli esperti organizzatori di Punto Sport Team in stretta collaborazione con Franco Monchiero di Race Events, nasce dalla volontà di rendere questa prima gara abbordabile anche ai tanti neofiti che si stanno avvicinando al mondo delle competizioni enduro proprio grazie all’e-bike.
Ci sarà comunque da divertirsi, sia per i bikers più esperti sia per quelli che magari lo diventeranno anche grazie a questa nuova elettrizzante esperienza.
Quella di Sestri Levante, una delle località liguri più amate e frequentate dagli appassionati di enduro e in genere di mountain bike, è una manifestazione che si prevede, come al solito, molto bella, sia dal punto di vista tecnico sia paesaggistico.
Ma non sarà una gara troppo difficile, perché è stata pensata e disegnata appositamente proprio per questa nuova disciplina che, tra i propri obiettivi, si pone anche quello di avvicinare più gente possibile alla pratica della Mtb, anche se con pedalata assistita.
Il programma di gara per Domenica 2 aprile prevede, quindi, 4 prove speciali per un totale di 38 km e 1.350 metri di dislivello compresi i trasferimenti.
Nel dettaglio, dopo lo start dal lungomare di Viale delle Rimembranze, praticamente nel centro del paese, si parte col primo trasferimento per la Ps.1 “S.Anna” che inizierà con un tratto tecnico in salita di circa 300 metri, preludio alternativo alla consueta inebriante picchiata verso il mare, col golfo del Tigullio davanti agli occhi e il classico terreno roccioso sotto le gomme.
Si tratta di una Ps comunque impegnativa e che richiede attenzione, con tratti veloci e fisicamente impegnativi che si alternano a passaggi più tecnici, dove è molto meglio non farsi distrarre dal paesaggio.
Del resto, le prove del sabato servono per conoscere il percorso ma anche per contemplare il panorama con la giusta calma!
Alla fine del tratto cronometrato di “S. Anna”, complessivamente di 2,9 Km, si inizia subito il secondo trasferimento, di 11 chilometri, affrontando un’ascesa con un dislivello di circa 600 metri verso l’inizio dell’inedita e spettacolare P.S. denominata “Capenardo”.
Anche questo secondo tratto cronometrato inizia con una salita di circa 1 km, dove fondamentale sarà saper sfruttare al meglio il potenziale della propria e-bike almeno fino alla Vetta del Monte Capenardo, ma anche oltre, lungo il sentiero di crinale molto pedalabile che precede l’inizio della discesa vera e propria.
Un sentiero impegnativo ma divertente nel tipico sottobosco ligure, su terreno tecnico e guidato, con fondo duro, roccioso e compatto.
Come dicevamo all’inizio, il fine speciale è stato anticipato nel bosco prima della salita dei “Cacciatori” evitando così la parte finale ritenuta troppo tecnica e veramente insidiosa in caso di fondo bagnato.
Una volta tornati in riva al mare per il controllo orario (C.O) nel centro di Sestri, ci sarà la possibilità per tutti di ricaricare la propria batteria (30 minuti) tramite Octopus, l’innovativa stazione di ricarica e-bike realizzata apposta per il circuito e-Enduro, prima dell’ultimo trasferimento per la Ps3.
Si ripeterà quindi il S.Anna, ma rifocillati nel corpo e nella testa, con rinnovata energia nella batteria e anche maggiore esperienza.
La sfida sarà per tutti almeno quella di battere il proprio tempo fatto registrare la mattina, nel corso del primo passaggio.
A seguire l’ultimo tratto cronometrato, la Ps 4, denominata “Penisola”, lunga solo 600 metri ma molto appagante.
Si tratta dell’attesa e bella kermesse nel centro di Sestri, con il suggestivo passaggio nella Baia del Silenzio, dove certo non mancherà il tifo dei tanti turisti, degli amici e dei parenti al seguito, pronti a immortalare il gesto atletico e tecnico dei campioni più navigati così come degli esordienti. Con le e-bike, infatti, si pedalerà anche in salita, su per il centro storico e il confronto sarà ancora più spettacolare e incerto, proprio poco prima del traguardo finale in Piazza Matteotti e del meritato riposo sulla spiaggia!
Insomma, sarà una gara sì combattuta, probabilmente anche da atleti di un certo livello, ma anche una vera festa di iniziazione per molti e-bikers.
E, proprio per venire incontro alle esigenze dei meno esperti, il giorno prima della gara, Sabato 1 Aprile, non solo sarà possibile provare liberamente il percorso di gara, sia con le e-bike sia con mountain bike tradizionali (saranno però vietate le risalite meccanizzate con furgoni e macchine), ma sarà presente anche lo staff della Gravity School che, proprio sul tracciato delle P.S., insegnerà, a chi ne sentisse la necessità, la tecnica giusta per affrontare la gara e i passaggi più difficili.
Inoltre “Octopus”, capace di ricaricare 100 batterie in contemporanea, sarà a disposizione di tutti concorrenti anche il sabato, così, mentre ci si riposa in pausa pranzo, si potranno ricaricare gratuitamente le batteria per la ricognizione del pomeriggio.
Il circuito E-Enduro Specialized è stato sicuramente il primo tra i campionati riservati esclusivamente alle Mtb a pedalata assistita e, come già sapete, ha un format di gara studiato appositamente per le e-bike e un proprio regolamento specifico (che è poi stato adottato anche dalla Federciclismo per le competizioni con bici a pedalata assistita).
Nello stesso tempo, alcuni circuiti “storici” si stanno aprendo anche alle e-bike, ad iniziare dal Superenduro che già lo scorso anno introdusse la categoria e-Mtb, e stanno nascendo competizioni dedicate solo alle e-bike, come ad esempio il Bosch eMtb Challenge.
Se dunque sta davvero iniziando l’era dell’agonismo in ambito e-bike, dobbiamo attenderci il proliferare di team rivolti proprio a questo genere di gare.
E la previsione è, infatti, confermata dal numero di squadre che si sta iscrivendo al circuito E-Enduro.
Iniziamo a presentarveli, certi che ne sentiremo parlare a breve…
Pro-M Racing Team di Milano
E’ stata la prima squadra dedicata solo alle e-bike in Italia e nasce su iniziativa dello storico negozio Pro-M di Milano.
Il team può contare su nomi del calibro di Giovanna Bonazzi e Gianluca Bonanomi (insieme nella foto in basso) che si ritrovano in squadra dopo aver condiviso le glorie della downhill italiana e mondiale negli anni 90.
Dream Team E-Bike Service di Asti
Il Dream Team Bike Service è un negozio di Asti specializzato in bici Specialized e Cannondale che ha deciso di creare anche la squadra per solo e-bike, che nella foto qui sotto vedete davanti all’entrata del negozio.
Shop Bikecafè di Pinerolo (TO)
Il BikeCafé di Pinerolo (TO) è molto di più di un punto vendita e di un’officina specializzata, è soprattutto un punto di incontro tra appassionati della bicicletta. E ora è anche il nome del team che parteciperà all’E-Enduro equipaggiato con e-bike Cannondale.
LRbike di Castel San Pietro Terme (BO)
Anche il team creato dal negozio LRBike di Castel San Pietro (BO) correrà le tappe dell’E-Enduro in sella a bici Cannondale.
Bikappa Bikes di Genova
I ragazzi del team di Bikappa Bikes (negozio e officina specializzata di Genova) hanno sposato in pieno la filosofia e-bike, che va bene per le gare così come per la mobilità quotidiana e il divertimento.
Questi sono soltanto i primi tra i team iscritti al circuito E-Enduro Specialized, l’elenco è destinato a crescere, così come le persone di tutte le età che si avvicineranno a questo nuovo tipo di sport.
Per restare aggiornati, seguite la pagina Facebook E-Enduro.
Proprio ieri in Olanda si è tenuta la presentazione della nuova Super Commuter +, la urban bike a pedalata assistita di casa Trek.
Oggi restiamo in ambito di mobilità urbana con la “risposta” di Scott: la Scott E-Silence, di cui andiamo a scoprire le caratteristiche nel seguente COMUNICATO UFFICIALE.
L’inquinamento acustico, in particolar modo quello derivante dal traffico, dalle ferrovie e dagli aeroporti, è il secondo problema ambientale più grande che colpisce la salute, dopo l’inquinamento atmosferico.
Scoot ha quindi ideato una soluzione che ridefinirà il pendolarismo urbano: la Scott E-Silence.
Ridotta al massimo ma sempre equipaggiata con tutto il necessario, questa bici ti porterà ovunque con facilità, in sicurezza e, soprattutto, in silenzio.
La E-Silence pone nuovi standard per i pendolari urbani.
Il modo in cui il potente motore Brose e la batteria personalizzata sono stati integrati nel telaio li rende quasi invisibili.
Il design elegante del telaio è completato da una particolare attenzione ai dettagli: attacco manubrio integrato, luci anteriore e posteriore, e un attacco per lucchetto rendono la E-Silence un mezzo di trasporto potente, sicuro, affidabile e, soprattutto, silenzioso.
Il cockpit interamente integrato con un attacco manubrio regolabile permette di avere una posizione di guida comoda.
Il potente fanale anteriore illumina ciò che si trova di fronte a te, mentre la luce posteriore è intelligentemente posizionata sulla parte alta del tubo reggisella e fa sì che tu sia sempre visibile.
Il portapacchi posteriore è fissato fermamente in un’apertura dei foderi obliqui ed è pronto per qualsiasi cosa tu voglia portarti dietro.
Un porta lucchetto e cavalletto dedicati completano gli elementi essenziali del pendolarismo urbano, rendendola pronta per qualsiasi missione in città.
E-Technology by Brose
1. DISPLAY
Il display ha una lente PMMA temprata per garantire durata e funzionalità anche in condizioni piovose o quando si indossano i guanti.
Con il pannello di controllo è possibile accendere e spegnere le luci, attivare la funzione di assistenza luminosa e scegliere i livelli di assistenza.
Livelli Assistenza:
Cruise – 65 % di assistenza
Tour – 165 % di assistenza
Sport – 290 % di assistenza
2. UNITÀ MOTRICE
Con 250 W di potenza e 90 Nm di coppia, il motore Brose può essere considerato una delle unità più performanti del mercato con uno dei migliori rapporti peso-potenza.
Tutto ciò in una forma compatta che pesa solo 3400 g e permette un’integrazione perfetta nel telaio.
Il software del motore è facile da aggiornare ed è fondamentale per massimizzare le prestazioni dei differenti componenti.
A velocità superiori ai 25 km/h il motore interrompe la sua assistenza completamente per evitare qualsiasi attrito che potrebbe compromettere il trasferimento di potenza.
3. BATTERIA
Le batterie del sistema Brose sono personalizzate secondo le necessità di Scott.
Questo era di importanza cruciale per essere in sintonia con il concetto di design della E-Silence.
La batteria della E-Silence ha una capacità di 509 Wh ed è stata testata in modo approfondito in una gamma di temperature da –20° C a +60° C.
La Scott E-Silence in numeri:
– 150 KM: Massima autonomia
– 25 KM/H: Massima velocità
– 509 WH: Capacità batteria
– 26,9 KG: Peso
Ecco la gamma completa della Scott E-Silence:
Scott E-Silence EvoScott E-Silence 10Scott E-Silence 20Scott E-Silence Speed 10
La Scott E-Silence sarà disponibile in vendita dall’estate 2017 con un prezzo di 4.399 €.