AOSTA – La nuova Scott E-Genius è la più cattiva delle Mtb a pedalata assistita di Scott. Offre 150 mm di escursione posteriore e anteriore con il rinnovato sistema di sospensione con giunto Horst, disegnato per avere una curva molto progressiva verso fine corsa, in grado di supportare al meglio il peso della e-bike.
Non rinuncia al TwinLoc, il comando remoto che permette di ridurre l’escursione a 110 mm nella posizione intermedia o di rendere la Scott E-Genius completamente bloccata nella posizione più chiusa.
Per tutti i dettagli tecnici della bici, però, vi rimandiamo all’articolo di presentazione della Scott E-Genius.
Il remoto TwinLoc con sotto il comando per la selezione delle modalità di assistenza del motore Shimano Steps E-8000
L’utilizzo del motore Shimano Steps E-8000, con batteria da 500 Wh, è stato un cambiamento obbligato derivato dall’esperienza avuta con la E-Spark. L’erogazione del nuovo Shimano è uno degli elementi chiave.
La dolcezza e prontezza con la quale viene erogata la potenza aiuta ad affrontare i tratti più tecnici.
Inoltre, lo Shimano Steps è molto compatto e leggero, caratteristica che ha permesso ai progettisti Scott di perfezionare le geometrie ed offrire qualcosa di nuovo.
Infatti il passaggio ruota è ora più ampio e la lunghezza del carro è diminuita fino a 460 mm dando la possibilità di utilizzare ruote sia 27,5” sia 29”.
In questo modo, proprio come la Scott Genius (qui lo Short Test) si ha modo di cambiare nettamente il comportamento della Scott E-Genius.
Le Maxxis Minion Dhf 27,5 x 2.8″ offrono tanto supporto e grip alla Scott E-Genius 700 Tuned.
Abbiamo avuto modo di provare la Scott E-Genius 700 Tuned, cioè la versione “pimpata” con Fox 36 Float Factory Evol e la trasmissione Shimano Di2, sia in versione 27,5×2,8” sia 29×2,6”.
Ed ecco come è andata…
IN SELLA
Salendo sulla Scott E-Genius ci si sente come su una classica Mtb.
Anche cambiando il formato di ruota, la posizione non varia di molto se non di qualche millimetro e lo stesso vale per l’altezza del movimento centrale e del manubrio. Abbassando lo sguardo e osservando il manubrio è facile sentirsi un in difficoltà per via della gran quantità di cavi e guaine (foto in basso) di cui è provvista la Scott E-Genius.
Il manubrio è specifico con il passaggio interno dei cavi Shimano Di2 ma l’intreccio di tutti questi elementi crea un po’ di disordine “visivo”.
Particolare del passaggio dei cavi dello Shimano Di2all’interno del manubrio.
IN SALITA
La E-Genius utilizza, proprio come tutte le biammortizzate Scott, il dispositivo TwinLoc che, su una e-Mtb, può complicare le cose, perché se da un lato è vero che le posizioni intermedia e lock-out agevolano nella salita tecnica o scorrevole, dall’altro è anche vero che durante la pedalata con una e-bike si deve gestire anche il livello di assistenza del motore (tramite l’apposito comando), nonché il cambio.
Ma soprattutto visto che siamo elettricamente assistiti il TwinLoc non è un vantaggio così netto e avvertibile come sulla Genius tradizionale.
I tre livelli di assistenza (Eco, Trail e Boost) offerti del motore Shimano Steps E-8000 sono ben equilibrati (come abbiamo già avuto modo di spiegarvi) per offrire il giusto supporto a seconda del tipo di salita.
Se non è troppo ripida e scorrevole in Eco si ha il supporto necessario per mantenere un ottimo ritmo e non alzare troppo i battiti del cuore.
Quando la salita diventa più tecnica la modalità Trail è la più adatta per esprimere potenza e al tempo stesso mantenere un’ottima trazione.
In Boost invece si riescono ad affrontare le salite più ripide, ma serve di essere su fondo con buon grip per non incorrere in perdite di aderenza indesiderate.
Il grip offerto dalla sospensione con entrambi i diametri ruota della Scott E-Genius è incredibile.
Il formato Plus si conferma il più adatto a offrire il grip extra del quale hanno bisogno le e-bike.
La ruota da 29” con gomma da 2,6″ di sezione è altrettanto incredibile in quanto a grip.
La fatica in più che si fa per rilanciare i “ruotoni” viene compensata dall’assistenza del motore.
Seppur evidentemente più agile con la ruota 650b Plus, la Scott E-Genius montata con ruote da 29” permette di arrampicarsi con ancora più facilità.
NEL PEDALATO
Sui tratti guidati e nei saliscendi dove c’è da tenere alta la velocità e magari siamo oltre i 25 km/h (cioè senza assistenza del motore) il sistema TwinLoc aiuta a mantenere la bici più reattiva e precisa.
Quello che impressiona di questa bici è la confidenza di guida che trasmette sin dai primi metri. E’ molto simile ad una Mtb tradizionale, soprattutto con il diametro ruota da 27,5×2.8” con gomme Maxxis Minion Dhf e Dhr.
Ad Aosta, durante il test della nuova Scott E-Genius, è diventato ancora più evidente il miglioramento che le e-bike hanno avuto nel corso degli ultimi mesi.
Ma torniamo al test.
Il motore Shimano supporta anche con una cadenza di pedalata molto agile, fino a circa 110 rpm, ma in questo caso ci si ritrova facilmente sopra i 25 km/h, perdendo l’assistenza. La ruota da 29×2,6” mantiene più facilmente la velocità, però rilanci e cambi di direzione risultano essere più lenti, rendendo la guida un po’ più impegnativa e meno intuitiva.
IN DISCESA
Con le ruote da 29” si ha più confidenza sul ripido anche se curvare e giocare richiede più decisione rispetto alle 650b Plus.
Sui salti è stabile e sicura.
La frenata è la situazione più critica per il diametro più grande, sia perché la Scott E-Genius ha una mole maggiore (rispetto alla Genius “non motorizzata”), sia perché le gomme della 29×2,6” Maxxis Rekon non offrono lo stesso grip delle Maxxis Minion Dhf e Dhr del formato 27,5×2,8”.
Per entrambi i diametri ruota, però, e lo ribadisco, è incredibile quanto sia migliorata la guida della Scott E-Genius.
La bici è facile da capire sin dai primi metri.
In curva bisogna essere sempre decisi in inserimento e conduzione, ma l’agilità è aumentata drasticamente rispetto al passato (a proposito, ricordate questo test condotto proprio dal sottoscritto?).
Le sospensioni sia anteriore che posteriore sono progressive e offrono un ottimo supporto ai fondo corsa.
Nelle curve e tratti flow sembra quasi non essere una e-bike.
Ti accorgi che lo è solo quando vuoi fare un bunny-hop o quando il sentiero diventa più ripido, dove la E-Genius è più difficile da fermare e governare.
Sullo scassato si sente saltellare il posteriore (e questo in parte è dovuto alle gomme Plus), ma il peso maggiore della bici tende a non farla scomporre lateralmente.
In conclusione…
La Scott E-Genius ha compiuto un enorme step in avanti rispetto al modello precedente.
Il baricentro più basso, le geometrie molto più simili ad una Mtb classica hanno reso questa E-Genius un qualcosa che somiglia sempre di più a una “Genius più pesante”.
Con tutti i pro e i contro del caso, solo che sul nuovo modello i pro sono aumentati di molto rispetto ai contro…
Il peso è ancor il limite maggiore, certo, però diventa un vantaggio se avete una guida particolarmente pulita o se vi piace affrontare con la tecnica di guida certi passaggi piuttosto che “spianarli” con la velocità.
E’ molto intuitiva e regala subito molta confidenza nella guida.
La ruota da 29” con gomma da 2,6″, come è capitato per la Genius, è capace di offrire dei vantaggi che però richiedono un periodo di adattamento più lungo, percorsi più veloci e soprattutto gomme di livello pari a quello delle Maxxis Minion.
AOSTA – Ecco la nuova Scott E-Genius, una e-bike con geometrie aggressive, 150 mm di escursione anteriore e posteriore e la possibilità di montare ruote sia 650b Plus che 29”.
L’ispirazione alla Scott Genius presentata la scorsa settimana è molto forte ed evidente e questo crea non pochi benefici nella guida della Scott E-Genius, come vedrete più avanti.
E le novità non finiscono qui, perché come successo per la Scott E-Spark Tuned (qui lo Short Test a Riva del Garda) c’è l’introduzione del motore Shimano Steps E-8000 e uno schema di sospensione con giunto Horst.
Al pari della Genius viene mantenuto il TwinLoc, che caratterizza ormai la maggior parte delle biammortizzate di casa Scott.
Questo dispositivo è costituito da un comando remoto che permette di variare l’escursione delle sospensioni (anteriore e posteriore simultaneamente), nonché il comportamento della bici.
Il remoto TwinLoc con il comando per la selezione delle modalità di assistenza del motore Shimano Steps E-8000
Nel caso della Scott E-Genius troviamo l’ammortizzatore Fox Nude Dps con due camere interne e con attacco Trunnion.
Nella posizione Open le camere sono comunicanti e la Scott E-Genius sfrutta tutti i 150 mm di escursione, mentre in quella intermedia denominata Traction la camera inferiore viene chiusa, lasciando a disposizione solo 110 mm di escursione.
Il Fox Nude Dps. Da notare che la nuova Scott E-Genius ha l’attacco portaborraccia.
Di conseguenza diminuisce anche il Sag e ciò aumenta l’altezza del movimento centrale, aumenta l’angolo del piantone e quello dello sterzo, permettendo una posizione migliore per la salita.
La terza posizione, infine, blocca completamente le sospensioni.
Lo Shimano Steps E-8000, da 250 W e batteria da 500 Wh, fa parte della nuova generazione di motori per e-bike, capace di offrire ottime performance e fluidità di erogazione, e soprattutto riducendo gli ingombri.
La batteria da 500Wh è ben integrata nel telaio.Il sensore del motore è integrato nell’attacco CenterLock del disco Shimano.
Questa caratteristica ha dato modo agli ingegneri Scott di progettare un telaio con geometrie molto più simili alla Genius tradizionale.
Il carro, infatti, è stato accorciato di ben 3 cm rispetto al precedente modello portando la lunghezza a 460 mm.
Sul fodero basso sinistro, vicino al movimento centrale, vediamo due fori per il cavalletto, che è opzionale. E’ una accortezza che stona un po’ su una Mtb con il carattere di questa E-Genius, ma Scott l’ha previsto per accontentare la richiesta di non pochi clienti, per lo più non italiani.
Il tubo sella è molto verticale: la Scott E-Genius 900 (cioè la versione con ruote da 29″) ha 75,5° mentre la 700 (quella con ruote 650b Plus) ha 75°, e l’angolo di sterzo è stato portato a 64,8° per la 900 e 65,3° per la 700.
Di seguito lo schema con le geometrie della serie E-Genius 700:
Il passaggio cavi è migliorato molto.
Tutti i cavi passano internamente e il modello 700 Tuned che utilizza il cambio Shimano Di2 ha un manubrio dedicato con passaggio interno per i cavi.
Nella foto potete notare il percorso dei cavi all’interno del telaio. Quello per il sensore di velocità sulla ruota posteriore è ben nascosto.Particolare del passaggio dei cavi dello Shimano Di2 all’interno del manubrio.
Il nome è Scott E-Genius 900 se è montata con ruote da 29” con sezione da 2,3” fino a 2,6” e Scott E-Genius 700 se è montata con ruote 650bPlus.
Ma qualunque sia il modello che prendiate la novità è proprio nella possibilità di passare da una versione all’altra, perché il telaio e la forcella Fox di serie permettono la compatibilità di entrambi i diametri ruota.
La gamma Scott E-Genius racchiude ben 5 modelli, compreso uno specifico da donna denominato Contessa, come da tradizione per Scott:
I prezzi al momento del lancio non erano disponibili, ma non lo saranno aggiorneremo l’articolo.
Abbiamo avuto modo di provare la Scott E-Genius Tuned, ecco come è andata…
Guardando i numeri delle vendite negli ultimi due anni anche lo scettico più inguaribile dovrà riconoscerlo: le e-bike e le e-mountain bike si stanno affermando inarrestabilmente.
In Alto Adige gli specialisti dell’e-bike dei BikeHotels Alto Adige hanno riflettuto su questo sviluppo e hanno pubblicato un dépliant che aiuta i neofiti della mountain bike a conoscere le e-bike.
«Gli e-biker possono essere approssimativamente suddivisi in tre gruppi: neofiti, scettici e nerd.
Il primo gruppo è il più grande. Per i neofiti andare in mountain bike non è il filo rosso della vacanza, bensì un’occupazione per il tempo libero. Per molti di loro andare in mountain bike o in bicicletta è la stessa cosa; non conoscono le insidie del mountain biking sul terreno e non hanno mai sentito parlare delle regole di comportamento sui trail – così ci raccontano gli specialisti dell’e-bike dei BikeHotels Alto Adige – Qui dobbiamo agire con la massima efficacia.»
Foto: Harald Wisthaler
I BikeHotels Alto Adige hanno pubblicato un dépliant che offre consigli ai neofiti della Mtb e dell’e-bike per le escursioni in e-mountain bike.
«Non si tratta tanto di un manuale di istruzioni per le e-bike quanto piuttosto dell’abc dell’e-mountain biking, diciamo un bigino per quando si è in sella.« spiega la responsabile del progetto Michaela Zingerle.
Questa breve guida è suddivisa in tre tematiche: basi, e-bike e rispetto.
«Per andare in mountain bike, con o senza pedalata assistita, la sicurezza è la cosa essenziale. La giusta tecnica protegge da incidenti e guasti. Gli accorgimenti speciali rispetto a batteria e motore sono affrontati nella seconda parte. La terza parte invece si occupa della tematica del Ride Fair, quindi della sensibilizzazione rispetto alle regole di comportamento sui trail.»
I dépliant sono disponibili in tutti i noleggi di e-bike aderenti.
Per chi vuole saperne di più, i BikeHotels Alto Adige offrono corsi di guida per e-bike.
Informazioni su BikeHotels.it.
Il 17 e 18 Giugno la Val di Fassa ospiterà il secondo round di stagione del circuito nazionale Superenduro.
L’area di partenza e di arrivo sarà nella graziosa cittadina di Canazei.
E mentre i partecipanti – oltre 10 le nazionalità iscritte – si sfideranno nella gara che prevede un dislivello di quasi 3000 metri, BIKE UP, festival internazionale della bicicletta elettrica che ha da poco chiuso i battenti della quarta edizione con oltre 30 mila visitatori, organizzerà “TrailUP”, escursioni in e-bike che coniugano la prova di una Mtb a pedalata assistita con un’esperienza alla scoperta del territorio.
E ci avviciniamo alla tappa numero 3 del circuito E-Enduro Specialized (il 2 luglio prossimo, ndr), dopo le prime due organizzate in ben note località che in passato hanno già ospitato importanti eventi enduristici anche di caratura internazionale, questa volta approdiamo in Trentino e precisamente alle porte del Lagorai, una catena montuosa affascinante e ancora tutta da scoprire, che si snoda dalla Panarotta per una lunghezza di 80km fino al Passo Rolle.
La caratteristica che però differenzia completamente questa tappa da tutte e tre le altre della serie è che questa sarà l’unica ad avere delle caratteristiche legate all’ambiente montano d’alta quota e non sarà di fronte o in prossimità del mare.
Aspettatevi allora tutto ciò che di alpino conoscete, dai boschi di larici ai panorami a 360 gradi che spaziano dalla Valsugana alla Valle di Mocheni, all’Altopiano dei Sette Comuni, per arrivare lontani con lo sguardo fino a perdersi nelle Dolomiti di Brenta o sul ghiacciaio della Presanella.
Le prove speciali dell’E-Enduro Lagorai saranno 3, ed il percorso graficamente può assomigliare ad un trifoglio distribuito su 3 versanti di Valle e sette diversi territori comunali, Levico Terme, Pergine Valsugana, Fierozzo, Vignola Falesina, Roncegno Terme, Frassilongo, Fierozzo, Novaledo, una frammentazione che trae origini dalla divisione storica di un territorio montano ancora ben segnato dalle testimonianze della Grande Guerra.
La Finish Area, come l’area Expo, la zona Paddock e la zona Team/Camper saranno localizzate nei grandi piazzali della zona sciistica della Panarotta, a quota 1700mt, nella PS2 si toccherà la quota massima di 1915mt, e nella stessa PS si toccherà anche la minima, ossia 1533mt.
L’APT Valsugana fornirà tutte le informazioni necessarie per i pernottamenti presso le migliori strutture di zona, si potrà così decidere di stare a ridosso dei percorsi e quindi dormire in altura negli alberghi di Compet e Vetriolo, oppure a livello della Valsugana in prossimità del lago di Levico, scelta ottimale per chi deciderà di sfruttare l’occasione della gara per passare una breve vacanza con tutta la famiglia!
Di seguito una descrizione più dettagliata delle PS.
PS1 – La Bassa/Masi Trail/Mines Trail Up
Come si può vedere dal grafico altimetrico la prima prova speciale sarà di tipo “G”, ossia a carattere prevalentemente gravity, sarà quindi obbligatorio percorrerla con il casco integrale. Il trasferimento dalla zona di partenza sarà molto breve, quindi non sarà necessario utilizzare un doppio casco.
Il livello tecnico sarà moderato e il flow sarà la connotazione principale di questa prova, in una combinazione di diversi trail di cui il 70% sono stati realizzati ex novo in vista di questa tappa della e-Enduro Series.
La lunghezza totale sarà di circa 3.7km con un dislivello in discesa di quasi 400mt e in salita di circa 150mt.
Il trasferimento alla PS2 avviene tutto su strade forestali.
PS2 – Trincee Trail/Maso Vecchio Trail
Anche in questo caso come nella PS1 ci troviamo ad affrontare una prova di tipo “G”, e la connotazione come si può notare è prevalentemente gravity.
A parte qualche tratto di rilancio nella parte alta sarà la discesa a farla da padrona, ma a differenza della PS1 qui il terreno si farà più tecnico, passando da alcune parti rocciose nella zona alta a ridosso delle trincee a quelle di radici nel sottobosco stile “British Columbia”, per finire con con una pennellata di flow nel tratto recentemente realizzato che porterà fino al Maso Vecchio di Vetriolo; ma nonostante il livello tecnico si faccia più alto l’intero percorso sarà sempre all’insegna del divertimento!
La lunghezza totale sarà poco meno di 3km, con un dislivello in discesa di circa 400mt ed in salita di circa 50mt.
Al termine della prova speciale si farà un trasferimento che riporterà alla finish area per il CO, con un tempo sufficientemente lungo per poter ricaricare le batterie in vista della terza PS.
PS3 – Kaiserweg Secret/Horse Trail/La Bassa
Non fatevi ingannare dal grafico altimetrico, perchè questa PS rappresenta l’essenza della tipologia “M”, ossia la marathon, dove la salita rappresenta una percentuale talmente importante sul dislivello totale ,da poter essere affrontata anche col casco aperto!
Dopo un fantastico trasferimento lungo un sentiero della Grande Guerra che si sviluppa alla base della cima del Monte Fravort, arriveremo alla nostra zona di partenza, che si trova su un pianetto che si staglia verso ovest con una vista a dir poco spettacolare, una distrazione che ci saremo guadagnati con fatica ma con grande merito e che ci rilasserà in attesa della partenza di questa ultima faticosa PS, con arrivo direttamente in finish area.
Il livello tecnico scenderà molto in confronto alla prova precedente, ci saranno molti pezzi flow, ma nella parte finale prima del tratto di strada forestale che conduce al traguardo ci saranno alcuni passaggi trialistici su rocce arrotondate che ci metteranno alla prova, chi saprà dosare le forze negli strappi in salita della parte centrale arriverà con la freschezza necessaria per affrontarli nel modo corretto.
La lunghezza totale sarà di oltre 5km, con un dislivello in discesa di circa 370mt e in salita di circa 210mt.
Rideaway ASD, InBikeValsugana, APT Valsugana, le amministrazioni comunali e le associazioni di territorio vi attendono per l’E-Enduro Specialized Levico, che può essere anche un’occasione per una vacanza sorprendente in un territorio ancora tutto da scoprire.
La seconda prova del circuito e-Enduro Specialized, che si è corsa ieri a Massa Marittima, è stata uno spartiacque tra l’Enduro tradizionale, al quale ovviamente si ispira come format di gara, e l’e-mtb Enduro, una nuova specialità vera e propria, almeno così come la intendono gli organizzatori del primo circuito mondiale esclusivamente riservato alle e-bike.
Lo staff di TheTrail Brothers, in sinergia con Massa Vecchia e altre realtà locali, ha lavorato duramente per allestire un percorso degno delle aspettative dello stesso Franco Monchiero, ideatore di e-Enduro, insieme a Cristian Trippa e Davide Bonandrini, che voleva un percorso pensato appositamente per le bici a pedalata assistita, secondo una logica che esula un po’ da quella tipica dell’Enduro “muscolare” che, invece, prevede lunghe salite come trasferimento e Prove Speciali quasi esclusivamente in discesa.
Ci sono riusciti, disegnando delle Prove Speciali capaci di esaltare le qualità tecniche delle e-bike. Il risultato è stato veramente apprezzato dai quasi 90 partenti che si sono misurati su un percorso certo impegnativo, soprattutto dal punto di vista fisico, ma anche molto divertente ed esaltante.
I trails adatti, del resto, in questo suggestivo angolo di Maremma Toscana, certo non mancano e non manca nemmeno l’esperienza degli organizzatori per selezionare quelli giusti e adattarli nel migliore dei modi alla nuova disciplina.
E così, per la prima volta in una gara di Enduro, le Prove Speciali non sono state solo discesistiche ma ben assortite, con numerosi tratti anche in salita su sentieri piuttosto tecnici che hanno richiesto molta perizia per sfruttare tutto il potenziale di questi mezzi.
Nei bellissimi trasferimenti, quasi interamente off road, è stato necessario “risparmiare” le batterie e quindi centellinare coscienziosamente l’assistenza del motore.
Durante le Ps, per sfruttare tutto il potenziale di queste moderne bici, non bastava spingere con veemenza sui pedali ma era necessario saper guidare molto bene, per districarsi tra stretti tornanti in salita e continui sali e scendi che hanno messo a dura prova sistemi elettrici, cambi, reggisella telescopici e tutte le regolazioni di cui sono dotate queste Mtb.
La gara, con un chilometraggio complessivo di circa 40 km, per un dislivello totale di circa 1.400 mt, suddivisi tra trasferimenti e 4 prove speciali, si è sviluppata sostanzialmente nell’area di fronte a Massa Marittima, con il preciso intento di mettere in luce il potenziale sentieristico che si estende dal monte Arsenti fino al celeberrimo “Canyon” e ad ovest del Lago dell’Accesa.
Un patrimonio di percorsi con varie caratteristiche tecniche ma, sostanzialmente, sempre piuttosto flow e mai estremi.
E se la Prova speciale 1 “Rock & Roll Queen +”, vinta da Vittorio Gambirasio, è stata la più classica e discesistica, seppure con un piccolo tratto in salita abbastanza scorrevole, è dopo il Controllo Orario, organizzato nella splendida cornice del Bike Hotel di Massa Vecchia, che la gara ha preso la sua più autentica fisionomia.
Giusto il tempo di ricaricare le batteria, con l’innovativa stazione di ricarica “Octopus” della Brose, e rifocillarsi sotto i gazebo sul prato di Massa Vecchia, che il gioco si è fatto più duro, complice anche una giornata particolarmente calda.
In particolare, le Ps 2 e 3 sono state le più innovative e apprezzate dalla maggior parte dei concorrenti, ma anche le più faticose, quelle che hanno richiesto maggiore prestanza atletica.
La Speciale 2 “Serra Bottini”, un continuo sali e scendi in cui si susseguono 5 diversi single track (tra cui il mitico ed inebriante Canyon) tutti accomunati da un bel flow, ha richiesto una guida fluida e pulita sia in discesa sia in salita.
Il più veloce, nel susseguirsi di cambio di pendenze, questa volta è stato Denny Lupato che, purtroppo, aveva già compromesso la generale per alcuni problemi meccanici durante la Ps1.
Ancora più particolare è stata la Prova Speciale 3 , “I Noni”, soprattutto per la sezione Sex Uphill, circa 2 km di sentiero interamente in salita, ricco di tornanti e curve strette che non erano facilissime da interpretare al meglio.
Anche in questo caso, nonostante il lungo tratto in salita che certo ha influenzato il risultato finale, ancora una volta il più veloce è stato Vittorio Gambirasio che si è così potuto presentare al via dell’ultima Speciale, la “Up & Down Town” nel centro storico di Massa Marittima, con la prima posizione della generale ben salda nelle sue mani.
E all’ombra della suggestiva Cattedrale di San Cerbone, circondata dagli stands di Specialized, Atala, Lapierre, Mondraker, Limar, Dt, Maxxis, Ph, Andreani e degli altri partner del circuito che nella due giorni di Massa Marittima hanno offerto l’occasione ai tanti appassionati e turisti incuriositi di toccare con mano, e in alcuni casi addirittura testare, i propri prodotti, è andata in scena l’ultima Ps, breve quanto spettacolare tra i vicoli e le scalinate della cittadina medioevale.
Una kermesse che non ha mutato la classifica generale, ma che ha dato il via alla festa in piazza.
Il modo migliore, con un piatto di pasta in una mano e una birra nell’altra, per concludere una due giorni veramente esaltante.
Dal punto di vista prettamente agonistico, Vittorio Gambirasio (OFFICINE RED BIKE AS DILETTANTISTIC) ha vinto la gara precedendo, nella classifica generale assoluta, Alessandro Gennesi ( A.S.D. FREE RIDE TIGULLIO), vincitore della categoria EEM2, e Davide Bozza (BIKE ZONE).
Quarto assoluto si è classificato Gianluca Bonanomi (Pro-M E-Team) che ha vinto la categoria EEM3, mentre il giovane Matteo Rota (PB CARBOBIKE O’CLOCK) è stato lo Junior più veloce.
In ambito femminile, la francese Mary Moncorgé ha vinto precedendo Giovanna Bonazzi e Stephanie Lee Daddi.
Il Pro-M E-Team di Gianni Biffi ha vinto la speciale categoria per i Team.
Ecco la classifica generale della seconda prova di E-Enduro Specialized:
La vittoria più bella, però, è la consapevolezza per gli organizzatori di essere i promotori di un movimento nuovo, quello delle competizioni in Mtb con e-bike, che anche grazie ad una manifestazione ben organizzata come quella di Massa Marittima, cambierà di certo il modo di intendere e praticare il mountain biking con la pedalata assistita.
Il prossimo appuntamento con il circuito e-Enduro Specialized è per il 2 Luglio a Levico (TN) e poi gran finale a Varazze (SV) con l’ultima, delle quattro prove previste per questa prima stagione, in programma il 15 Ottobre.
Bmc gira pagina e inizia un nuovo capitolo con l’introduzione della Bmc Trailfox AMP, entrando nel mercato delle e-bike e segnando un nuovo benchmark nel settore delle Mtb a pedalata assistita.
La nuova Bmc Trailfox Amp è definita come una e-Mtb di seconda generazione: pensata per i biker che amano le lunghe distanze ed i percorsi epici, permette di affrontare le uscite più impegnative e tecniche senza sacrificare la prestazione e di affrontare ogni tipo di sentiero con la sicurezza di una all mountain bilanciata e performante, amplificando quindi la libertà di esplorare.
Per sviluppare la Trailfox Amp, in Bmc hanno iniziato a studiare le diverse soluzioni di e-bike esistenti con l’idea che uno stile di guida distinto dovesse essere soddisfatto con cambiamenti specifici.
Così, la Bmc Trailfox Amp è una e-bike con una geometria e sospensione Aps specifiche, un telaio in carbonio e un aspetto totalmente integrato e funzionale.
Il suo sistema di sospensioni (escursione di 150 mm) e il design del telaio sono stati specificatamente pensati per amplificare l’esperienza elettrica.
Qui potete vedere alcune particolarità della geometria:
La cinematica della sospensione della Bmc Trailfox Amp, il posizionamento degli snodi, il rapporto di leveraggio e le specifiche dell’ammortizzatore esaltano il suo carattere di e-Mtb.
La nuova tecnologia Twin Hollow Core dell’Impec Lab si concretizza in un triangolo anteriore in fibra di carbonio, che integra batteria ed unità motrice in un insieme armonioso.
Batteria integrata, unità motrice protetta e passaggio cavi interno creano una bicicletta dall’estetica pulita ma anche ben protetta dagli elementi esterni.
Il display del sistema Shimano Steps
Ruote e pneumatici sono 650b Plus, mentre il motore è Shimano E8000 Steps.
Ecco uno schema delle caratteristiche principali:
Per il triangolo principale, Bmc ha optato per una scocca full-carbon.
Il carbonio permette grande libertà di scelta per le forme del telaio e permette di raggiungere incredibili livelli di rigidità grazie alla struttura Twin Hollowcore, un sistema che combina integrazione e rigidità torsionale.
Il triangolo posteriore in lega leggera e in un pezzo unico garantisce una ulteriore rigidità torsionale.
L’aumento dei carichi su di una e-Mtb è stato compensato con l’uso di cuscinetti e leveraggi oversize.
Sia la batteria (da 500 Wh), sia l’unità motrice sono protette da un carter che allunga la durata e migliora l’estetica.
Altre protezioni sul telaio allungano la vita del telaio stesso e mantengono la silenzionsità anche sui sentieri più accidentati.
MASSA MARITTIMA – Se la prima dello Specialized E-Enduro a Sestri Levante era molto vicina a una gara di enduro classica, a Massa Marittima le cose sono andate in modo profondamente diverso.
La parte discesistica c’era ma non era preponderante, ma, anzi, era anche la salita a fare una selezione e a decidere la gara.
A Massa Marittima, però, più che della gara e della classifica (a proposito hanno vinto Vittorio Gambirasio e Mary Moncorgé) il sottoscritto ha pensato di farvi vedere che cosa significa usare una Mtb a pedalata assistita sui sentieri del posto.
Che rappresentano un piccolo patrimonio per chi ama la Mtb e in particolare la e-bike.
Impegnativi nella guida, ma non estremi, per cui è facile divertirsi ed è anche altrettanto facile andare veloci se si ha una certa “manetta”.
Il giorno prima della gara, insieme ad altri biker, ho fatto un giro sulle Speciali di Massa Marittima e in questi 3 video potete farvi un’idea di cosa significhi utilizzare una e-bike, tanto in discesa, quanto in salita.
E’ tutta un’altra cosa.
Un altro divertimento.
Un’altra fatica.
Vi invito personalmente a guardarli e a portare le ruote della vostra e-bike sui sentieri di Massa Marittima:
Prima di lasciarvi, però, ho pensato che fare due chiacchiere con l’ideatore delle Speciali 2 e 3 di Massa Marittima fosse doveroso.
Vi presento Filippo Pezzi:
Qui tutti gli articoli pubblicati su eBikeCult che riguardano Massa Vecchia
Vi avevamo annunciato qualche giorno fa, in questo articolo, il percorso di gara della seconda prova a Massa Marittima dell’ E-Enduro Specialized che si preannuncia più combattuto e affinato alle caratteristiche delle e-bike.
Comunicato Ufficiale
Un week end di grande sport e divertimento a Massa Marittima, gioiello medievale della maremma toscana.
Domenica 4 Giugno, infatti, è in programma la seconda prova del circuito E-Enduro Specialized, il primo in assoluto riservato esclusivamente alle mountainbike a pedalata assistita.
Sarà una gara estremamente divertente ma accessibile a tutti, con Prove Speciali preparate dai ragazzi di Trail Brothers specificamente disegnate per esaltare le caratteristiche tecniche delle e-bike, quindi quasi interamente off road anche per quello che riguarda i trasferimenti e con Ps ricavate su sentieri molto flow, ricchi di sali e scendi e, ovviamente, inebrianti discese!
Sono attesi oltre cento e-bikers provenienti da tutta Italia, tra cui alcuni big assoluti della specialità, come Denny Lupato, Vittorio Gambirasio e Andrea Bruno e altri ancora, come successo anche durante la prima tappa a Sestri Levante, che si daranno battaglia sul filo dei secondi nelle quattro Prove Speciali in programma su e giù per le colline e i boschi che circondano Massa Marittima.
Ma sarà anche un grande spettacolo per i tanti turisti che approfitteranno del ponte del 2 giugno per scoprire questo magnifico angolo di Toscana e ammirare le interessanti testimonianze artistiche e le architetture medievali. Tra una visita e l’altra ai monumenti e le doverose soste in una delle tante tipiche e rinomate trattorie locali, ci sarà anche l’occasione per godersi uno show inconsueto e un po’ più adrenalinico.
L’ultima frazione cronometrata delle quattro in programma, infatti, si correrà proprio nel cuore del Borgo Antico, tra i vicoli e le scalinate della cittadina medievale. In questo caso, a differenza delle classiche gare di enduro, il tempo non si farà solo grazie alle abilità discesistiche ma, anche sfruttando al meglio il potenziale del motore elettrico, in combinazione con la propria preparazione atletica, su per le salite. Spettacolo assicurato, quindi, per pubblico e fotografi e grande tensione agonistica e adrenalina, ma anche l’occasione per tutti, appassionati e curiosi, di toccare con mano, e in alcuni casi addirittura testare, queste avveniristiche biciclette
Nel cuore del Borgo Medievale
La zona di partenza e arrivo, i paddock e tutto il villaggio espositivo, infatti, saranno allestiti già da sabato 3 Giugno, nel centro storico di Massa Marittima. Oltre al gonfiabile della Race Events, dove verrà istituita la segreteria gara, saranno presenti gli stands di Specialized, Atala, Lapierre, Mondraker, Limar, Dt, Maxxis.
Ci sarà anche il truck Andreani e Ohlins a disposizione per l’assistenza meccanica a chi ne avesse necessità. Inoltre, sotto la tenda della Brose troverà posto “Octopus”, la stazione di ricarica, capace di servire 100 batterie in contemporanea, che sarà a disposizione di tutti i concorrenti il sabato durante le prove, così, mentre ci si riposa in pausa pranzo, si potranno ricaricare gratuitamente le batteria per la ricognizione del pomeriggio. Il servizio è riservato ai soli iscritti e sarà completamente gratuito.
Per il giorno della gara, domenica 4 Giugno “Octopus” sarà posizionato a Massa Vecchia dove, dopo il Controllo Orario prima della Prova Speciale 2, sarà consentito ricaricare la batteria secondo le modalità d’uso previste dal direttore di gara, che verranno comunicate nel briefing del sabato pomeriggio.
Lo staff di Trail Brothers, insieme a Massa Vecchia e altre realtà locali, ha lavorato duramente per allestire un percorso degno delle aspettative, che sono molto alte soprattutto dopo l’ottima prova di esordio del circuito di Sestri Levante ad inizio aprile.
I trails adatti, del resto, in questo suggestivo angolo di Maremma Toscana, certo non mancano, e non manca nemmeno l’esperienza per selezionare quelli giusti e adattarli nel migliore dei modi alla nuova disciplina.
Ernesto Hutmacher, il fondatore di Massa Vecchia, celebre struttura turistica della zona, è stato tra i primi in Europa a intravedere le potenzialità delle e-bike e da allora ha continuato a investire su questa tipologia di mezzi.
Le colline intorno a Massa Marittima, inoltre, si prestano in modo particolare per la realizzazione di sentieri ad hoc e, dopo l’apprezzata prova di Superenduro organizzata l’anno scorso, i ragazzi di Trail Brothers si sono messi nuovamente in gioco per disegnare un percorso, se possibile, ancora più divertente e alla portata di tutti.
In modo particolare, l’obiettivo che si è dato Francesco Guidi, direttore di gara e anche vice presidente dell’Asd che da anni prepara e cura i sentieri della zona, è stato quello di selezionare dei percorsi capaci di esaltare il potenziale agonistico delle e-bike, tali da rendere la loro guida ancora più divertente e veloce. Lo stesso Franco Monchiero, ideatore di e-Enduro, insieme a Cristian Trippa e Davide Bonandrini, in occasione del sopralluogo tecnico si è dichiarato entusiasta del percorso proprio perché pensato appositamente per le bici a pedalata assistita, quindi secondo una logica che esula un po’ da quella tipica dell’Enduro “muscolare” caratterizzata, invece, da lunghe salite come trasferimento e Prove Speciali quasi esclusivamente in discesa.
Ricordiamo che è possibile iscriversi alla gara di E-Enduro Specialzied di Massa Marittima sul sito www.e-enduro.it secondo i dettami del fattore K riservati agli iscritti alla Federazione Ciclistica, entro e non oltre le ore 20.00 di giovedì 1 Giugno.
Dopo questa data sarà possibile iscriversi il sabato presso la segreteria di gara direttamente a Massa Marittima. Sempre nei pressi della segreteria, sabato 1 Aprile è previsto nel pomeriggio il briefing, nel quale il direttore di gara spiegherà ai concorrenti e relativi team tutto il necessario sulle condizioni del percorso e la procedura per lo svolgimento della competizione.
Il programma della gara prevede: SABATO 3 GIUGNO
8:30 – 18:00 PROVE LIBERE
14:00 – 18:00 VERIFICA TESSERE
18:30 RIUNIONE TECNICA DOMENICA 4 GIUGNO
8:00 – 9:00 VERIFICA TESSERE
10:00 START GARA
15:30 FINE GARA
16:30 PREMIAZIONI
Nuova Orange Alpine E: anche Orange ora entra nel mondo delle e-bike.
Il reparto Strange, la divisione ricerca e sviluppo di Orange, per mesi si è occupato di questo progetto con la prerogativa di creare una bici a pedalata assistita che fosse una vera mountain bike, in grado di offrire prestazioni e divertimento al top sui percorsi più duri e tecnici.
La bici è stata presentata al pubblico in veste di prototipo durante lo scorso London Bike Show ed è ora pronta per entrare in produzione.
Per molti potrebbe sembrare un’eresia che un’azienda così tradizionalista come Orange abbia sposato la causa “elettrica”, ma in realtà la casa di Halifax ha sviluppato la Orange Alpine E in piena linea con la propria filosofia, realizzando una bici in grado di accontentare e di stupire anche i propri fan più incalliti e intransigenti, partendo dal presupposto di offrire la pedalata come strumento per ottimizzare il tempo a disposizione dei rider.
In un’uscita di due ore si possono percorrere giri che richiederebbero una giornata; una lunga salita si trasforma in un gioco a scegliere la migliore linea; un tratto spacca gambe diventa una sfida di quelle che solitamente siamo abituati ad affrontare solamente in discesa.
Con queste premesse, nel reparto Strange hanno valutato attentamente la power unit da utilizzare, volendo qualcosa che permettesse di creare un telaio vivace, veloce e divertente, “inconfondibilmente Orange”, tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello della guida.
La scelta è caduta sul motore E8000 di Shimano.
E’ un’unità che eroga la potenza in maniera molto dolce e progressiva, anche in modalità Boost: una caratteristica fondamentale quando si affrontano i tratti più impegnativi, soprattutto se il grip non è ottimale.
Inoltre si tratta di un motore privo di trascinamento, che quindi in discesa offre un feeling molto simile a quello di una Mtb tradizionale.
Essendo infine un motore molto compatto, che utilizza una guarnitura con lo stesso fattore Q delle pedivelle tradizionali, si è potuto realizzare un telaio con le stesse geometrie della Alpine 6, la bici più apprezzata dell’attuale gamma Orange.
La Orange Alpine E sarà quindi una 27”5 con escursione da 170/160mm, disponibile in 5 taglie, piuttosto lunga (620 e 1.210mm rispettivamente l’orizzontale effettivo e l’interasse della taglia M), ma con carro compatto da 430mm e angolo sterzo da 64,5°.
La coppia massima erogata è di 70Nm, le modalità selezionabili sono 4 (Eco, Trail, Boost e Walk Assist), e la batteria integrata è da 504Wh, ricaricabile all’80% in sole 2,5 ore.
La Orange Alpine E sarà disponibile da settembre 2017, con prezzi e allestimenti in fase di definizione.
Si aggiungerà all’attuale gamma Orange, composta da una serie di front e 7 modelli di Mtb full 27″5 e 29″, completamente realizzate a mano nel Regno Unito, personalizzabili nelle colorazioni e nel montaggio.
Dettagli e allestimenti sono visibili su www.riecycle.it/orange e su www.orangebikes.co.uk.
Si avvicina un nuovo appuntamento con E-Bike Academy, la serie di corsi teorici e pratici dedicati al mondo e-bike che si tiene a Brescia presso l’EBike Store (e che vi abbiamo presentato qui).
Dopo il primo incontro sul motore Bosch, il secondo workshop è previsto per il 13 giugno e sarà incentrato sulla manutenzione della e-bike.
Questa volta i relatori saranno Vittorio Mangano, Sales support di Moustache e Bike Coach, e Alberto Grasselli, Sales Support di Riese&Muller.
All’interno del corso saranno trattati argomenti quali la pulizia della e-bike, la manutenzione di tutti gli organi di usura, la manutenzione del motore e della batteria per farli durare più a lungo, l’integrazione della batteria, la doppia batteria, i nuovi sistemi anti-foratura, con la presentazione in particolare di MrWolf Banger.
Al termine della lezione teorica, si darà spazio alle domande e poi ci sarà il catering.
Il costo di partecipazione è di 15€ e l’inizio dell’incontro è per le ore 19,30.
Le iscrizioni si possono effettuare qui, oppure direttamente al negozio almeno 24 ore prima del corso. Però ricordatevi che gli incontri sono a numero chiuso!
Per vedere anche gli altri appuntamenti già in calendario della E-Bike Academy, potete controllare qui.
La sfida per le e-bike oggi è quella di reggere il confronto con le Mtb “tradizionali”, ovvero riuscire a dare assistenza al biker qual tanto che basta per consentirgli di superare dei limiti ma senza snaturare il piacere della guida, il divertimento e anche la fatica.
Rocky Mountain ha raccolto questa sfida e ha ridisegnato il concetto di e-bike con la nuova Altitude PowerPlay, che è stata presentata ai media nel paese di Valberg sulle Alpi marittime francesi, teatro di una tappa dell’Enduro World Series lo scorso anno.
Ed eBikeCult c’era.
Photo by Matt Wragg
La Rocky Mountain Altitude PowerPlay viene presentata come una mountain bike a pedalata assistita con motore elettrico sviluppato da Rocky Mountain che unisce alla nota maneggevolezza e qualità di guida della Altitude un sistema elettrico compatto e potente.
In più porta al debutto un telaio in fibra di carbonio che, a seconda delle versioni, è abbinato a un carro anch’esso in fibra oppure in lega Form Alloy.
Il risultato è una e-bike che si comporta come una vera mountain bike adatta a tutto, dai sentieri di montagna alle discese alle lunghe uscite, ed è pensata specificamente per un uso trail aggressive.
Ed è anche sviluppata e prodotta in Canada.
Wade Simmons e la nuova Altitude Powerplay Carbon 90 – Photo by Matt Wragg
Il progetto di una e-bike che permettesse di mantenere il più possibile le caratteristiche di guida di una Mtb “muscolare” nasce tre anni fa.
Per quanto riguarda l’unita motrice Rocky Mountain non si è affidata a soluzioni già presenti sul mercato, piuttosto ha sviluppato in proprio un sistema, chiamato PowerPlay, con caratteristiche e ingombri tali da non penalizzare la guida e la sua collocazione molto in basso ha permesso di ottimizzare il baricentro.
La batteria è disposta all’interno del tubo obliquo dunque non accessibile e al riparo da qualsiasi agente esterno e questa collocazione “nascosta” ha l’ulteriore pregio di snellire molto la linea del telaio e favorire la distribuzione dei pesi.
Un dettaglio molto importante del motore Powerplay: il motore ha una logica sofisticata per l’erogazione della coppia: la catena, quando inizia a tendersi sotto la forza esercitata dalle gambe, innesca una puleggia posta prima della corona della guarnitura e in questo modo è la tensione esercitata sulla catena a determinare l’intervento del motore. La risposta è immediata e bilanciata alla forza applicata dal ciclista, garantendo la massima naturalezza del gesto della pedalata.
Altra precisa scelta è stata quella di non utilizzare pneumatici nel formato Plus, ma di sezione fino a 2,5″ per preservare le qualità di guida di una Mtb da all mountain tradizionale, ossia uno degli obiettivi principali di Rocky Mountain.
Photo by Matt Wragg
Ecco una sintesi dei punti-chiave che, secondo Rocky Mountain, rendono la Altitude Powerplay diversa dalla altre e-bike.
E’ una Altitude a tutti gli effetti
Ha la stessa geometria e sospensioni della Altitude senza pedalata assistita ed è made in Canada. L’escursione della sospensione posteriore è di 150 mm, mentre la forcella è da 160 mm.
Ed è presente anche un attacco per il portaborraccia sul tubo obliquo.
Photo by Matt Wragg
Drive System di nuova generazione
Il sistema PowerPlay è stato progettato da zero per consentire prestazioni da vera mountain bike, fornendo una coppia motrice di alto livello, una grande capacità della batteria e un funzionamento ultra silenzioso.
Photo by Matt Wragg
Un dettaglio sul quale Rocky Mountain ha insistito molto durante la presentazione è l’utilizzo di una pedivella classica reso possibile dal disegno interno del sistema meccanico.
Questo, infatti, quando la bici supera i 25 Km/h di velocità o quando il sistema di ausilio alla pedalata è spento scollega il motore elettrico dalla pedivella, evitando la dissipazione di energie dovute al trascinamento degli ingranaggi.
Assistenza alla pedalata intuitiva
Il sistema sviluppato da Rocky Mountain prevede una puleggia che “legge” la coppia applicata dal biker sui pedali e permette al motore di erogare il giusto livello di coppia motrice, rendendo più immediata, fluida e intuitiva l’assistenza alla pedalata.
Tramite un app (compatibile per Android e iOs), poi, sarà possibile personalizzare diversi parametri e monitorare l’autonomia effettiva della batteria.
Ricarica più veloce e duratura
Il sistema a 48v assicura tempi brevi di ricarica, impiegando solo due ore per raggiungere l’80% dei 632Wh disponibili della batteria agli ioni di litio.
La batteria è integrata nel tubo obliquo, lasciando spazio, come detto, all’attacco per il portaborraccia, ma non è di facile estrazione.
Nella foto in basso, invece, il caricabatterie:
Photo by Matt Wragg
Assistenza post-vendita completa
I componenti sono facilmente riparabili e/o sostituibili grazie al servizio di assistenza in Europa.
I modelli disponibili della Rocky Mountain Altitude PowerPlay sono tre.
Ve li mostriamo di seguito con i relativi prezzi ufficiali:
Rocky Mountain Altitude PowerPlay Carbon 90 (l’intero telaio è in carbonio): 9999€ e 21,6 Kg di pesoRocky Mountain Altitude Powerplay Carbon 70 (solo il triangolo anteriore è in carbonio): 7499€ e 22,3 Kg di pesoRocky Mountain Altitude Powerplay Carbon 50 (solo il triangolo anteriore è in carbonio): 6399€ e 22,3 Kg di peso
A Valberg, durante la presentazione ufficiale, abbiamo avuto la possibilità non solo di vedere ma anche di provare la nuova e-bike di casa Rocky Mountain (nella fattispecie la Altitude Powerplay Carbon 70) e passiamo quindi a raccontarvi i dettagli più tecnici e le prime impressioni.
Il modello utilizzato per la prova, la Rocky Mountain Altitude Powerplay Carbon 70
GEOMETRIA – Angolo di sterzo: tre valori ottenibili, 65°-65,6°-66,1° rispettivamente nelle posizioni Slack, Neutral e Steep.
Solamente per la taglia Small tali valori si riducono a 64,5°-65°-65,6°.
Si tratta di valori certamente in linea con le più attuali tendenze che prediligono un angolo di sterzo molto aperto. – Angolo piantone: sempre tre valori che seguono i precedenti; 74°-74,5°-75,1°, per una posizione in sella sempre molto avanzata. – Lunghezza tubo superiore: 603 mm, 601 mm, 600 mm relative alla taglia M nelle tre configurazioni Slack, Neutral e Steep.
Anche in questo caso la misura dell’orizzontale virtuale cresce. – Altezza movimento centrale da terra: valore non disponibile, ma è consigliata la pedivella da 170mm. – Lunghezza carro: 426mm-425mm-423mm, i valori più contenuti attualmente sul mercato, assicurano la massima agilità nei single track lenti e tortuosi.
Photo by Matt Wragg
– Assetto in sella: il biker si trova in posizione avanzata per una distribuzione dei pesi ottimale durante la salita. – Altro: il sistema Ride-9 permette la massima personalizzazione delle geometrie e costituisce ormai una delle caratteristiche peculiari adottate da Rocky Mountain sulle sue full. Nove le configurazioni possibili.
COMPORTAMENTO IN SALITA – Tuning scelto per l’ammortizzatore: l’ammortizzatore utilizzato è un Fox Float DPS Evol Performance Elite con taratura specifica. – Efficienza sospensione nell’andatura regolare: la posizione Trail si rivela la più bilanciata fornendo un adeguato sostegno senza tuttavia compromettere la sensibilità sugli ostacoli di media/grande entità. – Efficienza sospensione posteriore nell’andatura fuorisella: in realtà non è quasi mai necessaria, evitando di scomporsi e mettere in crisi il bilanciamento del mezzo. Volendo si può aumentare ulteriormente il freno in compressione a discapito però della capacità di copiare il terreno. – Efficienza sospensione posteriore in salita offroad: la taratura Trail si rivela essere la più redditizia. – Erogazione potenza in salita: il lavoro di affinamento svolto da Rocky Mountain è esemplare in questo contesto, la fruizione della coppia è molto naturale ed è essenziale mantenere una pedalata costante per sfruttare al meglio il potenziale a disposizione. – Commenti sui componenti montati sulla bici: gli pneumatici Maxxis Minion DHF 2,5″ WT hanno garantito grande trazione e controllo. La trasmissione Sram Ex1 è impeccabile anche nelle cambiate sotto sforzo.
Avrei preferito soltanto un attacco manubrio un paio di centimetri più lungo per avere più peso sull’anteriore durante le salite più ripide.
COMPORTAMENTO IN DISCESA – Tuning scelto per l’ammortizzatore: ho lasciato l’impostazione su Open sfruttando la grande sensibilità offerta dall’unità Fox. Volendo essere perfezionisti si può scegliere tra le due ulteriori regolazioni di compressione disponibili nella modalità Open. – Curva di compressione dell’ammortizzatore: l’unità adottata mi è sembrata essere leggermente frenata a inizio corsa, lineare fino a 3/4 per poi diventare progressiva nella parte finale evitando facili finecorsa.
– Impatti di piccola entità: la pigrizia iniziale dell’ammortizzatore viene compensata dal generoso volume d’aria garantito dagli pneumatici. – Impatti di grande entità: vanno affrontati con maggiore attenzione a causa del peso superiore. Vale in generale il consiglio di cercare una frenatura in estensione leggermente superiore per compensare la maggiore risposta elastica degli pneumatici. – Rigidità torsionale del carro: gli snodi del carro si articolano su cuscinetti Enduro Max, garanzia di durata e tenuta, mentre l’ammortizzatore non fa uso delle classiche boccole ma di cuscinetti per la massima sensibilità. – Agilità della bici: decisamente buona nonostante i generosi pneumatici abbinati a cerchi Sun Ringle Duroc 40 con canale interno da 36mm.
– Efficienza della sospensione posteriore in frenata: il lavoro dell’ammortizzatore posteriore non risente in modo avvertibile dell’azione del freno posteriore. – Commenti sui componenti montati sulla bici: gli pneumatici scelti offrono tenuta eccellente, nel modello in test erano stati latticizzati con un ulteriore risparmio di peso e miglioramento della maneggevolezza.
I freni Sram Guide Re con dischi da 200 mm offrono modulabilità e silenziosità di funzionamento, ma sono da preferire le pasticche freno sinterizzate per avere quel piglio di potenza in più e resistenza alle alte temperature di esercizio.
Il reggisella telescopico Fox Transfer si è confermato un validissimo componente.
La forcella Fox F36 con logo “e-bike optimized” ha idraulica Fit Grip ed è ben dimensionata per questa tipologia di bici.
– Altro o/e eventuali sensazioni: un plauso a Rocky Mountain per essere riuscita a contenere la misura dei foderi bassi. La geometria della e-bike e il carro corto la rendono molto maneggevole e in uscita di curva il motore accompagna la pedalata in modo fluido.
COMPORTAMENTO SUL PEDALATO – Tuning scelto per l’ammortizzatore: la frenatura intermedia è quella utilizzata maggiormente, la più marcata è utilizzabile nei trasferimenti su asfalto e strade sterrate scorrevoli. – Efficienza sospensione posteriore nei rilanci: lo schema di sospensione utilizzato, di fatto un 4 Bar Linkage, garantisce massima sensibilità ma tende a oscillare durante la pedalata, motivo per cui raramente ho lasciato aperta l’idraulica. – Erogazione della potenza nei rilanci: l’intervento del motore è immediato ma sembra quasi progressivo nell’assistenza alla pedalata. Il meticoloso lavoro di affinamento sulla risposta del motore è evidente quando ci si avvicina al limite dei 25 Km/h, soglia oltre la quale termina l’assistenza, ma senza avvertire alcuna interruzione improvvisa nel supporto.
Considerata la logica di funzionamento del motore viene consigliato di mantenere una pedalata oltre il valore di 70 rpm per ottenere il massimo supporto. – Agilità della bici: molto buona nel suo contesto di utilizzo.
DETTAGLI TECNICI TELAIO – Regolazione consentite sulla geometria: il sistema Ride-9 permette molteplici configurazioni per la massima personalizzazione. Vale la pena sperimentarle perché il comportamento della bici cambia sensibilmente. – Spazio fra gomma posteriore e carro (in caso di fango): in caso di fango sarebbe meglio optare per pneumatici specifici di sezione inferiore. Lo spazio a disposizione, però, è adeguato all’utilizzo di gomme da 2,5″ WT di Maxxis. Non c’è spazio per montare gomme Plus, a meno di non usare una gomma da 26×3,0″. – Cura del passaggio cavi: è previsto il passaggio interno dei cavi che alleggerisce non poco la linea.
Photo by Matt Wragg
– Attacco portaborraccia: presente all’interno del telaio con inserimento laterale della borraccia. – Attacco guidacatena: guidacatena custom già presente.
– Protezioni sul telaio e sul cambio: il motore ha una protezione integrata e ce n’è una anche sul batticatena.
Photo by Matt Wragg
– Posizionamento dell’ammortizzatore: è posto orizzontalmente, perfettamente raggiungibile stando in sella. – Posizionamento motore: il motore è collocato molto in basso e centralmente per un baricentro ottimale. – Durata batteria e tempi di ricarica: la batteria del modello in test era quella da 632 Wh con ottimi risultati in termini di durata sebbene il test sia stato troppo breve per una verifica puntuale.
Il funzionamento del sistema motrice a 48 Volts permette di avere tempi di ricarica molto contenuti.
Sono disponibili due modelli di batteria, differenziati per capacità: 500 Wh e 632 Wh, i tempi necessari per il raggiungimento dell’80% di ricarica sono rispettivamente pari a 1h40′ e 2h.
Photo by Matt Wragg
– Peso telaio e bici: il peso della bici in prova, in taglia M, è pari a 22,3 Kg pedali esclusi. – Prezzo bici: li abbiamo mostrati in precedenza e quello della versione provata è di 7499€. – Altro e/o eventuali sensazioni: è presente la funzione Walk Mode per ricevere supporto quando si è costretti a spingere la bici a piedi.
La guarnitura utilizzata è un modello standard (e quindi non specifico per e-bike) con corona da 34t con movimento centrale BB92.
Il posizionamento dell’unità motrice e della batteria risulta strategico per non alterare il collocamento degli snodi e dell’ammortizzatore, mantenendo la possibilità di variare la geometria attraverso il sistema Ride-9.
In conclusione…
Le e-bike compiono un nuovo passo evolutivo in termini di ergonomia, realizzazione dei componenti e assistenza alla pedalata.
La tecnologia ha messo a disposizione batterie di capacità superiore pur mantenendo tempi di ricarica a valori più che accettabili.
Rocky Mountain ha saggiamente scelto di non affollare il manubrio con display e comandi ingombranti semplificando al massimo la gestione: è presente un unico comando (foto in basso) che gestisce accensione/spegnimento, livello di assistenza, visualizza la carica residua e la modalità di funzionamento.
Può essere interfacciato con una app specifica creata da Rocky Mountain, eBikeMotion, per smartphone Android e iOs con cui si possono personalizzare diverse caratteristiche tra cui il livello di assistenza nelle tre opzioni di supporto a disposizione.
Questa app, però, non era ancora disponibile al momento del test in anteprima che abbiamo effettuato a Valberg.
Il motore ha una logica sofisticata per l’erogazione della coppia: la catena, quando inizia a tendersi sotto la forza esercitata dalle gambe, innesca una puleggia posta prima della corona della guarnitura e in questo modo è la tensione esercitata sulla catena a determinare l’intervento del motore.
La risposta è immediata e bilanciata alla forza applicata dal ciclista, garantendo la massima naturalezza del gesto della pedalata.
Il funzionamento è estremamente silenzioso e graduale sia in fase di intervento che di disattivazione.
Photo by Matt Wragg
Rocky Mountain ha sviluppato un sistema di ausilio alla pedalata integrato all’interno del telaio Altitude, riuscendo a mantenere un carro corto, una cinematica della sospensione ottimizzata, un baricentro molto basso e una gestione dell’assistenza ottimizzata.
Un altro piccolo dettaglio: c’è anche una porta Usb per caricare il telefono…
Due giorni per scoprire i nuovi trail realizzati sulle colline di Pietra Ligure dall’associazione Outdoor Thunder.
Due giorni dove gli appassionati hanno potuto provare le e-bike su percorsi pensati per mettere in risalto le doti di questo nuovo modo di interpretare le due ruote.
Due giorni per affinare le proprie capacità di guida con le e-bike grazie ai consigli dell’esperto.
Tutto ciò alla prima E-Enduro Experience, dove oltre a discese tecniche e stimolanti c’erano anche tratti in salita trialistici dove guidare concentrati.
Sì, perché con l’e-bike la salita si trasforma da semplice esercizio di fatica in parte integrante del divertimento.
A sancire il successo di questa manifestazione è stato il numero di appassionati che hanno raggiunto la località di Ranzi per girare assieme e misurarsi sui sentieri anche con un occhio al cronometro.
Era stato infatti allestito per l’occasione un segmento di Strava dove misurare le proprie abilità di guida in una vera e propria gara con tanto di classifica finale.
La due giorni è stata anche l’occasione per affinare le proprie capacità di guida grazie alla collaborazione di Andrea Bruno, che durante l’evento ha guidato gli appassionati lungo i trail dispensando utili consigli.
Le bici moderne, sempre più performanti e tecniche, hanno bisogno di una guida corretta per essere apprezzate appieno e grazie alle capacità di Andrea i biker accorsi avranno qualche strumento in più per guidare in sicurezza.
Le prime uscite, con le bici così come con le donne, sono quelle mirate a stabilire l’esistenza di un feeling con quella che potrebbe diventare la nostra compagna per un lungo periodo.
Vediamo quindi come è andata la mia prima uscita ufficiale con la Fantic XF1 Casa Trail, l’e-bike full suspension della casa veneta che vi abbiamo presentato lo scorso agosto.
Prima, però, vi presentiamo le caratteristiche del modello che abbiamo utilizzato in questo Short Test.
Motore Brose 36 Volt con potenza massima di 250 Watt e coppia di 90 Nm.
Batteria agli ioni di Litio prodotta da BMZ, 630 Wh, garantita 36 mesi.
Display multifunzione e unità di gestione della potenza Brose.
Gli ingombri della batteria da 630 Wh sono maggiori per via della maggiore capacità della batteria stessa
L’indicatore di carica della batteria è molto preciso, grazie a un frazionamento maggiore della carica totale residua
Telaio in alluminio di taglia L
Forcella: RockShox Reba RL 120 mm per gomme 650b Plus fino a 3,0”
Ammortizzatore: RockShox Deluxe RL
Cambio: Sram GX 11 velocità
Pedivelle: Miranda Classic 0 – 170mm in alluminio
L’ammortizzatore è di nuova generazione, cioè con standard metrico e attacco Trunnion. E’ il nuovo RockShox Deluxe Rl.
Freni: Sram Level con dischi Avid G2CS da 200-180 mm
Pneumatici: Vittoria Bombolone 27,5x 3,00″
Cerchi: Gipiemme in lega di alluminio, raggi acciaio inox
Mozzo anteriore: Sram Mth 716 15x110mm
Mozzo posteriore: Sram Mth 746 12×148 mm
Manubrio: alluminio a doppio spessore, rise 18 mm, larghezza 740mm
Attacco Manubrio: Fantic rise 8°
Reggisella: Contact Sl Switch – diametro 30.9 – lunghezza 400 mm – travel 120 mm
Sella: Prologo Nago X10 Cpc Tirox (rail in acciaio)
Manopole: Gist
Pedali: Shimano M520 Spd – 380 gr coppia
Da segnalare che reggisella telescopico, sella e pedali sono una scelta fatta appositamente per questo test e non sono quelli forniti di serie da Fantic. Peso: 25 Kg con pedali e batteria long range da 630 wh.
Prezzo (con allestimento di serie e batteria maggiorata): € 4.490
E infine questa è la geometria della bici:
E ora in sella…
Dopo un paio di brevi uscite dedicate alle regolazioni di sella, attacco manubrio, forcella ed ammortizzatore posteriore, e presa confidenza con i comandi di assistenza del motore Brose, è arrivato il momento di pedalare.
Pronti via, si parte.
Un tratto di alcuni chilometri di asfalto, inevitabile per me che abito alle porte di Milano, accompagnato da un po’ di traffico che scorre al fianco di una preziosa ciclabile, e sono sul lungo viale che termina all’ingresso della restaurata Reggia di Monza, racchiusa nel più vasto parco cintato d’Europa.
I viali asfaltati che solcano il parco, in parte chiusi al traffico, sono spesso affiancati da sentieri sterrati utilizzati da runner, cavalieri e biker.
Qui faccio entrare in gioco l’assistenza del motore Brose impostando l’assistenza sul primo livello , il Cruise, tralasciata fino a questo momento per via della scorrevolezza del tratto iniziale, dedicato al riscaldamento muscolare.
Quindi sblocco la forcella tramite il comando remoto e poi l’ammortizzatore posteriore tramite la piccola leva, facilmente individuabile sin dal primo utilizzo.
La pedalata è sciolta, accompagnata da un leggerissimo ronzio del motore nei momenti in cui l’assistenza entra in gioco, la guida intuitiva e sicura, probabilmente grazie anche al possente avantreno coadiuvato da enormi gomme da 3,0”, così anche per il retrotreno, con il carro che asseconda dolcemente i numerosi avvallamenti del terreno.
Proseguo così per alcuni chilometri costeggiando il corso del fiume Lambro, fino a raggiungere il golf, dove esco dal parco, seguendone le mura esterne.
Ancora un po’ di asfalto e poi di nuovo sterrato, che diventa più impegnativo.
Siamo nella zona del Percorso dei Guadi, così chiamato per i numerosi attraversamenti del Rio Pegorino, nel cui alveo è presente acqua a seconda delle stagioni.
Mi attende subito un breve ma impegnativo tratto in salita, con tre curve a gomito, solitamente impossibile da percorrere con una mountain bike classica per via della pendenza accentuata e delle numerose radici affioranti.
Provo con la Fantic.
Il primo tratto lo supero facilmente, poi c’è la prima curva secca in pendenza accentuata, e lì mi blocco.
Torno indietro e sposto l’assistenza su Tour, la seconda delle tre modalità previste, e riprovo.
La spinta è notevolmente più accentuata, tanto da farmi uscire dalla curva secca con quel minimo movimento che mi permette di proseguire sul tratto in contropendenza, ed arrivare alle prime radici, che supero agevolmente fino alla curva successiva, dove incontro una radice-gradino posta ad angolo sul tornantino, impossibile da superare se non con un gesto quasi trialistico, possibile a pochi.
Sono soddisfatto del tratto percorso e comincio a spingere. Il peso in salita si fa sentire e l’assistenza alla spinta, selezionabile tramite un’opzione di un tasto del selettore, risulta quasi inavvertibile.
Risalgo in sella e riparto, apprezzando una notevole scioltezza di pedalata raffrontata a quella della mia Mtb, che pesa circa la metà, con cui abitualmente affronto il percorso.
Su e giù, immerso nel bosco, tra il battere frenetico dei picchi che abitano il bosco, mi godo il percorso, affronto un paio di tratti tecnici che supero agevolmente, così come la scalinata in legno.
Mentre sono fermo per un paio di scatti fotografici passano due biker che si fermano a chiedermi informazioni sulla bici.
Uno di loro possiede una e-bike, di cui è molto contento, e ci scambiamo opinioni sui mezzi prima di salutarci.
In un paio di attraversamenti del Pegorino incontro un filo di acqua che scorre, perdendosi però in alcuni anfratti poco più a valle; li supero agevolmente senza evitare di bagnare i piedi ed il motore, protetto da una avvolgente scocca in materiale plastico.
Un altro breve tratto di asfalto mi separa dal bosco, incredibilmente vero per essere a pochi chilometri da Milano: una pineta dove spesso si incontrano “i fungiàt” (i cercatori di funghi nel dialetto brianzolo, ndr) solcata da un esile sentiero pieno di insidiose radici affioranti, su cui passo agevolmente con un minimo sussulto grazie agli enormi pneumatici da 3,0″ e alla forcella RockShox Reba.
Percorro a velocità sostenuta un tratto in discesa, una traccia scavata tra il muro di un convento e un campo di granoturco, appena seminato, districandomi agevolmente tra profondi solchi creati dal passaggio di un mezzo agricolo.
Un tratto tra i campi ed ecco di nuovo una bella discesa, molto veloce, da affrontare con cautela per via del copioso fogliame depositatosi durante l’inverno, che cela insidiose radici e rami.
Poi un breve toboga mi porta fino ad un rio, un tempo attraversabile tramite un ponte ormai distrutto, diventato uno dei punti più tecnici del giro.
Scendo velocemente fino all’alveo e poi riprendo a pedalare per risalire sul ripido e fangoso versante opposto, utilizzando il minimo supporto fornito dell’impostazione Cruise, per poi affrontare uno strappo deciso con il minimo sforzo.
Ennesimo tratto di asfalto per seguire il sentiero pianeggiante che costeggia il corso del fiume Lambro, frequentato da numerosi biker.
Incremento i rapporti e aumento la frequenza di pedalata oltrepassando i 25 km/h con la bici che prosegue imperterrita la sua marcia, facendomi sentire il suo effettivo peso solo nei tratti di rilancio in salita.
La meta del pranzo non è lontana, e mi aspetta un piatto che amo particolarmente ma raramente ho l’occasione di mangiare: il rognone di vitello trifolato.
Mi fermo a La Zuccona, un ristorante a gestione famigliare, in cui si possono assaporare i piatti della tradizione brianzola, come il risotto giallo alla monzese con la salsiccia.
Vado in cucina a fare un paio di foto a Elio (foto in basso), che in men che non si dica mi prepara il rognone, e a scambiare quattro chiacchiere della sua esperienza con Antonino Cannavacciuolo, lo chef che ha ambientato qui una delle puntate di un suo famoso format televisivo.
Lasciato il ristorante risalgo in sella, consapevole che dopo poche centinaia di metri mi aspetta un impegnativo tratto in discesa, con ben 28 gradoni di svariata altezza, formati da dismesse traversine ferroviarie che metteranno alla frusta forcella e carro.
Il peso della batteria, per di più maggiorata, non giova certo all’avantreno, che svolge però egregiamente il suo compito, senza raggiungere mai il finecorsa, come dimostra l’O-ring posizionato sullo stelo destro.
L’ultima parte off-road prevede un tratto in senso opposto a quello dell’andata, per affrontare in salita la scivolosissima tavola di legno con i gradini.
Con la mano sinistra imposto Tour e, simultaneamente con la destra, scalo un paio di rapporti.
Superata l’insidiosa tavola con la ruota anteriore penso di avercela fatta, ma la ruota posteriore perde aderenza e, sollecitata dal motore, comincia a slittare, costringendomi a mettere piede e mano sinistra per terra, sotto lo sguardo incredulo quanto sbigottito di un simpatico scoiattolo.
Mi rialzo e spingo a fatica la bici fino ad un tratto con minor pendenza, da dove riprendo a pedalare, per gustarmi l’ultimo tratto di bosco.
Percorrendo la ciclabile che mi riporta verso casa faccio mente locale dei vari tratti del percorso, raffrontandoli nuovamente con la mia full, e posso dire di essere soddisfatto di questa “prima uscita”: 60 chilometri e 500 metri di dislivello in salita in poco meno di tre ore (pranzo escluso), con due tacche di batteria su dieci utilizzate.
E di nuovo pronto a salire in sella… per un test certamente più impegnativo di cui vi racconteremo presto.
Fervono i preparativi per l’E-Enduro Experience del prossimo weekend a Pietra Ligure (SV).
Il gruppo di appassionati di Outdoor Thunder sta concludendo i lavori di pulizia dei sentieri che ospiteranno il primo degli eventi enduro non competitivi dedicati alle e-bike.
Il progetto nasce da un’idea di Franco Monchiero con l’intento di promuovere il territorio attraverso l’utilizzo di bici a pedalata assistita.
Il programma prevede una festa lunga due giorni, con dj set, bike test, esposizioni, sagre e sfide lungo i sentieri dell’entroterra ligure, che verranno cronometrate con l’utilizzo di Strava.
Una gara ludica, una manifestazione non competitiva dove confrontarsi fra amici e ammirare gli splendidi scenari che la Liguria offre ai biker.
Quindi, l’invito per tutti è a Pietra Ligure sabato 20 e domenica 21 maggio per questa prima E-Enduro Experience.
A poco più di due settimane dallo svolgimento della seconda prova del primo circuito internazionale riservato alle mountain bike a pedalata assistita, cresce la tensione a Massa Marittima. Dopo l’ottimo esordio ad inizio aprile, con la prova di Sestri Levante, gli organizzatori, lo staff di Trail Brothers insieme a Massa Vecchia e altre realtà locali, hanno lavorato duramente per allestire un percorso degno delle aspettative.
I trails adatti, del resto, in questo suggestivo angolo di Maremma Toscana, certo non mancano, e non manca nemmeno l’esperienza per selezionare quelli giusti e adattarli nel migliore dei modi alla nuova disciplina.
Ernesto Hutmacher, il fondatore di Massa Vecchia, celebre struttura turistica della zona, è stato tra i primi in Europa a intravedere le potenzialità delle e-bike e da allora ha continuato a investire su questa tipologia di mezzi.
Le colline intorno a Massa Marittima, inoltre, si prestano in modo particolare per la realizzazione di sentieri ad hoc e, dopo l’apprezzata prova di Superenduro organizzata l’anno scorso, i ragazzi di Trail Brothers si sono messi nuovamente in gioco per disegnare un percorso, se possibile, ancora più divertente e alla portata di tutti.
In modo particolare, l’obiettivo che si è dato Francesco Guidi, direttore di gara e anche vice presidente dell’Asd che da anni prepara e cura i sentieri della zona, è stato quello di selezionare dei percorsi capaci di esaltare il potenziale agonistico delle e-bike, tali da rendere la loro guida ancora più divertente e veloce.
Lo stesso Franco Monchiero, ideatore di e-Enduro, insieme a Cristian Trippa e Davide Bonandrini, in occasione del sopralluogo tecnico si è dichiarato entusiasta del percorso proprio perché pensato appositamente per le bici a pedalata assistita, quindi secondo una logica che esula un po’ da quella tipica dell’Enduro “muscolare”, che prevede lunghe salite come trasferimento e Prove Speciali quasi esclusivamente in discesa.
IL PERCORSO
La gara si sviluppa sostanzialmente nell’area di fronte a Massa Marittima, con il preciso intento di mettere in luce il potenziale sentieristico che si estende dal monte Arsenti fino al celeberrimo “canyon” e ad ovest del Lago dell’Accesa.
Un patrimonio di percorsi con varie caratteristiche tecniche ma, sostanzialmente, sempre piuttosto flow e mai estremo.
La gara ha uno sviluppo di circa 40 km per un dislivello totale di circa 1.400 mt, suddivisi tra trasferimenti e prove speciali, strade sterrate e single track.
Nello specifico le PS saranno 4, compresa quella ormai celebre nel centro storico di Massa Marittima che si correrà tra vicoli e scalinate fino al traguardo in Piazza Garibaldi, all’ombra della caratteristica Cattedrale di San Cerbone.
Dal centro storico di Massa Marittima, borgo bellissimo adagiato su un colle panoramico e difeso da cinta muraria medievale, dove oltre all’area Expo sarà allestita anche la zona di partenza/arrivo, attraverso alcune strade secondarie i rider andranno fino alla Tenuta “Il Cicalino”, dove ci sarà il vero start della gara.
Start gara-Ps 1 (trasferimento 1)
Il primo trasferimento è completamente sterrato.
Dopo aver lasciato “Il Cicalino” si sale subito lungo una strada forestale, per poi deviare su un sentiero che permette di raggiungere la strada campionata di Monte Arsenti, in cui si inizia a scaldarsi un po’ nella guida. Da quest’ultima si sale allo start di PS1 tramite una via cessa (tagliafuoco, ndr) leggermente sassosa.
Prova speciale 1 “Rock & Roll Queen”
La prima prova speciale parte con un piccolo tratto in salita abbastanza scorrevole.
Nulla di complicato, ma sarà necessario guidare la bici attraverso delle curve strette che richiederanno una certa perizia per sfruttare al meglio il potenziale in salita delle e-bike. Poco dopo, invece, si inizia a scendere lungo uno dei sentieri più tecnici della gara.
Nel primo tratto sono presenti molti sassi fissi, sopra cui bisogna far scorrere la bici; mano a mano che si scende, il sentiero diventa sempre più veloce e scorrevole, mantenendo un bel flow ed alternando tratti più tecnici ad altri più pedalati.
In questo settore per fare il tempo è necessario rilanciare e guidare la bici con grande reattività.
Fine Ps1- C.O. (trasferimento 2)
Brevissimo trasferimento che consiste nel percorrere per alcuni minuti una strada asfaltata secondaria fino a raggiungere il Bike Hotel Massa Vecchia, dove ci sarà appunto il controllo orario e la zona di assistenza con possibilità di ricaricare la batteria.
C.O.-PS2 (trasferimento 3)
Poi, lasciando Massa Vecchia si percorre un tratto di asfalto in direzione Capanne, fino ad uno scollino; svoltando a destra si sale per un brevissimo tratto fino allo start della seconda prova speciale, tramite strada forestale.
Prova speciale 2 “Serra Bottini”
La prova più lunga della gara, con i suoi quasi 5,5 km.
Un continuo sali e scendi in cui si susseguono 5 diversi single track tutti accomunati da un bel flow, dove è fondamentale una guida fluida e pulita.
Si parte in discesa su delle whoops naturali, per poi risalire fino al famoso Canyon trail. Successivamente si risale nel Canyon uphill, parallelo al sentiero precedente, per poi raggiungere il “buco” di Serra Bottini (un vecchio pozzo di areazione delle miniere esistenti anni fa in questa zona).
Si scende successivamente ancora una volta fino alla fine della Speciale.
Fine PS2-Ristoro (trasferimento 4)
Brevissimo tratto asfaltato pianeggiante che permette di raggiungere l’Agriturismo Il Felciaione.
Ristoro-PS3 (trasferimento 5)
Breve tratto sterrato in cui si risalgono due strade forestali fino allo start di PS3.
Prova Speciale 3 “I Noni”
Prova speciale mista rappresentata da un primo tratto iniziale in discesa, molto guidato ed in cui sono presenti punti tecnici sassosi.
Si raggiunge poi un traverso, tutto in sali e scendi, dove guidare e rilanciare continuamente la bici.
Si arriva successivamente al Sex Uphill, circa 2 km di sentiero, interamente in salita, ricco di tornanti e curve strette che necessitano un notevole impegno nella guida della bici.
Una volta raggiunta la cima, si scende ancora lungo un sentiero abbastanza stretto e veloce in cui, ancora una volta, c’è da guidare molto fra gli alberi.
PS3-PS4 (trasferimento 6)
Usciti dal bosco si percorre per qualche minuto la strada asfaltata adiacente al Lago dell’Accesa, per poi immettersi subito in una strada forestale che riporta in zona Canyon trail.
Una volta raggiunto l’asfalto si scende nuovamente nel tratto, in località Capanne, che era stato percorso durante il trasferimento numero 3.
Raggiunta la strada asfaltata principale di Massa Marittima, si risale fino alla sommità della cittadina tramite una stradina secondaria sterrata che, una volta raggiunta località Le Coste, diventa asfalto fino a Piazza Garibaldi, start della PS4.
Prova speciale 4 “Up & Down Town”
Ultima prova speciale della gara che, come indica il nome, si snoda tra i vicoli e le scalinate della cittadina medioevale.
In questo caso, a differenza delle classiche gare di enduro, il tempo non si farà solo grazie alle abilità discesistiche, ma anche sfruttando al meglio il potenziale del motore elettrico, in combinazione con la propria preparazione atletica, su per le salite.
Spettacolo assicurato per pubblico e fotografi e grande tensione agonistica e adrenalina prima della festa finale e delle premiazioni!
La zona di partenza e arrivo, i paddock e tutto il villaggio espositivo saranno allestiti già da sabato 3 Giugno, nel centro storico di Massa Marittima.
Oltre al gonfiabile della Race Events, dove verrà istituita la segreteria gara, saranno presenti gli stands di Specialized, Atala, Lapierre, Mondraker, Limar, Dt, Maxxis, che offriranno l’occasione di toccare con mano, e in alcuni casi addirittura testare, i propri prodotti.
Ci sarà anche il truck Andreani e Ohlins a disposizione per l’assistenza meccanica a chi ne avesse necessità.
Inoltre, sotto la tenda della Brose troverà posto “Octopus”, l’innovativa stazione di ricarica, capace di servire 100 batterie in contemporanea, che sarà a disposizione di tutti i concorrenti il sabato durante le prove, così, mentre ci si riposa in pausa pranzo, si potranno ricaricare gratuitamente le batteria per la ricognizione del pomeriggio.
Il servizio è riservato ai soli iscritti e sarà completamente gratuito.
Per il giorno della gara, domenica 4 Giugno “Octopus” sarà posizionato a Massa Vecchia dove, dopo il Controllo Orario prima della Prova Speciale 2, sarà consentito ricaricare la batteria secondo le modalità d’uso previste dal direttore di gara, che verranno comunicate nel briefing del sabato pomeriggio.
Ricordiamo che è possibile iscriversi alla gara di Massa Marittima sul sito www.e-enduro.it secondo i dettami del fattore K riservati agli iscritti alla Federazione Ciclistica, entro e non oltre le ore 20.00 di giovedì 1 Giugno.
Dopo questa data sarà possibile iscriversi il sabato presso la segreteria di gara direttamente a Massa Marittima.
Sempre nei pressi della segreteria Sabato 1 aprile è previsto nel pomeriggio il briefing, nel quale il direttore di gara spiegherà ai concorrenti e relativi team tutto il necessario sulle condizioni del percorso e la procedura per lo svolgimento della gara.
Non resta quindi che ricaricare le batterie, allacciare il casco e partire per questa seconda prova del circuito e-Enduro Specialized, l’unico esclusivamente pensato per le mountain bike a pedalata assistita.
Per saperne di più, ecco una ricca selezione dal nostro archivio.
Ci teniamo a condividere con tutti i lettori il comunicato di Confindustria-Ancma nel quale vengono diffusi e spiegati i dati della produzione industriale, dell’import e dell’export relativi al mercato bici italiano.
E come vedrete, l’autorevole fonte non fa altro che confermare quello che avevamo già intuito un po’ tutti: il successo e la diffusione delle e-bike è un fenomeno che non lascia più dubbi e il trend per il 2017 pare allinearsi su un’ulteriore crescita.
In Italia, così come in Europa, sta cambiando il modo di andare in bicicletta e la e-bike va a coprire esigenze molto diversificate.
VM
COMUNICATO UFFICIALE
I dati del mercato Bici del 2016 sia tradizionali che a pedalata assistita, in Italia, mostrano una tendenza analoga a quanto sta accadendo nel resto d’Europa.
Si contraggono i dati della bicicletta tradizionale ma risultano in forte crescita quelli della E-Bike.
Da quest’anno, anche in Italia, il dato di mercato che riguarda le e-bike mostra un trend decisamente “europeo”, 124.400 e-bike pari ad +120% rispetto al 2015.
E’ un dato di disponibilità interna del mercato che calcoliamo, da sempre, come dato delle biciclette prodotte aggiungendo il numero di bici importate meno quelle destinate all’export.
E’ il secondo parametro, quello relativo all’import che spiega la crescita di e-bike nel 2016 e che rivela che sarà ancora maggiore, molto probabilmente, nel 2017.
Nel 4° trimestre del 2016, infatti, abbiamo importato un numero di bici elettriche (40.800) quasi uguale a quello dei primi 9 mesi (60.000) del 2016. Segno che si è venduto parecchio nel 2016 ma che molto di quanto importato nel 2016 sarà venduto nel 2017.
Lieve flessione sulla bici normale (-2,6%) ma meglio che in altri paesi d’Europa (-8/9%) dove ormai si assiste ad un vero e proprio “cambio di bicicletta”.
La vendita delle e-bike, per il momento, è a vantaggio solo dei dealer specializzati.
La Grande Distribuzione non è ancora pronta soprattutto sul versante dell’assistenza al veicolo e dei servizi post vendita.
Aumentati anche i numeri della produzione italiana di e-bike: si passa dai 16.600 del 2015 ai 23.600 veicoli dello scorso anno.
Nasce anche una filiera intera di veicoli Made in Italy sia come assemblaggio ma soprattutto come costruzione di motori e componentistica elettrica ed elettronica. Diverse infatti sono le realtà che producono sistemi per e-bike e che faranno sentire la loro voce nel 2017.
Tutto questo ci restituisce il concreto auspicio di vedere un Made in Italy “elettrico” in grado di confrontarsi ad armi pari e non sleali con la concorrenza internazionale.
I motivi di questo successo europeo risiedono nell’estetica di questi veicoli ormai sempre più simili a delle biciclette tradizionale grazie a dimensioni sempre più ridotte di motore e batteria e alla loro integrazione con i telai delle biciclette.
La velocità di questi veicoli (25Km/h) rappresenta un buon compromesso per spostarsi nel traffico urbano, soprattutto nelle zone più congestionate dal traffico dove si riduce parecchio il differenziale di velocità con le auto e le moto rendendo più sicura la circolazione promiscua.
Inoltre, i sofisticati livelli di erogazione della potenza (250Watt) permettono di scegliere a proprio piacimento quanta fatica fare e questo permette di utilizzare sempre di più la bici in zone montane.
La E-Mountain Bike è ormai il segmento di mercato leader indiscusso di vendita.
Infine vi è anche un vantaggio sul furto.
Se ricordiamo di togliere il computerino che gestisce l’elettronica la bici diventa inutilizzabile mentre se portiamo con noi anche la batteria risulta insensato rubare un veicolo al quale, successivamente, occorre spendere qualche centinaio di euro per l’acquisto di una batteria in after market.
Sulle biciclette tradizionali registriamo una flessione di circa il 2,6% che è un dato migliore della generale flessione dell’8/9% del resto d’Europa. A conferma che il panorama e lo scenario dell’utilizzatore della bici sta cambiando e virando verso nuove forme di bicicletta.
«I dati di mercato 2016 confermano il grande cambiamento in atto degli anni precedenti: le E-Bike stanno cambiando il modo di andare in bici – dichiara Corrado Capelli, presidente di Ancma Confindustria – Infatti sono sempre di più gli appassionati delle 2 ruote che scelgono le biciclette a pedalata assistita per muoversi nel traffico urbano e per fare sport soprattutto in montagna. L’agilità e la riduzione della fatica negli spostamenti sono solo due fra gli indicatori positivi di questa crescita sia nella produzione che nell’export. Avremo lo stesso trend anche per il 2017.»
Come abbiamo già segnalato, a partire da domani, venerdì 12 maggio, fino a domenica 14 maggio andrà in scena a Lecco l’evento dedicato al mondo delle e-bike: BikeUP Lecco 2017.
Tra gli altri, anche i marchi Scott e Bergamont saranno presenti con la loro ampia e diversificata gamma di biciclette a pedalata assistita: si parte dalla bici cittadina dedicata al pendolarismo urbano fino ad arrivare alla bici da enduro pronta per salite assistite e discese elettrizzanti.
Non mancheranno, naturalmente, le e-bike dall’animo più sportivo, come la E-Genius 710 Plus (qui il nostro test).
Le e-bike Scott e Bergamont saranno disponibili per i test e inoltre a BikeUp sarà anche possibile effettuare escursioni guidate in e-bike e partecipare a corsi di guida specifici.
Per il programma completo del festival guardate qui.
Riese & Müller presenta Delite, il modello più versatile della gamma 2017, realizzato in undici varianti, incluse cinque da 45 km/h.
Riese & Müller Delite è l’e-bike perfetta per viaggiare, in montagna come in città, godendosi ogni chilometro del percorso.
Per garantire la maneggevolezza ideale per ogni statura, il telaio è disponibile in tre diverse misure.
Le ruote fat da 27,5″, combinate all’innovativa Control Technology (termine che raggruppa i modelli con sospensione totale della gamma 2017), offrono ottimo assorbimento degli urti, aderenza al suolo e assetto ideale: il tutto si traduce nel massimo dell’affidabilità e del divertimento, su qualsiasi terreno e anche a velocità più sostenute.
L’assistenza alla pedalata fino al 300% dello sforzo viene erogata dal potente motore con tecnologia a sensori Bosch Performance Line CX e dal motore Bosch Performance Speed, nelle versioni HS da 45 km/h.
Inoltre, grazie al sistema DualBattery, che permette l‘utilizzo in contemporanea di due batterie agli ioni di litio Bosch da 500 Wh, è possibile ottenere il doppio della capacità e dell’autonomia.
Il controllo del sistema, con l’utile funzione di ricarica dello smartphone, è affidato al computer di bordo Bosch Intuvia, di serie, oppure al display connesso Bosch Nyon.
Un ulteriore punto di forza della Riese & Müller Delite è l’uso della trasmissione a cinghia di carbonio di Gates su tutti i modelli Delite nuvici.
Nella combinazione con una ruota di rinvio in posizione perfetta, la lunghezza della cinghia e la tensione sugli ammortizzatori rimangono costanti, rendendo superfluo il tendicinghia.
Un design altamente accattivante e funzionale, completato da soluzioni intelligenti come il passaggio dei cavi nascosto nel telaio, conferiscono alla Riese & Müller Delite una natura inconfondibile.
«La Delite ha raggiunto un nuovo livello di evoluzione“ – dichiara Heiko Müller, Amministratore Delegato di Riese & Müller – Come avviene nel settore automobilistico, abbiamo sviluppato innanzitutto un concetto di base solido, sul quale abbiamo poi declinato le diverse varianti di modello. Con l’opzione DualBattery, la Delite può raggiungere traguardi prima inimmaginabili.»
Prezzo da € 4.899,00.
Delite è disponibile nelle seguenti versioni: – Delite touring Bosch Performance CX, 500 Wh, Shimano Deore XT, cambio a deragliatore a 11 velocità € 4.899,00 – Delite touring HS* Bosch Performance Speed, 500 Wh, Shimano Deore XT, cambio a deragliatore a 11 velocità € 5.299,00 – Delite nuvinci Bosch Performance CX, 500 Wh, NuVinci, cambio al mozzo a variazione continua, trasmissione a cinghia € 5.199,00 – Delite nuvinci HS* Bosch Performance Speed, 500 Wh, NuVinci, cambio al mozzo a variazione continua, trasmissione a cinghia € 5.599,00 – Delite GT touring Bosch Performance CX, 500 Wh, Shimano Deore XT, cambio a deragliatore a 11 velocità, Fat Tire € 4.999,00 – Delite GT touring HS* Bosch Performance Speed, 500 Wh, Shimano Deore XT, cambio a deragliatore a 11 velocità, Fat Tire € 5.399,00 – Delite GT nuvinci Bosch Performance CX, 500 Wh, NuVinci, cambio al mozzo a variazione continua, trasmissione a cinghia, Fat Tire € 5.299,00 – Delite GT nuvinci HS* Bosch Performance Speed, 500 Wh, NuVinci, cambio al mozzo a variazione continua, trasmissione a cinghia, Fat Tire € 5.699,00 – Delite GX rohloff Bosch Performance CX, 500 Wh, Rohloff, cambio al mozzo a 14 velocità, Fat MTB Tire € 6.099,00 – Delite GX rohloff HS* Bosch Performance Speed, 500 Wh, Rohloff, cambio al mozzo a 14 velocità, Fat MTB Tire € 6.499,00 – Delite mountain Bosch Performance CX, 500 Wh, Shimano Deore XT, cambio a deragliatore a 11 velocità, FOX FLOAT, MTB Tire € 5.399,00
Focalizziamoci ora sul modello Riese & Müller Delite mountain.
Grazie al sistema biammortizzato Control Technology, Delite mountain è in grado di affrontare agilmente qualsiasi tipo di terreno.
E per ampliare gli orizzonti, Delite mountain è disponibile anche con Dual Battery.
Con il potente motore Bosch Performance CX e il cambio a deragliatore Shimano Deore XT a 11 velocità, leggero ed efficiente, si superano facilmente anche le salite più ripide.
La comprovata tecnologia del cambio offre un elevato rendimento.
La Control Technology con sospensione totale FOX FLOAT e i pneumatici 27,5″ plus Schwalbe Nobby Nic garantiscono più trazione e un grande divertimento in sella.
I freni a disco idraulici Shimano Deore XT garantiscono una maggiore sicurezza di guida.
Prezzo da 5.399 €.
Giovanni Rossini via e-mail Salve, questo messaggio è per Simone Lanciotti che ha eseguito i test della Turbo Levo Fsr Expert 6Fattie (quella antracite e turchese). Sarei in procinto di acquistarne una e il dilemma è se sia il momento giusto, considerando le novità ed evoluzioni di questo quasi nuovo segmento.
Ho visto che il test è relativo al modello 2015: il modello 2017 mi pare praticamente uguale o sbaglio? E’ pensabile che intervengano sostanziali modifiche o innovazioni? A parte la mia predilezione per questo marchio anche per l’aspetto estetico che ritengo superiore a quasi tutte le concorrenti, visto che questa MTB sembrerebbe un po’ datata come concept, è da considerarsi comunque ancora un modello all’avanguardia e al passo con i tempi attuali, tenuto conto delle antagoniste anche in rapporto al prezzo non certo irrisorio? (Per citare un solo esempio, la top di gamma di Olympia costa molto ma molto meno ed ha una batteria da 630 Wh!). Chiedo tutto ciò anche perché mi pare di avere intuito un Tuo maggiore entusiasmo a seguito di prove di altri marchi e modelli. Molte grazie per i consigli che potrai darmi!
Risponde Simone Lanciotti
Il segmento delle e-bike cresce sempre di più e l’evoluzione avviene a un ritmo molto più veloce rispetto a quanto si vede in ambito Mtb tradizionale.
E’ un mondo per molti aspetti nuovo e non è facile per chi produce bici identificare la tipologia di pubblico che utilizza questi mezzi perché la loro diffusione sta aumentando e di conseguenza si amplia la varietà di utenti.
E questa è una prima sfida non di poco conto.
E vengo alla tua domanda che pongo in termini più generali: qual è il momento migliore per comprare una e-bike?
I mezzi di ultima generazione, cioè quelli che sono venuti dopo la Specialized Turbo Levo, sono tutti su un livello di prestazioni e affidabilità molto elevato e sono decisamente più piacevoli delle primissime e-bike.
Acquistare oggi una e-bike, così come qualunque altra bici o accessorio extra ciclistico, comunque ci espone al rischio di obsolescenza tecnica e tecnologica.
Cioè, a prescindere dall’uso che se ne fa di un certo oggetto, questo diventa vecchio, datato, superato per via di un’evoluzione che è guidata tanto da effettivi e più o meno significativi affinamenti tecnici, quanto dalla spinta consumistica che coinvolge tutti i prodotti odierni.
Cosa fare, allora?
Non compriamo più le bici?
Certo che no: quello che conta è intendere la bici come un mezzo per il divertimento, lo svago, la sfida personale e via dicendo e accettare il fatto che, prima o poi, anzi, più prima che poi, ne uscirà una nuova.
Quindi, niente panico e pensiamo a pedalare e a goderci il bello della nostra bici o e-bike che sia.
La Specialized Turbo Levo Fsr Expert 6Fattie 2017
Per rispondere alla tua domanda sulla Specialized Turbo Levo sappi che è ancora una delle bici più richieste e popolari, nonostante sia stata presentata nel 2015.
Ciò che Specialized ha fatto a livello di motore, software e batteria è qualcosa che, al momento, non è ancora riuscito ad altri marchi.
Altri marchi, invece, hanno fatto meglio in termini di guidabilità, bilanciamento dei pesi e prestazioni delle sospensioni (ovvero l’evoluzione c’è stata), ma la Turbo Levo è ancora un mezzo molto valido e il marchio Specialized lo rende anche molto appetibile sul mercato dell’usato.
Una considerazione al margine.
Proprio perché la schiera degli utenti di e-bike aumenta e si diversifica sempre di più è possibile che le novità 2018 in questo campo riguardino nuovi modelli di e-bike che andranno ad ampliare le proposte dei singoli marchi.
Un esempio: è arrivato l’e-Enduro, ma non sono molti i marchi di bici che possono vantare e-bike con 160 mm di escursione al posteriore e con una precisa vocazione enduro.
La Riese & Muller Delite Mountain con doppia batteria. Qui i dettagli
Ma le e-bike ne prossimo futuro potrebbero anche prendere la strada dell’avventura grazie all’utilizzo della doppia batteria o di batterie di dimensioni maggiori.
Oppure specializzarsi sempre di più in ambito urban per una mobilità più facilmente sostenibile.
Oppure esplorare l’ambito trail riding con proposte meno generose di escursione e di maggiore agilità.
Insomma, l’era delle e-bike è appena iniziata e per sceglierne una, senza avere rimorsi e pentimenti, è fondamentale riflettere sul dove la si andrà ad usare.
Ciò detto, a te la scelta…