TEST – Scott E-Spark 700 Tuned Plus: confidenza immediata

Abbiamo avuto modo di effettuare un test più approfondito della Scott E-Spark 700 Tuned Plus, dopo lo Short Test effettuato durante il Bike Festival di Riva del Garda dove trovate tutti i dettagli tecnici.
Nel frattempo, le rivali sono cresciute a livello tecnico e benché il pubblico inizi a guardare con più interesse le e-bike a lunga escursione (date uno sguardo alla classifica realizzata dai lettori), i 120 mm di escursione posteriore e 130 mm anteriori permettono a questa Scott di affrontare ostacoli ben più complicati di quanto si possa immaginare e di godere in altri frangenti di una maggior reattività.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus
La Scott E-Spark 700 Tuned Plus è la versione top di gamma da 6999€ Noi abbiamo provato la versione con la colorazione 2017. Di seguito la colorazione 2018.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Il telaio è in lega leggera 6061 con 120 mm di travel al posteriore che attraverso il comando remoto TwinLoc possono essere ridotti a 85 mm nella posizione Pedal, fino ad essere completamente bloccata nella posizione Lock, gomme 650b Plus e motorizzazione Shimano Steps ormai ben conosciuta (qui l’approfondimento).
Il test è stato effettuato sul modello Scott E-Spark 700 Tuned Plus, cioè la versione più pregiata della gamma E-Spark (ma con la colorazione 2017) con sospensioni Fox Factory e gruppo Shimano Deore Xt Di2 ad un prezzo di listino di 6999€.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus
e-bike, gomme Plus e neve sono il mix ideale per un sorriso a 32 denti…? E per capire bene cosa intendiamo guardate il video “cazzeggio puro” di seguito…

E ora entriamo nei dettagli del test…

1 – DETTAGLI  TECNICI TELAIO

– Geometria: 8,5
Con 67,5° di angolo sterzo la Scott E-Spark 700 Tuned Plus ha dato la priorità alla facilità di guida e all’agilità.
Se parliamo invece dell’angolo del tubo sella, i 73,8° di inclinazione sono validi per pedalare.
Il tubo orizzontale arriva a 610 mm in taglia M, ovvero una lunghezza abbondante per la categoria, ma è una misura che consente un ottimo bilanciamento in sella tra salita e discesa e permette di sentirsi ben inseriti nella bici.

Il movimento centrale è basso, 343 mm da terra rilevati, ma non tale da urtare facilmente in terra con i pedali, né di colpire la parte bassa del telaio, grazie anche all’ingombro ridotto del motore Shimano Steps.
Il carro raggiunge i 445 mm di lunghezza, ovvero una misura standard fra le attuali e-bike con gomme Plus, ma questo non compromette né agilità, né facilità di guida.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Assetto in sella: 9,0
Il sottoscritto è alto 170 cm e ha provato un modello di taglia M.
La prima sensazione è quella di essere su una bici molto comoda e facile come impostazione. Il movimento centrale e l’altezza del manubrio da terra sono contenuti a tutto vantaggio del massima confidenza di guida, che si raggiunge rapidamente.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

L’interasse di 1174 mm trasmette tutta la sua facilità di guida, che grazie al carro relativamente corto contribuiscono a renderla molto intuitiva sin dai primi metri.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Unica nota dolente è il cockpit che è affollato di cavi, doppi comandi Shimano Steps e Di2, display, comando remoto per reggisella telescopico e delle sospensioni.
Per fortuna i cavi Shimano passano dentro al manubrio (foto sotto).

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Cura costruttiva: 8,5
Il design della Scott E-Spark 700 Tuned Plus si fregia di una batteria Shimano integrata che, però, non è di certo compatta e caratterizza molto l’estetica di questa e-bike.
Il telaio è, secondo gli standard Scott, ben rifinito e abbiamo apprezzato come il passaggio interno dei cavi di trasmissione, freni e reggisella sia stato ben progettato.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Perde qualcosa per la qualità delle finiture come le protezioni sul tubo obliquo e della copertura del motore che sono sembrate un po’ “plasticose”.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Nonostante le generose dimensioni delle gomme Maxxis da 2,8 ” il passaggio della ruota posteriore nel telaio è abbastanza spazioso e il fango o la neve non impensieriscono affatto.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Molto importante nel segmento e-bike è la possibilità di utilizzare un portaborraccia e sulla Scott E-Spark 700 Tuned Plus è presente un solo attacco in posizione classica con estrazione laterale della borraccia.
Il guidacatena è ancorato alla parte bassa del triangolo principale, appena sopra la corona anteriore da 34 denti del motore Shimano Steps E8000.
Il comando remoto ha una classica levetta che è risultata molto ergonomica anche se la presenza del comando Shimano Di2 per selezionare la modalità di assistenza e del TwinLoc non permette di utilizzare un comando del reggisella sulla sinistra, cioè in una posizione alla quale generalmente i biker sono abituati.
Da apprezzare il sensore di velocità inserito (e nascosto) nel forcellino posteriore sinistro.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Tuning ammortizzatore: 9,0
Essendo questo il modello top della gamma, la Scott E-Spark 700 Tuned Plus è provvista dell’ammortizzatore Fox Nude Kashima con attacco di tipo Trunnion da 165 mm di interasse.
Considerando i soli 120 mm di escursione è veramente ben tarato e il limite maggiore arriva dalla forcella piuttosto che dal funzionamento della sospensione posteriore.
Con il comando remoto possiamo variare l’escursione posteriore (120 mm nella posizione Open, 85 mm per la Pedal e 0 mm per la Firm) in abbinamento alle posizioni Open, Pedal e Firm della forcella.
– Posizionamento dell’ammortizzatore: 9,0
L’ammortizzatore è in una posizione ben protetta e al riparo da sporco e detriti e attraverso il comando remoto si gestisce tutto, ad eccezione della regolazione del ritorno che richiede di stare fermi per essere precisi.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Autonomia batteria: 7,0
Come già spiegato in modo approfondito nel test dello Shimano Steps, la batteria da 504 Wh di Shimano va utilizzata un po’ prima di capirne per bene l’effettiva autonomia.
Confrontandola con le prestazioni di altre e-bike provate, devo ammettere che l’autonomia non mi ha entusiasmato.
Non è raro ritrovarsi a batteria scarica quando arriviamo sulla soglia delle ultime due tacche del display.
Per fare dislivelli superiori ai 1400 metri, anche utilizzando sempre la modalità Eco, ho rischiato di rimanere senza batteria considerando invece che lo stesso dislivello con la S-Works Turbo Levo Carbon lo coprivo con quasi metà carica.
Quando Shimano permetterà di personalizzare il livello di assistenza Eco allora le cose potrebbero migliorare.
– Peso bici: 9

Con 21,5 kg  di peso (in taglia M senza pedali) la Scott E-Spark 700 Tuned Plus si posiziona tra le migliori di categoria se teniamo in considerazione il telaio in alluminio.
Grazie all’abbassamento del baricentro (permesso dal motore Shimano e dalla batteria inserita nel tubo obliquo) e alle geometrie che prediligono l’agilità, alzare l’anteriore o fare un bunny-hop è relativamente facile pur essendo una e-bike.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus
Il magnete del sensore di velocità è attaccato sulla flangia del disco posteriore, migliorando la pulizia estetica della bici

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Prezzo telaio e/o bici: 8,5
La Scott E-Spark 700 Tuned Plus viene proposta a 6999€, una cifra in assoluto elevata, ma concorrenziale rispetto ai prezzi di altri modelli top di gamma di pari estrazione.
Inoltre, c’è da considerare l’allestimento nel quale spicca il cambio elettroattuato Shimano Deore Xt Di2.
– Garanzia: 8
Scott garantisce i propri prodotti per 5 anni.

Voto finale (da 1 a 10): 8,44

2 – COMPORTAMENTO IN SALITA

– Efficienza sospensione posteriore in salita: 9,5
Il mix decisamente azzeccato tra schema di sospensione e tuning ammortizzatore, unito al top tube lungo, dona alla Scott E-Spark 700 Tuned Plus delle ottime doti da scalatrice.
Quando infatti stiamo salendo su asfalto basta posizionare l’ammortizzatore e la forcella nella posizione di lock-out per non avvertire nessun movimento indesiderato.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Le gomme poi sono la scelta più azzeccata se vogliamo percorrere chilometri e avere grip, la Maxxis Rekon da 2.8″ al posteriore scorre molto bene anche nei trasferimenti asfaltati mentre la Minion Dhf, sempre da 2.8″, garantisce solidità.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Se affrontiamo strade forestali senza pretese di velocità possiamo godere del massimo comfort aprendo l’idraulica di ammortizzatore e forcella.
Se invece cerchiamo ritmo, anche con pendenze più impegnative, abbiamo la possibilità di utilizzare la posizione intermedia dell’ammortizzatore e sfruttare gli 85 mm della corsa mantenendo una buona sensibilità iniziale e sostegno quando si spinge.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Erogazione potenza in salita: 10
Il comportamento dello Shimano Steps è sempre molto fluido, intuitivo e facile da utilizzare. Quando le cose si fanno impegnative la modalità intermedia Trail (per altro configurabile) è quella da selezionare, si adatta in modo molto naturale alla pedalata e allo sforzo che facciamo con picchi di potenza erogati sempre molto dolcemente

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Impressioni di guida in salita: 9,0

Nonostante la Scott E-Spark 700 Tuned Plus pesi quasi 22 kg, in salita si guida molto bene.
Occorre un po’ di pratica le prime volte per riuscire a salire in modo proficuo sui passaggi più impegnativi, poi non ci sono quasi più limiti…
A favore della Scott c’è che trasmette subito molta confidenza sia con l’anteriore che con il posteriore permettendo di sentirla propria dopo pochi chilometri.

Voto finale (da 1 a 10): 9,5

3 – COMPORTAMENTO IN DISCESA

– Efficienza sospensione posteriore in discesa: 8,5
La sospensione è un monocross senza giunto Horst che unito all’ammortizzatore Fox Nude Kashima dona alla Scott E-Spark 700 Tuned Plus un comportamento molto sensibile e un’ottima progressione sul fondo corsa.
La sensibilità risulta molto buona nella prima parte della corsa e le gomme di grande sezione aiutano ancora di più a copiare il terreno.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Il limite maggiore è la resistenza di un ammortizzatore così piccolo alle sollecitazioni derivanti dal peso e soprattutto dalla confidenza che la Scott regala in discesa.
Nonostante abbia solo 120 mm di escursione trasmette ottime sensazioni e si tende facilmente ad esagerare andando un po’ fuori dal campo di utilizzo di questa trail e-bike e riscontrando dei limiti soprattutto con la forcella Fox Float 34 Kashima, troppo lineare e poco precisa.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Efficienza in frenata: 8
Il lavoro della sospensione risente della frenata e nelle situazioni più impegnative la sospensione della Scott E-Spark 700 Tuned Plus si inibisce un po’.
Tuttavia la sensibilità della sospensione garantisce un buon grip, necessario sui tratti più ripidi o quando c’è bisogno di rallentare molto su fondi sconnessi.
– Impressioni di guida in discesa: 8
Come detto prima, la sensazione iniziale è quella di stare su una bici molto facile che invita a spingere.
I 120 mm di corsa al posteriore sembrano essere di più.
E’ facile dopo pochi metri esagerare e scoprire qualche limite in discesa, soprattutto se andiamo sul ripido, scassato e veloce.
E’ un telaio giocoso, sullo scorrevole e stretto è facile, veloce e molto divertente.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

La forcella Fox Float 34 Kashima da 130 mm è leggera e funziona tutto sommato bene, ma nelle situazioni più al limite non aiuta nella precisione di guida e su ostacoli importanti.
Trasmette una confidenza immediata e questo porta in determinate situazioni ad uscire un po’ dal suo utilizzo, arrivando poi a scoprire qualche limite.
Il peso si avverte poco quando si cerca di saltare un ostacolo, sollevare l’anteriore o il posteriore e il merito è sicuramente di un’ottima geometria e di una valida distribuzione dei pesi.

Voto finale (da 1 a 10): 8,16

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

4 – COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
– Efficienza sospensione posteriore nel pedalato: 9,5
L’ammortizzatore Fox Nude Kashima, avendo tre posizioni per l’idraulica in compressione, si presta bene per ogni tipo di terreno.
Il sostegno a metà corsa dell’ammortizzatore è buono e la reattività del motore Shimano permettono dei rilanci abbastanza rapidi.
Iniziando a giocare con il comando remoto TwinLoc tra la posizione intermedia e bloccata della sospensione si può aumentare ancora reattività e ritmo.

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

– Impressioni di guida nel pedalato: 10
La posizione in sella, grazie al tubo piantone piuttosto verticale, è fra le migliori e quando c’è da pedalare su sali-scendi continui, la Scott E-Spark 700 Tuned Plus è agile e reattiva.
Le sospensioni e la rapportatura unite al cambio elettronico (un plus da non sottovalutare) rendono tutto molto più facile e veloce.

Voto finale (da 1 a 10): 9,75

VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 8,96

Scott E-Spark 700 Tuned Plus

In conclusione…
Se cercate una Mtb a pedalata assistita agile e molto divertente la Scott E-Spark 700 Tuned Plus potrebbe essere la scelta giusta perché ben si adatta al neofita che cerca subito confidenza o al trail biker che desidera una e-bike che “nasconda” bene il suo peso extra.
Personalmente l’ho trovata molto divertente e particolarmente adatta a chi inizia e non fa discese troppo impegnative.
Il telaio e la sospensione funzionano molto bene, mentre la forcella è l’unico componente che ho trovato sempre leggermente sotto le effettive potenzialità che la Scott E-Spark 700 Tuned Plus riesce ad offrire.

Per informazioni Scott-Sports.com



e-Enduro 2018: arriva la sesta prova e il trailer ufficiale

COMUNICATO UFFICIALE

Sono aperte le iscrizioni al circuito e-Enduro 2018. Per prendere il via alla challenge di enduro elettrico più famosa d’Italia basta accedere nella sezione apposita nel sito ufficiale e lì troverete subito la prime novità: le iscrizioni cumulative!
Proprio così, da quest’anno sarà possibile iscriversi a tutte le prove del circuito al prezzo di 160€ invece di 240€, in pratica, due prove sono omaggio…
Aderendo a questa formula, inoltre, si avrà di diritto la tabella personalizzata (con nome e cognome, numero di gara che rimarrà invariato per tutte le prove e nome del team) e alla t-shirt dell’e-Enduro 2018 (solo per i primi 30 iscritti).

e-Enduro 2018 tabella personalizzata
La tabella personalizzata per chi aderirà alla formula cumulativa

Ma anche nel calendario gare di e-Enduro 2018 troviamo importanti novità.
La prima è l’ingresso nel circuito della località di Pejo (Tn) che in questi mesi si è adoperata tantissimo nel realizzare sentieri permanenti dedicati alle biciclette a pedalata assistita.
Come annunciato precedentemente, le prime due tappe saranno in Liguria, mentre a giugno saliremo in quota nella prestigiosa località di Pejo per poi spostarci a fine luglio in Alta Val Badia, non più a Selva di Val Gardena, ma a San Cassiano (Bz), dove però ad attenderci ci saranno sempre gli organizzatori della “Sella Ronda Hero”.
A settembre scenderemo di quota per fermarci a Bergamo e per apprezzare i percorsi “Flow” dell’Orio Gravity Park, mentre per il gran finale torneremo in Liguria e precisamente a Varazze, già tappa e-Enduro nel 2017, con la grande festa delle premiazioni finali del circuito.

e-enduro levico

L’altra importante novità riguarderà le iscrizioni con un sorpresa riservate a tutti i nostri e-Riders, ma lo sveleremo solo il 29 gennaio quindi… save the date!
Sul nuovo sito e-Enduro (ora anche in Inglese) troverete inoltre tutte le info gara, news, foto, video.
Anche il sistema di visualizzazione classifiche è stato completamente rivisto, semplificando notevolmente la ricerca e grazie al nuovo ufficio stampa della Race Events gli aggiornamenti durante la gara saranno praticamente in tempo reale.
Per il secondo anno consecutivo, Specialized sarà il principale sponsor del circuito. Questa importante partnership ha permesso ad e-Enduro di posizionarsi subito come circuito di riferimento del mondo e-Bike internazionale e nazionale.

Sponsor e-enduro 2018
Gli sponsor dell’e-Enduro 2018

Parallelamente avremo il prezioso supporto di Brose, che metterà a disposizione di tutti i partecipanti la stazione di ricarica “Octopus” e di Vittoria, che oltre a presentare i suoi prodotti a tutti gli eventi metterà a disposizione il proprio servizio di assistenza gomme e per tutti i clienti Fox.
Anche Andreani Group/Ohlins sarà al nostro fianco per il secondo anno consecutivo, mettendo a disposizione di tutti i partecipanti la propria esperienza nel campo delle sospensioni da gara.
Altro marchio noto dalla passata stagione, Push Hard, sarà presente con il suo abbigliamento tecnico, mentre Braking, nuova entrata, sarà sponsor tecnico del circuito.

Ecco quindi il calendario del circuito e-Enduro 2018 con le date precise:

18 marzo – Alassio (Sv)

15 aprile – Pietra Ligure (Sv)

17 giugno – Val di Pejo (Tn)

29 luglio – San Cassiano (Bz)

9 settembre – Bergamo

14 ottobre – Varazze (Sv)

In attesa della prima prova, guardatevi il trailer ufficiale del circuito, caricato sul canale YouTube di e-Enduro.

Per informazioni visitate il sito e-enduro.it oppure la pagina Facebook di e-Enduro



VIDEO – La Thok Mig e la grande sfida delle e-bike

Le e-bike non sono bici.
Richiedono un approccio mentale differente sia in chi le disegna, sia in chi le usa.
Sono un cambiamento importante (addirittura epocale, secondo alcuni) nel mondo della bici, pur non essendo più solo delle bici.
Rappresentano un terreno nuovo, grandissimo, sul quale si stanno sfidando i principali marchi di bici e i nuovi conquistatori, cioè i marchi nati da zero e i brand che provengono da altri settori.
Come quello delle moto.
C’è l’elettronica di mezzo, ci sono i software e i motori elettrici, ovvero una gran quantità di conoscenze ed esperienze da mettere sul campo.
Eppure, per fortuna, oltre ai numeri e ai dati, c’è ancora un aspetto molto importante che alcuni costruttori stanno mettendo in risalto più di altri.

thok mig

Ovvero il “gusto”, inteso come il piacere per la guida off-road, la passione per il design, la cura per i dettagli, la funzionalità che diventa un plus estetico e il desiderio di essere distinguibili grazie a tutto ciò.
Nel suo piccolo, Thok, uno dei nuovi conquistatori, uno dei tanti new-comer specializzati nell’ambito e-bike, ha fatto di quel “gusto” il suo credo aziendale.
La Thok Mig ha vinto il sondaggio quale e-bike preferita dai nostri lettori e questo risultato ha stupito tutti.
Ci si sarebbe atteso un piazzamento sul podio, forse, ma non la vittoria.
Ma allora chi è davvero Thok?
E soprattutto chi sono le persone che hanno creato questo marchio?
Siamo andati a Riccione, sulla Riviera Romagnola, per capirlo.
Guardate il video…

Il legame con Drudi e con le moto
Quella “ignoranza” di cui parla Aldo Drudi altro non è che un approccio differente.
Un think different che è sempre molto proficuo se gestito in modo oculato.
Il mondo delle moto da anni sta influenzando la mountain bike e la bici in generale e in campo e-bike questo travaso di conoscenze ed esperienze è ancora più rapido.
Come si fa a far funzionare bene una e-Mtb nelle mani di un biker?
Occorre conoscere un po’ di regole, alcune di quelle che valgono in campo moto e, soprattutto, quelle che vigono in campo Mtb.
Metti insieme un fissato di moto da enduro, profondo conoscitore della motocicletta, insieme a un maniaco della velocità in Mtb ed ecco che il risultato è fatto.
Se entrambi parlano di colpo d’occhio, di traiettorie, di movimenti del corpo e di “sentire” il mezzo l’intesa è immediata.
Chi ama il mondo enduro in moto è, senza saperlo, già molto vicino al mondo e-Mtb.
E da ora potrebbe iniziare ad accorgersene…

thok mig
Aldo Drudi posa insieme a due caschi da lui personalizzati molto importanti. A destra il casco di Graziano Rossi e, a sinistra, quello del figlio, Valentino, entrambi carissimi amici di Aldo Drudi

Il concetto di “gusto”
Possiamo dire che la Thok sia in parte romagnola, attribuendole con ciò un’innata propensione al piacere di guida, alla velocità e alle gare?
Se parliamo di e-bike è il caso di limitarci, semmai, alle prime due voci (almeno per ora), ma è innegabile che l’influenza romagnola sia presente nel suo DNA.
Non un telaio acquistato e pensato da chissà chi e chissà dove, ma un mezzo a due ruote con un concepimento tutto italiano.
Come si farebbe con una moto.
Oppure con un’auto destinata ad un pubblico esigente.
Il concetto di “gusto”, allora, richiama proprio il concetto italico di piacere di guida.

thok mig
Il casco di Marco Simoncelli è una presenza che si avverte in modo netto nello studio di Drudi. E ancora di più la tuta del pilota pesarese scomparso il 23 ottobre 2011 ancora lacerata a seguito della caduta, come si vede nella parte iniziale del video di sopra.

Costruire l’e-bike che ci piacerebbe guidare
E’ un approccio molto diffuso nella bike industry.
Non esiste bici più bella e desiderabile di quella che soddisfa le proprie esigenze.
E quando questa bici non esiste, ebbene sì, è sempre possibile crearla.
Ammesso di esserne capaci.
In un terreno sconfinato e vergine come quello delle e-bike questo approccio può portare marchi piccoli ma abili a risultati sorprendenti.
Thok è uno di questi, ma il mondo e-bike ne sta conoscendo anche altri e non solo italiani.

thok mig
Da sinistra, Livio Suppo, Aldo Drudi e Stefano Migliorini insieme alla Thok Mig

Un nuovo canone estetico
La Mig è stata una delle prime e-Mtb a inseguire il canone estetico dettato dalla Specialized Turbo Levo i cui tratti distintivi erano (e sono ancora adesso):
– batteria integrata
– motore compatto
– assenza di display
– gomme 650b Plus
– attacco per il portaborraccia
Non sappiamo se lo standard estetico delle e-bike sarà ancora questo a lungo, ma di certo, un po’ alla volta, le cose stanno cambiando.
Nuove tipologie di e-bike stanno arrivando.
Dalla Mtb ci si sposta verso la strada, il gravel e il commuting.
E’ una continua evoluzione e se c’è di mezzo l’elettronica il passo è ancora più spedito.
Ciò che oggi è bello, ciò che oggi piace fra qualche anno o forse anche solo fra qualche mese, potrebbe essere “out of style”.
Fuori moda.
Meno bello.
Antico.
Le e-bike stanno rivoluzionando tutto e sono nella medesima vorticosa corrente che spinge in avanti il processo tecnologico.

thok mig
Un pezzo di storia della Superbike nelle mani Suppo: il cupolino della Ducati 996 di Carl Fogarty
thok mig
Se chiedete a Drudi di aprire la “soffitta” escono di quelle cose…
thok mig
Come un casco di Colin Edwards con la livrea celebrativa Yamaha… Sempre realizzato da Drudi

Lo abbiamo detto all’inizio: le e-bike non sono bici.
Sono dei mezzi diversi che richiamano le bici e somigliano alle moto, ma non sono né l’una, né l’altra cosa.
La scoperta più emozionante che abbiamo fatto in quello studio di Riccione è che l’Italia con Thok (e anche con altri marchi) è in gara.
Un team privato che sfida quelli ufficiali e su un terreno di gara così nuovo e così poco conosciuto (almeno fino ad ora) tutto è possibile.

Qui tutti i nostri articoli sulle e-bike Thok



Commençal Meta Power: ecco la versione con pacchetto Fox

COMUNICATO UFFICIALE

Commençal presenta un nuovo modello di e-Bike, la Meta Power Race Fox.
Con la Commençal Meta Power Race Fox, gli appassionati del marchio Fox Racing Shox avranno l’opportunità di trovare una Mtb elettrica equipaggiata con sospensioni Fox di serie. Nello specifico parliamo di una forcella Fox 36 Float tarata appositamente per e-Bike con travel da 160 millimetri e di un ammortizzatore ad aria Fox DPX2 con lockout e travel da 150 millimetri.

Commencal Meta Power Race Fox
La Commençal Meta Power Race Fox

Questo modello si affianca alle altre e-Bike, hardtail e full suspension della gamma Commençal che avevamo presentato lo scorso anno.
Tornando alla Commençal Meta Power Race Fox, questa monta un motore Shimano Steps E8000, abbinato però ad un gruppo Sram EX1 specifico per e-Bike. Fondamentale anche la scelta dei freni, infatti sulla Commençal Meta Power Race sono stati montati degli Sram Code R a 4 pistoncini, molto potenti e quindi ottimi per essere utilizzati su una e-Bike come questa.

Commencal Meta Power Race Fox
Gruppo Sram EX1 specifico per e-Bike

Commencal Meta Power Race Fox
Freni Sram Code R a 4 pistoncini

Il telaio della Commençal Meta Power Race Fox è identico a quello delle altre Meta Power, quindi è in alluminio 6066 a triplo spessore, predisposto per ruote da 27,5” Plus, anche se di serie vengono montati dei copertoni Maxxis da 2,5”, quindi dei “mid-plus” che si abbinano alla grande con i cerchi E13 Trs con canale interno da 35 millimetri.
Di serie è presente anche il reggisella telescopico KS Lev Integra con escursione differente a seconda della taglia del telaio.

Commencal Meta Power Race Fox
Il motore Shimano Steps è coperto da una protezione specifica
Commencal Meta Power Race Fox
Di serie sono montate delle gomme Maxxis da 27,5×2,5″ di sezione

La Commençal Meta Power Race Fox è disponibile in quattro misure, dalla S alla XL.
La bici completa senza pedali pesa 22,4 chili e si può già acquistare in pre-ordine direttamente sul sito ufficiale di Commençal al prezzo di 5.499€.

Per maggiori informazioni commencal-store.co.uk



A Bici Academy 2018 ci sarà anche Bosch eBike System

COMUNICATO UFFICIALE

Bici Academy 2018: al via la seconda edizione del meeting nazionale per i negozianti del settore bici, Bosch eBike Systems è tra le aziende partecipanti.
Domenica 14 e lunedì 15 gennaio 2018 si aprono le porte della seconda edizione di Bici Academy al Palacongressi di Rimini.
Il progetto, nato lo scorso anno con il supporto professionale di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e la sponsorizzazione da parte di una lega di aziende del settore vuole promuovere un percorso formativo al fine di creare una figura altamente professionale di ciò che è il negoziante del settore ciclo in Italia.

Bosch Bici Academy
Un’immagine di Bici Academy 2017

Tra le 16 aziende aderenti al progetto Bici Academy 2018 ci sarà anche Bosch eBike Systems, player di riferimento nel settore eBike.
«Riteniamo importante che tecnologia e innovazione non siano solo applicate ai prodotti di un’azienda – spiega Federica Cudini, Marketing Manager Bosch eBike Systems Italy – ma anche al processo di qualificazione dei propri canali di vendita e di contatto con l’acquirente. Siamo soddisfatti e orgogliosi dei risultati ottenuti lo scorso anno per la prima edizione di Bici Academy e certi che anche per il 2018 la partecipazione sarà numerosa».
In effetti i numeri parlano chiaro: il 65% dei partecipanti dello scorso anno ritorna per la seconda volta. Sono stati 600 gli iscritti del 2017 e già 1.000 sono gli iscritti per il 2018.

Bosch
La formazione dei negozianti è importante anche per i clienti e per le aziende stesse
 

 

 

«La differenza più importante rispetto allo scorso anno – continua Piero Nigrelli, direttore del settore ciclo ANCMA – è la struttura della plenaria più lunga, più ricca, con quattro super esperti di cambiamento. Insomma, una plenaria per modificare la rotta del proprio negozio ed essere al passo con i tempi, per avere gli strumenti giusti per il negozio del futuro».
Si continua poi con sei aule fra domenica pomeriggio e lunedì, in cui si parlerà di tecniche di vendita, neuromarketing, gestione, layout, vetrine, Facebook e storytelling. A Bici Academy 2018, non mancherà neanche l’avvocato, che parlerà delle questioni legali e burocratiche di un negozio».
Bici Academy 2018 è un’iniziativa basata su seminari di formazione, informazione e aggiornamento per i rivenditori, con tanto di esame di qualifica, iscrizione nel Registro Nazionale e crediti formativi periodici per mantenere lo status professionale.
Una vera e propria “università” per il negoziante.

Per informazioni bosch-ebike.com



TEST – Thok Mig R: ecco una trail e-bike “cattiva”…

Dopo lo Short Test effettuato in primavera vi avevamo lasciato con la promessa di effettuare un test più approfondito.
Ed eccoci qui con il test della Thok Mig R che, nel frattempo, è cresciuta moltissimo a livello di popolarità e apprezzamento da parte del pubblico al punto da diventare la Mtb a pedalata assistita 2018 preferita dai lettori di eBikeCult.
E questo risultato stupisce ancora di più se si considera che questo marchio ha una storia decisamente breve, ma grazie all’esperienza di Stefano Migliorini, uno dei fondatori del marchio, sulle piste di Coppa del mondo Dh e alle sinergie create con personaggi del mondo moto (vedi Toni Bou), le Thok Mig sono diventate rapidamente celebri.

thok mig r

Il telaio è in lega leggera 6061 T4 T6 con parti lavorate al Cnc e con 140 mm di travel al posteriore, gomme 650b Plus e motorizzazione Shimano Steps.
Gli ingredienti, insomma, ci sono tutti.
Il test è stato effettuato sul modello Thok Mig R, cioè la versione mediana della piccola gamma Thok.
Entriamo adesso nei dettagli del test…

Thok Mig R
Nonostante la mancanza di una batteria integrata vera e propria, le linee della Thok Mig R sono filanti e armoniose.

1 – DETTAGLI  TECNICI TELAIO
– Geometria: 9,0
Con 66° di angolo sterzo la Thok Mig R è decisamente a suo agio in qualsiasi situazione.
Se parliamo invece dell’angolo del tubo sella, i 74,5° di inclinazione sono ottimi per pedalare.
Il tubo orizzontale arriva a 615 mm in taglia L, ovvero non una lunghezza da record per la categoria, ma è una misura che dà un buon bilanciamento in sella e un ottimo feeling alla guida.

Thok Mig R
Design molto aggressivo per la Thok Mig R

L’altezza del movimento centrale è di 350 mm da terra ed è un valore ottimo per questa categoria di bici.
Risulta veramente difficile urtare con la parte bassa del telaio, grazie anche al ridotto ingombro del motore Shimano Steps.
Altro valore da tener bene in considerazione è la lunghezza del carro che si ferma a 450 mm, ovvero un valore standard per le attuali e-bike con gomme Plus.

thok mig r

– Assetto in sella: 9,0
Il sottoscritto è alto 183 cm e ha provato la Thok Mig R in taglia L.
La prima sensazione è quella di essere su una bici abbastanza “alta” come impostazione. Il movimento centrale e l’altezza manubrio da terra sono considerevoli e bisogna abituarcisi appena saliti in sella, ma bastano davvero un paio di uscite per cominciare a sentirsi cucita addosso questa tuttofare.

Thok Mig R

Parlando invece del carro la lunghezza abbastanza ridotta di quest’ultimo è avvertibile sin da subito soprattutto quando si tratta di alzare l’anteriore per evitare degli ostacoli o semplicemente per divertirsi con qualche manual.

Thok Mig R

Thok Mig R

La Thok Mig R è davvero una e-bike tuttofare ma nonostante questo l’interasse di ben 1214 mm (in taglia L) le permette prestazioni in discesa di tutto rispetto pur mantenendo un’ottima reattività nei cambi di direzione.

Thok Mig R

Passando invece al ponte di comando l’allestimento è davvero aggressivo: manubrio da 780 mm di larghezza e 20 mm di rise abbinato ad un attacco da 45 mm rendono ogni cambio di direzione immediato infondendo una certa sicurezza nei comandi.
L’angolo di sterzo da 66°, infine, ispira confidenza sin da subito.

– Cura costruttiva: 9,5
Il design della Thok Mig R è azzeccato: semplice e con pochi fronzoli.
Questo telaio è ben rifinito e possiamo vedere come il passaggio interno dei cavi di trasmissione, freni e reggisella sia stato pensato nel migliore dei modi.
Il foro di ingresso sul tubo obliquo è ben fatto (foto sotto).

Thok Mig R

Altro particolare degno di nota è il paracolpi custom (fornito di serie in due colorazioni, nero oppure rosso) in materiale plastico che protegge la batteria da urti contro rocce e sporgenze (foto in basso).

Thok Mig R

Thok Mig R

Thok Mig R

Nonostante le generose dimensioni delle gomme da 2,8 ” il passaggio nel telaio è buono e il fango non impensierisce più di tanto (foto in basso).

Thok Mig R

Thok Mig R

La qualità costruttiva del carro è di alto livello e le tubazioni non certo risicate per dimensioni rendono l’insieme solido e preciso.

Thok Mig R

Altro aspetto molto importante nel segmento e-bike è la posizione del portaborraccia. Sulla Thok Mig R è presente un solo attacco in posizione classica così da favorire la presa e diminuire il rischio di uscita accidentale della borraccia.
Il guidacatena è ancorato alla parte bassa del triangolo principale, appena sopra la corona anteriore del motore Shimano Steps E8000.

Thok Mig R

Il reggisella è marchiato Thok ed è presente con corsa di 125 mm per la taglia S e di 150 mm per le taglie M, L ed XL.

Thok Mig R

Il comando remoto ha una classica levetta che non è risultata molto ergonomica.
La presenza del comando Shimano Di2 per selezionare la modalità di assistenza (foto in basso) non permette di utilizzare un comando del reggisella di tipo trigger, molto più pratico da attivare.

Thok Mig R

– Tuning ammortizzatore: 8,5
Essendo questo il modello intermedio della gamma, la Thok Mig R è provvista dell’ammortizzatore RockShox Deluxe RL da 210×55 millimetri, quindi con standard metrico.
Non è il top come resistenza alle sollecitazioni più intense (e in tal caso si esce dall’ambito di utilizzo di questa bici), ma considerando la fascia di prezzo e l’ambito trail riding di questo modello è risultato ben tarato.

Thok Mig R

Il tuning idraulico, come riportato sul sito Thok, è personalizzato per questa sospensione e le regolazioni disponibili sono 3: compressione aperto/chiuso, il rebound con il pomello concentrico alla levetta della compressione e la possibilità di inserire o togliere gli spacer all’interno della camera positiva per modificare la progressività della corsa.

Thok Mig R
Sullo stelo dell’ammortizzatore sono presenti le posizioni del sag in percentuale e la corsa in millimetri.

– Posizionamento dell’ammortizzatore: 9,0
L’ammortizzatore è in una posizione quasi perfetta per qualsiasi tipo di intervento stando in sella.
Senza dimenticare che la sua posizione non impedisce di inserire in posizione classica il portaborraccia, dettaglio da non trascurare.
– Autonomia batteria: 7,0
Come già spiegato in modo approfondito nel test dello Shimano Steps, la batteria da 504 Wh di Shimano va utilizzata un po’ prima di capirne per bene l’effettiva autonomia.
Mi è capitato di utilizzare la Thok Mig R in compagnia di amici motorizzati Bosch e devo ammettere che l’autonomia non mi ha entusiasmato.
Come già detto nella review dello Shimano Steps, non è raro ritrovarsi a batteria scarica quando arriviamo sulla soglia delle ultime due tacche del display. Per fare dislivelli superiori ai 1400 metri, anche utilizzando sempre la modalità Eco, è opportuno considerare delle soste per la ricarica della batteria.
Ovviamente influiscono molto il peso del biker (nel caso del tester 90 kg), il tipo di terreno, la pressione e la tipologia di gomme utilizzate.

Thok Mig R
Anche sul il sistema Shimano E-Steps è possibile personalizzare ogni modalità di assistenza tramite l’app per smarthpone.

– Peso bici: 10
Con 21,3 kg  di peso (in taglia M senza pedali) la Thok Mig R si posiziona tra le migliori di categoria se teniamo in considerazione il tipo di montaggio e soprattutto il prezzo a cui viene proposta.
Grazie all’abbassamento del baricentro (permesso dal motore Shimano e dalla batteria inserita nel tubo obliquo) e alle geometrie moderne, alzare l’anteriore o fare un bunnyhop è relativamente facile (per essere una e-bike).
Come su qualsiasi Mtb a pedalata assistita è invece da tenere a mente i 21,3 Kg di peso quando vogliamo rallentare bruscamente. L’inerzia, infatti, è maggiore rispetto ad una Mtb e dobbiamo ricalibrare quelli che sono i nostri riferimenti in frenata.
– Prezzo telaio e/o bici: 8,5
La Thok Mig R viene proposta a 5250 Euro e, considerando la cura sulla geometria del telaio, i componenti montati (come ad esempio la trasmissione Shimano Deore XT/SLX, freni Deore XT con dischi da 200 mm) e le caratteristiche dinamiche di questa bici, è una cifra niente male.
Il prezzo è identico a quello della Wilier e803 TRB e quest’ultima ha in dotazione la trasmissione Deore Xt Di2, un plus molto utile su una e-bike, mentre la Thok Mig R ha componenti come la forcella RockShox Lyrik Rc e gomme Maxxis più orientate e pronte per un utilizzo trail.

Thok Mig R
Il ridotto ingombro dello Shimano Steps M8000 ha permesso di accorciare il carro.
Thok Mig R
La cassetta Shimano 11-46 è funzionale, economica e fa il suo dovere in ogni situazione.

La cosa che più mi ha colpito è stato estrarre la Thok Mig R dalla scatola, caricare la batteria e partire senza avere la sensazione-necessità di fare alcun upgrade.
E’ a tutti gli effetti una e-bike RTR, cioè ready to ride.

Thok Mig R

– Garanzia: 6,5
Thok garantisce i propri prodotti per due anni, come richiesto per legge. E’ previsto però un servizio di crash raplacement sul telaio della durata di due anni.

Voto finale (da 1 a 10): 8,55

2 – COMPORTAMENTO IN SALITA
– Efficienza sospensione posteriore in salita: 9,0
Il mix decisamente azzeccato tra schema di sospensione e tuning ammortizzatore, unito alla geometria bilanciata, dona alla Thok Mig R delle doti da scalatrice ottime.

Thok Mig R

Quando infatti stiamo salendo su asfalto basta posizionare l’ammortizzatore e la forcella nella posizione di lock-out per non avvertire nessun movimento indesiderato. Anche se ci alziamo sui pedali la risposta è ottima e possiamo sfruttare appieno tutta la potenza per salire alla massima velocità.

Thok Mig R

Le gomme poi sono la scelta più azzeccata se vogliamo percorrere molti chilometri e la Maxxis Rekon da 2.8″ al posteriore scorre molto bene anche nei trasferimenti asfaltati mentre la Minion DHR II, sempre da 2.8″, garantisce grip e sicurezza.

Thok Mig R

Thok Mig R

Sulle salite offroad il discorso è simile, ma non del tutto.
Se infatti affrontiamo strade forestali senza pretese di velocità possiamo stare tranquilli, aprendo l’idraulica di ammortizzatore e forcella godendoci il percorso, ma se la situazione comincia davvero a farsi seria con pendenze considerevoli, passaggi più impegnativi e tratti in single track, si rimpiange un po’ l’assenza di una modalità intermedia sul blocco ammortizzatore.

Thok Mig R

Questo perché la sospensione sbloccata è molto “plush” (cioè fluida e sensibile) e quando si prova a pompare per salire su un ostacolo si perde un po’ di efficacia.

Thok Mig R

Al contrario, a sospensione chiusa ci si ritrova a rimbalzare su ogni asperità ottenendo lo stesso risultato.
– Erogazione potenza in salita: 10
Il comportamento dello Shimano Steps è esemplare per fluidità, intuitività e facilità di utilizzo. Il voto è il medesimo che abbiamo già dato ad altre bici equipaggiate con lo stesso motore.
– Impressioni di guida in salita: 9,0
Nonostante la mole da e-bike la Thok Mig R si guida in salita molto bene.
Il ponte comando con il manubrio da 780 mm e il rise di 20 mm abbinato all’attacco manubrio corto regalano all’anteriore una precisione di guida notevole e lo sterzo non risulta pesante nonostante la gomma di larga sezione.
Ovviamente, se non siete mai saliti su una e-bike sappiate che anche in salita il lavoro di braccia e busto per contrastare e bilanciare la spinta del motore è notevole e stancante.

Thok Mig R

L’approccio è quasi motociclistico (ne avevamo parlato qui) e occorre un po’ di pratica le prime volte per riuscire a salire in modo proficuo sui passaggi più impegnativi.
Se uniamo poi la sensazione iniziale di essere su una bici abbastanza “alta” la confidenza non è ai massimi livelli, almeno fino a quando non si dà fiducia al mezzo e se ne capiscono i limiti e le potenzialità da “stambecco”.

Voto finale (da 1 a 10): 9,3

Thok Mig R

3 – COMPORTAMENTO IN DISCESA
– Efficienza sospensione posteriore in discesa: 8,5
La sospensione 4 bar linkage unita all’ammortizzatore RockShox Monarch RL dona alla Thok Mig R un comportamento molto sensibile.
La sensibilità risulta molto buona nella prima parte della corsa e le gomme di grande sezione aiutano ancora di più ad attutire le sollecitazioni provenienti dal terreno.
La parte finale della curva di compressione è invece molto progressiva ed è veramente difficile arrivare a fine corsa se impostiamo il valore di sag corretto (attorno al 30%).

Thok Mig R

L’unico limite di questo sistema è la resistenza dell’ammortizzatore nelle lunghe discese.
Se uniamo la mancanza di un piggyback alla mole tipica di una e-bike di ultima generazione è facile arrivare al surriscaldamento dell’idraulica (e al conseguente calo di prestazioni) nei trail in discesa molto lunghi e senza soste.
– Efficienza in frenata: 8,5
Il lavoro della sospensione non risente della frenata e anche nelle situazioni più impegnative la Thok Mig R si è rivelata performante.
Unica nota dolente è la gomma posteriore che, essendo molto scorrevole e con la tassellatura di altezza ridotta, non offre il grip necessario sui tratti più ripidi o quando c’è bisogno di rallentare molto su fondi smossi o scivolosi.
– Impressioni di guida in discesa: 8,5
Come detto prima, la sensazione iniziale sulla Thok Mig R è quella di stare… un po’ appollaiati sulla sella.
Bastano, però, pochi metri per scoprire la vera anima discesistica e giocosa di questo telaio e godere della confidenza e della velocità che regala in ogni situazione.

Thok Mig R

La forcella RockShox Lyrik RC Boost da 150 mm, unita al ponte di comando aggressivo, aiutano nella precisione di guida e anche nelle situazione limite di pendenza su ostacoli importanti, non ci si sente mai a disagio a patto di lasciar scorrere molto.

Thok Mig R

Come detto sopra la Thok Mig R è una bici giocosa e penso che questo sia il modo giusto per goderne appieno ad ogni uscita.
Il peso si avverte poco quando si cerca di saltare un ostacolo o sollevare l’anteriore e il merito è del posizionamento molto in basso di motore e batteria.
Caratteristica che fa dimenticare di essere in sella ad una e-bike da 21 chilogrammi.
La bici esce dalla scatola pronta per essere frustata su ogni terreno e il divertimento non manca mai.

Voto finale (da 1 a 10): 8,5

4 – COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
– Efficienza sospensione posteriore nel pedalato: 9
L’ammortizzatore RockShox, avendo solo due posizioni per l’idraulica in compressione, si presta bene per terreni battuti oppure molto sconnessi.
Il sostegno a metà corsa dell’ammortizzatore è buono e la reattività del motore Shimano permettono dei rilanci abbastanza rapidi.
Sui fondi molto ripidi e tecnici si avverte la mancanza di una posizione intermedia dell’idraulica in compressione.
– Impressioni di guida nel pedalato: 10
La posizione in sella, grazie al piantone molto verticale, è delle migliori e quando c’è da pedalare su sali-scendi continui, la Thok Mig R è piacevole e facile da condurre.
Le sospensioni e la rapportatura scelta creano un mix molto efficace.
E’ qui che emergono le doti di trail bike di questa bici.

Voto finale (da 1 a 10): 9,5

VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 8,97

In conclusione…
Se cercate una Mtb a pedalata assistita facile, efficace e divertente la Thok Mig R potrebbe essere la scelta giusta.
Che siate pedalatori incalliti o rider alle prime armi questo telaio sa regalare lunghe giornate di divertimento in sella.
Difetti? Avremmo voluto provare una configurazione con un ammortizzatore più performante sulle lunghe discese, ma a parte questo la Thok Mig R ha tutte le carte in regola per essere inserita nella cerchia delle migliori e-bike sulla piazza.

Thok Mig R

Qui tutti le altre e-bike da trail riding testate o presentate dalla redazione.

Per informazioni ThokeBikes.com



e-Enduro 2018: svelato il calendario con quattro new entry…

COMUNICATO UFFICIALE

La prima edizione del circuito e-Enduro è stato un banco prova molto importante, che ha richiesto un notevole impegno e un dispendio di energie non indifferente.
Ma grazie al prezioso supporto di Specialized Italia, la challenge messa in piedi da Franco Monchiero ha anche contribuito a far crescere in maniera esponenziale l’interesse verso le e-Bike in Italia.

e-Enduro 2018

Prima di presentare le novità e il calendario gare 2018 gli organizzatori ci tengono a ringraziare tutti i rideres che hanno partecipato al circuito, Vittorio Gambirasio e Giovanna Bonazzi, vincitori assoluti, tutte le località ospitanti (Sestri Levante, Massa Marittima, Levico e Varazze) e gli espositori.
Ovviamente, la dedica è estesa anche a tutti gli sponsor che insieme a Specialized Italia hanno creduto sin da subito in questo ambizioso progetto e sono: Brose, PH, Limar Helmets, Maxxis, Ciclo Promo Components, Ohlins, Andreani Group, Expotent,Alpinestars, DT Swiss, Billet, DSB e Speedy Decal.

e-Enduro 2018
L’ex discesista Gianluca Bonanomi in una tappa dell’e-Enduro 2017

Il calendario gare 2018 dell’e-Enduro presenta quattro tappe, delle cinque in programma, completamente nuove.
Le prime due saranno in Liguria, dove sicuramente il mare e il sole renderanno speciali i weekend di gara in un periodo dell’anno ancora “fresco” al Nord.
Questa regione negli ultimi dieci anni ha riservato un’attenzione speciale verso il mondo della bici, infatti ad oggi è tra le più gettonate fra i riders di tutto il mondo grazie al proprio clima, i sentieri enduro e da oggi anche per quelli e-Enduro.
A luglio, il circuito e-Enduro salirà in quota, a Selva di Val Gardena: l’evento sarà organizzato niente di meno che dallo staff della “Hero Sudtirol Dolomites”. Un appuntamento spettacolare in una delle località montane tra le più belle al mondo. A settembre, invece, si scenderà per fermarsi a Bergamo, patria delle “regolarità” e centro nevralgico del settore ciclo.
Una gara a detta degli organizzatori molto “flow” attraverso i percorsi dell’Orio Gravity Park.
Per il gran finale, il circuito tornerà in Liguria e precisamente a Varazze, già tappa e-Enduro nel 2017, con i suoi sentieri spettacolari e la grande festa delle premiazioni finali.

e-Enduro 2018
Vittorio Gambirasio ha vinto invece tra gli uomini

Dopo un anno di gare è giusto fare un primo bilancio sui percorsi.
In questi mesi gli organizzatori hanno ricevuto tantissimi attestati di stima, e ringraziano di cuore, ma anche giuste critiche delle quali vogliono fare tesoro per la stagione ormai alle porte.
Sicuramente si impegneranno sempre di più per rendere il circuito alla portata di molte più persone, mantenendo un giusto coefficiente di difficoltà ma al tempo stesso esaltando maggiormente la parte divertente dei percorsi, i quali saranno studiati appositamente per essere utilizzati con le bici enduro a pedalata assistita.
Ma ci sarà sempre in divieto assoluto, nelle giornate di prove antecedenti alla gara, delle risalite con l’ausilio di veicoli a motore.
Meno furgoni e più bici per le strade delle località ospitanti per la gioia degli abitanti.
Il format gara rimarrà invariato come rimarrà invariato il sistema di ricarica grazie al mitico “Octopus” by Brose, a disposizione di tutti i concorrenti durante la giornata del sabato e quella della domenica.

e-Enduro 2018
Il sistema di ricarica Octopus by Brose

Inoltre, visto il successo della prima edizione è sembrato doveroso investire preziose risorse in un nuovo strumento di informazione al servizio dei concorrenti, dei media e degli sponsor.
E’ on line, infatti, il nuovo sito e-Enduro, sul quale si potranno trovare tutte le info gara, news, foto, video. Il sistema di visualizzazione classifiche è stato completamente rivisto, semplificando notevolmente la ricerca e grazie al nuovo ufficio stampa della Race Events gli aggiornamenti durante la gara saranno praticamente in tempo reale.
Presto sarà svelata anche un’importante novità riguardante le iscrizioni 2018.
E nei primi giorni dell’anno sarà aperta anche la sezione in inglese.
Tra le grandi novità per la prossima stagione, lo staff dell’e-Enduro comunica anche che la prestigiosa azienda Vittoria sarà partner del circuito a partire da 1 gennaio 2018.
Oggi Vittoria è il più grande produttore di gomme per bici, con una produzione annua di più di 7 milioni di pneumatici tra cui 900.000 tubolari e gomme in cotone.
Il suo centro Ricerca e Sviluppo progetta i migliori pneumatici da competizione dedicati a tutti i livelli e in particolare le prestigiose gomme in cotone (come la serie Corsa), dalle qualità uniche.
Dal 2014 Vittoria introduce anche la produzione di ruote da strade e da Mtb con una gamma completa che prevede 12 modelli: 8 da strada e 4 da fuoristrada.

e-Enduro 2018

Per concludere, anche la scelta della località gioca un ruolo fondamentale per la riuscita dell’evento.
Ogni gara dell’e-Enduro 2018 sarà caratterizzata da un “Area Expo” allestita in zone turistiche e strategiche della città atte a veicolare il maggior numero di spettatori. Nell’Area Expo, come sempre ci sarà anche la segreteria, il punto Brose per ricarica batterie e il palco partenza/arrivo e premiazioni, cuore pulsante della gara.

Di seguito il calendario dettagliato delle prove.

– Alassio (Sv) – 18 Marzo
– Pietra Ligure (Sv) – 15 Aprile
– Selva di Val Gardena (Bz) – 29 Luglio
– Bergamo – 9 Settembre
– Varazze (Sv) – 14 Ottobre

Qui sotto, invece, trovate il video recap dell’e-Enduro 2017.
Buona visione…

Per informazioni visitate il nuovo sito e-enduro.it oppure la pagina Facebook e-Enduro



Thok Mig, la e-bike 2018 preferita dai lettori

E’ la Thok Mig (qui il nostro Short Test) l’e-bike 2018 preferita dai lettori di eBikeCult.
Il verdetto di questo sondaggio è stato tutt’altro che scontato e ci ha sorpreso sin dalle prime battute.
Il giovanissimo marchio italiano è riuscito a sopravanzare un modello che rappresenta il riferimento in ambito e-bike, ovvero la Specialized Turbo Levo Fsr.

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Acclamata da tutti gli e-biker la Specialized ha dovuto fare i conti con la popolarità emergente e con il grande seguito (soprattutto social, soprattutto in Italia e non solo fra i biker) che il marchio piemontese Thok è riuscito a crearsi in campo e-bike.
Al terzo posto è finita la Specialized Turbo Kenevo, una new entry molto gradita dai lettori e che è destinata a creare un nuovo benchmark in campo e-bike.

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La Specialized Turbo Kenevo Fsr: qui lo Short Test in anteprima

La cosa più interessante è notare il divario che separa la prima, la Thok Mig, dalla seconda, la Specialized Turbo Levo Fsr Carbon.
Il sondaggio ha dato un risultato pari al 28,1% delle preferenze per la Thok (su un totale di circa 3000 votanti) contro un 26,9% per la Specialized.

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La Specialized Turbo Levo Fsr 6Fattie 2018: qui il test della versione S-Works

Poi la Specialized Turbo Kenevo, 20,4%, un po’ più staccata un’altra italiana emergente, la Fantic XF1 Integra Enduro, 16,5%, dopo di che il divario cresce in modo molto marcato.
La Cube Stereo Hybrid 160 è 5ª con un 8,9% di preferenze.
Poi tutte le altre, come mostrato nella classifica in basso:

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Qui i risultati completi del sondaggio di eBikeCult.
Se andiamo ad analizzare più nel dettaglio i risultati, notiamo che nelle prime 15 posizioni:

– ci sono 8 modelli a doppia sospensione con travel fino a 150 mm, 6 modelli con travel di almeno 160 mm e 1 una sola hardtail
– tutte le e-bike hanno gomme da almeno 2,6” di sezione, cioè lo standard Plus
– 6 modelli hanno una drive unit Shimano, 4 modelli Bosch, 3 modelli Brose e un modello Rocky Mountain
– troviamo 6 modelli di e-bike di provenienza americana (Usa e Canada) contro 9 modelli di provenienza europea (considerando Scott come un marchio europeo).

Il mondo delle e-bike è in fortissima evoluzione e dobbiamo aspettarci ancora altre novità e migliori nel corso dei prossimi mesi.
Come avrete letto nei nostri ultimi articoli, il peso delle e-bike si sta pian piano abbassando verso valori che diventano sempre più vicini a quelli delle Mtb.
Al momento è difficile fare delle previsioni, ma è possibile che nel sondaggio del prossimo anno fra le prime 15 ci sia un numero maggiore di hardtail in fibra di carbonio.
Oppure chissà di quale altra tipologia di e-bike.
Siamo solo all’inizio…

PS: Un chiarimento sui risultati percentuali del sondaggio: come alcuni lettori hanno segnalato, la somma delle percentuali non dà 100.
Questo perché ogni utente poteva esprimere fino a 3 preferenze e siccome non tutti hanno espresso 3 preferenze, il conteggio della percentuale porta a un risultato che in apparenza non è logico.



ANTEPRIMA – Focus Jam Square Carbon: si scende a 18 Kg

MALAGA – La nuova Focus Jam Square Carbon è la prima e-bike con telaio in fibra di carbonio della casa tedesca il cui peso, grazie a una serie di accorgimenti tecnico-costruttivi, riesce a scendere fino a poco più di 18 Kg.
E’ l’evoluzione della versione in alluminio Focus Jam Square che già ha avuto tanto successo, è nata per il trail riding e l’esplorazione con eccellenti doti in salita senza rinunciare al divertimento in discesa.

Focus Jam Square Carbon
Focus Jam Square Carbon SL, la versione più pregiata delle tre disponibili con ruote da 29″. Foto George Millner

La Focus Jam Square Carbon è caratterizzata da 140 mm di escursione anteriore e posteriore, ruote 650b Plus o 29” e una geometria particolarmente indovinata per questa tipologia di bici.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

La versione in alluminio della Jam Square ha convinto molti utenti e i tempi per uno step successivo erano maturi.
Ed eccoci qui a parlarvi di una versione ancora più performante e raffinata grazie al telaio in fibra di carbonio.
Sostanzialemente la Focus Jam Square Carbon eredita tutto dalla versione in alluminio: il sistema TEC (Tailored Energy Concept), l’Airflow e la sospensione FOLD (a sua volta ereditata dai modelli da Xc).

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

Focus ha ideato il sistema TEC, compatibile con la drive unit Shimano Steps, proprio per dare al biker la possibilità di modulare la capacità della batteria e offrire, di conseguenza, la migliore esperienza di guida.

Focus Sam Square

La Focus Jam Square Carbon, al pari della Jam Square e della Sam Square, infatti, è dotata di una batteria integrata nel tubo obliquo da 378 Wh che, volendo, può essere abbinata a una batteria opzionale (dal costo di circa 500€), sempre da 378 Wh, da istallare esternamente sul tubo obliquo, portando la capacità totale a 756 Wh.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

La capacità ridotta della batteria integrata nel telaio permette una migliore guidabilità grazie alla riduzione delle masse sospese.
Il peso rilevato, pedali inclusi e in taglia M, del modello Pro è di poco superiore ai 18 kg.
La batteria supplementare aggiunge altri 378 Wh riuscendo a portare la capacità della Focus Sam Square a ben 756 Wh, rendendola così più adatta a tour in montagna, ricognizioni e uscite con numerose salite.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

Il sistema TEC permette di rimuovere la batteria opzionale e proseguire la pedalata con un mezzo più leggero, maneggevole e, quindi, divertente.
Al pari di quanto accade sulla Jam Square, il supporto per la batteria opzionale sul tubo obliquo può essere sfruttato per istallare un portaborraccia o un portaoggetti.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

L’Airflow viene mantenuto e permette di smaltire un po’ del calore prodotto dalla batteria attraverso le prese d’aria sulla zona della serie sterzo (foto in basso) e, grazie all’uscita sotto al movimento centrale, di far fuoriuscire anche l’acqua che accidentalmente dovesse entrare durante il lavaggio.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

Focus Jam Square Carbon

La sospensione FOLD deriva dalle altre piattaforme di bici full di casa Focus e in questa versione è risultata molto sensibile nella prima parte di escursione per poi essere più progressiva e sostenuta verso il fondocorsa.
Come si conviene a una trail bike.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

Le geometrie sono ereditate dal modello in alluminio, con angolo di sterzo aperto (66,5° con ruote 650b Plus), movimento centrale basso e reach lungo (43 cm in taglia M).
Il telaio della Focus Sam Square Carbon, proposto in quattro taglie (S, M, L e XL) ha una geometria incentrata sull’ottimale bilanciamento tra flessione/rigidità e agilità/stabilità, che è poi la chiave per offrire al biker una e-Mtb facile, divertente e sicura.
Nelle immagini seguenti vi mostriamo i dati salienti della geometria, rispettivamente con ruote 650b Plus e 29″.

Focus Jam Square Carbon

Focus Jam Square Carbon

Gli allestimenti della Focus Jam Square Carbon partono un prezzo di da 5499€
La gamma, disponibile già dalla fine di gennaio/inizio febbraio 2018, prevede tre versioni che vi proponiamo di seguito:

Focus Jam Square Carbon
Focus Jam Square Carbon 29: 5499€
Focus Jam Square Carbon
Focus Jam Square Carbon Plus: 5599€
Focus Jam Square Carbon
Focus Jam Square Carbon 29 Pro: 7299€
Focus Jam Square Carbon
Focus Jam Square Carbon Plus Pro: 7299€
Focus Jam Square Carbon
Focus Jam Square Carbon Sl 29: 10499€

Adesso vi invitiamo a leggere lo Short Test di questa bici che abbiamo avuto modo di provare in anteprima sui sentieri intorno a Malaga.

Per informazioni Focus-Bikes.com oppure FocusItaliaGroup.it



SHORT TEST – Focus Jam Square Carbon Pro: attenzione haters…

MALAGA – Sono passate due settimane dalla pubblicazione del nostro articolo sulla nuova Focus Sam Square e in quell’occasione a Malaga c’era anche un’altra novità, che vi abbiamo svelato in questo articolo, la nuova Focus Jam Square Carbon Pro.
I sentieri intorno Malaga sono incredibilmente vari e tecnici, un ottimo campo di prova per saggiare le qualità delle nuove e-bike Focus.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

Il test è stato condotto sul modello Focus Jam Square Carbon Pro nella versione con ruote 650b Plus con un prezzo di listino di 7299€.
L’allestimento è quello intermedio ed è caratterizzato da:
motore Shimano Steps E8000, compatto e leggero da permettere l’utilizzo di un carro posteriore di dimensioni ridotte, 457 mm
– escursione anteriore e posteriore di 140 mm affidata a RockShox Revelation e RockShox Deluxe Rt

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

batteria da 378 Wh, sviluppata direttamente da Focus e integrata nel tubo obliquo con la possibilità di inserire una seconda batteria esterna della stessa capacità, da applicare sui fori di attacco del portaborraccia tramite l’apposito kit TEC venduto separatamente al costo di circa 500 euro;
gruppo Shimano Deore Xt Di2, con freni Deore Xt
triangolo anteriore in carbonio che a detta di Focus ha permesso di risparmiare circa 500 grammi

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

C’è da segnalare che la batteria integrata da 378Wh permette di risparmiare peso a vantaggio della guidabilità, ma per ricaricarla non è possibile rimuoverla dal telaio, se non rimuovendo anche il motore.
Questo richiede una valutazione attenta del dislivello che si va a coprire durante l’uscita e, nel caso di necessità di ricarica durante l’uscita, occorre considerare che la batteria non può essere estratta con facilità.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

Finalmente andiamo sui trail, in questa occasione sotto un nubifragio che ci ha dato modo di condurre uno Short Test approfondito sulle doti di guida e di confidenza della nuova Focus Jam Square Carbon Pro.
Una precisazione: ogni elemento della nuova Jam Square Carbon è ben isolato dall’acqua, nessuno dei giornalisti presenti ha avuto problemi nonostante le condizioni meteo a dir poco proibitive.
Vi lascio alle prime sensazioni a caldo, mentre più sotto entriamo nel dettaglio…

IN SELLA
La mia statura è da taglia M, ma devo accontentarmi di una taglia S che non è poi così piccola.
Anzi, mi ci trovo anche meglio rispetto alla Sam Square.
Mi trovo bene, ben posizionato e subito a mio agio anche con le sospensioni al punto che non ha richiesto interventi da parte del meccanico di Focus.
Molto bene.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

Il manubrio largo 760 mm è comodo e permette di avere un ottimo controllo della bici mentre il trigger a destra, che serve a comandare elettronicamente gli 11 rapporti del pacco pignoni 11-46 (e corona anteriore da 34 denti), non è proprio intuitivo perché le levette di attuazione funzionano praticamente al contrario del modello meccanico.
Va detto però che si può comunque personalizzare il comando attraverso l’app E-Tube, che però in questa occasione non abbiamo avuto modo di utilizzare.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner
Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

A sinistra il comando che permette di gestire i tre setting (Eco, Trail e Boost) del motore, mentre la visualizzazione dei dati disponibili sul piccolo, ma ben leggibile, display è demandata ad un tasto posto nella parte bassa dello stesso, operazione che costringe a togliere una mano dal manubrio.

Focus Jam Square Carbon
Foto George Millner

La Focus Jam Square Carbon Pro è molto snella, il tubo orizzontale è largo e massiccio nella parte frontale e sottile verso il nodo di sella e ciò rende molto elegante e pulita la linea della bici.
Ma quello che più impressiona è il peso.
Sì, perché con i pedali ho rilevato poco più di 18 kg

IN SALITA
E’ chiaro sin dal primo momento che il peso e le ruote Plus rendono la Focus Jam Square Carbon Pro una vera arrampicatrice.
Il reparto batteria/motore è affidato allo Shimano Steps che si sta rivelando sempre più una garanzia di funzionamento, rapido e intuitivo nella risposta e molto naturale nell’erogazione.
La modalità Trail è quasi la modalità unica, perché se si spinge poco consuma quasi quanto la Eco e se cerchiamo più spunto spingendo sui pedali arriva maggiore supporto. Sicuramente è la modalità più indicata per le salite più tecniche e ripide, perché eroga abbastanza potenza e molto dolcemente, mantenendo così grip con il terreno.
Grip che è ottimo grazie alle gomme Plus e alla sospensione Fold da 140 mm di escursione che è molto sensibile, ma sostenuta quando decidiamo di spingere sui pedali o stiamo affrontando ostacoli più consistenti.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

Non c’è da dimenticarsi che è una e-bike da trail, di fatto la geometria è un compromesso ideale per avere un ottimo controllo in salita e in discesa con 74,5° di angolo piantone e 66,5° di angolo sterzo (con ruote 650b Plus).
Qui sotto le geometrie in entrambe le versioni:

Focus Jam Square Carbon Focus Jam Square Carbon

L’ammortizzatore RockShox Deluxe Rt può essere chiuso in compressione per migliorare l’efficenza in pedalata e quando ci si alza in piedi o si percorrono lunghe salite è un aiuto valido, ma se siamo off-road è meglio lasciare la sospensione libera di copiare il terreno.
Dicevo del peso di circa 18 Kg, cioè una delle e-bike full più leggere, il che porta solo a vantaggi in salita: consuma meno, è più maneggevole e si riescono a riprodurre con più facilità gli stessi movimenti di una Mtb classica.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

Quello che non bisogna mai scordarsi è che stiamo parlando di una e-bike leggera, performante, ma con una capacità della batteria ridotta rispetto alla gran parte delle bici in commercio.
Se la utilizzate per giri brevi o siete molto allenati e/o leggeri (come nel mio caso) riuscirete a sfruttarne i vantaggi, altrimenti per lunghe giornate in sella dovrete comprare la batteria supplementare (portando la capacità a ben 756Wh).

IN DISCESA
Sullo scorrevole, che sia stretto o veloce, è semplicemente sorprendente, agile e incollata al terreno.
Il peso in meno del corpo batteria non sarebbe così influente, sennonché parliamo di una e-bike da 18 kg e allora si riesce in qualche modo a percepire che il peso è concentrato soprattutto in basso, vicino alla zona motore.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

La geometria la rende agilissima, la centralizzazione delle masse e le ruote Plus trasmettono tantissima confidenza e invitano ad andare sempre più forte, e sono ben supportate dai 140 mm della nuova RockShox Revelation e dalla sospensione FOLD.
Dove è tecnico, ripido e scassato, anche se l’escursione può sembrare “poca”, ci si sente comunque in sicurezza.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

In discesa è anche più sorprendente che in salita e ha dell’incredibile, merito delle gomme Plus che sulle pietre riescono a farla galleggiare, anche se bisogna sempre stare molto attenti a trovare la giusta pressione per non perdere di precisione e sostegno in frenata e curva.
Il triangolo anteriore in fibra di carbonio è più leggero sì, ma proprio come successo con la Specialized Turbo Levo Carbon, quello che più si nota è proprio l’elasticità, la reattività e la precisione in ingresso e uscita di curva.
Sembrerà una finezza percepibile a pochi, ma in realtà è ben evidente che tanto più aumentano il peso e le forze in gioco, tanto più un telaio deve essere ben studiato per non creare complicazioni nella guida.
E Focus ha fatto un ottimo lavoro.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

SUL PEDALATO
Stiamo parlando di una e-bike, quindi l’accelerazione c’è, ma il peso ridotto e la reattività del telaio in carbonio la rendono ancora più veloce!
“Pompare” la bici tra un avvallamento e l’altro diventa molto redditizio, non si è obbligati solo a pedalare per mantenere alta la velocità.
Le ruote Plus una volta lanciate scorrono molto e anche se incontriamo qualche roccia o radice la Focus Jam Square Carbon Pro sembra non sentirle contribuendo a mantenere la velocità alta.
Utilizzando la modalità di assistenza Trail o Boost è facilissimo arrivare al limite imposto dei 25 km/h, ma questo è avvertibile su tutte le e-bike.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

In conclusione…
Se l’obiettivo dei tedeschi era quello di spostare l’asticella ancora più in alto e migliorare la versione in alluminio con la Focus Jam Square Carbon Pro ci sono assolutamente riusciti.
I vantaggi di avere un telaio in carbonio non sono solo estetica e peso, ma soprattutto feeling con la guida.
La Jam Square Carbon potrebbe far avvicinare molti degli “e-bike haters” a questo tipo di mezzi, perché la Jam Square Carbon è una e-bike con meno Wh nella batteria integrata di serie e per tale ragione richiede più “gamba”, senza dimenticare che non è così distante come sensazioni dalla guida di una normale Mtb.

Focus Jam Square Carbon Pro
Foto George Millner

Ahimè è ancora presto per veder scendere i prezzi, però la consolazione è che il divertimento è assicurato…

Per ulteriori informazioni Focus-Bike.com oppure FocusItaliaGroup.it



Bike Spring Festival: il 1° Campionato EBX Electric Bike Cross

COMUNICATO UFFICIALE

Al Bike Spring Festival di Fiere di Parma l’adrenalina è assicurata con il primo challenge ufficiale del Campionato per bici elettriche EBX.

Il Bike Spring Festival, che dal 16 al 18 febbraio 2018 sarà il grande evento indoor di Fiere di Parma con esposizione di prodotto, test ed esibizioni, ospiterà il primo Campionato Bicielettriche EBX Electric Bike Cross, la nuova disciplina ciclistica dedicata esclusivamente alle e-Mtb.
L’EBX è il perfetto connubio tra la velocità e spettacolarità del Downhill e la resistenza necessaria nell’Enduro.

Bike Spring Festival – Start al primo EBX sabato 17 Febbraio 2018
Il primo campionato EBX, tenuto a battesimo dal Bike Spring Festival, è aperto a tutti coloro che hanno una Mtb elettrica, un prototipo e, naturalmente, voglia di sfida da “corrente elettrica”. Una vera e propria esperienza che ti permetterà di misurarti, crescere e vivere l’EBX da protagonista.

Il Tracciato e le categorie del 1° Campionato Nazionale EBX
Ostacoli e rampe caratterizzano il tracciato dell’EBX che è interamente smontabile e replicabile su ogni tipologia di terreno così da poter approdare nelle piazza ma anche nei parchi, stadi, palasport e fiere delle più importanti città italiane.
Lo spazio minimo del circuito di 40×25 metri la dice lunga su quella che è la spettacolarità della disciplina e sulla sfida assicurata.

Tre le categorie in programma:
EBX gp: dedicata ai prototipi con elevata potenza
EBX modify: per le e-Mtb parzialmente elaborate
EBX legal: riservata alle e-Mtb elettriche strettamente in regola col codice stradale

9 finalisti per 12 manche, ben 50 minuti di adrenalina per ogni categoria.

Il Bike Spring Festival, che battezzerà la prima gara di Campionato Nazionale EBX, è anche sinonimo di “rampa di lancio” per le altre 6 tappe dell’EBX 2018 nei più prestigiosi capoluoghi italiani.
Ma c’è molto di più: l’EBX Championship dal 2019 sarà Campionato Europeo e nel 2020 diventerà Mondiale!

Info: Bikespringfestival.com.



Sondaggio e-bike 2018: qual è la vostra preferita?

Sondaggio e-bike 2018: qual è la preferita dei lettori di eBikeCult?
Abbiamo appena decretato le Mtb preferite in ambito cross country ed enduro e ora è il momento delle Mtb a pedalata assistita.
Non le abbiamo suddivise per categoria di appartenenza, cosa che probabilmente avverrà in occasione del sondaggio del prossimo anno, per dare modo ai lettori di avere una visione di insieme più completa e rapida.
Le e-bike elencate nel sondaggio sono le medesime che vi abbiamo mostrato in questo articolo.

Come si partecipa?
1 – La domanda del sondaggio è: qual è la e-bike che vorresti avere nel tuo garage?
2 – Le e-bike sono mostrate in ordine alfabetico per marca di appartenenza.
3 – La propria preferenza si esprime sul modello di e-bike e non sull’allestimento. Abbiamo inserito anche immagini di modelli con allestimento non di punta.
4 – Selezionate fino ad un massimo di 3 e-bike.
Per esprimere la preferenza basta cliccare col mouse o fare tap col dito (se siete con uno smartphone) sulle immagini delle e-bike, quindi andate in fondo alla pagina e cliccate sul pulsante verde INVIA.
5 – Si può votare una volta soltanto. Una volta cliccato su INVIA non si può cambiare la propria preferenza.
6 – Il sondaggio punta ad eleggere la Mtb a pedalata assistita preferita dagli utenti italiani e pertanto è riservato ai lettori di nazionalità italiana.
7 – Una volta partecipato al sondaggio, condividete l’articolo e invitate i vostri amici a partecipare. In questo modo il risultato del sondaggio sarà ancora più veritiero.
8 – Il sondaggio decreterà una sola vincitrice.
9 – Il sondaggio si concluderà martedì 19 dicembre 2017 alle ore 12:30.

I risultati del sondaggio sono disponibili qui

Nel caso verificaste l’assenza di un modello di bici vi invitiamo a farcelo presente inviandoci un commento all’articolo oppure scrivendoci una e-mail



VIDEO – Toni Bou con la Thok. Insieme alla fidanzata

Queste cose le sa fare solo Toni Bou.
Ma il fenomeno spagnolo del trial, legato al marchio italiano Thok, ci fa vedere, ancora una volta, quanto le e-bike possano essere divertenti tanto per gli esperti, quanto per i neofiti.
Comprese mogli (o mariti) non pedalatrici abituali…
Come vi facemmo leggere anche in quest’altra storia.

Per informazioni ThokeBikes.com

Ps: intanto su una Thok Mig è salito anche Loris Capirossi…



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Le e-bike da enduro sono il nuovo enduro?

Le e-bike da enduro sono il nuovo enduro?
Calma, mettete da parte indignazione, rabbia, coltelli e bombe a mano e leggete queste due righe.
Le Mtb da enduro di oggi sono diventate sempre meno facili in salita e sempre più potenti in discesa.
Hanno perso, insomma, una parte della peculiare versatilità di un tempo.
E al contempo le e-bike sono migliorate sempre più e sono cresciute di travel.
E cosa è successo?
Che i tanti appassionati che usano la Mtb solo nel fine settimana si sono trovati a dover scegliere.

Vendo la Mtb da enduro e compro una e-bike da enduro?

Ovvero è possibile che le e-bike di nuova generazione stiano facendo riscoprire l’enduro a una moltitudine di biker a cui l’agonismo non importa minimamente, non hanno tempo o voglia di fare allenamenti mirati e che invece puntano solo al divertimento.
Calma…
Ognuno ha il proprio concetto di divertimento e ognuno la Mtb o la e-bike la vive e la usa come vuole.

e-bike da enduro
La Specialized Turbo Kenevo ha destato l’attenzione di tutti verso le e-bike da enduro (qui lo Short Test)

Ho parlato di Mtb da enduro, ma ovviamente il discorso si estende anche alle trail bike.
Le Mtb a pedalata assistita hanno cambiato il modo di vivere la Mtb e stanno cambiando anche il concetto di enduro, trail riding e via dicendo.
In alcuni ambiti della Mtb la pedalata assistita è ancora da esplorare e da capire (come il cross country), però di sicuro i motori elettrici stanno avendo un certo impatto sul mondo delle ruote grasse.

e-bike da enduro
Le e-bike permettono di arrivare in posti del genere, ma rimangono comunque destinazioni riservate ai più esperti. Le e-bike non regalano perizia a chi non ne ha.

A tale scopo vorrei sottoporvi un paio di domande per capire cosa la community italiana dei biker pensa a riguardo delle e-bike.
I risultati del sondaggio sono pubblici, quindi dite la vostra e invitate i vostri amici biker a fare altrettanto.
Vi ringrazio in anticipo!

Concludo con una precisazione.
Da oggi adottiamo questa convenzione: chiameremo e-bike una generica bici a pedalata assistita ed e-Mtb una Mtb a pedalata assistita.
Le Mtb continueremo a chiamarle come le abbiamo sempre chiamate: personalmente odio l’aggettivo “muscolare”…



TEST – Wilier E803 TRB: un’italiana da tenere d’occhio

Wilier Triestina, sebbene abbia profonde radici nella storia del ciclismo mondiale (è nata nel 1906 e il nome Wilier è l’acronimo di ViVa l’Italia LIbera E Redenta), è uno dei marchi italiani che sta credendo di più nel settore e-bike.
E lo dimostra la Wilier E803 TRB oggetto di questo test.
Wilier ha deciso di utilizzare una soluzione integrata composta da trasmissione Shimano Deore Xt Di2 e motore Steps che permette attualmente la massima integrazione tra unità elettrica e comandi.

Wilier E803 TRB

Ritroviamo infatti il pratico display Shimano dedicato alle trasmissioni della serie Di2 che, oltre a fornire informazioni sul rapporto inserito, indica la modalità e l’intensità dell’erogazione, la carica residua della batteria e tutte le informazioni che ci si aspetti da un trip computer.

Wilier E803 TRB
L’altra variante cromatica della Wilier E803 TRB

Per quanto riguarda il telaio, Wilier ha fatto ricorso a soluzioni ben collaudate, anche se già viste in campo e-bike.
Ci riferiamo in particolare allo schema della sospensione posteriore, ma poco importa, perché comunque parliamo di uno schema molto raffinato le cui prestazioni, pedalando la E803 TRB, sono all’altezza delle aspettative.

Con 14o mm di escursione e un equipaggiamento di buon livello è facile entrare in confidenza con questa Wilier.
Ed è quanto è emerso durante una delle primissime uscite con questa e-bike:

Adesso è il momento di entrare di più nei dettagli della E803 TRB…

Wilier E803 TRB

1 – DETTAGLI TECNICI TELAIO
– Geometria: 8,0
Le scelte fatte da Wilier parlano chiaro: la E803 TRB è una bici pensata per essere guidata e pedalata con facilità, senza esagerazioni.
Lo confermano l’angolo di sterzo da 68°, l’angolo piantone da 75°, il tubo superiore piuttosto lungo (61,3 cm in taglia M) e un carro da 45,5 cm.

Wilier E803 trb

– Assetto in sella: 10 
Sono alto 174 cm con misura di cavallo 72,5cm, quindi perfettamente a mio agio con la taglia M. La prima sensazione è quella di sentirsi molto in avanti con la seduta, effetto dovuto al piantone molto verticale con angolo di 75°, il cockpit è costituito da un manubrio largo 720 mm (e diametro di 35 mm) e relativo attacco da 60 mm di lunghezza.
Pur avendo a disposizione una taglia M la misura dell’orizzontale virtuale è molto generosa pari a 61,3 cm.

Wilier E803 TRB

Curiosamente, per trovare la mia posizione ottimale, ho arretrato leggermente la sella mitigando in parte la verticalità dell’angolo piantone.
Manubrio e attacco manubrio mi sono sembrati di dimensioni adeguate ottenendo una postura di guida neutrale.

Wilier E803 TRB

– Cura costruttiva: 9,0
Si tratta di un telaio full suspension in lega leggera della serie 6000 con profili a doppio spessore.
Sono presenti lavorazioni dedicate per creare lo spazio all’ammortizzatore e mantenere una quota di standover contenuta.
Gli snodi impiegano cuscinetti sovradimensionati e sigillati per la necessaria rigidità. Buono il passaggio cavi sul telaio sebbene il manubrio risulti un po’ affollato di comandi rispetto a una Mtb.

Wilier E803 TRB

– Tuning ammortizzatore: 8,0
Si tratta del RockShox Monarch Rl con le uniche regolazioni dedicate al rebound e blocco idraulico in compressione. La taratura scelta da Wilier non si discosta molto da quella standard, che risulta adeguata alle necessità di chi sta in sella.

Wilier E803 TRB


– Posizionamento ammortizzatore: 6,5
E’ facile da raggiungere stando in sella per gestirne le regolazioni, meno semplice per la pulizia dello stesso e purtroppo in parte esposto ai detriti raccolti dalla ruota posteriore.
– Autonomia batteria: 7,0
L’autonomia chilometrica della batteria Shimano è discreta per via del livello di assistenza Eco (il più basso) non configurabile e generalmente più elevato rispetto a quello degli altri motori per e-bike.
Ne abbiamo parlato a fondo qui.
Nel mio caso mediamente dopo un giro di circa 50 Km con 1400 metri di dislivello ho mantenuto un 20% di carica residua.

Wilier E803 TRB

Wilier E803 TRB

– Peso telaio e/o bici: 10
Per avere un telaio in alluminio e un equipaggiamento non al top, i 21,35 Kg rilevati senza pedali, con camere d’aria e in taglia M sono un ottimo risultato. Per quello che sono gli standard attuali e il prezzo di questa bici.
– Prezzo telaio e/o bici: 8,5
Il prezzo ufficiale del modello in prova è pari a 5250€ che, considerato l’allestimento (in particolare la trasmissione Shimano Deore Xt Di2) e le prestazioni, è più interessante di molte altre proposte della concorrenza.
– Garanzia telaio: 6,0
Due anni dal momento dell’acquisto presso un rivenditore Wilier Triestina. Ovvero il minimo previsto dalla legge.

Voto finale (da 1 a 10): 8,22

Wilier E803 TRB


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2 – COMPORTAMENTO IN SALITA
– Efficienza sospensione posteriore in salita: 9
Il carro non disperde in modo vistoso le energie della pedalata e conserva una sensibilità molto buona sulle asperità. La trazione inoltre è garantita dall’impronta a terra maggiorata delle gomme Plus, nonostante una tassellatura più orientata alla scorrevolezza.

Wilier E803 TRB

– Erogazione potenza in salita: 10
Vale quanto detto in altri test di bici con sistema Shimano Steps.
Questo sistema è al momento uno dei riferimenti nella categoria per qualità di erogazione e facilità di utilizzo.
La pedalata risulta sempre intuitiva anche nelle ripartenze da fermo.

Wilier E803 TRB

– Impressioni di guida in salita: 9,0
L’assistenza alla pedalata non è mai invasiva e quasi non si percepisce l’effetto “on-off” sui pedali. La trazione non manca e globalmente la guida è molto intuitiva, senza necessità di eccessivi spostamenti del corpo per mantenere il corretto bilanciamento.
Una gomma più artigliata gioverebbe anche in salita, specie quando il fondo è umido.
Si apprezza molto il pacco pignoni Shimano Deore Xt 11-46 perché anche le pendenze più ripide e le salite più lunghe non spaventano.

Voto finale (da 1 a 10): 9,33

Wilier E803 TRB

3 – COMPORTAMENTO IN DISCESA
– Efficienza sospensione posteriore in discesa: 8,5
Gli impatti di piccola entità vengono quasi cancellati dalla gommatura Plus, mentre per compressioni superiori il RockShox Monarch Rl e la cinematica della sospensione svolgono un eccellente lavoro.
Non ho percepito un decadimento delle prestazioni se non durante discese molto lunghe a causa principalmente del surriscaldamento dell’ammortizzatore.
Va segnalato però che la gomma posteriore Wtb Ranger non è adeguata a un uso intenso in discesa per via del ridotto grip che i tasselli a profilo basso riescono ad offrire. E questo purtroppo penalizza le prestazioni quando la velocità aumenta.

Wilier E803 TRB

Wilier E803 TRB

– Efficienza in frenata: 9,0
Il lavoro della sospensione non risente dell’azione del freno posteriore a tutto vantaggio della precisione e sicurezza di guida.
– Impressioni di guida in discesa: 8,5
La sospensione dà il meglio di sé in questo contesto: sensibile, una corsa che sembra non finire mai (grazie anche alle gomme Plus) e resistenza agli impatti di grande entità.
Il fatto di aver riscontrato queste prestazioni pur con un ammortizzatore “base” testimonia la validità della sospensione, probabilmente tra le migliori attualmente disponibili in ambito e-bike.
Anche in questo contesto vale quanto riportato precedentemente per gli pneumatici: purtroppo la tassellatura non è la più adeguata in termini di tenuta, anche se sezioni e pressioni di utilizzo concedono qualche margine in più.

Wilier E803 TRB

Wilier E803 TRB

Non sarebbe stato male trovare sul mozzo anteriore i terminali TorqueCap per poter sfruttare al massimo i benefici della battuta Boost della RockShox Revelation.
Il motore Shimano risulta ben protetto.
Ho riscontrato qualche problema di funzionamento con il reggisella telescopico Ks Integra: diverse volte infatti la sella è rimasta giù dopo aver attivato il comando remoto sul manubrio.

Wilier E803 TRB

Confrontandomi con gli altri tester della redazione sembra essere una costante poco piacevole dei reggisella Ks.

Voto finale (da 1 a 10): 8,66

Wilier E803 TRB

4 – COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
– Efficienza sospensione posteriore nel pedalato: 9,0
La taratura idraulica adottata da Wilier si è rivelata congeniale nelle fasi pedalata, le oscillazioni indotte dalla pedalata sono abbastanza contenute e non creano fastidi evidenti. E in più all’occorrenza l’ammortizzatore si può bloccare.
– Impressioni di guida sul pedalato: 9,0
La resa globale è decisamente buona e la possibilità del bloccaggio della forcella e dell’ammortizzatore contribuiscono a esaltarne il rendimento.
Il peso di 21 Kg si fa sentire certamente e le gomme Plus contribuiscono a rendere i cambi di direzione meno rapidi, perciò se volete “sveltire” la Wilier E803 TRB potete adottare gomme 27,5″ standard.
E’ stato fatto, ad esempio, in occasione del test della Bmc Trailfox Amp Ltd e il risultato è stato di grande soddisfazione.

Voto finale (da 1 a 10): 9,0

Wilier E803 TRB

 VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 8,80

In conclusione…
La Wilier E803 TRB  è una e-bike molto valida: lo Shimano Steps si conferma come un’unità motrice tra le più efficaci attualmente sul mercato con ampie possibilità di personalizzazione (attraverso l’App E-tube) e con un display da riferimento.
L’allestimento è molto curato (uniche pecche le gomme poco tassellate e il funzionamento del reggisella Ks) e viste le prestazioni (in particolare della sospensione posteriore) il prezzo di listino di 5250€ è molto concorrenziale.
E’ con piacere, quindi, che segnaliamo un marchio italiano, Wilier, fra le proposte e-bike più interessanti, ossia un contesto da anni dominato dai marchi stranieri.
Il voto finale, 8,80, ne è la conferma.

Qui le altre e-bike da trail provate o presentate su eBikeCult.it

Per informazioni: Wilier.com



ANTEPRIMA – Focus Sam Square, la prima e-bike da enduro

La nuova Focus Sam Square è la prima e-bike con vocazione enduro della casa tedesca.
E’ nata per riscoprire l’enduro, cioè godersi la salita, l’esplorazione ed esprimere il massimo del divertimento in discesa.
Ecco perché troviamo ben 170 mm di escursione anteriore e posteriore, ruote da 27,5” (fino a 2,6” d sezione) e una geometria ben bilanciata.

Focus Sam Square
Foto George Millner
Focus Sam Square
Foto George Millner
Focus Sam Square
Foto George Millner

L’azienda tedesca vanta una storia non trascurabile nel mondo della Mtb (essendo stata fondata nel 1993) ed è nata con l’ideale di creare bici tecnologicamente superiori alla concorrenza.
Infatti, i tecnici tedeschi sono alla continua ricerca di nuove tecniche di produzione e soluzioni ingegneristiche. E uno dei risultati più recenti è proprio la Focus Sam Square, derivata dalla Jam Square, dalla quale eredita il sistema TEC (Tailored Energy Concept), l’Airflow e la sospensione FOLD (a sua volta ereditata dai modelli da Xc) con l’introduzione di una geometria enduro “intelligente”, come vi spiegheremo più avanti.

Una batteria, anzi, due
Sul panorama e-Mtb iniziano ad esserci modelli con batterie di capacità superiore ai 500 Wh canonici, ma può anche capitare che non si necessiti di tutta quella capacità per le proprie uscite.

Focus Sam Square

Focus, infatti, ha ideato il sistema TEC, compatibile con lo Shimano Steps, proprio per dare al biker la possibilità di modulare la capacità della batteria e dare, di conseguenza, la migliore esperienza di guida.

Focus Sam Square
Ecco la Focus Sam Square con la batteria supplementare montata. Foto George Millner
Focus Sam Square
Foto George Millner
Focus Sam Square
Foto George Millner

La Focus Sam Square, al pari della Jam Square, infatti, è dotata di una batteria integrata nel tubo obliquo da 378 Wh che, volendo, è abbinabile a una batteria opzionale, sempre da 378 Wh, da istallare esternamente sul tubo obliquo, portando la capacità totale a 756 Wh.

Focus Sam Square
Foto George Millner
Focus Sam Square
Foto George Millner
Focus Sam Square
Foto George Millner

La capacità ridotta della batteria integrata nel telaio permette una migliore guidabilità grazie alla riduzione delle masse sospese, ed è in grado di dare abbastanza energia per le uscite meno impegnative.
Il peso rilevato, pedali inclusi e in taglia M, del modello Pro, cioè l’allestimento di punta, è di poco superiore ai 21 kg.
La batteria supplementare aggiunge altri 378 Wh riuscendo a portare la capacità della Focus Sam Square a ben 756 Wh, rendendola così più adatta a tour in montagna, ricognizioni e uscite con numerose risalite.

Focus Sam Square
Foto George Millner

E’ sempre possibile rimuovere la batteria opzionale e proseguire la pedalata con una Mtb più leggera e divertente.
Al pari di quanto accade sulla Jam Square, il supporto per la batteria opzionale può essere sfruttato per istallare un portaborraccia o un portaoggetti.

Un flusso d’aria di raffreddamento
Si chiama Airflow e permette di smaltire un po’ del calore prodotto dalla batteria attraverso le prese d’aria dinamiche sulla zona della serie sterzo, e grazie all’uscita sotto il movimento centrale anche di far fuoriuscire l’eventuale acqua in eccesso quando laviamo la Focus Sam Square.

Focus Sam Square
Foto George Millner

Una sospensione da 170 mm
La sospensione FOLD deriva dalle altre piattaforme di bici full di casa Focus, declinata in questo caso in versione 170 mm.

Focus Sam Square
Foto George Millner

Sulla Sam Square ha richiesto molto impegno agli ingegneri Focus perché, per offrire la miglior trazione, l’hanno resa regressiva nella prima fase creando una curva di compressione sensibile e morbida fino a metà corsa e una seconda fase progressiva, capace di resistere agli impatti più duri.

Focus Sam Square

La sospensione FOLD utilizza un carro monolitico (avvantaggiando la precisione di guida) assistito da un doppio leveraggio superiore studiato proprio dare questo carattere alla sospensione.

Focus Sam Square

Geometria moderna, ma…
Le geometrie moderne vedono bici con angolo di sterzo sempre più aperto, movimento centrale basso e reach più lungo.
E sebbene la tendenza sia chiara, non è sempre facile scegliere le quote corrette per una Mtb da enduro, per giunta a pedalata assistita, il cui obiettivo è soddisfare tanto i biker più esperti quanto quelli meno esperti.

Focus Sam Square

Per questo il telaio della Focus Sam Square, proposto in tre taglie (S, M e L) ha una geometria da enduro “intelligente”, perché nel bilanciamento tra flessione/rigidità e agilità/stabilità c’è la chiave per offrire al consumatore una e-Mtb facile, divertente e sicura.
Nelle immagini seguenti vi mostriamo i dati salienti della geometria.

Focus Sam Square

Focus Sam Square

La disposizione dell’ammortizzatore centralizza le masse e insieme a un BB drop di 12 mm e a un reach contenuto donano agilità alla Focus Sam Square, bilanciata da un angolo sterzo di ben 65° che agevola la guida e la confidenza in discesa.
Tre allestimenti a partire da 4999€
La gamma, disponibile già dalla fine di gennaio / inizio febbraio, prevede tre allestimenti che vi proponiamo qui di seguito:

Focus Sam Square
Focus Sam Square Ltd: 4999€ – Foto George Millner

Focus Sam Square

Focus Sam Square
Focus Sam Square: 5499€ – Foto George Millner
Focus Sam Square
Focus Sam Square: 5499€ – Foto George Millner

Focus Sam Square

Focus Sam Square
Focus Sam Square Pro: 8299€ – Foto George Millner
Focus Sam Square
Focus Sam Square Pro: 8299€ – Foto George Millner

Focus Sam Square

Da segnalare che la batteria opzionale da 378 Wh va, eventualmente, acquistata a parte.
Adesso vi invitiamo a leggere lo Short Test di questa bici, che abbiamo avuto modo di provare sui sentieri intorno a Malaga.
Ma in condizioni meteo decisamente poco tipiche per il Sud della Spagna… ?

Per informazioni focus-bikes.com oppure focusitaliagroup.it



SHORT TEST – Focus Sam Square Pro: riscoprendo l’enduro

MALAGA – La Focus Sam Square Pro, la versione più pregiata della nuova e-bike di casa Focus che vi abbiamo illustrato in questo articolo, è il primo modello da enduro della casa tedesca con pedalata assistita, 170 mm di escursione, ruote da 27,5” e una batteria integrata dalle dimensioni ridotte, a tutto vantaggio dell’esperienza di guida.

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

La Focus Sam Square ha il compito di far riscoprire il concetto di enduro, ovvero, sì, divertimento in discesa, ma anche piacere di pedalata-sfida in salita.
Così con mezzi come la Sam Square possiamo tornare a pedalare dislivelli maggiori, rinunciare a risalite meccanizzate e godere in discesa di una Mtb con enormi capacità.
Sulla carta la Focus Sam Square Pro ha la possibilità di essere una delle regine fra le e-bike da enduro, ma prima di proseguire con l’articolo vi lascio al video sotto con alcune immagini di riding…

IN SELLA
Come la geometria suggerisce, la Focus Sam Square Pro ha un’impostazione molto bilanciata.
Ho voluto privilegiare al massimo l’agilità e per questo in occasione di questo Short Test ho preferito utilizzare un modello di taglia S.

Focus Sam Square

Osservando le geometrie qui sopra possiamo notare come la scelta di utilizzare una taglia S non sia stata poi così sbagliata, perché il tubo orizzontale nella taglia S è della lunghezza di una taglia M di 1 anno fa, 585 mm.
Il busto è abbastanza eretto e ben centrato: mi sono trovato bene.
Ciò che vedo stando in sella è un bel manubrio largo, la ruota anteriore “lontana”, segno che l’angolo di sterzo è aperto (in effetti è da 65°) e quasi non vedo la batteria.

Focus Sam Square Pro
La linea è molto snella, stando in sella non si ha la sensazione di essere su una e-bike, gli ingombri sono stati ridotti molto, merito della batteria da 376Wh. Foto George Millner

Focus ha realizzato una batteria integrata da 378 Wh la cui ridotta capacità va a vantaggio della leggerezza e della maneggevolezza della bici.
Le sospensioni le ho trovate ben tarate, sento un buon bilanciamento e un’ottima confidenza anche solo pedalando in piano.

IN SALITA
E’ chiaro sin dal primo momento che il peso e l’escursione anteriore e posteriore da ben 170 mm rendono la Focus Sam Square Pro anche un’incredibile arma da salita.
Il reparto batteria/motore è affidato allo Shimano Steps che si sta rivelando sempre più una garanzia di funzionamento, rapido e intuitivo nella risposta e molto naturale nell’erogazione.

Focus Sam Square Pro
Il motore Shimano resta ancora uno dei più compatti. Foto George Millner

La taglia più “piccola”, alla fine, non si pedala così male, anzi, sui tratti tecnici e da guidare riesco anche ad avere maggiore agilità.
Il grip offerto è tanto, merito soprattutto della sospensione molto sensibile nella prima fase della corsa e grazie all’angolo del tubo piantone piuttosto verticale (75°) e alla centralizzazione delle masse si riescono ad affrontare sotto controllo salite molto ripide.

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

Il peso della versione Pro che stiamo provando si attesta poco sopra i 21 kg, pedali inclusi, meglio di quanto pensassi, soprattuto se la confrontiamo con la Specialized Turbo Kenevo, che però ha la batteria da 500 Wh.
L’ammortizzatore Fox Dpx con standard metrico può essere chiuso in compressione per migliorare l’efficenza in pedalata e quando ci si alza in piedi o si percorrono lunghe salite è un aiuto valido, ma se siamo off-road è meglio lasciare la sospensione libera di copiare il terreno.
Avrete solo benefici…

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

Le ruote da 27,5” su una e-bike, rispetto alle più popolari 650b Plus, rendono la Focus Sam Square Pro più precisa in salita e si riesce più facilmente a mettere le ruote dove si vuole.
Di contro, però, abbiamo un po’ meno assorbimento degli ostacoli e meno grip quando la traiettoria non è pulita.

IN DISCESA
Finalmente arriva la discesa ed è qui che la Focus Sam Square Pro può dare il massimo.
Sullo scorrevole, che sia stretto o veloce, è semplicemente sorprendente, agile e incollata al terreno. Il peso in meno del corpo batteria non è così influente, anche perché parliamo sempre di 21 kg, però la sospensione posteriore FOLD, la geometria e la distribuzione dei pesi migliorano la sensazione di sicurezza così come la percorrenza in curva e il comportamento nei tratti più tecnici.
Più è tecnico, ripido e scassato e più vi troverete bene con la Focus Sam Square Pro.

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

Tanto che ho dovuto alzare non poco la pressione della forcella, perché è risultata in queste situazioni più al limite un po’ troppo soffice.
Trovato il compromesso ideale con le sospensioni sono riuscito a sfruttare al meglio tutti i 170 mm di escursione.
Le ruote da 27,5 x 2,5” si sono rivelate adatte ad un utilizzo così gravoso: possono essere meno confortevoli rispetto alle Plus, ma si avverte meno la sensazione di rimbalzare, a tutto vantaggio della precisione di guida.

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner
Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

La sospensione FOLD è molto sensibile e la classica prova di sollevare la ruota posteriore e farla cadere in terra, con la Sam Square non porta al minimo rimbalzo.
Vedrete smorzata tutta l’energia.
La seconda fase di corsa, invece, è ben sostenuta senza arrivare rapidamente a fondo corsa.

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

Quando la velocità in curva e sul tecnico è aumentata sono arrivato a sentire il limite imposto della taglia S e avrei preferito avere la taglia M, quella che, dopotutto, si addice di più alla mia statura e al mio stile di guida.
Le nuove bici hanno quasi tutte un tubo orizzontale e un reach più lunghi, ed è una miglioria a cui non bisogna rinunciare, perciò se siete da taglia M restate con la taglia M anche se le lunghezze delle nuove geometrie possono sembravi “strane”.
La Mtb progredisce ogni giorno e le nuove geometrie vi garantiranno sempre, o quasi, più sicurezza e divertimento.

Focus Sam Square Pro
Ollie Wilkins, Pro Rider di Focus, è stato una delle guide sui percorsi vicino Malaga. Foto George Millner

SUL PEDALATO
Stiamo sempre parlando di una e-bike, quindi l’accelerazione c’è ma la notevole escursione e la grande sensibilità delle sospensioni la rendono un po’ sorniona quando si prova a fare un rilancio deciso o a “pompare” la bici tra un avvallamento e l’altro.

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner
Focus Sam Square Pro
Foto George Millner
Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

Tuttavia le ruote da 27,5×2.5” aiutano la Focus Sam Square a ripartire da fermo e a rilanciare la velocità, l’agilità è buona anche se non eccellente mentre è ottimo il funzionamento delle sospensioni che aiuta ad avere più sicurezza in curva, contribuendo a mantenere la velocità media più alta.
Utilizzando la modalità di assistenza Trail o Boost è facilissimo arrivare al limite imposto dei 25 km/h, quindi preparatevi a sentire come un freno sulle gambe quando superate questo limite.

Focus Sam Square Pro
Foto George Millner

In conclusione…
L’intento della casa tedesca era quello di riscoprire l’enduro, esplorare la montagna, godersi la salita con gli amici e divertirsi quando la pendenza si inverte e con la Focus Sam Square Pro ci sono riusciti.
Se le bici da enduro di oggi sono sempre meno versatili di quelle di qualche anno fa e sempre più votate alla discesa (al punto da far preferire spesso le risalite meccanizzate), questo rende la Focus Sam Square Pro una bici da enduro di nuova generazione, le cui capacità di arrampicarsi, grazie al motore, sono ben superiori a quelle di una Mtb da enduro.
La salita non è assolutamente un limite, ma, anzi, diventa un momento in più di divertimento e una volta che inizia la discesa l’escursione e le performance sono garantite.
L’unico neo è che dovrete sborsare 8299€ per questa versione (la più raffinata): il prezzo è ancora alto, ma le emozioni che vi regalerete saranno… al “quadrato”!

La Focus Sam Square Pro sulla carta ha tutte le possibilità di essere una delle e-bike di riferimento nel campo enduro.
Ci auguriamo di avere a disposizione un esemplare per condurre un test più approfondito e metterla a confronto con la regina delle e-bike da enduro, la Specialized Turbo Kenevo.

Per ulteriori informazioni focus-bike.com oppure focusitaliagroup.it



Bosch: fra 10 anni una bici su 2 sarà una e-bike

COMUNICATO UFFICIALE

“Il settore dell’eBike si sta sviluppando a grande velocità. Possiamo realisticamente prevedere che, entro dieci anni, una bicicletta su due vendute nei principali mercati europei sarà elettrica”Claus Fleischer, CEO di Bosch eBike Systems.
Attualmente, circa il 5% su 73 milioni di biciclette vendute in Germania è un’eBike, ma la percentuale è in continuo aumento. Le analisi di mercato condotte da Bosch eBike Systems evidenziano lo status quo di questo moderno mezzo di trasporto e ne delineano il futuro.

Il mercato eBike: una panoramica
Per il 2017 la German Bicycle Industry Association (ZIV) prevede un volume totale di vendite pari a 680,000 eBike.
Un incremento del 12% rispetto all’anno precedente.
Le vendite di eBike in Europa hanno totalizzato 1,667,000 pezzi nel 2016, secondo quanto dichiarato dall’associazione di settore CONEBI, con un aumento di oltre 22 punti percentuali sul 2015.
Un recente studio sul mercato eBike condotto da Bosch, con 5,421 partecipanti in sei paesi europei [1] nei mesi di giugno e luglio 2017, ha dimostrato che il 10% degli intervistati è già possessore di un’eBike, mentre il 16% sta pensando di acquistarne una entro l’anno successivo.
Le preferenze sono orientate verso e-Bike da città (29%), seguite da modelli trekking (11%), urban (9%) e dalle e-Mountain bike (8%).
Il 35% di chi si è detto interessato all’acquisto ha dichiarato di non aver ancora deciso quale tipologia di bici scegliere.
Quando si tratta di acquistare un’e-Bike, il negozio di bici è il primo canale di riferimento (74%), mentre un utente su quattro considera la possibilità di comprare online e il 22% di rivolgersi a un negozio di articoli sportivi.

La versatilità, il vantaggio più importante di una e-Bike
La gamma di eBike disponibili sul mercato è sempre ampia e varia. Secondo un sondaggio della piattaforma online e-bike-finder.com, nel 2016 esistevano 2,556 diversi modelli di e-Bike realizzati da 80 produttori, prevalentemente di tipo city o trekking.
Il principale vantaggio delle e-Bike è la versatilità: gli intervistati durante l’analisi condotta da Bosch hanno dichiarato di apprezzare l’e-Bike soprattutto per gli spostamenti nel tempo libero, per le escursioni (40%) e per mantenersi in forma (38%).

una bici su 2 sarà una e-bike
La “spinta elettrica” è sempre più apprezzata anche dai mountain biker. Nel 2016 le eMTB vendute in Germania rappresentavano già il 15% del segmento eBike.

Il design integrato è il nuovo standard
Le e-Bike sono l’espressione di uno stile di vita ben preciso in cui funzionalità e design devono coesistere in modo armonioso.
Esteticamente, molti modelli esistenti attualmente sono difficilmente distinguibili dalle bici convenzionali, una tendenza che sta influenzando tutte le categorie di prodotto.
“In futuro i concept integrati rappresenteranno lo standard principale. Con la batteria integrabile nel telaio Bosch combina vantaggi pratici e design di alta qualità”, ha affermato a proposito Fleischer.

una bici su 2 sarà una e-bike

L’e-Bike come mezzo ideale per vivere la città
In Germania circa 20 milioni di persone si recano al lavoro in bicicletta. Un cittadino tedesco su due deve percorrere meno di due chilometri per raggiungere il posto di lavoro. Su distanze di questo tipo l’e-Bike è il mezzo di trasporto più veloce.
Come evidenziato anche dall’analisi condotta da Bosch e-Bike, gli utenti tedeschi apprezzano già i vantaggi di una bici con spinta elettrica come valida alternativa all’automobile per il commuting.
Le cargo bike dotate di motore elettrico sono un’altra soluzione in netta espansione nel settore commerciale e privato, grazie alla possibilità di trasportare in modo efficace ed eco-friendly.
In Germania le istituzioni sostengono la diffusione del ciclismo attraverso fondi pubblici (200 milioni di euro l’anno) e con l’obiettivo di incrementare dal 12 al 15% l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto entro il 2020.


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Le e-Mountain bike sulla “corsia di sorpasso”
L’e-Mountain biking è il segmento del settore eBike che cresce più rapidamente. Nel 2016 ha rappresentato il 15% del mercato in termini di vendite.
Le eBike “sportive” permettono di rivolgersi a target d’età più giovani.
“La nostra potente linea di prodotti Performance Line CX è progettata per l’uso sportivo. Siamo convinti che le eMountain bike saranno sempre più diffuse e che, nel lungo periodo, supereranno anche le mountain bike muscolari a livello di quote di mercato”, ha commentato Fleischer.

una bici su 2 sarà una e-bike
Esteticamente le eBike sono sempre più simili alle biciclette “muscolari”, grazie a concept innovativi come la batteria integrata Bosch PowerTube 500.

Più sicurezza nel traffico urbano
I vantaggi dell’utilizzo delle e-Bike sono sotto gli occhi di tutti, ma cosa frena le persone che ancora non si sono convertite a questi mezzi?
In Germania, quasi la metà degli intervistati nel corso di uno studio commissionato dal Ministero Federale dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali (BMVI) ha dichiarato di non sentirsi in sicurezza quando è in sella alla bici in mezzo al traffico.
Per aumentare la sicurezza per gli eBiker e per chi li circonda Bosch ha sviluppato il primo Sistema ABS per eBike, in grado di prevenire il bloccaggio della ruota anteriore e il sollevamento della posteriore.

una bici su 2 sarà una e-bike
La sicurezza stradale è un aspetto fondamentale per gli eBiker. Con il nuovo ABS per eBike, Bosch lancia un prodotto in grado di aumentare la sicurezza dei ciclisti.

In questo modo la distanza di frenata può essere accorciata e il rischio di caduta ridotto. Secondo una ricerca della Kaiserslautern University of Technology, commissionato dal BMVI, un intervistato su due vede l’ABS come uno strumento utile per le bici elettriche.
In aggiunta a prodotti di alta qualità, altri fattori sono fondamentali per aumentare la sensazione di sicurezza nei ciclisti, come ha sottolineato Fleischer: “Tecnologie affidabili, infrastrutture adeguate e comportamento responsabile di tutti gli utenti della strada sono i tre elementi portanti per una mobilità più sicura”.
Da uno studio del BMVI emerge che 63% degli utenti vorrebbe più piste ciclabili, il 55% più infrastrutture per parcheggiare le bici in sicurezza e il 55% percorsi separati per ciclisti e pedoni.

una bici su 2 sarà una e-bike

La bici “connessa” diventa realtà
Bici e ciclista connessi: un aspetto chiave per la mobilità di domani. Bosch ha imposto un nuovo standard con il computer di bordo all-in-one Nyon, in grado di connettere in modo smart il mondo offline e quello online.
L’acquisizione della start-up COBI ha inoltre consentito a Bosch eBike Systems di estendere la propria offerta.
Le soluzioni per bicicletta ed eBike proposte da COBI, basate sull’uso dello smartphone, rappresentano un’ulteriore opportunità per rispondere efficacemente alle esigenze degli utenti.
Le previsioni in merito alla digitalizzazione nel settore della mobilità sono promettenti. Si stima che, tra il 2017 e il 2022, il mercato globale della mobilità connessa crescerà di 25 punti percentuali l’anno.

Per informazioni Bosch-eBike.com/it

 





Bike Le Rocche vi invita in Abruzzo. Con le e-bike…

L’Abruzzo è una terra splendida.
Isolata, centrale, nota, sconosciuta, selvaggia e accogliente.
Contrasti e sapori ed emozioni fortissime sono legate a questa regione i cui legami con il mondo della Mtb, per quanto presenti, sono ben poco noti a livello nazionale.
A Rocca di Mezzo (AQ), sull’Altopiano delle Rocche, è nata da poco una realtà che punta a mettere in contatto gli appassionati della Mtb e delle e-bike con la spettacolarità di questa porzione d’Abruzzo.
Si chiama Bike Le Rocche e lasciamo che siano proprio loro a presentarsi.
Parlano di un vero e proprio amore per questa terra e di loro, ne siamo certi, sentiremo ancora parlare in futuro.
SL

bike le rocche

Mi sono innamorato di questo territorio ormai più di 15 anni fa.
La amo perché è così, come la definiscono tutti quelli che vengono a metterci piedi e ruote sopra: selvaggia, aspra e inospitale, ma solo in apparenza.
La amo così tanto che insieme a un gruppo di amici-appassionati di ruote grasse ho deciso di farla conoscere a tutta l’Italia. E anche oltre, perché gli scenari che questa terra offre sono talmente spettacolari e unici che destano meraviglia in chiunque.
E voglio far scoprire a tutti che solo in apparenza questo posto sembra inospitale.
Siamo sull’Altopiano delle Rocche, in provincia dell’Aquila, Rocca di Mezzo per la precisione, e qui il tempo va più piano.

bike le rocche

 

 

 

Intorno a noi, a 360 gradi, sono le montagne a delineare tutti gli orizzonti, ma ce n’è una, non lontana da qui, che svetta su tutte e fa da riferimento per ogni itinerario. E’ il Gran Sasso d’Italia (2912 m), che ogni tanto, guardandoti intorno, te lo ritrovi davanti.
Come un padre che ti osserva, ti incute timore e allo stesso tempo ti sfida.
Qui ho trovato la mia passione per la Mtb: quando sparisce la neve, i sentieri tornano a vita nuova.
I pascoli e i taglialegna li hanno creati e in parte li tengono ancora in vita, ma soprattutto, in futuro, mi auspico che a frequentarli ci saranno sempre più biker ed escursionisti a piedi.
Io sono un biker che ha cominciato a pedalare non molto tempo fa e che ha impiegato poco a mescolare questi luoghi con la Mtb.
Arrivando a capire tantissime cose.

La Mtb è un mezzo per la scoperta della natura

bike le rocche

Non è uno slogan ecologista e nemmeno un messaggio para-ambientalista.
Bensì una convinzione che mi ha permesso di esplorare in lungo e in largo, da solo o in compagnia, l’Altopiano delle Rocche e il Parco del Sirente Velino, portando la mia Mtb in mezzo a faggete e praterie d’alta quota, tra lunghe strade bianche e single track in cresta a volte nemmeno segnati sulle carte.
Qui, più in alto rispetto alle città di L’Aquila ed Avezzano, la Mtb sta scoprendo nuovi scenari, nuovi utenti, nuove emozioni grazie alla pedalata assistita.
Ho impiegato del tempo per digerire il concetto di “assistenza alla pedalata”, per me, che proprio qui mi sono abituato sudare la vetta e a guadagnare nuovi sentieri e nuovi orizzonti con il bruciore delle gambe, le e-bike sono state una folgorazione.
E soprattutto su questo Altopiano.

bike le rocche

E’ così che ad Aprile 2017 è nata Bike Le Rocche, ossia un’attività di noleggio e-bike, scuola e-Bike e servizio di guide Mtb, sui 39 Km di pista ciclabile e sugli oltre 300 Km di itinerari off-road che ad oggi abbiamo tracciato sull’Altopiano.
Sì, ci siamo specializzati nelle e-bike perché crediamo fortemente che questi nuovi mezzi permettano un’esplorazione piacevole e comunque di grande soddisfazione per chi viene a trovarci.
Chiunque.

bike le rocche

Abbiamo il noleggio (con 14 e-bike Moustache in tutto), i corsi di guida per e-bike e i tour guidati sull’Altopiano delle Rocche e abbiamo iniziato da qualche mese.
E sebbene appena freschi di apertura, quest’estate tantissime persone ci hanno contattato per pedalare sull’Altopiano delle Rocche con le nostre bici.
Abbiamo fatto ricredere tantissimi “e-bike scettici”, ma soprattutto abbiamo fatto conoscere le e-bike a un numero incredibile di persone che senza di noi, forse, non avrebbero nemmeno mai saputo della loro esistenza.

I mesi di maggio-giugno e settembre-ottobre sono quelli che preferiamo perché si riesce a godere appieno dello scenario dell’Altopiano, lontani dalla ressa dei mesi estivi.
Siamo operativi da maggio a ottobre e abbiamo convenzioni e contatti con numerose strutture ricettive del posto, compresi rifugi e capanni in quota.

Le e-bike sono il mezzo ideale per scoprire l’Altopiano divertendosi

bike le rocche

La bellezza inesplorata di questa terra, l’Abruzzo, è tanto facile, quanto difficile da far conoscere ed esplorare.
Facile, perché sei al centro dell’Italia, ad un’ora e mezza di auto da Roma; difficile, perché per consuetudine quando si pensa alle montagne si pensa alle Alpi e a località non sempre facilmente raggiungibili per tutti.
Ma noi di Bike Le Rocche non abbiamo fretta, né vogliamo snaturare questa terra, la cui bellezza è proprio nel suo essere selvaggia, terra di nessuno, paesaggio lunare, sconfinato e lontano da tutto.
Vi invito sui nostri itinerari, vi invito a rivedere il vostro concetto di montagna e vi invito anche a rimanere indifferenti di fronte a tanta bellezza.
Ma non ne sarete capaci.

bike le rocche

Per informazioni info@bikelerocche.com oppure seguite la pagina Facebook.com/bikelerocche