INCHIESTA – Cambierà il sistema di vendita delle bici? E in che modo?

Concludiamo la nostra inchiesta nel mondo della bike industry toccando un altro argomento molto delicato, ovvero quello del sistema di vendita delle bici.

Il mercato delle due ruote sta vivendo un momento di euforia e probabilmente non è mai stato così florido negli ultimi decenni.
Ma quanto potrà durare questa situazione? Sarà la normalità per i prossimi anni o è una bolla destinata a sgonfiarsi?
Nessuno, ad oggi, lo può dire con certezza.



Di certo c’è il malcontento di molti appassionati, non tanto e non solo per i ritardi nelle consegne, ma soprattutto per i prezzi che stanno arrivando alle stelle.
Senza contare le difficoltà dei rivenditori, che da anni fanno fatica a gestire ordini e programmi, da fare sempre con maggiore anticipo.

sistema di vendita delle bici

Il Covid-19, sotto un certo punto di vista, per tanti negozi è stata una vera manna perché ha permesso di svuotare i magazzini, ma per i prossimi anni la faccenda si annuncia complicata.
Le aziende, per far fronte alle difficoltà di produzione, chiederanno ai negozianti di anticipare ancora la programmazione degli ordini.

Ad oggi, pare che non si possa fare diversamente, ma ordinare le bici con più di un anno di anticipo è più facile a dirsi che a farsi.
Il negoziante deve essere bravo e fortunato…

sistema di vendita delle bici

Bravo a scegliere i modelli più interessanti per caratteristiche e rapporto qualità/prezzo, ma fortunato per quanto riguarda taglie e colori (il rischio è di trovarsi in casa la bici desiderata dal cliente, ma di una taglia sbagliata o di un colore che non gli piace…).

In più, con il sistema attuale, deve necessariamente avere un minimo di capacità imprenditoriale.

Arrivare a fine anno con diverse bici di alta gamma invendute per i piccoli rivenditori può significare erodere gran parte del guadagno della stagione. Anche in virtù del fatto che quasi sempre si deve vendere con forti sconti (altrimenti non si vende) e quindi la marginalità si riduce.

Ok, si tratta di faccende di cui il consumatore finale non si preoccupa più di tanto, ma per far stare in piedi il sistema tutti devono essere soddisfatti: aziende, rivenditori e clienti.

Cosa accadrà in futuro?
Una volta superata l’emergenza da Covid-19 sarà ancora sostenibile questa situazione o ci si avvia verso una revisione del sistema di vendita delle bici?

Noi qualche idea ce la siamo fatta, ma prima ascoltiamo la voce delle aziende che hanno partecipato alla nostra inchiesta sulla bike industry in periodo di pandemia.

«L’approccio come azienda cambierà poco, anche se assisteremo ad un cambiamento delle tempistiche e dei processi. Inoltre siamo certi che una maggiore programmazione porterà solo dei benefici a tutti gli attori del mercato.» (Scott Italia)

«Il processo di vendita non cambierà.
Col passare dei mesi anche il consumatore ha metabolizzato questo fenomeno e in qualche modo si sta rassegnando all’attesa. Probabilmente per il prossimo periodo ci saranno molte più vendite su ordinazione che vendite di bici pronte a stock, almeno per i nostri segmenti di prodotto.» (Wilier Triestina)

«Attualmente il nostro focus è sempre il passaggio del cliente tramite la nostra rete di rivenditori ufficiali presente in tutta Italia. Loro sono il fulcro della nostra operatività e sono in ogni momento a conoscenza della disponibilità e delle tempistiche dei nostri prodotti, pertanto il cliente finale può fare affidamento ai nostri negozi per trovare ogni tipo di risposta di cui ha necessità.
Pertanto no, al momento il processo di vendita al consumatore finale non verrà modificata.» (Trek Italia)

«Non in maniera radicale, quello che sta cambiando sono i servizi al consumatore finale che sempre di più fa riferimento al produttore per avere informazioni ed assistenza diretta.​» (Elite)

«Il consumatore oggi ha più opzioni di acquisto che in passato, ma noi incoraggiamo la maggior parte delle persone a rivolgersi a un rivenditore di biciclette qualificato per ottenere il parere e la guida di esperti.» (Sram Europe)

Ma c’è anche chi inizia ad avere una visione diversa e ad affiancare al negozio nuovi canali di vendita.
Del resto, come conferma una nostra fonte, il processo di vendita sta già cambiando, con i produttori di bici che si avvicinano sempre più al consumatore, rivedendo tempistiche e durata delle gamme.

«Il COVID19 ha avvicinato più persone all’acquisto online e quindi questo è un aspetto che non possiamo non considerare come importante per il futuro, ma Giant ritiene che il rivenditore debba avere oggi, come in futuro, un ruolo chiave nella distribuzione e nella vendita al consumatore.
Agli inizi del 2021 abbiamo aperto ufficialmente il nostro E-commerce, ma l’unico modo per poter acquistare è il “Click and Collect” selezionando il rivenditore preferito o più vicino… crediamo che l’acquisto di una bicicletta sia sempre legato al rapporto umano che solo il rivenditore può dare, faremo tutto il possibile per continuare a supportare i nostri dealers al fine di fornire il miglior servizio possibile al consumatore.» (Giant Italia)

Anche Specialized si sta muovendo nella stessa direzione, come ricorderete da un articolo di qualche tempo fa.

Canyon è una voce un po’ fuori dal coro, visto che da tempo ha abbracciato la vendita online: «Canyon ha vissuto fin dal primo giorno nella convinzione che “Direct to Consumer” sia il modo migliore per un’azienda e un marchio di connettersi direttamente con i suoi clienti. Non c’è motivo di cambiare questo sistema perfetto.»

La prima considerazione da fare, condivisa quasi da tutti, è che il cliente si dovrà abituare a preordinare la merce e attendere tempi più o meno lunghi prima di riceverla. E questo, probabilmente, riguarderà sia bici che accessori.

Detto questo, quasi tutti i brand hanno confermato di voler lasciare al centro del proprio progetto il rivenditore (e a nostro avviso è giusto che sia così).
Anche i dati forniti da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) per il 2020 confermano, almeno per ora, questo trend: più del 70% dei 2 miliardi di euro di fatturato generato dell’intera rete di vendita durante l’anno è venuto dalle realtà commerciali di prossimità.

Fanno eccezione le aziende che già vendono esclusivamente on line (come Canyon) e che non sembrano per nulla intenzionate a cambiare la propria strategia.

In tutto questo c’è da ragionare sulla sostenibilità dei sistemi di vendita e durante la pandemia alcune aziende hanno implementato il sistema “Click and Collect”, ovvero ordinare on line e ritirare dal proprio rivenditore di fiducia.

sistema di vendita delle bici

E se fosse proprio questa la soluzione vincente?
A nostro avviso potrebbe essere un format di successo, almeno per i modelli di alta gamma, anche se necessita di alcuni aggiustamenti rispetto a quanto abbiamo visto fino ad ora.
Primo tra tutti, le bici devono poter essere acquistate solo on line, magari ad un prezzo più contenuto di quello attuale, ma aggirando la politica degli sconti che si ottengono oggi in negozio. Altrimenti questo metodo non potrà mai funzionare.
I rivenditori diventerebbero sempre più centri di servizio e punti di riferimento sul territorio, magari dove poter “toccare con mano” e addirittura testare le bici da acquistare on line.

Una volta a regime, almeno sulla carta, ci potrebbero essere dei vantaggi per tutti i soggetti interessati.

Le aziende potrebbero vendere le bici a prezzi più contenuti, ma senza erodere i propri guadagni, riducendo la marginalità dei rivenditori.

I rivenditori avrebbero una marginalità più bassa, ma non dovrebbero più acquistare le bici e fare magazzino, riducendo dunque l’esposizione bancaria e le problematiche relative alla programmazione anticipata.
Allo stesso tempo, vedrebbero comunque garantito il transito di clienti in negozio, a cui offrire servizi (scelta del modello, biomeccanica, ecc), fare assistenza meccanica e vendere accessori e componenti.

I clienti potrebbero godere di una riduzione del prezzo di listino delle bici, ma senza rinunciare al servizio di consulenza e assistenza offerto dai negozi specializzati.

Si tratta di un’ipotesi frutto della nostra immaginazione, ma anche delle informazioni raccolte sul campo parlando con rivenditori, aziende e clienti.
Sicuramente il cambiamento del sistema di vendita delle bici non sarà un processo breve, ma scommettiamo che nei prossimi anni qualche cosa succederà…

Qui sotto, nel frattempo, trovate le altre 3 puntate della nostra inchiesta:

INCHIESTA – Ritardi nella consegna di bici e componenti: risponde la bike industry

INCHIESTA – Perché i prezzi delle bici sono aumentati?

INCHIESTA – Quali soluzioni ai ritardi delle bici? Quanto durerà questa situazione?

 

WES Bologna 2021 : le e-bike come leva di promozione del territorio

COMUNICATO UFFICIALE
Nel primo weekend di giugno Bologna e il crinale dell’Appennino diventeranno la capitale mondiale delle Mtb elettriche grazie alla seconda tappa del WES 2021, la Coppa del Mondo UCI dedicata alle e-mtb.
I comuni bolognesi di Castiglione dei Pepoli e Camugnano faranno da palcoscenico alla manifestazione che accoglierà i più forti interpreti della neonata disciplina che, oltre all’aspetto agonistico, consente di rilanciare la promozione turistica dei territori montani con uno strumento alla portata di molti.

WES Bologna 2021



Nata due anni fa nel solco tracciato dal circuito WES World E-bike Series, la Coppa del Mondo UCI di e-mtb è pronta ad accendere i fuochi della stagione 2021 con il consueto via della prima tappa dal Principato di Monaco.
Dopo l’esordio monegasco di fine aprile, il circuito mondiale della mountain bike elettrica farà tappa in Emilia-Romagna, nello specifico a Bologna e sui sentieri dei comuni appenninici di Castiglione dei Pepoli e Camugnano nel weekend del 5/6 giugno.
Una disciplina, quella della e-mtb, che sta avendo una crescita più che esponenziale e che vede un impegno diretto dei brand costruttori di biciclette a pedalata assistita che trovano nelle competizioni di alto livello un momento topico per l’evoluzione della tecnologia e per la promozione della propria offerta.

Analogamente anche i territori che ospitano le competizioni colgono questa opportunità per mettere in vetrina la propria proposta di accoglienza turistica per biker e con essa la possibilità di scoprire la propria area a cavallo di biciclette a pedalata assistita.

SPORT INTERNAZIONALE E PROMOZIONE TURISTICA
Competizioni di livello internazionale come World E-bike Series sono senza dubbio di supporto alla promozione delle zone turistiche che li ospitano, mettendo in una vetrina internazionale le bellezze che le caratterizzano.
Per questo motivo, WES Bologna Appennino 2021 del prossimo giugno, non sarà solo un momento di sport vissuto ad alti livelli, ma anche una occasione di visibilità e promozione del territorio. WES Bologna 2021 si presta ad essere un vero e proprio palcoscenico internazionale per la zona di Castiglione dei Pepoli e di Camugnano, sui cui territori è disegnato l’anello di gara dove oltre 20 team internazionali si sfideranno.
La Regione Emilia-Romagna si conferma quindi terra con una forte vocazione per lo sport e la mobilità sostenibile.
«La nostra regione è lieta di ospitare un altro evento dedicato alle due ruote di caratura internazionale, che coniuga valorizzazione dell’area montana con la promozione della sostenibilità ambientale – sottolinea Giammaria Manghi, Sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna – un binomio quanto mai significativo che impreziosisce una competizione sportiva in grado di evidenziare a pieno titolo la bellezza del nostro territorio».
Un aspetto, quello ecologico, che è ormai imprescindibile per tutti gli eventi, territori e marchi che vogliono definirsi “green”.

WES Bologna 2021

CASTIGLIONE DEI PEPOLI, L’HEAD QUARTER DI WES BOLOGNA APPENNINO 2021
Il comune di Castiglione dei Pepoli ospiterà nel centro storico di Piazza della Libertà, il quartier generale dell’evento e le cerimonie di premiazione, oltre che parte del tracciato della gara. Questo splendido borgo immerso nel verde è il punto di partenza per diverse escursioni a piedi o in mountain bike.
«La rivoluzione della e-bike può essere quell’innovazione tecnologica che ci aiuta a rivalorizzare, attraverso il turismo legato alle esperienze autentiche rispettose dell’ambiente, il turismo in appennino – commenta Maurizio Fabbri, Sindaco di Castiglione e Presidente Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese – e il fatto che WES abbia scelto il nostro territorio considerandolo ideale per questa pratica sportiva ci stimola ad investire su questo nuovo prodotto turistico».
Partendo dal centro storico, dove si può ammirare, tra le tante bellezze storiche, il cinquecentesco Palazzo Comitale dei Conti Pepoli, si possono raggiungere caratteristiche frazioni dislocate su vari versanti dell’Appennino bolognese, come Baragazza e il Santuario di Boccadirio, Monte Tarantella e il lago omonimo, fino a Sparvo e Creda, ammirando panorami mai uguali tra loro.

WES Bologna 2021

IL PARCO REGIONALE DEI LAGHI DI SUVIANA E BRASIMONE
Un secondo pilastro dell’evento WES Bologna Appennino 2021 sarà il comune di Camugnano e il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone, un vero paradiso per bike ed escursionisti, la cui zona sarà vetrina importante per gli eventi collegati e la cornice naturale ideale per gli appassionati che seguiranno l’evento.
«In questo periodo così complicato, condizionato da una pandemia globale il nostro territorio può rappresentare per tante persone un luogo ideale per vivere in un contesto a misura d’uomo – commenta – ricorda Ubaldo Lazzari, Vicesindaco di Camugnano e Presidente Parco dei Laghi di Suviana e Brasimonee in questo territorio il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone gioca un ruolo di assoluto protagonista: insiste per quasi la sua totalità nel territorio di Camugnano e grazie a tre laghi, un ecomuseo diffuso con oltre 30 km di sentieri tracciati diventa per gli appassionati di mountain biking e trekking una meta ideale a un’ora da Bologna e Firenze».

LA E-BIKE COME STRUMENTO DI ATTRAZIONE
L’e-bike, oltre che una rivoluzione per la mobilità e lo sport è anche uno straordinaria occasione per costruire prodotti turistici che possano valorizzare territori ricchi di emergenze ambientali da connettere ai centri cittadini.
«Il ritorno in Appennino di WES World E-Bike Series è una notizia molto importante: si tratta di un evento sportivo che si svolge a contatto con la natura, in un luogo straordinario e che permette di portare visibilità al territorio – aggiunge Matteo Lepore, Assessore al Turismo di Bologna e Presidente Destinazione Turistica Bologna-Modena – Un valore strategico per lo sviluppo economico e sociale del territorio e il suo posizionamento nazionale e internazionale”.

Per ulteriori informazioni worldebikeseries.com

VIDEO – Dentro la sede di Merida Italia: vi presentiamo Dario Acquaroli

Dario Acquaroli entra in Merida Italia.
L’arrivo del due volte ex-campione del mondo di Mtb nella veste di marketing manager dà un’idea dell’azione di potenziamento dello staff che Merida Italia sta compiendo
La nuova filiale, sita in Reggio Emilia, diventerà a breve (restrizioni Covid permettendo) un centro di riferimento per pubblico, rivenditori e operatori del settore interessati e coinvolti nella vendita delle bici Merida.

La Merida eOne-Sixty 8000 testata di recente su eBikeCult.it: qui il video test

L’arrivo di Dario Acquaroli in Merida Italia è stata per noi l’occasione di fare una visita allo show room della filiale italiana e fare due chiacchiere con l’ex iridato e un altro personaggio cruciale della Mtb degli Anni Novanta, ossia Gianluca Bonanomi, che, sempre in Merida Italia, riveste un ruolo chiave.
Il ruolo di amministratore spetta a Paolo Fornaciari che crede molto nelle capacità sia di Bonanomi che di Acquaroli.

merida italia
Da sinistra, Paolo Fornaciari, Dario Acquaroli e Gianluca Bonanomi

merida italia

Per il 2021 e il 2022 sono in cantiere tante novità (di cui vi parleremo appena avremo notizie ufficiali), ma nel frattempo vi invitiamo a dare uno sguardo alla sede e a conoscere Bonanomi e Acquaroli in questo video:

Qui trovate tutti i nostri articoli sui modelli di Mtb Merida, mentre cliccate qui se volete saperne di più sulle e-Mtb Merida oppure sulle bici da strada e gravel Merida
Se invece volete saperne di più sul passato agonistico di Dario Acquaroli e di Gianluca Bonanomi, vi invitiamo a guardare i video in basso:

 

Cara bici, ti devo un anno di vita…

«Cara bici, ti devo un anno di vita».
Stamattina, mentre pedalavo da solo le parlavo.
Sì, proprio a lei, alla mia bici, perché in questo periodo le devo molto.
Un anno buttato.
Un anno di libertà persa.
Un anno di rinunce.
Un anno di paura.
Un anno di rabbia.
Insomma, un anno difficile per tutti.

Cara bici ti devo un anno di vita



Ma, almeno per me, sarebbe stato ancora peggio se non avessi avuto la bici.
In tutte le sue forme: strada, Mtb, gravel, e-Bike e voglio metterci anche i rulli, che ci hanno tenuto parecchia compagnia…
Non so voi, ma io sto accusando particolarmente questo clima di privazioni, i colori, le zone, il coprifuoco…
Sì, magari sarà necessario, ma non riesco a viverla serenamente, è più forte di me.
Uno dei pochi momenti della giornata in cui riesco a non pensare, o a pensare meno, è quando vado in bici.
Aggancio i pedali e stacco la spina!
Mi dissocio dal mondo.
A volte di più, altre di meno, ma comunque sto bene.
E quando torno sto ancora meglio.

Cara bici, ti devo un anno di vita.
Parlo di bici perché sono un ciclista e con lei ho un rapporto “intimo”, ma tutti gli sport andrebbero salvaguardati. Sempre, ma ancor più in questo periodo.
Abbiamo la fortuna di poter contare su un antidepressivo naturale, quindi sfruttiamolo!
Fare sport fa bene a testa e fisico. E volendo contestualizzare l’argomento all’attualità, aiuta anche a potenziare le difese immunitarie e combattere le malattie, Covid compreso.
Ormai è stato riconosciuto anche da chi di dovere.
Tardi, ma è stato riconosciuto…

Cara bici, ti devo un anno di vita.
O forse anche qualcuno in più…
Perché ancora mi fai sognare come quando ero bambino.
E perché a volte mi fai arrabbiare, ma non riesco mai ad essere troppo cattivo con te.
Ti devo molto perché mi sproni sempre a dare il massimo, anche quando le gambe mollano e la testa pure, ma ferito nell’orgoglio spingo a tutta, fino a quando ne ho.

Ti devo un anno di vita, uno dei più difficili di sempre, per me.
Sarò stato fortunato prima?
Forse sì, ma sinceramente non mi interessa, non vedo l’ora di tornare alla libertà!
Nel frattempo, però, so che quando qualcosa va storto, quando ho troppi pensieri nella testa e troppa rabbia in corpo posso contare su di te, cara bici.
La mia valvola di sfogo, un mezzo odiato da molti ma amato da altrettanti, che ci identifica e ci rende unici.
Due ruote, due pedali, il vento in faccia e tante storie da raccontare.

Cari biker e ciclisti, se avete letto fino a qui, molto probabilmente state vivendo la mia situazione.
Ma vi dico una cosa: non mollate, non molliamo!
Prima o poi finirà…

Trail E-Xplorer: la serie dedicata ai posti più belli per l’e-Mtb

La serie Scott Trail E-Xplorer è stata pensata per andare alla ricerca dei migliori sentieri per e-Mtb sulla terra, l’ambassador di Scott, Holger Meyer si unisce ad alcuni dei migliori atleti al mondo della famiglia Scott per fornirci alcune destinazioni privilegiate per le nostre prossime vacanze in e-Mtb!

Trail E-Xplorer



Surrey, Gran Bretagna.
Stai pianificando la tua prossima avventura in e-Mtb? Allora non cercare oltre.
Holger Meyer, globe-trotter e unico nel suo genere, ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno per pianificare la nostra prossima vacanza in bicicletta.
Più che per la guida, Holger cerca i posti migliori per mangiare, dormire e divertirsi in bici e fuori.
Nella sua ricerca del paradiso dei ciclisti, Holger ha arruolato alcuni dei più rinomati atleti Scott.
Holger Meyer esplora la grande regione del Surrey in Gran Bretagna con il il fenomeno e leggenda Brendan Fairclough.
Dai parchi ai pub e agli spot segreti che solo i locali conoscono, esci con Holger e Brendan per una fantastica avventura inglese!

Trail E-Xplorer Trail E-Xplorer

Questi sono già i migliori percorsi per e-Mtb in circolazione? Meglio scoprilo nel primo episodio della nuovissima serie Scott Trail E-Xplorer.

Episodio 1 Trail E-Xplorer – Londra, Surrey Hills
A 2 ore di auto a sud di Londra si arriva al Rogate Bikepark, un famoso Bike park di questa regione. Puoi trovare circa 15 diversi sentieri su questa piccola collina.
Dai salti facili a quelli più estremi, hai tutto per rendere felice un ciclista!
Non c’è navetta, quindi devi pedalare, e le nostre e-Mtb da 150 mm sono la scelta perfetta per “tonnellate” di discese.
La salita è piacevole e facile e troverai belle curve spondate insieme a salti durante la discesa: mi sono davvero appassionato alla combinazione di sentieri chiamata Bottle Rocket to Bikini Bottom.
La batteria Bosch da 625 Wh ti assicurerà una fantastica giornata di guida!

Dove sono i posti migliori e come ci si arriva? Dove dormire? Dove andare per Apres Bike? Dove mangiare? Queste sono le domande che devi tenere a mente quando pianifichi la tua prossima vacanza in bicicletta.
Ma non devi preoccuparti di questo dato che Holger ti ha sistemato alcuni suggerimenti e contatti locali.
Negozi di biciclette, bar e budget, scopri la storia Trail E-Xplorer per maggiori informazioni.

Trail E-Xplorer

HOLGER: “Nel gennaio 2020, è inverno e il Covid-19 non è ancora arrivato in Europa.
Per la prima tappa della serie, ho deciso di andare in Inghilterra e incontrare il maestro di stile Brendan Fairclough.
L’Inghilterra è una grande fuga dalla neve sulle alpi in quel periodo dell’anno, e tutti dicevano, l’Inghilterra è la migliore quando piove… ”

Trail E-Xplorer

Per ulteriori informaizoni scott-sport.com

VIDEO – Sram GX Eagle AXS: il cambio wireless scende di prezzo

Sram GX Eagle AXS, la tecnologia wireless è finalmente accessibile ad una fetta più ampia di utenti.
Dopo i modelli XX1 e X01 anche il sistema di cambiata GX diventa elettromeccanico.
Venduto come kit integrativo, il nuovo Sram GX Eagle AXS andrà ad integrare il gruppo GX già esistente, mantenendo la medesima guarnitura e pacco pignoni.
Un upgrade che migliorerà la vostra esperienza di guida rendendola “fluida” e maggiormente personalizzabile.
Prima di scendere nel dettaglio godiamoci il video dedicato all’entrata del Gx nel mondo wireless.



I VANTAGGI DELLA TECNOLOGIA AXS
Introdotta nel 2019, la tecnologia Sram AXS, ha aperto la strada ad un sistema di cambiata fluido e di facile azionamento.
Oggi, con la presentazione dello Sram GX Eagle AXS, l’entrata nel mondo wireless risulta più abbordabile e con prestazione comunque elevate.

Sram GX Eagle AXS

Numerosi sono i vantaggi portati da un sistema elettromeccanico.
L’eliminazione del cavo consente un passaggio di marcia più preciso e mai fuori tempo, soprattutto nelle condizioni più estreme come acqua, fango e neve.
Per lo stesso motivo l’azionamento del comando è davvero intuitivo e richiede uno sforzo ridottissimo, inoltre grazie all’applicazione per smartphone Sram AXS, la modalità di cambiata è personalizzabile (ne parliamo più avanti).

COSA COMPRENDE IL KIT SRAM GX EAGLE AXS?
Come anticipato nella parte introduttiva, lo Sram GX Eagle AXS verrà venduto come kit integrativo.
Questo permetterà a chi è già in possesso di un gruppo Sram Eagle di beneficiare del sistema AXS senza dover acquistare nuovamente l’intero gruppo.
Deragliatore posteriore, comando con annesso MatchMaker, batteria, carica batteria e un utile strumento per misurare la distanza tra pacco pignoni e puleggia cambio, questo il contenuto del kit Sram GX Eagle AXS.
Partiamo con l’analizzare l’elemento principale del nuovo kit, il cambio.

Sram GX Eagle AXS

Il deragliatore posteriore
Sotto sforzo in salita o in corsa verso il traguardo di una gara, il deragliatore Sram GX Eagle AXS mantiene una precisione sorprendente, togliendo al rider la fastidiosa sensazione di eccessivo sforzo sul comando del cambio.
Progettato per ampliare l’offerta e rendere la tecnologia AXS accessibile a tutti è realizzato con materiali robusti che puntano a renderlo resistente ad eventuali torsioni e impatti accidentali.

Sram GX Eagle AXS

La resistenza è aumentata anche grazie alla frizione di sovraccarico.
Essa infatti stacca il piccolo motore elettrico, dando libertà di movimento al deragliatore.
Questa “intelligenza artificiale” salvaguarda il cambio e il relativo forcellino.
Altra particolarità per quanto riguarda il nuovo entry level dei cambi elettromeccanici è la gabbia costruita interamente in acciaio, che, se da una parte fa aumentare il peso, dall’altra assicura una robustezza di ottimo livello.
A completare una serie di accorgimenti votati alla longevità del cambio pensa la nuova cover per la batteria.
Leggera, a sgancio rapido e molto utile a tenere lontani detriti e rami.
Inclusa nel kit o acquistabile separatamente per essere istallata sui modelli AXS XX1 e X01.
Ovviamente il cambio può essere tranquillamente utilizzato anche senza quest’ultima protezione.
Il nuovo deragliatore posteriore Sram GX Eagle AXS potrà essere mixato con altri componenti AXS.

Sram GX Eagle AXS

Comando cambio
Molto simile ai modelli di gamma superiore, il comando dello Sram GX Eagle AXS ha dimensioni ridotte e impressiona sin da subito per l’assenza di guaine e cavi.
Il rocker paddle è quello di prima generazione, installato fino a poco tempo fa anche sui modelli di alta gamma.
Comodo, ergonomico e azionabile con una semplice pressione di pollice o indice.

Rimane la possibilità di acquistare a parte e montare il rocker paddle di seconda generazione (qui i dettagli).
Lo sforzo per azionare il comando è davvero minimo, anche in situazioni complicate, un vantaggio notevole che rende la cambiata intuitiva e immediata.
Ad alimentare il comando troviamo una semplice batteria come quella installata negli orologi, una comune CR2032.
La sua durata dipende dall’utilizzo, ma orientativamente Sram parla di 2 anni, durata oltre la quale vi consigliamo di cambiarla anche se non esaurita.
Il punto di forza del comando GX, ma più in generale dei comandi AXS, è la possibilità di personalizzazione.
Grazie all’app Sram AXS sarà infatti possibile impostare i comandi e le loro funzioni in base alle nostre esigenze.
Invertire l’ordine dei comandi, impostare la cambiata su singola o multipla, queste sono solo alcune delle opzioni configurabili.

Accessori forniti nel kit
A completare il kit troviamo, ovviamente, il caricabatterie per ricaricare la sorgente del nostro cambio, composto da una basetta dove verrà riportato lo stato di carica e annesso cavetto USB.
Infine troviamo una dima per la regolazione della distanza tra puleggia superiore del cambio e pacco pignoni.

PESI E PREZZI

La costruzione “robusta” del cambio Sram GX Eagle AXS fa salire il peso rispetto ai modelli XX1 e X01.
Un incremento del tutto trascurabile se pensiamo al costo nettamente inferiore a parità di prestazioni
Nello specifico parliamo di 478 gr ed un costo di 385,00 € per quanto concerne il cambio.
Il comando del cambio pesa 82 gr e costa 155,00 €, un prezzo ed un peso che lo rendono appetibile anche in abbinamento a gruppi di alta gamma grazie alla sua compatibilità.
Ricordiamo il costo del kit Sram GX Eagle AXS: 620,00 €.

COME VA LO SRAM GX EAGLE AXS?
Montare il nuovo kit Sram è semplice e intuitivo, basta un po’ di manualità per riuscirci anche da soli, qui il nostro tutorial.
Appena installato si apprezza immediatamente la sua pulizia ed eleganza, niente più cavi e guaine.
Non appena, invece, si inizia a pedalare e a cambiare marcia ci si trova inizialmente spiazzati.
Talmente ridotto lo sforzo necessario per azionare il comando che bisogna farci l’abitudine.
Tramite l’applicazione Sram AXS ho impostato la cambiata sull’opzione multishifting.
Modalità perfetta per avere una cambiata immediata dal primo all’ultimo pignone, tenendo premuto il pulsante.

La precisione del cambio è sorprendente, sotto sforzo e non, non fa differenza.
Molteplici sono state le situazioni in cui mi sono ritrovato a dover cambiare in frangenti poco idonei.
Frangenti nei quali una trasmissione a cavo avrebbe restituito una sensazione poco gratificante, emettendo rumori che invitano a cambiate più “dolci”.
Lo Sram GX Eagle AXS, invece, anche in queste situazioni non batte ciglio, garantendo una fluidità di cambiata costante.

La velocità nel passare da un pignone all’altro è paragonabile a quella dei modelli superiori.
Motivo per il quale ritengo il nuovo Sram GX Eagle AXS un’ottima alternativa per tutti quei riders che non hanno l’ossessione del peso.
L’ottima qualità costruttiva e l’utilizzo di materiali resistenti rendono la nuova trasmissione Sram utilizzabile anche in campo trail / enduro.
Dopo la presentazione dei gruppi XX1 e X01 in versione AXS siamo lieti di dare il benvenuto allo Sram GX con la medesima tecnologia.
Sram ha rispettato le aspettative presentando non solo una versione “elettrificata” del GX, ma anche una trasmissione con le stesse caratteristiche dei fratelli maggiori, un peso leggermente superiore ma un prezzo più abbordabile.

Per informazioni SRAM.COM

 

INCHIESTA – Quali soluzioni ai ritardi delle bici? Quanto durerà questa situazione?

«Questi sono stati i 12 mesi più incredibili di sempre della bike industry mondiale ed era praticamente impossibile prevedere quello che è poi accaduto […]» (Trek Italia)

Partendo da questa affermazione, riprendiamo la nostra inchiesta sulla situazione attuale della bike industry e andiamo ad occuparci delle possibili soluzioni ai ritardi delle bici.
Abbiamo indagato, come ricorderete, sui motivi che provocano ritardi, in alcuni casi molto importanti, nelle consegne di nuove bici e nuovi componenti.

INCHIESTA – Ritardi nella consegna di bici e componenti: risponde la bike industry



Abbiamo capito che nel corso del 2020 e in questo inizio del 2021 la richiesta mondiale di biciclette e di componenti per biciclette è stata talmente elevata che la capacità produttiva dell’industria non è riuscita a soddisfarla.
A questo motivo principale si aggiungono altri fattori, legati alle restrizioni dovute alla pandemia da Covid19: difficoltà nelle spedizioni, carenza di materie prime…

soluzioni per i ritardi delle bici

A questo punto, abbiamo chiesto ai brand coinvolti nella nostra inchiesta – Scott, Trek, Shimano, Wilier, Giant, Schwalbe, Sram ed Elite – quanto tempo prevedono che durerà ancora tale situazione e, soprattutto, quali soluzioni stiano mettendo in campo per limitarne gli effetti negativi.

Le previsioni più ottimistiche stimano ancora un anno prima di arrivare a una stabilizzazione; altri si sbilanciano a dire che ci vorranno minimo due anni.

«La situazione durerà ancora per almeno un anno. Se da un lato speriamo che la frenesia all’acquisto continui a lungo, auspichiamo un ritorno alla normalità per le forniture, con consegne rispettate e un livello di produzione consono a garantire risposte in tempi ragionevoli.
L’unica soluzione che vediamo ora è la programmazione dettagliata e in largo anticipo di tutti i canali di fornitura. Una migliore organizzazione al momento è l’unica arma che possiamo usare.
Fortunatamente il nostro modello di business ha delle procedure snelle e veloci (cosa che ci ha permesso di rispondere bene nella prima parte di boom) e crediamo che i prossimi mesi si inizi a vedere un graduale rientro alla normalità.» (Wilier Triestina)

 

«E’ difficile prevedere con certezza cosa accadrà. Pensiamo che una situazione di questo tipo possa durare per due stagioni quindi con una coda che andrà fino al 2023. La soluzione per contrastare questa situazione è la programmazione dei lanci di produzioni ancora più anticipati.» (Scott Italia)

«Data l’enorme richiesta attuale di bici, il processo di stabilizzazione non è certamente breve, ma siamo comunque fiduciosi di poter tornare ad una situazione normalizzata nel minor tempo possibile.
Stiamo investendo le nostre risorse alla ricerca di soluzioni per ritornare in linea con le tempistiche di consegna che negli ultimi anni ci hanno sempre visti puntuali e pronti ad accontentare ogni tipo di richiesta.» (Trek Italia)

«Quanto durerà questa situazione purtroppo nessuno può dirlo, come vediamo la situazione cambia in maniera rapida quasi ogni giorno.
Noi stiamo facendo del nostro meglio  lavorando già sulle gamme future, il 2022 è stato preordinato e deciso già alla fine del 2020 e speriamo non subisca gli stessi ritardi del 2021, il 2023 è già in fase di lavorazione.» (Giant Italia)

 

Da queste prime risposte si comprende che per fare fronte ad una situazione sicuramente imprevista e imprevedibile, la bike industry si sta riorganizzando puntando su una migliore e più puntuale programmazione degli ordini, in modo da sapere con più largo anticipo cosa produrre e in quali quantità.

E’ così anche per i produttori di componenti?
Una nostra fonte ci ha confermato che la vera sfida è riuscire ad anticipare il più possibile il mercato, chiedendo uno sforzo a distributori e negozianti sulla pianificazione.
«Programmare le proprie esigenze sul medio periodo non è più solo consigliato ma fondamentale per poter governare il periodo storico che stiamo vivendo.»

soluzioni per i ritardi delle bici

Dal canto loro, i maggiori produttori di componenti per bici hanno già aumentato la produzione (addirittura del 70% rispetto al periodo pre-covid, secondo la nostra fonte), con l’obiettivo di riuscire a soddisfare ogni ordinativo.

Anche Elite, produttore di rulli e accessori per il ciclismo, ci conferma di aver potenziato la produzione: «Siamo consapevoli che stiamo attraversando un periodo eccezionale. Da parte nostra abbiamo potenziato la nostra capacità produttiva, abbiamo rafforzato tutti i reparti di gestione della produzione e del customer-care, nonché rafforzato anche l’area tecnica per dare un’ulteriore spinta all’innovazione.»

Sram Europe a questo proposito ci ha detto: «L’impennata degli ordini è iniziata più o meno tre mesi dopo l’inizio della pandemia, noi abbiamo incrementato ogni aspetto della nostra produzione, in alcuni casi raddoppiandola. Nell’ultimo anno abbiamo assunto un numero significativo di personale qualificato, aumentato il numero di turni in ogni stabilimento di produzione e massimizzato l’efficienza della produzione.
Inoltre, Sram è da anni fortemente focalizzata sul miglioramento continuo (Continuous Improvement – CI) e apportare costanti miglioramenti a tutti i nostri processi ci ha messo in un’ottima posizione di partenza per affrontare questa situazione.»

Schwalbe ha una posizione un po’ più cauta: « Molte soluzioni sono al vaglio per il prossimo futuro, l’ampliamento delle unità produttive in primis. Ovviamente, per la realizzazione, bisogna tenere conto delle tempistiche tecniche e logistiche.
Tutto è però calmierato per capire quanto questa situazione sarà reale anche nei prossimi anni o solo un boom momentaneo dovuto all’emergenza sanitaria.»

A nostro avviso, è difficile prevedere quanto durerà questo periodo eccezionale o dire cosa accadrà l’anno prossimo o fra due anni o anche capire se le soluzioni per i ritardi delle bici che sono state prospettate funzioneranno effettivamente.
Sarà interessante vedere quando il settore della bici vivrà una stabilizzazione della domanda e se allora avrà fatto un passo in avanti o tornerà ai livelli, sempre positivi, pre-pandemia.
Oppure ancora, se il consolidamento avverrà ad un livello intermedio, come ci suggerisce Elite…

Intanto vi invitiamo a proseguire la lettura proponendovi la spinosa questione dei prezzi:

INCHIESTA – Perché i prezzi delle bici sono aumentati?

VIDEO – MTM Hydro Bike Wash, il lavaggio self service a bassa pressione

Dopo il grande successo riscontrato dall’articolo di presentazione della colonnina per il lavaggio MTM Hydro a bassa pressione abbiamo deciso di approfondire ulteriormente questo prodotto andando a conoscere più da vicino come è fatto e come funziona la postazione self service MTM Hydro Bike Wash.



L’azienda italiana, leader nel settore degli autolavaggi ha ideato la colonnina self service MTM Hydro Bike Wash, un prodotto altamente professionale dedicato al mondo delle due ruote a pedali.
Un lavaggio con getto d’acqua a bassa pressione ideale per le parti sensibili di una Mtb e e-Mtb.
La colonnina Bike Wash è chiaramente un prodotto professionale ideale per autolavaggi, bike park e in generale a stazioni di servizio dedicate alla bicicletta.

MTM Hydro ha dotato la colonnina Bike Wash di 4 programmi:
– Getto d’acqua a bassa pressione
– Spazzola con emissione di schiuma
– Getto d’aria
– Compressore con manometro
Per legge è chiaramente previsto un tasto di STOP che arresta tutte le operazioni per ogni evenienza o malfunzionamento.

MTM Hydro Bike Wash

COME FUNZIONA?
È il momento di entrare nel vivo del prodotto, capire come funziona e qual’è il risultato alla fine.
Vi lasciamo al video realizzato in occasione di questa prova per poi invitarvi a proseguire la lettura per ulteriori dettagli:

La prima cosa che si nota è il braccio di fissaggio che si adatta a tutti i manubri di Mtb e e-Mtb.

MTM Hydro Bike Wash

Il getto d’acqua a bassa pressione era il programma che più ci incuriosiva.
L’acqua che esce dalla pistola è sufficientemente in pressione da rimuovere lo sporco superficiale e iniziare a sciogliere e ammorbidire la sporcizia più persistente senza però essere in alcun modo aggressiva.

MTM Hydro Bike Wash

Successivamente, è di fondamentale importanza l’utilizzo della spazzola con l’emissione di prodotti schiumosi per facilitare ulteriormente la rimozione dello sporco.
La spazzola è ben pensata e la fuoriuscita di schiuma adeguata a fare un bel lavoro ma ci sentiamo di puntualizzare che per chi acquisterà la colonnina MTM Hydro Bike Wash sarebbe opportuno lasciare alla base della postazione almeno una spazzola piccola per strofinare le zone più nascoste del telaio.

Con il getto d’acqua a bassa pressione andremo a risciacquare tutta la bici, per poi utilizzare il getto d’aria che è perfetto per asciugarla, per rimuovere i residui d’acqua dalle zone sensibili come movimento centrale, freni, serie sterzo, leveraggi della sospensione e, nel caso di e-Mtb, contatti elettrici.

MTM Hydro Bike Wash

Infine con un quarto programma potremo controllare la pressione degli pneumatici con un preciso, quanto facile da utilizzare, compressore con manometro.

MTM Hydro Bike Wash

IN CONCLUSIONE
La colonnina MTM Hydro Bike Wash si rivela essere un’ottimo prodotto per le attività che lo acquisteranno, ma soprattutto un ottimo servizio per chi ha bisogno di ripulire la Mtb prima di fare manutenzione o di rientrare a casa.

Per ulteriori informazioni mtbmhydro.it

Italian Bike Festival 2021: aperte le registrazioni per la 4ª edizione

COMUNICATO UFFICIALE

Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per la quarta edizione della più importante manifestazione italiana dedicata al mondo della bicicletta e ai suoi appassionati: l’Italian Bike Festival 2021.
L’appuntamento è al Parco Fellini di Rimini dal 10 al 12 settembre 2021, per ammirare in anteprima e testare le novità del mercato.

Italian Bike Festival 2021

Neanche lo scorso anno, contrassegnato dall’annullamento di fiere ed eventi aperti al grande pubblico, Italian Bike Festival ha mancato alla promessa fatta nel 2018 ad aziende, operatori e amanti delle due ruote: rappresentare una costante nel rapporto tra tutti questi attori, un luogo di incontro e confronto all’interno del quale poter scoprire in anteprima le novità del mercato dell’anno successivo ma soprattutto farlo con i sapienti consigli di chi quelle novità, le ha studiate ed è pronto a lanciarle sul mercato.



Un filo diretto tra azienda e consumatore che si rinnova di anno in anno e che nel 2020 ha premiato Italian Bike Festival con oltre 25.000 registrati e un totale di 30.000 presenze in tre giorni e con l’onere e l’onore di esser stato nella passata stagione il primo appuntamento in Europa ad offrire questa possibilità agli appassionati di bicicletta.Si riparte adesso, quando mancano poco meno di 6 mesi all’evento, che anche quest’anno si avvale della collaborazione e del supporto del Comune di Rimini, di APT Servizi Emilia Romagna e di Visit Romagna, con la voglia di non dover più rinunciare al ricco programma di intrattenimento, show ed Extra Festival saltato lo scorso anno.
Confermata la location, Parco Fellini di Rimini, e le date annunciate al termine della passata edizione, dal 10 al 12 settembre 2021.

Italian Bike Festival 2021

Al fine di poter garantire fin da ora il rispetto delle normative sul distanziamento sociale e gli assembramenti, anche quest’anno ci sarà la registrazione obbligatoria e gratuita, già disponibile cliccando qui: http://bit.ly/IBF_2021_Registrati.
Confermato anche il format, con l’area espositiva di oltre 45.000 mq che ingloba al proprio interno l’Off Road Arena dove poter testare le MTB e eMTB.
Oltre 170 i brand che hanno già confermato la loro presenza e che, secondo le previsioni, riempiranno tutti gli slot previsti all’interno del villaggio, superando ampiamente quota 300.

Spazio, anche quest’anno, al settore del cicloturismo con la presenza delle più virtuose località turistiche che hanno fatto della mobilità sostenibile e dell’incentivo all’utilizzo delle due ruote un motore della loro economia.
E, a proposito di turismo attivo, farà il suo ritorno la “Malatestiana”, la cicloturistica della Signoria di Rimini, che accompagnerà i partecipanti nell’entro terra riminese sui percorsi protetti della Via Romagna in una suggestiva pedalata da affrontare con le Road Bike, le MTB, le Gravel o in eBike.
Al debutto invece la “Dolce Vita”, una ciclostorica che da Torre Predera di Rimini arriverà a Riccione, facendo sosta all’interno del Village di Italian Bike Festival, per poi far ritorno.
Visto l’enorme successo dello scorso anno, con oltre 100 partecipanti al via, tornerà anche un momento ludico dedicato al supporto e alla promozione di un concetto alternativo di mobilità urbana sostenibile: la CargoBike Revolution.
Una pedalata nella città di Rimini, con partenza e arrivo ad Italian Bike Festival finalizzata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti dell’utilizzo delle CargoBike in città.

Italian Bike Festival 2021

Ma non finisce qui: tornerà il ricco programma di show e spettacoli che hanno reso famoso Italian Bike Festival nelle sue prime 3 edizioni, le competizioni nell’Off Road Arena, la Pumptrack per far muovere i primi passi sulle due ruote anche ai più piccoli, gli appuntamenti dell’Extra Festival nei quali ritrovarsi al termine di una giornata di test e il calendario di appuntamenti e incontri con i più grandi campioni del ciclismo di ieri e di oggi.

Il sito di riferimento per Italian Bike Festival 2021 è Italianbikefestival.net.

INCHIESTA – Perché i prezzi delle bici sono aumentati?

Siamo arrivati alla terza parte della nostra inchiesta sulla attuale situazione della bike industry, e affrontiamo qui la questione forse più spinosa, ma che tocca un po’ tutti gli appassionati: l’aumento dei prezzi di bici e componenti.
Dai tanti commenti che avete lasciato sulle nostre pagine social, abbiamo capito che molti si lamentano proprio del fatto che, oltre al ritardo nella consegna della bici, si aggiunge un rialzo del prezzo finale che molti produttori hanno praticato sui nuovi modelli.




Per vederci chiaro e per capire meglio le ragioni, abbiamo naturalmente chiesto ai brand che hanno collaborato a questa serie di articoli – Scott, Trek, Giant, Wilier, Canyon, Shimano, Sram, Schwalbe ed Elite – se effettivamente hanno attuato un aumento dei listini o, se prevedono di farlo, e quali sono i motivi dietro alla loro scelta.

Le risposte che abbiamo raccolto non hanno la pretesa di essere esaustive e magari non saranno neanche consolatorie per chi ha già ordinato una bici nuova o vorrebbe farlo.
Si tratta piuttosto di una fotografia – magari parziale – di una situazione in evoluzione, in un momento storico unico.
Dunque, davvero i prezzi delle bici sono aumentati? E perché?

La prima risposta – lo diciamo subito per chiarezza – è sì: in generale dall’inizio dell’anno molti dei principali brand di biciclette e componenti hanno ritoccato i prezzi dei loro prodotti, o almeno di alcuni di essi.
E chi non ha ancora aumentato i prezzi, ha in previsione di farlo nella seconda metà dell’anno.
I motivi sono un po’ gli stessi per tutti: innanzi tutto, sono aumentati i prezzi delle materie prime.
Per esempio, Trek ci dice che il prezzo dell’alluminio per tonnellata è aumentato del 27% rispetto all’anno precedente mentre Elite aggiunge che altri materiali come metalli e plastiche sono aumentati del 40-60%.

Anche i costi di trasporto – in particolare dall’Estremo Oriente – sono più elevati. Addirittura quadruplicati, secondo quanto ci ha rivelato Trek.
Infine, l’attuazione dei protocolli anti-Covid negli stabilimenti di produzione (igienizzazioni, tamponi rapidi, attrezzature per il lavoro a domicilio…) ha ulteriormente fatto lievitare i costi aziendali in maniera ovviamente non prevedibile.
Si tratta di costi aggiuntivi che fino all’esplosione della pandemia non dovevano essere sostenuti.

Già a dicembre scorso, Commencal spiegava in un comunicato che i tempi di produzione e consegna si sono notevolmente allungati e il prezzo di costo è esploso e che per questo l’azienda era costretta a rivedere il prezzo di alcune biciclette.

https://www.mtbcult.it/news/prezzi-bici-e-ritardi-covid-commencal/

E anche Orbea, in una comunicazione ufficiale di metà febbraio, annunciava l’aumento delle tariffe di vendita al pubblico, a causa dell’incremento dei costi logistici e delle materie prime.

https://www.mtbcult.it/news/prezzi-delle-bici-orbea/

Le dichiarazioni che hanno rilasciato le aziende da noi interpellate confermano questo quadro:
«L’innalzamento dei prezzi delle materie prime dovuto alla scarsità di approvvigionamento delle stesse, unitamente all’aumento del costo dei trasporti ci ha visti costretti a ritoccare il prezzo di alcuni prodotti.
Non l’abbiamo fatto in modo lineare e con una percentuale fissa di aumento, ma valutando di caso in caso la marginalità di ogni singolo prodotto per non impattare in modo drastico sulle tasche dei nostri clienti finali.» (Trek Italia)

«Abbiamo aumentato il listino 2021 dal 1° di Febbraio, le ragioni sono diverse ma direi che le più importanti sono l’aumento del costo delle materie prime, l’aumento del costo dei componenti e l’aumento dei costi di trasporto via oceano.
Giant ha calcolato l’aumento non in maniera generale ma piuttosto lavorando sui vari generi di prodotti ed applicando aumenti diversi a seconda del prodotto stesso, non è un aumento omogeneo e, per aiutare rivenditori e consumatori, spesso abbiamo aumentato meno del previsto.» (Giant Italia)

«L’intera industria dovrà affrontare un aumento dei costi – sia a causa di materie prime più costose, sia a causa di costi di trasporto più elevati, ecc. Inoltre, Covid-19 ha portato costi non previsti alle aziende.
Tuttavia, restiamo fedeli alle nostre idee: Canyon vive il principio “Democratize Performance”, ci sforziamo sempre di offrire la migliore bicicletta al miglior prezzo. Gli aumenti di prezzo già avvenuti e quelli futuri ne terranno sempre conto, ma naturalmente questi fatti economici sono altrettanto vincolanti per Canyon come per qualsiasi altro player del mercato.» (Canyon)

i prezzi delle bici sono aumentati

Scott e Wilier finora non hanno aumentato i loro listini, ma è probabile che lo faranno nei prossimi mesi.
«Fino ad oggi non siamo intervenuti sui prezzi e abbiamo contenuto questa straordinaria situazione. Ci approcciamo al mercato con lo stile che ci contraddistingue da sempre: chiarezza e un rapporto di fiducia con i nostri negozianti. Guardando al prossimo anno è probabile che i prezzi vengano ritoccati in conseguenza dell’aumento dei costi della filiera produttiva.» (Scott Italia)

«I nostri prezzi per la stagione 2021 non sono aumentati e fino al 30 giugno rimarranno invariati. […] Oltre ai costi di gestione, aggiungiamo l’aumento del costo di trasporto, l’approvvigionamento di componentistica (capita che per chiudere delle consegne andiamo ad acquistare in aftermarket la componentistica mancante, con costi per noi ben superiori alle tariffe pagate abitualmente) e – extra costo da segnalare – l’attuazione dei protocolli anti covid per l’ambiente di lavoro e per tutte le maestranze.[…]
Per la stagione MY2022 i nostri listini saranno ritoccati al rialzo. Più di un anno di pandemia e relativi extra costi sono difficili da assorbire.» (Wilier Triestina)

Anche Elite si è espressa nei medesimi termini: «Ad ora non abbiamo aumentato i prezzi ma a breve sarà inevitabile, alcune materie prime come metalli e plastiche sono aumentate del 40/60% e questo non potrà non avere ripercussioni sul prezzo dei prodotti. Finora l’azienda è riuscita ad assorbire questi maggiori costi ma, ferma restando la situazione, non potrà farlo ancora a lungo.»

i prezzi delle bici sono aumentati

Per quanto riguarda i produttori di componentistica, forse sono i primi ad essere coinvolti e a subire l’innalzamento dei costi di spedizione.
Una nostra fonte ci dice che l’aumento medio sui listini di vendita sarà del 5% circa, rincaro che avrà ripercussioni sia sui dealer, sia sul consumatore finale.

Schwalbe conferma: «Un aumento sarà previsto presumibilmente nel secondo semestre del 2021 tra il 3 e il 5%.»

Solo Sram Europe, in questo caso, è (per ora) in controtendenza: «Non prevediamo un aumento dei prezzi in questo momento e, al contrario, abbiamo recentemente abbassato i prezzi su molti dei nostri gruppi.»

Un anno di pandemia ha quindi assestato un bello scossone all’industria della bicicletta, provocando degli extra costi che si riversano lungo tutta la filiera, fino ad arrivare al cliente finale. La realtà dei fatti è che quasi tutti i brand che non hanno già aumentato i prezzi, quasi sicuramente lo faranno a breve…
Una situazione difficile da digerire per gli appassionati, visto che i prezzi delle bici erano già alti prima della pandemia. Senza considerare, come se non bastasse, che la difficoltà con cui si trovano bici sul mercato ha fatto lievitare anche i prezzi dell’usato.

Quello che auspichiamo è, che una volta superata l’emergenza Covid-19, i prezzi potranno tornare a scendere, magari anche attraverso una revisione dei processi di vendita…
Ne parleremo a breve, nell’ultima parte della nostra inchiesta.

Qui, intanto, potete rivedere gli articoli precedenti dell’inchiesta:

INCHIESTA – Ritardi nella consegna di bici e componenti: risponde la bike industry

Bergamont E-Revox: front solida e robusta

COMUNICATO UFFICIALE

Le Revox fanno parte della famiglia front di Bergamont e la E-Revox è la declinazione a pedalata assistita e mantiene le caratteristiche di un solido e robusto telaio in alluminio e un’unica filosofia: andare dove si vuole in sella alla propria bici.
La famiglia E-REVOX è equipaggiata dal blasonato motore BOSCH, nelle versioni Performance o CX di quarta generazione.
La E-REVOX EXPERT è la nostra regina, la front più completa in collezione.
La spinta è gestita da un potente e sensibile BOSCH CX di quarta generazione, un motore da 250 W e 85 Nm di coppia grazie all’ultimo aggiornamento software rilasciato dal colosso tedesco.



La batteria, sempre BOSCH, è la power tube da 625 Wh nascosta da una pratica cover in plastica rigida facilmente rimovibile.
La presa di ricarica è posizionata sopra al movimento centrale, una zona comoda per caricare la bici, ed è protetta e coperta nella fase di utilizzo da un pratico coperchio in gomma che rende impossibile il passaggio di acqua e sporco.
La posizione della presa di ricarica e l’ampio spazio del triangolo anteriore del telaio, rendono possibile l’istallazione di una seconda batteria supplementare di casa BOSCH.
Aggiungendo, con uno specifico supporto batteria made in Bergamont, la power pack da 500 Wh di BOSCH, si raggiunge l’incredibile autonomia di 1125 Wh.
Completa l’allestimento il comodo e pratico comando BOSCH Purion, che permette di leggere i dati di velocità, carica della batteria, modalità di utilizzo, chilometraggio dell’uscita e km totali percorsi.

BERGAMONT E- REVOX EXPERT
La trasmissione è la Shimano 12 velocità con deragliatore posteriore Shimano Deore.
L’impianto frenante è sempre Shimano, in particolare BR-MT200 con dischi da 180 cm sia all’anteriore che al posteriore.
Il comfort è assicurato dalla Santour XCR con steli da 34 e escursione 100 mm.
Sia la forcella che i perni passanti anteriori e posteriori, garantiscono solidità all’intera struttura che si tramuta in una piacevole sensazione di guida.
Le gomme Schwalbe Nobby Nic Evo da 29 pollici hanno un’importante impronta da 2.6” che rendono la bici sicura in frenata e comoda in fase di superamento dell’ostacolo.
Si raggiunge il confort massimo grazie alla sella e le manopole Ergon.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI BERGAMONT E- REVOX EXPERT
– Nuovo Shimano Deore 1×12
– Freni a disco idraulici Shimano MT200
– Nuove Schwalbe Nobby Nic
– Punti di contatto specifici per un utilizzo e-eike: Sella Ergon SM10 e manopole Ergon GA20
– Motore Bosch Gen 4 Performance Line CX
– Batteria Bosch 625 Wh

E-Revox

Se sei alla ricerca dell’avventura e soprattutto se cerchi una e-bike che ti porti molto lontano, E-REVOX è la bici perfetta per te.
Il suo colore brillante ti distinguerà dalla massa e ti farà sentire unico.
Salta in sella e goditi il tuo tempo libero.
Prezzo al pubblico da 2599 €

Per ulteriori informazioni sulla gamma completa bergamont.com/erevox

Specialized Rime Flat: la scarpa ideale anche per l’e-Mtb

Se cerchi delle calzature flat che ti permettano di camminare comodamente anche sulle rocce o sulla ghiaia allora le Specialized Rime Flat sono le scarpe che fanno per te.
La suola in gomma SlipNot ST (SuperTacky) ha un disegno dei tasselli più aggressivo rispetto alle 2FO, qui il modello Roost e DH, per un grip ottimale sul pedale ed una trazione maggiore quando si è costretti a scendere dalla bici.
La tomaia senza cuciture è molto resistente e leggera con fodera interna in XPEL che elimina l’acqua velocemente, così se dovessi affrontare un guado durante la tua pedalata le Rime si asciugheranno velocemente.

Specialized Rime Flat



PEDALARE? CAMMINARE? ENTRAMBI.
Pedala, arrampicati, guida, esplora.
Per quelli che amano pedalare e camminare o semplicemente uscire dai percorsi più conosciuti, il brand statunitense ha creato le Specialized Rime Flat.
Pedalare nelle colline dietro casa, sui percorsi di montagna, nel deserto o in altri ambienti fuori mano, significa dover prevedere anche di camminare.
Questo non è inaspettato, fa parte del piano.

Specialized Rime

Partendo dalle basi del Body Geometry, Specialized ha creato le Rime Flat per adattarsi a questi percorsi: è la prima scarpa da bici progettata specificamente per l’escursionismo.
La sua speciale suola in gomma SlipNot ST (ST per “Super Tacky”) ha un ottimo equilibrio tra grip per pedalare con i pedali flat e rigidità.
Inoltre, è adatta per camminare tutto il giorno.
Quindi non importa dove ti porta il trail, la Specialized Rime Flat ti può supportare al meglio.
Per tutte le sezioni in cui devi portare in spalla la bici o spingerla la Rime Flat è dotata di una suola specifica, flessibile e appositamente progettata per adattarsi anche ai terreni ripidi.

 

LA SPECIALIZED RIME FLAT È INNANZITUTTO BODY GEOMETRY
Progettata ergonomicamente, scientificamente testata.
Le scarpe Body Geometry sono la chiave per un maggiore comfort, meno infortuni e una maggiore potenza.
L’arco longitudinale, il Varus Wedge e le solette personalizzate allineano l’anca, il piede ed il ginocchio, limitando anche il movimento mediale / laterale del ginocchio, mantenendo una buona circolazione fino alle dita dei piedi.

Specialized Rime

PROTEGGI LE TUE DITA
La protezione del piede, in qualsiasi pedalata, è importante.
Quando un’avventura non sai dove ti porterà, mantenere le dita dei piedi al sicuro è fondamentale. Le Specialized Rime Flat sono dotate di un puntale duro e sagomato, questo per proteggere il piede da ostacoli imprevisti quando ti arrampichi sulle rocce o durante la discesa.

Specialized rime

STILE E TECNOLOGIA
È la prima scarpa Specialized progettata per l’escursionismo oltre che per la bici, è stata realizzata con un’estetica fatta di colori e blocchi che strizzano l’occhio all’avventura.
Che si tratti di lunghe gite fuori città, brevi gite pomeridiane sui trail di casa la Specialized Rime Flat non è mai fuori luogo.

Le caratteristiche principali:
– Progettata ergonomicamente, scientificamente testata.
Le caratteristiche Body Geometry, ovvero arco longitudinale, bottone metatarsale e varus wedge aumentano l’efficienza, l’allineamento anca-ginocchio-piede e riducono la possibilità di subire traumi sportivi.
– La tomaia termosaldata con TPU e senza cuciture è molto resistente.
– Suola in gomma SlipNot ST per un grip eccezionale ed una connessione perfetta con il pedale.

– La costruzione in materiale traforato X-PEL idrofobico minimizza l’assorbimento di acqua e si asciuga molto velocemente.
– Suola morbida intermedia in schiuma espansa EVA dal cuore morbido per l’assorbimento degli urti ed una stabilità ineguagliabile.
– Calzata confortevole per il giusto mix di connessione con il pedale e comfort.
– Peso indicativo 387 g
– Prezzo delle Specialized Rime Flat è di 129,00 €

Specialized Rime

Per ulteriori informazioni specialized.com

Dainese D-One: prodotti “intelligenti” che chiamano i soccorsi

COMUNICATO UFFICIALE

D-Air Lab, start-up sviluppata da Dainese con l’obiettivo di individuare nuove applicazioni della tecnologia sulle protezioni, presenta i nuovi prodotti della gamma D-One.



Dopo il lancio del primo prodotto D-One run avvenuto lo scorso settembre, a pochi mesi di distanza, D-Air Lab è pronta a consegnare due nuovi prodotti che completano la gamma.
Si tratta di capi di abbigliamento e accessori “intelligenti” che hanno delle funzionalità particolarmente utili in caso di emergenza o se il sistema rileva una caduta alla quale segue l’immobilità.

D-One

D-One consente di:
inviare tempestivamente una richiesta di aiuto a tre numeri di telefono decisi dall’utente contattandoli attraverso una chiamata voce e riprovando a chiamarli in loop finché uno dei tre non risponde.
inviare un SMS con geo-localizzazione GPS ai tre numeri di telefono impostati dall’utente;
accendere i led all’intensità massima in modalità lampeggio rapido;
attivare a volume massimo una sirena tramite il telefono associato;
Inoltre, i prodotti mantengono la funzionalità dei LED per essere più visibili in condizioni di luce scarsa.

D-One Trail Vest è uno zaino da trail running molto leggero, minimale e destrutturato, pensato specificatamente per i pericoli che possono incorrere nei sentieri di montagna come la caduta imprevista quando si corre in solitaria.

D-One

La capienza del Trail Vest è pensata per le corse di distanze brevi e medie, quindi può portare acqua, l’antivento, gel e barrette.
Ha inoltre due tasche frontali per le borracce e una tasca porta telefono. È dotato anche del fischietto per le emergenze.

D-One Lightpack è pensato come uno zainetto essenziale molto versatile per vari tipi di utilizzo, fra i quali la bici ma anche altri contesti d’uso in mobilità come ad esempio nei monopattini elettrici, che stanno spopolando nelle città e che purtroppo sono spesso oggetto di incidenti.

D-One

È anch’esso dotato di una tasca porta telefono ed è compatibile con i principali sistemi Camel Bak fino a 1,5 litri.

Tutti i dispositivi D-One sono dotati di un’unità elettronica che dialoga costantemente con lo smartphone tramite app.

Per realizzare queste due soluzioni è stato fondamentale partire dall’utente, dai suoi bisogni per costruirci attorno il prodotto-servizio e in questo la tecnologia viene in aiuto. Per lo sviluppo dei nuovi prodotti, così come del precedente, ci siamo appoggiati a professionisti del settore, atleti e sportivi che hanno aiutato a realizzare il prodotto.

Anche D-One Trail Vest e Light pack rimangono interamente “Made in Italy”, realizzati nei laboratori D-Air Lab da un team di giovani.

Sono da oggi disponibili per l’acquisto in negozi selezionati e nel sito dedicato www.d-one.run al prezzo di 299€ per la versione run, 279€ per il trail vest, 239€ per il lightpack.

Per maggiori informazioni, potete consultare i siti www.d-one.run e dairlab.com.

Il motore della e-Mtb: potenza nominale, potenza di picco e coppia

Per legge il motore della e-mtb ha una potenza di 250 Watt.
Nominali o di picco?
Qual è la differenza?
Questo articolo punta proprio a fare chiarezza, tirando in ballo anche il parametro coppia motrice.
Nell’elaborare questo articolo ci siamo avvalsi della consulenza di Shimano e Specialized e abbiamo scoperto caratteristiche molto interessanti che stiamo per svelarvi.

motore della e-Mtb



LA POTENZA NOMINALE
Dando un’occhiata alla normativa vigente riguardo le biciclette a pedalata assistita si fa riferimento alla potenza nominale che non deve superare i 0,25 kW.
Cosa vuol dire potenza nominale?
È quella potenza che è in grado di erogare un motore in condizione di equilibrio termico.
Senza coinvolgere termini e questioni troppo tecniche, la possiamo definire come la potenza che può erogare un motore nell’arco di un’ora senza che la temperatura si discosti di un certo valore rispetto alla temperatura di riferimento (precisamente c’è scritto sulla normativa).

motore della e-Mtb

Come temperatura di riferimento si prende generalmente un valore di 20° C, senza dimenticare che le normative variano da un continente all’altro.
Inoltre, la normativa specifica che i motori per e-bike non devono erogare potenza se non si pedala o se si supera la soglia dei 25 km/h.
Vi proponiamo di seguito una parte della normativa:
“ This European Standard is intended to cover electrically power assisted bicycles of a type which have a maximum continuous rated power of 0,25 kW, of which the output is progressively reduced and finally cut off as the EPAC reaches a speed of 25 km/h, or sooner, if the cyclist stops pedalling.”

motore della e-Mtb
Anche i motori pensati per le e-Mtb leggere, come il Fazua per la Trek E-Caliber, riescono a sviluppare i 250W nominali.

LA POTENZA DI PICCO
Questo valore, che alcune aziende dichiarano, indica la potenza massima che un motore è in grado di erogare.
Ed è un dato, fra quelli che caratterizzano le prestazioni di un motore, che può essere molto diverso fra un motore e l’altro.
Il picco di potenza è chiaramente qualcosa che si riferisce sia all’hardware, cioè a come sono costruiti motore e batterie, che alle impostazioni contenute nel software.
Il picco di Watt è raggiunto in base alla tensione della batteria (Volt) moltiplicata per la corrente elettrica (A, cioè ampere) gestita dal controller, cioè l’unità che gestisce il flusso di corrente.
Per fare un esempio la maggior parte dei motori delle e-Mtb prodotte per l’Europa utilizza una batteria da 36 V.
I loro controller sono noti per funzionare in media a 15 A, il che porta a 36×15 = 540 W di picco di potenza.
Questa impostazione è piuttosto diffusa in campo e-Mtb per cui è frequente avere picchi di potenza che vanno ben oltre i 250 Watt nominali.

motore della e-Mtb
Il motore della e-Mtb, come quello della Rocky Mountain Powerplay, è in grado di erogare picchi di potenza fino a 770 Watt.

Chiaramente l’erogazione di questa potenza è possibile solo nelle modalità di assistenza più alte (ad esempio Turbo per Specialized e Boost per Shimano), quelle che, appunto, offrono maggiori prestazioni e alti consumi di corrente.
L’erogazione della potenza di picco è possibile, quindi, fintanto che la temperatura di esercizio del motore rientra nei parametri prestabiliti, cioè non si discosta oltre un certo valore dalla temperatura di riferimento.
Se nell’erogare la potenza di picco il motore supera la soglia di temperatura prestabilita, la potenza erogata diminuisce per rispettare i parametri di omologazione.
Va da sé, quindi, che la potenza di picco può essere erogata per lassi di tempo contenuti che dipendono, ad esempio, dalla temperatura esterna, dal peso del biker, dalla pendenza della strada e via dicendo.

Wes 2021 a Bologna

LA COPPIA MOTRICE
La coppia motrice, espressa in Nm (Newton metro), è il valore più noto in campo motoristico, perché è il valore che più si differenzia fra un produttore e l’altro.
Ed è anche uno dei più importanti, perché rappresenta la capacità di accelerare, il che nella guida si traduce, passateci il termine, nella capacità di “tirarti fuori dai guai”.
Quindi, a parità di rapporto, più elevata è la coppia motrice, più elevata sarà l’accelerazione.
Per avere, invece, la massima accelerazione a una determinata velocità, bisognerà utilizzare il rapporto di trasmissione che a quella determinata velocità consente di trasmettere alle ruote la massima potenza possibile, affinché la coppia trasmessa alle ruote sia massima.

motore della e-Mtb

Per fare un ulteriore esempio, è per questo che le automobili con alti valori di coppia a bassi regimi, a parità di potenza massima, hanno ripresa migliore.
È per questo motivo che nelle competizioni con limiti di potenza si cerca di avere valori di coppia molto elevati ai bassi regimi.
Per concludere è per tali ragioni che molti produttori si adoperano (vista la potenza nominale prefissata) ad ottenere valori di coppia più alti per offrire agli utenti un motore che risulti più “corposo”.

IN CONCLUSIONE…
La potenza e quindi il motore della e-Mtb per tutti i brand deve sottostare alla normativa che prevede 250 Watt nominali, cioè in regime di equilibrio termico.
Però, se si riesce a contenere l’innalzamento della temperatura o a ristabilire i parametri secondo i quali è regolata la normativa, i motori elettrici per e-Mtb possono sviluppare potenze di picco che vanno ben oltre i dati nominali e valori di coppia sorprendenti.

motore della e-Mtb

Se vi è piaciuto questo articolo sul motore della e-Mtb e la sua potenza sappiate che prossimamente scopriremo come quest’ultima possa influenzare la guida e la scelta della nostra e-Mtb ideale.
Intanto se volete entrare dentro alle vostre e-Mtb vi consigliamo un paio di articoli:

Motore a 36 V o 48 V: cosa cambia e qual è meglio scegliere?

Batterie delle e-Mtb: quali sono e quale futuro?

RDR Krios: telaio e motore made in Italy, con un occhio alla personalizzazione

RDR Krios: questo è il nome della nuova e-Mtb di RDR Italia.
Questa trail/all mountain con telaio in alluminio apre la strada ad una rinnovata gamma a pedalata assistita, che in futuro si allargherà…
Ma per ora restiamo sulla Krios, presentandovi i dettagli principali.

RDR Krios



TELAIO
Il telaio è in alluminio 7075 forgiato 3D, disponibile in 3 taglie standard (S, M, L) ma anche personalizzabile in alcuni dettagli su richiesta del cliente.
Anche le colorazioni possono essere standard o personalizzate: come sempre, RDR Italia presta tanta attenzione nel “cucire addosso” la bici al cliente.
L’escursione posteriore è di 140 mm e il telaio è pensato principalmente per ruote da 29”. Tuttavia, si può montare anche una 27,5” al posteriore, abbinata ad una gomma più ampia o addirittura montare una 27,5” su entrambe le ruote (con forcella specifica), ottenendo un mezzo più compatto e maneggevole.


Parlando di forcelle, la RDR Krios è pensata per escursioni che vanno dai 140 ai 160 mm, che si abbinano bene all’angolo sterzo di 65 gradi.
Il piantone, invece, ha un’inclinazione di 74,8 gradi per offrire una posizione abbastanza centrale e redditizia in pedalata.

RDR Krios

Queste le geometrie complete:

Lo schema sospensivo è abbastanza semplice (quadrilatero con giunto Horst sui foderi bassi), ma l’ammortizzatore è “inglobato” nel tubo piantone ottimizza gli spazi e contribuisce a bilanciare i pesi della e-Mtb.
La bielletta che collega l’ammortizzatore al carro è di dimensioni generose e ricavata dal pieno al CNC.

RDR Krios

La RDR Krios ha un tubo sterzo da 1/5-1/5 e la serie sterzo è compatibile anche con sistema FSA SRS, che offre i vantaggi di un integrazione cavi pressoché totale e rende il telaio molto lineare, elegante e funzionale.
Il passaggio dei cavi nel telaio è integrato e guidato da placchetta di ingresso sul tubo obliquo che si può personalizzare in base al montaggio, effettuando il numero di fori desiderato.

RDR Krios

MOTORE E BATTERIA
La drive unit della RDR Krios è marchiata OLI eBike System.
OLI è un’azienda italiana (di Cesena) che si è specializzata nella produzione di sistemi elettrici per e-Bike, quindi la scelta va a completare un pacchetto “Made in Italy” veramente interessante.

RDR Krios

Nello specifico, il motore della Krios è un OLI Sport Plus che offre una potenza di 250W e una coppia massima di 85Nm.
Anche il display è marchiato OLI e nello specifico è il modello “High Vision” a colori. Riporta tante informazioni, tra cui la potenza erogata dal ciclista e quella erogata dal motore. È dotato di sensore di luminosità che regola la brillantezza dello schermo, passa in modalità notturna e accende le luci in automatico.
Lo schermo sfrutta la tecnologia TFT, è protetto dal GorillaGlass e la staffa di supporto assicura stabilità su qualunque terreno.

La batteria (inserita nel down tube e removibile per la ricarica) è invece di casa RDR Italia e nello specifico è una E-N’Box con celle 21700 e capacità di 720Wh.

 

MODELLI E PREZZI
La RDR Krios è disponibile sia come kit telaio (comprensivo di ammortizzatore, motore, display e batteria) al prezzo di 4270€ oppure come bici completa in due montaggi: Sport (7980€) e Fun (8490€).
Per altri dettagli sul kit telaio cliccate QUI.
Per altri dettagli sugli allestimenti delle bici complete cliccate QUI.

RDR Krios

Per tutte le altre informazioni e per mettervi in contatto con l’azienda visitate il sito RdrItalia.it

P.S: a breve arriveranno altre novità molto interessanti dal settore e-Mtb di RDR, continuate a seguirci per saperne di più…

Nel frattempo, se volete conoscere meglio la storia e la filosofia di RDR Italia, leggetevi questo articolo.

Come la larghezza del manubrio influenza la guida di una e-Mtb

Spesso si discute sul manubrio: quanto è largo, quanto rise ha e anche di che materiale è fatto…
In questo articolo proseguiamo il discorso intrapreso con la lunghezza dell’attacco manubrio, spiegandovi  i criteri secondo i quali scegliere un manubrio piuttosto che un altro, cioè come questo componente influenza la guida.
Talvolta capita di trascurare le cose più naturali e semplici che in realtà sono alla base di tutto.
Il manubrio è fra queste, ovvero è uno dei tre punti di contatto fra biker e bici insieme a sella e pedali.

manubrio



Questo componente si caratterizza da un punto di vista tecnologico, dinamico ed estetico.
Spieghiamoci meglio.

L’EVOLUZIONE TECNOLOGICA
I manubri sono realizzati in alluminio o in fibra di carbonio.
Nonostante i manubri in alluminio siano migliorati molto, la fibra di carbonio rimane il materiale da preferire per via delle sue capacità di assorbimento di quella parte di sollecitazioni che gomma e forcella non riescono a filtrare.
Oltre alle doti di comfort, il carbonio ha anche una maggiore resistenza agli impatti e permette una certa riduzione di peso.

Inoltre, da quando c’è stata l’introduzione del diametro da 35 mm in luogo del 31,8mm (che continua ad essere ancora il più diffuso): questa misura ha portato molteplici vantaggi per quello che riguarda robustezza e peso.
Come si è visto anche per la costruzione dei telai, aumentare il diametro dei tubi riducendone lo spessore non diminuisce affatto la resistenza.
Abbiamo avuto modo di testare moltissimi manubri in questi anni e proprio recentemente il diametro da 35 mm si sta affermando prepotentemente nel mondo delle e-bike.

IL RISE
Il rise è la misura che indica quanto il piano di appoggio delle mani è rialzato rispetto all’attacco manubrio.
Guardate la foto in basso:

Cambia qualcosa fra avere un manubrio con più rise e pochi spessori sotto l’attacco e avere un manubrio flat con molti spessori sotto l’attacco?
La risposta è no, non cambia nulla, anche se meccanicamente cambia il fulcro di rotazione quando si va ad inclinare la bici, ma nella guida non si riesce a percepire una vera differenza (soprattutto perché siamo nell’ordine di pochi mm).
Quindi, alzare la presa con un manubrio dal rise di 20 mm è equivalente ad utilizzarne uno flat e mettere sotto l’attacco 20 mm di spessore.
Un manubrio posizionato più in basso (e ne abbiamo parlato nell’articolo sull’attacco manubrio) permetterà di avere una distribuzione dei pesi maggiore sull’anteriore, utile principalmente in fase di pedalata o quando cerchiamo più mordente sulla ruota anteriore.

manubrio

Al contrario, se posizionato più in alto permetterà una posizione più rilassata, una gestione dei pesi più semplice (cioè il biker riuscirà a spostarsi in avanti e indietro con più facilità) e una posizione in sella più centrale (che aiuta la guida, anche in discesa).
Di fatto un manubrio più alto aiuterà sul ripido, nel tecnico e sui salti, o nel caso delle e-Mtb a conferire maggior grip alla ruota posteriore in salita, mentre uno più basso aiuterà ad avere più carico sull’anteriore, migliorando l’inserimento in curva e la guidabilità nei tratti più ripidi in salita.

manubrio

Infine, se vi state ancora chiedendo perché montare un manubrio rise invece che alzare l’impugnatura con degli spessori, c’è anche da considerare questa risposta: oltre che una ragione puramente estetica (de gustibus…), abbassare l’altezza dell’attacco manubrio vi permetterà, in caso di ribaltamento, di ridurre i rischi di impatto fra lo sterno e l’attacco manubrio.
Insomma, si crea una sorta di spazio extra sulla vostra e-Mtb.

Manubrio
Tanti spessori sotto l’attacco manubrio lo portano a sporgere in modo più netto verso l’alto, aumentando il rischio di impatti con lo sterno.

La larghezza del manubrio
E qui arriviamo alla caratteristica più importante, ossia la larghezza del manubrio.
Nelle varie discipline della e-Mtb la gamma delle misure disponibili è molto ampia.
Un manubrio più stretto (intorno ai 720 mm) nell’Xc/trail aiuta a trovare una posizione comoda e aerodinamica, mentre un manubrio largo (dai 740 mm fino agli 800) aiuta in discipline gravity, nelle quali si ricerca un braccio di leva lungo che ci permetta di controllare al meglio le forti sollecitazioni.

Qui potete trovare il test della Trek E-Caliber la e-Mtb specifica da Xc

Ovviamente nella scelta vanno considerati la corporatura del rider, il tipo di utilizzo e il comportamento che vogliamo dare alla nostra e-Mtb.
Insomma, per chi è impegnato in discipline pedalate sarà utile cercare un manubrio di larghezza tra i 720 mm e 750 mm.
Valutate sempre la vostra corporatura: un rider con larghezza di spalle nella media difficilmente si troverà bene con la medesima larghezza del manubrio di un rider con spalle larghe.
Abbiamo visto una crescita della larghezza con l’introduzione delle ruote da 29” perché, passando da una Mtb con ruote da 27,5” (o addirittura da 26”) a una 29er, si avverte sul manubrio l’aumento del diametro della ruota sotto forma di una maggiore inerzia nei cambiamenti di velocità e di traiettoria.
Con le e-Mtb aumenta anche il peso così serve un braccio di leva maggiore per controllare le forze in gioco.
Inoltre, le capacità di guida delle e-Mtb e dei biker stanno acquistando nuovi orizzonti così è sempre più importante saper scegliere le corrette caratteristiche di manubrio e attacco manubrio.

Ricordate sempre di rapportare la larghezza del manubrio alla vostra corporatura e a questo proposito occorre fare una precisazione: per mantenere la corretta distribuzione dei pesi e per assicurarsi di guidare con le braccia flesse, considerate che se allargate il manubrio dovrete necessariamente accorciare l’attacco (come dicevamo in questo articolo).
Tenendo a mente la vostra corporatura, l’utilizzo e lo stile di guida, avere un manubrio più largo significa avere un migliore controllo della vostra e-Mtb.

E infine… upsweep e backsweep
L’upsweep (inclinazione verso l’alto) e il backsweep (inclinazione verso l’indietro) sono i gradi di inclinazione del manubrio che servono a renderlo più comodo e naturale da impugnare.
Il compito principale dell’upsweep è quello di aiutarci a tenere i gomiti aperti ed utilizzare al meglio l’escursione delle braccia.
Considerato che, durante la guida noi siamo sopra al manubrio.
Immaginate di essere appoggiati a terra, un upsweep accentuato tenderà ad inclinare maggiormente le mani, e quindi a orientare verso l’interno i gomiti.
Considerate inoltre che all’aumentare della larghezza del manubrio, dovrebbe aumentare l’upsweep, in modo che le braccia siano naturalmente in posizione senza forzare sui polsi.
Quindi, per riuscire a guidare comodamente con i gomiti larghi sarà importante avere un valore di upsweep ridotto e, non a caso, la misura più comune è 5°.
Di fatto sull’upsweep non c’è una vera possibilità di scelta, dato che quasi tutti i produttori adottano questa misura.

manubrio

Il backsweep, invece, presenta angoli più accentuati rispetto all’upsweep.
In particolare nelle discipline più pedalate questa misura permette una posizione più ergonomica in fase di spinta.

Per le discipline gravity (downhill, enduro e le ultime tendenze nel trail riding), in cui è fondamentale essere aggressivi e attivi per affrontare zone tecniche e veloci, è meglio avere un angolo di backsweep più contenuto.
In questo modo saremo agevolati a mantenere braccia flesse e gomiti rivolti verso l’esterno.
Diamo qualche valore: tutti i manubri oscillano intorno ai 5° per l’upsweep, mentre backsweep tra i 7° e i 9°.

Qui potete trovare l’articolo correlato sull’attacco manubrio e come questo influenza la guida di una e-Mtb:

L’attacco manubrio: come condiziona la guida di una e-Mtb?

Nuove protezioni Bluegrass Seamless D30: senza cuciture, unisex e Made in Italy

Bluegrass Seamless Back Protectors D3O: due nuovissimi paraschiena senza cuciture D3O®.
Sono made in Italy e, come una seconda pelle, offrono comfort, traspirabilità e freschezza.



BLUEGRASS Seamless B&S D3O® e BLUEGRASS Seamless Lite D3O®

La protezione per la schiena è uno dei pezzi più sottovalutati del kit di un mountain biker.
Quante volte viene dimenticato accidentalmente?
Quante volte è bersaglio di lamentele per la vestibilità, l’aspetto, il comfort e persino l’odore?

Bluegrass ha deciso di ripartire da zero, utilizzando l’innovativa microfibra Dryarninserti D3O®, abbinati a una fabbricazione senza cuciture.
Gli inserti protettivi sono discreti sotto la maglia ma efficaci contro gli impatti grazie proprio alla tecnologia D3O®.

Questi nuovissimi paraschiena senza cuciture D3O® completano perfettamente la gamma esistente di protezioni Bluegrass e sono adatti a tutti gli utilizzatori di mountain bike e di mountain bike elettriche.

COSTRUZIONE SENZA CUCITURE
Grazie alla costruzione senza cuciture, è stata ottenuta la vestibilità più comoda ed ergonomica.
La vestibilità è unisex e si adatta a tutte le forme del corpo.
Essendo molto stabile, il tessuto mantiene le sue proprietà elastiche per tutta la vita del prodotto.

MICROFIBRA DRYARN®
Il Bluegrass Seamless B&S D3O® e il Bluegrass Seamless Lite D3O® sono protezioni per il corpo realizzate al 90% in microfibra Dryarn®; un materiale innovativo che garantisce il massimo livello di prestazioni per i tessuti a contatto con la pelle.
La fibra lavora per regolare la temperatura corporea: guida il sudore all’esterno senza assorbirlo. Le protezioni si asciugano rapidamente, assicurando che la pelle rimanga fresca e asciutta.

PROTEZIONE SCHIENA D3O®
Dotati della tecnologia D3O®, sia il Seamless B&S che il Seamless Lite offrono la protezione più sottile e avanzata contro gli urti.
Utilizzando il nuovo paraschiena D3O-BP4®, superano i modelli precedenti per maggiore ventilazione e flessibilità.

GUSCI PER LE SPALLE D3O®
I gusci delle spalle sono una caratteristica del Seamless B&S e rimangono saldamente in posizione grazie alla compatibilità con le cinghie dello zaino.
Non interferiscono con i movimenti delle braccia e non infastidiscono le clavicole, dando sicurezza e comfort.

TASCHE POSTERIORI
Due tasche posteriori sono una comoda soluzione per snack e altri oggetti piccoli o morbidi che non rappresenterebbero un pericolo in caso di impatto.

LUNGHEZZA IN PIU’
Il fondo è volutamente più lungo dei paraschiena tradizionali.
Si può inserire nei pantaloni, così rimane più stabile.

PROTEZIONE INVISIBILE
La fibra è più leggera del 30% rispetto ai tessuti tradizionali e quindi le protezioni Bluegrass Seamless D3O® passano inosservate sotto la maglia.

TAGLIE
Grazie alle loro proprietà elastiche, le nuove protezioni Bluegrass Seamless B&S D3O® e Bluegrass Seamless Lite D3O® garantiscono perfetta vestibilità e comfort per tutte le forme del corpo.
Due taglie disponibili: S/M e L/XL.

PESO
Bluegrass Seamless B&S D3O®: 580g
Bluegrass Seamless Lite D3O®: 360g

PREZZO
Bluegrass Seamless B&S D3O®: 250 €
Bluegrass Seamless Lite D3O®: 190 €

Entrambi i modelli delle nuove protezioni Bluegrass Seamless sono disponibili per l’acquisto fin da subito.

Per approfondire, potete consultare questo sito.

Qui vi ricordiamo l’altra novità 2021 già lanciata da Bluegrass:

Guanti Bluegrass: 4 nuovi modelli per la gamma 2021

Thok e-bikes lancia la Tk01 R: specifiche e prezzo

COMUNICATO UFFICIALE

Arriva l’E-Enduro purosangue della famiglia TK01.
La famiglia TK01 di THOK E-Bikes si amplia con un nuovo modello super accessoriato e decisamente votato all’ E-Enduro più radicale: la nuova TK01 R.
La TK01 R presenta lo stesso telaio della TK01 già in gamma, realizzato in lega leggera di alluminio 6061 trattata termicamente T4 T6, con parti idroformate, lavorazioni in CNC e cavi integrati.
La sua geometria segue i principi della TCG Plus (THOK Control Geometry Plus), con top tube allungato inclinato verso il basso, head-tube tapered 1.8, standover ribassato, angolo sterzo di 64,5° e angolo tubo sella di 75,5°.
A queste soluzioni geometriche orientate alla performance pura è associata una componentistica di primissima fascia, top dell’innovazione tecnica oggi disponibile nel settore.



PERFORMANCE E INNOVAZIONE
Particolare attenzione è stata posta nella ricerca delle sospensioni, perché è fondamentale sentirsi a proprio agio e divertirsi anche quando i percorsi si fanno decisamente impegnativi.
Da qui, la scelta della nuova forcella RockShox ZEB con escursione 170 mm e steli oversize da 38 mm che, associata al PFE (Precise Front End), favorisce le prestazioni generali dell’e-MTB a cominciare dalla massima precisione di guida data dall’aumento della rigidezza e dell’efficacia di frenata.
L’ammortizzazione posteriore è invece affidata all’innovativo RockShox Super Deluxe Select +RT con Debonair Technology ed escursione da 170 mm, completamente bloccabile ed in grado di garantire prestazioni costanti ed affidabili per l’intera durata di utilizzo.

Tko1 R

THOK, anche con la TK01 R, si affida alla massima tecnologia Shimano ed al suo recente EP8, uno dei motori più leggeri sul mercato, che offre coppia massima di 85 Nm, riduzione dell’attrito del 36%, erogazione fluida e naturale.
Totalmente personalizzabile tramite le due App dedicate (E-TUBE Project e E-TUBE Ride), che permettono la memorizzazione di due profili di utilizzo.
Il baricentro basso, tipico della filosofia THOK, è assicurato dalla batteria da 630 Wh integrata nel down tube, appositamente verticalizzato per posizionarla molto vicino al motore.

Tko1 R

Anche l’impianto frenante e la trasmissione sono stati affidati alla casa giapponese: la TK01 R monta freni SHIMANO XT a 4 pistoni con dischi da 203 mm e cambio SHIMANO XT a 12 velocità con cassetta 10/51.
Una scelta, quest’ultima, che consentirà le più ampie possibilità di percorso, senza curarsi di pendenze e dislivelli.
La TK01 R è caratterizzata da alette parafango T-Wings e dalla grintosa livrea firmata Aldo Drudi che la rendono unica e riconoscibile.

PERSONALIZZAZIONE
Preparata appositamente per ogni possessore, la nuova e-enduro di THOK viene consegnata con telaio personalizzato con nome del THOKer e indicazioni sui parametri del settaggio in base al tipo di guida.
Proprio per definire questi ultimi, e vista la volontà del brand di prendersi sempre più cura della propria clientela, ogni acquirente verrà contattato direttamente dalla casa madre per consigli precisi su taratura di sospensioni e pressione pneumatici.
Infine, la TK01 R è consegnata inclusa di THOKcare, che comprende 2 anni di garanzia convenzionale aggiuntiva, THOKer Box e spedizione gratuita ovunque.
La TK01 R è in pronta consegna ed è ordinabile solo online (comodamente da casa o facendosi aiutare da uno dei THOK Point).
Disponibile nelle taglie S-M-L-XL, viene proposta al prezzo di 6.490 € IVA inclusa.

Tko1 R

TK01 R in breve:
– E-Enduro con componentistica TOP
– Pronta consegna
– Forcella RockShox ZEB steli 38 mm – 170 mm di escursione
– Ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select+ RT- escursione 170 mm- Debonair Technology
– Motore EP8 con batteria integrata da 630 Wh, personalizzabile tramite App
– Freni e trasmissione SHIMANO XT
– Ruote di diametro differenziato: 29″anteriore / 27,5″ posteriore

Tko1 R

Per i montaggi riferirsi alla scheda tecnica:

Per ulteriori informazioni thokebikes.com

Puo interessarvi anche:

VIDEO – In esclusiva la Ducati Tk01 RR: dettagli e prezzo della e-enduro

Nei dettagli della Specialized Turbo Levo 2022: domande e risposte

La Specialized Turbo Levo 2022, appena arrivata, ha già iniziato a far parlare molto di sé.
Dopo la pubblicazione del nostro articolo e del nostro video abbiamo ricevuto diverse domande alle quali rispondiamo in questo articolo, all’interno del quale abbiamo aggiunto risposte a quesiti che riteniamo di vostro interesse.
Per entrare nei dettagli della Specialized Turbo Levo 2022 date prima uno sguardo al video in basso e poi proseguite con la lettura dell’articolo.



Posso montare una ruota da 29” al posteriore?
No, perché le geometria è pensata per il diametro 27,5”, tuttavia, e in maniera non ufficiale, è possibile montare una ruota da 29” scegliendo una gomma di sezione molto stretta (2,2”-2,3”) che però snaturerebbe il carattere e le prestazioni di questa e-Mtb.

Posso montare una forcella da 170 mm?
Non ci sono restrizioni ufficiali a riguardo, ma, come detto anche nel punto precedente, montando una forcella da 170 mm si va ad alterare la geometria e l’equilibrio dinamico del mezzo.
Tuttavia 170 mm è il valore massimo di travel che vi suggeriamo di adottare per una forcella sulla nuova Turbo Levo.

Quanto è sicuro-solido il cambio Sram X01 Eagle AXS su un mezzo destinato all’offroad più impegnativo?
E’ una domanda che ci siamo posta anche noi.
Il cambio Sram wireless è comunque molto solido, progettato per ricevere impatti anche importanti e capace di rispondere con una precisione comunque migliore rispetto al analogo meccanico.
Durante il test è capitato di urtarlo e ha comunque mantenuto un livello di prestazioni adeguato.
Inoltre, è sempre possibile effettuare una regolazione del cambio anche lontano da casa, secondo le procedure descritte da Sram.
E’ un accessorio che innalza il prezzo della versione S-Works, ma viste le sue prestazioni è lecito attendersi un componente di tale livello sul modello di punta Turbo Levo.
L’unica accortezza che gli utenti dovranno avere, a nostro avviso, è attivare la modalità single shift sul cambio Sram AXS, effettuabile tramite l’apposita app di Sram (ne abbiamo parlato su MtbCult).
In questo modo si eviteranno le cambiate multiple che, specialmente in salita, possono deteriorare la catena e la trasmissione in generale.

Qual è la potenza del motore della nuova Turbo Levo?
Specialized dichiara valori di picco di 565 watt e 90 Nm e punta sul fatto che questi valori così rilevanti vengono erogati in maniera fluida e regolabile dall’utente.
Il software sviluppato e continuamente implementato da Specialized ha lo scopo di migliorare l’esperienza d’uso della Turbo Levo.

Quali sono le modifiche che si trovano nel motore della nuova Turbo Levo?
Il nuovo motore, denominato Turbo Full Power 2.2, pur avendo avendo il medesimo chassis e hardware del precedente (che è e rimane un Brose Mag S), presenta una cinghia più robusta e un firmware nuovo che ottimizza ulteriormente l’efficienza e l’erogazione.

specialized turbo levo G3

In che modo la parte elettronica è diventata weather-proof?
Il migliore isolamento dall’umidità è ottenuto soprattutto grazie alla protezione per il connettore del caricabatterie.
Sono previsti diverse guarnizioni che, insieme agli “sportellini”, preservano meglio il connettore dal contatto con acqua e umidità.

Qual è la capacità delle batterie della nuova Turbo Levo?
Sia la S-Works, sia la Pro adottano batterie Specialized da 700 Wh.

Come fa il display Mastermind TCU a rilevare l’altitudine?
Questa misurazione è possibile grazie ad un sensore barometrico integrato al suo interno.

E’ possibile tarare il suo sensore barometrico?
Sì, è possibile e a breve verrà comunicata da Specialized la combinazione di tasti sul comando remoto per effettuare la calibrazione prima di un’uscita.
Resta inteso che non è necessario calibrare il sensore barometrico prima di ogni uscita.

Sento spesso parlare dell’app Mission Control, ma che cosa posso fare con questa app?
Questa app è stata sin dall’inizio uno dei tratti distintivi della gamma Turbo Levo perché permette di configurare in modo molto preciso l’assistenza del motore elettrico e controllare, quindi, il consumo della batteria, puoi monitorare la frequenza cardiaca (è richiesta una fascia cardio bluetooth), effettuare la diagnosi della bici, aggiornare le sue componenti elettroniche, registrare le tue uscite, monitorare in tempo reale i dati della tua pedalata, tenere sotto controllo il chilometraggio totale, abilitare la modalità Smart Control e altro ancora.

Alcuni screenshot dell’app Mission Control per la configurazione delle schermate del display Mastermind TCU

Che cos’è la modalità Smart Control?
E’ una modalità che automatizza l’assistenza elettrica della bici a seconda delle impostazioni date tramite l’app prima di partire.
Puoi, ad esempio, stabilire di fare un’uscita di 50 km di 4 ore e chiedere di avere un 10% di carica residua della batteria.
Una volta impostati i parametri nell’app Mission Control, clicchi Parti e la bici gestisce in automatico i livelli di assistenza in base alle condizioni del terreno, sapendo qual è il tipo di uscita che stai per fare.
E’ opportuno in questo caso avere con sé (anche infilato nello zaino) uno smartphone sempre connesso alla bici.

Posso impostare una frequenza cardiaca massima?
Sì, è possibile indossando una fascia cardio bluetooth da collegare allo smartphone, ovvero all’app Mission Control.
Nell’app si possono stabilire numerosi parametri fra i quali la frequenza cardiaca oltre la quale la Turbo Levo assiste in maniera più decisa, al fine di evitare l’innalzamento della frequenza cardiaca.
Resta inteso che il supporto della Turbo Levo è sempre e comunque limitato ad una potenza di 250 watt, motivo per cui se le condizioni di uso (pendenza della strada, spinta sui pedali dell’utente, peso dell’utente e altre ancora) richiedono potenze superiori alla bici, questa, non essendo in grado di erogarle, potrebbe non essere in grado di rispettare la soglia di frequenza cardiaca impostata.

Posso montare il display Mastermind TCU sulla mia Levo 2020?
Non è possibile perché il Mastermind TCU non è venduto come accessorio separato e Specialized non ha dichiarato che sia ufficialmente compatibile.

Che cos’è il MicroTune e come si attiva/disattiva?
Il MicroTune si attiva/disattiva tenendo premuto il pulsante + sul comando remoto. In questo modo l’assistenza elettrica del motore aumenta o diminuisce di un 10% ad ogni click sui pulsanti + o – del comando remoto, passando dallo 0 al 100% di assistenza.
Queste variazioni a step del 10% interessano il livello di supporto e potenza di picco: entrambe, ad ogni click sui pulsanti + o -, variano di un 10%.
In questo modo il rider può avere 10 livelli di assistenza invece dei canonici 3.
Ogni volta che si spegne il motore alla successiva ri-accensione il sistema torna nella configurazione classica con 3 modalità di assistenza.

Il display Mastermind TCU è in modalità MicroTune e mostra il livello di assistenza al 60%.
Al momento non viene visualizzata la dicitura MicroTune nel display, ma viene riportata per errore la modalità Infinity Tube (abbreviata in Inf tune).

Quando seleziono la modalità MicroTune come risultano impostati i parametri di Risposta Accelerazione e l’eventuale modalità Shuttle?
In modalità MicroTune l’impostazione dei suddetti parametri rimane la medesima che si ha in modalità Infinity Tune, ossia con le 3 modalità Eco, Trail e Turbo.

Quanto è decisa l’assistenza in modalità Walk sulla nuova Turbo Levo?
Tenendo premuto il pulsante dedicato sul comando remoto (come già previsto sulle precedenti serie della Turbo Levo) si attiva la modalità Walk che, sulla nuova Turbo Levo, ha una fase iniziale molto blanda per poi progressivamente spingere in modo più vigoroso.

La modalità Waljk si attiva tenendo premuto il pulsante che ora si chiama F2, posto nella medesima posizione del precedente comando.

Che cos’è l’S-Sizing e come scelgo la taglia corretta per me?
L’S-Sizing è stata introdotta da Specialized su Enduro e Stumpjumper e permette di scegliere la taglia della bici non a partire dalla misura del cavallo del biker, ma dal suo stile di guida.
Il sistema S-Sizing prevede, in Italia, 5 taglie, tutte con valori molto vicini di standover e di lunghezza del tubo di sterzo.
A variare maggiormente è la lunghezza del reach e del tubo superiore, in modo che ogni ciclista possa avere finito a 3 taglie da scegliere a seconda che preferisca una bici più stabile oppure più agile.
Nel caso di un ciclista di 173 cm di statura (schema in basso) è possibile scegliere S2, S3 oppure S4: S2 sarà molto agile e compatta, S4 molto stabile e sicura in velocità.
La scelta più bilanciata sarà la S3, ma sono tutte e 3 comunque possibili.

Quanto tempo richiede una carica completa della batteria da 700 Wh?
Da zero a 100% una batteria da 700 Wh richiede 5 ore e 15 minuti, mentre quella da 500 Wh 3 ore e 50 minuti.

Che garanzia c’è sulla Turbo Levo? E quanto posso aspettarmi che duri la mia Levo?
Il telaio della Turbo Levo, così come tutti i telai Specialized, hanno una garanzia a vita per il primo proprietario.
I modelli Turbo Levo 2022 prevedono una garanzia di 2 anni o 15000 km per il motore motore e 2 anni o 300 cicli di ricarica per la batteria.
I difetti su materiali e costruzione sono coperti dalla garanzia durante questo periodo.
Per il successivo proprietario, purché entro i due anni dalla data del primo acquisto, Specialized prevede una garanzia di 2 anni su telaio e componenti elettriche della bici.
Qui tutte le specifiche sulla garanzia secondo Specialized Italia.

Quanti cicli di ricarica sopportano le batterie?
E’ possibile raggiungere 1000 cicli con una perdita minima delle prestazioni delle batterie.

Verranno vendute anche Turbo Levo con telaio in lega leggera?
E’ molto probabile che questo accada, ma Specialized non ha dichiarato ufficialmente se e quando questo avverrà.
Guardando le modalità di presentazione dei nuovi modelli, Specialized ha sempre lanciato prima le versioni di punta e solo poi quelle più economiche.
Molto probabilmente si tratterà di attendere.

Verrà venduto anche il solo telaio+motore e batteria?
E’ un’opzione che per il momento Specialized Italia non prevede, ma non è escluso che possa accadere.
Ufficialmente non abbiamo informazioni più precise a riguardo.

Posso avere uno schema che riassuma le specifiche tecniche generali della nuova Turbo Levo?
Certo, eccolo di seguito…

Se volete saperne di più sulla piattaforma Turbo Levo vi invitiamo a leggere altri nostri articoli.

Per informazioni Specialized.com/it

Troy Lee Designs A3: la nuova versione del famoso casco aperto

COMUNICATO UFFICIALE

Per inaugurare l’inizio della bella stagione e le prime pedalate all’aria aperta, Troy Lee Designs, il brand statunitense distribuito in Italia da Athena, lancia il Troy Lee Deisgns A3, il nuovo casco aperto di prima fascia per gli appassionati del mondo Mtb / E-Mtb, enduro e trail.

Troy Lee Designs A3

Troy Lee Designs A3 rappresenta senza dubbio un’evoluzione in termini di tecnologia e sicurezza rispetto ai caschi precedenti A1 e A2.

La sensazione di comodità inoltre, risulta così intensa per i rider che, indossandolo, si sentiranno subito a proprio agio al punto da non volerlo più togliere, come suggerito dall’hashtag ufficiale del lancio #A3NeverTakeItOff…



Questo casco presenta una calzata e un’aderenza perfette, grazie al sistema 360° Precision Fit, al sistema di regolazione sul retro e ai 3 livelli di regolazione in altezza, mentre la fibbia magnetica V2 Fidlock può essere facilmente aperta e chiusa con i guanti addosso, con una mano sola e senza il rischio di pizzicare la pelle.

Altra caratteristica chiave del nuovo A3 è la massima sicurezza offerta.
Infatti, questo è il casco aperto più coprente della gamma Troy Lee Designs, soprattutto nella zona posteriore della testa, e presenta un rivestimento interno in EPP + EPS coassemblato, per assicurare il massimo assorbimento agli urti in caso di impatti a bassa e ad alta velocità.

Troy Lee Designs A3

Inoltre, è dotato dell’ultima rivoluzionaria tecnologia MIPS® (Multidirectional Impact Protection System) B32, in grado di garantire alti livelli di protezione e di diminuire la quantità di energia trasferita verso la testa, riducendo quindi il rischio di lesioni causate da urti rotazionali.

La tecnologia MIPS® di classe B, denota un tipo di casco totalmente integrato all’interno del sistema di regolazione della calzata, che permette di massimizzare il flusso d’aria e la comodità degli interni, mantenendo gli elevati standard di sicurezza MIPS. Rimane una struttura fondamentale per i rider, perché migliora le caratteristiche tecniche del casco, proteggendo la testa da possibili traumi da movimento rotatorio.

La visiera regolabile in tre diverse posizioni con sistema magnetico automatico assicura una maggior comodità durante la pedalata, mentre i 16 canali di aereazione permettono una ventilazione migliorata e ottimale.

Per una miglior igiene del prodotto e per garantire un comfort eccellente a lungo, l’ultimo modello firmato Troy Lee Designs integra il sistema rimovibile e lavabile Sweatglide e la comoda fodera XSTATIC® per evitare il ristagno del sudore che potrebbe causare l’insorgere di cattivi odori e batteri.Il nuovo casco Troy Lee Designs A3 è disponibile in tre diverse taglie (XS/S-M/L – XL/2XL) e nelle varianti colore: Black, Silver/Electric, Camo Gray/Red e Proto White.

Troy Lee Designs A3

Già disponibile al prezzo di 249,99 euro.

Per maggiori info visitare il sito di Athena oppure direttamente sul sito Troyleedesigns.eu.