Componenti per e-Mtb: quali sono e cosa cambia?

Che sia una Mtb o una e-Mtb, per riconoscere il modello top di gamma da quello entry level guardiamo le finiture, i materiali e le tecnologie utilizzate, ma anche e soprattutto i componenti.
Parlando di e-Mtb, però, quali sono i componenti specifici?
E cosa cambia nei componenti per e-Mtb rispetto a quelli per Mtb tradizionale?
Cosa spinge i produttori a differenziare la produzione?
Che differenze ci sono?
Come riconoscerle?
Vediamolo insieme.

componenti per e-Mtb



COSA INFLUISCE SULLA PROGETTAZIONE?
Realizzare dei componenti specifici è un grosso impegno da parte dei produttori.
Ma non tutti fanno questa scelta.
Ogni marchio interpreta a suo modo i fattori che stiamo per elencare.
Non c’è un giusto o sbagliato, dipende dalla concezione e dalla volontà del marchio.

Ad influenzare di più la progettazione di componenti specifici sono sicuramente la maggior potenza espressa, per via del motore, il peso e il tipo di utilizzo.
Le e-Mtb presenti sul mercato hanno motori che erogano 250 Watt e alti valori di coppia (possono cambiare a seconda del produttore).
Di conseguenza la trasmissione, che ha il gravoso compito di trasferire la potenza del motore alla ruota, è uno dei componenti più sotto stress su una e-Mtb.
Tanta potenza e un alto valore di coppia impongono ai produttori delle scelte che vedremo più avanti.

Il peso maggiore rispetto ad una Mtb tradizionale influisce sulle forze che si generano in movimento, visto che la forza è uguale alla massa per l’accelerazione.
Possiamo tradurre la parola accelerazione in vari modi, a seconda di come viene utilizzata la bici.
Se pensiamo ad un giro in ciclabile, in pianura, è evidente che ci sono meno accelerazioni e decelerazioni in ballo rispetto a un’uscita enduro con salti, rilanci, frenate e quant’altro.
Alcuni marchi danno più importanza a questo tipo di forze in gioco, altri fanno una considerazione più semplice.
Ovvero: l’insieme e-Mtb + biker ha un peso di 25 kg + 70 kg = 95 kg che è uguale a mettere in sella un rider di 80 kg su una Mtb di 15 kg.
A seconda del tipo di utilizzo, quindi, alcuni brand preferiscono rinforzare, sostenere l’insieme e-Mtb in modo più o meno marcato.

LA TRASMISSIONE
In ambito trasmissione i marchi più diffusi sono indubbiamente Shimano e Sram.
Deragliatore del cambio, pacco pignoni, catena, manettino e corona sono gli elementi che la compongono.
Quello ad essere sottoposto a maggior stress è la catena.
Infatti molti brand prevedono delle catena rinforzate, indicate proprio per un utilizzo su e-Mtb.
Le maglie e i perni sono più robusti e subiscono trattamenti dedicati per migliorare la resa e la resistenza.

Componenti per e-Mtb

Per quanto riguarda il cambio posteriore non ci sono soluzioni più specifiche e incominciano a vedersi dei cambi integrati con trasmissione a cinghia, in modo da eliminare l’elemento più esposto, cioè il deragliatore.
Pignoni e corone sono generalmente consigliati in acciaio per le e-Mtb per via della maggior resistenza all’usura di questo materiale.

Componenti per e-Mtb

Per quanto riguarda il manettino del cambio, Sram, ad esempio, ha pensato alla singola cambiata per le e-Mtb.
La singola cambiata è un modo per prevenire che, sotto sforzo, una cambiata multipla imprecisa possa scalfire o rompere inavvertitamente la catena.
Un singolo click alla volta è un modo valido per rendere la cambiata più sicura per la catena stessa.
Ed è un’opzione specifica per e-Mtb che si può selezionare anche sui nuovi cambi Sram wireless denominati AXS.

componenti per e-Mtb
Lo Sram Ex1 a 8 velocità era stato sviluppato appositamente per le e-bike. Con l’introduzione del 12 velocità è stato accantonato questo progetto, ma è rimasta la tecnologia del comando trigger che obbliga a una singola cambiata per volta, aiutando i biker a preservare il reparto trasmissione.
Componenti per e-Mtb
La cassetta a 8v copriva un range da 11 a 48 denti.

Per fare un altro esempio, Shimano ha il cambio elettronico nel mozzo Nexus 5-E, collegato con la centralina del motore (rigorosamente Shimano) che diminuisce l’erogazione di potenza nel momento in cui cambiamo marcia, garantendo un funzionamento più fluido e una maggior durata.
Tutte piccole accortezze che messe insieme rendono la vita di una trasmissione per e-Mtb più efficiente e duratura.

Componenti per e-Mtb

I FRENI
Il reparto freni di chi utilizza la e-Mtb tende ad andare in crisi nell’utilizzo più intenso.
Così, diverse aziende propongono freni maggiorati per questa tipologia di mezzi, ovvero quattro pistoni per le pinze e pompe maggiorate.

Ma la più grande differenza è sulla mescola delle pasticche freno e sui dischi.
Dischi maggiorati che superano i 200 mm di diametro (ossia il valore maggiore che comunemente si trova su una Mtb) come ad esempio il 220 mm di Magura o dischi freno più spessi, come il 3mm di Braking.
Queste accortezze, specifiche per e-bike, sono un vero toccasana per chi usa la e-Mtb per affrontare anche lunghe discese.

Componenti per e-Mtb

LE SOSPENSIONI
Le sospensioni delle e-Mtb full che puntano al piacere di guida in discesa e alla velocità sono in alcuni casi anche molto differenti.
Sram (ovvero RockShox) è della concezione che guidare una e-Mtb, eccettuando la trasmissione, è come avere un rider più pesante alla guida.
La taratura e la struttura della forcella sono le stesse.
Solo nel caso dell’ammortizzatore ci sono dei modelli che hanno una taratura specifica.
La RockShox Lyrik o Zeb è la stessa per una e l’altra tipologia bici e la differenza risiede solo nel precarico della molla pneumatica.

Fox invece introduce cambiamenti anche piuttosto significativi su alcuni modelli.
La Fox 36 dedicata alle e-Mtb ha gli steli esternamente sempre da 36 mm ma l’interno è quello della Fox 34.
Questo indica che lo spessore e la rigidità degli steli è maggiore.
La dicitura EMTB posta sulla forcella indica che anche l’idraulica ha una taratura più sostenuta.
Ma una Fox 38, che è già di per sé abbastanza rigida, ha solo una diversa taratura interna dell’idraulica.

Componenti per e-Mtb Componenti per e-Mtb

Formula è una via di mezzo, perché ha una taratura specifica per e-Mtb che si può installare attraverso la sostituzione della valvola Cts.
È importante sapere che esistono queste possibilità, perché sono dettagli che possono portare anche a significativi cambiamenti nella guida.
Sta a noi fare la scelta in base alla proprie capacità e necessità.

Componenti per e-Mtb

Componenti per e-Mtb

Ci sono anche altre soluzioni per incrementare la rigidità e dare maggior supporto alla e-Mtb, come quella adottata da Specialized per la Kenevo (foto sotto RockShox Boxxer a doppia piastra) o forcelle in tiratura limitata che cercano di creare un punto di incontro, come la Intend Bandit (foto più in basso).

LE RUOTE E LE GOMME
Iniziamo con un esempio: Dt-Swiss, uno dei molti marchi a differenziare la produzione, ha in catalogo una linea interamente dedicata alle e-Mtb, denominata Hybrid.
Dato che le ruote subiscono un fortissimo stress sia in discesa che in salita per via della maggior potenza trasmessa alla ruota, il brand svizzero ha adottato soluzioni ad hoc.
Così ingranaggi della ruota libera, mozzi e costruzione dei cerchi vengono rivisti e studiati proprio per resistere al maggior carico.
Che non si registra tanto sulla bilancia, quanto sul fronte dei Newton-metri, cioè della coppia motrice, ovvero di sollecitazioni maggiori per ruota libera e mozzo posteriore.

Componenti per e-Mtb Componenti per e-Mtb

E le gomme?
Già da tempo esistono carcasse e mescole specifiche per questo tipo di mezzi.
D’altronde, tra i componenti per e-Mtb e Mtb, quello di maggior importanza è proprio  la gomma.
È il componente che ci connette con il terreno e per questo è stato uno dei primi ad essere sviluppato specificamente per le e-Mtb.
Montare una gomma studiata per le e-Mtb porta a significativi miglioramenti nella guida.
Sono pensate per offrire maggiore trazione in salita, per essere “sicure” anche a pressioni di esercizio molto basse e, soprattutto, si prestano di più al tipo di guida che una e-Mtb di solito richiede.
Infatti, il peso maggiore delle e-Mtb, a meno di non essere esperti, non agevola cambi di direzione repentini come quelli che, invece, su una Mtb risultano un po’ più facili e più naturali.
Questo, considerando l’utente medio, si traduce in traiettorie meno pulite e una minore capacità di schivare rocce e situazioni pericolose per l’integrità della gomma.
Senza dimenticare che per le S-Pedalec, ossia per le e-Bike omologate per raggiungere i 45 km orari, sono richieste gomme con una specifica omologazione.
Quindi, le gomme sono il primo componente che dovrebbe essere strutturato per l’uso e-Mtb.

componenti per e-Mtb
Le caratteristiche di uno pneumatico Vittoria e-Mazza.

LA SELLA
Sembra poco rilevante, ma già da tempo molte aziende propongono delle selle specifiche per e-bike.
Perché quello che si può fare in salita, con le Mtb a pedalata assistita di ultima generazione, è quasi incredibile.

Componenti per e-Mtb

Visto il tipo di utilizzo è necessario dare dei punti di appoggio diversi all’e-biker, perché su salite estremamente ripide la posizione del rider cambia molto, proprio per perché c’è la possibilità di sfruttare la potenza del motore.
La guida da seduti, per conferire maggior trazione alla gomma posteriore, richiede più supporto da parte della sella per non scivolare all’indietro, o un’imbottitura maggiore sulla punta, proprio per quando sulle salite ripide il peso di chi pedala è fortemente spostato in avanti.

Componenti per e-Mtb

IN CONCLUSIONE…
Molti brand credono che l’utilizzo più intenso delle e-Mtb sia assimilabile a quello del downhill.
Forse in discesa questo è vero, ma nel downhill non c’è la salita, che invece su una e-Mtb genera forze, spinte e usura anche superiori al cross country.
Così la e-Mtb sembra essere un mix di diverse discipline e porta necessariamente a dei compromessi che per alcuni marchi si possono ricondurre ad una o l’altra disciplina, mentre altri preferiscono sviluppare qualcosa di specifico.
Una cosa è certa: questo mondo si sta espandendo moltissimo e crediamo che sempre più marchi proporranno componenti per e-Mtb.
Da parte nostra auspichiamo che i maggiori cambiamenti arrivino sul fronte della trasmissione e che la presenza del motore sia sfruttata anche per concepire da capo il reparto trasmissione.
Staremo a vedere…

Ora che sapete quali sono e in cosa si differenziano i componenti per e-Mtb, vi consigliamo di dare un’occhiata a questo articolo:

Guidare meglio la e-bike: 4 componenti che fanno la differenza

Cos’è una e-bike? Quali sono le sue peculiarità? Ecco cosa c’è da sapere

Se vi considerate degli e-biker esperti, NON leggete questo articolo! 😁
Provocazioni a parte, chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di mezzi ha probabilmente bisogno di alcune indicazioni di base.
Quindi, in pratica, che cos’è una e-bike? E quali sono le differenze con una bicicletta “tradizionale”?

Scopriamolo insieme.

cos'è una e-bike



COS’È UNA E-BIKE
Il termine e-bike vuol dire che c’è un’assistenza alla pedalata.
La potenza del motore viene espressa solo in relazione a quella espressa dal ciclista che pedala.

tendenze della Mtb 2021

Qualsiasi mezzo che è in grado di assisterti oltre i 25 km/h (per legge in Italia) o che abbia una manopola del gas, non è una e-bike.
Nella maggior parte dei posti, è possibile utilizzare una e-Mtb dove si utilizza anche una normale Mtb, ma ci sono paesi dove i sentieri per e-bike devono essere regolamentati (ad esempio negli Stati Uniti).

Il MOTORE
C’è un motore elettrico, che può esprimere una potenza massima di 250 Watt per legge, ma che può variare il valore di coppia (espresso in Nm) a seconda del produttore.
Alti valori di coppia permettono di avere tanta spinta da parte della e-bike anche se il biker esprime poca forza sui pedali.
L’erogazione della coppia in funzione della forza espressa dal biker è gestita attraverso i livelli di assistenza.
Chiaramente più è alto l’intervento richiesto da parte del motore più le batterie si consumano e minore sarà l’autonomia.
Le diverse applicazioni e scelte progettuali possono differenziare molto i vari brand.
Date un’occhiata per esempio a questo articolo:

Motore a 36 V o 48 V: cosa cambia e qual è meglio scegliere?

 

I LIVELLI DI ASSISTENZA E I DISPLAY
La maggior parte delle e-bike presentano un computer di bordo, un display sul manubrio che fornisce informazioni.
Dipende dal produttore ma di solito i display forniscono informazioni come velocità, distanza percorsa, autonomia della batteria, orario e moltissimi altri parametri, inclusa la modalità, cioè il livello di assistenza del motore.
Generalmente attraverso un comando remoto, posto a fianco della manopola sinistra, è possibile scegliere l’intervento dell’assistenza (qui trovate un articolo su come sceglierlo).

Ci sono brand che preferiscono soluzioni più minimali, con display meno esposti in caso di caduta, altri che fungono anche da navigatori satellitari e altri con i quali ci si può interfacciare unicamente attraverso delle applicazioni per smartphone.
Le applicazioni, ad esempio quella di Specialized e Shimano, aprono un mondo agli utenti, fornendo informazioni e ulteriori possibilità di personalizzazione della e-bike.

cos'è una e-bike

Sul comando remoto è disponibile anche la modalità Walk, attivabile nel momento in cui scendiamo a piedi su salite difficilmente pedalabili.
Questa modalità è un grosso aiuto al biker che spinge una e-bike, significativamente più pesante di una classica Mtb.

LA BATTERIA
Per capire ancora meglio cos’è una e-bike bisogna conoscere le batterie.
La maggior parte dei brand ha la batteria rimovibile perché è semplicemente più comodo ricaricarla o per evitare di lasciarla al freddo e all’umido di una cantina o di un garage (fattori che possono influire sull’autonomia).
Sempre più case adottano una soluzione integrata nel telaio per proteggere la struttura delle celle e per rendere il design delle e-bike più simile alle normali Mtb.
Nonostante gli spazi limitati, le case produttrici stanno producendo batterie sempre più capienti.
Maggiori sono i Wh della batteria, maggiore è l’autonomia ma anche il peso.

Batterie delle e-Mtb: quali sono e quale futuro?

Non abbiate paura di utilizzare la vostra e-Mtb sotto la pioggia o nel fango.
Sono pensate per questo tipo di utilizzo, basta solo avere qualche accortezza a fine uscita.

I SENSORI
La nostra e-Mtb è provvista di sensori.
Il più visibile è posto sul carro. È il sensore della velocità che rileva il movimento della ruota attraverso un magnete posto sul raggio della stessa o sul disco.
Questo perché l’e-bike non deve superare la soglia dei 25 km/h.
Oltre tale velocità viene interrotta l’assistenza da parte del motore.

cos'è una e-bike

IL PESO
E’ vero, le e-Mtb sono più pesanti.
Mediamente pesano tra i 20 e i 25 kg, quasi il doppio di una normale Mtb.
Hanno ovviamente un motore e una batteria oltre a tante piccole cose come sensori e comandi remoti.
Le forze in gioco sono maggiori e di conseguenza anche componenti come il telaio, i freni, gli pneumatici e le ruote sono rinforzati.

Le e-bike sono diventate sempre più piacevoli da guidare e dinamicamente questo peso extra non le rende goffe.
Per chi viene da una Mtb tradizionale e si avvicina per la prima volta ad una e-bike, la differenza più grande si sente nel momento in cui vogliamo far rallentare la bici, cioè durante la frenata.
Per questo si parla di componenti studiati appositamente per questo tipo di bici…

COMPONENTI SPECIFICI
Sempre più e-bike utilizzano componenti specifici a causa delle forze in gioco, del maggior peso e del tipo di utilizzo al quale sono destinate.

cos'è una e-bike

Le ruote, le catene di trasmissione, gli impianti frenanti, le sospensioni e le gomme sono tutti componenti che vengono progettati e sviluppati appositamente per questo segmento.

A questo proposito potete dare un’occhiata qui:

Guidare meglio la e-bike: 4 componenti che fanno la differenza

IN E-BIKE SI FATICA
Tra le cose da sapere sulle e-bike c’è sicuramente da mettere in chiaro che si fatica.
Se pensiamo di fare un’uscita piano e aiutati dal massimo livello di assistenza, è ovvio che si fa molta meno fatica rispetto ad una Mtb.
Ma se pensiamo di fare un’uscita a tutta di un’ora e mezza o due, cercando di fare salite e discese tecniche, vi garantiamo che si fa fatica, eccome!
Lo stesso se pensiamo di pianificare un giro lungo o con molto dislivello.
Faticare o non faticare in sella ad una e-bike dipende unicamente dal modo in cui la si utilizza.

Capire bene cos’è una e-bike e come va utilizzata non è semplice e non è per tutti uguale.
Se siete curiosi, provate ad affrontare salite molto tecniche, vedrete che il divertimento e l’impegno fisico aumenterà notevolmente:

VIDEO – e-Mtb in salita: 3 tutorial per osare e divertirsi di più

OCCHIO ALLA MANUTENZIONE
L’ultima delle cose da sapere sulle e-bike riguarda la manutenzione.
Come tutte le normali Mtb hanno bisogno di essere un po’ “coccolate” e ad intervalli più brevi dato il maggior peso, le maggiori velocità e quindi le maggiori sollecitazioni a cui sono sottoposte.
In linea generale, soprattutto trasmissione, freni e ruote vengono messi a dura prova ma anche il resto dei componenti tende a subire un maggiore stress.
Vi lasciamo ad un articolo che tratta proprio della manutenzione per tutti quelli che si avvicinano a questo mondo:

Manutenzione della e-bike: 5 facili procedure per tutti

(Foto di copertina: Matt Wragg)

Moustache Magic Tour: la modalità automatica definitiva?

Per raccogliere più chilometri il brand transalpino ha pensato di sviluppare una nuova modalità sul software Bosch, la Moustache Magic Tour.
Questa assistenza nasce da un desiderio, quello di andare più lontano, più a lungo, e di offrire una performance naturale e sportiva.
È stata concepita in modo che i ciclisti non abbiano più bisogno o voglia di cambiare modalità, mantenendo la capacità di arrampicarsi ovunque e avere esattamente la giusta assistenza al momento giusto!
In questa modalità ci sono tutti i 10 anni di esperienza passati a testare, sviluppare, creare e reinventare le e-mtb.

Moustache Magic Tour



È una continuazione della modalità eMTB che è stata sviluppata insieme a Bosch 5 anni fa, ed è diventata nel frattempo un riferimento per le e-mtb: l’assistenza fornita si adatta automaticamente alle esigenze dei ciclisti in modo dinamico e offre diverse funzioni di gestione del motore.
La modalità eMTB è l’assistenza automatica ideale per le uscite veloci, offrendo prestazioni ma poca autonomia.
La nuova modalità Moustache Magic Tour va in una nuova direzione.
Il suo obiettivo è il piacere di accumulare chilometri, la soddisfazione di uno sforzo più impegnativo e di una pedalata più naturale.
Proprio come la modalità eMTB automatica, consentirà di arrampicare quasi ovunque senza dover cambiare modalità, ma richiederà più sforzo.
Spingere un po’ più forte o più dolcemente, il tutto al servizio del miglioramento della durata della batteria.
Gli algoritmi sono stati ottimizzati grazie ai numerosi test effettuati dai diversi team Moustache che hanno passato ore a pedalare, ad aggiustare, a perfezionare il software, fino a raggiungere la “magica” combinazione che unisce durata della batteria, capacità di superare ostacoli, prestazioni e divertimento!

Moustache Magic Tour

In pianura, quando sostanzialmente non serve supporto, la Moustache Magic Tour darà pochissima assistenza e quindi consumerà poco.
L’energia risparmiata verrà fornita nel momento in cui ne avrai più bisogno, ovvero nelle salite o nelle accelerazioni veloci.
Durante i test, a seconda delle condizioni, del terreno o del pilota, i dati rilevati hanno permesso di evidenziare come la modalità sia stata in grado di economizzare in media dal 15 al 25% della batteria rispetto alla modalità eMTB e una buona percentuale della batteria rispetto alla modalità Tour standard!
La tua bici ha sempre 4 modalità di assistenza, inclusa la modalità Moustache MAGIC TOUR personalizzata.
Il display Bosch mostrerà quindi le modalità : Eco, Tour (= MAGIC Tour), eMTB e Turbo.

La nuova modalità Moustache Magic Tour ottimizzata è installata su tutti i prodotti Moustache E-MTB dall’8 febbraio 2021.
È possibile configurare la modalità Magic Tour su tutte le MTB Moustache dalla Season9 e 10 equipaggiate con il motore Bosch Performance CX G4 con un semplice aggiornamento dal tuo rivenditore più vicino.

Per ulteriori informazioni moustachebikes.com

VIDEO – Mondraker Mind: la telemetria sulla tua e-Mtb

Mondraker presenta in esclusiva mondiale il primo sistema di telemetria integrata.
Mondraker Mind.
Dopo Forward Geometry e Zero Suspension System, la casa spagnola introduce un’ulteriore innovazione destinata a lasciare il segno.
Per la prima volta, anche i meno esperti, riusciranno a regolare le proprie sospensioni ad hoc grazie a Mondraker Mind e all’applicazione dedicata “myMondraker”.
Le Mtb della gamma Foxy Carbon e Crafty Carbon saranno dotate del sistema integrato di telemetria.

Mondraker Mind
Tre anni di sviluppo per fornire la possibilità di sfruttare al massimo le sospensione della propria Mtb, senza il bisogno di nessuna conoscenza preliminare.
Non un sistema per soli agonisti, ma la reale possibilità di sbloccare le proprie potenzialità grazie all’ausilio di Mondraker Mind.
In occasione della presentazione Mondraker 2021, organizzata da DSB-Bonandrini (distributore italiano Mondraker), abbiamo avuto modo di osservare da vicino il sistema Mondraker Mind, date un’occhiata insieme a noi.??



Come abbiamo visto, Mondraker Mind, è un sistema di telemetria utile e divertente sopratutto per i meno esperti.
Ma scendiamo nel dettaglio e capiamo insieme come funziona il Mondraker Mind.

REGOLAZIONE DEL SAG
Quante volte vi siete trovati in difficoltà nel raggiungere il sag ottimale delle vostre sospensioni?
Da oggi, sui modelli Foxy Carbon e Crafty Carbon, sarà un gioco da ragazzi.
Grazie alle indicazioni fornite dall’applicazione “myMondraker”, riusciremo a capire se aggiungere o togliere aria da forcella e ammortizzatore.

COMPRESSIONE E REBOUND
Non solo sag, ma anche la possibilità di aggiustare compressione e ritorno.
Tornati dal vostro giro o proprio mentre siete in sella, l’applicazione “myMondraker” vi guiderà passo passo nella regolazione della vostra sospensione, aiutandovi a gestire al meglio il suo comportamento.

Mondraker Mind

DA COSA È COMPOSTO E COME FUNZIONA
Il sistema Mind è composto da quattro elementi.
L’hardware principale è nascosto all’interno del tubo di sterzo, ad esso è collegata una “piastra” che legge il campo magnetico emesso dal sensore fissato ai foderi della forcella.
Posteriormente, invece, troviamo un elemento istallato sul leveraggio della sospensione, che, in abbinamento ad un magnete riesce a monitorare le oscillazioni del sistema di sospensione.
I sensori inviano le informazioni immagazzinate all’applicazione “myMondraker” che una volta elaborati i dati sarà in grado di fornire indicazioni precise sul da fare.
Che si tratti di una discesa o di una salita particolarmente impervia, il sistema Mind, è in grado di analizzare i dati millisecondo per millisecondo ed è sensibile ad ogni millimetro di escursione delle sospensioni.
Da specificare che il Mondraker Mind è unico e impostato singolarmente, di conseguenza non è trasferibile ad altre Mtb.

Mondraker Mind

GPS INCORPORATO
Grazie al gps incorporato, il sistema Mind, non utilizzerà dati e batteria del tuo smartphone.
Inoltre la geolocalizzazione sarà precisa e dettagliata, fornendo dati come velocità, distanza, tempo e dislivello analizzabili in seguito sull’applicazione “myMondraker”, scaricabile gratuitamente per sistemi IOS e ANDROID.
Un’altro aspetto fondamentale del Mondraker Mind è il fatto che può rilevare ogni singolo salto, analizzandone velocità, lunghezza e tempo trascorso in aria.

BATTERIE E PESO
Il sistema Mind presenta due batterie separate, una per l’unità anteriore una per la posteriore.
Batterie ricaricabili tramite cavetto USB.
Entrambe le batterie hanno una durata di 20 ore continue e possono rimanere in standby fino a 15 giorni.
Il peso complessivo della telemetria Mondraker è di soli 199 Gr.

Mondraker Mind

APP MYMONDRAKER
L’applicazione “myMondraker” non è solo utile e necessaria al funzionamento del Mondraker Mind, ma offre ulteriori servizi.
L’app offre un sistema di allarme e antifurto.
Una volta attivata la modalità allarme, se la bici subisce un furto e quindi uno spostamento, Il proprietario verrà avvisato in maniera immediata.
Inoltre per rintracciare la bici è possibile individuarne la posizione, niente male!
I dati trasferiti sull’applicazione possono essere tranquillamente visti anche da PC, offrendo una più ampia visione dei “numeri”.
Ripetiamo, disponibile gratuitamente per sistemi IOS e ANDROID.

In conclusione…
Il sistema Mind ideato da Mondraker apre la strada ad un nuovo corso, e se per ora lo si trova esclusivamente montato su Foxy e Crafty c’è da aspettarsi che in futuro sarà trasferito ad altri modelli della gamma Mondraker.
Regolare a dovere le proprie sospensioni è la base di partenza per poter godere a pienò della nostra Mtb o e-Mtb.
Da oggi Grazie a Mondraker Mind sarà possibile farlo con semplicità e divertendosi.
Anche noi siamo curiosi di conoscerne le reali potenzialità, magari in un test approfondito…

Svo Chrono: e-Mtb con tecnologia da F1 e trasmissione a cinghia

Il brand francese svela la Svo Chrono, una e-Mtb che sfrutta la tecnologia della Formula1 per la realizzazione del telaio in fibra di carbonio ed elimina il deragliatore del cambio, lasciando spazio a cinghia Gates e cambio Rohloff integrato nel mozzo.
L’azienda francese SVO Bikes ha un design distintivo e non comune.
Ha eliminato la catena e il cambio esposto ad urti da tutta la gamma e adesso ha realizzato una e-Mtb di tutto rispetto, con 150mm di escursione avanti e dietro assistiti da sospensioni Ohlins e altri dettagli di altissimo livello.

Svo Chrono



Dopo una lunga attesa hanno presentato la Svo Chrono.
È basata su un telaio con triangolo anteriore con design asimmetrico, sospensione con giunto Horst e ruote 29″.
La particolarità più evidente è la scelta della cinghia di trasmissione in carbonio, Gates, abbinata al cambio wireless nel mozzo Rohloff, a 14 velocità.

Svo Chrono

Per la power unit SVO va sul sicuro, affidandosi al nuovo motore Bosch di quarta generazione e batteria da 500 Wh, che però opzionalmente può arrivare fino a 1.125 Wh.
La Svo Chrono sarà disponibile in tre versioni, con le due top di gamma che avranno, oltre a componenti migliori, il telaio in carbonio anziché in alluminio.

Svo Chrono

Svo Chrono € 8.200
Forcella: RockShox Revelation RC 35
Ammortizzatore: RockShox Deluxe
Freni: Hope Tech3 E4
Reggisella: in alluminio
Gomme: Hutchinson Griffus
Attacco manubrio: Thomson Elite
Manubrio: Truvativ Descendant 760mm
Pedivelle: Hope
Sella: Fizik Tundra
Opzione: reggisella Reverb Stealth

Svo Chrono

SVO Chrono GTE € 13.990
Forcella: Ohlins 36RFX
Ammortizzatore: Ohlins TTX
Freni: Hope Tech 3 con tubi in treccia
Cerchi: Mavic Carbon XC C26
Mozzo anteriore: Hope Pro4
Mozzo posteriore: Rohloff
Pneumatici: Hutchinson Griffus
Reggisella: Reverb Stealth
Attacco: Thomson Elite
Manubrio: Truvativ Descendant 760mm
Pedivelle: Hope
Sella: Fizik Carbon

SVO Chrono RS € 13.990
La versione senza compromessi a 19,6 kg!
Batteria Bosch 500Wh
Forcella: SID 120mm
Ammortizzatore: Sid Ultimate
Freni: Hope Race EVO
Ruote: Svo Carbon Star
Manubrio, attacco manubrio, reggisella e sella: in carbonio super leggero
Pedivelle: Hope

Caratteristiche principali:
Una mountain bike elettrica senza compromessi da 19,6 kg!
– telaio interamente in carbonio, tecnologia F1, prodotto in Francia
– batteria principale integrata e rimovibile
– autonomia molto lunga con una capacità fino a 1125 Wh
– motore Bosch Gen4 CX Performance
– foderi posteriori da 455 mm
– mozzo Rohloff E14 a comando elettronico Wireless

Per ulteriori informazioni svobike.com

Tutta la gamma e-Mtb Merida 2021: prezzi e specifiche tecniche

Tante novità nella gamma e-Mtb Merida 2021.
Dopo aver lanciato nel 2020, la bici più premiata nella storia di Merida, la eONE-SIXTY, nel 2021 il brand Taiwanese è riuscito rinnovare un prodotto già di altissimo livello e introdurre altre importanti novità.

gamma e-Mtb Merida 2021



La eONE-SIXTY aggiornata con batteria interna, gamma estesa e nuovo propulsore Shimano EP8.
Lo stesso vale per la eONE-FORTY potenziata o le eBIG.NINE ed eBIG.TOUR ultra versatili, per arrivare alle bici eSPRESSO per chi si sposta nella città.
La gamma di e-Mtb Merida 2021 è ricca di nuovi modelli equipaggiati con Shimano EP8 e 630 Wh ed è ricca di importanti aggiornamenti.
Scopriamo insieme la gamma e-Mtb Merida 2021.

Le eONE-FORTY e eONE-SIXTY sono equipaggiate con gli ultimi componenti e alimentate dall’ultimo propulsore Shimano, l’EP8.
Le e-full, cioè le bi-ammortizzate elettriche, sono strettamente legate alle loro sorelle non motorizzate e aggiungono semplicemente il “fattore Steps” al mix.
Il nuovo sistema Shimano EP8 in combinazione con la nuova batteria interna da 630 Wh ha delle migliorate prestazioni in fuoristrada ed ha un minor trascinamento del motore.
Le dimensioni di questa power unit hanno permesso a Merida di creare soluzioni geometriche che fanno apparire queste e-Mtb sempre più simili a una bici “non motorizzata”.

e-OneSixty 10K CFA 9750€ – Peso 22,89 kg

gamma e-Mtb Merida 2021

e-OneSixty 8000 CFA 6500€ – Peso 23,13 kg

gamma e-Mtb Merida 2021

e-OneSixty 500 4820€ – Peso 23,84 kg

gamma e-Mtb Merida 2021

e-OneForty 400 4290€ – Peso 23,33 kg

gamma e-Mtb Merida 2021

Per tutti coloro che amano uno stile di vita attivo e sportivo e a volte piace unire allo spostamento casa lavoro una piccola deviazione offroad ci sono due modelli della gamma e-Mtb Merida 2021: la eBig.Nine e la cugina eBig.Tour con ruote da 29 pollici.
Entrambe sono disponibili con la combinazione del nuovo motore STEPS EP8 e della batteria da 630 Wh o con il collaudato motore E7000 combinato sempre con la batteria da 630 Wh.
e-Big.Tour 400 EQ 3770€ – Peso 24,83 kg

gamma e-Mtb Merida 2021 gamma e-Mtb Merida 2021

e-Big.Nine 400 3560€ – Peso 22,07 kg

gamma e-Mtb Merida 2021

Uno stile di vita attivo è una buona idea per molti motivi: ti mantiene in forma e in salute, offre equilibrio alla tua vita lavorativa e aiuta a ridurre lo stress.
Qualunque sia la tua motivazione, le e-bike “Active” di della gamma e-Mtb merida 2021 ti aiutano a vivere la tua vita.
La gamma si allarga con i modelli eSpresso per viaggi su strade sterrate e piste ciclabili o come mezzo per la città.
E per offrire agli utenti una scelta già ampia eSpresso ha diverse forme di telaio e posizione di seduta.
C’è il “classico” 700c eSpresso, il 700c ‘CITY’ per una salita più agevole in sella.
eSpresso City 400 EQ 3240€ – Peso n.d.

gamma e-Mtb Merida 2021 gamma e-Mtb Merida 2021

eSpresso 400 S EQ 3140€ – Peso 25,11 kg

gamma e-Mtb Merida 2021 gamma e-Mtb Merida 2021

Per ulteriori informazioni meridaitaly.it

Pneumatico Vee Tire Attack HPL: con mescola extra morbida

COMUNICATO UFFICIALE

Incontra il tuo nuovo pneumatico preferito, il Vee Tire Attack HPL!
Il Vee Tire Attack HPL è ora disponibile tramite il negozio online Vee Tyre Co. e tramite i distributori internazionali.
Il nostro nuovo pneumatico, progettato con il contributo di Vee Tire Freeride e degli atleti della Coppa del Mondo UCI, vanta un disegno del battistrada appositamente sviluppato che eccelle nella polvere, terra morbida e sporco.

Vee Tire Attack HPL



L’HPL, (che sta per Hard, Pack, Loose) entra a far parte della gamma gravity Vee Tyre Co. ed è già stato testato sul circuito di Coppa del Mondo e al Freeride Fiesta.
Disponibile in 29 x 2,5” o 27,5 x 2,5”, il Vee Tire Attack HPL è predisposto per il tubeless e molto resistente alle forature grazie alle nostre costruzioni, Gravity Core a 2 strati o Enduro Core a strato singolo.
Per garantire aderenza e trazione nelle condizioni più estreme, abbiamo messo a disposizione la nostra mescola più morbida la 42a Top 40, fornendo grip e controllo illimitati su una grande varietà di superfici.
La Top 40 è affermata nel mondo delle corse in discesa per la sua mescola super aderente, la durata e la grande capacità di smorzamento.

Vee Tire Attack HPL

Per il design del battistrada, i nostri ingegneri hanno lavorato a stretto contatto con gli atleti Vee Tire e hanno concordato un battistrada a blocchi centrale con rampe per una minore resistenza al rotolamento ma eccezionali capacità di frenata.
I tasselli laterali sono disposti parallellamente e sono dotati di lamelle per livelli costanti di presa anche quando ci si piega in curva in velocità, e la nostra costruzione robusta significa che l’HPL non si deforma anche nella guida al limite.

Vee Tire Attack HPL Vee Tire Attack HPL

Ecco cosa pensa l’atleta UCI DH Alex Marin del nuovo HPL:
“Sì, il nuovo Vee Tire Attack HPL è fantastico! La prima volta che ho provato l’HPL è stata davvero una bella sensazione, il disegno dei tasselli è incredibile sul tracciato. Ciò che è impressionante, è che sebbene la gomma utilizzi una mescola morbida Top 40, il battistrada non si danneggia, anche quando si pedala ogni giorno direi che l’HPL dura il doppio degli pneumatici di altre marche che ho provato “.
Alex Marin, The Brigade MTB Team

Di seguito le caratteristiche principali delle Vee Tire Attack HPL e i prezzi momentaneamente in dollari.
29 x 2,5 Gravity Core, Top 40 – 1350 g – Prezzo consigliato $ 70,00
29 x 2,5 Enduro Core, Top 40 – 1150 g – Prezzo di listino $ 65,00
27,5 x 2,5 Gravity Core, Top 40 – 1270 g – Prezzo di listino $ 70,00
27,5 x 2,5 Enduro Core, Top 40 – 1080 g – Prezzo di listino $ 65,00

Il versatile Vee Tire Attack HPL è ora in vendita, visita il sito web di Vee Tire per ulteriori informazioni e per ordinare la tua gomma.

Qui trovate alcune recensioni su gomme per e-Mtb.

Una Thok Mig per Giorgetto Giugiaro

Una Thok Mig per Giorgetto Giugiaro.
Il celebre designer ha scelto una Thok per le sue uscite in e-mtb.

Thok Mig per Giorgetto Giugiaro



Giorgetto Giugiaro non è solo uno dei più famosi designer di automobili al mondo (nominato nel 1999 “Car Designer del Secolo” a Las Vegas da 120 esperti, vincitore di 5 premi Compasso d’Oro e famoso per aver creato, fra le tante, la prima Volkswagen Golf e la mitica Panda) ma è anche un grande appassionato di trial.
Quando  libero dai suoi impegni lavorativi adora fare escursioni con la moto da trial nei sentieri attorno alla sua Garessio, il paese in provincia di Cuneo in cui è nato.

Thok Mig per Giorgetto Giugiaro

Giugiaro ha provato nei mesi scorsi per la prima volta una e-mtb grazie a suo figlio Fabrizio, anche lui affermato designer e “Thoker” fin dal debutto della Mig nel 2018.
Per Giorgetto l’incontro con la Mig è stato un amore a prima vista e così Fabrizio ha deciso di fare una sorpresa a suo padre realizzando insieme a Thok E-Bikes una versione speciale della Thok Mig per Giorgetto Giugiaro, con una livrea da lui studiata: sul telaio grigio chiaro metallizzato opaco, spicca un “linea” rossa, realizzata a mano da Fabrizio, che rappresenta la mitica firma di Giorgetto.

“La MIG mi ha subito colpito, ha dichiarato Giorgetto Giugiaro, sia per la sua personalissima linea, che per le sue prestazioni. Adoro fare trial con la mia moto, ma con la Mig riesco a fare delle bellissime escursioni in totale armonia con la natura e poi, in discesa, sembra davvero di essere in moto!”
La Mig 2.0 di Thok, lanciata a giugno 2020, è una e-mtb adatta sia a chi si avvicina al mondo delle e-mtb, sia ai biker più esperti, in cerca di un mezzo maneggevole, che doni sensazioni simili a quelle che si provano alla guida di una Mtb senza motore.

Dotata di una batteria da 504Wh, posizionata sotto al tubo obliquo per abbassare il baricentro e aumentare la maneggevolezza, Mig 2.0 monta motore Shimano Steps 7000.
La geometria del suo telaio è disegnata sui principi della TCG “THOK CONTROL GEOMETRY” con top tube allungato, angolo sterzo aperto di 66° e tubo sella dritto con angolo da 74,7°, che assicurano comfort di guida, elevata trazione e maggiore controllo nei passaggi più tecnici.

Thok Mig per Giorgetto Giugiaro

Per ulteriori informazioni thokbikes.com

VIDEO – Trail riding elettrico o no? Rispondiamo con la Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

Specialized Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL, ovvero quale Mtb per il futuro del trail riding?
Con la nascita delle e-Mtb probabilmente è cambiato il modo di intendere le uscite tra amici e la pianificazione dell’uscita stessa.
Il trail riding è quel segmento che per gli appassionati è esplorazione, emozioni e divertimento nella guida.
Nonostante si stia spostando più verso l’enduro, come geometrie ed escursione, resta la disciplina più versatile e vasta della Mtb.
Così ci siamo chiesti se le e-Mtb leggere possano prendere, in futuro, il posto delle trail bike…
Conosciamo bene le une e le altre, ma se le mettiamo a confronto diretto che cosa succede?
Quale caratteristiche spiccano di più?
Che sensazioni di guida trasmettono?
Per chi ha l’animo agonista, cosa dice il cronometro?
Una è destinata a prendere il posto dell’altra o c’è spazio per entrambe?

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL



LE SFIDANTI
Mettiamo a confronto le due sfidanti, Specialized Stumpjumper Evo (nera) e Specialized Turbo Levo SL (verde).
Partendo dall’escursione entrambe hanno 150 mm al posteriore e all’anteriore 160 mm per la Evo e 150 mm per la Turbo Levo SL.
La forcella è da 36 mm di diametro per la nera e da 34 mm per la verde.

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

La linea del telaio è la stessa anche se la Stumpjumper Evo ha dalla sua la possibilità di regolare le geometrie quasi a piacimento.
Sulla Stumpjumper Evo si può regolare l’altezza del movimento centrale, la lunghezza del carro e cambiare l’angolo di sterzo, mentre la Turbo Levo SL ha la possibilità di variare di poco la geometria, attraverso il flip chip.
La sua geometria, comunque, risulta ben bilanciata e pronta a qualsiasi tipo di sfida, anche quella contro una Mtb da trail/enduro come la “sorella” Stumpjumper Evo.
Della quale vi mostriamo qui in basso le numerose combinazioni possibili di angoli, altezza del movimento centrale e lunghezza del carro.

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL
Geometrie Turbo Levo SL

Il prezzo della Stumpjumper Evo è 5699€ mentre la Turbo Levo SL Comp Carbon è 7199€.
Il peso è la più grande differenza tra una Mtb e una e-Mtb (seppur leggera) nella guida: la tradizionale pesa 14,3 kg, mentre l’assistita 17,65 kg senza pedali.
Sempre in taglia M.
I dati sulla carta hanno dei punti in comune e altri più distanti, ma quanto queste caratteristiche influenzano la guida di questi mezzi?
Quanto sono distanti Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL?

SENSAZIONI DI GUIDA
Il confronto, condotto dal sottoscritto e Simone Lucchini, ci vede d’accordo sulle sensazioni che regalano queste due Specialized.
Sicuramente se parliamo di salita è inevitabile che si faccia più fatica con la Evo, ma come vedremo più avanti, se c’è bisogno di scaricare a terra la potenza, durante un rilancio o un tratto breve, la Mtb tradizionale ha una connessione più viva tra rider e bici.
Si sente che la Stumpjumper Evo è più pronta agli impulsi e la minor resistenza alla pedalata, il minor trascinamento, permette di sentire meglio le reazioni del telaio e dei componenti.
Con la Turbo Levo SL chiaramente si è più veloci su salite lunghe, ma quando si tratta di forza esplosiva la differenza non è così marcata, perché tende comunque a smorzare, a “ovattare”, i Watt espressi dal biker.

In discesa come cambiano le cose?
Il peso ben distribuito e il carro corto permettono di guidare la Turbo Levo SL come una vera Mtb e di sfruttare una stabilità che infonde sicurezza.
Si sente, passando da una all’altra, che la Stumpjumper Evo è più reattiva, i cambi di direzione sono più repentini e soprattutto sui tratti ripidi con poco grip si riesce lo stesso a fermare la bici.
Se ci sono perdite di aderenza con la Stumpjumper Evo si ritrovano subito il grip e la linea ideale.
Con la Turbo Levo SL, seppur di poco più pesante, c’è bisogno di un po’ più di decisione nei movimenti.
La perdita di aderenza è più controllata e una volta innescata passa più tempo prima di recuperare il grip e la linea ideale.
Se si tratta di pura guida, di esplosività e reattività, la Mtb tradizionale regala ancora sensazioni più pure, più sincere, ma…

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

PARLA IL CRONOMETRO
Per rendere le cose ancora più interessanti abbiamo pensato di rispondere ad una delle domande che da tempo noi stessi ci facciamo.
Nei vari tratti che tipicamente caratterizzano un’uscita in Mtb qual è la più veloce?
Perché non proviamo a trasformare le sensazioni in numeri?
Prima di passare ai rilevamenti vi invitiamo a dare un sguardo al video che abbiamo realizzato proprio in occasione di questo confronto:

Bene.
Se avete visto il video, sapete già di cosa stiamo parlando.
Abbiamo avuto modo di rilevare i tempi, fornendo a voi lettori e a noi stessi dei risultati quanto più oggettivi possibile.
Ci siamo avvalsi di uno strumento, del quale vi parleremo più avanti, estremamente preciso, che analizza al centesimo di secondo ogni passaggio, accelerazione, decelerazione e traiettoria al fine di fornire un accurato rilevamento della prestazione.

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

Parliamo quasi sempre di sensazioni, ma questa volta abbiamo avuto la conferma o la smentita da parte del cronometro.
Andiamo ad analizzare quali rilevamenti volevamo evidenziare.
Trattandosi di Specialized Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL abbiamo pensato di confrontarle coinvolgendo le caratteristiche che maggiormente si avvertono nella guida di una Mtb da trail/enduro e di una e-Mtb leggera.
Ovvero: esplosività, resistenza e divertimento.
Cioè: accelerazione, soglia di stacco dei 25 km/h, percorso misto e discesa.

Leggendo i dati possiamo notare come la potenza e la coppia di una e-Mtb leggera, seppur ridotta rispetto ad una e-Mtb classica, sia in grado di offrire una buona base di fondo alla quale aggiungere la nostra potenza, ma come questa non sia così influente sulla pura accelerazione.
Non a caso su un segmento più lungo dove il cuore va fuori soglia per lunghi periodi il motore offre, ovviamente, un supporto notevole al rider.

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

Nel tratto unicamente di discesa, con curve strette e veloci. salti e tratti scassati, la differenza cronometrica è veramente minima.
Questo dimostra come le e-Mtb leggere siano molto vicine per prestazioni in discesa a quelle di una Mtb tradizionale.
Ed è la confidenza con il mezzo che ha permesso di esprimere i migliori risultati.

Il sottoscritto utilizza più spesso la Turbo Levo SL, mentre Simone la Stumpjumper Evo.
Il risultato evidenzia in ogni caso che la differenza non è così marcata dal punto di vista puramente cronometrico nel confronto tra Specialized Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL.

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

IN CONCLUSIONE
Le e-Mtb leggere sono capaci delle medesime sensazioni di guida di una Mtb tradizionale?
No, sono sempre più simili, ma c’è ancora differenza.
Sono altrettanto veloci in salita e in discesa?
Sì, sono paragonabili e, nell’ambito di un’uscita, decisamente sì grazie alla presenza del motore.
Quindi, il confronto Specialized Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL ci ha permesso di rispondere a questa domanda: le Mtb da trail verranno sostituite dalle e-Mtb leggere?
No, soprattuto per chi non gareggia e per chi vive la Mtb a 360° la connessione che c’è tra la Mtb tradizionale e il biker è qualcosa di autentico e vivo, che riesce ad esprimere sensazioni ed emozioni più pure e sincere con tutto ciò che lo circonda.
Ecco perché le “care e vecchie” Mtb da trail riding troveranno sempre spazio negli appassionati.
Sì, invece, per chi non è allenato, o ha poco tempo per allenarsi, le e-Mtb leggere come la Specialized Turbo Levo SL permettono di avere quel qualcosa in più, senza però rinunciare a sensazioni di guida sempre più simili a quelle di una Mtb.

Stumpjumper Evo e Turbo Levo SL

Possiamo immaginare che molti di voi saranno rimasti incuriositi dal confronto cronometrico.
Siccome siamo appassionati e curiosi proprio come voi, vi diciamo che abbiamo già in cantiere un articolo dove entreremo più a fondo nell’argomento cronometrico tra e-Mtb e Mtb da enduro…
Restate sintonizzati!

Qui un altro interessante confronto con la Specialized Turbo Levo SL:

Specialized Turbo Levo SL: alluminio o carbonio?

Per ulteriori informazioni sulle due Mtb visitate Specialized.com

Ecco la gamma 2021 Canyon con la nuova Torque:ON

COMUNICATO UFFICIALE

Con la gamma 2021 Canyon lancia la sua prima bici da e-freeride, la Canyon Torque:ON, che combina le caratteristiche della Torque con la potenza del nuovo EP8 di Shimano.
Anche la Spectral:ON, la Neuron:ON e la Grand Canyon:ON aggiornano motore e batteria, creando una delle collezioni e-Mtb più complete ed innovative esistenti.

gamma 2021 Canyon



La Torque:ON è un mostro in discesa, precisa e tagliente sulle paraboliche, una vera bestia.
Sfoggia 175 mm di escursione al posteriore che abbracciano il terreno, un telaio in alluminio a prova di bomba e una giocosità rara per una bici con così tanta escursione.
In poche parole, la Canyon Torque:ON è l’opzione migliore per chiunque voglia divertirsi sui trail più ripidi e veloci, senza dover utilizzare shuttle o impianti di risalita per raggiungerli.

gamma 2021 Canyon

La Torque:ON della gamma 2021 Canyon è presente in due modelli: la Canyon Torque:ON 8 (€ 4.499*) e la Torque:ON 9 (€ 5.799*).
Entrambe le versioni saranno disponibili all’acquisto con un’opzione “batteria addizionale” per giornate ancora più lunghe sui sentieri.

Canyon Torque:ON
La nuovissima Canyon Torque:ON è dotata di un un telaio in alluminio di “categoria 5”, a prova di bomba, geometria progressiva, e un allestimento da pura gravity bike che ti spingerà a intraprendere i salti più epici e le discese più turbolente.
Torque:ON 8 (€ 4.499*)
Torque:ON 9 (€ 5.799*)

La Spectral:ON della gamma 2021 Canyon porta sul tavolo agilità e maneggevolezza per garantire il massimo divertimento sui sentieri.
Configurazione mullett (con ruote da 29 all’anteriore e 27,5 al posteriore), 150 mm di escursione anteriore e posteriore, elegante triangolo anteriore in carbonio; una bici davvero polivalente per chi si destreggia senza fatica tra lunghe escursioni off-road e discese punitive.

Canyon Spectral:ON
La Spectral:ON si contraddistingue per la configurazione ruote mullet. La ruota anteriore 29er affronta i tratti più tecnici offrendo totale controllo mentre la ruota posteriore più piccola da 27,5 e i foderi più corti ti permettono di centrare ogni traiettoria con assoluta precisione.

Sei i modelli previsti per il 2021, a partire da € 4.599* fino alla versione top di gamma CF 9, in vendita a € 7.599*.

Spectral:ON Cf 6 4599€
Spectral:ON Cf 6 4599€
Spectral:ON Cf 6 Wmn 4599€
Spectral:ON Cf 7 4999€
Spectral:ON Cf 7 4999€
Spectral:ON Cf 7 Wmn 4999€
Spectral:ON Cf 8 5999€
Spectral:ON Cf 8 5999€
Spectral:ON Cf 8 5999€
Spectral:ON Cf 9 7599€

La successiva in line-up della gamma 2021 Canyon è la Neuron:ON.
Con 130 mm di sospensione anteriore e posteriore in quasi tutte le taglie, è la bici da trail per eccellenza.
Veloce ed efficiente, è lo strumento perfetto per percorrere chilometri in sella e darsi all’avventura.

La Neuron:ON, veloce ed efficiente, è lo strumento perfetto per percorrere chilometri e scoprire l’avventura. Il divertimento in qualsiasi pedalata.

La Neuron:ON è disponibile in cinque modelli, con fasce di prezzo da € 3.699* a € 4.599*.

Canyon Torque:ON
Neuron:ON 7 3699€
Neuron:ON 7 3699€
Canyon Torque:ON
Neuron:ON 7 Wmn 3699€
Neuron:ON 8 3999€
Neuron:ON 8 3999€
Neuron:ON 8 Wmn 3999€
Neuron:ON 9 4599€
Neuron:ON  9 4599€

Canyon Torque:ON

Ultima ma non per importanza, la Grand Canyon:ON che riunisce la stessa sofisticata tecnologia Shimano EP8 per motore e batteria in un pacchetto hardtail semplice e affidabile, offrendo ai ciclisti la libertà di andare oltre.

Canyon Torque:ON
La Grand Canyon:ON riunisce la stessa sofisticata tecnologia Shimano EP8 per motori e batterie in un pacchetto hardtail semplice e affidabile.

Canyon presenta cinque modelli, con una fascia di prezzo da € 2.899* a € 3.599*.

Canyon Torque:ON
Grand Canyon:ON 7 2899€
Grand Canyon:ON 7 2899€
Grand Canyon:ON 7 Wmn 2899€
Grand Canyon:ON 8 3299€
Canyon Torque:ON
Grand Canyon:ON 8 3299€
Grand Canyon:ON 8 Wmn 3299€
Canyon Torque:ON
Grand Canyon:ON 8 Wmn 3299€
Grand Canyon:ON 9 3599€
Grand Canyon:ON 9 3599€

Canyon Torque:ON

Qui per ulteriori informazioni sulla gamma 2021 Canyon

Andreani kit di riparazione tubeless: veloce, pratico e leggero (25Gr)

Andreani kit di riparazione tubeless.
In aggiunta alla sua gamma di mousse che permettono di guidare runflat, l’azienda pesarese, introduce in catalogo un kit per la riparazione di tagli e fori dei pneumatici.

Andreani kit di riparazione tubeless



Veloce, semplice, e di grande efficenza, il nuovo kit di riparazione tubeless assicura riparazioni definitive.
Leggero (25 Gr), compatto e facile da trasportare, l’Andreani tubeless repair kit include, in un unico tool, sia l’alesatore che l’attrezzo per l’inserimento dei gommini.
I gommini sigillanti compresi nel kit sono 10 con misura da 1.5 mm.

Andreani kit di riparazione tubeless 
Realizzato in alluminio anodizzato, il nuovo Andreani kit di riparazione tubeless sarà disponibile per l’utente finale al prezzo di 12,50€ + IVA.

Per maggiori informazioni visitate il sito Andreani.

Guida sul bagnato: i 5 errori da evitare

Pioggia, neve e fango non ci impediscono di andare in e-Mtb, sicuramente, però, rendono tutto più complicato.
Se è vero che la guida sul bagnato è ancora più divertente, è altrettanto vero che bisogna avere una buona tecnica.
Spesso a peggiorare la situazione ci pensa la paura, complice nel rendere la nostra guida “legnosa” e quindi poco fluida.
Come possiamo trovare rimedio ai nostri errori?
A cosa dobbiamo prestare maggiore attenzione?
Analizziamo le 5 situazioni in cui spesso cadiamo in trappola.

guida sul bagnato



Partiamo dal primo punto, spesso trascurato e sempre valido.

– DOVE STAI GUARDANDO?

Spesso, quando affrontiamo un sentiero completamente “inzuppato”, tendiamo a rivolgere lo sguardo in basso, quasi a voler cercare il giusto appoggio dove poter mettere le ruote.
Niente di più sbagliato!
È vero, vi avranno detto centinaia di volte di tenere alto lo sguardo, ma perché?
Guardare lontano permette di anticipare il sentiero, riconoscendone ostacoli e tratti impervi.
Tanti sono i vantaggi nel guardare oltre, prevedere il tipo di terreno sul quale metteremo le ruote è uno di questi.
Capire se si tratta di terra argillosa o se ad aspettarci c’è una pietraia viscida può fare la differenza.
A migliorare notevolmente non è solo il tempo sul cronometro, ma anche la nostra sicurezza.


Se riconoscere in anticipo la tipologia di sentiero può non essere facile, capire la giusta traiettoria lo è ancora meno.
Se con l’asciutto siamo noi a scegliere la traiettoria ideale, con il bagnato spesso la traiettoria è obbligata dalle condizioni del sentiero.
Capire in che modo l’acqua defluisce sul percorso è fondamentale.

Spesso i punti dove l’acqua scorre sono appoggi sicuri dove poter mettere le gomme.
Infatti, essa tende a scivolare verso un punto in cui trova sostegno, allo stesso modo possiamo fare noi con le nostre bici.

– DISTRIBUIRE I CARICHI IN MANIERA CORRETTA

Nella guida della nostra bici, sull’asciutto o bagnato che sia, spostiamo di continuo il nostro corpo.
Avanti e indietro, destra e sinistra, sempre pronti a compensare continue perdite di aderenza e non solo.
Ma cosa cambia con il bagnato?
In realtà è sempre necessario compensare con il corpo, ma evitiamo movimenti repentini.
Degli spostamenti bruschi e improvvisi potrebbero, infatti, innescare perdite di aderenza.
È fondamentale, come dicevamo prima, anticipare i movimenti in base al tracciato, in maniera tale da evitare sorprese all’ultimo momento.
Evitiamo, infine, di caricare eccessivamente il nostro peso sulla ruota anteriore, potrebbe non reggere il carico e scivolare via.

– FRENARE SI’, MA…

Frenare in condizioni di bagnato richiede esperienza e molta sensibilità.
Lo scarso grip dato da fango, rocce scivolose e radici umide, richiede una frenata più “dolce” e meno irruenta.
La ripartizione della frenata cambia da occasione ad occasione e spiegarla in un articolo è pressoché impossibile.

Tuttavia esiste una linea guida sempre valida.
L’azionamento delle leve dei freni deve avvenire a bici dritta, prima di entrare in curva.
Possiamo agire sia sul freno posteriore che su quello anteriore, modulando, a seconda del terreno, la potenza frenante.
Non appena si entra in curva i freni vanno rilasciati. Per piccoli aggiustamenti o per continuare a moderare la velocità dobbiamo utilizzare solo il freno posteriore.
Solo la pratica potrà farvi acquisire la giusta esperienza nel modulare la frenata.

guida sul bagnato

– CHE GOMME MONTI?

Esistono in commercio diversi modelli di gomme specifiche per la guida sul bagnato, tutte molto valide.
Ma vale davvero la pena montarle? E se poi il giorno dopo torna il sole?
Queste specifiche gomme vengono utilizzate per lo più nei campi gara, dove anche il dettaglio fa la differenza.
La scelta se montare o meno delle gomme specifiche la lasciamo a voi.
Fondamentale è invece avere delle gomme “fresche”, con il tassello bello spigoloso per intenderci.
Gomme con un disegno pronunciato, anche al posteriore, per un grip maggiore in frenata e in salita.

guida sul bagnato

Una volta assodata la bontà del vostro pneumatico passiamo alla pressione da utilizzare.
Sgonfiare è consigliato, ma quanto?
Molto dipende dalla velocità del percorso, se le condizioni fangose hanno rallentato il tracciato, potrete abbassare la pressione in maniera tale da avere un filo di grip in più.
Se invece il percorso, nonostante la pioggia, rimane veloce e non troppo scivoloso, il consiglio è quello di non discostarsi troppo dalle pressioni solitamente utilizzate.

SOSPENSIONI, COSA CAMBIA CON IL BAGNATO?

In realtà, in pochi cambiano setting tra asciutto e bagnato, ha davvero senso farlo?
La risposta è si, pochi interventi mirati per migliorare la guida sul bagnato.
A meno che voi non siate piloti esperti, regolando di poco pressione/compressione e ritorno, già potrete trovare ampi benefici.
Sempre in base al percorso e alla sua velocità, valutate se togliere pressione (Psi) per rendere la vostra sospensione maggiormente sensibile.

Quanti Psi togliere? pochi, massimo 5.
Se invece disponete del registro della compressione basterà aprire qualche click per sentire i primi vantaggi.
Il registro del ritorno, spesso ignorato, può essere molto utile in caso di meteo avverso.

guida sul bagnato

Rallentare di 1/2 click la sospensione aiuterà a rendere la nostra bici più composta, magari arriverà qualche colpetto in più sulle mani, ma avrete un mezzo meno nervoso.
Come avrete capito, sul bagnato, bisogna essere sensibili, guardare tanto avanti e cercare di anticipare movimenti e frenate.
Per migliorare e prendere la giusta confidenza non resta che provare.
Buoni fanghi a tutti!

Qui un articolo che potrebbe tornarvi utile nel periodo invernale che sta arrivando:

Manutenzione della e-Mtb in inverno: non invecchiarla in una stagione!

Provate poi a seguire i nostri consigli per dei freni sempre efficienti:

I freni delle e-Mtb: 5 consigli per farli funzionare

 

Casco Leatt 4.0 Enduro: la collezione 2021 Mtb si arricchisce

COMUNICATO UFFICIALE

Ecco il nuovissimo casco Leatt 4.0 Enduro da Mtb che arricchisce la collezione Mtb 2021.
L’attenzione massima di Leatt alla protezione dei biker, ai test approfonditi e alla ricerca e sviluppo meticolosa rende i prodotti del brand sudafricano fra i più popolari e conosciuti a livello internazionale e utilizzati da atleti professionisti in tutto il mondo.

Leatt 4.0 Enduro



SICUREZZA PRIMA DI TUTTO!
Il nuovo casco Leatt 4.0 Enduro è certificato per il Dh ed è dotato di calotta in fibre polimeriche resistenti e leggere, di un avanzato Sistema di ventilazione e dell’apprezzata ed efficace tecnologia 360° Turbine, che aiuta a proteggere i rider che subiscono una caduta da traumi cranici, commozioni cerebrali o altre lesioni alla testa e al cervello.

Questa tecnologia è in grado di ridurre fino al 30% l’accelerazione laterale e del 40% l’accelerazione rotazionale del cranio in caso di impatti, limitando quindi i rischi di commozioni cerebrali e in generale di tutti quei traumi che possono danneggiare anche gravemente la testa.
Inoltre, il casco presenta un rivestimento interno in EPS+EPP coassemblato, che permette un assorbimento maggiore delle energie derivanti dagli urti ed è compatibile con l’utilizzo del neck brace.
La visiera regolabile è dotata di sistema a distacco indotto, che contribuisce ancor di più a ridurre le forze rotazionali d’impatto.
Il casco Leatt 4.0 Enduro è testato e certificato AS/NZS 2063:2008, ASTM F1952–10, EN1078 e CPSC 1203.

Leatt 4.0 Enduro

RICCO DI CARATTERISTICHE HIGH-TECH!
L’avanzato sistema di ventilazione con 18 prese d’aria consente l’adeguata areazione ad alte e, soprattutto, a basse velocità, dettaglio speciale che pochi caschi riescono ad offrire.
Come altri caschi della gamma Leatt, la presa d’aria sul mento può essere rimossa per aumentare il flusso d’aria nella parte frontale.
L’imbottitura interna è traspirante, anti-odore e anti umidità e facilmente lavabile, in modo da essere confortevole anche dopo lunghe pedalate durante le giornate più calde.
Una delle principali caratteristiche del nuovo Leatt 4.0 Enduro è senza dubbio la mentoniera rimovibile, che è facilmente sganciabile o riagganciabile grazie a dei solidi ganci in acciaio inox.
Questo non porta a scendere a compromessi sulla sicurezza però, perché il casco è comunque certificato Dh anche se ha la mentoniera rimovibile.

Leatt 4.0 Enduro

Altra caratteristica utile è il sistema di chiusura magnetica FidLock, per chiudere ed agganciare il casco facilmente, anche con i guanti addosso.
Nel caso tu stia affrontando un percorso agevole o indossando occhiali da sole invece della maschera, questo casco prevede un’area sotto la visiera per agganciarli in modo sicuro quando non li stai utilizzando.
Se invece preferisci usare la maschera, la visiera regolabile a tre punti concede spazio anche per quella.

Leatt 4.0 Enduro

DISPONIBILE ANCHE IN VERSIONE ALL MOUNTAIN
Per chi non fosse interessato alla mentoniera removibile, il casco è disponibile anche in configurazione aperta All Mountain.
Questo casco mantiene comunque tutte le altre caratteristiche perfette per affrontare i sentieri con sicurezza, comfort e stile.
Il nuovo casco 4.0 Enduro sarà disponibile da febbraio a un prezzo consigliato al pubblico di € 299,00, mentre in configurazione All Mountain a € 189,00.

Sarà difficile trovare un altro casco con così tante caratteristiche e tecnologia del 4.0 Enduro.
Grazie a un livello di protezione imbattibile, una vestibilità sicura e altri dettagli di rilievo, questo casco consentirà a chi lo indossa di pedalare al massimo e senza pensieri.
Lascia che l’adrenalina e il divertimento circolino in libertà con il nuovo casco Leatt 4.0 Enduro.

Per ulteriori informazioni visitate il sito Athena o Leatt

Le e-Mtb 2021 preferite dai lettori: il sondaggio dice che…

Cari lettori,
rispetto alla passata stagione, il sondaggio per eleggere le e-Mtb 2021 preferite dai lettori non ha registrato la partecipazione che ci saremmo aspettati.
Lo scorso anno le tre vincitrici erano state elette da una platea di oltre 4000 votanti (leggete qui) e questo, così come nelle edizioni ancora precedenti, ci ha permesso di ritenere attendibile il risultato del sondaggio.
Il sondaggio e-Mtb 2021, purtroppo, non ha avuto il medesimo seguito di pubblico degli anni passati e, guardando bene i numeri, è risultato, fra i tre sondaggi realizzati quest’anno dalla redazione di MtbCult, eBikeCult e BiciDaStrada, il meno partecipato.
I numeri parlano chiaro: il totale dei partecipanti dei 3 sondaggi di eBikeCult è inferiore a 1500.

Sempre avvalendoci del conforto dei numeri, abbiamo analizzato il numero di visite ad eBikeCult nel periodo di tempo in cui i due sondaggi, 2020 e 2021, erano attivi: ebbene nell’ultimo periodo le visite ad eBikeCult sono aumentate in modo sensibile, +180%, e quindi la ridotta partecipazione al sondaggio 2021 non è imputabile ad un calo del traffico sul nostro portale.

Ad ogni modo, la valutazione di questi numeri ci porta, purtroppo, ad una sola conclusione: annullare il risultato dei tre sondaggi di eBikeCult per via di una partecipazione ridotta che ci impedisce di ritenere statisticamente solidi i risultati ottenuti.

Quest’anno, come negli anni passati, non abbiamo stabilito una soglia minima di partecipazione per ritenere statisticamente credibile il risultato, perché nelle edizioni precedenti la platea di votanti è sempre stata molto corposa.
I risultati del sondaggio 2021, comunque, potete trovarli di seguito:

– sondaggio e-Mtb hardtail 2021: qui i risultati completi

Le prime 10 della categoria e-Mtb hardtail 2021

– sondaggio e-Mtb da trail riding 2021: cliccate qui

Le prime 10 della categoria e-Mtb da trail riding 2021

– sondaggio e-Mtb da enduro 2021: cliccate qui

Le prime 10 della categoria e-Mtb da enduro 2021

 

Ce ne scusiamo con i lettori, con i marchi coinvolti e con Thok in particolare, ma riteniamo sia più corretto ed onesto non decretare quest’anno alcun vincitore.

Se volete esprimere opinioni a riguardo vi invitiamo a farlo tramite la sezione commenti in basso o inviando una e-mail alla redazione: redazione@mtbcult.it

Valeo Smart e-bike System: motore con cambio integrato e 130 Nm

Per chi non conoscesse il marchio francese con origini italiane, Valeo realizza ricambi per l’automotive, inoltre, sviluppa e produce da anni tecnologie e componenti legate alla mobilità sostenibile, in particolare elettrica.
Con l’enorme crescita degli ultimi anni del settore e-bike l’azienda transalpina ha pensato bene di creare qualcosa di completamente nuovo e unico per questo settore, ecco perché Valeo Smart e-Bike System, un motore con cambio integrato e una coppia senza precedenti.
SC

Valeo Smart e-bike System



COMUNICATO UFFICIALE

Valeo sta rivoluzionando le trasmissioni per e-bike.
Valeo, leader mondiale nell’elettrificazione automobilistica, ha adattato i suoi motori a 48 V alle biciclette, ottenendo il sistema di assistenza elettrica per biciclette più performante fino ad oggi, combinando prestazioni, efficienza, intelligenza, comfort, robustezza e facilità d’uso.
Jacques Aschenbroich, Presidente e Amministratore Delegato di Valeo, ha commentato: “Uno dei principali obiettivi strategici di Valeo è accelerare la sua espansione nei mercati emergenti per la nuova mobilità a ” zero emissioni “, inclusi veicoli elettrici per piccole città, motociclette e scooter elettrici, last-mile droidi di consegna autonomi e bici elettriche.
Per fare questo, stiamo sfruttando e adattando le piattaforme tecnologiche che abbiamo sviluppato per l’industria automobilistica, sia quelle dedicate agli ADAS (sistemi avanzati di assistenza alla guida) che all’elettrificazione a bassa tensione (48V) “.

Il Valeo Smart e-Bike System è la prima soluzione al mondo per integrare sia un motore elettrico che una trasmissione automatica adattiva nella zona del movimento centrale.
Con questo nuovo sistema di assistenza elettrica la bici si adatta al ciclista e non viceversa.
Le marce cambiano automaticamente e gli algoritmi del sistema si adattano istantaneamente alla quantità di assistenza elettrica necessaria al ciclista sin dal primo colpo di pedale.
Con questa tecnologia, Valeo dimostra ancora una volta la sua capacità di innovazione e riafferma la sua reputazione di attore di primo piano nella mobilità elettrica.

Prima è arrivata l’ibrido per tutti, ibridi ricaricabili e auto completamente elettriche, seguiti da camion elettrici, navette autonome, veicoli elettrici a tre ruote e droidi per le consegne.
Ora Valeo ha sviluppato un altro utilizzo per i suoi sistemi a 48V – per le bici elettriche.
Il gruppo Valeo è leader mondiale in questa innovazione che offre un modo economico di elettrificare i veicoli.

Il Valeo Smart e-bike System sviluppato in collaborazione con Effigear comprende un motore elettrico da 48 V e un cambio automatico adattivo a sette velocità in un’unica unità situata nel gruppo pedali, fornendo la migliore assistenza elettrica per le biciclette fino ad oggi.
Data la coppia del motore di 130 Nm, può moltiplicare lo sforzo del ciclista per otto, mentre altri sistemi sul mercato offrono una spinta fino a cinque volte.
Utilizzata su una bici cargo, l’assistenza elettrica di Valeo consente a un ciclista che trasporta un carico di 150 kg di salire su una pendenza del 14% (l’equivalente di una rampa di parcheggio) senza sudare, sia in marcia avanti che in retromarcia.
Il motore elettrico di Valeo è anche più efficiente dei motori 24V o 36V installati sulla stragrande maggioranza delle e-bike oggi disponibili.

La trasmissione automatica adattiva, che è una prima mondiale per le bici elettriche, utilizza un algoritmo per comprendere e adattarsi istantaneamente alle esigenze di ogni persona, tenendo conto del suo stile di guida e del percorso. Le marce cambiano senza intoppi, senza che sia necessario premere pulsanti o leve. Grazie a Valeo, le biciclette elettriche possono ora beneficiare degli stessi vantaggi delle auto in termini di cambi automatici adattivi.
Il Valeo Smart e-Bike System include una funzione antifurto integrata direttamente nel gruppo guarnitura che, se attivata, blocca l’utilizzo della bici.
Vanta anche una funzione Walk di assistenza alla spinta, particolarmente utile quando si trasportano carichi pesanti.

Mentre storicamente le biciclette si sono evolute sistematicamente attraverso l’aggiunta di nuovi componenti, Valeo è partita da zero, sviluppando un sistema che elimina la necessità di molte parti vulnerabili della bici.
Non c’è più bisogno di deragliatori, pignoni, comandi del cambio al manubrio o dei cavi che li accompagnano, o una catena da bicicletta tradizionale, che ora può essere sostituita da un sistema di cinghie più pulito.
Di conseguenza, le bici elettriche possono dire addio a circa 50 parti che sono spesso fragili e richiedono una manutenzione costante.
In media, un modello tradizionale ha bisogno di essere revisionato almeno una volta al mese, anche solo per tendere la catena, lubrificare la catena e/o il deragliatore, o rimettere a posto la catena.
Con la sua tecnologia Valeo ha quindi rimosso l’anello più debole della bici elettrica: la catena.

Valeo Smart e-bike System

Piuttosto che costruire biciclette, Valeo mira esclusivamente a dotarle della sua soluzione elettrica.
Con questo in mente, ha sviluppato tre prototipi per mostrare come la sua soluzione può essere adattata a tutti i tipi di modelli: una city bike, una Mtb e una cargo bike per il trasporto di carichi (con funzioni uniche di recupero dell’energia in retromarcia e frenata).
Con questa soluzione, di fascia alta, Valeo sta rivoluzionando le trasmissioni per e-bike con un sistema che già soddisfa i migliori e più esigenti standard in termini di qualità, robustezza, durata e sicurezza.

Valeo Smart e-bike System

Grazie alla sua leadership mondiale nell’elettrificazione dei veicoli, Valeo ha una serie di importanti risorse, tra cui la sua piattaforma tecnologica 48V, che le consente di soddisfare un’ampia gamma di esigenze e usi da un’unica base tecnologica, e la capacità di produzione ad alto volume, che offre significative economie di scala (Valeo produce circa 30 milioni di macchine elettriche ogni anno).

Valeo Smart e-bike System

Il mercato delle biciclette elettriche è in forte espansione, con un’espansione di quindici volte prevista nei prossimi dieci anni, portando le vendite globali a 270 milioni di euro nel 2030 (McKinsey / Center For Future Mobility -2020).
Anche il mercato delle cargo bike elettriche, progettate appositamente per le consegne, è destinato a crescere in modo sostanziale con l’entrata in vigore delle normative che vietano l’accesso ai centri cittadini ai veicoli inquinanti.

Valeo Smart e-bike System

Protagonista di tutte le forme di mobilità elettrica, nel 2019 il 57% delle vendite del gruppo Valeo è stato generato da tecnologie volte a ridurre le emissioni di CO2.
Per ulteriori informazioni valeo.com

Valeo Smart e-Bike System può essere l’inizio di una rivoluzione che aspettiamo da anni in campo Mtb e e-Mtb.
Siamo certi che non resterà inosservato e che diversi brand intraprenderanno questa strada per il prossimo futuro…

Arrivano le e-bike Serial 1 di Harley Davidson: 3 versioni per l’Europa…

Con la crescente attenzione per la mobilità elettrica entra a far parte di questo settore anche il brand americano di e-bike Serial 1 di Harley Davidson.
La casa di Milwaukee ha visto introdurre importanti novità nei modelli più rappresentativi del marchio attraverso moto con propulsore elettrico ed ora attraverso Serial 1, ha creato un ramo d’azienda dedicato esclusivamente alle biciclette elettriche.
Al momento è già possibile pre-ordinare i modelli per gli Stati Uniti e per la Germania, ma vediamo di cosa si tratta.

e-bike Serial 1



Si tratta di 3 modelli di commuter e-bike Serial 1 di Harley Davidson (per l’europa manca il modello PEDELEC), tutte denominate con la sigla Cty, cioè per la città, e questo ci fa pensare che ci potrebbero essere ulteriori sviluppi per il marchio americano.
Il primo modello è la Mosh/Cty che utilizza un motore Brose S Mag con 90 Nm di coppia e trasmissione ad una sola velocità.
La caratteristica che accomuna tutte le versioni è la cinghia di trasmissione in luogo della catena.
Questo elemento permette una minor manutenzione e un’ottima silenziosità.
La batteria è rimovibile e da 529 Wh.

L’illuminazione è garantita da un faro principale sul manubrio, e da una luce di posizione integrata nel telaio che illumina il logo.
Al posteriore ci sono due faretti, integrati alle estremità dei foderi.
Prezzo, in pre-ordine in Germania, di 3.499€.

Mosh/Cty

Gli altri due modelli e-bike Serial 1 di Harley Davidson sfruttano al stessa base, con delle varianti telaistiche.
C’è la Rush/Cty e la Rush/Cty Step-Thru.
Per queste il motore è un Brose S Mag e la batteria è da 706 Wh.
Per la trasmissione vediamo l’introduzione di un cambio automatico nel mozzo, un Enviolo Automatiq, sempre collegato alla cinghia Gates.
Resta lo stesso tipo di illuminazione.
Il prezzo è di 4.699 €.

e-bike Serial 1
Rusch/Cty

La versione Step-Thru è quella da donna.
Il telaio perde dunque il tubo orizzontale ed ha il tubo sella più corto per una altezza da terra inferiore.
In questo caso la batteria ha una minor capacità, da 529 Wh.
Nessuna variazione sulla trasmissione e sull’illuminazione.
Prezzo quindi leggermente inferiore, 4.599€.

Rusch/Cty Step Thru

Tutte le e-bike Serial 1 di Harley Davidson hanno freni a disco a quattro pistoni, con dischi da 203 mm, e sono gommate Schwalbe Super Moto-X con ruote da 27,5″.
Sono date in consegna tra primavera e estate 2021.
Per ulteriori dettagli serial1.com

Compex FIXX 2.0: un nuovo dispositivo per “auto-massaggio” sportivo

COMUNICATO UFFICIALE

Anno nuovo e altre novità in arrivo in casa Compex FIXX 2.0, il dispositivo da massaggio a percussione che favorisce il riscaldamento muscolare prima di un allenamento, dà sollievo ai muscoli dopo un’intensa attività fisica, previene gli infortuni e migliora le prestazioni.
Con il massaggiatore FIXX 2.0, portatile e facile da usare in totale autonomia, sarà come avere sempre un professionista al proprio fianco.



Si sa che, a qualsiasi livello si pratichi attività sportiva, prima di un allenamento o di una gara è importante riscaldare muscoli e articolazioni e, una volta terminata l’attività sportiva, è altrettanto auspicabile alleviare eventuali rigidità muscolari e indolenzimenti. In questo modo si evita di sovraffaticare i muscoli e si è pronti per una nuova seduta di training.
Per rispondere a questa esigenza Compex ha sviluppato Compex FIXX 2.0.

Compex FIXX 2.0

Compex FIXX 2.0 è un dispositivo da massaggio a percussione di nuova generazione che agisce sui muscoli in profondità e aiuta a favorire il riscaldamento muscolare prima di un allenamento, alleviare eventuali dolori e rigidità muscolari dopo uno sforzo fisico e rilassare eventuali tensioni. FIXX 2.0 è inoltre utile per prevenire infortuni e aumentare l’ampiezza del movimento articolare, così da migliorare le prestazioni dell’atleta.

Il dispositivo è dotato di un motore silenzioso con cinque impostazioni di velocità (1000, 1500, 2000, 2500 e 3000 percussioni al minuto) che permette di esercitare, in modo sicuro e confortevole, la giusta pressione per singoli gruppi muscolari, anche in quelli più difficili.
Tra gli accessori in dotazione di Compex FIXX 2.0 si trovano cinque punte intercambiabili caratterizzate da forme differenti che consentono di adattare il massaggio alle specifiche esigenze del muscolo da trattare.

Compex FIXX 2.0

Grazie all’impugnatura ergonomica e al braccio orientabile in tre diverse posizioni, Compex FIXX 2.0 può essere utilizzato anche sulle zone più difficili da raggiungere.
La batteria ai polimeri di litio, rimovibile e ricaricabile, fornisce al dispositivo un’autonomia di 90 minuti e il livello di potenza e di batteria possono essere costantemente monitorate sul display a led.

Compex FIXX 2.0

Le dimensioni contenute e il peso ridotto, di poco superiore a un chilo, consentono a Compex FIXX 2.0 di essere portato sempre con sé: lo strumento è dotato di una pratica borsa, inclusa nella confezione, utile per trasportare e tenere sempre in ordine il dispositivo e i suoi accessori.
Prezzo consigliato al pubblico: 449,00€

Per maggiori informazioni e per acquistare on line Compex.com

Manutenzione della e-Mtb in inverno: non invecchiarla in una stagione!

La manutenzione della e-Mtb in inverno è senza dubbio una procedura di fondamentale importanza per la longevità della nostra e-Mtb.
Pioggia e freddo sono nemiche della Mtb tradizionale, figuriamoci delle e-bike dove i componenti sono messi a dura prova non solo dall’utilizzo ma anche dalla potenza del motore e dal maggior peso in gioco.
Per il biker è consuetudine uscire in inverno in mezzo a sabbia, fango e detriti di ogni genere, ma come evitare problemi tecnici e un invecchiamento precoce della nostra e-Mtb?
Scopriamolo insieme.

Manutenzione della e-Mtb in inverno



1) TRASMISSIONE
L’inverno causa due principali danni alla trasmissione.
Le e-Mtb sono significativamente differenti dalle normali Mtb, perché c’è un motore che offre maggior coppia e potenza e tutto viene trasferito attraverso la trasmissione.
Tutto è amplificato!

Le prime ad essere prese di mira da fango, pioggia e detriti sono le pulegge del cambio che tendono sia ad accumulare sporcizia proprio dalla base dei denti che guidano la catena (foto sotto), sia a bloccarsi a causa di cuscinetti arrugginiti o sporchi.
Chiaramente ad ogni uscita sarebbe opportuno pulire queste rotelle perché la sporcizia può causare una costante frizione che ne pregiudica la scorrevolezza.
Possono persino bloccarsi con il rischio che, pedalando, la catena si possa portare dietro tutto il cambio, causando rotture piuttosto costose.

La catena può altresì scivolare sopra i denti delle pulegge, a causa della maggior potenza espressa, e uscire fuori dalla sede causando segni e scalfitture su cambio e telaio.
Tutto ciò si può evitare semplicemente utilizzando un piccolo cacciavite piatto per eliminare lo sporco dalle suddette rotelle.

La seconda parte della trasmissione ad essere presa in causa è la catena.
Che la catena si usuri e si consumi capita su tutte le bici, ma su una e-Mtb l’allungamento e l’usura è nettamente più veloce.
C’è tanta potenza e tanta coppia che vengono trasmessi attraverso questo sottile componente.

La cosa importante è pulirla e lubrificarla accuratamente dopo ogni uscita.
Ma non finisce qui, perché è importantissimo misurare l’usura della stessa per evitare che l’eccessivo allungamento delle maglie possa consumare prematuramente anche corona e pacco pignoni.
Sostituendo più spesso la catena si possono evitare rotture e costi di manutenzione alti.

In inverno succede anche che durante un’uscita tra pioggia, fango e detriti di ogni genere l’e-Mtb riesce comunque a spingerci in situazioni dove altrimenti saremmo costretti a scendere a piedi.
Questo fa si che anche i detriti più duri e resistenti vengano risucchiati dalla catena e possano scalfire o allentare qualche maglia.
Ricordatevi che una volta lavata e pulita, mentre distribuite il lubrificante potete osservare attentamente che ogni maglia sia integra.

2) FANGO, ACQUA E IDROREPELLENTI
Lavare l’e-Mtb è inevitabile in inverno e va fatto soprattutto se è completamente sporca.
Sono progettate e realizzate per fare vera Mtb, quindi non temono acqua e fango, tuttavia bisogna prendersi cura di alcune zone chiave dopo un’uscita sotto la pioggia, dopo averla lavata o se vogliamo lasciarla un po’ sporca.
Bisogna lavare accuratamente la bici, qui un articolo di approfondimento, asciugarla e lubrificarla.
Se non volete lavare tutto, prendetevi cura della trasmissione e dei contatti.

 

A questo punto, per la manutenzione della e-Mtb in inverno, in generale sotto la pioggia, è usanza utilizzare dei prodotti che tengono fuori l’acqua, che fungono da idrorepellenti e lubrificanti al tempo stesso.
Ce ne sono di molti marchi sul mercato (Wd-40 – Muc-Off – ecc) e proprio per le loro proprietà lubrificanti è importante la modalità di applicazione.
Evitate di spruzzare questi prodotti nelle zone vicino ai dischi dei freni o in prossimità della pinza freno.
Contaminando dischi e pasticche dei freni vi ritroverete sicuramente senza forza frenante. Qui un articolo su come prendervi cura dei freni.
Fate attenzione a proteggere con cura queste zone e applicate i prodotti con precisione dove serve.
Meglio sennò spruzzare il prodotto su uno straccio e passarlo sulle zone indicate.

Manutenzione della e-Mtb in inverno

L’altro elemento chiave, e molto più specifico per e-Mtb, sono i contatti elettrici.
Tutte le e-Mtb hanno una porta d’ingresso da dove possiamo caricare la batteria, è ovviamente progettata per questo tipo di scopi e resistente all’acqua.
Residui di umidità o sporco possono comunque causare problemi di connessione se gli viene lasciato modo e tempo di agire.
Si può facilmente risolvere ripulendo con un straccio e asciugando le zone dei contatti più esposti o utilizzando prodotti generici o specifici, come alcol o spray per la pulizia dei contatti.
Questa fase della manutenzione delle e-Mtb in inverno è imprescindibile per non avere problemi dopo lunghe uscite sotto la pioggia, ricoperti di fango o dopo un accurato lavaggio.

Manutenzione della e-Mtb in inverno

Ogni brand di bici e di motori e batterie ha le sue connessioni, display, sensori e comandi remoti.
Sono tutti studiati per resistere all’acqua me è buona usanza tenere tutte le parti in relazione all’elettronica ben pulite e asciutte, proprio come fareste con il vostro smartphone.
Pulitore contatti, alcol, idrorepellenti o aria, l’importante è tenerli asciutti.

Manutenzione della e-Mtb in inverno

3) PELLICOLE PROTETTIVE
Veniamo alla parte che ci garantisce di proteggere la vostra e-Mtb da segni che la possono far invecchiare in poche ore.
Vete mai pensato di adottare delle pellicole protettive?
Acqua, fango e detriti di ogni genere si attaccano ai vestiti, al telaio, ad ogni componente ed è inevitabile che ci siano degli sfregamenti.
A partire dai danni causati dallo sfregamento dei cavi sul telaio.
Anche se sempre più e-bike curano il passaggio dei cavi è facile che sterzando il manubrio oppure con l’affondamento delle sospensioni si creino dei punti di contatto tra guaine e tubi con il telaio.
Uniti allo sporco questi sfregamenti possono causare graffi profondi e danni permanenti alla verniciatura.
Bastano piccoli inserti per scongiurarne gli effetti.

Manutenzione della e-Mtb in inverno

Per non parlare dei danni causati da noi sul telaio e pedivelle.
In inverno è facile sporcarsi dalla testa ai piedi e mentre pedaliamo o guidiamo in discesa ci sono continui punti di frizione con le pedivelle e e con il tubo orizzontale del telaio.
Sono tutti segni che non pregiudicano il funzionamento della nostra e-bike ma attraverso delle pellicole protettive possiamo evitare che la nostra costosa due ruote sembri vecchia di anni in sole due uscite.

Manutenzione della e-Mtb in inverno

Ricordatevi che è buona usanza prendervi cura della vostra e-Mtb ma non preoccupatevi troppo quando la utilizzate perché è stata progettata e realizzata per essere messa a dura prova in ogni condizione possibile.

Se vi è piaciuto l’articolo sulla manutenzione della e-Mtb in inverno e vi piace fare piccoli interventi di manutenzione potrebbe interessarvi anche l’argomento che vi proponiamo qui di seguito:

Manutenzione della e-bike: 5 facili procedure per tutti

Come nasce una e-Mtb di successo? Ce lo racconta Thok…

Come nasce una e-Mtb di successo?
Chi decide cosa convincerà gli appassionati? Come si trasforma un’idea in un progetto tecnico?
Ce lo spiega Luca Burzio, il 44enne torinese industrial designer delle THOK E-Bikes.

Luca Burzio, industrial designer di Thok

Abbiamo ricevuto l’intervista dall’ufficio stampa di Thok e abbiamo il piacere di condividerla con voi, pensando che possa essere interessante per tutti il racconto di cosa c’è dietro la progettazione e lo sviluppo di una e-Mtb innovativa.




– Il motto di THOK è “Performance first”. Solo uno slogan o qualcosa di più?

– Il primo passo che viene fatto in THOK è individuare la bici da costruire: si parte da ciò che il mezzo dovrà fare. Le geometrie cambiano in base al tipo di utilizzo della bicicletta, a seconda che sia urban, all mountain o enduro.
Il claim dice questo: una bici deve soddisfare le necessità del biker, al di là della moda del momento. Stefano Migliorini, il CEO di THOK, sviluppa il prodotto partendo dalle esigenze dell’utente finale: lui è prima di tutto un biker, uno che usa la bicicletta.

Stefano Migliorini, CEO di Thok

– Eppure le THOK non trascurano il design…
– Quando è stato deciso “cosa farà” la nuova THOK, quali caratteristiche tecniche dovranno rappresentarla, si inizia a disegnare “come sarà”.
Questo lavoro lo facciamo in tre: Stefano, che sceglie le specifiche che dovrà avere la bicicletta per offrire il massimo della performance; Aldo Drudi, che firma lo stile della bici; ed io, che unisco in un progetto esecutivo i geni “corsaioli” di Stefano a quelli “estetici” di Aldo.
Sì, il design è molto importante: infatti THOK si avvale di uno stilista di eccellenza. Aldo Drudi è la persona che da anni realizza i caschi di Valentino Rossi.

Livio Suppo, Aldo Drudi e Luca Burzio al lavoro

– E quando il progettista ha trovato la soluzione?
– Allora la parola passa al computer e con la tecnica della prototipazione rapida viene creato un primo “sample” in 3D della bicicletta.
Per fortuna sono un ciclista a mia volta, questo mi aiuta a “ingegnerizzare” le volontà di Stefano. Ho un’ottima intesa con lui e capisco al volo ciò che vuole; ci conosciamo da tempo, siamo stati per anni compagni di pedalate. Condividiamo la stessa passione per la bicicletta e parliamo la stessa lingua: un grande vantaggio.

Un dettaglio della Thok Mig

– C’è tanta Italia, in questo progetto. È un limite o un pregio?
– La sede di THOK è nelle Langhe, un posto dove lavorare significa essere operativi e concreti. Due dei soci (Bernocco ed Astegiano) sono nati lì.
Io, Migliorini e Suppo siamo torinesi.
Anche la scelta di Drudi non è stata casuale: vincitore di un Compasso d’Oro, personaggio di fama mondiale, radicato saldamente in Italia pur essendo figura internazionale.
L’italianità in THOK è insomma un aspetto fondamentale della filosofia dell’azienda.
Questa radice comune rende molto facile il lavorare insieme. Ma nonostante il forte legame col territorio, sono tutte persone che hanno girato il mondo ed hanno visto le loro idee affermarsi ai quattro angoli del pianeta: atleti di fama internazionale, manager celebrati in Giappone, imprenditori del made in Italy…
Inoltre, là dentro (e mi ci metto anche io) sono tutti “malati” di bicicletta, una febbre che contagia dal meccanico all’amministratore delegato, al responsabile dei social media.

– Hai lavorato anche con altri brand della bici. Che differenza c’è tra THOK e i grossi gruppi industriali?
– THOK è una boutique artigianale, ha dei vantaggi rispetto a realtà più grandi e riesce a sfruttarli al meglio.
Primo fra tutti la capacità di agire in tempi rapidi grazie alla snellezza della sua organizzazione. Inoltre l’appartenere al gruppo TCN, solido e potente polo industriale italiano, rende possibile prototipare e testare subito i componenti.
THOK unisce il vantaggio di essere un’azienda giovane e snella alla capacità tecnica e pratica di una multinazionale, grazie alla “sorella maggiore” TCN.
E poi, volete mettere un CEO che non solo progetta la bicicletta, ma sale in sella per testarla di persona e sa dirti cosa occorre affinché, per esempio, sia più reattiva in uscita di curva, o abbia la giusta trazione in salita?
O lavorare con nomi come Aldo Drudi e Livio Suppo, il team principal italiano di Moto GP più premiato al mondo? …“Tanta roba”, come dicono i giovani!

– Oggi la tua vita si divide tra Italia e Germania, a 650 km di distanza da Alba. Come riuscite a lavorare insieme?
– In realtà Stefano ed io sovente lavoriamo in Liguria, dove ho una casa. Finale e Pietra Ligure, con i loro tracciati Enduro World Series e l’orizzonte aperto del mare, sono l’ideale sia per immaginare cose nuove che per testare un prototipo. È capitato spesso con Stefano di trovarci a casa mia, lavorare al computer, uscire in bici per testare un’idea, rientrare e continuare a lavorare su carta per poi, magari, rimetterci in sella in caso di dubbi.

Luca Burzio oltre a progettare le e-Mtb le prova pure!

– Tu vieni dall’aeronautica e sei un appassionato di automobili. Settori ad altissima ingegnerizzazione. Le biciclette sono più facili?
– Al contrario! Ci sono differenze di approccio che rendono alcuni aspetti più difficili.
Chi viene dal mondo delle automobili, ad esempio, non si è mai posto il problema delle taglie: nelle auto le taglie non esistono. Ma la bicicletta va pensata in più misure, devi progettare parti del telaio che dovranno adattarsi a persone di altezze diverse.
Oggi che le batterie e il motore vengono integrati nel telaio, questo è diventato più difficile, perché alcune parti della bici non possono più essere accorciate. Una batteria non puoi comprimerla, di conseguenza il down tube che la ospita dovrà necessariamente avere una certa lunghezza.
Il problema si pone quando bisogna lavorare sulle taglie piccole. La small, da quando usiamo batterie da 630 Wh, è quasi sparita. È difficile da fare.
Poi chiaramente una XL sarà più stabile e una S più agile, ma la bicicletta deve rimanere la stessa. La promessa di prestazione va garantita in tutte le taglie.
Nel caso di THOK, sia la MIG che la TK01 (l’e-enduro appena presentata sul mercato) contengono questo approccio: un blocco downtube e supporto motore che calzino tutte le taglie e che consentano, dalla S all’XL, integrazione di batteria e motore assicurando il claim “Performance First”.
Questo, nella TK01, avviene nel punto di congiunzione tra “viper head”, tubo sterzo e attacco del downtube: la sfida è stata far sì che l’inclinazione del tubo obliquo non cambiasse nelle diverse taglie e che la geometria della bici restasse invariata.

Dettaglio della TK01

– Quanto tempo ci vuole per progettare una nuova e-mtb?
– In THOK ci prendiamo due anni. Siamo da sempre avversi all’idea del “model year”: la scelta è ricaduta su un numero limitato di modelli ma vincenti per scelta di soluzioni e destinati a durare nel tempo.
I progetti hanno richiesto molti disegni, diversi prototipi e alcuni cambiamenti di rotta in corso di progettazione. Ma le ore di lavoro trascorse seduti allo stesso tavolo hanno garantito alle biciclette una vita lunga.

– Come costruite i prototipi?
– Come detto, THOK E-Bikes è parte di un gruppo industriale più ampio ed ha la possibilità di realizzare autonomamente, in caso di emergenza, prototipi di componenti presso le sue consociate. THOK è una piccola azienda, ma lavora come una multinazionale, ed è aperta e propensa alla sperimentazione.

– Cosa intendi quando dici che THOK lavora come una multinazionale?
– La sua organizzazione semplice le permette di essere veloce e facilmente adattabile ai mutamenti, i grandi brand sono molto più elefantiaci nei cambiamenti. Allo stesso tempo, avere l’appoggio di una solida realtà come TCN Group, le permette di sopperire ai ritardi dei fornitori, così da lavorare a nuovi progetti senza troppi rallentamenti.
Trovare soluzioni tecniche ai problemi che si pongono ogni volta che si progetta una nuova e-Mtb non è una cosa banale, a maggior ragione per un’azienda giovane e delle dimensioni di THOK.
Non parliamo di grandi colossi dove esistono centri sviluppo, uffici di progettazione e molto personale coinvolto nell’ideazione. In THOK, nel lavoro di sviluppo sono coinvolte poche persone, ma di grande esperienza e passione. E capaci di idee rivoluzionarie.

Stefano Migliorini con un prototipo della Mig in test.

Pensiamo alla MIG, per esempio, all’idea di posizionare la batteria sotto al down tube che abbassa il baricentro, elemento che caratterizza tutt’ora le THOK. Quattro anni fa, tutte le e-bike avevano la batteria appoggiata sopra al tubo obliquo; THOK è stata la prima a semi-integrarla nel telaio ed a rivestirla con una cover.
Ricordo che per testare e studiare il primo modello di MIG, poiché il motore Shimano E8000 tardava ad arrivare, disegnai un adattatore, con pari ingombri, che permettesse a Stefano di pedalare ugualmente la bicicletta. Fu realizzato nel giro di pochissime ore nelle officine TCN.
Oppure, altro esempio di idea innovativa, il nuovo top tube “viper head” e l’head set tapered da 1.8” della TK01: quest’ultima è una vera rivoluzione della serie sterzo delle e-bike.
È un fatto che THOK sia un’azienda audace e brillante che non ha paura di percorrere strade nuove. In questi anni è stata capace di lanciare con coraggio soluzione tecniche innovative ed alternative, cosa che non sempre hanno saputo fare aziende più famose.

– Il prossimo passo?
– Nonostante la domanda del mercato sia molto aumentata, il Covid ha complicato la vita della bike industry. Sarà difficile per tutti, nel prossimo futuro, progettare idee nuove e fare programmi.
Ma da bikers, in THOK sappiamo che per mantenere l’equilibrio bisogna pedalare e non stare mai fermi.

Per saperne di più sulla gamma Thok, questo è il sito ufficiale: www.thokbikes.com.
Qui, invece, tutti i nostri articoli e test sulle e-Mtb Thok.

Per capire come è iniziato il progetto Thok e perché, vi consigliamo di rileggere questa storia:

Stefano Migliorini: ecco come sono nate le Thok e perché…

Bianchi e-Omnia: la “rivoluzione elettrica” secondo il marchio celeste

COMUNICATO UFFICIALE

La rivoluzione elettrica continua: Bianchi presenta e-Omnia, una nuova famiglia di e-bike che definisce un approccio innovativo alla mobilità, fornendo ad ogni tipologia di utente l’opportunità di muoversi meglio e in modo più intelligente nella vita di tutti i giorni.

Bianchi e-Omnia

La parola “Omnia” – in latino significa “tutto” – rispecchia l’ambizione della nuova piattaforma nata dal nostro programma di mobilità elettrica intelligente Bianchi Lif-E: essere la bicicletta ideale per ogni tipologia di ciclista” spiega il CEO di Bianchi, Fabrizio Scalzotto.

Fabrizio Scalzotto



In un momento di forte cambiamento a livello globale, con impatti significativi sulle modalità di spostamento delle persone, Bianchi ha concepito una piattaforma di e-bike per soddisfare le esigenze di ciascuno: da chi ama il turismo in bicicletta, a chi si sposta in città per lavoro o necessità, senza dimenticare i biker più abili e sempre alla ricerca di un nuovo trail in montagna da sfidare.

Pensando ai vari utenti, Bianchi ha definito tre diversi mondi per altrettante tipologie di esperienza, per un totale di otto modelli personalizzabili:

  • C-Type: City
  • T-Type: Tourer (include la versione uomo e donna ed il modello full suspension FT-Type)
  • X-Type: Mountain (include il modello full suspension FX-Type)

Il progetto avviato con il modello di punta full carbon e-SUV ora si estende ad una gamma di e-bike in alluminio ad alte prestazioni, pensate per tutti. 

La famiglia e-Omnia è costruita intorno a tre linee guida: design, funzionalità ed integrazione, insieme ad una speciale attenzione all’esperienza dell’utente, al comfort e alla sicurezza.

Bianchi e-Omnia

Bianchi e-Omnia

IL CONFIGURATORE 3D ONLINE
Con un approccio rider-first che avvicina l’utente al processo di sviluppo Bianchi come mai prima d’ora, abbiamo creato il più avanzato configuratore di biciclette 3D online al mondo, con 8.500 combinazioni tra colori, accessori e specifiche tecniche” commenta Claudio Masnata, Marketing Manager di Bianchi.

Ciascuno ha la possibilità di creare la propria e-Omnia, adattandola perfettamente alle proprie esigenze e potendo scegliere tutte le caratteristiche della propria e-bike, dalla trasmissione a catena o a cinghia all’opzione ABS, dalla predisposizione per le borse fino all’aggiunta del cavalletto. 

Ogni modello offre due colorazioni standard con la possibilità di scegliere le varianti colore della Signature Collection.

LA SICUREZZA SI VEDE
La piattaforma e-Omnia mette a frutto tecnologie innovative per migliorare l’esperienza dell’utente.
Le luci integrate posizionate nella parte anteriore, posteriore e laterali sono una caratteristica identificante del progetto e-Omnia, consentendo al ciclista un’ottimale visibilità attiva e passiva in qualsiasi situazione. Le luci integrate anteriori e posteriori emettono 40 Lux, che significa 100 metri di visibilità per il ciclista, e la possibilità di essere visti già ad una distanza di 500 metri.

Bianchi e-Omnia

L’opzione ABS disponibile su selezionati modelli aumenta la sicurezza del ciclista e garantisce un maggior controllo del mezzo sia su strada che sullo sterrato, con maggior stabilità e maneggevolezza in frenata.

PRESTAZIONI INTELLIGENTI
L’avanzato sistema motore Bosch Performance Line CX che alimenta tutti i modelli e-Omnia, riduce l’affaticamento e assicura lunghe uscite e massimo divertimento – con zero emissioni CO2. 

Principali caratteristiche tecniche:

  • Coppia: 85NM
  • Assistenza al ciclista: fino al 340%
  • Opzioni batteria: 500Wh, 625Wh, doppia batteria
  • Sistema frenante: opzione ABS

Bianchi e-Omnia

NICO ROSBERG SPOSA LA RIVOLUZIONE E-OMNIA: “RIPENSIAMO L’IDEA DI MOBILITÀ”
La visione alla base del progetto e-Omnia è quella di cambiare il modo in cui le persone si muovono: questa finalità ha spinto il Campione del Mondo di F1, Nico Rosberg, ad abbracciare il progetto e-Omnia.
Dopo la conclusione della sua carriera di pilota, Rosberg è diventato un imprenditore nell’ambito della sostenibilità, riconoscendo nel progetto Bianchi Lif-E gli stessi valori che guidano la sua attività quotidiana: innovazione e attenzione alla salvaguardia dell’ambiente.
Nel corso della sua carriera di pilota professionista, Rosberg ha vissuto quotidianamente in contatto con le innovazioni e le tecnologie più avveniristiche.
La sua passione per l’innovazione ha continuato a battere forte anche dopo aver svestito la tuta da pilota.

Nico Rosberg, testimonial del progetto Bianchi e-Omnia

 La Formula 1 – spiega Nico Rosberg – mi ha insegnato che c’è sempre una soluzione se si è disposti a cambiare le regole del gioco. Bianchi ha reso il cambiamento del nostro modo di muoverci la propria missione, e quest’idea si sposa con la mia visione di una mobilità più green, un mondo nel quale le e-bike sono parte integrante della soluzione. Ecco perché ho scelto Bianchi. A casa mia, a Monaco, salgo in sella alla mia Bianchi e-Omnia e mi sento subito a mio agio. C’è una e-Omnia ideale per ognuno di noi e grazie all’innovativo configuratore Bianchi è possibile personalizzarla in ogni aspetto. È davvero fantastico!”.

Bianchi e-Omnia

UNA E-BIKE, MOLTE STORIE
Con il progetto e-Omnia, la rivoluzione elettrica promossa da Bianchi trova applicazione in tre diversi mondi, rispondendo alle esigenze e caratteristiche di ciascuno di essi: City, Tourer e MTB.

E-OMNIA C-TYPE: con il suo look elegante e stiloso, C-Type è pensata per gli spostamenti quotidiani, per renderli smart e sicuri.
Il telaio garantisce affidabilità in ogni contesto, mentre la geometria step through permette al ciclista di salire e scendere di sella facilmente, indipendentemente dall’abbigliamento indossato.

e-Omnia C-Type

E-OMNIA T-TYPE E FT-TYPE: elegante e versatile, T-Type è un modello tourer progettato per soddisfare le esigenze sia dei cicloturisti sia dei rider cittadini.
Grazie allo specifico sistema portapacchi posteriore integrato con il telaio, la versione full suspension  FT-Type può trasformarsi indifferentemente in una bici da turismo, un modello pronto per affrontare il traffico quotidiano, o nella soluzione per portare i più piccoli a scuola.
Il motore Bosch Performance Line CX fornisce tutta l’assistenza necessaria per affrontare le escursioni del weekend, mentre l’opzione ABS per la ruota anteriore aumenta la stabilità e la manovrabilità del mezzo.

Bianchi e-Omnia
e-Omnia T-Type
e-Omnia FT-Type

E-OMNIA X-TYPE E FX-TYPE: FX-Type è dedicata al mondo della mountain bike, pensata per biker esperti che ricercano il divertimento e la sfida sui sentieri off-road. Il fodero posteriore asimmetrico è pensato per evitare che la catena danneggi il telaio, evitando fastidiosi rumori.
X-Type è una e-MTB hardtail, ideale per dare il massimo sui sentieri di montagna o nelle sfide infuocate.
Come per FX-Type, protezioni parafango sono integrate sul tubo sterzo, sulla testa della forcella, sotto il tubo obliquo e sul retro del tubo sella.
Entrambi i modelli X-Type e FX-Type hanno l’opzione ABS.

Bianchi e-Omnia
e-Omnia X-Type
e-Omnia FX-Type

 Per scoprire tutti i modelli, i prezzi e per accedere al configuratore on line, visitate il sito Bianchi.com