Thok, l’innovativo brand italiano di e-Mtb, lancia il suo primo THOK TRIBE, un weekend dedicato esclusivamente ai “Thokers” e alle loro Thok e-bike.
Stefano Migliorini e altri celebri riders legati al brand saranno presenti ad accogliere tutti i partecipanti.
L’evento si terrà il weekend del 13 e 14 ottobre a Fanano (MO). Il suggestivo paesaggio emiliano sarà tutto da esplorare in sella alle Thok MIG.
Ecco il programma del Thok Tribe:
Sabato (13 ottobre):
– 18.30/19.00: Ritrovo e aperitivo presso Villaggio Eco Camping a Fanano (Sestola – MO) .
– 20.30: Cena tra Fondatori, Testimonial & Ambassador, THOKERs e gestori THOK Points. L’occasione per conoscersi meglio, rispondere a domande e curiosità, ascoltare pareri ed idee e soprattutto ringraziare tutti i THOKERS per la fiducia e celebrare insieme i successi degli ultimi anni.
Domenica (14 ottobre):
– 09.30: Ritrovo presso Ecoday Camping Il Castagno
– 10.00: Pedalata di gruppo lungo i sentieri appositamente tracciati per le E-MTB dal mitico Pippo Marani
– Successivamente: Pranzo insieme nel bosco
– Pomeriggio: THOK Challenge “Just for fun”
– 17.30: Termine del primo THOK TRIBE
Inoltre, sabato pomeriggio dalle 15, per chi è interessato, c’è la THOK Ride School, con Stefano Migliorini, Stefano Rota (pluricampione italiano enduro) e Pippo Marani (trail builder Coppa del Mondo Val di Sole), che mostreranno tutti i trucchi per gestire ancora meglio le MIG e-bikes.
INFO PRATICHE SULL’EVENTO:
Per info e prenotazioni: 347 7016500
Quota di partecipazione €50 tutto incluso (aperitivo, cena, pernottamento in albergo o bungalow a scelta, colazione, pranzo nel bosco, Thok Ride School).
Per prenotazioni alberghiere contattare da subito:
– Albergo Pineta: 0536 69494 (per pernottamento in camera d’ albergo)
– EcoDay Camping: +39 333 9107081 (per pernottamento in Bungalow)
Per la prima volta, sabato e domenica scorsi, la città di Bergamo e tutto il comprensorio della Maresana si sono affacciati ad un evento e-Enduro di alto livello.
In pochi mesi, grazie al lavoro dei ragazzi di Orio Gravity park, è stata creata una rete trails specifica per e-bike di altissima qualità che ha permesso di rendere davvero speciale questa quarta tappa del Circuito e-Enduro 2018.
Un connubio perfetto tra sport, divertimento e bellezza per una località che ha sfruttato fino ad oggi solo parte del proprio potenziale ma che vuole, con il progetto Orio Gravity Park , continuare ad investire nel tempo nel mondo bike ed e-bike.
L’Area Expo, cuore pulsante della gara, per l’occasione è stata allestita ad Alzano Lombardo, a poco km dal centro di Bergamo, dove tra gli sponsor del circuito erano presenti con i propri stand Specialized (title sponsor del circuito) che ha presentato la nuova Turbo Levo, Brose con il nuovo motore “smag” e con la “recharge station” a disposizione di tutti i partecipanti, Vittoria Tires con le nuove gomme dedicate alle e-bike da enduro, Mr Wolf con il suo rivoluzionario sistema antiforatura “Smartmousse”, Atala con la propria flotta e-bike da enduro, da passeggio ed una nuova e-bike road, Haibike, Braking e Billet HT, che ci ha fatto provare un nuovo prototipo di sistema di “abs” per bike ed e-bike da abbinare a tutti gli impianti frenanti.
Il sabato tutti i partecipanti hanno potuto provare il percorso per un dislivello totale di circa 1600 mt suddivisi tra trasferimenti e 5 prove speciali.
La gara della domenica ha visto da subito un agguerritissimo Simone Martinelli (Cicobikes DSB Nonsolofango) che si imponeva davanti al francese Jerome Gilloux (UC Monaco) e in terza posizione Andrea Garibbo (New Bike2008 Racing Team/Haibike Factory Team).
Tra le donne vince Laura Rossin (Soul Cycles racing Team)), al secondo posto si classifica Chiara Pastore (Team Locca) e al terzo posto Bruna Benedusi (Raptors Bike asd).
Tra i giovani ancora una volta primeggiava Pietro Garavelli (Team locca) nella categoria Junior.
Nella classifica a Squadre vince il Team Locca.
Come da prassi, a fine gara sono state controllate (motore ed elettronica) le e-bike dei primi 3 atleti assoluti maschile , la prima atleta assoluta femminile e 3 riders sorteggiati, mentre durante la gara sono continuati i controlli a sorpresa, fuori dalle PS, sui rulli con rilevatore gps velocità reale.
Si ringrazia il Comune di Alzano Lombardo, l’organizzatore Alvise Calioni, i ragazzi dell’Orio Gravity Park, e tutti i volontari che hanno permesso lo svolgimento in totale sicurezza di questa fantastica gara che, nonostante qualche piccola pecca, ha dimostrato di avere un grande potenziale.
Il prossimo appuntamento con l’E-Enduro 2018 è fissato per il 6 e 7 Ottobre a Varazze (SV).
Maggiori info e foto: E-enduro.it.
(Foto: Mario Pierguidi)
Se guardo gli articoli pubblicati, le foto nel nostro archivio e le esperienze fatte cammin facendo, l’evoluzione della Specialized Turbo Levo (qui specifiche e test dell’ultima versione) mostra quanto le Mtb a pedalata assistita siano cambiate nel corso degli ultimi 3 anni.
Sì, parliamo di soli 3 anni che però in questo specifico settore significano già cambiamenti enormi.
L’evoluzione delle e-Mtb è fortissima, perché non riguarda solo motore, batteria e software (che di per sé è già tantissima roba…), ma anche geometria, sospensioni, diametro ruote, scelta dei componenti e altro ancora.
Dal giugno 2015, quando al sottoscritto fu svelata la prima Specialized Turbo Levo, a oggi di cambiamenti ne abbiamo visti tantissimi, e non solo in casa Specialized, ma è innegabile che la Turbo Levo rappresenti il benchmark in ambito e-Mtb, il punto di riferimento tecnico-stilistico per quasi tutti gli altri marchi.
Analizzarne i cambiamenti nel corso di questi 3 anni ci permette di immaginare-ipotizzare come cambierà questo modello di e-Mtb e come cambieranno anche le altre.
Il display della prima generazione di Turbo Levo è sul lato sinistro del tubo obliquoIl display della nuova Specialized Turbo Levo è sulla parte superiore del top tube
L’interfaccia utente La prima Turbo Levo non aveva il display e questo, insieme alla batteria ben nascosta nel tubo obliquo, la fece subito somigliare a una Mtb, aumentandone a dismisura l’appeal.
Display sì o display no?
La soluzione ideale in ambito e-Mtb forse non esiste, ma se proprio ci deve essere un display facciamo che sia piccolo, ben leggibile, connesso con il sistema e-bike, saldamente fissato sul manubrio e in una posizione non troppo esposta.
Altrimenti, se parliamo di off-road impegnativo, meglio non averlo, tanto tramite l’app riesco, volendo, a ottenere tutte le info di cui ho bisogno.
La prima serie dell’applicazione Specialized Mission Control
Ciò che continuerà a fare la differenza, quindi, è la semplificazione dell’interfaccia utente-macchina, cioè capire e prevedere come gli e-biker utilizzano e utilizzeranno questa tipologia di mezzi.
E la cosa è tutt’altro che facile, perché se da un lato molti marchi di Mtb sanno o sanno ipotizzano come le e-Mtb evolveranno nel corso dei prossimi anni, dall’altro sanno anche che creare un proprio ecosistema telaio-motore-batteria-software è tutt’altro che facile.
Sulla prima Specialized Turbo Levo il classico display sul manubrio poteva essere integrato in un Garmin Edge compatibile.Sull’ultima Specialized Turbo Levo, invece, può essere utilizzato un display dedicato, ma disponibile come optional
Tutto fatto in casa
Da un lato è un rischio enorme, dall’altro i risultati che si possono ottenere sono grandiosi.
Si parla dello sviluppare in casa tutte le componenti fondamentali di una e-Mtb.
Sul telaio le difficoltà sono abbastanza relative per chi produce giù Mtb, mentre sui componenti elettrici, software ed hardware, il discorso è molto complesso, perché si chiamano in ballo competenze nuove.
Cosa fare?
Investire (tanti soldi) e fare tutto da sé o accettare ciò che i vari supplier (leggasi Bosch, Shimano, Yamaha, Brose…) propongono e sviluppano (pur con un’esperienza di altissimo livello)?
Specialized e Rocky Mountain hanno preso questa strada, altri hanno scelto i vari supplier, magari investendo in batterie di capacità maggiore sviluppate da altri esperti del settore.
Il risultato?
La massima integrazione fra la ciclistica di una Mtb e gli elementi elettrico-elettronici di una e-Mtb è possibile solo nel primo caso, cioè facendo tutto in casa.
Disegnando la batteria in modo che si nasconda infilandosi nel tubo obliquo.
E’ stata una scelta coraggiosa e difficile all’inizio, ma che continua a fare scuola.
E chi si affida, ad esempio, a Bosch per motore e batteria?
Il colosso tedesco ha un’esperienza enorme e una capillarità per l’assistenza che solo Shimano (in ambito e-bike) può eguagliare, ma di fatto fornisce soluzioni più o meno standard con le quali chi deve poi assemblare una e-Mtb deve scendere a compromessi.
Anche se parliamo di compromessi sempre meno restrittivi, sempre di soluzioni standard si parla, adottate da molti altri produttori di e-Mtb.
E’ una scelta non banale e non facile che interessa, poi, anche l’utente finale.
Le dimensioni del motore della prima generazione di Specialized Turbo Levo erano molto contenuteMa sull’ultima generazione il motore ha un ingombro ancora più ridotto
Sospensioni e telaio
Se in un primo momento nascondere l’anima elettrica di una e-Mtb è stata la priorità, adesso le cose stanno cambiando.
Nel caso della nuova Specialized Turbo Levo le sue peculiarità estetiche e tecniche sono ancora più evidenti, mentre lo sono meno quelle tecnico-ciclistiche.
Infatti, nel giugno del 2015, testando la prima Turbo Levo, la mia attenzione (e quella di migliaia di altri utenti poi) fu catturata dal motore, dalla sua erogazione e dalla batteria nascosta nel tubo obliquo.
Il tubo obliquo con la sede della batteria sulla prima serie della Turbo Levo
Le qualità di guida, all’epoca, non erano di certo il massimo, soprattutto se le si raffronta con quelle della nuova Turbo Levo.
Cioè, oggi possiamo dire che questa e-Mtb è una Stumpjumper con il motore e, quindi, una e-Mtb con qualità di guida altissime.
L’attenzione sulla parte elettrico-elettronica c’è sempre, ovviamente, ma finalmente è arrivata anche quella sulla parte dinamica.
Addio gomma Plus
Prima cosa: togliere le gomme Plus o, al massimo, dare la possibilità di montarle come opzione.
Se vuoi guidare davvero e sfruttare il potenziale di questa e-Mtb è molto meglio avere delle ruote da 29” che permettono una scelta più ampia e variegata sia di gomme, sia di ruote.
Se vuoi avere più grip e comfort nella guida, invece, è sempre possibile montare gomme 650b Plus.
Nel 2015 le gomme Plus era considerate l’optimum per gestire il maggiore peso delle e-Mtb e avere maggiore grip, ma con la taratura sempre più efficace delle sospensioni di oggi, le gomme da 29×2,6″ e l’erogazione ancor più raffinata del motore le gomme Plus non sono più strettamente necessarie.
Più escursione
Questo è stato uno degli obiettivi della casa di Morgan Hill: se la Turbo Levo di nuova generazione deve somigliare a una Stumpjumper diamole più escursione.
Anzi, diamole lo stesso valore di escursione, cioè 150 mm.
Così questa e-Mtb diventa ancora più versatile e si avvicina ancora di più alla Kenevo, alla quale sottrarrà, forse, una parte dei suoi potenziali acquirenti.
Ma è una storia che già si è vista quando ad aprile la nuova Stumpjumper ha fatto impensierire alcuni potenziali acquirenti della Enduro.
La prima Specialized Turbo Levo riprendeva lo schema sospensivo della Stumpjumper. Sull’ammortizzatore Fox Float era previsto l’Autosag, caratteristica tecnica che è stata abbandonata da Specialized sia su Stumpjumper che su Turbo Levo.
Più leggerezza
Continua l’opera di alleggerimento delle e-Mtb e questo fenomeno interessa anche la nuova Turbo Levo.
L’evoluzione si muove anche in quella direzione e i risultati diventano man mano sempre più evidenti.
Ma quando ci sarà il momento di svolta?
Diciamo che se sul motore si sta lavorando molto per contenere pesi e dimensioni, sulle batterie si può fare molto meno.
Ciò che si può fare per aumentarne la capacità è aumentare il numero e/o le dimensioni delle celle che costituiscono la batteria, ma questo porta ad un aumento di peso e di ingombro.
La batteria della nuova Trubo Levo, qui con un case di plastica trasparente per lasciar intravedere il suo contenuto
La tecnologia attuale agli ioni di litio, in sostanza, è quella largamente usata in ambito auto e all’industria dell’auto, per ora, non serve che le batterie siano più leggere e meno ingombranti e quindi la tecnologia agli ioni di litio va bene, soprattutto il relazione al costo finale.
Quando anche l’industria dell’auto abbandonerà gli ioni di litio in favore di qualcos’altro più evoluto, allora anche il popolo degli e-biker ne beneficerà.
Ma le domande sono: quando e a che costo?
Lo staff di ingegneri e tecnici europei a capo della divisione Specialized Turbo
Tutto in Europa
E’ stato proprio Mike Sinyard, il fondatore e presidente di Specialized, a volere fortemente una Mtb a pedalata assistita, quando negli States nessuno nemmeno sapeva cosa fossero. E quella scelta coraggiosa, quella di investire in un settore che quasi nemmeno esisteva, è stata premiata, ma la Turbo Levo ha avuto sin da subito un’anima fortemente europea, anzi, svizzera e tedesca.
Mike Sinyard ritratto (e intervistato) nella sede di Specialized a Morgan Hill, California
Cioè questa e-Mtb americana in realtà è stata concepita nel continente dove le e-bike sono una realtà più che consolidata ed è proprio ad esso che si rivolge.
Nel 2015, al lancio della prima Turbo Levo, questo fatto mi stupì non poco.
«Specialized che dà in outsourcing lo sviluppo della piattaforma Levo?» pensai.
Poi, però, capii che si trattava di una nuova divisione di Specialized, creata proprio ad hoc.
E oggi è più potente che mai.
Insomma, hanno creato la Turbo Levo pensando a un mercato più “locale” (quello europeo) e meno globale.
E il prossimo step?
Difficile prevederlo, ma se guardo anche al mondo della Mtb mi viene da pensare che coinvolgerà l’elettronica e andrà a cambiare il modo in cui utilizziamo la Mtb e la e-Mtb.
Quello che auspico è che ci sia sempre una visione di lungo termine, quella, cioè, che non va dietro o crea mode momentanee, ma che guida l’evoluzione.
Dal 2015 a oggi di passi in avanti ne abbiamo fatti davvero tanti, quindi chissà cosa ci aspetta nei prossimi tre?
Sabato 22 e domenica 23 settembre Scott on Tour, il bike test tour itinerante per l’Italia, farà tappa a Torino, sulla collina di Superga, dove già lo scorso anno ebbe grande successo con oltre 500 test effettuati.
A disposizione degli appassionati, la nuova collezione 2019 di biciclette Scott e di accessori Syncros.
Per provare al meglio le bici, la tappa di Torino di Scott on Tour propone una serie di percorsi segnalati sia road che off-road.
In più, per festeggiare i 60 anni di Scott, nelle giornate di sabato e domenica a tutti coloro che testeranno una Scott verrà offerto un Free Drink!
Se il 22 e 23 settembre prenderete parte alla 4ª prova dell’E-Enduro a Bergamo, avrete anche l’opportunità di diventare tester per un giorno!
Vittoria, azienda leader nel settore dei pneumatici, ha lanciato infatti un concorso sui propri canali social.
Chi parteciperà potrà vincere l’opportunità di testare lo pneumatico Mota e il nuovo inserto Vittoria Air-liner proprio durante la E-Enduro del 22 e 23 settembre a Bergamo.
Come fare?
Per partecipare al contest basta collegarsi alla pagina Facebook di Vittoria Italia e:
1. Mettere like al post Facebook Vittoria Italia
2. Mettere Like alla pagina Facebook Vittoria Italia
3. Taggare un amico con cui vorresti condividere l’esperienza da tester.
Il contest è aperto a tutti i maggiorenni e scadrà venerdì 21 settembre.
I vincitori saranno annunciati sulla pagina Vittoria Italia.
La consegna dei 2 pneumatici e Air-liner da testare avverrà sabato 22 allo stand Vittoria nell’area Expo allestita in occasione della gara dell’E-Enduro.
La nuova Specialized Turbo Levo segna un nuovo step nell’evoluzione delle Mtb a pedalata assistita.
E non è soltanto per la batteria da 700 Wh e per il suo nuovo alloggiamento all’interno del tubo obliquo, ma per un equilibrio ancor più perfezionato di tanti fattori, tutti cruciali per il piacere di guida, vale a dire geometria, taratura delle sospensioni (ora da 150 mm), erogazione della potenza e qualità dell’assemblaggio.
Cioè, tutti i componenti lavorano in modo ottimale e l’adozione delle ruote da 29” (oltre a una geometria che è sempre più vicina a quella della nuova Stumpjumper) assottigliano sempre più le differenze fra la Turbo Levo e, appunto, la Stumpjumper.
Dopo aver appresso le novità e dopo aver provato la nuova Specialized Turbo Levo possibile affermare che questa bici è ancora il riferimento in ambito e-Mtb.
Vi spieghiamo perché, cominciando proprio con questo video:
L’autonomia aumenta del 40%
La capacità della batteria sale fino a 700 Wh (di serie sui modelli S-Works ed Expert, opzionale sugli altri modelli che montano di serie quella da 500 Wh), aumentando di un 40% circa il range (o l’autonomia) della batteria rispetto al modello attuale.
Per rimuovere la batteria è sufficiente una chiave esagonale da 6 mm. Anche sulla nuova Specialized Turbo Levo non è richiesta alcuna chiave come sulle altre e-bike
Ovviamente ci sono novità significative anche sulla parte hardware e software del motore Brose, definito Turbo 2.1 da Specialized, che è diventato fino al 15% più compatto (e un 11% più leggero grazie all’adozione del case in magnesio) e capace di amplificare la pedalata fino a un massimo del 410%, arrivando alla potenza di picco di 560 W e 90 Nm di coppia massima.
Più potente, ma anche più fluido e ancora più silenzioso, il nuovo motore 2.1 è ancora più vicino allo stile di pedalata del biker rispetto al precedente.
Specialized dichiara che il tempo totale di ricarica è di 5 ore.
Telaio ridisegnato e nuova sede per il motore
Il motore 2.1, realizzato da Brose ascoltando anche le richieste di Specialized e molto vicino al nuovo Brose S Mag, è sempre lì, nella zona del movimento centrale, ma ora è fissato al telaio con un attacco ridisegnato realizzato con il minore quantitativo di materiale.
Sui modelli con telaio in lega leggera, infatti, il supporto per il motore è costruito unendo, anzi, saldando, due semigusci in alluminio stampato.
Il motore ha un ingombro ridotto e di ciò ce ne si può accorgere anche visivamente
Questa soluzione, insieme ad altre migliorie su tutto il telaio e al motore stesso più leggero di 400 gr, alleggerisce il telaio della S-Works Turbo Levo Carbon di ben 800 gr, raggiungendo un livello di leggerezza che, nella guida, comincia a farsi apprezzare.
Un dettaglio che Specialized dichiara con un certo orgoglio è che ora il telaio della Turbo Levo in lega pesa quanto quello della S-Works Turbo Levo Carbon attuale.
Il nuovo telaio, a sinistra, con il nuovo attacco per il motore e, a destra, il telaio attuale in fibra di carbonio.
L’ispirazione nelle forme viene dalla Stumpjumper e da essa anche il valore del travel, 150 mm, su entrambi gli assi, ma, volendo, davanti si può montare anche una forcella da 160 mm.
La geometria è stata aggiornata in virtù soprattutto dell’adozione delle ruote da 29”, ma rimane sempre possibile montare gomme da 27,5” Plus fino a 2,8”, cambiando la posizione del flip chip (foto in basso).
Il medesimo sistema già adottato su Enduro e su Stumpjumper.
Lo schema in basso vi mostra le specifiche della geometria, caratterizzata da un reach leggermente più lungo (435 mm in taglia M), un angolo di sterzo più aperto
(66,04°) e un carro leggermente più corto (455 mm).
Arriva il Turbo Connect Unit
Addio display posto sulla batteria sul lato del tubo obliquo e benvenuto Turbo Connect Unit, ora posizionato sul tubo superiore in modo da essere più facilmente leggibile e utilizzabile dall’utente.
E’ di fatto il cervello dell’intero sistema Turbo Levo ed è in grado di interagire via bluetooth con lo smartphone e via Ant+ con dispositivi compatibili, al pari di quanto già accade oggi.
Il Turbo Connect Unit integra il comando di accensione che, una volta acceso il sistema, diventa il pulsante tramite il quale scegliere i vari livelli di assistenza.
Sotto al pulsante si trovano dieci led che indicano lo stato di carica della batteria.
Ovviamente il comando remoto al manubrio è ancora presente e anche tramite esso è possibile modificare il livello di assistenza.
Specialized ha anche portato al debutto un display da applicare sul manubrio, compatibile con l’attacco dei Garmin Edge, permettendo, quindi, all’utente di visualizzare tutte le informazioni più importanti in tempo reale.
I campi dati sono personalizzabili e il funzionamento è piuttosto intuitivo, ma è un accessorio non previsto di serie e disponibile come optional a 109€.
Si collega tramite Ant+ al Turbo Connect Unit, è alimentato da una batteria a parte ed è compatibile con le precedenti versioni della Turbo Levo.
Novità anche per l’App Mission Control
Questa è una delle caratteristiche che ha reso la Specialized Turbo Levo così differente rispetto a tutte le altre e-bike e la terza serie di questa e-Mtb ne prevede una versione ancora più raffinata e personalizzabile.
Certo, alla base dell’esperienza di utilizzo dell’app deve esserci la curiosità di scoprire come il sistema Turbo Levo si può adattare alle proprie preferenze e necessità, e questo processo richiede un minimo di apprendistato, altrimenti si può tranquillamente fare a meno dell’app e utilizzare la Turbo Levo in modalità standard.
Cosa che, comunque, regala grandi soddisfazioni.
La nuova versione dell’App Mission Control ha un’interfaccia utente ridisegnata e semplificata e, alle ampie possibilità di personalizzazione dell’erogazione, sono stati aggiunti la modalità Shuttle Mode (che permette ottenere il massimo supporto del motore con uno sforzo minore sui pedali) e Stealth Mode (che spegne i led del Turbo Connect Unit).
Più altri miglioramenti sulla stabilità e l’affidabilità dell’app stessa.
La modalità Shuttle Mode è pensata per quei giorni in cui si vuole raggiungere la cima con maggiore velocità e con il minore dispendio di energia.
Questa modalità è configurabile via app e di default è impostata sul livello zero.
Addio 6 Fattie e niente 12 velocità
Come detto le ruote saranno da 29” e questa scelta scelta caratterizza moltissimo la qualità guida della nuova Turbo Levo.
Anche le decisione di non adottare una trasmissione 12 velocità è da intendersi in questa direzione.
Infatti, se sui modelli di punta della Turbo Levo il pacco pignoni di uno Sram X01 Eagle non ha una differenze di peso così marcata rispetto a un pacco pignoni X01 a 11v, nel caso delle Turbo Levo di bassa gamma un pacco pignoni 12v di categoria GX Eagle pesa in maniera sensibile più di uno a 11v.
Il fodero basso destro presenta protezioni più estese e ben applicate……che riguardano tutta la sua lunghezza, proprio come accade sulla nuova Stumpjumper.
E la ragione della scelta dell’11v non è da intendersi solo per il fronte peso, ma anche per il fatto che quel peso extra si troverebbe sulla ruota posteriore, ossia su un elemento che ha un ruolo chiave nella dinamica di guida.
E siccome sulla nuova Specialized Turbo Levo l’attenzione rivolta al piacere di guida è ai massimi livelli (e leggendo più in basso le impressioni di guida lo capirete) ecco la ragione dell’adozione di una trasmissione 11v.
Rivisto anche il sensore di velocità, il cui magnete è sempre posizionato sul freno a disco posteriore.
La nuova gamma Specialized Turbo Levo
E’ già possibile ordinare la nuova e-Mtb di casa Specialized e di seguito vi mostriamo le colorazioni e i prezzi dei vari modelli Fsr, ossia la gamma con doppia sospensione che è stata appena rinnovata.
I prezzi subiscono un rialzo, più marcato sui modelli di punta per via principalmente della batteria di maggiore capacità.
Qui di seguito trovate tutte le specifiche di montaggio della gamma Specialized Turbo Levo MY 2019
Come va la nuova Specialized Turbo Levo
Il sottoscritto ha avuto modo di provare la versione Expert sui sentieri della Croazia, nei pressi di Grisignana, e l’esperienza è stata molto piacevole, perché la nuova Specialized Turbo Levo è una bici che, grazie alle ruote da 29” e ai tanti miglioramenti introdotti sul telaio, ha un comportamento offroad che ricorda davvero quello della Stumpjumper.
Calma: la differenza di peso è evidente ed emerge soprattutto quando si deve rallentare la massa di biker+bici, ma in tanti altri frangenti le limitazioni nella guida tipiche di una e-Mtb si avvertono molto meno.
Insomma, nel breve ma significativo test condotto in Croazia ho avuto modo di notare e apprezzare quanto Specialized abbia avvicinato il comportamento della Turbo Levo a quello di una Mtb.
Si torna a saltare e a fare quei numeri che di solito con una e-Mtb difficilmente si riesce a fare, così, di primo acchito, senza conoscere bene il mezzo sul quale si sta pedalando.
Come detto, le ruote da 29” concorrono in modo netto nel migliorare l’esperienza di guida, soprattutto per chi è già ben abituato a questo diametro.
Il grip delle Specialized Butcher da 2,6” è davvero tanto e in curva si riesce a spingere sul pedale esterno per infilare i tasselli nel terreno, arrivando a un grip e a una confidenza elevatissime.
Insomma, un cambiamento importante.
C’è anche un altro fattore da considerare: l’escursione totale sale a 150 mm su tutti e due gli assi.
E questo significa che la nuova Specialized Turbo Levo è sì, ancora una trail bike, ma è sempre più vicina, come prestazioni e inclinazione a una Mtb da enduro.
Anzi, a una e-Mtb da enduro.
E anche qui le sensazioni in sella sono del tutto analoghe a quelle ricavate qualche mese fa con la nuova Specialized Stumpjumper.
Un cenno sull’erogazione del motore
Il nuovo motore Turbo 2.1 è ancora più fluido, silenzioso quanto il precedente, e molto reattivo agli input sui pedali.
Anzi, su quest’ultimo aspetto segnalo un miglioramento utilizzando, però, le impostazioni standard di erogazione che, per inciso, ho trovato adeguate alle situazioni nelle quali stavo pedalando.
Un po’ il poco tempo a disposizione, un po’ qualche problema di interfaccia fra il mio smartphone (iPhone 7 Plus) e l’unità bluetooth della Turbo Levo, ho preferito non modificare i parametri di erogazione del motore.
Il risultato, comunque, è stato più valido.
Ho utilizzato il display sul manubrio e confesso che è utile averlo, ma non strettamente necessario, dato che il Turbo Connect Unit sul tubo superiore mostra le info di cui si ha più bisogno, ossia livello di assistenza selezionato e stato di carica della batteria.
Un test più approfondito della nuova Specialized Turbo Levo, però, mi dirà occasione di esprimere un giudizio più completo, ma dopo questa esperienza di uso le cose che più mi hanno impressionato sono tre:
– la batteria da 700 Wh e l’ampliamento reale del range;
– le ruote da 29” danno un feeling esagerato con la guida, anche su una e-Mtb;
– il piacere di guida della nuova Turbo Levo è evidente.
Curiosi di testare la nuova gamma Trek? Segnatevi quindi la data di sabato 22 settembre 2018, quando Trek vi aspetterà nella propria sede in Via Don Mazzucotelli, 6 a Gorle (Bg) dalle ore 9 alle ore 15 per il Trek Demo Tour.
Per gli appassionati di bici da strada ci sarà la possibilità di provare la nuovissima Madone Disc, oltre alla leggerissima e inimitabile Émonda.
Per chi è interessato invece al fuoristrada, ci sarà un’ampia gamma di bici test comprendente le nuovissime Powerfly in alluminio e carbonio, oltre alle tradizionali Slash, Fuel EX, Procaliber, Top Fuel.
Ricordatevi di portare casco, pedali e carta d’identità; il Trek Demo Tour è gratuito e riservato ai maggiorenni.
Per maggiori informazioni e per iscrivervi all’evento cliccate qui.
Per scoprire tutta la gamma Trek visitate il sito TrekBikes.com
Lei e la prima e-Mtb è un tema che, grazie proprio alle Mtb a pedalata assistita, sta diventando sempre più popolare e interessante, non solo per il divertimento, ma anche e soprattutto per trovare o ritrovare uno stato di benessere psico-fisico sempre più richiesto e necessario.
Iniziare con la Mtb non è proprio facile e, precisiamolo sin da subito, questo vale tanto per gli uomini, quanto per le donne.
Abbiamo già visto qualche tempo fa come una e-Mtb possa unire moglie e marito anche nella pratica dello sport e in questo articolo ci rivolgiamo esclusivamente a loro, le donne, che hanno visto nella e-Mtb uno strumento per tornare a stare bene con un approccio più gestibile della fatica.
Erika Bianchi, la ragazza che vedete nel video in basso e in queste foto, è una biker esperta e decisamente allenata, alla quale abbiamo chiesto di fornirci un po’ di consigli su come iniziare con la e-Mtb in chiave femminile.
Lo strumento scelto è una Brinke Raptor, di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo, e lo scenario è quello della gran fondo Soprazocco Bike, nella zona Sud del Lago di Garda.
Nell’articolo che state leggendo abbiamo evitato il più possibile l’uso di termini molto specifici, parlando una lingua non da specialisti (e speriamo di esserci riusciti) per far sì che chi si affaccia per la prima volta alla e-Mtb possa trovare utili i consigli nostri e di una biker.
Siamo partiti da una sorta di esperimento: metti una biker esperta ed agonista, Erika Bianchi, dalle una e-Mtb e fatti raccontare sensazioni e consigli di utilizzo, rivolti però a chi non ha la minima esperienza.
Ovviamente, in chiave da un punto di vista femminile.
Erika con la maglia della nazionale nella tappa di Milano degli Junior World Series
Vediamo a quali conclusioni siamo giunti insieme ad Erika riguardo alla sua prima esperienza in sella ad una e-Mtb.
Vi invitiamo ora a guardare il video e poi a proseguire la lettura dell’articolo:
Come avete potuto vedere qui sopra a fine giro abbiamo tratto le conclusioni, unendo il feedback di Erika e la sua esperienza nel mondo delle gare.
Potremmo stare ore a parlare sulla scelta della bici ideale e del giusto metodo per cominciare a pedalare, ma quello che vogliamo fare, con questo articolo, è darvi quei consigli che vi torneranno utili nell’iniziare con questo incredibile sport.
Quale e-Mtb scegliere? Come avete potuto vedere nel video Erika ha utilizzato una Brinke Raptor motorizzata Shimano Steps E6000.
Questa bici è una front entry level, cioè una e-Mtb con forcella ammortizzata (cioè con sospensione solo anteriore) dal prezzo di 2499€.
Cosa vuol dire questo?
Questo modello è appunto pensato per chi vuole iniziare e permette di affrontare percorsi relativamente semplici come ciclabili o strade forestali, non disdegnando qualche semplice single track.
Non ci sono molte regolazioni da fare su questo modello a tutto vantaggio della semplicità di utilizzo ma non mancano particolari interessanti, come il comando a manubrio per bloccare la forcella, molto utile nei tratti asfaltati.
Se invece abbiamo già esperienza nel mondo della Mtb e siamo un po’ più rodati con i single track e gli sterrati potremmo anche valutare mezzi più performanti e aggressivi.
Il mercato pullula di proposte e, restando in casa Brinke, si può considerare la XFR+, nella foto in basso, di cui trovate qui le specifiche e i prezzi.
Se guardiamo a mezzi più “aggressivi” entriamo nel mondo delle full suspension. Questa è la proposta di Brinke. la XFR+, una all mountain con forcella da 160mm di escursione motorizzata con il sistema Shimano Steps E8000
Ovviamente la scelta della bicicletta è data da molti fattori quali il prezzo, la propria capacità tecnica, la voglia di cimentarsi in situazione via via più difficili e via discorrendo. Il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un bravo negoziante o ad un biker fidato ed esperto che conosca il mondo della bicicletta e possa indirizzarci verso il mezzo giusto, sopratutto se questo è il nostro primo acquisto.
A tale riguardo vi invitiamo a leggere i nostri consigli su quale e-Mtb acquistare.
Sono ormai decine gli eventi in cui è possibile provare una e-Mtb, come ad esempio agli Shimano Steps Italian Bike Test. Basta infatti avere un documento d’identità con sé ed è possibile avere per alcune decine di minuti una e-Mtb in prova così da farsi un’idea sul nostro prossimo acquisto.
Molti marchi hanno modelli a catalogo dedicati al mondo femminile, con componenti e geometrie specifiche anche se molte volte queste versioni variano solamente per la colorazione e il nome.
L’abbigliamento
Nel video non abbiamo menzionato l’abbigliamento, perché, ad eccezione del casco e di altri particolari che stiamo per menzionare, rimane un aspetto importante ma non cruciale.
Ci capita molto spesso di vedere persone in sella a bici da svariate migliaia di euro con abbigliamento decisamente non adeguato ed in molti casi addirittura deleterio per il piacere dell’uscita in bici e talvolta anche per la sicurezza.
Quello che insieme ad Erika sentiamo di consigliarvi è di non sottovalutare i calzoncini e maglia specifiche per bici, elementi che, insieme al caso, vanno considerati.
Ci sarebbero anche le scarpe, ma tutto sommato alla prima uscita possiamo anche utilizzare un paio di scarpe da ginnastica con suola abbastanza rigida e pedali senza agganci.
Poi, se si inizia a fare un po’ più sul serio, allora si può valutare un paio di scarpe ad hoc, come quelle mostrate in basso, che possono essere per pedali flat (cioè senza agganci) o pedali clipless (cioè con sistema di aggancio e sgancio rapido).
Fra le migliori scarpe per pedali flat troviamo le FiveTen. Grazie alla suola molto morbida consentono di avere un ottimo grip sui pedali in ogni condizione. La scarpa per pedali flat è anche consigliata se siamo abituati a fare soste e camminare molto durante le nostre usciteCi sono però anche molte alternative valide in tema di scarpe per pedali a sgancio, come le scarpe Shimano qui in foto. La suola non sempre ha la stessa flessibilità e morbidezza di una scarpa per pedali flat ma i tacchetti molto pronunciati permettono di camminare agevolmente su ogni tipo di terreno.
Il casco, comunque, è il primo e unico accessorio indispensabile per ogni rider, esperto o novizio che sia.
Scegliamolo bene perché ci accompagnerà in tutte le nostre uscite.
Per quanto riguarda i consigli sull’abbigliamento, è soprattutto d’inverno che richiede maggiore attenzione ed esperienza, per cui vi rimandiamo a una serie di articoli che riguardano la stagione più fredda: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte.
Abbiamo anche realizzato una speciale intervista ad Omar Di Felice, un ultracyclist che di condizioni estreme se ne intende parecchio.
Il bello della Mtb è che con il giusto abbigliamento possiamo pedalare in qualsiasi condizione, anche in mezzo alla neve. Serve solo un po’ di motivazione in più…
Tenete presente, comunque, che il minimo indispensabile almeno d’estate per poter uscire e pedalare in tranquillità sono casco, calzoncini con fondello e maglia.
Il calzoncino con fondello, in particolare, è fondamentale perché ci dà il massimo comfort anche dopo parecchie ore in sella.
Come detto nella sezione della scelta bici è sempre buona cosa affidarsi a un negoziante o una persona di fiducia che può consigliarci un prodotto adatto alle nostre esigenze. Stesso discorso per l’abbigliamento dedicati al gentil sesso.
Quasi tutte le aziende produttrici di abbigliamento e accessori hanno in catalogo prodotti dedicati al mondo femminile, pensati ovviamente non solo per i gusti, ma anche per l’ergonomia e le caratteristiche fisiche diverse tra uomo e donna.
Scott è una di quelle aziende che ha nel suo catalogo un’ampia scelta di prodotti specifici per donna
E ora si esce a pedalare… Una volta che siamo in possesso del nostro “starter kit” siamo pronte per uscire a pedalare.
E qui ci troviamo di fronte la parte sia più emozionante, sia più impegnativa.
La Mtb e la e-Mtb, a differenza della bici da strada, richiede molta più tecnica e “coraggio” per affrontare sterrati e sentieri.
Il consiglio quindi è limitarsi alle strade sterrate e battute all’inizio in modo che le difficoltà siano ridotto al minimo.
Poi, se sboccia la passione (cosa molto probabile…) allora ci si può confrontare con situazioni via via più difficili e appaganti.
E, a tale riguardo, vi invitiamo a leggere i consigli di Valentina Macheda per un uso più impegnativo della Mtb.
L’importante è iniziare per gradi per evitare di trovarsi in situazioni poco piacevoli o addirittura pericolose.
Meglio le strade facili, anche asfaltate, per prendere confidenza con la e-Mtb, la pedalata, la propria resistenza e la fatica.
Sì, la fatica, perché anche se la bici ha la pedalata assistita, comunque un minimo di fatica è da mettere in conto.
Ma vi piacerà, vedrete…
Stradine di montagna o semplici ciclabili possono essere il terreno ideale per prendere confidenza con la nostra nuova E-Mtb, ancora meglio se siamo in compagnia.
Uscite con un biker più esperto
Se abbiamo la fortuna di essere supportati da persone più esperte il processo di apprendimento può essere molto più veloce e, soprattutto, anche le prime uscite saranno più divertenti.
Ma se non c’è modo di pedalare in compagnia, non intimoritevi e uscite ugualmente: la e-Mtb è un mezzo magnifico per iniziare e soprattutto facile da usare.
Restate su strade secondarie e con fondo battuto e/o asfaltato e tutto andrà liscio.
Man mano che la voglia di pedalare aumenta, aumenta anche la voglia di sapere più cose sull’uso della e-Mtb.
E se non abbiamo un amico esperto, possiamo sempre rivolgerci ai maestri di Mtb, soprattutto a quelli che utilizzano anche le e-Mtb.
Un ottimo esempio è la Gravity School di Luca Masserini (foto in basso) che è stata fra le prime ad organizzare eventi specifici riservati alle donne.
Luca Masserini e la sua Gravity School che organizza eventi dedicati esclusivamente al mondo femminile.
Quanto uscire? Più tempo si dedica a questo sport e più velocemente si riescono a percepire i benefici.
Le prime uscite, però, devono essere brevi, massimo due ore e con dislivelli (cioè la quantità di salita) contenuti, diciamo non superiori a 500 m.
Se da un lato è vero che la e-Mtb è facile da usare in salita, va considerato anche che poi si deve essere in grado di guidarla in discesa.
Non sottovalutate questo aspetto…
Per poter parlare di allenamento si dovrebbero fare almeno 2 se non 3 uscite a settimana e questo può richiedere un impegno non proprio trascurabile.
L’ideale è non concentrare tutte le uscite nel weekend, ma provare a fare una o due uscite durante la settimana anche solo di un’ora ciascuna.
Un’ora di pedalata, per chi non è avvezzo all’attività sportiva, non è proprio banale ed è un modo formidabile per rigenerare entusiasmo, vitalità e motivazione nella vita di tutti i giorni.
Non ci credete?
Provate…
Gli scenari nei quali ci si può immergere in sella a una e-Mtb diventano magici in un attimo. E le strade poco frequentate dalle auto sono lo scenario ideale da ricercare…
La gestione della batteria
Un mezzo come la Brinke Raptor ha una batteria da 418 Wh il che permette di affrontare percorsi anche abbastanza impegnativi in termini di salita.
I 3 livelli di assistenza del motore Shimano Steps 6000 vi daranno la possibilità di affrontare le salite secondo le vostre necessità-possibilità e quasi certamente una singola carica della batteria sarà sufficiente per affrontare le prime uscite impegnative.
Il consiglio che vi diamo insieme ad Erika è di pedalare agili, cioè di far girare più velocemente possibile le gambe, in modo da attivare al meglio la circolazione sanguigna, ridurre il consumo della batteria e ottenere prima dei benefici fisici dalla vostra attività in sella.
Cosa portare con sé?
Una e-Mtb come la Brinke Raptor, al pari di altre e-bike con batteria alloggiata sul tubo obliquo (foto sopra), non permette di portare con sé la borraccia, quindi occorre rimediare usando uno zainetto nel quale infilare altri oggetti che pensate possano servirvi.
Vi raccomandiamo, però, di non esagerare e lasciate che sia l’esperienza a dirvi cosa portare di volta in volta.
E il cibo?
Diciamo che se l’uscita non dura più di un’ora può non essere necessario mangiare, mentre lo diventa se si va oltre l’ora e mezza di pedalata.
Vi raccomandiamo anche di tenere andature moderate: tornate a casa con le gambe ancora intatte e non distrutte dalla fatica.
Per diventare atlete come Erika la strada è lunga…
Bene, adesso vi abbiamo dato tutte le indicazioni principali di cui avete bisogno.
Noi ci auguriamo che questo articolo faccia nascere altre e-biker e che presto o tardi ci incontreremo sui sentieri.
Ricordate sempre che il motivo migliore per iniziare a pedalare è divertirsi e stare bene e la bici e la e-Mtb sono due strumenti che imparerete presto ad amare.
Bene ragazze, ora è davvero tutto e buone pedalate!
Mary Moncorgé è una biker francese che ultimamente gareggia (e a volte vince) nell’E-Enduro, il circuito dedicato alle Mtb a pedalata assistita. E proprio una delle gare dell’E-Enduro le ha dato la possibilità di conoscere la Val di Pejo, in Trentino.
In questo articolo, Mary e suo marito, il fotografo Matt Wragg, raccontano la loro esperienza in Val di Pejo, lo scorso giugno, invitando i biker a farci una capatina…
Quando parlando con un mountain biker racconti che stai andando in Trentino per una gara, quello che gli verrà in mente sarà la Val di Sole o il Lago di Garda. Queste sono entrambe località conosciute a livello mondiale, la prima per la pista Dh di Coppa del Mondo, la seconda per il suo famoso Bike Festival.
Ma a poca distanza dalla Val di Sole c’è un piccolo gioiello poco noto: la Val di Pejo, nel Parco Nazionale dello Stelvio.
Noi siamo venuti in Val di Pejo per una gara, che solitamente significa arrivare un paio di giorni prima per acclimatarsi, avere un giorno per provare il percorso, gareggiare e poi ripartire subito dopo la gara per tornare a casa.
Il percorso di gara ci ha dato un assaggio di quello che potevamo aspettarci dall’intera area e ci siamo trovati a volerne scoprire di più.
Le Speciali erano costituite da sentieri argillosi cosparsi di rocce e radici, mentre durante i trasferimenti abbiamo attraversato cascate e guidato in mezzo a fortificazioni abbandonate.
Quando andiamo da qualche parte nuova, amiamo imparare un po’ di storia sul posto.
Abbiamo scoperto che la Val di Pejo è ora nota per le sue acque termali, ma in passato era una zona mineraria e agricola. I vecchi villaggi minerari e agricoli significano un sacco di sentieri naturali che servivano per trasportare le merci avanti e indietro tra le miniere, le fattorie e i villaggi.
Il giorno dopo la gara non avevamo troppa voglia di fare un massiccio dislivello, quindi abbiamo preso l’impianto di risalita dal centro della città e siamo arrivati fino a 2000m.
Quest’anno, oltre agli antichi sentieri, in Val di Pejo hanno ricavato alcuni nuovi sentieri per diversi livelli, in modo da poter girare l’intera valle ed esplorare le montagne nel cuore del Parco Nazionale.
Se non hai voglia di portare la tua bici, nessun problema, le e-bike sono più che benvenute nel Parco. E come novità quest’anno, ogni rifugio nella valle è dotato di stazioni di ricarica per le e-bike, quindi non devi preoccuparti di rimanere senza batteria.
I rifugi, oltre a ricaricare la tua e-bike, offrono ristorazione e tutti i pasti sono preparati con prodotti locali dai gestori.
Mentre bevevamo il caffè, abbiamo avvistato un paio di stambecchi che correvano sopra la pista che stavamo percorrendo e, se siete fortunati, potete avvistare anche orsi e lupi.
Quest’anno sulle Alpi c’è stata una stagione molto nevosa e a giugno abbiamo incontrato ancora parecchie zone coperte di neve e questa cosa ci è parsa piuttosto divertente…
I punti salienti del nostro giro sono stati:
– salire a 2600 m per immergerci nella vista dal Passo Cercen sulla Val di Sole e la Val di Pejo;
– sfrecciare attraverso campi di rododendri selvatici e fattorie abbandonate;
– incontrare solo 3 persone durante la nostra corsa: una era un vecchio contadino che faceva un po’ di pulizia per accedere ai suoi campi e gli altri due erano guardie forestali che controllavano che nessuno senza permesso arrivasse sulle strade sterrate del Parco con il loro 4×4.
Tutto sommato, abbiamo trascorso alcuni giorni fantastici gareggiando ed esplorando intorno a Pejo: la gente qui offre un caloroso benvenuto, il cibo è semplicemente buono da morire e l’approccio nel rendere i sentieri più inclusivi grazie alle e-bike è davvero degno di nota.
Tutto pronto a Bergamo per la quarta prova del circuito e-Enduro 2018 powered by Specialized!
Lo staff di Orio Gravity Park in questi anni ha fatto un lavoro incredibile sui monti della Maresana e limitrofi creando numerosi trails adatti ad ogni stile di guida e livello.
Per questo evento sono stati adattati appositamente alcuni sentieri per l’utilizzo e-bike al fine di rendere la gara molto divertente ed accessibile ad ogni livello di guida.
Orio Gravity Park, vista la vicinanza con la città di Bergamo e in considerazione del fatto parecchie importanti aziende del settore hanno la sede non distante, punta a diventare una meta internazionale del mondo bike a 360°.
La manifestazione prenderà il via dal piazzale della piscina comunale “Acquadream” ad Alzano Lombardo dove verrà allestita anche l’Area Expo e l’area riservata ai Team.
Dopo un primo start seguirà un breve trasferimento fino al centro di Bergamo dove sarà data dai giudici di gara la partenza ufficiale della gara in concomitanza dell’evento outdoor tradizionale della città, la StraBergamo, che vede oltre 15.000 iscritti, cosa che darà alla gara una visibilita ad atleti e sponsor senza pari in Italia.
Dal centro si prosegue con un trasferimento che porterà sui colli bergamaschi attraversando il centro storico per salire poi sul Colle della Maresana a circa 800 metri slm.
Tutta la gara sarà caratterizzata da brevi trasferimenti tra una PS e l’altra.
WARNING: è richiesta la massima attenzione e prudenza sulla pPS 2/4 nei giorni antecedenti a sabato 22 Settembre (quando sarà invece chiusa al pubblico) essendo un trail dove sulla veloce discesa potrebbe essere non difficile incontrare camminatori.
Chiediamo di prestare la massima attenzione sulle lunghe curve cieche, al fine di evitare problematiche con la popolazione locale. Abbiamo già predisposto una segnaletica adeguata ma la prudenza non è mai troppa. Grazie per la collaborazione.
PS1: Bruna Short
La prima prova è un tratto della celebre trails inaugurata nel 2017.
Con una lunghezza di 1600 metri ed uno slope di non più di 70 metri è un flow divertentissimo con passaggi tecnici su legno e rilanci importanti.
PS2 e 4: Pighet
Prende il via proprio dal parcheggio dell’omonimo ristorante con un salita impegnativa con alcuni ripidi tornanti fino al Colle per poi seguire con una velocissima discesa flow che porta poi in uno stretto e tecnico single track che termina con un passaggio in salita tecnica.
Questa ps si ripeterà una seconda volta dopo il C.O di Alzano.
PS3: Farwest
Altro classico degli allenamenti dei bikers orobici e milanesi.
La prova parte con una stretta salita per poi scendere sul versante sud del monte Zuccone.
Una PS completamente diversa con uno stretto ma veloce single track tecnico con molta roccia che diviene man mano sempre più largo per diventare velocissimo nel finale.
PS5: Bruna
A differenza di PS 1 per questa quinta prova gli atleti potranno percorrere completamente questo trail di 3km con un flow velocissimo su sponde naturali alternato a passaggi tecnici su rocce ed alcuni step down molto divertenti. Uno spettacolo per gli amanti della guida “pura” che termina con l’attraversamento di un piccolo torrente ed una brevissima salita stretta e rocciosa.
Info gara ID Gara: 146675
Area Expo/Segreteria di Gara: Parcheggio Piscine, Via Piave, Alzano Lombardo (BG)
Area Team: Parcheggio Palasport, Via Piave, Alzano Lombardo (BG)
Lavaggio Bici: Presso “Barcicletta”, Strada Provinciale 7 Alzano Lombardo (BG)
Parcheggio: Parcheggio Palasport, Via Piave, Alzano Lombardo (BG)
Area Camper: Parcheggio Palasport, Via Piave, Alzano Lombardo (BG)
Docce/Servizi: Piscina Comunale Acquadream Via Daniele Pesenti 30, Alzano Lombardo (BG)
Hotel: visitare il sito visitbergamo.net
29 settembre-01 ottobre 2018: sono queste le date in cui il Lago di Garda Trentino diventerà il palcoscenico per testare le Mtb a pedalata assistita di ultimissima generazione accompagnati da guide locali e per vivere il territorio del Garda Trentino a 360°.
La seconda edizione di Emtb Adventure, il Festival esperienziale che appassionerà amanti delle due ruote e non solo, si struttura e prende sempre più le sembianze di un vero e proprio tour enogastronomico attivo all’insegna delle bellezze paesaggistiche del Garda Trentino.
Il tutto in sella alle mountain bike elettriche.
Le e-Mtb sono la novità del momento e sono il mezzo che semplifica la scoperta di un territorio emozionante e a volte aspro come il Lago di Garda Trentino.
Grazie alla pedalata assistita, infatti, si possono percorrere lunghe distanze o affrontare salite, anche con dislivelli impegnativi con uno sforzo fisico moderato proprio grazie al sostegno del motore elettrico.
E magari chissà, vi spingerete oltre il vostro immaginario. Non ci credete? Venite a sfidarvi all’Emtb adventure.
Tutti i giorni guide professioniste vi porteranno a pedalare su 4 percorsi, ognuno proposto in due varianti: quella più facile, adatta a chi si vuole avvicinare al mondo della e-mountain bike, e quella più impegnativa, per i più esperti.
SPORT OUTDOOR E BUON CIBO: UN’ACCOPPIATA VINCENTE
Non solo sport, come sempre sul Lago di Garda Trentino la fatica viene ricompensata. E in questo weekend più che mai sarà così: ogni tour infatti si accompagna ad una ricca proposta gastronomica. Ogni percorso è studiato per toccare un rifugio, un ristorante o un’azienda agricola che vi porterà a gustare le eccellenze del territorio.
I quattro tour previsti permettono di scoprire le meraviglie del quadrifoglio territoriale del Garda Trentino: Valle del Sarca, Monte Calino, Valle di Ledro e Monte Velo. I tour sono a numero chiuso per un massimo di 160 partecipanti al giorno, 40 per ciascun tour. Potete iscrivervi qui.
Il punto di partenza e di arrivo, ovvero punto nevralgico dell’Emtb Adventure è la piazzetta Lietzmann a Torbole sul Garda.
Shimano presenta una drive unit per e-Bike ancora più leggera ed efficace: Shimano Steps E5000.
La serie di componenti Shimano Steps E5000 è progettata per e-Bike dalla concezione minimalista.
Ci sono molte chiare ragioni per scegliere una e-Bike, basta chiedere agli olandesi, ai danesi e ai tedeschi che le usano a migliaia, ma è indiscutibile che per qualcuno il punto di esitazione possa essere l’esborso iniziale rispetto all’acquisto di una bici tradizionale.
In questo senso, Shimano cerca di rendere più semplice la decisione di acquisto con il suo nuovo gruppo di componenti per bici elettriche più convenienti e leggere.
Oltre ai suoi due gruppi di componenti pensati per esperienze di guida Mtb (serie E8000 ed E7000) e al gruppo di componenti per e-Bike di stampo City/Trekking (serie E6100), Shimano introduce la serie di componenti Shimano Steps E5000 City/Comfort progettata per una esperienza di guida spiccatamente urbana.
La nuova Drive Unit E5000 (DU-E5000) non è progettata per offrire la rapida accelerazione e la gestione fuoristrada della serie dedicate alle e-Mtb ma è progettata per e-Bike dalla concezione minimalista.
Grazie ai suoi componenti estremamente leggeri è stata pensata per venire incontro alle esigenze di commuting urbano fatto di spostamenti che spesso vedono i ciclisti appesantiti dal bagaglio: che si tratti di bagaglio fisico o del fardello emotivo di una lunga giornata in ufficio.
La Drive Unit Shimano Steps E5000 genera silenziosamente una coppia di 40 Nm per affrontare con brio qualsiasi tipo di spostamento cittadino. L’efficienza tecnologica dell’unità di trasmissione, la sua compattezza e leggerezza (2,5 kg, che corrispondono a circa 380 grammi in meno rispetto alle altre unità Shimano Steps), l’abbinamento con un deragliatore posteriore tradizionale o con un ingranaggio interno al mozzo, contribuiscono alla realizzazione di bici facilmente manovrabili, confortevoli, dotate di componenti estremamente leggeri e durevoli al tempo stesso.
Oltre ad essere una delle unità di trasmissione e-Bike più silenziose sul mercato, la Drive Unit DU-E5000 è anche una delle più leggere e piccole, posizionata ordinatamente dietro le pedivelle.
In abbinata ad una batteria interna questo set di componenti da vita ad una e-Bike urbana dall’aspetto molto snello, che può sicuramente essere d’aiuto a “normalizzare” la presenza di queste bici sul mercato.
L’assistenza proveniente dall’unità di trasmissione prevede tre modalità di erogazione: eco, normale e alta, con tutte le modalità che offrono una sensazione di guida naturale che risponde reattivamente all’input del ciclista.
Come tutti i sistemi Shimano Steps, i ciclisti ottengono più assistenza quando la loro pressione sui pedali indica al sistema che vogliono accelerare. Questo stile imita il modo in cui le persone vanno in bicicletta normalmente e aiuta a risparmiare la capacità della batteria perché il supporto non viene fornito quando i ciclisti non lo richiedono.
La visualizzazione delle informazioni restituite dall’unità di trasmissione, come quelle relative alla velocità di crociera o sullo stato di carica della batteria, possono essere visualizzate su diverse tipologie di dispositivi: un’unità di visualizzazione Shimano standard (ad esempio SC-E7000 o SC-E6100), un computer da ciclismo di terze parti compatibile oppure sullo smartphone grazie alla nuova giunzione EW-EN100 e al rilascio di una apposita app per smartphone chiamata E-Tube Ride.
Per un set-up davvero minimalista i ciclisti possono anche scegliere di utilizzare la sola giunzione EW-EN100.
La serie di componenti Shimano Steps E5000 è compatibile sia con trasmissioni meccaniche che con trasmissioni elettroniche Shimano Di2. Le differenti tipologie di batteria includono le seguenti opzioni: 418Wh o 504Wh (watt-ora) tipo rack, tubo obliquo o interna.
Le biciclette equipaggiate con componenti Shimano Steps E5000 possono essere allestite con differenti tipologie di cambio interno al mozzo: il Nexus Inter-8/7 (IHG), il Nexus Inter-5E IHG dedicato alle e-Bike, l’Alfine Inter-11/8.
Tutti i mozzi a Di2, 8v o Nexus Inter-5E hanno l’opzione di cambio automatico e una modalità Start che consente di scalare le marce automaticamente per consentire ai ciclisti di ripartire allo stop con una marcia più leggera.
Chi preferisce una trasmissione ad ingranaggi esterni potrà scegliere tra opzioni con cambio meccanico a 9, 10 o 11 velocità o a cambio elettronico (Di2 ) a 11 velocità.
Le opzioni relative alla componentistica dell’impianto frenante prevedono: freni a disco, freni a rullo, V-brake e freno a contropedale.
I componenti della serie Shimano Steps E5000 saranno disponibili sul mercato a partire dalla fine del prossimo novembre 2018.
La gamma di e-bike Scott 2019 è parecchio ampia e diversificata, comprendendo sia Mtb a pedalata assistita sia bici da trekking e per uso urbano fino ad arrivare alle e-bike specifiche per donne e per ragazzi.
Per il 2019 Scott ha scelto una nuova denominazione per individuare tutte le biciclette della collezione: eRide (che diventa infatti il suffisso di ciascun modello). Vi abbiamo già parlato delle novità introdotte per il 2019, ora in questo articolo vogliamo presentarvi la panoramica di tutte le e-bike Scott 2019 con immagini e prezzi di ogni modello.
Iniziamo dalle e-bike della linea Xc.
Se cercate modelli di e-bike Scott 2019 per uso urbano o trekking, ne trovate un’ampia scelta sul sito Scott-sports.com, dove potete anche approfondire le caratteristiche di tutte le biciclette sopra mostrate.
Qui c’è l’articolo sulle Mtb “tradizionali” di Scott della collezione 2019.
Qui, invece, trovate una panoramica delle novità Scott 2019 di cui abbiamo già trattato sia su EBikeCult.it sia su MtbCult.it.
Come usare il reggisella telescopico su una e-Mtb?
La prima risposta è la seguente: se parliamo di Mtb a pedalata assistita questo utilissimo dispositivo non è pensato solo per la discesa, ma, anzi, trova un impiego altrettanto efficace anche in salita.
Coloro i quali utilizzano le e-Mtb su percorsi ripidi, stretti e molto impegnativi nella guida avranno già avuto modo di accorgersi dei benefici di pedalare con la sella un po’ più bassa.
Già, ma quanto più bassa?
E perché abbassare la sella anche in salita?
Le risposte che state per leggere non sono affatto scontate.
La salita, questa sconosciuta…
Tenete presente questo aspetto: tanto più le e-Mtb hanno una vocazione discesistica e tanto più possono diventare impegnative da condurre in salita.
Molti degli accorgimenti tecnici che fanno la gioia dei biker in discesa possono diventare poco utili o addirittura controproducenti in salita.
Ad esempio, un angolo di sterzo molto aperto porta più facilmente ad alleggerire la ruota anteriore sulle pendenze più marcate riducendo la facilità di guida e incrementando il rischio di impennata.
Oppure un carro molto corto accentua la maneggevolezza, ma aumenta il rischio di sollevamento della ruota anteriore in salita.
Per ovviare a ciò occorre spostare il corpo quanto più possibile verso la ruota anteriore, assumendo una posizione poco naturale e di certo non comoda.
Se si tratta di brevi tratti ok, ma se la salita è lunga il discorso cambia.
E qui viene in aiuto il reggisella telescopico.
Baricentro più al centro
Tenete presente che il tubo piantone, cioè il tubo verticale di tutte le bici (e-Mtb comprese), è inclinato verso la ruota posteriore e anche per questa ragione quando il biker è seduto in sella il suo peso grava maggiormente sulla ruota posteriore.
Se si abbassa la sella di qualche centimetro (più avanti vi diremo di quanti cm), si riduce anche la distanza sella-manubrio e questo, oltre ad abbassare il baricentro ciclista+bici, aumenta la percentuale di peso che grava sulla ruota anteriore, cioè si sposta più in avanti il baricentro..
Ciò permette alla ruota anteriore di restare più facilmente a contatto con il terreno e si guida meglio la bici.
Di quanto abbassare la sella?
Bastano pochi cm, diciamo 3-5 cm, a seconda dell’escursione totale del reggisella telescopico, perché andare oltre renderebbe più difficile la pedalata.
3-5 cm è un valore, infatti, che permette ancora di pedalare, ma soprattutto migliora la libertà di movimento del biker sulla sella.
Le salite in single track, infatti, richiedono una guida attiva, cioè occorre costantemente bilanciare al meglio tanti fattori contemporaneamente, come l’equilibrio, l’aderenza della ruota posteriore, evitare impatti dei pedali con il terreno, sollevare la ruota anteriore per superare gli ostacoli e poi fare altrettanto con la ruota posteriore.
Abbassare la sella permette di alzarsi sui pedali con più facilità. E in off-road è sempre un vantaggio. Si può tenere la sella alta (come nella foto), invece, se il fondo è regolare e non scivoloso.
Sella abbassata completamente? Sì, se…
…se il fondo è particolarmente insidioso per la pendenza o per la presenza di scalini o gradini di roccia che richiedono manovre trialistiche.
Diciamo che tanto maggiore è l’impegno richiesto in salita e tanto più bassa va tenuta la sella.
Avete presente le moto da trial?
Non appena il terreno cambia pendenza e torna ad essere pedalabile si può alzare la sella e ripristinare l’assetto ciclistico.
Ricordatevi la guida attiva
Ne stiamo parlando già da diversi articoli, ma questo è un punto cruciale.
Potete avere la migliore delle e-Mtb, ma se restate passivi e aspettate che sia la bici a superare gli ostacoli resterete fortemente delusi.
E vi esporrete anche a seri rischi di caduta.
In salita vale lo stesso discorso della discesa: la prima cosa da fare è predisporre l’atteggiamento mentale giusto.
Se pensate che non ce la farete a superare quel gradone di roccia quasi certamente non ci riuscirete.
Mettetevi nell’assetto mentale di “ce la posso fare” e cominciate a pensare a come affrontare l’ostacolo, pensando e ragionando, ma soprattutto PROVANDOCI.
Le e-Mtb sono una piccola rivoluzione nella guida in salita, sono estremamente capaci e lo diventano davvero nel momento in cui PROVATE a metterle alla frusta.
Il sentiero è di tutti
Sebbene affrontare la salita in sella alle e-Mtb sia molto piacevole ed appagante occorre sempre e comunque fare i conti con la sicurezza.
Ovvero, il sentiero, a meno che non sia specificato un preciso verso di percorrenza, è aperto a tutti, quindi, tanto in discesa quanto in salita, siate rispettosi degli altri utenti.
Per esercitarvi in salita scegliete magari un sentiero poco frequentato e cominciate con quelli di difficoltà più bassa.
Ricordatevi sempre che il sentiero è di tutti.
Se vi interessa saperne di più sulla guida in salita di una e-Mtb date un’occhiata qui sotto:
Specialized Turbo Calculator è una nuova piattaforma realizzata dal brand americano per i possessori di e-Bike marchiate Specialized, dalla Turbo Levo, alla Turbo Kenevo, passando per i modelli Urban.
Ma cos’è Specialized Turbo Calculator?
E’ una soluzione per calcolare in anticipo (o meglio fare una previsione indicativa) l’autonomia della nostra batteria, per fare in modo di non restare senza carica proprio sul più bello, quando meno ce lo aspettiamo.
Ricordate l’articolo su come aumentare l’autonomia della e-Bike? Ecco, questa App potrebbe aiutare.
Okay, ma vediamo come funziona Specialized Turbo Calculator…
Accedendo alla piattaforma on line vi si aprirà una schermata nella quale dovrete compilare le informazioni principali come la vostra altezza, il vostro peso corporeo, la velocità media che prevedete di mantenere, la modalità che utilizzate più frequentemente, quante pausa fate di solito durante l’uscita, il tipo di terreno sul quale girerete (pianura, collina o salita) e il modello di bici.
L’home page della piattaforma Specialized Turbo Calculator
Una volta inserite tutte queste informazioni, la piattaforma tramite un algoritmo vi indicherà i chilometri di autonomia e il dislivello indicativi che riuscirete a percorrere.
Ovviamente, lo Specialized Turbo Calculator fa una stima, che non tiene conto ad esempio delle temperature “estreme” (queste stressano la batteria e ne alterano il funzionamento e la durata), della quantità di fango o polvere né di altre variabili particolari.
Il livello di assistenza influenza in modo importante l’autonomia
In linea di massima, comunque, la piattaforma può dare una mano per organizzare le uscite e, anche se questo servizio è pensato specificamente per i clienti Specialized, può essere un indicazione anche per i possessori di e-Bike concorrenti.
Questo sistema, infatti, è molto simile all’Assistente Autonomia già realizzato da Bosch, ma è un po’ più raffinato.
Per accedere alla piattaforma Specialized Turbo Calculator cliccate qui.
Per maggiori informazioni sulle e-Bike Specialized visitate il sito Specialized.com
Cosa portare durante un’uscita in e-Mtb?
Ecco una domanda che potrebbe mettere in crisi anche i più esperti.
Oltre alle cose che si è soliti mettere dentro lo zaino per le uscite in Mtb, quando si parla di e-Mtb occorre considerare anche qualcos’altro.
Però, per darvi delle indicazioni complete su cosa portare durante un’uscita in e-Mtb cominceremo proprio dall’inizio, senza dare nulla per scontato, dato che quando si parla di montagna e di uscite in solitaria è bene non dare nulla per scontato.
Iniziamo dai “beni di prima necessità”
Lo zaino Evoc FR Trail E-Ride è uno dei più indicati per l’utilizzo con una e-Mtb. Lo abbiamo spiegato in questo video test
Ricambi e accessori da portare sempre
Prima di tutto assicuriamoci di avere:
– almeno una camera d’aria di scorta
– mini-pompa
– levagomme (meglio averne due)
– multi-attrezzo
– soldi (almeno 20€)
Questo è il minimo necessario per qualunque uscita in Mtb di almeno 45-60 minuti.
Non abbiamo menzionato le protezioni perché le consideriamo una parte dell’abbigliamento, ma ovviamente possono essere anche inserite nello zaino e indossate all’occorrenza.
Ricambi e accessori per le uscite lunghe
Passiamo alle escursioni più impegnative, cioè di almeno 3-4 ore.
Se l’uscita si preannuncia più lunga, se si prevede di raggiungere alte quote, se prevede soste e se c’è anche un ragionevole rischio di pioggia (in montagna accade spesso) allora considerate anche:
– fascette di plastica (zip-tie)
– link di ricambio per catena
– pinza multiuso
– forcellino per il cambio
– smagliacatena
– cibo
– mappa locale dei sentieri
– dispositivo Gps cartografico
– pompa per sospensioni
– dynaplug o altresì detti vermicelli
– Tip-Top o pezze per riparare la camera d’aria e/o la gomma tubeless
– necessario per primo soccorso
– maglia intima di ricambio
– giacca anti-vento e/o anti-pioggia
– guanti full-finger di scorta
– documenti
Se si prevede di uscire in gruppo è possibile anche ripartire il carico: ad esempio, non è necessario che tutti i partecipanti dell’uscita abbiano uno smagliacatena, una pompa per sospensioni o una mini-pompa, ma è bene, invece, che tutti abbiano un link di ricambio per catena, una camera d’aria di scorta e una maglia intima di ricambio.
Questo vi eviterà di aggiungere peso allo zaino, ma richiede un’attenta pianificazione nei giorni precedenti del “chi porta cosa”.
E adesso passiamo alle necessità di chi utilizza le e-Mtb.
Ricambi e accessori per chi va in e-Mtb
Oltre a quanto detto finora, chi utilizza le e-Mtb deve considerare anche altre necessità e accortezze da portare con sé non solo nelle uscite più lunghe.
Vediamole…
– Magnete di ricambio
Come sapete, l’assistenza elettrica del motore è subordinata agli input del sensore di velocità, in assenza dei quali l’assistenza del motore si disattiva.
Cioè, basta perdere il magnete per… trovarsi nei casini.
Quindi, nello zaino o in tasca mettetene uno che sia compatibile con i raggi della vostra ruota posteriore.
Se siete soliti uscire con altri e-biker sarebbe bene averne due di magneti, di diversa forma e predisposizione.
Non si sa mai…
Il magnete, badate bene, andrebbe portato sempre con sé, anche per le uscite più brevi, insieme al multitool.
– Chiavi della batteria
Ovviamente se previste.
Quasi tutte le e-Mtb richiedono una chiave per rimuovere la batteria e potrebbe accadere, per le più disparate ragioni, di doverla rimuovere.
Portatela con voi in un posto sicuro e protetto dello zaino.
– Caricabatterie
Questo accessorio è da considerare solo per le uscite più lunghe, cioè quelle che vanno oltre o potrebbero andare oltre l’autonomia chilometrica di una sola carica.
I caricabatterie più popolari (Shimano, Bosch, Brose) non hanno peso che supera gli 800 gr e richiedono un po’ di spazio nello zaino, per cui non sono un aggravio di peso così significativo.
Però, pensate a queste situazioni:
– vi accorgete durante l’uscita di voler estendere un po’ il chilometraggio. Magari avete trovato un sentiero che non conoscete oppure sentite che oggi è una splendida giornata e vi va di stare più a lungo in sella.
Cosa fare, allora?
Vi fermate a un bar, a un ristorante o a un rifugio, vi rifocillate, fate due chiacchiere, intanto ricaricate la batteria per un’ora-un’ora e mezza e poi ripartite con una batteria più carica del 30-50%, a seconda dell’amperaggio in uscita del caricabatterie.
Non male…
– siete in gruppo e qualcuno di voi sta usando una maggiore assistenza al motore.
Se tutti i partecipanti dell’uscita hanno un caricabatterie, fermatevi per una sosta e mentre vi rifocillate e chiacchierate (se siete sudati cambiate la maglia intima), mettete in carica le batterie.
Dopo di che si riparte e si può pensare di chiudere il giro in e-Mtb con maggiore tranquillità.
– diciamolo: le uscite in e-Mtb sono estremamente piacevoli anche perché permettono di chiacchierare con più facilità.
Quindi, la sosta per rifocillarsi, ricaricare le batterie e scambiare due chiacchierare è una parte del divertimento dell’uscita.
Provare per credere.
– Doppia batteria
Questa opzione è estremamente interessante soprattutto quando non è possibile ricaricare la batteria e/o non si ha tempo per una sosta di almeno un’ora-un’ora e mezza.
Portare con sé la batteria di scorta richiede uno sforzo in più, ma arriva a raddoppiare dislivello e chilometraggio possibile in una sola uscita.
Da tenere bene a mente, però, che un’uscita del genere risulterà molto impegnativa, nonostante l’ausilio del motore, per cui occorre pianificarla con attenzione.
Il peso extra sulle spalle e il peso extra della bici influiscono non poco se si parla di uscite di 70 Km e oltre 3000 m di dislivello.
Perché anche di questo si parla…
Bene, ora siete pronti per partire e sapete cosa portare durante un’uscita in e-Mtb.
Ovviamente, è possibile che nello zaino ognuno di voi aggiunga anche altre cose, ma la lista che abbiamo stilato dovrebbe consentirvi di affrontare quasi ogni imprevisto.
Buone pedalate!
Stefano via e-mail Buongiorno, ho un dilemma da risolvere, e forse solo voi potete aiutarmi…
Ho una Focus Sam Square sulla quale la batteria non mi permette di fare uscire oltre le tre ore, perciò sono indeciso se comprare un’altra batteria e perdere la bellezza e il peso leggero della Sam Square o cambiare e-bike con batteria da 500 Wh, tipo Mondraker, Giant, Trek, Specialized… Voi che ne pensate? Grazie e buona giornata
Risponde Simone Lanciotti
Ciao Stefano, la tua domanda ci permette di affrontare un tema molto interessante: è meglio una doppia batteria oppure una e-Mtb nuova?
Nel tuo caso, a nostro avviso, è meglio la doppia batteria, pur essendo vero che la Focus Sam Square pone questo dilemma anche ad altri: alcuni aggiungono la seconda batteria, arrivano a un ragguardevole totale di 756 Wh e quindi superano la soglia dei 500 Wh che hanno comunemente le altre e-Mtb.
Coloro, invece, che ritengono prioritaria l’estetica non considerano proprio la Sam Square con la doppia batteria.
A nostro avviso, visto che le qualità tecniche e dinamiche di questa e-Mtb sono davvero alte (come è emerso anche nel nostro test), ti consigliamo di aggiungere la seconda batteria e di sperimentare il piacere di avere un’autonomia chilometrica ben superiore a quella di altre e-Mtb.
La Focus Sam Square Pro con doppia batteriaLa Focus Sam Square Pro con singola batteria da 375 Wh ben nascosta nel tubo obliquo
Considerando poi che il motore Shimano Steps non è ancora tanto parco nei consumi, la doppia batteria è l’ipotesi più consigliabile, anche da un punto di vista dei costi (costa comunque meno che acquistare una nuova e-Mtb) e della futura rivendibilità del mezzo (la doppia batteria la rende comunque più appetibile).
Fra l’altro va detto che la seconda batteria ha un impatto sull’estetica e sulla guida della bici, è vero, ma se non altro sulla Sam Square ti evita di doverla trasportare nello zaino (e a tal riguardo ce n’è uno specifico di Evoc) complicando un po’ la guida e il piacere dell’uscita.
Le cose cambierebbero se invece tu non fossi più soddisfatto della tua e-Mtb.
E qui entriamo nel secondo caso, cioè quando conviene passare ad un altro mezzo.
L’evoluzione che c’è stata nel corso degli ultimi 3 anni ha portato il livello tecnico delle e-Mtb davvero in alto e aspetti come la geometria, il funzionamento della sospensione e molto spesso anche il motore e la sua erogazione non sempre possono essere facilmente aggiornati o adeguati a nuove necessità.
Cioè, se un mezzo è datato e le nostre capacità-necessità sono aumentate c’è poco da fare: portafoglio permettendo, meglio passare ad una nuova e-Mtb.
La Specialized Turbo Levo 2018La Specialized Turbo Levo 2016
Anche “pimpando” il proprio mezzo attuale (e quindi spendendo dei soldi), infatti, non è detto che le cose migliorino in modo netto.
Una e-Mtb del 2015-2016 inizia ad essere molto diversa da una del 2018 o addirittura del 2019.
Chi segue quotidianamente il nostro magazine è al corrente su aggiornamenti e affinamenti che le e-Mtb stanno ricevendo da anni.
Ed è un lavoro ancora in corso, ovviamente.
Quindi, tornando al caso di Stefano, ti consigliamo di aggiungere la seconda batteria, come hanno già fatto anche altri possessori della Focus Sam Square.
Come saranno le e-Mtb del futuro?
Prima di tutto mi riferisco a un futuro non lontano anni o decenni, ma distante solo pochi mesi.
Al massimo un anno.
Perché il mondo delle bici a pedalata assistita sta progredendo a una velocità molto elevata.
Infatti, rispetto alle mie previsioni scritte in questo articolo di gennaio 2018, alcune cose sono cambiate, ma forse è più corretto dire che alcune cose si sono aggiunte.
“Maggiore integrazione” è il tema portante e che raccoglie maggiori consensi, ma ci sono anche altri dettagli che meritano un po’ di considerazione in più.
Il tubo obliquo va alleggerito
Per riuscire ad alloggiare la batteria al suo interno, il tubo obliquo perde sempre più spesso la sua struttura tubolare e acquista una sezione a C o a D, a seconda delle scelte del produttore della e-Mtb.
Questo porta dei benefici sul fronte estetica, ma per far sì che il triangolo anteriore abbia la solidità che ci si aspetti il tubo obliquo acquista spessori maggiori che ne innalzano il peso.
Il risultato?
Le e-Mtb mascherano la loro anima elettrica sempre meglio, ma non sempre riescono a diventare più leggere.
Come si supera questo inconveniente?
Evitando l’integrazione della batteria nel tubo obliquo (scelta, però, che non entusiasma gli utenti) oppure sviluppando in casa telaio, motore e batteria.
Al momento questa scelta è la più difficile, dispendiosa e rischiosa, ma porta spesso a risultati migliori in termini successo di vendite, di appeal e anche leggerezza.
Vedi Specialized, Rocky Mountain, Bh…
Ne vedremo sempre di più in futuro?
Di quanta batteria hai davvero bisogno?
Diciamo che lo standard attuale è 500 Wh, ad eccezione di pochi marchi che propongono batteria da oltre 700 Wh.
Vedremo anche qui delle novità in futuro?
La misura standard di 500 Wh aumenterà?
Sì, è molto probabile che succeda.
Per cui i giri che oggi a malapena riusciamo a concludere con una sola carica un domani saranno fattibili grazie a una batteria con circa un 50% di capacità in più.
E forse la misura ideale, il nuovo standard di riferimento sarà un valore compreso fra i 700 e i 750 Wh.
Come ci si arriverà?
Lavorando proprio sull’integrazione, affinando di qua e di là, studiando nuove forme per il telaio e nuovi posizionamenti dei motori.
Che poi è quello che tutti i brand stanno facendo da anni.
Insomma, scordatevi che in un baleno si passi da batterie da 500 Wh a batterie da 1000 Wh, con lo stesso ingombro e magari anche con un peso inferiore.
Sarebbe come chiedere un miracolo agli ioni di Litio…
Più leggerezza: peso standard vicino ai 21 Kg
Questa è un’altra grande sfida che richiederà del tempo.
I modelli di punta delle varie case si avvicinano e a volte scendono anche sotto la soglia dei 21 Kg, ma il peso delle e-Mtb a doppia sospensione è mediamente più vicino ai 22,5 Kg che ai 21 Kg.
E togliere quel chilo e mezzo, senza adottare componenti super costosi, è davvero difficile, almeno per ora.
Ma gli ingegneri ci stanno lavorando…
La Pivot Shuttle è stata la prima e-Mtb ad avvicinarsi alla soglia dei 20 Kg. Qui le specifiche
Componenti specifici? Forse non servono più
Ad eccezione della ruota libera e della forcella, sembra che la bike industry si sia accorta di poter fare a meno di componenti specifici per e-Mtb.
Ad esempio, lo Sram Ex1, il primo e unico cambio specifico per e-Mtb, è diventato sempre meno popolare e in alcuni casi, si è preferito adottare uno Sram Gx Eagle per via della migliore spaziatura dei rapporti.
Con l’accortezza, però, di usare un manettino che permetta un solo click in up-shifting, cioè si sale di un solo pignone alla volta.
Quindi, addio a componenti specifici per e-Mtb?
La risposta più sensata, al momento, è che i componenti sui quali si era puntato fino allo scorso anno, oggi sembrano non richiedere particolari specificità.
Le e-Mtb, insomma, da questo punto di vista, stanno diventando sempre più simili alle Mtb.
Display sì o display no?
Averlo è meglio che non averlo.
Ma se deve esserci è bene che sia piccolo, leggibile, sistemato in una posizione protetta e che permetta una facile interazione con lo smartphone.
Lo ha capito anche Bosch che con il display Kiox si è avvicinato moltissimo al display dello Shimano Steps, al momento ancora il riferimento in ambito e-bike.
Personalizzazione dell’assistenza
Su questo fronte ci auguriamo di vedere altri sviluppi in futuro, soprattutto da parte dei grandi marchi di drive unit, leggasi Bosch e Shimano, che forniscono la bike industry.
Specialized (sì, di nuovo lei) è stata la prima a proporre la gestione personalizzata dell’erogazione tramite un App ed è ancora il sistema di riferimento.
Bosch ha risposto in seguito con una soluzione simile, ma vincolata all’uso del display Nyon (di dimensioni poco compatibili con la pratica dell’off-road), mentre Shimano si è aggiunta qualche anno dopo, seppur ancora con qualche limitazione.
La App Specialized Mission Control
Questo ha fatto sì che proliferassero sviluppatori di terze parti per personalizzare l’assistenza dei motori, sempre restando nei parametri della legalità.
Questo dovrebbe far riflettere Bosch e Shimano sulla necessità di aprire agli utenti una personalizzazione più ampia delle proprie drive unit.
Addio cambio lì e benvenuto gearbox. Magari…
Quando sono nate le e-bike in molti lo hanno pensato: che sia questa l’occasione per riuscire a togliere il cambio da quella posizione così esposta e integrarlo nel motore elettrico, magari con un gearbox, cioè con un sistema a ingranaggi e ruote dentate chiuso in una scatola metallica.
In molti lo auspicano, ma al momento non sappiamo se e chi stia provando a farlo.
Di recente abbiamo visto Ceramic Speed proporre una soluzione (forse azzardata tecnicamente) che elimina il cambio (e addirittura la catena) sulle bici da strada: che fosse davvero la volta buona?
Il mozzo con cambio integrato di Rolhoff montato di serie sulla Nicolai ION G16 EBoxx E14. Qui le specifiche
Gomme 650b Plus o 29 pollici?
Se guardiamo ciò che sta accadendo in ambito Mtb è facile ipotizzare che qualcosa di analoga avvenga presto anche sulle e-Mtb.
Anzi, in alcuni casi è già avvenuto: le ruote da 29 pollici trovano sempre più spesso posto a bordo delle e-Mtb.
La ragione?
La guida della e-Mtb è più simile a quella di una Mtb di pari escursione, c’è una maggiore possibilità di scelta per gomme e cerchi, il grip è leggermente inferiore (rispetto a una 650b Plus), ma la leggerezza ne guadagna (dipende però dalla gomma e dal cerchio).
L’ibrido 29” davanti e 650b Plus dietro sembra non convincere la bike industry (anche per via di un regolamento Uci che ne penalizzerebbe l’utilizzo in ambito racing).
La salita è un momento importante
Ecco un cambiamento che potremmo vedere sempre più frequentemente in futuro.
Fino a qualche tempo fa la geometria di una e-Mtb da trail riding (diciamo con 140-150 mm di corsa al posteriore) era vista quasi esclusivamente in chiave discesa, perché ereditava la geometria e la concezione del telaio dagli analoghi modelli senza motore elettrico.
Questo approccio però è destinato a cambiare perché le e-Mtb sono utilizzate in off-road soprattutto in salita e lì le accortezze che valgono per la discesa molto spesso risultano inutili.
Un esempio?
Il carro si allunga anziché diventare più corto.
E questa è una caratteristica che rappresenta un vantaggio soprattutto nelle salite ripide e tecniche.
In discesa un po’ meno, ma se si riesce ad applicare la regola del “lasciarla scorrere il più possibile” nei tratti più impervi e stretti il carro più lungo non sarà mai un problema.
Più opzioni di costo per le drive unit
Bosch, Yamaha e di recente anche Shimano (con lo Steps E7000) propongono diverse opzioni per i propri motori.
Chi produce e-Mtb ed e-bike in generale può finalmente avere una scelta maggiore e questo permetterà di differenziare sempre meglio e sempre di più i modelli di bici elettroassistite.
Cosa vuole dire questo in soldoni?
Che i prezzi delle e-bike scenderanno un po’, perché oltre ad optare per componenti più economici chi produce e-bike potrà optare anche per motori e batterie più economiche.
Ciò che ancora manca davvero alla maggior parte dei produttori di e-bike ed e-Mtb è una gamma più differenziata in fatto di prestazioni e di prezzi.
Diciamo che, tanto per fare due esempi, se oggi per acquistare il modello più economico di Specialized Turbo Levo occorrono 3190€ e 2679€ per la Trek Powerfly più abbordabile è auspicabile che nel prossimo futuro si riesca a scendere a 2000€.
Anche perché i grandi brand della bici presto o tardi dovranno fare i conti con le proposte e-bike di Decathlon, delle quali, per ora, non sappiamo nulla, ma chi esclude che il colosso francese dello sport non ci stia pensando già da tempo?
Nella foto la Thok Mig Anniversary (qui le specifiche) presa come soggetto per ipotizzare le possibili evoluzioni delle prossime e-Mtb
L’evoluzione delle e-bike e delle e-Mtb procede a un ritmo serrato e se vi interessa saperne di più sulle e-Mtb e sulle e-Bike in generale, seguiteci sulla pagina Facebook e sul nostro canale YouTube ufficiale.
Come aumentare l’autonomia delle batterie di una e-bike?
Ecco una domanda che non smetterà mai di destare attenzione fra gli appassionati delle bici a pedalata assistita perché, in effetti, le variabili che influiscono sul consumo della batteria e su quanti km o quanto dislivello si può fare con una sola carica sono davvero molteplici.
Per estendere l’autonomia chilometrica della batteria (ossia il range, come dicono gli anglofoni), occorre considerare diversi aspetti, cioè quelli che trovate nella lista in basso, molti dei quali agiscono in modo simultaneo.
Diciamo che, prima di tutto, è bene verificare che la nostra batteria riceva le dovute attenzioni per dare il meglio di sé e di questo ne abbiamo parlato in questo articolo.
Poi, passiamo alle attenzioni nell’utilizzo della e-Mtb.
Cominciamo…
– Dislivello altimetrico
Magari è un discorso ovvio per la maggior parte dei lettori, ma il primo dato da considerare è quanta salita si sta per fare, perché è in salita che il motore assorbe più energia.
Indicare il range di autonomia della batteria in km non è un indice del tutto corretto, perché, ad esempio, con una singola carica di batteria è possibile fare 1500 m di dislivello in 40 Km oppure 300 metri di dislivello in 100 km.
Più salita si fa e prima si scarica la batteria.
Quindi, il dislivello è un fattore che incide di più rispetto alla distanza sull’autonomia delle batterie.
– Peso del biker + bici
Il motore delle e-bike ha una potenza nominale di 250 w.
Quindi, tanto maggiore è il peso del biker, tanto maggiore è la potenza richiesta al motore e, quindi, tanto più rapidamente si scarica la batteria.
Il peso del ciclista (e della bici) influisce in modo significativo e direttamente proporzionale sull’autonomia della batteria.
– Livello di assistenza richiesto
Oltre ai due fattori suddetti, c’è anche il fattore “quanto lavoro richiedo al motore?”, ovvero “quale livello di assistenza mi occorre per andare su”?
Posso essere un biker allenato che vuole andare su velocemente oppure un biker poco allenato che ha bisogno di maggiore assistenza alla pedalata, ma in entrambi i casi la gestione del livello di assistenza è cruciale.
E, se parliamo di off-road, devo anche essere attivo, ovvero essere in grado di capire e valutare qual è il più corretto livello di assistenza di cui ho bisogno al fine di ottimizzare il consumo delle batterie e migliorare il feeling con la guida.
Ad esempio, nel momento in cui la strada o il sentiero diminuisce la pendenza per svariate centinaia di metri è bene selezionare un livello inferiore di assistenza fintanto che la strada o il sentiero me lo permettono.
In questo modo si allunga, di poco, la durata della batteria, ma se si ha l’accortezza di… avere sempre questa accortezza durante l’uscita, allora il range della batteria si estende di diversi punti percentuale.
– Pendenza e tipo di terreno
Per un attimo mettiamo da parte l’assistenza elettrica ed immaginiamo di essere in sella a una Mtb tradizionale.
Se la pendenza è elevata si fa più fatica e se il terreno è scivoloso, sassoso e sconnesso si fa ancora più fatica.
Se torniamo in sella ad una e-Bike, i due scenari appena descritti si traducono rispettivamente in un elevato consumo della batteria e in un elevatissimo consumo della batteria.
Un conto è salire su asfalto o cemento e ben altro conto è farlo su single track con scalini, sassi e tratti scivolosi.
Quindi, quando siamo off-road prestiamo sempre attenzione a dove stiamo per mettere le ruote tenendo a mente che la traiettoria scelta influisce sul consumo della batteria.
– Seguire il flow, cioè essere fluidi
Tanto meno fluido è l’avanzamento dell’e-bike in salita e tanto maggiore è il consumo della batteria.
Qui entra in ballo un aspetto fondamentale, ovvero le capacità di guida del biker.
E’ possibile che due biker di pari peso, con la stessa bici e sul medesimo tratto di sentiero abbiano un consumo molto differente della batteria.
Quello che avanza affidando al motore e alle gambe tutto il compito di far avanzare la bici consumerà più batteria.
Quello che invece avanza coinvolgendo anche lo spostamento del corpo e del baricentro durante la guida e, quindi, cercando la massima fluidità d’azione, consumerà meno batteria.
Nell’off-road, infatti, occorre sempre essere attivi nella guida e nella conduzione del mezzo: ci si diverte di più e si aumenta anche la sicurezza.
Ecco perché è così importante il flow.
– Gomme: sezione, pressione e tipo mescola
Qui entrano in ballo diversi aspetti, ovvero l’attrito di scorrimento delle gomme e il grip delle gomme.
Deve esserci sempre un compromesso ottimale fra attrito e grip, perché uno è conseguenza dell’altro ed entrambi influenzano fino a un 15% il consumo della batteria.
Se l’attrito di scorrimento è basso, manca anche il grip della gomma.
Immaginate una gomma completamente liscia su una pietraia in salita.
Se l’attrito di scorrimento è alto, il grip della gomma potrebbe essere eccessivo.
Immaginate una gomma posteriore da Dh utilizzata su una salita su asfalto.
Le nuove gomme Vittoria Mota da 27,5×2,5″ con mescola 4C al Graphene, cioè una delle migliori in ambito e-Mtb. Qui le specifiche
Focalizzandoci sulla gomma posteriore (quella chiamata in ballo durante la trazione) e parlando di un uso off-road impegnativo, l’optimum quindi è avere una gomma che abbia il più basso attrito di scorrimento possibile e il maggiore grip in off-road, ovvero un compromesso a cui ci si può avvicinare con le gomme più moderne (a mescola tripla o quadrupla e carcassa rinforzata) e purtroppo anche più costose.
L’effetto che una gomma posteriore di questa tipologia ha sull’autonomia della batteria può portare a miglioramenti del range di utilizzo della batteria fino a un 15%.
Le gomme Maxxis Minion DHR II con sezione WT da 2,4″ sono molto popolari nel primo montaggio delle e-Mtb. Le abbiamo trovate, ad esempio, a bordo della Focus Sam Square Pro
Se parliamo, invece, di un uso off-road più blando (cioè lontano dalle montagne) può essere sufficiente optare per una gomma posteriore meno artigliata, con una carcassa più morbida (e leggera) e/o con uno dei tanti sistemi anti-pizzicatura più moderni.
Per quanto riguarda le pressioni in gioco, vi rimandiamo a questo articolo pubblicato su MtbCult e vi segnaliamo che minore è la pressione, maggiore è l’impronta a terra della gomma e maggiore è il consumo della batteria.
In basso lo schema con le pressioni indicative pubblicato in quell’articolo.
Le gomme, quindi, hanno un’influenza non trascurabile sull’autonomia della batteria e, ovviamente, sulla confidenza di guida.
– Rapporto utilizzato (ovvero cadenza di pedalata)
Chi produce drive unit per e-bike non manca di segnalare un intervallo di cadenza di pedalata che permette di migliorare l’efficienza del motore e, quindi, di abbassare il consumo della batteria.
Cioè, qual è la cadenza di pedalata che devo tenere per migliorare il consumo della batteria?
Come valori di riferimento indichiamo fra le 60 e le 90 pedalate al minuto.
Questo valore spesso è indicato dal display della propria e-bike oppure lo si può ottenere dall’app che gestisce il motore.
Se pedalate con un rapporto troppo lungo (cioè, per capirci, con un “rapporto duro”) aumentate il consumo della batteria.
– Quanti stop&go? E con quale rapporto si riparte?
Pedalando off-road sono frequenti e, come detto, chi è bravo nella guida riesce a mantenere costante il flow, cioè a non fermarsi quasi mai.
Però capita a tutti di trovare un ostacolo difficile da superare e di fermarsi.
Nessun problema: in quei casi, se siamo ancora in salita, è bene ripartire utilizzando un rapporto non troppo lungo, altrimenti si va a richiedere uno sforzo più elevato al motore con un conseguente aumento del consumo di batteria.
Quindi, se in salita off-road vi piantate (succede a tutti…), assicuratevi di ripartire con un rapporto adeguatamente agile.
E’ bene tenere a mente che tanto maggiore è il numero degli stop&go in salita e tanto maggiore sarà il consumo della batteria.
– La sospensione posteriore
Potrà sembrarvi strano, ma la sospensione posteriore può aiutarvi molto in salita. E incidere sul consumo della batteria.
Se avete esperienza con la Mtb a doppia sospensione allora sapete quanto l’idraulica in compressione aiuti l’efficienza di pedalata e il risparmio di preziose energie in salita.
Ecco, con le e-bike vale la stessa cosa.
Se vi trovate su una salita con fondo battuto, chiudete la compressione dell’ammortizzatore per risparmiare preziosi Wh.
Solo se vi trovate su una salita impegnativa per pendenza e terreno valutate la possibilità di non chiudere l’idraulica in compressione per avere il massimo grip sulla ruota posteriore.
– Efficienza meccanica
Una e-Mtb è pur sempre un mezzo meccanico che richiede manutenzione e lubrificazione.
La catena è ok?
Cioè, la pulite con un panno e la lubrificate prima di ogni uscita?
I mozzi in che stato sono?
E i pedali?
Se l’obiettivo è massimizzare il numero di km e/o il dislivello fattibile con una singola carica di batteria, allora l’efficienza meccanica ha un suo peso.
Oltre a tenervi alla larga da spiacevoli imprevisti…
– Siate attivi nella guida off-road
Le e-Mtb sono magnifiche, ma sono mezzi che richiedono una guida attiva.
Ricordatevi sempre che siete voi a guidare e non l’e-bike.
Se il peso vi mette in soggezione, riducete la velocità e/o affinate la tecnica.
Non lasciatela andare in discesa pensando che “tanto è un mezzo capace di tutto”, “tanto ha 180 mm di corsa davanti”, “tanto ha le gomme Plus da 2,8 con carcassa rinforzata”, perché sarebbe un errore molto grave.
Siete voi a guidare sempre e tanto prima riuscite a governarla come fosse una Mtb, tanto prima riuscite a migliorare nella guida.
E anche a ridurre il consumo di batteria.
E a divertirvi di più.
Provate, poi ne riparliamo…
Qui altri tutorial sull’utilizzo delle e-Mtb.
Se vi è piaciuto questo articolo e vi interessa saperne di più sulle e-Mtb e sulle e-Bike in generale, seguiteci sulla pagina Facebook e sul nostro canale YouTube ufficiale.
PS: chi ci segue da più tempo ricorderà un video che abbiamo pubblicato un anno fa, nel quale parlavamo proprio della guida di una e-bike in salita. Di esperienza in più nel frattempo ne abbiamo fatta, ma vale la pena riguardarlo tenendo a mente quanto avete appena letto.
Lo zaino Evoc FR Trail E-Ride ha una duplice missione: oltre a stipare tutto ciò che serve per un’uscita in Mtb e a proteggere la schiena in caso di caduta (assorbe fino al 95% della forza dell’impatto), è anche un dispositivo che permette di trasportare un elemento, la batteria di una e-Mtb, che per ragioni di sicurezza non potrebbe essere trasportato se non istallato nella sua sede sul tubo obliquo.
Questo zaino Evoc, infatti, è pensato proprio per gli utenti e-Mtb più accorti e anche più esigenti, visto che le qualità, i vani, l’ergonomia e non ultimo il prezzo ne fanno un accessorio di altissimo livello.
Al pari degli altri modelli di punta di casa Evoc.
Una precisazione importante: le dimensioni della batteria devono essere 38 cm di lunghezza, 10 cm di profondità e di 10 cm di larghezza.
Questo, ad esempio, esclude le batterie delle Specialized Turbo Levo e Turbo Kenevo (troppo lunghe), ma permette alle batterie Bosch (foto in basso), Yamaha, Shimano e Fazua di essere trasportate.
Il peso da mettere sulle spalle non è proprio trascurabile, ma l’ergonomia dello zaino viene in soccorso e, soprattutto, ad entusiasmare di più è la possibilità di estendere, anzi, di raddoppiare l’autonomia di una singola batteria.
Evoc ha pensato il Fr Trail E-Ride per le uscite in montagna quando non c’è tempo o modo di fermarsi per ricaricare la batteria oppure per le uscite di scouting dei sentieri oppure ancora per le long run in sella alla propria e-Mtb, ovunque vogliate.
Insomma, la seconda batteria, trasportata in sicurezza (lo zaino infatti è omologato TUV), amplia gli orizzonti di utilizzo delle Mtb con pedalata assistita.
Entriamo nei dettagli…
DETTAGLI TECNICI – Materiali utilizzati: 10
Sono il fiore all’occhiello di questo prodotto, passando anche per le zip.
Evoc utilizza il 3D Air Mesh per il rivestimento degli spallacci, l’Air Mesh per lo schienale (per facilitare la ventilazione), Nylon 210D Ripstop (un tessuto di filamenti ad alta resistenza all’abrasione, leggero e resistente all’acqua) e infine il P600D PU per il rivestimento delle parti più soggette a stress, come le tasche o la parte inferiore dello zaino.
– Protezione: 10
E’ previsto un protettore per la schiena denominato Evoc Liteshield Back Protector capace di assorbire fino al 95% dell’energia dell’impatto.
Da segnalare la superficie molto estesa di questo protettore (sostituibile in caso di impatto), caratteristica ormai peculiare degli zaini Evoc, in modo da coprire e proteggere un’area maggiore della schiena.
Il comfort è piuttosto buono, dato che il materiale con cui è realizzato il protettore non è rigido.
– Capacità di carico: 10
Parliamo di 20 litri in totale, cioè quanto basta per portare con sé una gran quantità di oggetti. L’Evoc Fr Trail E-Ride è pensato per gli utilizzi più gravosi e può alloggiare anche una sacca idrica (non inclusa nel prezzo).
Il limite principale (e più realistico) è il peso totale dello zaino una volta caricato completamente che, considerando batteria, caricabatteria e tutto l’occorrente per un’uscita in montagna, arriva sui 6,6 Kg, quindi un peso non proprio trascurabile.
E’ possibile alloggiare all’esterno sia un casco integrale, sia un casco half-shell (cioè di tipo aperto).
– Tasche: 9,0
Di vani e tasche, con e senza zip, ne sono in abbondanza all’interno dello zaino, ma all’esterno sarebbe stato meglio averne qualcuna in più, ad esempio sulla cinta addominale (come accade su altri modelli Evoc).
Per il resto, gli oggetti che siamo soliti portare con noi durante le uscite, trovano facilmente una collocazione razionale.
– Regolazioni consentite: 10
Molto ampie e facili da utilizzare, dalla classica regolazione degli spallacci, alla regolazione della posizione in altezza dello zaino fino alla chiusura della cintura addominale, per altro più ventilata e comoda che in passato.
– Peso: 9,0
Il peso del solo zaino è di 1,5 Kg, ma ricordiamo che si tratta di uno zaino da 20 litri di capacità con protettore per la schiena.
– Prezzo: 9,0
Parliamo di 220€, cioè un prezzo elevato in assoluto, ma allineato alla qualità costruttiva dello zaino.
L’Evoc FR Trail E-Ride è destinato a durare molto a lungo e non è solo per gli e-biker: la protezione per la schiena, infatti, è omologata anche per sport come lo sci e lo snowboard.
– Garanzia: 6,0
Il minimo previsto dalla legge, cioè 24 mesi.
Voto finale (da 1 a 10): 9,12
PRESTAZIONI – Comfort: 9,0
Siamo a livelli molto alti: la lunghezza dello schienale permette allo zaino di distribuire su una superficie più ampia il peso dello zaino.
La cintura addominale e la cintura sul petto bloccano lo zaino in posizione, senza risultare scomode.
In particolare la cintura addominale è realizzata in Airo Flex, un materiale che lascia permeare l’aria ed è capace di una certa elasticità, aumentando il comfort.
La ventilazione della schiena, come leggerete più avanti, non è però ai massimi livelli.
– Accessibilità e organizzazione tasche: 9,5
Ad eccezione delle due tasche poste sui lati, per accedere a tutte le altre tasche è necessario togliere lo zaino di dosso.
L’organizzazione delle tasche e dei vari scomparti è molto razionale e facile da utilizzare.
Non mancano le tasche con zip e non manca nemmeno il portachiavi Evoc dedicato all’eventuale chiave della e-Mtb (foto in basso).
Si sente però la mancanza di un paio di tasche da raggiungere al volo, anche stando in sella.
– Ventilazione: 5,0
Non è il suo forte e, del resto, basta guardare le dimensioni dello schienale per accorgersene.
Questo zaino, al pari di molti altri zaini di pari livello, fa sudare la schiena, specie d’estate, per cui è vivamente consigliato portare con sé almeno una maglia intima di ricambio, da utilizzare in caso di soste prolungate senza lo zaino indosso.
– Stabilità sulla schiena: 10
Lo zaino riesce a stare ben fermo e anche il contenuto, se alloggiato con criterio, non crea disagi nella guida off-road.
Stesso discorso per la batteria, mentre il carica batteria è capitato spesso di ritrovarlo fuori dalla sua sede.
Senza però creare particolari problemi.
– Facilità d’uso del beccuccio: –
Non l’abbiamo testato con la sacca idrica per il semplice fatto che la e-Mtb che abbiamo usato di recente prevede il portaborraccia e nelle uscite più lunghe abbiamo infilato la seconda borraccia nella tasca esterna.
Volendo, però, è previsto l’alloggiamento per la sacca e i vari passaggi per il tubicino.
Questa voce non è stata considerata nella valutazione finale.
– Resistenza alla pioggia: 8,0
Lo zaino non è impermeabile, ma la resistenza alla penetrazione della pioggia è più che buona.
Se la pioggia diventa più abbondante è opportuno utilizzare l’apposita protezione, prevista di serie.
Voto finale (da 1 a 10): 8,3
VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 8,71
In conclusione…
Lo zaino Evoc FR Trail E-Ride è un gran bell’oggetto che fa percepire chiaramente la qualità con cui è realizzato, sia toccandolo, sia, soprattutto, usandolo.
Se avete una seconda batteria (o se state pensando di acquistarla) questo zaino vi faciliterà un po’ le uscite più lunghe e potrebbe cambiare (o rivoluzionare) il modo in cui viene utilizzata una e-Mtb.
Addio lunghe soste ai rifugi o ai bar in quota per ricaricare (un po’) la batteria e benvenute esplorazioni al ritmo che realmente volete.