VIDEO – Come lavare una e-bike? Seguite il tutorial…

E’ vero che tornare a casa con la bici sporca (magari non troppo…) è una bella soddisfazione, ma è anche vero che questo significa che… presto o tardi dovremo lavarla.
Il lavaggio di una Mtb è una procedura tutto sommato nota (e se non lo fosse vi invitiamo a leggere questo tutorial su MtbCult), mentre una Mtb a pedalata assistita richiede qualche accortezza in più.
Quindi, come lavare una e-bike?
A questa domanda abbiamo voluto rispondere con un video, realizzato insieme a Francesco Marzari, uno dei massimi esperti in Italia di Mtb a pedalata assistita, durante il quale vi mostriamo la procedura corretta da osservare.
Nel video vedete una Haibike con power unit Bosch, ma quanto detto si può estendere a tutte le e-bike.

Ricapitoliamo: che cosa vi occorre per lavare la vostra e-bike?

1 – un sostegno per la bici: può essere un cavalletto da officina (qui ne trovate di vari prezzi e specifiche) oppure un’altra soluzione fai-da-te, ma in ogni caso è cruciale che la bici sia ben ferma e al sicuro.
Tenete presente che anche per la lubrificazione, poi, vi servirà un supporto per la bici, come mostrato nel video;

2 – spugne e spazzole: per fare un buon lavoro l’ideale è avere a disposizione una gamma abbastanza ampia di spazzole, spugne, pennelli e attrezzi vari e, anche in questo, è possibile ricorrere a quelli specifici per la bici (come questi ad esempio) oppure a soluzioni non specifiche reperibili in negozi di bricolage, ferramenta e giardinaggio;

3 – solventi e sapone: non è obbligatorio utilizzare prodotti specifici, ma è obbligatorio, invece, utilizzarne di non aggressivi per i componenti della bici e di una e-bike in particolare.
Va detto che i prodotti ad hoc per la bici (come questi ad esempio) sono studiati e garantiti per fare il loro lavoro senza deteriorare alcunché, mentre non è sempre possibile dire altrettanto per i prodotti non specifici. Nel video Francesco Marzari utilizza prodotti impiegati anche per il lavaggio delle auto a patto che questi non contengano ammoniaca e altri agenti aggressivi.
Il sapone, invece, può andare bene anche uno di tipo non specifico, come quello per i piatti oppure per lavare le automobili;

4 – bassa pressione: l’acqua serve per rimuovere solo lo sporco meno ostile e, poi, il sapone del lavaggio. Le e-bike, oltre ai cuscinetti, hanno le componenti elettriche ed elettroniche che temono l’acqua e per tale ragione l’alta pressione è assolutamente bandita;

5 – lubrificanti: l’unica accortezza da avere prima di ogni uscita è quella di tenere la catena quanto più pulita possibile e lubrificata. Mai uscire con la catena secca e/o sporca.
I lubrificanti da utilizzare vanno cercati fra quelli specifici per la bici e vanno scelti in base alle condizioni del terreno, asciutto o bagnato.
Qui vi proponiamo una lista di lubrificanti da considerare e vi consigliamo, così come mostrato nel video, di munirvi di panni in microfibra o, alle brutte, di vecchie magliette di cotone per pulire la catena prima di ogni uscita e, poi, per rimuovere l’olio in eccesso.
Tenete presente che l’eccesso di olio può essere dannoso al pari dell’assenza di olio;

6 – 30-40 minuti del vostro tempo: è vero, non sono facili da trovare fra i tanti impegni settimanali, ma ne va dell’affidabilità della bici. Tenete a mente che è proprio lavando la bici che spesso emergono quelle magagne delle quali, diversamente, ci si accorgerebbe solo durante l’uscita. Con le conseguenze che potete immaginare.
Quindi, lavare la bici o farsi lavare la bici dal meccanico è il primo step per una corretta manutenzione.

Quindi, adesso sapete come lavare una e-bike e come fare un ottimo lavoro.
Ora servono pazienza e olio di gomiti, ma il risultato vi ripagherà del vostro impegno.
Scommettiamo?

Qui il tutorial su come usare al meglio una e-bike

 

Quali upgrade fare su una e-bike? Ecco un po’ di idee…

Se avete acquistato una e-bike, avrete iniziato a capirla, ad apprezzarla, se non addirittura ad amarla e… magari già vi sarete accorti che, però, c’è qualcosa che potrebbe funzionare meglio.
Cioè vi siete già posti la domanda: quali upgrade fare su una e-bike?
La risposta non è facile, perché dipende da quale uso fate della bici e da quale carenza vi siete accorti guidandola.

quali upgrade fare su una e-bike

Diciamo che i margini di manovra sono abbastanza ampi, ma è bene ricordare che modificare l’allestimento originale di una Mtb a pedalata assistita ne fa decadere il certificato di omologazione.
In questo articolo vi spieghiamo nei dettagli la legge e come operare cercando di essere quanto più rispettosi possibile.
Fatta questa doverosa premessa, passiamo all’elenco dei componenti che maggiormente hanno un’influenza sulla guida di una Mtb a pedalata assistita.

quali upgrade fare su una e-bike


pub

I componenti più importanti
Cominciamo ad elencare i più significativi per i quali vale una regola molto semplice: quanto più la bici diventa pesante, tanto più i componenti devono essere robusti.
Quindi, se a una Mtb tradizionale con 150 mm di escursione una Fox 34 o una RockShox Pike (tanto per fare degli esempi) possono andare bene, la musica cambia su una e-bike.
Questi sono i componenti ai quali prestare maggiore attenzione:

– Sospensioni
Una e-bike, essendo mediamente 8 Kg più pesante del suo corrispettivo senza motore elettrico, richiede una forcella più solida, capace di gestire, appunto, il peso extra.
Ma non è solo una questione strutturale: anche la taratura va rivista prestando attenzione sia alla parte pneumatica (aumentare la progressività può essere utile) che a quella idraulica.

quali upgrade fare su una e-bike
La Ohlins Rxf36 montata su una Trek Powerfly 9 Lt Plus.

Se la vostra e-bike ha almeno 140 mm di escursione e la vostra guida in discesa è abbastanza disinvolta, è consigliabile una forcella da enduro (del tipo Fox 36 oppure RockShox Lyrik o Yari, per citare le più popolari).

quali upgrade fare su una e-bike
La RockShox Lyrik (qui il test)

Sul posteriore discorso analogo: il peso maggiore può richiedere una progressività maggiore dell’ammortizzatore e in alcuni casi anche la sua sostituzione con uno più capace in discesa se si va giù decisi.
Da valutare, in tali casi, un modello a molla.

– Ruote
Al momento non esistono proposte dedicate alle e-bike e quindi l’unica opzione possibile è rivolgersi a ruote destinate a usi più gravosi, cioè enduro o addirittura Dh (se disponibili con gli standard opportuni).

quali upgrade fare su una e-bike
E’ in corso il test delle nuove Mavic Deemax Pro, sia Mtb tradizionali sia a pedalata assistita.

Il peso maggiore della bici cambia in modo considerevole lo stile di guida per cui, spesso, alle ruote è richiesto un lavoro extra: se rocce, sassi, scalini e ostacoli vari non sono sempre “sorvolabili” con un classico bunny-hop per via del peso più elevato, tocca alle ruote (e alle gomme) fare il lavoro sporco.

quali upgrade fare su una e-bike
Manovre come questa richiedono non poca destrezza con una e-bike, anche se la geometria delle ultime arrivate finalmente facilita molto le cose.

Il peso maggiore della bici, inoltre, induce maggiori flessioni sulle ruote e anche questo contribuisce a “sporcare” la precisione di guida.
Quanto più le ruote sono solide e robuste, tanto migliore sarà la guida e tanto maggiore sarà l’affidabilità della bici.

quali upgrade fare su una e-bike


pub

E i cerchi in carbonio?
Diciamolo chiaramente: può essere un azzardo almeno sulle bici con tanta escursione e tanto peso.
E’ vero che le ruote, o meglio, le masse periferiche delle ruote, cioè cerchi e gomme, dovrebbero essere quanto più leggere possibile per migliorare la maneggevolezza, ma nel caso delle e-bike il discorso affidabilità diventa prioritario.

quali upgrade fare su una e-bike

– Freni
Dipende dall’uso che fate della e-bike: le lunghe discese richiedono, anzi, impongono impianti frenanti molto potenti, ovvero dischi da 200 mm (sia davanti che dietro), pasticche freno sinterizzate (bandite quelle con mescola organica) e pinze a 4 pistoncini.
Senza dimenticare che Sram, Formula e Magura, per citarne alcuni, hanno in catalogo dei modelli specifici per e-bike.

quali upgrade fare su una e-bike
I freni Sram Guide Re

Se invece le discese non sono lunghe e/o se non vi piacciono troppo i sentieri più tecnici, l’impianto frenante di serie potrebbe già andare bene.
Semmai verificate che le pasticche di primo equipaggiamento non siano organiche (arrivano a surriscaldarsi molto facilmente).

– Gomme
Sono di due tipi: 650b Plus (cioè con sezione da 2,6” a 3,0”) e standard (sezione fino a 2,5”).
Nel secondo caso le opzioni possibili sono praticamente illimitate e se vi piace guidare in discesa non abbiate indugi: assicuratevi di avere gomme da enduro o da downhill.
La struttura di queste gomme nonché il grip offerto da mescole più morbide sono un aiuto non indifferente nella guida.

quali upgrade fare su una e-bike
Le Schwalbe Nobby Nic da 3,0″.

E le Plus, invece?
Al momento le proposte sono ancora limitate e le case stanno lavorando sodo per renderle solide e resistenti quanto le “sorelle” standard: le Plus richiedono una struttura molto solida sui fianchi e sul tallone (cioè la parte di gomma che si “aggancia” al cerchio) e al momento sono pochi i marchi che hanno delle proposte ad hoc per le e-bike (Schwalbe ad esempio).
In generale, quindi, anche per le gomme vale quanto detto per gli altri componenti: tanto più sono solide, tanto meglio è.

– Trasmissione
Su una Mtb tradizionale avere uno Shimano Xtr o uno Shimano Slx non altera affatto le prestazioni del cambio (semmai cambiano pesi e costi), mentre sulle e-bike la trasmissione diventa un elemento cruciale perché le forze in ballo sulla catena sono maggiori e di conseguenza il rischio di rottura e l’usura della catena sono maggiori.
Senza dimenticare la solidità del cambio.

quali upgrade fare su una e-bike
Lo Sram Ex1

Facciamo un esempio banalissimo: se una e-bike cade a terra, mentre si guida o perché appoggiata male al muro, il maggiore peso della bici può potenzialmente fare più danni al cambio.
La trasmissione, quindi, è fra gli elementi da considerare con maggiore attenzione in caso di upgrade e al momento c’è solo lo Sram Ex1 da valutare.
Su come vada questo cambio ne abbiamo parlato diffusamente al Provalo con Noi.

Un manubrio più largo
Le e-bike, spesso, sono mediamente più alte da terra delle Mtb non motorizzate e questo comporta non pochi cambiamenti nella guida.
Raggiungere una buona confidenza di guida (qui vi abbiamo spiegato cos’è e come si ottiene la confidenza di guida) richiede tempo e, magari, anche alcuni cambiamenti sulla posizione in sella.

quali upgrade fare su una e-bike
Il Truvativ Descendant

Una soluzione per migliorare reattività, stabilità e controllo è montare un manubrio più largo.
Anche tanto più largo: diciamo che se avete una forcella da 150 mm in su un manubrio da 780 mm di larghezza fa il suo effetto…
Attenzione, però: se allargate il manubrio potreste dover accorciare l’attacco manubrio e/o alzarlo, quindi tenete a mente anche questi dettagli.
Il reggisella telescopico lo diamo per scontato, visto che con una e-bike diventa utile anche in salita, quando la pendenza supera il 25%.

Un dettaglio non banale: le manopole
Una bici più pesante sollecita di più muscoli e mani, per cui mantenere il controllo del mezzo su sentieri impegnativi diventa meno facile.
Cosa considerare in questi casi?

quali upgrade fare su una e-bike
Le manopole Ergon Ga2

Le manopole giuste, ovvero manopole pensate per un uso più gravoso (enduro o Dh), più larghe, con il collarino di serraggio, ergonomiche ed eventualmente anche di diametro maggiore.
Se avete mani grandi (cioè se indossate almeno una taglia XL di guanti) possono migliorare il comfort e il controllo del mezzo perché ripartiscono su una superficie più ampia del palmo della mano le sollecitazioni del terreno.

Leggerezza addio?
Diciamo che se avete una e-bike e una certa vocazione per i sentieri e la guida disinvolta è meglio privilegiare solidità e robustezza.
Almeno per il momento le e-bike pesano, perché ci sono il motore e la batteria e, soprattutto, perché il telaio deve soddisfare dei requisiti di robustezza ben precisi.
Lo sviluppo che i vari marchi stanno conducendo su questi mezzi è focalizzato su:

– baricentro basso
– geometria ispirata a quella delle Mtb tradizionali
– centralizzazioni di motore e batteria
– sviluppo di componenti dedicati alle e-bike

ma lo scenario è destinato a cambiare ancora.
Ciò che è interessante segnalare, però, è che rispetto alla produzione e-bike di soli due anni fa i cambiamenti sono stati notevoli, al punto che molte persone, anche biker esperti, hanno iniziato a guardare e usare con soddisfazione questi “giocattoloni”.
Il peso maggiore si fa sentire, certo, ma certifica anche la tanta sostanza che compone le e-bike di ultima generazione. ?
Provare per credere…

Scegliere la e-bike 2017: ecco tutte le proposte

Scegliere la e-bike 2017: quale compito più piacevole e allo stesso tempo difficile?
Il 2016 è stato l’anno in cui tutti i grandi marchi si sono presentati con un minimo di proposte nel loro catalogo e-bike, ma il 2017…
Il 2017 sarà l’anno in cui arriveranno altri marchi, si amplieranno le gamme e ci sarà un altro step evolutivo.
Stesso discorso nel 2018, poi nel 2019, ma per ora limitiamoci al 2017…
A grande richiesta (al pari di quanto fatto per le Mtb da enduro, da cross country e da trail riding), abbiamo allestito questo articolo che contiene tutte (o quasi tutte) le e-bike presenti attualmente sul mercato, ma prima di lasciarvi nella lettura vorremmo darvi alcune linee guida anche sulla tipologia di e-bike da considerare.
Ovvero, perché acquistare una e-bike con doppia sospensione (cioè full)?
E perché un hardtail (cioè solo con forcella ammortizzata)?
Gomme Plus (cioè fra 2,6″ e 3,0″ di sezione) oppure gomme standard?
Quindi, facciamo prima un po’ di chiarezza…

Doppia sospensione: a chi serve davvero?
Parlando di e-bike, la sospensione posteriore è utile-necessaria a chi utilizza questo mezzo sugli stessi sentieri e negli stessi contesti in cui è solito andare con una Mtb tradizionale.
Quindi, ai biker più esperti consigliamo la doppia sospensione se vogliono usare la e-bike in maniera impegnativa.
La consigliamo, però, anche a chi ha poca esperienza ed è interessato a provare questi mezzi non solo sullo sterrato, ma anche sui single track.
Se siete alle prime armi, FATE UN PASSO ALLA VOLTA CON L’OFFROAD 

Hardtail: a chi conviene?
Se il vostro obiettivo è una e-bike quanto più leggera possibile (la doppia sospensione porta in alto il peso), agile e utilizzabile, eventualmente, anche come mezzo di trasporto urbano, la sola sospensione anteriore è sufficiente.
Le e-bike hardtail sono comunque valide anche in offroad, ma magari non permettono la velocità e la confidenza di guida di una full.
Da valutare la possibilità di sceglierne una con gomme 650b Plus che aumentano il comfort e le capacità di assorbimento degli impatti (leggete più avanti).

Gomma Plus o standard: quale scegliere e perché?
Definiamo cos’è una gomma Plus (ovvero come l’industria la intende): una gomma Plus ha una sezione, cioè una larghezza, compresa fra 2,6″ e 3,0″ e può essere di diametro 27,5″ (nettamente il più diffuso) oppure 26″ e 29″.
Una gomma Plus permette i seguenti vantaggi: migliore assorbimento degli impatti (a seconda del valore della sezione produce l’effetto di aumentare il travel delle sospensioni di 10-20 mm), maggiore confidenza di guida su terreni rocciosi, maggiore grip sia in salita che in discesa e quando vi siete stufati oppure il terreno è troppo fangoso potete montare delle ruote da 29″.
Svantaggi? La gomma, essendo più grande, ha un peso maggiore e questo rallenta i cambi di direzione durante la guida (ce ne si accorge però se si va forte), la proposta di gomme Plus al momento è ancora limitata (rispetto a quanto disponibile per le 27,5″ standard), l’aderenza sui fondi umidi-fangosi non è al massimo e per contenere il rischio di forature le gomme devono essere di alta qualità e tubeless.
Parliamo invece di gomme standard, cioè con sezione fino a 2,5″: con queste gomme la guida di una e-bike è più vicina a quella di una Mtb tradizionale e la guida ne risente molto, con i suoi pro e i suoi contro.
Quali sono i pro?
Innanzitutto la leggerezza rispetto alle gomme Plus, la disponibilità quasi sconfinata di gomme, mescole, battistrada e misure e, ultimo ma non ultimo, il feeling con la guida viene alterato solo dalla presenza e dal peso di motore + batteria, a patto però di scegliere gomme di alto livello (se non addirittura da downhill).
E quali, invece, i contro?
Pochi, anzi, nessuno se siete biker esperti, mentre se non avete ancora molta confidenza con l’offroad le gomme standard non aiutano quanto le Plus.

Detto ciò, vi lasciamo con la lista delle e-bike 2017 attualmente in commercio.
Per ogni bici trovate il link al sito del costruttore oppure al test-articolo già pubblicato su eBikeCult.
Buona lettura!

scegliere la e-bike 2017
Bergamont E-Contrail 6.0 Plus
scegliere la e-bike 2017
Bergamont E-Roxter 8.0 Plus
scegliere la e-bike 2017
Bh Rebel 27.5 Plus PW-X
scegliere la e-bike 2017
Bh Revo 27.5 Plus Pro
scegliere la e-bike 2017
Bh Rebel Lynx 5.5 29
Bh Evo Jumper 29 Pro
scegliere la e-bike 2017
Bianchi Ascent 27,5 Plus


pub

scegliere la e-bike 2017
Bianchi E-Jab FS
scegliere la e-bike 2017
Cannondale Moterra 1
scegliere la e-bike 2017
Centurion Backfire E 2000 27+
scegliere la e-bike 2017
Centurion No Pogo E 3000 27
scegliere la e-bike 2017
Commençal Meta Ht Am Power
scegliere la e-bike 2017
Conway EMR 629 Premium
scegliere la e-bike 2017
Conway EMF 527


pub

scegliere la e-bike 2017
Cube Stereo Hybrid 160 Action Team
scegliere la e-bike 2017
Cube Elite Hybrid C:62 SLT
scegliere la e-bike 2017
Cube Sting WLS Hybrid 120
scegliere la e-bike 2017
Fantic Xf1
scegliere la e-bike 2017
Felt E-Nine 20
scegliere la e-bike 2017
Felt Redemption E-10
scegliere la e-bike 2017
Focus Bold 2 Pro
scegliere la e-bike 2017
Focus Jam 2 Factory


pub

scegliere la e-bike 2017
Focus Jarifa 29 Pro
scegliere la e-bike 2017
Ghost Hybride Teru 7
scegliere la e-bike 2017
Ghost Hybride Kato FS 8 AL 27.5 plus
scegliere la e-bike 2017
Ghost Hybride Lanao FS 8 AL 27.5 plus
scegliere la e-bike 2017
Giant Dirt-E+ 0
scegliere la e-bike 2017
Giant Full-E 0 SX
scegliere la e-bike 2017
Haibike XDuro Dwnhll 9.0


pub

scegliere la e-bike 2017
Haibike Xduro Nduro 9.0
scegliere la e-bike 2017
Haibike Xduro FullSeven Carbon 9.0
scegliere la e-bike 2017
Haibike Sduro HardNine 7.0
scegliere la e-bike 2017
Haibike SDuro HardLife 6.0
scegliere la e-bike 2017
Haibike Xduro FullLife 5.0
scegliere la e-bike 2017
Ktm Macina Kapoho LT 273
scegliere la e-bike 2017
Ktm Macina Lycan 271


pub

scegliere la e-bike 2017
Ktm Macina Fogo 271
scegliere la e-bike 2017
Lapierre Overvolt SX 800
scegliere la e-bike 2017
Lapierre Overvolt AM 900+ Carbon
scegliere la e-bike 2017
Lapierre Overvolt HT 700+
scegliere la e-bike 2017
Lee Cougan E-Revenge 27.5 Plus
scegliere la e-bike 2017
Lee Cougan E-Droid 29 Pro
scegliere la e-bike 2017
Merida Big Nine e-Lite 950


pub

scegliere la e-bike 2017
Merida eBig Trail 800
scegliere la e-bike 2017
Merida eOne Sixty 900
scegliere la e-bike 2017
Mondraker e-Crafty XR Plus
scegliere la e-bike 2017
Mondraker e-Prime Carbon RR Plus
scegliere la e-bike 2017
Moustache Samedi Off 8
scegliere la e-bike 2017
Moustache Samedi 27 Trail 9
Moustache Samedi 27 Race 8
scegliere la e-bike 2017
Olympia E1 29
scegliere la e-bike 2017
Olympia E1-X
scegliere la e-bike 2017
Orbea Wild


pub

scegliere la e-bike 2017
Orbea Keram
scegliere la e-bike 2017
Radon ZR Team Hybrid
scegliere la e-bike 2017
Rose Elec Tec
scegliere la e-bike 2017
Rotwild R.X+ FS 27.5 Team
scegliere la e-bike 2017
Rotwild R.C+ HT 29 Pro
scegliere la e-bike 2017
Saracen Juiced
scegliere la e-bike 2017
Scott e-Spark 700 Plus


pub

scegliere la e-bike 2017
Scott e-Genius 710 Plus
scegliere la e-bike 2017
Scott e-Aspect 910
scegliere la e-bike 2017
Specialized Turbo Levo Fsr Expert 6Fattie
scegliere la e-bike 2017
Specialized Turbo Levo Fsr St 29
scegliere la e-bike 2017
Stevens e-Sledge Plus Es
scegliere la e-bike 2017
Stevens e-Scope Plus
scegliere la e-bike 2017
Thok Mig R


pub

scegliere la e-bike 2017
Torpado Ribot E 11S
scegliere la e-bike 2017
Trek Powerfly LT 9 Plus
scegliere la e-bike 2017
Trek Powerfly 9
scegliere la e-bike 2017
Wilier Triestina e803 TRB
scegliere la e-bike 2017
Wilier Triestina e803XN

E adesso vi invitiamo a dare uno sguardo a tutte le novità 2017 in campo e-bike e agli articoli e ai video del Provalo con Noi la cui prima edizione si è focalizzata proprio sulle e-bike e sullo Sram Ex1.

Per restare aggiornati sul mondo delle e-bike “agganciatevi” alla nostra pagina Facebook



TEST – Metti una Ohlins Rxf 36 su una Trek Powerfly 9 Lt e…

Le e-bike, fra i tanti, hanno un grande pregio: farti arrivare in cima alla salita meno stanco, più lucido, più gasato e quindi più entusiasmato per l’imminente discesa.
Le geometrie e le dotazioni tecniche delle e-bike più recenti migliorano sempre più e di pari passo anche le aspettative di chi le guida.
Ecco, qui si entra nell’ambito degli upgrade, perché gli upgrade riguardano anche queste bici.

ohlins rxf 36
In fin dei conti, lo scopo è esattamente lo stesso: divertirsi in sella.
E allora prendete la Trek Powerfly 9 Lt Plus, quella che abbiamo testato di recente, una bici molto valida e con grandi potenzialità, come era stato scritto nel test.
Per esprimerle al meglio, visti anche i 150 mm di escursione sulla ruota posteriore, avevamo segnalato un paio di interventi, ovvero una forcella più “muscolosa” e delle gomme più cattive.

ohlins rxf 36
Ebbene, passando dalle parole ai fatti, è venuto fuori questo articolo, ossia “come ti modifico una e-bike già molto raffinata”: forcella Ohlins Rxf 36 da 160 mm (qui le specifiche), ammortizzatore Ohlins Ttx 22 (qui il test su una Mtb da enduro) e gomme Schwalbe Nobby Nic Evolution da 3,0”.
Il risultato… beh, intanto guardate il video:

E adesso continuate a leggere…

La forcella Ohlins Rxf 36
Questa forcella cambia moltissimo la geometria della bici che, fra l’altro, durante il test è stata utilizzata sempre con la geometria nella posizione Low, ossia con l’angolo di sterzo nella posizione più aperta.

ohlins rxf 36


pub

I 10 mm di escursione in più di questa forcella apportano dei cambiamenti alla geometria della bici: la lunghezza della forcella (intesa come distanza mozzo-testa della forcella) Ohlins è di 57 cm contro i 56,1 cm della RockShox di serie però da 150 mm.
Per il test sono riuscito anche ad alzare il manubrio da terra, ovvero a risolvere un motivo di leggero disagio in discesa, come segnalato nel test della bici.
La Rxf 36 permette delle regolazioni molto ampie e la parte pneumatica è molto più facilmente regolabile rispetto alla Pike ma anche rispetto a una Fox 34.

ohlins rxf 36
Infatti, oltre alla camera positiva (main chamber) esiste anche la ramp up chamber, ossia una camera pneumatica adibita alla regolazione della progressività della forcella.
Modificando la pressione al suo interno è possibile ottenere un comportamento più lineare o più progressivo e allo stesso tempo si riesce ad avere, comunque, una notevole sensibilità alle piccole sollecitazioni.

ohlins rxf 36
Il pomello azzurro agisce sulle basse velocità di compressione, mentre la ghiera nera sulle alte velocità di compressione. Entrambi i registri sono indicizzati.

La regolazione della forcella, quindi, richiede un po’ di apprendistato, ma le prestazioni della bici e il piacere di guida cambiano in modo netto rispetto alla Pike.
Non che la RockShox Pike sia una forcella scadente, ma in presenza di una stazza importante come quella di una e-bike è molto facile apprezzare la maggiore solidità di una forcella come la Ohlins Rxf 36.

ohlins rxf 36
L’offset della forcella è di 51 mm, valore identico a quello della RockShox Pike di serie.


pub

Il beneficio maggiore viene dalla costruzione della forcella: cannotto di sterzo e testa forcella, come detto e mostrato nel video, sono un pezzo unico in lega leggera ricavato dal pieno e questo dettaglio fa tanta differenza.
Aggiungete anche gli steli da 36 mm di diametro ed ecco che la ruota anteriore della Trek Powerfly Lt 9 Plus acquisisce tutta un’altra precisione.
La battuta Boost (l’unica possibile per la Rxf 36) e l’offset di 51 mm sono dettagli in comune con la RockShox Pike di serie.

ohlins rxf 36
I parapolvere riportano la scritta Ohlins.

Le impressioni di guida
Con la complicità di gomme più larghe e artigliate, la Trek Powerfly 9 Lt Plus acquista tutto un altro carattere nella guida.
Dopo aver montato la forcella Ohlins si avverte un netto innalzamento delle capacità della bici e l’unico limite può essere rappresentato dal peso complessivo della bici.
Le sospensioni infatti invitano a spingere tanto, a lasciare i freni, ad azzardare le traiettorie e a cercare ben altre velocità in discesa.

ohlins rxf 36
L’impatto estetico con queste modifiche si incattivisce di molto…

Il sistema Ttx di Ohlins, cioè la Twin Tube Technology, consente una costanza di prestazioni notevoli, ma soprattutto ogni click dei vari registri dell’idraulica apporta delle modifiche evidenti.
La scorrevolezza della forcella è da riferimento e, anche se il test nel complesso è durato solo 4 uscite, è stato comunque possibile apprezzare i benefici che questa forcella apporta nella guida.

ohlins rxf 36
L’asse passante da 15×110 mm è di tipo bolt-on, cioè senza la leva di sgancio rapido, al pari della “sorellina” Rxf 34.

Le sensazioni, fatte le dovute considerazioni sulla tipologia di mezzo sul quale è stata montata e sui pesi generali in ballo, sono del tutto analoghe a quelle della Ohlins Rxf 34 della quale avevamo pubblicato qui il test.
Quindi, per incrementare la precisione e la confidenza di guida con una e-bike (in questo caso con travel posteriore già abbastanza consistente) una forcella più solida è un upgrade assolutamente da considerare.

ohlins rxf 36
In questo specifico caso, però, è anche piuttosto impegnativo: 1265€ + Iva per un peso rilevato di 2,06 Kg (asse passante e spider per serie sterzo inclusi) non sono proprio bazzecole, ma stiamo parlando di Ohlins e di prestazioni ben al di sopra della media…
Nb: durante il test le pressioni utilizzate sono state le seguenti:
– main chamber: 110 Psi
– ramp up chamber: 250 Psi

L’ammortizzatore Ohlins Ttx 22
L’importatore italiano del marchio Ohlins, Andreani Group International, ha provveduto a fornire un ammortizzatore Ttx 22 adeguatamente modificato in fatto di corsa e interasse (205×57,5 mm) per la Trek Powerfly 9 Lt Plus.

ohlins rxf 36
Quello di serie, un RockShox Deluxe Rt3 RE:aktiv, è uno dei punti di forza di questa bici e, onestamente, durante il test non ho sentito una particolare esigenza di sostituirlo.
Certo, non è il Super Deluxe, cioè la versione con piggy back, che assicura un comportamento migliore nelle discese più lunghe, ma la Pike Rc da 150 mm di serie mette una sorta di freno ai pruriti più endureggianti e di conseguenza l’ammortizzatore di serie diventa più che adeguato.

ohlins rxf 36


pub

Ma se si cambiano la forcella e le gomme anche l’ammortizzatore va adeguato e il Ttx 22 è davvero un bell’oggetto.
Le gomme 650b Plus da 3,0” rappresentano, però, un filtro piuttosto forte nella guida “sporcando” il canale di comunicazione fra biker e ammortizzatore, per cui non è facile apprezzarne fino in fondo il potenziale, a meno di non impegnarsi in discese lunghe e molto tirate.
Cosa che è successa spesso durante il test e in quel contesto lì la differenza con l’ammo di serie diventa più evidente: le prestazioni sono più costanti e la molla, nonostante le gomme da 3,0” e l’enorme evoluzione di un ammortizzatore ad aria come il Deluxe Rt3, è comunque un vantaggio.

ohlins rxf 36
Il pomello azzurro agisce sulle basse velocità di compressione (16 click in tutto) e la ghiera retrostante di colore nero, invece, sulle alte velocità di compressione (tre posizioni).

L’Ohlins Ttx22, inoltre, consente una gamma di regolazioni più ampia (alte e basse velocità di compressione oltre alla velocità di ritorno), magari più difficile da capire e per palati più raffinati, che permettono al biker di arrivare alle impostazioni ottimali.
In questo caso, però, è cruciale il lavoro di tuning fatto da Andreani: ogni ammortizzatore deve essere configurato in base al peso del biker e alle specifiche della bici.
Quindi, roba da intenditori.

ohlins rxf 36
Il registo della velocità di ritorno, di colore oro.

Le impressioni di guida
Durante il test ho trovato il mio setup ottimale in 4 click sul registro delle basse velocità di compressione e ho tenuto quello delle alte velocità nella posizione più bassa o, al massimo, in quella intermedia quando si affrontavano le discese.
In salita, però, le cose peggiorano un po’ rispetto al RockShox di serie: anche impostando la compressione sul “tutto chiuso”, cioè nell’impostazione più ferma possibile, l’ammortizzatore rimane molto più attivo del RockShox, rendendo molto meno efficace la pedalata in piedi sui pedali.
Fintanto che si sta seduti, invece, grazie anche all’arrotondamento della pedalata (passatemi il termine) permesso dal motore elettrico, le cose vanno meglio e si riesce a salire senza dispersioni evidenti di energia.

ohlins rxf 36
Nell’offroad però è un piacere unico: la combinazione gomme Plus da 3,0” e ammortizzatore a molla permettono alla Trek Powerfly 9 Lt un comportamento simile a un overcraft, cioè a un mezzo che galleggia sopra gli ostacoli tramite un cuscino d’aria.
E in discesa?
Le cose migliorano ancora, anche se, per apprezzarne i benefici, occorre avere una sensibilità non indifferente nella guida, perché, come detto, la presenza di una gomma Plus “sporca” un po’ il feeling.
Il risultato, però, è un mezzo che sembra riuscire a passare sopra a tutto e che invita a “droppare” di più, grazie alla maggiore confidenza di guida trasmessa da sospensioni e gomme.
Piacere puro che arriva, però, solo dopo aver preso bene la mano con le gommone e il peso maggiore della bici se siete abituati alle Mtb tradizionali.
Insomma, messa così questa bici fa venire voglia di gareggiare a una prova del calendario E-Enduro oppure, se non avete alcuna ambizione agonistica, a dargli giù di brutto sui sentieri più tosti che conoscete…
E veniamo al prezzo, la nota meno felice: l’ammortizzatore Ohlins Ttx 22 costa 720€ + Iva e pesa, con la molla, 810 gr, costituendo così un aggravio di circa 500 gr rispetto al modello di serie.
Nulla di così grave, visto che parliamo di una e-bike il cui peso complessivo, comunque, è già abbastanza alto.

ohlins rxf 36
Le gomme Schwalbe sono state utilizzate sulla Trek Powerfly 9 Lt Plus anche durante il Provalo con Noi a Massa Vecchia.

Le gomme Schwalbe Nobby Nic da 3,0”
Il modello provato è quello 2016, quindi non prevede il rinforzo extra Apex che caratterizza i modelli 2017, ma prevede la protezione SnakeSkin, tassellatura con mescola PaceStar, la compatibilità TubelessEasy (cruciale su una 650b Plus) e un battistrada di larghezza pari a 75 mm.

ohlins rxf 36
Quindi, tanta gomma… e difatti il peso è adeguato: 970 gr rilevati per singolo copertone.
Le Schwalbe Nobby Nic in versione Plus rappresentano un netto passo in avanti in termini di grip, tanto in trazione quanto in curva, rispetto alle Bontrager Chupacabra da 2,8” montate di serie sulla Trek.
Ovviamente il peso ne risente e anche tanto, dato che parliamo di masse rotanti, e questo richiede un certo apprendistato, più o meno lungo a seconda delle proprie abitudini di guida.

Le impressioni di guida
La gomma da 3,0” trova facilmente spazio nel telaio della Trek e non le crea particolari disagi anche in condizioni di fango (ricordate i sentieri di Massa Vecchia durante il Provalo con Noi?), ma, anzi, ne migliora le prestazioni rispetto alle gomme originali.
Frenata, grip in salita, comfort e soprattutto confidenza di guida in curva aumentano in modo netto e in questo concorrono anche i cerchi SunRinglè Duroc da 40 mm di larghezza che impediscono alla gomma di deformarsi oltre il lecito.

ohlins rxf 36
Le pressioni utilizzate durante il test sono state di 1,3-1,4 bar sulla posteriore e 1,3-1,2 bar sull’anteriore, a seconda delle situazioni.
Non sono mancati però gli inconvenienti, ovvero le forature: i terreni rocciosi sui quali abbiamo condotto questo test hanno creato un taglio sulla gomma posteriore, riparato solo una volta tornati a casa.
Per inciso, le gomme erano in assetto tubeless e questo ha incrementato, comunque, le loro prestazioni, soprattutto nei confronti di spine e corpi aguzzi.
Perché scegliere la sezione di 3,0” e non quella di 2,8”? Oppure ancora la nuova da 2,6”?
In linea di massima si può dire che quanto più si va forte e quanto più si ricercano sensazioni simili a quelle di una Mtb senza motore, tanto più si va verso gomme con sezione contenuta.
L’unica eccezione può essere rappresentata da terreni ghiaiosi-smossi o su fondi innevati abbastanza battuti sui quali la gomma da 3,0” è un innegabile vantaggio.
E veniamo al prezzo: il listino Schwalbe 2017 dice 64,90€ per la singola gomma e, considerata la quantità di materiale, è un prezzo tutto sommato non male.

ohlins rxf 36

 

In conclusione…
La voglia di upgrade colpisce tutti e tutte le tipologie di bici e, sulle e-bike, se cerchiamo la migliore confidenza possibile nella guida, le sospensioni e le gomme, ma anche le ruote e i freni richiedono, se non soluzioni ad hoc, quanto meno componenti di maggiore solidità e resistenza.
I pesi in ballo, del resto, sono maggiori, ma la geometria e le tecnologie provengono (elettronica a parte) dalle Mtb tradizionali, per cui siamo portati a guidare le e-bike come fossero delle Mtb “senza motore”.
E questo richiede, ora, alcune accortezze in più, come, nel caso di questo articolo, sospensioni e gomme più vitaminizzate…

Per informazioni Ohlins.com oppure AndreaniGroup.com e Schwalbe.it

NB: come abbiamo scritto in un precedente articolo, i componenti di serie di tutte le e-bike non potrebbero essere sostituiti senza un consenso del produttore della e-bike in questione, pena il decadimento dell’omologazione del mezzo.
Per quanto non esista assoluta chiarezza su questo argomento è doveroso comunque segnalarvelo.

 

Arrivano le Thok Mig-R e Mig, le versioni “di serie”

COMUNICATO UFFICIALE

Arrivano le versioni “di serie” delle Thok Mig di Stefano Migliorini.
Dopo il successo della MIG Limited Edition, la “fuori serie” dedicata al 20 volte Campione del Mondo di Trial Toni Bou, di cui sono stati venduti on line in meno di 4 settimane i 20 esemplari che verranno prodotti, THOK presenta le versioni MIG e MIG-R.

thok mig-r
La Thok Mig-R

Le Thok MIG-R e MIG presentano tutte le caratteristiche tecniche della esclusiva MIG Limited Edition, a partire dal motore Shimano Steps E8000 con batteria da 504Wh posizionata al di sotto del down tube per abbassare il baricentro ed aumentare la maneggevolezza.

thok mig-r
Thok Mig-R
thok mig-r
Soci e ambassador del marchio Thok.

Identiche anche le geometrie da vera “All Mountain”: 150mm di escursione anteriore e 140 mm posteriore, angolo sterzo di 66° e angolo sella di 74° con ruote da 27,5 plus.
Uguale anche il telaio, che vanta una elevata rigidità grazie alla particolare forma dell’attacco del down tube con il supporto motore, il sistema di sospensione posteriore appositamente studiato per la e-mtb ed il carro posteriore lungo appena 450 mm.
La ricarica della batteria è possibile sia smontandola che lasciandola montata sulla bici.

thok mig-r
La geometria delle Thok Mig-R e Mig

A variare, rispetto alla MIG Limited Edition, oltre alla colorazione in grigio chiaro opaco e grafiche nere per la MIG-R, in grigio scuro opaco e grafiche ROSSE per la MIG, sono le componenti utilizzate per il montaggio, che rimangono però di alta gamma in entrambi i modelli. Tutte le MIG verranno consegnate con due cover batteria, una rossa ed una nera: un modo semplice per poter disporre di due varianti colore per la stessa bicicletta.
MIG R

thok mig-r
L’allestimento della Thok Mig-R

Forcella RockShox Lyrik RC da 150 mm, ammortizzatore RockShox Deluxe RL, gruppo trasmissione Shimano XT 11-46, freni a disco idraulici Shimano Deore XT con dischi da 203 anteriore e posteriore, reggisella telescopico Thok, Ruote SunRinglè 27,5 PLUS e gomme Maxxis 27,5 x 2.8 EXO – TR, Minion DHR anteriore e Rekon+ posteriore

thok mig-r
Thok Mig
thok mig-r
Thok Mig

MIG:
Forcella RockShox Yari RC da 150 mm, ammortizzatore RockShox Deluxe R, gruppo trasmissione Sram NX 11-42, freni a disco idraulici Shimano Deore con dischi da 203 anteriore e posteriore, reggisella telescopico Thok, Ruote Novatec 27,5 PLUS e gomme Maxxis 27,5 x 2.8 EXO – TR,  Minion DHR anteriore e Rekon+ posteriore

thok mig-r
L’allestimento della Thok Mig

Entrambe le versioni della MIG sono ordinabili a partire dal 20 Dicembre esclusivamente sul sito www.thokebikes.com ad un prezzo di lancio (IVA inclusa) di 3.990 euro per la MIG e 4.990 euro per la MIG-R. Le consegne sono previste a partire dal mese di Aprile 2017.

Il successo ottenuto dal progetto THOK non è stato solo di pubblico, ma ha suscitato molto interesse anche da parte degli addetti ai lavori. Nelle prossime settimane verranno comunicati i primi THOK POINT, i centri autorizzati THOK dove sarà possibile, nei prossimi mesi, “toccare con mano” le MIG e testarle.

Per informazioni ThokeBikes.com

VIDEO – Ancora scettici sulla Specialized Turbo Levo?

Cosa ci fa una Specialized Turbo Levo sui sentieri del British Columbia?
Divertimento a tonnellate.
E anche se il manico dei due rider, Curtis Robinson e Dylan Dunkerton, è abbastanza sopra la media, le e-bike di ultima generazione diventano sempre più divertenti.
Se siete scettici (questo video si intitola proprio “Skeptical”…), guardate il video e cliccate qui per leggere tutti gli articoli (e il test) della Specialized Turbo Levo.

[youtube id=”fT6Z5Ftsyi4″]

PROVALO CON NOI – La Mondraker e-Crafty Xr di Ezio

Tocca ad Ezio Baggioli raccontare la sua esperienza di guida in sella alla Mondraker e-Crafty Xr durante il primo Provalo con Noi (qui vi spieghiamo cos’è stato).
Questa bici è la derivazione a pedalata assistita della Mondraker Crafty tradizionale con una geometria che è stata ottimizzata per abbinarsi al motore Bosch Performance Cx, mantenendo però le sue peculiarità come la Forward Geometry e la sospensione Zero 
System di Mondraker.

mondraker e-crafty xr


La versione che Ezio ha provato aveva però delle differenze rispetto al modello di serie: le sospensioni, infatti, erano RockShox, con Pike Rct3 davanti e Monarch Plus Rt3 dietro.
Il resto è di serie, compresa la trasmissione Sram Ex1, l’oggetto del primo Provalo con Noi, e le gomme Maxxis Rekon da 2,8” di sezione.
Lascio la parola ad Ezio…
SL

mondraker e-crafty xr

ASSETTO IN SELLA
La Mondraker e-Crafty Xr mi ha messo gioia. La taglia L è perfetta e gli appoggi li ho trovati subito. Mi sono sentito come fosse la mia bicicletta da sempre. Ottima.

mondraker e-crafty xr

mondraker e-crafty xr
La Mondraker e-Crafty Xr: qui il prezzo e le altre e-bike di casa Mondraker.

COMPORTAMENTO IN SALITA
Indubbiamente la sospensione posteriore è molto valida, in discesa infinita per progressione e precisione nell’assorbire urti piccoli e grandi se guidata alla giusta velocità. In salita, in alcune situazioni mi è sembrata un attimo pigra, ma onestamente non importa, considerando la spinta del motore.
Le gomme Maxxis Rekon montate sulla bici si son rivelate valide, le ho tenute a 1 bar davanti ed a 1,2 bar dietro grazie alla sezione generosa (2,8”) e considerato il fondo da “wet race” hanno dato moltissimo.
Promosse. Chissà se avessi avuto una Minion (in versione Plus) sull’anteriore… mi sarei sentito Danny Hart?
Per il mio stile di guida ho trovato il giusto dislivello sella-manubrio, perché riuscivo a caricare correttamente l’avantreno. Forward Geometry for ever.

mondraker e-crafty xr


pub

SUPPORTO ALLA PEDALATA
Non amo l’erogazione del motore Bosch, l’effetto spinta propulsiva mi disturba non poco e la gestione della coppia non permette di sfruttare il grip in salita sui terreni scivolosi: queste sono le mie considerazioni confrontando il Bosch a un’altra unità propulsiva (Brose) che utilizzo sulla mia e-bike.

mondraker e-crafty xr
Il display Bosch Purion di serie sulla e-Crafty Xr

Però, la Mondraker e-Crafty Xr è una bicicletta con ottime peculiarità e se non avessi quella che ho, sarebbe la mia cavalcatura nonostante la gobba modello “Igor”… e mi farei piacere il motore.
Infine, ho utilizzato solo due livelli di assistenza, Eco e Tour, nel weekend a Massa Vecchia. Non sentivo la necessità di utilizzare livelli superiori, avevo supporto più che sufficiente da motore e cambio.

mondraker e-crafty xr

COMMENTO SUI COMPONENTI MONTATI SULLA BICI
La Forward Geometry è stupefacente! Molti sostengono che sia impegnativa, a me dà assuefazione e vorrei pedalarla sempre. Certo il carro di dimensioni generose dovuto al posizionamento del motore in alcuni casi non aiuta, ma sul veloce e tecnico allarga il sorriso su viso. Qui si gioca su un livello superiore.

mondraker e-crafty xr

Per quanto riguarda lo Sram Ex1 non è di facile regolazione, ho avuto qualche problema di mal funzionamento all’inizio del test.
Poi grazie a Frank Ripper di Sram ed alla mia fine taratura in corsa (!), ha iniziato a funzionare a dovere senza poi presentare alcun problema, nonostante la pioggia battente e il fango onnipresente: un test probo al limite dell’utilizzo.
Lo Sram Ex1 ha passato la tortura: cambiate sotto sforzo, scalate assassine, non gli ho perdonato nulla. Indubbiamente un grande passo in avanti per le e-bike.

mondraker e-crafty xr

Solo pregi?
No, nulla è perfetto: non ho apprezzato la spaziatura tra i pignoni: trovo manchi di omogeneità, mi trovavo spesso con un rapporto troppo agile o troppo duro scalando o aumentando di un click. Quindi giocavo con l’assistenza del motore, ma il risultato non mi ha dato soddisfazione.
Una revisione della spaziatura è un passaggio fondamentale per raggiungere l’eccellenza. Considerato che l’assistenza cessa dopo i 25 km orari, si potrebbe togliere il pignone da 11 per un 14, così da giocare al meglio gli otto rapporti del cambio.
Il mio giudizio?
In attesa di miglioramenti, ma comunque un bel passo in avanti rispetto a un cambio tradizionale su una e-bike.

mondraker e-crafty xr

COMPRERESTE UNA E-BIKE?
L’ho già fatto e lo rifarei con la Mondraker.
Da sei mesi pedalo una e-bike. Ho prolungato il piacere di guida, non potendo più allenarmi con la muscolare come prima per motivi di lavoro. Ritengo sia un fantastico giocattolo che mi permetterà di scorrazzare nei boschi fino ad almeno 85 anni.
Mi stampa sorrisi sulle erte più insidiose.

mondraker e-crafty xr

mondraker e-crafty xr

Riesco a stupirmi di quanto sia divertente affrontare le discese al contrario. In discesa, è stabile come una moto e non faccio nomi per par condicio…
Con noi avevamo tre compari che non hanno la e-bike: soffrono già la nostalgia ?

Qui tutti gli altri articoli realizzati a Massa Vecchia durante il Provalo con Noi.
E non perdete il racconto principale con i tre video

e-Enduro a Sestri Levante: svelata la 1ª tappa

La prima dell’e-Enduro a Sestri Levante: sarà la località ligure a ospitare la prima tappa del circuito di Franco Monchiero riservato alle Mtb a pedalata assistita.
Il 2 aprile 2017 lo staff di Sadro Lucchini e del Punto Sport Team (ex Team VVF) si occuperà di organizzare l’evento e le aspettative, vista la loro esperienza in ambito enduro, sono già molto alte.

e-enduro a sestri levante
Sandro Lucchini

e-enduro a sestri levante

I biker si confronteranno sulle Speciali realizzate sulla magnifica rete sentieristica di Sestri Levante.
In questo video ne potete avere un’idea:

A breve l’e-Enduro annuncerà altri dettagli su questa gara e sul calendario 2017 completo.
Qui intanto potete leggere il regolamento del circuito.

Per informazioni e-enduro.it

PROVALO CON NOI – La Trek Powerfly 9 Lt Plus di Luigi

E’ la volta di Luigi Morelli raccontare la sua bici e la sua esperienza con lo Sram Ex1.
Luigi, come egli stesso dichiara nel video di presentazione, è un biker piuttosto polivalente che però ha una certa predilezione per la discesa.
Non ha mai usato realmente una Mtb a pedalata assistita ed è quindi alle prime armi con questa tipologia di mezzi.

trek powerfly 9 lt plus

Gli abbiamo assegnato una Trek Powerfly 9 Lt Plus (qui il test della bici) alla quale però abbiamo sostituito le gomme di serie, usurate dopo il nostro test e, comunque, poco indicate sui sentieri fangosi di Massa Vecchia, con delle Schwalbe Nobby Nic da 3,0” di sezione.
Queste gomme hanno cambiato molto il comportamento della bici, ma lasciamo che sia lui a raccontarvi com’è andata.
SL

trek powerfly 9 lt plus

ASSETTO IN SELLA
La bici, taglia L (sono alto 179 cm quindi a cavallo tra le taglie M ed L),  mi è sembrata molto comoda per pedalare, con un assetto ben disteso che consente alla schiena di non assumere posizioni scomode che alla lunga possano indolenzire o creare fastidi. Mi è piaciuta meno, invece, la manovrabilità in discesa.
Probabilmente un attacco manubrio più corto o un manubrio più alto, mi avrebbero aiutato nelle stretto e nel bunny hop, per il quale ho avuto qualche difficoltà più del solito (complice anche il peso della bici non proprio indifferente).
Le gomme Plus con cui era equipaggiata la bici non mi hanno aiutato a sentirla agile e svelta nel curvare, nonostante offrano un comfort non indifferente e trasmettano una certa sensazione di sicurezza quando le cose iniziano a mettersi male… (probabilmente per il fatto che donano alla bici maggiore capacità ammortizzante).

trek powerfly 9 lt plus


pub

COMPORTAMENTO IN SALITA
La salita, con il manubrio basso e l’attacco abbastanza lungo, si affronta con il migliore assetto e la bici non tende mai ad impennarsi fino al limite della aderenza delle gomme in relazione alla pendenza del tracciato e al grip offerto dallo stesso.
Ho trovato poco immediato il comando Purion nel cambiare modalità di assistenza del motore: non avendo dei “click” netti e ben avvertibili mi sono trovato più volte in situazioni nelle quali avrei voluto cambiare modalità “di spinta” per affrontare salite improvvise o qualche passaggio un pochino più tecnico o reso difficile dalla pioggia, che ci ha accompagnato fedelmente per tutto il weekend.
La sospensione posteriore lavora bene, è molto progressiva e filtrando le minime asperità nella prima parte della corsa dell’ammortizzatore, consente di tenere la ruota posteriore ben incollata al terreno anche nelle situazioni peggiori.

trek powerfly 9 lt plus

Il RockShox Deluxe Rt3 (foto sopra), nella posizione più chiusa, rende piuttosto ferma la sospensione quando si sale, anche se io non ho mai sentito la necessità di usarla, avendo l’assistenza del motore, che rende poco fastidiosa la “bobbata” e la relativa perdita di efficienza della pedalata.
E, anzi, ho trovato giovamento nel lasciarla aperta sulle salite più “rognose” cercando quel minimo di grip rimasto, data la pioggia e il conseguente fondo molto scivoloso.
Riguardo al grip offerto dai “gommoni”, come dicevo sopra, regalano tanta sicurezza (e, appunto, grip) a patto che il fondo non sia eccessivamente fangoso e che si azzecchi la pressione (se troppo gonfie rimbalzano come un pupazzo a molla, se troppo sgonfie tendono a stallonare e a “burpare” lattice).
In caso di fango, invece, iniziano a galleggiare e a diventare imprecisi, non consentendo di sentire quando il limite sta per arrivare anche se il loro peso e la relativa lentezza nel “partire per la tangente” consentono delle tempestive “pedate” salva-vita.

trek powerfly 9 lt plus

SUPPORTO ALLA PEDALATA
Ottimi la quantità e il funzionamento dei livelli di assistenza alla pedalata, si trova sicuramente quello più adatto al divertimento desiderato, al tipo di tracciato in relazione a pendenza e grip, nonché quello adatto alla lunghezza e all’altimetria dell’uscita. In Turbo sembra di avere una moto, in Eco si fanno parecchi Km e ci si può perfino allenare un po’ ?
La cosa che ho trovato fastidiosa, e che da Bosch mi sarei aspettato migliore, è lo spunto iniziale del motore nelle modalità di assistenza più consistenti (Sport e Turbo): troppo scorbutico e in ritardo rispetto all’impulso dato con il pedale, come se non volendo si lasciasse di colpo la frizione di una moto.
Credo che ci si possa abituare ed agire di conseguenza, ma credo anche che il sistema andrà migliorato data l’esperienza di Bosch nel campo.

trek powerfly 9 lt plus

COMMENTO SUI COMPONENTI MONTATI SULLA BICI
Quanto alle sospensioni, nulla da dire, ottima la RockShox Pike (che avevo sulla Stumpjumper e che mi ha dato grandissime soddisfazioni), filtra di tutto, progressiva e ben frenata… mi ha salvato in occasione di un drop (circa 1 metro) affrontato a velocità da bradipo e finito con un atterraggio su un pedale solo (pensavo fosse solo un ripido non conoscendo il sentiero…).
La sospensione posteriore di Trek mi è piaciuta molto, ho apprezzato molto la progressività e, in abbinamento con il nuovo Deluxe, mi hanno consentito di sentire sempre il posteriore solido e sicuro.

trek powerfly 9 lt plus
Qualora non si fosse ancora capito non mi sono piaciute molto le gomme Plus.
Mi piacerebbe molto riprovare la bici con gomme un pelo più strette (magari da 2,8” come previsto di serie oppure anche da 2,6”) e con un assetto in sella meno “disteso”.
Passando alla trasmissione Sram Ex1 devo dire che l’ho apprezzata parecchio, nonostante all’inizio sbagliassi tutte le cambiate, perché cambiavo due marce alla volta (abituato ai vari 1×11 e ora 1×12).
Trovo che 8 marce siano più che sufficienti per l’uso e-bike dove il motore dà l’aiutino in caso di rapporto un pelo più lungo di quello che si desidera e che si riesce a spingere.
Penso che sarebbe interessante provarlo anche in ambito enduro “muscolare”, magari variando il numero dei denti delle varie marce.
Il funzionamento del gruppo Ex1 è impeccabile, anche in caso di fango e mancanza di lubrificazione della catena (a fine giro domenica la catena era completamente marrone di fango), si può cambiare sempre, senza alleggerire la pedalata, in OGNI situazione, senza tentennamenti o rumori da far scorrere brividi su per la schiena… o nel portafoglio! Unica piccola pecca, il comando non permette di scalare più marce insieme, ma bisogna premere più volte il pulsante. Questo è lo scotto da pagare per un cambio che funziona perfettamente anche sotto sforzo (meccanico e non umano).

trek powerfly 9 lt plus


pub

COMPRERESTI UNA E-BIKE?
Per l’uso che ho fatto finora della Mtb no.
Vivo a Roma (con tutti gli svantaggi del caso per chi pratica Mtb) e i miei giri infrasettimanali in Mtb (2-3 volte a settimana a volte alternati con la bici da strada) avvengono per lo più nei parchi della città e sono finalizzati all’allenamento fisico (anche per qualche gara enduro che ho cominciato a fare quest’anno, senza particolari velleità di fare piazzamenti importanti, sia chiaro).
Nel fine settimana (o quando il lavoro me lo consente, il giovedì) vado a fare dei giri “fuori porta” un po’ più lunghi e più consistenti dal punto di vista tecnico e del divertimento in sella.

trek powerfly 9 lt plus
Non sento la necessità di una e-bike per accorciare i tempi dei miei giri, quelli in città sono già abbastanza corti e quelli “seri” li faccio quando ho tempo. Per il momento, inoltre, potendo allenarmi con una certa regolarità non sento il bisogno del motore elettrico.
Pensavo alla e-bike invece, in ottica gare: è da poco uscito il regolamento del circuito e-Enduro specifico per le e-bike e l’ho trovato molto interessante.
Il concetto di Prova Speciale anche in salita (tecnica) mi diverte molto, sopratutto dopo aver sperimentato, in occasione del Provalo con Noi, cosa vuol dire affrontare un single track in salita con una e-bike…
Credo comunque che nonostante quello che pensino gli “haters” (cioè i detrattori, ndr), la e-bike sia la nuova frontiera della Mtb e che, oltre ad essere veramente divertente, permetterà il moltiplicarsi dei praticanti di questa disciplina, con tutti i pro e i contro del caso.

trek powerfly 9 lt plus

Semmai la presenza degli e-biker (sopratutto quelli della prima ora, che non vengono dalla Mtb “muscolare” e non conoscono e sopratutto non rispettano la montagna) dovesse diventare massiccia, mi auguro che i vari enti locali, i parchi e chi di dovere non vietino l’uso sui sentieri di montagna a tutte le bici.
E non mi riferisco alle Alpi, dove sanno come creare luoghi e regole per il godimento della montagna da parte di qualsiasi tipo di utente, ma qui al Centro Italia, dove se una cosa comincia a dare noia, la si vieta e basta (vedi, per tutti, il divieto del Comune di Rocca di Papa, Rm, relativo alla pratica dell’enduro a Monte Cavo).

Qui gli altri report e test del Provalo con Noi a Massa Vecchia.

Tutte le foto di questo articolo sono Luigi Sestili e Luca Carmosino – LuigiSestili.com

PROVALO CON NOI – Sram Ex1 testato (per bene) da 5 lettori

Prendi 5 lettori e dai loro la possibilità di essere tester-giornalisti per un fine settimana.
Ovvero, fai in modo che per una volta sia una rivista (MtbCult ed eBikeCult) a invitare un brand di grande spicco (Sram in questo caso), in una località molto bike oriented (leggi Massa Vecchia) e che gli attori di questo evento non siano più persone addetti ai lavori (cioè noi), ma voi lettori.

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

Di varia estrazione, provenienza, abitudine, età e preferenze.
Una sola cosa in comune: una certa dimestichezza nella guida per far sì che il gruppo potesse marciare sempre compatto durante i test.
Ebbene, sveliamo le carte e i dettagli di questo evento:

L’oggetto da provare: Sram Ex1 (e le e-bike)
La prima edizione del Provalo con Noi si è concentrata su due tematiche: lo Sram Ex1 e le e-bike.
La trasmissione Sram è la prima studiata specificamente per le Mtb a pedalata assistita e rappresenta una delle innovazioni più interessanti e importanti del 2016-2017.
Abbiamo già avuto modo di parlarne (leggete qui) e alcuni utenti già hanno iniziato a usarlo, capirlo e apprezzarlo.
E tutti gli altri?

provalo con noi
Vale la pena raccontarvi come sono andate le cose: durante la scorsa edizione di Eurobike noi di MtbCult ci siamo incontrati con i tecnici di Sram per parlare, fra le tante cose, anche di questo prodotto.

provalo con noi
Riprende alcune delle tecnologie che stanno rendendo così apprezzato il sistema 1×12 Eagle e le estende e le adatta alle esigenze di una Mtb a pedalata assistita.
Nel giro di pochi minuti ci siamo detti: “Dobbiamo farlo provare alle persone…”.
E così è nato l’input del Provalo con Noi, la cui prima edizione si concentra proprio su questa trasmissione e sulle e-bike in generale.
Il resto lo state per leggere-vedere in questo articolo, ma prima cominciamo dalla teoria e dalle specifiche dello Sram Ex1:

La location: Massa Vecchia
La scelta è stata quasi immediata: la struttura ricettiva di Massa Marittima, Gr, è una delle poche in Italia, se non addirittura in Europa, ad avere una simile attenzione, offerta di sentieri e storia legata al ciclismo e alla Mtb.
Senza dimenticare che a Massa Vecchia sono stati fra i primissimi a credere nel fenomeno e-bike, quando i grandi marchi di oggi ne ignoravano quasi l’esistenza.
E guardate di cosa sono capaci, tanto per mostrare uno dei video più recenti:

I protagonisti: 5 lettori
Con quale criterio li abbiamo scelti?
Due di loro dovevano avere già esperienza in sella alle e-bike e magari anche possederne una, mentre gli altri tre dovevano conoscerla in modo superficiale.
O addirittura non conoscerla affatto.

provalo con noi
Frank Ripper (al centro) di Sram Europe

L’obiettivo, quindi, è duplice: far provare loro lo Sram Ex1 e dare loro la possibilità di utilizzare una Mtb a pedalata assistita su sentieri “tecnicamente appaganti”.
I loro feedback dopo due giorni di pedalate insieme sono stati molto interessanti, anche perché prima di iniziare a pedalare ci sono state due brevi presentazioni di ciò che avrebbero utilizzato nel weekend da parte di Frank Ripper di Sram Europe e di Francesco Marzari di Bosch Italia (con il quale abbiamo realizzato anche questo approfondimento).

provalo con noi
Francesco Marzari di Bosch Italia

Cioè, ci siamo assicurati che conoscessero tutti gli aspetti tecnici da tenere in considerazione prima di partire.
A ognuno di loro abbiamo assegnato una e-bike:

provalo con noi
Ezio Baggioli con la Mondraker e-Crafty Xr
provalo con noi
Luigi Morelli con la Trek Powerfly 9 Lt Plus. Qui le sue impressioni di guida.
provalo con noi
Matilde Melani (ricordate la sua storia?) con la Cube Stereo Hybrid 160
provalo con noi
Luca Bortolotti con la Cube Stereo Hybrid 160. Qui le sue impressioni di guida.
provalo con noi
Andrea Fragiacomo con la Giant Full-e 0 Sx

E a questo punto lasciamo parlare loro e lasciamo che siano loro a raccontarvi qual è stato il proprio feedback sullo Sram Ex1 e sulla Mtb a pedalata assistita:

Dopo aver girato il video che avete appena visto siamo rimasti ancora a parlare con i 5 lettori, ribadendo in sostanza quanto detto nel filmato e aggiungendo anche qualcos’altro.

provalo con noi

La spaziatura dei rapporti dello Sram Ex1
Se si considera che una e-bike assiste la pedalata fino a 25 km/h e che pedalando con un rapporto come il 40×11 (cioè l’equivalente di un 16×11 su un motore Bosch, ad esempio) si va ben oltre questa velocità viene da concludere che, forse, il pignone da 11 denti non è del tutto necessario.
La nostra esperienza a Massa Vecchia ci ha portato a pensare che la spaziatura dei pignoni dovrebbe essere meno marcata e per ottenere ciò partire da un pignone da 14 denti anziché da 11 potrebbe essere una soluzione.
Impostando l’assistenza del motore al minimo, infatti, la differenza di cadenza e di sviluppo metrico fra un rapporto e l’altro diventa più marcata, rendendo meno facile trovare il proprio passo, ad esempio, in salita.

provalo con noi


pub

La fluidità della cambiata
Se il cambio è regolato bene (e questo può richiedere un po’ più di attenzione e competenza tecnica), il funzionamento è ineccepibile.
Non si verificano mai cambiate incerte o rumorose e le prestazioni del cambio rimangono sempre costanti e di alto livello.
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, tanto maggiore è il livello di assistenza richiesto al motore e tanto più fluide risultano le cambiate, segno che questo gruppo è studiato proprio per funzionare in presenza di forze notevoli applicate alla catena.
Fra i benefici dell’avere 8 rapporti c’è anche questo: le tolleranze sono meno tirate e le prestazioni nonché la durata dei componenti se ne avvantaggiano.

provalo con noi

La e-bike per allenarsi da soli
Premessa: una Mtb da enduro e una Mtb da enduro a pedalata assistita sono due cose ben diverse.
Per quello che è lo stato delle cose oggi sono due bici che richiedono accortezze differenti nella guida, però, come Matilde ha detto nel video, una e-bike a lunga escursione è un mezzo comunque divertente e utile per allenarsi avendo a disposizione poco tempo e, magari, dovendo uscire da soli.
Non basta un giro di mezz’ora per capire cosa sia una e-bike ed è anche per questo che abbia deciso di invitare una giovane endurista e digiuna di e-bike, cioè Matilde, a questo evento.
Le e-bike vanno provate per bene per essere capite.

provalo con noi


pub

E il prossimo Provalo con Noi?
Stiamo già ragionando su quale componente mettere sotto la lente di ingrandimento e… vi terremo informati.

Qui gli altri articoli sul Provalo con Noi di Massa Vecchia.
Se volete restare informati sul mondo e-bike seguiteci anche su Facebook.

Tutte le foto di questo articolo sono Luigi Sestili e Luca Carmosino – LuigiSestili.com

PROVALO CON NOI – E-bike e biker esperti vanno d’accordo?

Al Provalo con Noi di Massa Vecchia abbiamo invitato 5 lettori le cui capacità di guida erano su livelli abbastanza omogenei fra loro.
E questo ci ha permesso di restare sempre compatti durante i due giorni in sella.
Il sottoscritto e Stefano Chiri si sono confrontati durante lo scorso weekend per assegnare a ognuno un certo livello, ma non per stilare una classifica o una graduatoria di bravura, ma per capire chi fosse sopra o sotto la media in termini di abilità di guida.

e-bike e biker esperti
Provo a dare la definizione “spannometrica” di biker escursionista medio:
– una o due uscite a settimana;
– affronta la quasi totalità delle situazioni che un sentiero gli propone in discesa, anche se a velocità ridotta;
– possiede una sola Mtb a doppia sospensione con 120-150 mm di corsa;
– ha una certa predisposizione per l’agonismo (marathon o enduro);
– è capace di fare da sé un buon setup della bici;
– è interessato alle novità tecniche.
Ripeto: è una definizione fatta a spanne, ma che può dare un’idea abbastanza realistica di chi sia un “biker escursionista medio”, cioè la stragrande maggioranza degli utenti di Mtb in Italia.

e-bike e biker esperti
E il fenomeno e-bike sta generando forti scissioni proprio in chi si riconosce in questa definizione.
Senza entrare di nuovo nel merito (ne hanno parlato Mario e Paolo, ricordate?), questa volta ci spingiamo un po’ oltre, cioè sentiamo cosa pensa un biker esperto (cioè un agonista, allenato e ben sopra la media) di una e-bike a doppia sospensione di ultima generazione.
Stefano Chiri, durante il Provalo con Noi di Massa Vecchia, ha utilizzato una Giant Full-E Plus Sx e a lui ho chiesto, prima ancora di come va questa bici (lo leggerete a breve, comunque), cosa ne pensa delle nuove e-bike.
Ovvero e-bike e biker esperti possono andare d’accordo?
SL

e-bike e biker esperti


pub

E-bike: siamo agli albori, ma…
E’ passato un anno da quando ho testato per la prima volta una e-bike (una Scott E-Genius 710 Plus) e le sensazioni dopo un anno sono migliorate tanto.
Me ne sono accorto utilizzando la Giant Full-E+ 0 SX.
In questo articolo vorrei dare una dimensione a quello che può essere l’utilizzo di una e-bike per persone mediamente più esperte e allenate.

e-bike e biker esperti

Nella guida in salita
Sappiamo che un sostegno da parte del motore a una pedalata già rotonda ed efficiente può essere solo che un piacere, permette di tenere sotto controllo i battiti o, alzando le pulsazioni, andare più veloci.
Inoltre spingendo forte in salita su tratti scorrevoli diventa anche divertente, a patto di tenere sott’occhio l’autonomia della batteria.
La parte che meno mi piace, invece, è quando la salita presenta gradini e tratti particolarmente tecnici, nei quali la sensibilità di pedalata e il classico “colpo di reni” che ci permettono di superare l’ostacolo risultano più difficoltosi.
Su una e-bike il peso “extra” incide molto sullo sforzo di braccia e gambe, elemento che ci obbliga a chiedere maggiore assistenza al motore se il fondo e l’aderenza lo permettono, altrimenti impegna davvero tanto perché si deve procedere con un livello di assistenza più basso.
L’erogazione della potenza, purtroppo, ha ancora un piccolo ritardo nei confronti della pressione che applichiamo sui pedali, senza dimenticare che l’erogazione della potenza non è in grado di percepire (almeno per ora) perdite di aderenza.

e-bike e biker esperti

Nella guida in discesa
Negli ultimi anni le geometrie si sono affinate e nella guida si sente tanto.
Il piacere di guida è aumentato ma il peso è ancora il fattore che condiziona di più.
L’inserimento in curva, la reattività delle sospensioni, l’agilità e la possibilità di “inventare all’ultimo momento” sono ancora molto limitate, almeno per chi, come me, cerca sempre la massima velocità, fluidità ed efficacia.
La sicurezza che trasmette, grazie alla posizione bassa del motore elettico, è evidente, ma dà poco spazio al divertimento e alla velocità per un rider esperto.

Come utilizzarla?
Come utilizzare una e-bike per me è uno dei più grandi quesiti.
Ho notato che quando si spinge al massimo capita spesso di pedalare sopra le 90 rpm o su tratti non troppo ripidi di superare i 25 km/h.
A questi ritmi il peso della e-bike diventa un limite perché non c’è più assistenza dal motore ed è qui che si rimpiange la “muscolare” che invece non pone limiti.
Tuttavia se le vostre intenzioni sono quelle di fare uno sforzo cardiaco fra il 60% e l’85% della vostra FCM (frequenza cardiaca massima) e restare con gli amici durante l’uscita l’e-bike è la migliore soluzione possibile.

e-bike e biker esperti

Perché utilizzarla?
Dopo il Provalo con Noi di Massa Vecchia posso dire che prolunga la vita del biker.
Qualunque sia la vostra condizione fisica vi permette di fare giri appaganti.
Se siete più allenati di fare giri epici.
Se avete poco tempo per allenarvi vi permette di completare un giro che vi porti lontano dalla quotidianità.
In generale, di pensare di più al divertimento con gli amici, a patto di aver capito quali sono i limiti di autonomia della batteria.

e-bike e biker esperti

 

amazon-black-friday

In conclusione…
In futuro probabilmente le e-bike arriveranno ad avere il peso di una Mtb “muscolare”.
Le discussioni diventeranno più di ordine morale-filosofico quando avremo le stesse sensazioni delle “muscolari” sui pedali, lo stesso impegno e piacere nella guida.
Da puristi della pedalata guardiamo con attenzione l’evoluzione del fenomeno e-bike, ma allo stesso tempo abbiamo paura di veder scomparire la fatica e il piacere di guida, per tutto quello che rappresentano per noi.
Probabilmente, noi “haters” (sì, mi metto nella schiera di chi, oggi, non le ama troppo), come accade all’inizio di ogni rivoluzione, non riusciamo ancora a capire come sarà il futuro.
I concetti cardine che associo alla bici per me sono efficienza, agilità, velocità, leggerezza, fatica e conquista e nelle e-bike, oggi, li ritrovo a malapena.

Uno degli obiettivi del Provalo con Noi di Massa Vecchia era anche questo: approfondire, capire meglio e spiegare che cos’è il fenomeno e-bike, a chi si rivolge e come potrebbe evolvere in futuro.
Saremmo lieti di leggere i vostri commenti in merito.

Le foto di questo articolo sono di Luigi Sestili e Luca Carmosino – LuigiSestili.com

PROVALO CON NOI – La Cube Stereo Hybrid 160 di Luca

La prima volta del Provalo con Noi è stata davvero divertente e proficua e nonostante il fango, la pioggia e condizioni meteo, insomma, poco invitanti, i 5 lettori hanno avuto modo di mettere alla prova 5 e-bike equipaggiate con lo Sram Ex1, il protagonista di questo primo Provalo con Noi.
E iniziamo proprio da qui, ossia dai report che alcuni di loro hanno voluto scriverci sulla bici che è stata fornita loro.

cube stereo hybrid 160
Il primo a scrivere è Luca Bortolotti, biker esperto, grande pedalatore delle montagne del Trentino, trail builder con una buona guida in discesa.
A lui abbiamo dato una Cube Stereo Hybrid 160 (qui i dettagli tecnici ufficiali) equipaggiata con sospensioni Rock Shox (Lyrik Rct3 da 170 mm davanti e Monarch Plus Rt3) e ovviamente con la trasmissione Sram Ex1 (qui i dettagli tecnici).

cube stereo hybrid 160
Luca Bortolotti, uno dei 5 lettori invitati alla prima edizione del Provalo con Noi
cube stereo hybrid 160
Si comincia con la spiegazione del gruppo Sram Ex1…
cube stereo hybrid 160
…e poi è la volta di una breve spiegazione della tecnologia Bosch da parte di Francesco Marzari (a destra). Proprio come sarebbe accaduto a noi di eBikeCult-MtbCult durante una delle tante presentazioni prodotto a cui partecipiamo durante l’anno…

Gli abbiamo chiesto di compilare una scheda di valutazione (di tipo semplificato rispetto a quella che leggete nei nostri test) in modo da indirizzarlo correttamente sulle caratteristiche della bici e dei componenti di cui tenere conto nel test.
Ecco cosa ne è venuto fuori.
SL

cube stereo hybrid 160


pub

ASSETTO IN SELLA
L’approccio alla Stereo è stato davvero immediato, il triangolo principale ha un disegno molto tradizionale senza fronzoli, impressiona la semiculla per l’alloggiamento della batteria che insieme alle abbondanti dimensioni dei foderi infondono un’idea di grande robustezza.
Che poi si rivela essere tale dando al telaio innanzitutto un aspetto sinuoso ed armonico ma soprattutto un’ottima rigidità torsionale e una grande precisione nella guida, nonostante peso e sollecitazioni siano ovviamente aumentati rispetto al modello senza propulsore.
Per quanto riguarda il setup, reach e stack sono molto simili alla bike che uso regolarmente, quindi mi è bastato regolare l’ergonomia dei comandi e l’altezza sella per trovare una perfetta confidenza.
Anche per le sospensioni ho fatto “copia e incolla” della taratura che uso regolarmente, salvo (ovviamente) aumentare le pressioni di gonfiaggio visto che il peso totale del mezzo è superiore, ma frenature in compressione e ritorno sono state le stesse dato che il Sag (a patto che il tuning sia appropriato alle caratteristiche del mezzo) è lo stesso, che sia normale o ibrida.

cube stereo hybrid 160
La realizzazione in lega leggera, anziché in acciaio, del pignone da 48 denti dello Sram Ex1 ha stupito tutti i presenti. Ma c’è un motivo ben preciso che vi spiegheremo nei prossimi articoli.

COMPORTAMENTO IN SALITA
Mi era capitato di provare la stessa bike lo scorso anno a Finale Ligure e ciò che mi aveva colpito immediatamente era stata la reattività.
Carro da 46,8 cm (relativamente corto per essere una e-bike), piantone piuttosto verticale (74,3°), orizzontale virtuale (59 cm in taglia M) sufficientemente lungo per rimanere distesi e non rannicchiati (come invece succede per altri modelli).

cube stereo hybrid 160

E’ una bike con caratteristiche ottime per la salita, ma anche una schiacciasassi in discesa, non ho mai variato i tre settaggi del Monarch Plus in compressione e questo è un sintomo piuttosto chiaro che la sospensione lavora bene.
D’altronde ha un Horst link.
Probabilmente la lunghezza della biella principale può far preoccupare, ma l’ammortizzatore sostiene bene e anche alzandosi in piedi e spingendo forte (mi riferisco a tratti tecnici con radici o scalini) il carro non si siede e non disperde potenza.
Il bilanciamento tra posteriore e anteriore a mio parere era perfetto in quella configurazione. Se questa Cube Stereo Hybrid 160 fosse mia sostituirei sicuramente lo stem con uno più corto, ma il rise era giusto e non sono mai stato costretto a “sdraiarmi” sul manubrio per farla stare giù, anche sulle pendenze più elevate.

cube stereo hybrid 160

Per quanto riguarda la gommatura, all’anteriore montava un Maxxis Minion DHF 3C 2.5 (cosa chiedere di più?) e al posteriore il nuovo Maxxis Aggressor DD TR/DD da 2.3 si è rivelato molto resistente e con un’ottima scorrevolezza in tutte le situazioni, anche se ho dovuto tenere una pressione piuttosto alta per evitare problemi dato i 58 mm di diametro, forse un po’ pochi per una bici di questo tipo, ma, ,ahimè è l’unica misura disponibile in tutte le versioni.

SUPPORTO ALLA PEDALATA
Il motore Bosch Performance Line Cx credo sia ormai uno dei più collaudati e diffusi, direi che si interfaccia bene col mezzo.
Montava il display Intuvia che permette di visualizzare i 4 livelli di assistenza e di leggere i dati principali di percorrenza, ma a differenza del Nyon (quello più raffinato di casa Bosch, ndr) non ti permette di agire sulla curva di assistenza del propulsore nelle varie modalità.

cube stereo hybrid 160

Questo a mio parere è un limite, che nello specifico della situazione in cui ci siamo trovati (parlo del test principale, ossia quello del gruppo Sram EX1) può creare qualche lacuna nell’interazione tra spinta del motore e spaziatura dei rapporti.
Un appunto al comando mi sento di farlo: nonostante abbia funzionato bene nelle avverse condizioni meteorologiche in cui abbiamo pedalato, sia su questa che su altre bici ho trovato sempre grandi difficoltà nell’interfacciarlo con gli altri comandi, specialmente con quello del reggisella telescopico RockShox Reverb.

cube stereo hybrid 160


pub

COMMENTO SUI COMPONENTI MONTATI SULLA BICI
Globalmente la Cube Stereo Hybrid 160 era montata con una scelta dei migliori componenti che Sram può offrire, ma anche per quanto riguarda RockShox di cui avevo a disposizione la forcella Lyrik Rct3, ammortizzatore Monarch Plus Rt3, freni Sram Guide RS (con dischi da 200 mm), gruppo Sram EX1, ruote Sram Rail 40, RockShox Reverb Stealth, quindi direi che è difficile avere da ridire….

cube stereo hybrid 160
Per quanto riguarda la trasmissione Sram EX1, come anticipato precedentemente, la scelta della rapportatura ha una sua logica, è chiaro, ma probabilmente il lavoro principale che si dovrebbe fare è quello di fine tuning dell’erogazione del propulsore in funzione della spaziatura della cassetta.
Il gruppo è un grande incassatore, bisogna ammetterlo, l’indicizzazione dei pignoni è completamente diversa da quella tradizionale, la fresatura dell’alloggiamento delle maglie non è solo accennata ma è totale (mi riferisco alle rampe che facilitano la salita e la discesa), quindi il trasporto della catena da un pignone all’altro può avvenire anche “prepotentemente” e durante la spinta sui pedali.

cube stereo hybrid 160

Da qui si capisce il concept dello Sram EX1 che interviene su un argomento importante per le bici a pedalata assistita, ossia il fatto che la forza applicata alla catena è esponenzialmente più alta della pedalata tradizionale e che l’erogazione del motore avviene anche se si allenta la pressione sui pedali, data la latenza nella risposta del sistema, almeno nell’esperienza con Bosch, quindi l’ingaggio delle maglie sui denti dei pignoni non può avvenire in modo casuale ma deve avvenire in maniera controllata.
Per questi aspetti promuovo a pieni voti il nuovo gruppo.

cube stereo hybrid 160
Luca Bortolotti si confronta con Frank Ripper di Sram Europe

COMPRERESTI UNA E-BIKE?
Mi trascinerò addosso l’intero movimento “no e-bikes”, però rispondo sinceramente sì.
Pedalo le Mtb tradizionali da più di 25 anni e ho potuto vedere e provare un po’ tutte le evoluzioni di questo magico mondo, ricordo come quando vedevamo i tedeschi venire sul Garda con le prime full e ridevamo dicendo che non avremmo mai (e sottolineo mai) nemmeno preso in considerazione l’idea di avere delle bici così, mentre adesso…

cube stereo hybrid 160

Probabilmente non sarebbe l’unica bici, non potrei mai abbandonare lo stile classico, fa parte di un concetto di vita con cui sono cresciuto, magari per le generazioni future sarà diverso, però con le ibride la salita assume dei connotati interessanti e goduriosi, si aprono nuove dimensioni dell’intendere, ad esempio, il giro classico sopra casa, si ottimizzano i tempi e si creano degli spazi in più durante le giornate (abbiamo pur sempre 24 ore al giorno) e dimenticatevi dell’idea che non si fa fatica!

cube stereo hybrid 160

Forse la pedalata assistita potrà creare dei problemi sia sulla circolazione sui sentieri che sulle strade forestali e/o potrebbero capitare con più frequenza le situazioni in cui ci si ritrova faccia a faccia con una bici o un escursionista a piedi che salgono, ma per raggiungere (e ridiscendere poi da) alcune mete di montagna rimane pur sempre un deterrente che si chiama tecnica di guida, che non si acquisisce da tutti soltanto salendo in sella a una e-bike, né tantomeno si compra on-line, ma si assimila in anni di esperienza in sella.

cube stereo hybrid 160

Sicuramente, se le previsioni di mercato saranno confermate ci sarà la necessità di una nuova forma di regolamentazione del transito (mi riferisco principalmente agli ambienti montani), anche la realizzazione di percorsi dedicati probabilmente sarà un argomento da affrontare (ci sono i bike park “gravity”, perché non estenderli ad una fruizione “anti-gravity”?) ma sarà tutto complementare alla stessa evoluzione.
Per concludere, la vita è breve ed è un peccato non pensare di godere di ciò che la tecnologia ci offre, soprattutto se ad essa accostiamo il buonsenso ?


pub

I report del Provalo con Noi, ovviamente, non finiscono qui.
Sui sentieri di Massa Marittima abbiamo raccolto tanti feedback interessanti.
Restate connessi e, se non lo avete già fatto, date uno sguardo al nostro hashtag su Facebook…
A presto!

Tutte le foto di questo articolo sono Luigi Sestili e Luca Carmosino – LuigiSestili.com

Sconto Black Friday per eBikeCult su AllTricks.it

Siamo nel periodo del Black Friday, ovvero in un momento dell’anno in cui fare acquisti potrebbe risultare molto vantaggioso.
Vi segnaliamo un’iniziativa che abbiamo intrapreso con il negozio online Alltricks.it: digitando il codice sconto EBIKE10 (riservato ai lettori di eBikeCult) e accedendo tramite questo link è possibile ottenere uno sconto extra del 10% sul prezzo di una selezione di prodotti.

black friday
Alltricks.it è uno store online che tratta prodotti e accessori per svariati sport, compresa la bici.

Il codice sconto va inserito quando si sta per ultimare il pagamento e automaticamente il sistema applica la riduzione del 10%.
La promozione è valida a partire da oggi fino all’11 dicembre 2016 incluso.
Date un’occhiata, magari trovate qualcosa di utile e interessante anche in vista del periodo invernale: cliccate qui

NB: esiste un codice sconto specifico anche per MtbCult: leggete qui

VIDEO – Thok Mig, il nuovo progetto di Stefano Migliorini

Ciò che ha portato Stefano Migliorini a ricredersi sulle e-bike è stata una pura e semplice ragione di amicizia.
Un suo caro amico, Livio Suppo (sì, proprio quel Livio Suppo del team Honda Hrc di MotoGp), torinese anche lui, è un appassionato di Mtb, ma non ha lo stesso livello di allenamento di Migliorini.
Per uscire insieme, allora, Suppo acquista una e-bike e i due tornano a pedalare insieme (qualcosa di simile alla storia di Mario e Paolo, ricordate?).

thok
Livio Suppo (a sinistra) e Stefano Migliorini

E’ in quel momento che Stefano Migliorini comincia a cambiare idea sulle Mtb a pedalata assistita, al punto da iniziare a usarne una, rivedendo tutte le sue convinzioni a riguardo.
Da qui alla creazione del marchio Thok (che in piemontese può essere inteso come “un bel pezzo”) è stato un susseguirsi di intuizioni, ragionamenti e contatti e i dettagli li trovate nel comunicato ufficiale diramato poco fa dalla neonata società italiana.

thok

thok
Toni Bou con la prima Thok Mig. E il video in basso vi mostra in cosa Toni Bou è un fenomeno mondiale

thok

thok
Qualche istante prima della consegna della bici a Toni Bou. Nella foto Livio Suppo insieme a Marc Marquez.
thok
La Thok Mig Limited Edition nei paddock di Valencia durante l’ultima gara di MotoGp.


pub

Thok e-Bikes, quindi, si affaccia sulla scena delle Mtb a pedalata assistita con un prodotto che si rivolge a un’utenza esperta e fra i pregi di questo prodotto ne spiccano tre, ovvero drive unit Shimano Steps, batteria integrata nel tubo obliquo (con una soluzione originale) e portaborraccia proprio laddove dovrebbe essere.
Ecco i dettagli…

COMUNICATO UFFICIALE

THOK E-BIKES: PERFORMANCE FIRST
Un progetto Italiano con soluzioni tecniche e design innovativi. Arrivano le e-mtb THOK con motore Shimano Steps E8000, ordinabili on-line dal 21 Novembre 2016.

thok

21 Novembre 2016
THOK è una nuova e-mtb nata dalla passione di Stefano Migliorini, uno dei più forti atleti di MTB Italiani degli anni novanta, unita alla capacità imprenditoriale di Giuseppe Bernocco e Sebastiano Astegiano, fondatori del Gruppo TCN, una realtà aziendale piemontese con circa 300 dipendenti e un fatturato di circa 60 milioni di Euro nel 2015.

thok

THOK realizzerà esclusivamente e-bikes che saranno ordinabili a partire dal 21 Novembre 2016 in tutta Europa, solo ed esclusivamente on line sul sito www.thokebikes.com. Una volta acquistata la propria MIG, il cliente potrà scegliere di riceverla a casa, presso un THOK Point (centri autorizzati che nasceranno in tutta Europa) o nel proprio negozio di fiducia.

thok

Per il lancio del marchio nel mercato internazionale è stato scelto un modello “all-mountain”, la MIG, il cui nome è ispirato al nickname “Mr. Mig” che ha reso famoso Stefano Migliorini sui campi di BMX e DH in tutto il mondo.
Testimonial e tester d’eccezione è il 20 volte Campione del Mondo Trial Toni Bou, che ha partecipato attivamente al suo sviluppo.
Il campionissimo spagnolo, che aveva iniziato da ragazzino la sua carriera su due ruote con le bmt (il trial in bicicletta), ha tolto i veli alla MIG durante il weekend del Gran Premio di MotoGP di Valencia ricevendo, nell’occasione, il primo esemplare della versione a lui dedicata, che verrà realizzata in soli 20 esemplari.

thok

thok
La MIG vanta una serie di caratteristiche che la rendono unica:
– Un design innovativo, studiato da D-Perf, l’atelier di Aldo Drudi che, oltre ad essere il più famoso disegnatore di caschi e livree della MotoGP, è anche un apprezzato designer (suo il motoscafo Anvera 55 dei cantieri LG Technology Hub così come la Burrasca 1200, una “concept bike” su base Honda).

thok

– Integrazione della batteria Shimano da 504 Wh, posta al di sotto del tubo obliquo e protetta da una cover in ABS, fissata con una fascia elastica dedicata, per una migliore distribuzione dei pesi ed una integrazione ideale con il motore ed il telaio.

thok

– Geometrie e leveraggi espressamente studiati per le e-mtb in collaborazione con l’industrial designer Luca Burzio.
– Motore Shimano STEPS E-8000, il nuovo prodotto del colosso giapponese, espressamente progettato per l’utilizzo in e-mtb (dimensioni e peso ridotti, fattore Q – distanza fra i pedali – uguale a quello di una Mtb senza motore, ingombri minimi che hanno permesso di realizzare un “carro” posteriore da riferimento per una e-mtb con gomme plus, display di dimensioni contenute e schermo LCD a colori da 1,6”…)

thok

La MIG è stata creata per dare il massimo nei terreni accidentati tipici delle escursioni sulle Alpi dove è stata sviluppata. Dispone, in tutte le sue versioni (MIG, MIG R e MIG LIMITED EDITION), di una escursione anteriore da 150 mm, posteriore da 140 mm, angolo di sterzo di 66° e gomme 27.5 Plus da 2,8 pollici di larghezza.

thok

La prima MIG ordinabile è la “Limited Edition”, che vanta componenti top di gamma e personalizzati con il logo “20 Times World Champion” di Toni Bou, ad un prezzo di 6.490 euro (IVA inclusa).
Nelle prossime settimane THOK presenterà i dettagli ed i prezzi anche per le versioni MIG e MIG R.
Di seguito le specifiche del montaggio:

thok


pub

Toni Bou
«Mi sono divertito molto a lavorare insieme a Stefano per sviluppare la MIG! Insieme siamo riusciti a creare una e-mtb molto bilanciata in tutte le situazioni. La MIG secondo me è l’anello di congiunzione tra bici e moto, ed unisce perfettamente la prestazione fisica e la tecnologia attenta all’ambiente».

thok
Stefano Migliorini

Stefano Migliorini
«Sono molto soddisfatto della MIG. Col sistema LGC (Low Gravity Center) abbiamo abbassato il baricentro rendendola molto agile e performante. La nostra bici è anche rigida grazie a come è stata progettata la connessione tra tubo obliquo e il supporto del motore.
Abbiamo scelto di utilizzare il nuovissimo motore Shimano Steps E8000 perché oltre ad essere il più innovativo del mercato, ci ha permesso, grazie alle sue ridotte dimensioni, di realizzare un carro posteriore molto corto (450 mm) che assicura una agilità molto simile a quella di una Mtb senza motore. Infine, non da poco, siamo riusciti a posizionare la borraccia nella posizione classica, cosa inusuale per una e-bike e sempre molto comoda».

Per informazioni www.thokebikes.com

PROVALO CON NOI, 1º giorno: tanto fango, tanta gloria

MASSA MARITTIMA – Sì, è un po’ strano.
Per anni abbiamo partecipato (e continueremo a partecipare) a eventi di presentazione di prodotti ed essere noi a organizzare una cosa del genere… sì, è un po’ strano, ma è molto divertente ?
Chi sono gli invitati? Sram e 5 lettori di MtbCult ed eBikeCult, ospitati a Massa Vecchia.
Obiettivo?
Far vivere loro quello che capita a noi sempre più spesso durante la stagione: provare nuovi prodotti e poi raccontarveli.
Ecco, questo è il motivo per cui è nato Provalo con Noi.
Ieri c’è stato l’arrivo di tutti nella struttura di Massa Vecchia e oggi siamo passati ai fatti.
Presentazione del gruppo Sram Ex1 fatta da Frank Ripper di Sram Europe.
Spiegazione delle tecnologie Bosch da parte di Francesco Marzari (all’incirca quello che abbiamo scritto qui).
E poi?
Tutti in bici.
Controllo assetto, Sag e spiegazione di come si usa una e-bike a chi non l’aveva mai usata.
Poi direzione Canyon e Picci Whoops e lì siamo rimasti per un po’ e nonostante la pioggia… abbiamo messo sotto torchio le bici, i sentieri e la trasmissione Ex1.

provalo con noi

provalo con noi
Ecco qui il protagonista del primo Provalo con Noi: lo Sram Ex1, la prima trasmissione specifica per e-bike

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

Prima giornata andata e iniziano ad arrivare i primi feedback sia sul cambio che sulle e-bike in generale.
Siamo con le orecchie aperte e nel frattempo, in questo momento, ci stiamo rifocillando…

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

provalo con noi

Domani si torna in sella, le previsioni sono anche un pelino migliori e si cambia scenario: tutti vogliamo stare in sella più a lunga e tornare a Massa Vecchia con gambe e batterie più scariche.
Braaaaaapppp!

Tutti gli aggiornamenti dell’evento li trovate sulla pagina Facebook di eBikeCult: aggiungete il vostro “mi piace” e restate connessi a eBikeCult 

Tutte le foto di questo articolo sono di Luca Carmosino – www.luigisestili.com

PROVALO CON NOI: 5 di voi, Sram e Massa Vecchia

MASSA MARITTIMA – Le cose sono andate così: lo Sram Ex1, la prima trasmissione specifica per e-bike, è una grande novità e il suo funzionamento è una roba pazzesca.
Ma oltre a descriverlo e a spiegarlo, occorre farlo provare ai biker.
Come facciamo?
Selezioniamo 5 lettori di MtbCult, fra i più attivi sulla nostra pagina Facebook, e diamo loro la possibilità di provare questo gruppo.
Detto-fatto.
Massa Vecchia sarà la location.
5 e-bike.
5 lettori con 5 profili differenti.
Sram Europe ci dà il supporto.
E’ nato Provalo con Noi.
Ed eccoci qui a Massa Marittima, in provincia di Grosseto, sui sentieri che i biker di Massa Vecchia allestiscono e curano da anni.
Non conoscete Massa Vecchia?
Leggete questi articoli e guardate questo video, girato qualche settimana fa per celebrare la fine delle attività del 2016:

E oggi si comincia con le presentazioni, i test e soprattutto l’interazione fra pubblico (purtroppo una cerchia ristretta), una rivista online (la vostra preferita…) e un brand come Sram.

provalo con noi
Provalo con Noi è proprio questo: stimolare conversazioni, ragionamenti, dibattiti, confronti e, magari, anche nuove idee.
Le bici che useremo saranno queste:

provalo con noi
Mondraker e-Crafty Xr: qui il prezzo
provalo con noi
Giant Full-E Plus 0 Sx: qui il prezzo
provalo con noi
Trek Powerfly 9 Lt Plus: qui il test
provalo con noi
Scott e-Scale 700 Plus Tuned: qui i dettagli
provalo con noi
Cube Stereo Hybrid 160: qui le prime impressioni di guida.

Questa volta parleremo dello Sram Ex1, di cui conoscete già diversi dettagli.

provalo con noi
Ed ecco la protagonista: la trasmissione Sram Ex1.
provalo con noi
Sospensioni RockShox su tutte le e-bike in test.
provalo con noi
Freni Sram Guide Re o Rs

provalo con noi

provalo con noi
Noi
provalo con noi
Alice e Arianna Hutmacher di Massa Vecchia
provalo con noi
Oggi pomeriggio un primo giro sui sentieri. Gasati per bene…
provalo con noi
Bike setting in progress…

Da domani si comincia, seguiteci su Facebook e su Instagram

ESCLUSIVO – Circuito E-Enduro: svelato il regolamento ufficiale

E’ stato ufficialmente definito il regolamento del circuito E-Enduro (qui altri dettagli) scritto da Franco Monchiero insieme al suo staff.
Ve lo mostriamo in anteprima in basso nella sua completezza, ma prima vogliamo mettere in evidenza i punti salienti:

– due tipologie di Prova Speciale: classe G e classe M, ovvero Gravity e Marathon. La prima tipologia richiede l’utilizzo di protezioni come il casco integrale, guanti lunghi, protezioni per le ginocchia e para schiena omologati CE, mentre la seconda no.
Sarà cura di chi organizza la gara fare in modo che prima della partenza di ogni Prova Speciale di classe G a tutti i concorrenti vengano recapitate le proprie protezioni, evitando loro di portarle con sé per tutta la durata della gara.
Non tutte le gare, però, prevederanno Prove Speciali di classe differente.

– le Speciali prevederanno non solo la discesa, ma anche pianura e salita e saranno disegnate per privilegiare la tecnica di guida

4 categorie: Open Uomini, Open Donne, Junior Uomini (17-18 anni) e Junior Donne. Per le due categorie Junior non è prevista la tessera giornaliera.

le e-bike ammesse in gara sono quelle che rispettano la definizione ufficiale della Direttiva Europea 2002/24/CE descritta in questo articolo e nel regolamento in basso.

i concorrenti non potranno sostituire la batteria, né ricaricarla salvo laddove concesso dall’organizzatore. Non è concessa la sostituzione in gara nemmeno del motore e delle ruote.

Va segnalato, inoltre, che il regolamento del circuito E-Enduro è stato recepito dalla Fci come regolamento valido per le competizioni enduro con Mtb a pedalata assistita.
All’interno del regolamento E-Enduro troverete molte similitudini con quello della categoria enduro canonica.
Per scaricare il documento pdf del regolamento cliccate qui.
La pubblicazione di date e location delle tappe del circuito E-Enduro avverrà nelle prossime settimane.

REGOLAMENTO E-ENDURO

1.DEFINIZIONE
• L’E-Enduro è un circuito della specialità mountain bike enduro riservato esclusivamente alle biciclette Mountain Bike a pedalata assistita.
• La gara di E-Enduro si disputa su di un percorso opportunamente segnalato, all’interno del quale si troveranno un numero variabile di Prove Speciali (PS) che potranno svilupparsi in salita, pianura o discesa, disegnate per privilegiare la tecnica di guida in ogni condizione.
• Le Prove Speciali potranno essere di due tipi o classificazioni:
P.S. Classe-M (Marathon)
P.S. Classe-G (Gravity)
La classificazione delle PS sarà definita dall’organizzazione coordinata con il delegato tecnico in funzione del livello tecnico e difficoltà delle PS.
• La classifica è ricavata dalla somma dei tempi di percorrenza del concorrente nelle prove speciali sommati agli anticipi o ritardi al Controllo Orario (CO).
• I trasferimenti tra una PS e l’altra non sono cronometrati, tuttavia sono fissati tempi imposti entro i quali ogni concorrente deve transitare, inoltre verrà imposto un tempo massimo di ritardo che sarà fissato dalla giuria di gara e comunicato in segreteria prima della partenza. I concorrenti che giungeranno ai punti di controllo oltre il tempo massimo verranno automaticamente esclusi dalla gara.
• Per evitare eventuali tagli lungo il percorso possono essere previsti alcuni controlli a sorpresa.


pub

2. CATEGORIE
• Le gare di E-Enduro sono aperte a tutti i concorrenti in possesso di un tesseramento F.C.I. o qualsiasi altro ente di promozione sportiva convenzionato dalla F.C.I.
• Le categorie sono le seguenti:
EEM: OPEN UOMINI
EEW: OPEN DONNE
EEM-Y: JUNIOR UOMINI (17/18 ANNI)
EEW-Y: JUNIOR DONNE (17/18 ANNI)

3. START
• La partenza è data per gruppi di 1, 2, 3 o 4 concorrenti, ogni 15, 20, 30 o 60 secondi, a discrezione della giuria di gara e del numero di iscritti. I tempi imposti per i trasferimenti permettono ai concorrenti di procedere per piccoli gruppi.

4. REGOLAMENTO SPECIFICO
• I concorrenti devono rispettare il regolamento della manifestazione e il codice della strada, in particolare per i tratti di percorso non interdetti al traffico.
• Le prove speciali saranno chiuse al traffico solo durante lo svolgimento della gara e non durante le prove libere.
• Lungo le speciali siate sportivi e lasciate passare chi è più veloce di voi.
• Ogni concorrente deve essere, durante la gara, completamente autosufficiente provvedendo da se anche a eventuali riparazioni e/o sostituzioni di componenti del proprio mezzo (esempio, cambio camera d’aria) ad eccezione dell’area paddock.

5. ISCRIZIONE E VERIFICA TESSERE
Iscrizione sul sistema informatico FATTORE K FCI. Per completare l’iscrizione è necessario accedere al sito: www.e-enduro.it e seguire le istruzioni alla voce: ISCRIZIONI.
Nel caso in cui abbiate l’esigenza di gareggiare insieme al vostro team o ai vostri amici, di fare le iscrizioni di tutti allo stesso momento in maniera sequenziale, tenendo a mente che l’ordine di iscrizione rispecchierà l’ordine di partenza.
Iscrivendosi online entro e non oltre le ore 20.00 del giovedì precedente il fine settimana di gara, la quota di iscrizione delle gare è fissata in Euro 40.
Dopo questa data, è possibile procedere al pagamento della quota di iscrizione soltanto presso la segreteria di gara durante le verifiche tecniche, con prezzo maggiorato di 5 Euro. Le iscrizioni saranno ritenute valide solo se il pagamento della quota di iscrizione sarà andato a buon fine. La quota di iscrizione non è rimborsabile. Per ulteriore garanzia e sicurezza è consigliato comunque avere a disposizione la ricevuta del pagamento il fine settimana di gara al momento della verifica tessere.
Per i concorrenti che non sono in possesso di Tessera ordinaria sarà possibile partecipare alla gara di E-Enduro acquisendo la Tessera Giornaliera FCI (15,00 €). La Tessera Giornaliera garantisce la copertura assicurativa Infortuni + RCT a favore dei tesserati F.C.I., secondo quanto previsto dalla Convenzione Multi Rischi FCI – INA/Assitalia limitatamente alla sola giornata di validità della stessa. Per poter acquisire la tessera giornaliera è necessario esibire un certificato di idoneità allo sport agonistico per la disciplina ciclismo, rilasciato da un centro medico sportivo italiano, regolarmente riconosciuto dal C.O.N.I.


pub

La visita medica specialistica per il rilascio del Certificato di Idoneità all’Attività Sportiva deve essere antecedente al tesseramento, essendo “condicio sine qua non” per ottenere il tesseramento stesso. Solitamente per poter ottenere la visita medica specialistica, essa deve essere richiesta dalla Società Sportiva di appartenenza o da qualunque struttura (ente di promozione, accademia di danza, piscina, palestra ecc.) richieda una certificazione di idoneità alla pratica sportiva.
Non è possibile ottenere la tessera giornaliera per le categorie Junior/17-18 anni.
Per i tesserati F.C.I. le iscrizioni dovranno pervenire (oltre che attraverso il sito ufficiale di E-Enduro) anche alla Società organizzatrice di ogni singolo evento, tramite il Sistema Informatico Federale “Fattore K”. Ogni concorrente dovrà mostrare la tessera agonistica al momento del ritiro della tabella porta-numero. Vi informiamo inoltre che gli appartenenti alla categoria Junior Sport, sia uomo che donna, non possono partecipare alle gare nazionali.
Chi effettua l’iscrizione di terzi lo fa a titolo di delegato e pertanto si assume in toto tutte le responsabilità ad esso connesse, tra le quali si richiamano gli aspetti relativi al trattamento dati personali ed alla privacy. Il delegato solleva E-Enduro da tale aggravio e si farà garante nei confronti di E-Enduro per qualsiasi responsabilità, reclamo, azione legale possa ricevere E-Enduro da parte dei deleganti. Chi effettua l’iscrizione si rende responsabile per sé stesso e per tutte le persone da lui iscritte in merito all’idoneità della partecipazione ed a tutte le conseguenze di questa e rinuncia, libera ed esonera per sempre gli organizzatori dell’evento, gli sponsors, i promotori, E-Enduro A.s.d. e tutte le altre persone in qualche modo associate all’evento, da qualsiasi responsabilità, reclamo, azione legale e risarcimento danni contro di loro per effetto di danni in qualsiasi modo collegati alla partecipazione all’evento.

6. ATTRIBUZIONE DEI NUMERI DI GARA
I primi 30 numeri per le categorie maschili e i primi 10 per quelle femminili, sono assegnati in base al punteggio o ranking, per tutti gli altri in base all’ordine di iscrizione. La direzione di gara si riserva il diritto di effettuare qualsiasi cambiamento all’ordine dei numeri di gara secondo la propria discrezione. La stesura della lista è elaborata in funzione dei piazzamenti raccolti nell’arco della stagione.
L’ordine di partenza sarà organizzato facendo partire prima i numeri più alti, a scalare fino al numero “1” che partirà per ultimo.

7. BICICLETTA
Alle gare E-Enduro sono ammesse esclusivamente biciclette a pedalata assistita di produzione e presenti in un catalogo di qualsiasi azienda. Le biclette possono essere modificate sostituendo vari componenti (ruote, forcella, freni ecc.) ad eccezione del telaio, motore, batteria e tutto l’impianto elettrico, per i quali si farà eventualmente riferimento al catalogo ufficiale dell’azienda.

circuito e-enduro
Mtb trasformate in e-bike non saranno ammesse in gara.

Si consiglia ai concorrenti di avere sempre una copia del catalogo da esibire qualora venga richiesto dall’organizzazione all’atto delle verifiche.
• Le Biciclette ammesse dovranno tuttavia sottostare alla Direttiva Europea 2002/24/CE della quale riportiamo la definizione:
La direttiva europea 2002/24/CE (articolo 1, punto h) definisce la bicicletta a pedalata assistita come una bicicletta dotata di motore elettrico ausiliario e con le seguenti caratteristiche:
• potenza nominale massima continua del motore elettrico: 0,25 kW
• alimentazione del motore progressivamente ridotta e quindi interrotta al raggiungimento dei 25 km/h
• alimentazione del motore interrotta prima dei 25 km/h se il ciclista smette di pedalare
Ai veicoli che soddisfano questa direttiva non viene richiesta l’omologazione e sono considerati a tutti gli effetti come le biciclette tradizionali.
Veicoli invece che non soddisfano contemporaneamente questi requisiti non possono essere considerati biciclette e devono essere quindi omologati e immatricolati.
Questa direttiva è stata recepita in Italia con il decreto 31 gennaio 2003 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed è pertanto in vigore.

• È vietato l’utilizzo di qualsiasi modifica, elaborazione o applicazione che in qualche modo possa annullare (anche temporaneamente) la limitazione della spinta del motore oltre i 25 km/h.
• A tal proposito, l’organizzazione si riserva di predisporre dei controlli a sorpresa che verranno eventualmente eseguiti da personale specializzato durante tutto l’arco di svolgimento della gara e qualora fossero riscontrate irregolarità, il concorrente in causa verrà fermato ed estromesso dalla classifica della gara e del circuito, inoltre non verrà più accettata la sua iscrizione al circuito E-Enduro per il resto dell’anno.
• Le biciclette ammesse alle E-Enduro dovranno utilizzare una sola batteria durante tutta la gara (ad eccezione di casi autorizzati dall’organizzazione) e per questo tempo, le batterie non potranno essere ricaricate ad eccezione di eventuali punti prestabiliti e predisposti dall’organizzazione.
• È vietato sostituire il motore, la batteria e le ruote durante tutta la durata della competizione.
• Punzonature: l’organizzazione fornirà, durante la verifica tessere, a ogni concorrente due contromarche adesive, per le ruote e sarà cura di ogni concorrente applicarle alla propria bici (punzonatura) e proteggerle in caso di pioggia o fango.
La contromarca per il telaio (che funge anche da tabella di marcia con tutti gli orari di gara) e quella per la batteria saranno applicate dall’organizzazione poco prima della procedura di partenza dallo staff E-Enduro.
• Durante la gara l’organizzazione verificherà la presenza delle contromarche (punzonatura) ed il concorrente che non avrà tutte le contromarche correttamente posizionate o non si presenterà alla verifica, sarà squalificato.
• La bicicletta deve essere in perfetto stato di manutenzione ed efficienza. La direzione di gara si riserverà di escludere dalla competizione i concorrenti che non rispetteranno tale norma.

circuito e-enduro
Nelle Speciali di Classe M il casco può essere di tipo half-shell (cioè quello aperto). Nella foto la nuova Focus Jam2.

8. EQUIPAGGIAMENTO
• E’ obbligatorio l’uso del casco durante tutto lo svolgimento della gara, sia nei trasferimenti che lungo le prove speciali di Classe-M.
• Per le Prove Speciali di Classe-G sono obbligatori Casco Integrale, Guanti lunghi, protezioni per le ginocchia e para schiena omologati CE.
• L’organizzazione dovrà mettere a disposizione dei concorrenti un furgone (nell’area paddock prima della partenza) per il trasporto dei caschi integrali o altre protezioni nel caso in cui la gara preveda una successione di Prove Speciali di Classi diverse.
• Chi si presenterà alla partenza senza casco non potrà partire.
• Ogni concorrente deve essere completamente autosufficiente e non può avere assistenza esterna per tutta la durata della gara ad eccezione dell’area paddock – area specifica o furgone dell’organizzazione per trasporto di caschi e protezioni. L’organizzazione darà comunicazione sull’esatta ubicazione dell’area di assistenza durante la riunione tecnica.
• È consigliato un approccio alla competizione consono alle proprie capacità tecniche e preparazione atletica.
• È consigliato avere con se il telefono cellulare, per essere rintracciati o per contattare l’organizzazione in caso di problemi durante lo svolgimento della gara. La direzione di gara comunicherà durante il briefing o riunione tecnica il numero di telefono da contattare in caso di emergenza ed inoltre tale numero sarà riportato sulla tabella di marcia che ogni concorrente ha applicato alla propria bici prima della partenza.




9. PERCORSO
• Il percorso di una gara di E-Enduro deve essere prevalentemente sterrato.
• Il tracciato è segnalato con cartelli ed alcuni tratti sono delimitati da fettucce; il taglio anche, involontario, di tratti del tracciato, se non si rientra dove usciti, comporta l’immediata squalifica
• Gli organizzatori devono assolutamente predisporre il percorso completamente segnalato in modo definitivo, compresi cartelli specifici IPS – FPS – linee di partenza ed arrivo di ogni singola Prova Speciale, entro le 24 ore prima della partenza per dare la possibilità ai concorrenti di svolgere ricognizioni – prove libere.
• È obbligatorio effettuare le ricognizioni del percorso o delle prove speciali esclusivamente con la bicicletta che verrà utilizzata in gara, è vietato farsi trasportare da qualsiasi mezzo anche durante le ricognizioni. Chiunque verrà sorpreso ad effettuare le ricognizioni con l’ausilio di mezzi di risalita, sarà estromesso dalla gara.
• È vietato apportare modifiche al percorso da parte dei concorrenti durante lo svolgimento delle manifestazioni; l’organizzazione si riserva di modificarlo senza preavviso nel caso di emergenze di tipo meteorologico e comunque per garantire la sicurezza in gara, comunicandolo ai concorrenti nel briefing o prima della partenza della PS, anche esponendo comunicazione.
• Gli organizzatori di tutte le tappe devono assicurare la presenza di un apripista e di un chiudi pista, che transiti lungo le prove speciali a circa 5 min dalla partenza del primo concorrente e 5 min dal passaggio dell’ultimo.

circuito e-enduro
Le Speciali prevederanno anche tratti in salita che mettano in risalto le capacità di guida piuttosto che le prestazioni del motore.

10. LINEA DI PARTENZA – ARRIVO, CONTROLLI ORARI (CO)
LINEA DI PARTENZA– ARRIVO
• La linea di partenza coincide con la linea di arrivo ed è indicata da due bandiere gialle. Ogni concorrente dovrà transitare sulla linea di partenza nel minuto indicato dall’orario ufficiale di gara e sulla propria tabella di marcia. Il concorrente che taglierà in ritardo o in anticipo la linea di partenza sarà penalizzato di conseguenza.
CONTROLLI ORARI (C.O.)
I C.O. sono situati:
a) all’uscita dell’area di partenza, oppure in punti intermedi scelti dall’organizzazione. L’organizzazione dovrà essere presente con i propri addetti ad ogni C.O; Il Direttore di Organizzazione può modificare i tempi e il percorso immediatamente prima della partenza o prima di ogni C.O. esponendo la comunicazione all’altezza delle bandiere gialle di ogni C.O. ed in segreteria di gara.
• I C.O. devono essere segnalati con due bandiere gialle che fungeranno anche da linea di rilevamento del tempo, nonché linea di Partenza/arrivo.
PROCEDURA AI C.O.
Presso la bandiera gialla posta sulla linea di C.O., deve essere posizionato un orologio sincronizzato con l’orario ufficiale di gara e la postazione dei cronometristi ufficiali. Al C.O di fine gara non viene penalizzato l’anticipo ma solo il ritardo. Ad ogni C.O. un cronometrista deve compilare un elenco del controllo in cui saranno registrati in ordine cronologico i numeri di gara dei corridori che transitano ed i tempi in ore e minuti. In caso di contestazione farà fede l’elenco del controllo. Il rilevamento dei tempi ai C.O. verrà effettuato al minuto primo intero nel momento in cui il concorrente taglia la linea indicata dalle bandiere gialle.
• Il Concorrente che non rispetti i tempi imposti ai controlli orari sarà penalizzato di 60 secondi per ogni minuto o frazione, di differenza con il suo tempo teorico.
ESEMPIO DI CALCOLO PENALITÀ:

circuito e-enduro

I minuti di penalità verranno sommati al tempo totale di percorrenza delle prove speciali. Inoltre verrà fissato dalla giuria ed esposto in bacheca prima della partenza di ogni gara un tempo massimo di ritardo sul passaggio teorico al C.O. oltre il quale il Concorrente sarà escluso dalla competizione. La zona di partenza/arrivo deve essere posta all’interno dell’area Paddock.


pub

11. PROVE SPECIALI
• I concorrenti partiranno ad intervalli (15 – 20- 30 o 60 secondi). Gli intervalli saranno definiti dalla direzione di gara e comunicati prima della partenza della gara. I concorrenti devono trovarsi pronti a partire all’inizio della PS all’orario indicato sulla propria tabella oraria consegnata dagli organizzatori.
• Se il concorrente percorre il trasferimento (non cronometrato) in un tempo inferiore a quello assegnato, giungendo in anticipo sul proprio orario di partenza di una qualsiasi PS, deve attendere prima della linea di start sino all’orario indicato sulla propria tabella oraria
• Al concorrente che anticiperà la partenza, rispetto al proprio orario, sarà calcolato tale anticipo sommandolo al tempo di percorrenza della prova speciale.
• Al contrario, il ritardatario rispetto al proprio orario di partenza potrà partire per la PS utilizzando un’apposita corsia di “start” immediatamente, previo il consenso del Giudice di partenza o del cronometrista ed il suo tempo di percorrenza della PS sarà calcolato a partire dall’orario “teorico” indicato sulla propria tabella oraria.
• Le PS devono necessariamente essere chiuse al traffico e vietate al transito pedonale per l’intera durata delle stesse
• All’inizio della PS deve essere predisposta una corsia riservata ai ritardatari che devono entrare nella stessa esclusivamente da quell’accesso, ma solo dopo che gli addetti allo start ne diano il consenso. Tuttavia il concorrente ritardatario non potrà mai partire subito prima del concorrente in orario, dovrà aspettare che quest’ultimo parta e poi accodarsi.
• Perché una gara sia convalidata è indispensabile che almeno il 50% delle prove speciali siano valide ed effettuate da tutti i concorrenti.

12. ORARIO DI PARTENZA
• L’orario di partenza della gara deve essere comunicato in segreteria di gara almeno 1 ora prima della partenza, fatta eccezione per cause di forza maggiore. L’orario di partenza delle singole PS, per ogni concorrente, è fissato dall’organizzazione, ed è fatto osservare dagli addetti alla partenza di ogni PS.
• L’organizzazione deve affiggere gli orari di partenza almeno 30 minuti prima della partenza del primo concorrente, oltre a consegnare ad ogni concorrente una tabella di marcia personale.
• È responsabilità del concorrente verificare la presenza di eventuali errori del proprio orario di partenza compresa la tabella oraria

circuito e-enduro
La ricarica della batteria non sarà concessa, a meno che non sia l’organizzatore della gara a permetterlo.

13. BRIEFING o RIUNIONE TECNICA
• Verrà effettuato un briefing o riunione tecnica dal Presidente di giuria nella zona della partenza o Paddock la sera antecedente alla gara e l’orario verrà comunicato nella scheda gara.
• Tale procedura è importante per dare ai concorrenti eventuali informazioni o modifiche dell’ultimo momento allo svolgimento della gara pertanto è consigliata la presenza ad ogni concorrente o responsabile della propria squadra.

14. ASSISTENZA ED AIUTO
• In caso di incidente è auspicabile che ogni concorrente presti soccorso al concorrente in difficoltà e avverta i Marshall per i soccorsi.
• La Giuria, si riserverà di penalizzare o squalificare i concorrenti che non rispetteranno tale norma, oltre a incorrere nelle possibili conseguenze penali di un’omissione di soccorso.
• Ogni concorrente che si ritira dalla manifestazione è tenuto ad avvisare la Giuria di gara
• I concorrenti che si ritirano o sono fuori tempo massimo, devono raggiungere la partenza nel più breve tempo possibile, seguendo le indicazioni dei Giudici di gara, e comunque togliendo la tabella porta-numero dalla bicicletta o barrando il numero con una X.
• Per dare modo ai soccorsi di raggiungere un eventuale concorrente infortunatosi lungo una PS, questa può essere anche sospesa, con i concorrenti che transiteranno nella PS, ma non saranno cronometrati, oppure il percorso sarà deviato con opportune indicazioni dei responsabili di gara per raggiungere la successiva PS.

15. CLASSIFICA
• Per il circuito E-Enduro sarà stilata una classifica finale che comprenderà la somma dei punteggi acquisiti dai partecipanti di ogni categoria a ogni singola prova.
• Le gare in calendario saranno tutte valide ai fini della classifica.
• In caso di pareggio, sarà tenuto conto del miglior risultato nell’ultima gara.

16. ASSEGNAZIONE PUNTI
• Ad ogni singola prova l’assegnazione dei punti è la seguente:

circuito e-enduro

17. CLASSIFICA SQUADRE
• È prevista una classifica per le Squadre o Team.
• Le Squadre o Team saranno composte da un massimo di quattro elementi ed un minimo di due, appartenenti alla stessa Società sportiva.
• Tale classifica viene stilata per ogni singola gara e per l’intero circuito sommando i punteggi acquisiti secondo lo stesso criterio dei punteggi individuali.
• La classifica Squadre per ogni gara è stilata tenendo conto dei migliori piazzamenti dei componenti delle squadre nelle rispettive categorie.
• In caso di parità di due o più Squadre, la discriminante sarà la classifica assoluta dei concorrenti.
• Per partecipare alla speciale classifica Squadre è indispensabile che il TEAM manager confermi i nomi dei 4 atleti selezionati al momento della verifica tessere alla direzione di gara.
• Potranno essere iscritti alla Squadra concorrenti di diverse categorie tesserati FCI/UCI o di un qualsiasi ente di Promozione Sportiva convenzionato.

18. PREMIAZIONI SINGOLE PROVE
• Alle gare sono premiati almeno i primi 3 classificati di categoria e le prime 3 Squadre.
• La premiazione è prevista solo per le categorie con un minimo di 3 classificati

19. PREMIAZIONI FINALE CIRCUITO E-Enduro
• Vengono premiati nella classifica finale E-Enduro:
– Primi 5 classificati di ogni categoria.
– Prime 3 Squadre o Team classificate.

20. RECLAMI
• I reclami riguardanti lo svolgimento delle prove – classifiche – comportamento degli altri concorrenti e qualsiasi altro tipo di segnalazione devono essere presentati per iscritto al Presidente di Giuria, versando la tassa prevista e firmati dal/dai concorrente/i non oltre 1⁄2 ora dall’esposizione integrale della classifica. Il comitato organizzatore comunicherà la propria decisione entro 60 minuti dalla presentazione del suddetto reclamo.
• Il comitato organizzatore si riunirà sul posto per regolare immediatamente la controversia prima della cerimonia di premiazione.
• Il comitato organizzatore è composto dal Presidente di Giuria e dal responsabile della tappa locale.

21. ASSICURAZIONE
• Ogni singola gara E-Enduro, deve essere iscritta al calendario F.C.I. (Federazione Ciclistica Italiana) e di conseguenza coperta da assicurazione dell’ente stesso.
• E-Enduro non è da ritenersi in alcun modo responsabile per gli incidenti che si possono verificare durante lo svolgimento delle competizioni di E-Enduro.

Per informazioni E-Enduro.it

Ecco le novità della gamma 2017 e-bike Bergamont

COMUNICATO UFFICIALE

Secondo uno studio statistico realizzato dall’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), nel 2015 le vendite nazionali di e-bike hanno registrato un aumento del 9,8%, con un totale di 56.189 unità di bici a pedalata assistita acquistate sul territorio italiano.
Il mercato si evolve e la linea di e-Bike Bergamont 2017 è pronta a stupirvi con grandi novità.

E-Contrail 6.0 Plus

Bergamont

Più energia risparmiata in salita, più divertimento in discesa.
L’energia del potente motore Bosch Performance CX, l’aderenza e la trazione dello standard Plus, il telaio full suspension, sono le soluzioni realizzate da Bergamont per divertirsi su ogni terreno.
Il collaudato cinematismo dell’E-Contrail offre un controllo perfetto e rende la bicicletta agile.

Il motore Bosch CX posizionato nella parte bassa del telaio, abbassa il baricentro offrendo massime prestazioni di guida e stabilità. L
a protezione in plastica resistente del motore studiata da Bergamont protegge la power unit Bosch da rocce e radici.
Il design di tutti i componenti ed il passaggio dei cavi interni garantiscono un look pulito.

L’E-Contrail Plus presenta il nuovo standard di mozzo Boost, che non solo rende il telaio compatibile con ruote da 29 “e 27.5” PLUS, ma aumenta anche la rigidità della ruota incrementando la precisione di guida.
Gli pneumatici Plus hanno una superficie di contatto di circa il 20% più grande rispetto allo standard classico senza però un cambiamento notevole nella resistenza al rotolamento.
Lo standard Plus conferisce maneggevolezza e una più veloce scelta di traiettoria per i rider più esperti, garantendo allo stesso tempo più sicurezza e affidabilità ai rider meno disinvolti.
Il carro posteriore del telaio con puleggia integrata, funge da tendi catena, un sistema che garantisce massima affidabilità anche nelle discese più tecniche.

Key Features

-Compatibilità ruote da 29″ e 27.5″ Plus
-Motore Bosch Performance CX
-Batteria 500 Wh
Prezzo al Pubblico 3.999 €

Bergamont

E-Roxter 8.0 Plus

Bergamont

L’E-Roxter è il modello HT da 120 mm di escursione ed è disponibile nella versione 27.5 Plus.
Il design del telaio presenta un motore integrato Bosch Performance Cx con un look sportivo e innovativo.
L’integrazione dei componenti e il passaggio dei cavi interno creano un design pulito e piacevole.

Il posizionamento del motore BOSCH nella parte inferiore del telaio, abbassa il baricentro, migliorando nettamente la guidabilità e la prestazione.
Il motore, grazie ai rinforzi e alle resistenti protezioni modellate da Bergamont per il Bosch CX è pronto a sfidare qualsiasi ostacolo.

L’E-roxter 8.0 PLUS è compatibile sia con cerchi di dimensione 29″ sia 27,5″ Plus grazie al mozzo con standard Boost.
Gli pneumatici Plus da 2.8 offrono la massima trazione e controllo grazie alla loro superficie di contatto che è più grande del 20% rispetto la dimensione standard mantenendo comunque un efficace rotolamento dello pneumatico.

Il nuovo computer di bordo BOSCH Purion mostra le più importanti informazioni di viaggio garantendo un look pulito sul manubrio.
Il reggisella telescopico BGM Pro rende la guida più divertente e sicura.
La trasmissione SRAM 1×11 abbinata al potente Bosch CX permette alla E-ROoxter 8.0 di eccellere anche nelle situazioni più difficili.

Key Features

-Cambio Sram 1×11 velocità
-Reggisella Telescopico DGM PRO 125 mm travel
-Power Unit Bosch Performance CX Computer di bordo Purion
Prezzo al pubblico 3.399 €

Per conoscere e provare tutte le bici Bergamont, due sono i test day programmati a breve:

  • Domenica 20 Novembre, Piani di Bobbio (Lecco): Gusto in quota! Evento powered by Lario e-Bike
  • Sabato 4 e Domenica 5 Dicembre, Salerno: Bike Test Tutto Bici

Maggiori Info: www.bergamont.com



Shimano e-Mountainbike Experience: aperte le iscrizioni

Abbiamo già annunciato un paio di mesi fa l’evento sponsorizzato da Shimano, tutto dedicato alla scoperta dell’Alto Adige con le e-bike: Shimano e-MountainBike Experience.
Ora è il momento di altri dettagli e soprattutto delle iscrizioni: leggete qui sotto!

COMUNICATO UFFICIALE

La Shimano e-MountainBike Experience nasce con l’intento di rendere pedalabili ed affrontabili per tutti le spettacolari montagne dell’Alto Adige, con le e-bike.
Proprio per soddisfare questa possibilità, nel calendario degli appuntamenti cicloturistici a maggio 2017 si inserisce questo nuovo concetto di evento sportivo non competitivo.

La Shimano E-Mountainbike Experience si svolgerà dal 25 al 28 maggio 2017 con un innovativo format di evento cicloturistico aperto a tutti gli appassionati delle mountain bike elettriche.

Shimano e-Mountainbike experience

La Shimano E-Mountainbike Experience si svilupperà in quattro tappe con la possibilità di percorrerne ognuna con i più nuovi modelli di e-bike, messi a disposizione dalle aziende partner dell’evento.
Si partirà da Naturno, in Val Venosta, per fare tappa a Merano, Bressanone, Brunico fino al traguardo finale, di Sesto Pusteria.

Si tratta di un percorso a tappe suddiviso in quattro giornate con diverse classi di merito.
L’evento, che porta sui più spettacolari itinerari pedalabili dell’Alto Adige, è stato ideato ad hoc per svolgersi staccato da qualsiasi frenesia di prestazione sportiva e, proprio per questo, con biciclette a pedalata assistita, per dare modo a tutti di prendervi parte.
Oltre a ciò, sarà la prima volta che un evento legato al cicloturismo, abbinerà la cultura italiana alle bellezze e ai piaceri dell’Alto Adige.

Va evidenziato, che nella Shimano E-Mountainbike Experience la velocità dei partecipanti non sarà un parametro rilevante al fine del risultato finale.
Si attraverserà l’Alto Adige in quattro tappe da sogno.

Shimano e-Mountainbike experience
Foto: Irmo Keizer

Dopo la partenza fissata alle ore 10.00, le tappe previste per ogni giornata saranno lunghe circa 50 km e dovranno essere domati in salita 1.500 metri di dislivello; in ognuna delle tappe, alla distanza intermedia, sarà previsto uno spuntino di mezzogiorno.
Inoltre, le singole tappe sono concepite in modo tale che non sarà necessario alcun cambio degli accumulatori elettrici in dotazione alle biciclette.
In collaborazione con esperte guide locali di mountain bike e i Sudtirol BikeHotels, sono stati scelti i sentieri più attraenti e pedalabili, calibrati per i diversi target di partecipanti e naturalmente adatti ad essere percorsi con le e-bike.

I partecipanti dovranno quindi pensare solo a pedalare, al resto penserà l’organizzazione.
Oltre a Cannondale, Scott e Centurion, sono altre tre le aziende partner dell’evento, fornitrici di ben 300 e-bike, che si potranno testare ogni giorno per affrontare le singole quattro tappe previste dal programma. Perciò chi parteciperà, non dovrà essere necessariamente proprietario di una e-bike. Infatti, ogni giorno sarà possibile testare i modelli più attuali, messi a disposizione dai singoli sponsor.
Eventualmente sarà possibile anche acquistarli a un prezzo speciale.
Gli sponsor tecnici si occuperanno anche di un servizio di un´assistenza meccanica professionale e personalizzata, prima in loco e durante tutto lo svolgimento dell’evento.

Shimano e-Mountainbike experience

Cosa prevede il programma al termine delle pedalate?
Nelle varie località di tappa i partecipanti saranno attesi da un ricco programma di intrattenimento. Ogni giorno sarà allestita un’area espositiva delle aziende partner dell’evento con la possibilità di testare vari prodotti (occhiali, caschi, zaini) e usufruire dell’assistenza meccanica.
Dopo la riconsegna delle biciclette messe a disposizione dalle singole aziende, sarà finalmente il momento di rilassarsi e da dedicare al piacere del gusto: si potranno assaggiare le specialità dell’Alto Adige e fare del relax nella “Shimano Chill-Out Lounge”.

Oltre a ciò, nel programma di ogni tappa sono previsti momenti dedicati al wellness, al tempo libero, all’esplorazione delle varie località inserite nel programma.
Il clou della serata è previsto con una manifestazione di intrattenimento ed una cena esclusiva.

pub

Chi prenderà parte a questo tour unico attraverso l’Alto Adige, potrà scegliere tra sei differenti pacchetti di soggiorno, proposti dall’organizzazione: in hotel 3 o 4 stelle, in camera singola o doppia.
Sono inclusi il trasporto del bagaglio e della bicicletta e un servizio shuttle verso gli hotel.
Non mancheranno anche soluzioni pensate per le famiglie con assistenza bambini durante lo svolgimento delle tappe.
Così ci sarà un’opportunità per tutti.

Le iscrizioni alla prima edizione della Shimano e-Mountainbike Experience sono state aperte il 10 novembre 2016. Adesso bisogna essere veramente rapidi perché i posti disponibili sono limitati.
Chi si registrerà entro il 10.12.2016, potrà avvantaggiarsi delle condizioni d’iscrizione anticipata, che prevedono il 10% di sconto.

Tutte le informazioni relative al nuovo evento e modalità di registrazione sono disponibili visitando il sito web: www.emountainbike-experience.org

Nel cuore del sistema Bosch per e-bike. Con un occhio alle leggi…

Strana la storia: Robert Bosch, nato nel 1886 e fondatore dell’omonimo colosso tecnologico, in bici c’è sempre andato, ma per necessità più che per piacere.
La bici era il mezzo tramite il quale spostarsi all’interno dei capannoni della sua industria sin dai primi del Novecento e sempre in bici raggiungeva i suoi fornitori.

Bosch
Robert Bosch

Fra le sue richieste testamentarie ne figurava anche una rivolta alla bici, verso la quale Robert Bosch chiedeva di mantenere viva l’attenzione.
E quando hanno iniziato a comparire le prime bici a pedalata assistita (soprattutto in ambito trekking e urban), Bosch è stato il primo marchio di grande spessore a prendere la palla al balzo.

bosch
Il motore Bosch Performance Cx




Questa industria tedesca aveva già tutte le tecnologie necessarie per produrre la prima drive unit e il primo battery pack per supportare la pedalata e in men che non si dica le e-bike erano nate.
Dai primi modelli all’attuale Bosch Performance Cx di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima e i risultati, in termini di piacere di pedalata e prestazioni, sono notevoli.
Tanto per dare dei numeri, un motore Bosch Performance Cx è studiato per assistere il ciclista nel modo più naturale possibile, evitando che si venga a creare una fastidiosa interferenza fra l’azione delle gambe e l’assistenza del motore.

bosch
Il sistema Bosch Performance Cx istallato su una Cannondale Moterra 1 (qui lo Short Test).

Ad esempio, il motore assiste fino a 120 pedalate al minuto e inizia ad assistere da 20 rpm.
La potenza non è cambiata, anche perché limitata da sempre per legge a 250 W, mentre la coppia è arrivata a 75 Nm in modalità Turbo.
E le batterie?
Anche qui l’evoluzione è stata notevole e continuerà a esserci, perché l’obiettivo, di Bosch e di qualunque altro attore nel mercato tecnologico, è quello di avere più capacità (cioè un valore maggiore di Wh) abbinata a ingombri e pesi sempre più ridotti.
In questo articolo verranno affrontate numerose tematiche inerenti la tecnologia Bosch, ma anche delle e-bike a tutto tondo.

bosch

Quanto segue è la trascrizione di una lunga chiacchierata fra il sottoscritto e Francesco Marzari di Bosch Italia, al quale ho rivolto anche domande in apparenza scontate.
Iniziamo, però, dalla definizione di cos’è una e-bike: secondo la direttiva 2002/24 CE, valida per i Paesi membri dell’Unione Europea, “è un veicolo dotato di motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 250 W la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta al raggiungimento dei 25 Km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.
Quindi, le e-bike non sono dei ciclomotori, ma piuttosto delle bici che richiedono una dichiarazione di conformità da parte di chi le costruisce ai fini della sicurezza del veicolo.
E più avanti vedremo in che modo questo ha un impatto sul nostro modo di usarle.



– Iniziamo dalle batterie: Bosch ne produce di due tipi, giusto?
– Esatto, da portapacchi o da tubo obliquo e con capacità di 300, 400 e 500 Wh.
Entrambe sono di tipo plug-and-play, cioè una volta installate nella loro sede sono funzionanti e sono costituite da 40 celle, ad eccezione del modello da 300Wh che ne ha 30.
Se si monta una batteria con più capacità su una e-bike motorizzata Bosch di generazione precedente, ovvero se decido di sostituire la mia batteria da 400Wh con una da 500, occorre aggiornare anche il software del motore, altrimenti la capacità maggiore della batteria nuova non viene riconosciuta in modo corretto.
Il peso è di 2 chili per la 300 Wh, 2,5 Kg per la 400Wh e di 2,6 Kg per la 500 Wh.

bosch
Le 40 celle che compongono il battery pack da 400 Wh di Bosch

– Anche sui caricabatterie ci sono delle opzioni…
– Sì, ne esistono di due tipi: uno da rete elettrica e uno da viaggio.
Quello da viaggio si alimenta con una presa da 12 V, cioè quella dell’accendisigari, ma ha dei tempi di ricarica doppi rispetto a quello da rete ed è pensato per chi fa viaggi molto lunghi e in autonomia e può essere alimentato, ad esempio, da un piccolo pannello fotovoltaico.

bosch
Il caricabatterie da rete in funzione

Il caricabatterie da rete impiega 4,5 ore per ricaricare completamente una batteria da 500Wh, mentre dopo 2,5 ore la ricarica arriva al 50%.
Ovviamente batterie con capacità minore richiedono minore tempo per essere ricaricate.
Il dispositivo da viaggio, invece, impiega 8,5 ore per ricaricare completamente una batteria da 500Wh e 3,75 ore per arrivare al 50%.

– Una domanda che ci è stata posta di frequente riguarda il dato di autonomia chilometrica della batteria sul display Intuvia: perché dopo un po’ di uso non mostra più il valore che aveva quando la e-bike era nuova?
– Allora, non è un problema della batteria, né del sistema, ma è il risultato dell’algoritmo utilizzato da Bosch per il calcolo dell’autonomia residua.
In sostanza, il sistema ogni 50 metri verifica l’autonomia residua, cioè quanta batteria sta impiegando in un dato istante e deduce l’autonomia in km.

bosch
L’indicazione dell’autonomia in Km sul nuovo display Bosch Purion

Quando torni a casa, spegni tutto, ricarichi la batteria e il giorno dopo riparti, l’autonomia mostra un valore in km che si basa sull’ultimo utilizzo che ne hai fatto.
Quindi dopo una decina di uscite, l’indicazione dell’autonomia in km è un valore mediato sulla base delle ultime uscite effettuate ed è quindi un valore che corrisponde in modo molto preciso a quella che è realmente l’autonomia della batteria in base all’utilizzo che fa un determinato biker.
Volendo, però, è possibile resettare questo valore e questo vale per tutti i display Bosch: visualizzate il valore di autonomia chilometrica sul display, tenete premuto il pulsante reset e a questo punto il dato chilometrico è ripristinato al valore di default per quel dato livello di assistenza.

Bosch
In azione con la Mondraker e-Crafty Xr 2017

– Come cambia l’autonomia delle batterie con il freddo?
– Considera che se la temperatura ambiente scende da 20°C a 10°C hai una riduzione del 10% dell’autonomia della batteria, mentre a 0°C la riduzione arriva anche al 20%.
Ma questa è una caratteristica di tutte le batterie agli ioni di Litio e non è un’anomalia della batteria, ma è un fatto di chimica e di fisica.

– Quale manutenzione occorre fare su un motore Bosch?
– Nessuna: se un componente si guasta ed è ancora in garanzia (valida per 24 mesi più altri 2 necessari a dichiarare il guasto), viene sempre sostituito da un componente nuovo. Mai aprire una batteria, perché oltretutto può essere molto pericoloso.

– In che modo le sollecitazioni tipiche dell’uso della Mtb possono compromettere la stabilità e la sicurezza di un battery pack?
– Nessun tipo di sollecitazione, anche nell’uso più estremo della Mtb, può provocare danni alle batterie.
I case, cioè i gusci delle nostre batterie, sono dei crash case, ovvero hanno delle venature interne e degli spessori calibrati per resistere agli impatti.

bosch
In azione con la Moustache Samedì 27 Race 6.

Li abbiamo costruiti sfruttando le conoscenze che abbiamo in campo automobilistico.
In generale, anche in caso di impatti molto forti, fintanto che la batteria rimane istallata sul telaio, dando per scontato che i supporti batteria sul telaio siano istallati correttamente (ed esiste una dima che forniamo ai vari produttori di bici per evitare errori), vuol dire che la batteria non ha subito danni.
Se dopo un impatto la batteria si stacca e il case si rompe è molto probabile che le celle all’interno della batteria abbiano subito dei danni.
E in quel caso lì l’utente non può fare altro che portare la batteria danneggiata in un centro di raccolta di batterie esauste e acquistarne una nuova.
Non è possibile, né pensabile sostituire il case in questi casi, perché in queste condizioni lavorare sulla batteria equivale a mettere le mani su degli esplosivi con la sigaretta in bocca… 🙂

bosch
I cablaggi che permettono il funzionamento al Bms di Bosch

bosch

 

 

 

Le nostre batterie sono realizzate con celle di qualità superiore alla media e il pezzo forte dei nostri battery pack è senz’altro il Bms, ossia il Battery Management System, un software che calcola la tensione, la corrente, la temperatura esterna e la temperatura interna di ogni cella, è in grado di verificare il suo funzionamento e di rendere inerte una cella eventualmente difettosa, evitando che questa possa danneggiare altre celle e di iniziare il pericoloso processo di autocombustione.

– E l’utente come capisce che c’è un problema?
– Il display laterale della batteria fa accendere i led 2 e 4 in modo da segnalare l’errore e lo stesso accade sul display tramite un codice di errore.
Tornando alla cella inerte, il Bms rende inerte la cella difettosa utilizzandone la carica residua per scaldarla di un paio di gradi fino ad esaurimento della carica.
Così quella cella è isolata, ma la batteria non ha più le prestazioni originali, per cui se è ancora in garanzia questa viene sostituita.
Così come viene sostituita se dovesse entrare dell’acqua all’interno del case.
Ogni case ha le sue guarnizioni e ha un dato livello di Ip, ossia di resistenza a spruzzi d’acqua e polvere, alla stregua di quanto accade con gli smartphone e con tutti altri dispositivi elettronici.
Posso andare con la mia e-bike sotto la pioggia? Sì.
Posso andare con la mia e-bike dentro a un guado? Dipende da quanto è alto il guado.
Il motore resiste a un’immersione in acqua? Sì, però devi staccare la batteria.
Quindi, posso guadare un fiume spingendo la bici con le mie forze e mettendo al riparo la batteria dall’acqua.
Se l’acqua penetra nella batteria il Bms stacca le celle, aumenta la temperatura di 2-3° ma poi non funziona più.
Un’altra cosa che fa il nostro Bms è caricare e scaricare tutte le celle contemporaneamente durante l’uso dell’e-bike e questo permette alla batteria di durare molto di più.

– Per massimizzare la durata della batteria, questa non va mai lasciata completamente scarica o completamente carica per periodi prolungati, giusto?
– Sì, l’ideale è tenerla carica al 60% se sappiamo di non usarla per un certo periodo di tempo, che può essere 10 giorni o 4 anni.
Tanto più frequentemente la costringo a mantenere la massima carica e tanto più velocemente la batteria deperisce.
Sono due i fattori che influiscono sull’invecchiamento della batteria: l’uso e il tempo.
Più la uso, più lei invecchia.
Ma anche se non la usi mai, ovviamente, la batteria deperisce e questi due parametri, uso e tempo, sono gestiti dal Bms tramite una serie di calcoli di invecchiamento.
Se il risultato è nella norma, cioè se lo stato di capacità è ancora ok, il Bms non segnala problemi, altrimenti, se la garanzia è ancora valida, viene sostituita la batteria.
Quanto dura una nostra batteria? Dopo 500 cicli di ricarica ha perso più o meno il 30% della sua capacità.




– Quando dici ricarica intendi una ricarica completa?
– Sì, ma come intendiamo una ricarica completa?
Ogni led della batteria corrisponde a un 20% di carica, quindi se io per 3 giorni la uso scaricandola solo di due led, cioè di un 40%, e la ricarico del 40% per 3 giorni avrò eseguito una ricarica del 120%, cioè una ricarica completa più un 20%.
Il Bms ne tiene conto.
Quindi dopo 500 cicli di ricarica completa ho perso il 30%.
E quanti chilometri dura una batteria?
Se diciamo che mediamente faccio 40 km con ogni ricarica, abbiamo 40×500 ovvero 20000 Km.
Ma andiamo oltre: dopo 1000 cicli di ricarica avrò perso circa il 60-70% di capacità della batteria…

bosch
La parte elettronica del motore che contiene i processori a 32 Bit e che gestisce tutto il sistema.

– Ti interrompo un attimo: ma quanti tengono una Mtb a pedalata assistita per così tanti Km e per tutto questo tempo?
– Forse pochissimi, certo, però è così che quantifichiamo la perdita di capacità.
E un discorso analogo lo puoi fare anche in termini di anni: in 5 anni si perde il 30% di capacità e in 10 anni il 70%.
Cioè, se non usi la tua e-bike per 5 anni è come se avessi fatto 500 cicli di ricarica.
Ma è la somma dei due fattori, tempo e uso, che porta all’usura reale, per cui è possibile che, usando la e-bike tutti i giorni per 120 km al giorno, dopo 2 anni arrivo a perdere il 30% della capacità anziché in 5 anni.
E a questo discorso dobbiamo aggiungere anche la temperatura ambiente: abbiamo parlato degli effetti che provoca il freddo, ma anche il caldo, e parlo di oltre 40°C, porta problematiche.
Nel normale funzionamento la temperatura della batteria sale e se fuori ci sono 40°C e magari lascio la bici parcheggiata sotto al sole per diversi minuti è facile che il Bms rilevi una temperatura superiore ai 50°C e mandi il sistema in protezione, cioè il motore non funziona più, perché in quelle condizioni il deperimento delle batterie sarebbe così rapido da rendere impossibile un uso normale.
Stesso discorso se fuori fa -15°C: il Bms cerca di alzare la temperatura della batteria utilizzando la carica delle celle, ma ovviamente la carica e l’autonomia ne risentono.
E non è raro che il sistema vada in protezione.

bosch
Un dettaglio del motore elettrico da 250 W del sistema Bosch

bosch

– Una domanda: quando sono in salita e chiedo molta assistenza al motore, fra batteria e motore chi si riscalda maggiormente?
– Nel caso dei sistemi Bosch le batterie, e qui ne approfitto per introdurre il tema della demoltiplicazione.
Su questo argomento spesso sento commenti del tipo “La bici non è utilizzabile senza il supporto del motore perché fai una fatica boia”
Ok, intanto definiamo “fatica boia”: senti di fare molta fatica perché hai le gambe abituate al supporto alla pedalata, ma se si mettesse sul banco prova il motore per calcolare il dispendio energetico dovuto al trascinamento (cioè l’attrito generato dagli ingranaggi) ci si accorgerebbe che questo equivale all’avere una pasticca del freno a disco che sfrega leggermente sul disco.
Cioè, una condizione che si verifica spesso e che non influisce in modo così significativo sulle nostre gambe.

bosch
In azione con la Mondraker e-Prime Carbon R

Quindi, nel caso del motore Bosch la “fatica boia” che si avverte è dovuta all’interruzione dell’assistenza del motore che ha abituato bene le gambe…
Senza dimenticare che la bici stessa pesa di più e questo influisce su quella sensazione di “fatica boia”.
Perché allora abbiamo demoltiplicato così tanto il rapporto?
Perché usiamo quella piccola corona da 14, 15 o 16 denti?

bosch
La corona da 15 denti compatibile con il sistema Bosch

Il motore elettrico ha una sua frequenza di rotazione ideale che è molto maggiore della nostra frequenza di pedalata e allora per farlo funzionare a quella frequenza, cioè alla nostra cadenza di pedalata, lo devi demoltiplicare.
E quali sono i vantaggi?
Il motore non deve generare 75 Nm di coppia, ma un valore che è 2,5 volte inferiore, cioè il motore fa meno fatica perché ci sono gli ingranaggi che demoltiplicano lo sforzo e questo si traduce in maggiore affidabilità a livello meccanico, perché lo fai lavorare alla sua frequenza di rotazione ideale, ottimizzando anche il consumo della batteria e riducendo la dispersione di energia sotto forma di calore.
Di questo ce ne siamo accorti con il vecchio Classic Plus che utilizzava un giro bulloni da 104 mm (cioè montava una corona più grande, ndr) perché generava molto calore.
Inoltre, tanto più piccola è la corona, tanto minore è il rischio che fuoriesca la catena in presenza di sollecitazioni dal terreno.

bosch
Con le lettere E ed F sono evidenziati i due ingranaggi realizzati in materiale autolubrificante che generano la demoltiplicazione necessaria al sistema
bosch
D: ingranaggio metallico contenente il cuscinetto unidirezionale (o ruota libera).



– E gli svantaggi?
– Li abbiamo visti prima: il trascinamento degli ingranaggi, ma abbiamo anche detto che si tratta di una piccola percentuale di energia rilevata al nostro banco prova.
Quando pedali a motore spento, in pratica, non fai girare il motore, ma solo i 3 ingranaggi interni della trasmissione, perché grazie a una ruota libera il motore viene escluso.

bosch
B: sensore di coppia
C: ingranaggio flottante che serve a misurare la coppia applicata sull’asse del movimento centrale

– E per quanto riguarda l’erogazione del motore? Usando il vostro sistema ci si accorge che il motore spinge seguendo la pedalata, quindi in maniera “pulsata”
– Esatto, la curva di erogazione del motore è difatti una sinusoide abbastanza schiacciata in modo che il suo funzionamento non venga avvertito come qualcosa di fastidioso.
Diventa più marcata, invece, nel caso di cambio integrato nel mozzo, con il quale la coppia motrice deve scendere sotto i 9 Nm per attivare la cambiata.
Ma questo è un altro discorso e interessa perlopiù bici per uso turistico-urbano.

– Nella scheda tecnica del motore Bosch Performance Cx leggo che la modalità Eco supporta la pedalata al 50%, la Tour al 120%, la Sport al 210% e la Turbo al 300%: cosa significa esattamente?
– Significa che, ad esempio, in Eco la forza che arriva alla ruota proviene per il 50% dalle gambe di chi pedala e per il restante 50% dalla drive unit Bosch. In Tour, invece, hai che la forza che il ciclista imprime sui pedali viene aumentata del 120%.
Ovviamente nei limiti di potenza del motore, che è di 250 W.
Infatti, se chi pedala sviluppa 400 W in tal caso può contare al massimo su 250 W addizionali e arrivare a un totale di 650 W.

bosch

– E’ vero che la nuova trasmissione Sram Ex1 richiede un software ad hoc per il motore Bosch?
– No, in realtà richiede, anzi, richiedeva (e poi ti spiego perché “richiedeva”), una nuova configurazione del motore per nuovi rapporti.
Cioè se una e-bike è stata costruita e allestita con pacco pignoni 11-36 non basta montare la ruota con quel pacco pignoni e andare, ma devi “dire” al motore quali sono tutti i rapporti.
E “dire” al motore che i rapporti sono cambiati significa riconfigurare il motore, cosa che solo chi ha prodotto la bici, e in fase di produzione, può fare.
Di certo non il dealer.
Quindi, complicazioni a non finire.
Abbiamo risolto la cosa con un aggiornamento software del motore che permette ora di utilizzare qualunque rapporto senza incappare in errori software.
Ecco perché avevo detto “richiedeva”.

– Quindi mi confermi che, contrariamente a quanto ci è stato detto all’inizio, lo Sram Ex1 non richiede un software di gestione del motore tale per cui durante la cambiata l’erogazione della coppia debba essere ridotta?
– Esatto, perché quella trasmissione, e te ne sarai accorto senz’altro, è pensata per funzionare in modo ottimale soprattutto sotto sforzo, cioè quando il motore spinge forte insieme alle gambe.
C’è da considerare, però, che ogni volta che un utente vuole modificare i rapporti alla propria e-bike, in base a quanto stabilisce la direttiva 2002/24 CE, deve chiedere un’autorizzazione al produttore della sua e-bike per verificare che questa modifica non alteri la conformità alla normativa stessa.
Dato che le e-bike non sono delle bici tradizionali, chi ha scritto le normative si è basato su quanto vige in campo automobilistico e quindi di fatto non c’è la stessa libertà di upgrade che c’è fra le bici tradizionali.
Su questo non c’è ancora una chiarezza assoluta, ma quello che sappiamo è che la sostituzione di componenti soggetti a omologazione può essere fatta solo con altri componenti omologati, altrimenti decade l’omologazione stessa.
Chi produce e-bike si sta impegnando a estendere la lista dei componenti omologati sulle proprie bici in modo da facilitare gli upgrade.

bosch
Uno dei due gusci esterni della drive unit di Bosch.




– E’ il produttore della e-bike a scegliere i rapporti oppure è Bosch?
– Noi diamo a tutti i produttori un motore, per così dire, “vuoto”, cioè sarà chi produce la bici a impostare i parametri come diametro della ruota, corona e pignoni tramite un tool che è Bosch a fornire loro.
Quindi è il produttore della bici a decidere tutto.

– Ho una domanda che molti altri utenti si saranno posta: perché il limite dei 25 km all’ora per l’assistenza elettrica e non, magari, 30 o 32 all’ora?
– E’ una scelta che ha fatto il legislatore e parliamo di normative europee. Purtroppo chi legifera non va in bici oppure non va in bici come ci vanno i biker, per cui hanno ritenuto che 25 km orari fosse un limite accettabile per un ciclista medio.
Se il motore ti supporta oltre i 25 km orari allora sei su un ciclomotore e in quel caso devi avere targa, luci, specchietto, assicurazione e, soprattutto, non puoi andare fuoristrada ovunque.
Quindi, secondo le leggi attuali, non è possibile andare a 30 o 32 all’ora.

bosch
In azione con la Trek Powerfly 9 Lt Plus

– Mentre negli Stati Uniti e in Canada, invece, sì…
– Sì, lì le leggi sono diverse e impongono il limite delle 20 miglia orarie, cioè 32 Km orari, ma lì però esistono anche delle limitazioni sull’accesso ai sentieri o nei parchi alle bici a pedalata assistita, perché secondo chi legifera questi mezzi rovinano i percorsi e sono assimilati alle moto da fuoristrada.
La realtà però è diversa e lo sappiamo.
E a proposito di rovinare, vorrei prendere l’argomento sull’impatto ambientale che hanno i componenti per e-bike di Bosch.
In Bosch ricicliamo tutto, ogni componente viene smontato e i suoi elementi separati in base al tipo di materia prima e quindi riciclati.
Da noi viene rigenerato tutto.
Le batterie allo stesso modo vengono aperte, smembrate, riciclate e riutilizzate, laddove possibile.

bosch

– Perché Bosch non fornisce informazioni sullo stato di salute della batteria come, ad esempio, accade per Brose con Specialized?

– Perché quel tipo di informazioni lì richiede un certo tipo di conoscenze che devono avere i rivenditori. Per questo motivo preferiamo che sia il rivenditore, formato con i nostri corsi, a rispondere a questo tipo di domande.

– Se un utente ha un problema con il sistema Bosch come deve comportarsi?
Prima di tutto ci si deve rivolgere al rivenditore presso il quale ha acquistato la bici il quale ha due modi per contattare Bosch: via e-mail oppure via telefono.
In entrambi i casi il service richiederà al rivenditore la diagnostica del sistema, ossia una scheda tecnica che rappresenta la fotografia dell’insieme motore-batteria-software.
Se il rivenditore procede via telefono, la telefonata, al costo di una telefonata in Italia, viene indirizzata al nostro service center che si trova a Barcellona o ad Hannover e qui la risposta alla telefonata deve avvenire entro il terzo squillo.
Questo è il nostro modus operandi, per tutti i nostri prodotti.
Il service center risponde anche in italiano e a tutte le richieste di informazioni o segnalazione guasti relative a tutti i prodotti Bosch.
Il rivenditore spiega le problematiche, le procedure che ha utilizzato per verificarle e a quel punto il service center Bosch gli invia un modulo di assistenza contenente un codice che include il documento di trasporto.
Quindi, Bosch si attiva per ritirare il componente incriminato (e non la bici intera) che viene spedito in Germania dove viene verificata la problematica.
Una cosa interessante da dire è che tutti i rivenditori per il loro servizio di assistenza in garanzia prestato a Bosch nel loro negozio vengono retribuiti.
Infatti, inviando i codici di assistenza a Bosch riusciamo a sapere e a determinare l’entità del lavoro svolto.
Ad esempio: smontare il display, preparare il pacco e spedirlo richiede 20 minuti; smontare il motore, preparare il pacco e spedirlo richiede 60 minuti e 60 minuti di lavoro vengono pagati 42,50€ netti.
Ed è una rarità nel mondo della bici.

– Vogliamo parlare di SpeedUp e di tutti quegli accessori che innalzano la velocità di assistenza alla pedalata? E’ illegale venderli?
No, non è illegale venderli, così come non è illegale vendere auto che raggiungano velocità superiori ai 130 km orari.
Non è illegale nemmeno vendere un fucile Beretta, mentre si diventa legalmente perseguibili in base all’uso che se ne fa.
Se io mi costruisco una pista chiusa e recintata per usare la mia e-bike modificata nessuno può dirmi nulla.
Ma se io con quella e-bike vado su strada allora in tal caso mi trovo in una situazione di illegalità perché sto circolando su strade pubbliche con un mezzo la cui omologazione non è più valida.

– E le e-bike con motore che assiste fino a 45 km orari?
– E’ un caso diverso: si chiamano s-pedelec e sono a tutti gli effetti dei ciclomotori, per cui devono avere per legge tutti i dispositivi richiesti (vedi impianto luci, specchietti retrovisori, targa e quant’altro) e devono essere omologate da chi le acquista.
Al momento dell’acquisto, infatti, insieme alla bici, viene fornita la documentazione da esibire all’ufficio della Motorizzazione Civile per ottenere l’omologazione.
E a quel punto puoi circolare su strada.

Questa lunga intervista ha sollevato questioni di varia natura, ma prima di tutto mette in luce il fatto che è opportuno informare il legislatore su cosa sono effettivamente le Mtb a pedalata assistita.
E in questo ambito l’impegno di enti come Ancma (Associazione Nazionale Ciclo e Motociclo e Accessori) è molto importante perché è rivolto a fornire al legislatore gli input opportuni per definire in modo corretto le leggi a cui attenersi, tenendo conto dei requisiti tecnici e di sicurezza di questi mezzi.
Lo scopo di questo articolo, comunque, è quello di informarvi, tanto sulle tecnologie Bosch, quanto sugli aspetti legali generali relativi al mondo delle e-bike.
Come detto non c’è assoluta chiarezza, ma dall’intervista a Francesco Marzari di Bosch è emerso che esiste comunque da parte di tutti noi una responsabilità diretta nell’uso delle e-bike: in Italia e nella maggior parte dei Paesi Europei l’accesso ai sentieri non è vietato alle e-bike e fintanto che si farà un uso responsabile e assennato di questi mezzi le cose non cambieranno.
Non possiamo impedire l’uso di dispositivi che alterino il limite di velocità per l’assistenza elettrica, ma possiamo immaginare le conseguenze che questi dispositivi potrebbero avere a breve-medio termine su tutti gli altri utenti di e-bike, cioè maggiori restrizioni, più leggi, divieti e, forse, anche tasse.
Continuiamo a divertirci, ricordandoci che, in fondo, di bici si tratta e che se dovesse sorgere l’esigenza di andare più veloci due sono le possibilità: allenarsi di più e/o passare alla moto.

Qui tutti gli altri articoli relativi al mondo Bosch per e-bike e se volete restare aggiornati sulle novità che pubblichiamo seguiteci anche su Facebook